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Citazioni sulCongresso di Vienna.
Gli affari[del Congresso] si avvicendavano colle feste. Vienna brulicava d'illustri ospiti, e l'imperatore Francesco[1] spendeva 30 mila fiorini per rallegrarli giorno per giorno con divertimenti autunnali ed invernali sino alla veniente primavera. Oltre i balli ordinarj e concerti, feste di Corte, mascherate, fuochi artificiali, giardini incantati, parate, caroselli, ecc. avevano luogo sul Danubio straordinarie partite di caccia e di slitta. Non si usciva mai da questo turbinio di piaceri, dove tutto il fiore della nobiltà europea si mescolava a guisa di olezzante mazzo non mai più visto. (Wolfgang Menzel)
Gli abusi del potere generano le rivoluzioni; le rivoluzioni sono peggio di qualsiasi abuso. La prima frase va detta ai sovrani, la seconda ai popoli. (Klemens von Metternich)
Il Congresso assomiglia ad una fiera in un piccolo paese, in cui ognuno dà una lucidata al dorso del proprio bestiame per venderlo e barattarlo. (Gebhard Leberecht von Blücher)
Terminò per tal modo[con la firma del Trattato del 9 giugno 1815] l'opera del Congresso, che ebbe allora e poi apologisti senza numero. Noi la diremo un'opera guasta dalle cupidigie di pochi potenti, che non rispettò i diritti dei popoli né quelli dei principi minori, e conculcò vergognosamente le solenni reiterate promesse di ricostituire le nazioni indipendenti. Vane paure e grette vedute v'ebbero molta parte, ma più che tutto le ambizioni. Per prevenire futuri pericoli dalla parte di Francia, le si pose da un lato il Regno de' Paesi Bassi, e dall'altro il Regno di Sardegna un po' ingrandito, ma non sì forte da imporne alla potente vicina, né da impedire le soverchianze dell'Austria gravitante col Lombardo-Veneto unito all'Impero su tutti gli Stati della penisola; onde invece di un'Italia francese si costituì un'Italia austriaca. (Enrico Poggi)