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Scrittura

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Tondo conaffrescoromano, del 50 circa, di donna con tavoletta cerata e stilo (cosiddetta "Saffo") proveniente daPompei (Napoli,Museo archeologico nazionale)

Lascrittura è la fissazione di uno o piùsegni linguistici in una forma esterna più o meno durevole.

Nelle scritture alfabetiche diventarappresentazione grafica dellalingua parlata, per mezzo di un insieme di segni dettigrafemi che compongono qualsiasisistema di scrittura inscindibilmente legato al rispettivo sistema dilettura. I grafemi denotano soventesuoni o gruppi di suoni.

A differenza dellinguaggio parlato che fa parte della natura umana in quanto sviluppato in strutture biologiche specifiche, la scrittura è un processo tecnologico che necessita di insegnamento e apprendimento, non necessariamente presente in tutte le culture; nelle società odierne essa è venuta a rappresentare un modo fondamentale dicomunicazione umana ed il mezzo finora più efficace per la conservazione e la trasmissione dellamemoria storica.

In un senso più ampio, si definisce dunque scrittura ogni mezzo che permette la trasmissione durevole diinformazioni, che sia o no rappresentazione grafica del parlato, come accade nelle scritture dellamusica, dell'algebra, dellachimica, dellacartografia e altri.

Ricostruzione tradizionale e interpretazioni recenti

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Tradizionalmente l'inizio della registrazione in forma scritta dei linguaggi verbali è stata collocata dagli storici intorno al3200 a.C. nellaBassa Mesopotamia dove sarebbe sorta per ragioni di amministrazione,contabilità ecommercio. Oggi questo fatto è pensato come il frutto di un processo meno puntuale, meno "fatale". Si sa ormai con certezza che già nelPaleolitico esistevano diversi sistemi per dare consistenza e far perdurare le conoscenze. Si tratta di "scrittura per immagini, senza parole"[1]. La stessascrittura cuneiforme ha un fortissimo collegamento con le prime registrazioni su sigilli ecretule. Tali sistemi di registrazione rappresentano "il coronamento del processo di specializzazione lavorativa e di spersonalizzazione dei rapporti lavorativi e redistributivi"[2], processo preceduto e provocato dal forte incremento dell'agricoltura, dallarivoluzione urbana e dal coagularsi di un coordinamento statale per la messa in opera delle canalizzazioni che, con l'impiego di un enorme numero di giornate lavorative, permisero di sfruttare sempre più efficacemente i terreni dell'alluvio mesopotamico.

Non solo si è cercato di rintracciare nel contesto delVicino Oriente antico le premesse forti della scrittura cuneiforme, ma si è anche indagato su altri centri dove la scrittura si sia potuta sviluppare indipendentemente. Sul fatto che l'America centrale, culla delleciviltà mesoamericane a partire dal 600 a.C., possa essere annoverato tra questi centri c'è un ampio consenso nella comunità scientifica, molto più dubbia è invece la natura delle incisioniRongorongo rinvenute sull'Isola di Pasqua. Particolarmente fruttuose sono state le intuizioni diMarija Gimbutas e le sue indagini sui sistemi di registrazione suterrecotte in uso neiBalcani già tra il 6000 e il 5000 a.C. (cultura di Vinča), dove però, a differenza che nel Vicino Oriente, la scrittura si sarebbe sviluppata a scopi cultuali, in particolare per i riti legati allaDea Madre. Tali scritture, precedenti il primo apparire delle cosiddettepopolazioni indoeuropee, sono datate tra il 5400 e il 4000 a.C. Sono state avanzate ipotesi secondo cui le forme di registrazione di Vinča avrebbero influenzato la scrittura cuneiforme, mentre più probabile sembra un'influenza diretta sullaLineare A cretese (II millennio a.C.) e lascrittura sillabica di Cipro.[3][4]

Impatto sulla società

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La scrittura sembra dunque aver avuto diverse origini, tanto in senso geografico quanto in senso funzionale. Il significato antropologico di questa fondamentale "invenzione" è quantomeno ambivalente: da un lato essa rappresenta la radice dei concetti moderni di "universalità", "razionalità" e "scienza" in quanto rende possibile un confronto (articolato come mai prima) tra conoscenze di diversa natura e origine. Dall'altro contiene "elementi angusti di specializzazione e di separazione funzionale"[3], in quanto (così certamente almeno nelVicino Oriente antico) essa prende piede come strumento di affermazione e realizzazione dei progetti di una specifica classe umana, espressione del polo palatino-templare, che si compone di un clero specializzato (mentre prima il culto era domestico e gestito in casa) e di un potere regale, impegnato a gestire lo sforzo della ridefinizione infrastrutturale della piana alluvionale mesopotamica nel segno di una sempre più forte diseguaglianza sociale. La scrittura, nei tempi della sua piena affermazione, si manifesta dunque come tecnica specializzata di altissimo prestigio, al pari (e anche più) di altre forme di specializzazione (l'artigianato) e in contrapposizione con quel sapere diffuso e senza potere contrattuale che è quello dei coltivatori diretti[5].

