[SullaFrancia] Come si può governare un paese che ha duecentoquarantasei varietà differenti diformaggio?[4]
Ho lasciato incompiute una quantità di cose. Ma questo è naturale. E, a proposito, vale la pena di ricordare che in francese ilpassato si chiama imperfetto.[5]
L'esaltazione permanente delmilitarismo è la garanzia necessaria delle grandi speranze umane.[7]
L'Italia non è un Paese povero, è un povero Paese![8]
L'uomo d'azione non si concepisce senza una forte dose di egoismo, di durezza, di astuzia.[7]
[Durante la Seconda Guerra Mondiale] La Francia ha perso una battaglia, ma non la guerra![9]
LaFrancia non coincide con la geografia; quel che rappresento è «una certa idea della Francia», che ha radici nella terra ma innanzitutto nella mente di chi decide di entrare in resistenza e sperare in un mutamento.[10]
Lagloria si dà soltanto a coloro che l'hanno sempre sognata.[11][1]
La politica è troppo seria per essere lasciata ai politici.
La politique est une affaire trop sérieuse pour être laissée aux politiciens.[12]
[Rivolgendosi aHubert Beuve-Méry] Mefistofele, voi siete lo spirito che tutto nega.[13]
Nel tumulto degli uomini e degli avvenimenti, lasolitudine era la mia tentazione. Adesso è la mia compagna. Di che cos'altro accontentarsi quando si è incontrata la Storia?[14]
Rien ne rehausse l'autorité mieux que le silence, splendeur des forts et refuge des faibles.[15]
Poiché un politico non crede mai in quello che dice, quando viene preso alla lettera rimane sempre molto sorpreso.
Comme un homme politique ne croit jamais ce qu'il dit, il est tout étonné quand il est cru sur parole.[16]
Qualsiasi cosa succeda, la fiamma della Resistenza francese non dev'essere spenta e non lo sarà. Domani, come oggi, parlerò a Radio Londra.[17]
Quando voglio sapere cosa pensa la Francia, lo chiedo a me stesso.[18]
Signori, laFrancia, per diventare la Francia, ha speso sei secoli di Storia e di sangue, e sessanta Re. E ora dovrebbe contentarsi di ridiventare un pezzo d'Europa, e basta?[8]
Silenzio: splendore dei forti, rifugio dei deboli.[19]
[Rivolgendosi adAlain Peyrefitte] Non utilizzate l'espressione "capo di governo" per parlare del primo ministro. Il capo del governo sono io. Il primo ministro è il primo dei ministri, primus inter pares, coordina la loro azione, ma lo fa sotto la direzione e la responsabilità del presidente.[21]
In tutta la mia vita ho sempre avuto una certa idea dellaFrancia: un'idea nutrita ugualmente di sentimento e ragione. La parte di me che è sensibilità affettiva immagina naturalmente la Francia come la principessa delle fiabe, la madonna degli affreschi murali, votata a un destino eccelso e straordinario. D'istinto sento che la Provvidenza l'ha creata per successi compiuti o per sventure esemplari.[23]
Ho ammirato De Gaulle, sebbene i nostri rapporti non fossero molto buoni a causa dellaguerra anticoloniale in Algeria, che noi sostenevamo. Come militare ebbe delle qualità, poiché ebbe l'idea di creare le divisioni blindate. Ammiro inoltre la sua ribellione intransigente nei confronti degli Stati Uniti, degli inglesi e del resto del mondo. (Fidel Castro)
Il caso – ma forse non il caso – volle che tra i più accaniti resistenti alla barbarie naziste ci fosse un generale francese, Charles de Gaulle. La persona che amava di più al mondo, sua figlia Anne, era affetta dalla sindrome di Down. Morì a vent’anni, tra le braccia dei genitori. Allora de Gaulle e la moglie Yvonne fondarono un istituto dove venissero accolti e seguiti bambini come quelli che inazisti sopprimevano. È utile ricordarlo; perché la scelta tra il nazifascismo e la democrazia non è una scelta tradestra esinistra, ma tra civiltà e barbarie. (Aldo Cazzullo)
Il Generale Charles De Gaulle, io lo stimo e lo ammiro. La maggiore delle sue molte e splendide virtù è stata la sua indomabile volontà di ridare alla Francia una posizione di gloria e di prestigio. (Dwight D. Eisenhower)
Per dieci anni, secondo la visione di De Gaulle, la politica interna francese non ha avuto altro scopo che servire i fini supremi della politica estera, intesi come prestigio e potenza formali. Egli credeva ancora che il singolo Stato nazionale potesse avere un'efficace politica estera nell'epoca dei grandi Stati plurinazionali, mentre l'economia non doveva essere che l'intendenza logistica al seguito delle bandiere. (Alberto Ronchey)
Potevo confidarmi con lui, sicuro che non avrebbe deluso le attese. Aveva in simpatia i bulgari e considerava molto importante la posizione geopolitica del paese. L'ideologia non lo interessava molto e la riteneva un fenomeno passeggero. L'Unione Sovietica secondo De Gaulle avrebbe dovuto battersi per estendere la Bulgaria alla Tracia, alla Macedonia. Lui avrebbe voluto darci maggiori aiuti, ma la Francia doveva fare i conti con gli equilibri balcanici e il ruolo delicato della Iugoslavia. (Todor Živkov)
↑Citato inLes dossiers du Canard enchaîné, «Grands hommes et petites blagues», luglio 2014, p. 66.
↑Primo discorso a Londra, 18 giugno 1940. Citato in AA.VV.,Il libro della Seconda guerra mondiale, traduzione di Sandro Matteoni, Gribaudo, 2022, p. 230.ISBN 9788858041406
↑Citato inLe Monde, 10 luglio 2007, Le discours du président, J.-C Casanova, traduzione di G.Baldini e M.Lazar, in La Francia di Sarkozy, Il Mulino, 2007.
↑Citato in Alfio Bardolla, Lorenzo Ait, Business revolution, Sperling & Kupfer, 2011,p. 32.ISBN 9788873395072
↑PerFruttero & Lucentini (Íncipit, Mondadori, 1993, p. 267), questoincipit famosissimo in Francia va lasciato nell'originale (Toute ma vie, je me suis fait une certaine idée de la France) "perché a tradurlo letteralmente in italiano [...] non sta in piedi. Ma il fatto è che a lume di logica non sta in piedi neppure in francese, tanto che bisogna leggere l'intera prima pagina per accertare che il significato preciso è il seguente: «Fin da bambino mi sono fatto della Francia una certa idea, che ho poi conservato per tutta la vita»."