Aveva la passione per le vetture fatte per la gente, semplici, senza pretese di lusso, utilitarie [...]. I suoi disegni erano di estrema semplicità, esaltata fino al limite consentito della comunicazione dell'idea. I "figurini" subivano un processo di progressivo delicato affinamento che sembrava voler dare l'impressione di una genuinità raffinata, sofisticata, intellettuale. (Dante Giacosa)
La storia, lo stile e il metodo di lavoro di Manzù sono completamente differenti da quelli dei vari Giugiaro, Fioravanti e Gandini. La scuola tedesca ne ha fatto forse il designer più diverso di tutti, con un approccio al prodotto automobilistico non solo edonistico, di piacere. Quando ai grandi costruttori [...] interessava solo aumentare il più possibile i volumi di vendita, Manzù immaginava l'auto come un pezzo della mobilità, un tema ben più ampio e allora praticamente sconosciuto. (Giosuè Boetto Cohen)
Mi comunicava di tanto in tanto sotto forma di disegni nitidissimi, sintesi semplicissima di un lungo meditato studio, le sue idee sull'automobile, soprattutto la utilitaria, l'auto di grande diffusione accessibile ai più. I commenti che li accompagnavano erano di poche parole essenziali, elegantemente incise su fogli quasi vuoti. [...] Di Pio Manzù conoscevo [...] da tempo l'esperta mano e il vivido ingegno. [...] Gli occhi erano pensosi e lo sguardo intenso; il naso pronunciato sulla piccola bocca. Un viso allungato espressivo che faceva intuire una timidezza sincera e coraggiosa e una forte volontà. [...] L'industrial design nel senso giusto, applicato all'auto, era l'oggetto principale dei suoi pensieri. (Dante Giacosa)
Se non ci fosse stato, avremmo una vita diversa. (Giovanni Anceschi)
Un giovane uomo, intelligente e capace di guardare lontano, che pur avendo avuto in sorte solo cinque anni di carriera ci ha lasciato una delle automobili di maggior successo, prototipi e progetti per quelle che guidiamo noi mezzo secolo dopo e una manciata di pezzi d'arredamento che sono entrati nei musei. È la storia di Pio Manzù [...], designer visionario e concretissimo al tempo stesso, precursore dei temi della sostenibilità, in anni in cui tutto sembrava ancora sostenibile. [...] padre dellaFiat 127, dell'orologio Cronotime di Alessi, della lampada «Parentesi» di Flos (inventata conAchille Castiglioni) e di una piccola ma stupefacente galleria di oggetti. (Giosuè Boetto Cohen)
Uno dei più seri realizzatori di una nuova corrente del design italiano contemporaneo. (Gillo Dorfles)