Sistemi logografici, sillabici e alfabetici

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Un'altra linea di sviluppo tradizionalmente articolata dagli storici è quella che ordina in serie cronologica i sistemi logografici (ad un segno corrisponde una parola), quelli sillabici (ad un segno corrisponde una sillaba) e quelli alfabetici (ad un segno corrisponde un suono).[6] Questa linea evolutiva va considerata con qualche distinzione: molti segni del sistema logografico egizio deigeroglifici possedevano valenza fonetica[6]; a tutt'oggi, forme di registrazione logografica (come ilsistema numerico) non hanno certo perso importanza, mentre cinesi e giapponesi moderni resistono con forza ad adottare sistemi alfabetici, il che, piuttosto che far pensare al timore di rompere con una antichissima tradizione, rinvia ad "una costante per tutte le civiltà dotate di scrittura, e cioè la forte interdipendenza fra scrittura, immaginario e forme della vita materiale"[6].

L'invenzione dell'alfabeto, in questa lettura, non risulta più una conseguenza scontata a partire dalle premesse logografiche e sillabiche, ma un'"emergenza, imprevedibile e feconda", non a caso portata avanti da due popoli,Fenici eGreci, concentrati sul protagonismo commerciale, sulla non territorialità, sul "ruolo di interfaccia fra l'Oriente asiatico e l'Occidente mediterraneo".[7]

Primati

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Come accennato, la ricostruzione tradizionale dell'origine della scrittura individuava laMesopotamia come fulcro iniziale[8]: l'invenzione della scrittura in quei luoghi, a partire dai sistemi di identificazione (prima il sigillo "come strumento di convalida e garanzia", poi la cretula, un blocco diargilla la cui rottura evidenziava l'effrazione della serratura di un magazzino o l'apertura di un vaso[2]) avrebbe poi sollecitato un simile sviluppo nell'antico Egitto e, 1500 anni dopo, in modi meno definiti, in Cina[8], dove la scrittura era utilizzata come strumentodivinatorio[4]. Tale impianto interpretativo, maggioritario neglianni sessanta e di cui è responsabile soprattuttoIgnace Jay Gelb (che non considerava igeroglifici maya come una scrittura vera e propria), è stato per lo più abbandonato:

  • i geroglifici maya sono ormai unanimemente considerati una scrittura a tutti gli effetti
  • conoscendo via via meglio la preistoria cinese si tende ad escludere un collegamento con il Vicino Oriente
  • in Egitto certi esempi di scrittura sembrano precedere quella mesopotamica[8]

È insomma possibile che "le scritture sumerica, egizia, cinese e maya siano state tutte create in risposta a esigenze locali e senza che ci sia stata un'influenza da parte di sistemi di scrittura stranieri"[9].

Sociologia della scrittura

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«Senza la scrittura le parole non hanno presenza visiva, possono solo essere "recuperate", "ricordate".»

(Walter J. Ong)

L'avvento della scrittura, secondoJack Goody, ha permesso un "addomesticamento delpensiero" tale da consentire processi quali l'astrazione, laformalizzazione, lalogica, l'analisi, laclassificazione, la sintesi e l'ipotesi (e quindi la formazione di nuoveteorie)[10].

Rispetto a culture in cui l'oralità è più diffusa, in quelle che sviluppano la scrittura si registra, a livellosociologico, una maggiore propensione all'innovazione, all'oggettività ed aldistacco avalutativo[11].

La scrittura, secondo il pensieroantropologico, ha portato anche a una perdita dell'importanza dellamemoria[12]: lo dimostrerebbe, ad esempio, il fatto che per i cittadini deiPaesi Occidentali è assai difficile ricordare i nomi degli avi, mentre nelle società a oralità diffusa questa è una forte necessità per dimostrare il possesso di una proprietà.

Lalettura, rispetto alla trasmissione orale, è unprocesso soggettivo che prevede una metabolizzazione privata, riflessiva e libera delleconoscenze (libro come mediatore della conoscenza). SecondoFranco Ferrarotti, infatti, «la logica della scrittura è una logica cartesiana, ha bisogno di silenzio e solitudine, esalta e premia il raziocinio, l’individuo nel suo foro interno, secondol’ammonimentoagostiniano «in te ipsum redi», ricordandoPersio con la sua regola:Tecum habita. È unalogica analitica, fondata sulla memoria del precedente,che comprende ciò che legge sulla base dell’antefatto»[13]. Quindi la scrittura può permettere di legare il pensiero concreto (legato all'esperienza) alpensiero astratto.

Sistemi di scrittura

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Lo stesso argomento in dettaglio:Sistema di scrittura.

La scrittura avviene tramite l'uso di un codice, unsistema di scrittura, che consiste digrafemi (segni grafici che rappresentano delle unità linguistiche) e regole per combinarli. Tra le classificazioni dei sistemi di scrittura più largamente condivise c'è quella basata sull'unità linguistica che viene rappresentata dai grafemi del sistema; si possono quindi individuare in linea di massima cinque tipi di sistema:

  • Alcuni sistemi di scrittura
    Alcuni sistemi di scrittura
  • Grafema Corsivo in Italia del XX-XXI secolo, con esempi di legatura
    Grafema Corsivo in Italia del XX-XXI secolo, con esempi di legatura
  • Alfabetiere Corsivo in Italia del XX-XXI secolo
    Alfabetiere Corsivo in Italia del XX-XXI secolo
  • Periodo di Uruk: bulla con gruppo di gettoni di contabilità (calculi), da Susa. Museo del Louvre.
    Periodo di Uruk:bulla con gruppo di gettoni di contabilità (calculi), daSusa. Museo del Louvre.

Scritture non lineari

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Lo stesso argomento in dettaglio:Quipu.

Per definizione, sono non lineari le scritture per la cui annotazione non vengono usate delle linee scritte, ma oggi si tende a contestare questo concetto. Sono infatti inclusi in questo gruppo anche vari codici ecrittografie, dove solitamente i segni sono comunque normali lettere onumeri, ma con senso alterato.

Anche la scritturaBraille per non vedenti potrebbe venir inclusa tra i normali alfabeti, in quanto a ogni suono corrisponde un apposito segno. Viene invece inclusa nelle scritture non lineari solo in quanto il sostrato (lacarta) non viene “scritto” ma “perforato”, per cui delle “linee” non sono possibili.

Analogamente nella scritturaMorse che pure potrebbe rientrare nelle scritture alfabetiche, manca l'azione dello “scrivere” in quanto i segni vengono originati da una “pressione” sul tasto apposito.

Rientra nella categoria anche la comunicazione a mezzo dibandiere usata perlopiù in marina, la più moderna tra le scritture ideografiche. Ma anche in questo caso viene a mancare l'accezione di “scrivere”.

Quella che più si avvicina alla definizione è la scrittura dellamusica. I segni dellenote non si possono definire un alfabeto o dei logografi, ma costituiscono un validissimo mezzo di scrittura. Solo che sono usabili unicamente in musica, non servono cioè per annotare delle parole (sistema scrittorio parziale come la matematica).

In tutti questi casi si tratta dunque solo di supporti per l'annotazione di certe informazioni, e non di espressioni grafiche del linguaggio. Nell'accezione di scrittura quale mezzo di registrazione storica, cioè per la conservazione di dati, questi sistemi non sono neanche accettabili tra le “scritture".

Tecniche moderne di annotazione

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Come detto sopra, l'uso della scrittura fu il primo modo di comunicazione e, più tardi, il mezzo principale per la registrazione e la conservazione di dati. Oggi sono a disposizione altre possibilità sia di comunicazione sia di testimonianza storica:stenografia,dattilografia, registrazione sunastro magnetico o susupporto digitale certamente non costituiscono una vera e propria scrittura, ma la sostituiscono egregiamente.

Sebbene probabilmente anche i libri verranno sostituiti daarchivi elettronici, presumibilmente conterranno delle parti di testo. La notazioneelettronica del testo si basa su unacodifica di caratteri, dove ogni carattere o segno di interpunzione viene rappresentato da un codice numerico univoco.

Le codifiche storicamente più usate sonoASCII eEBCDIC, che sono però limitate nel numero dei caratteri rappresentabili. Per questo motivo è stata sviluppata la codificaUnicode, oggi usata dalla maggior parte dei sistemi informativi, in grado di rappresentare decine di migliaia di caratteri differenti, potenzialmente tutti quelli esistenti in tutti gli alfabeti vivi o morti che siano.

Scrittura digitale[14]
PRO[15][16][17]CONTRO[18][19][20]
È possibile creare cartelle e file illimitati quasi istantaneamente, quindi l'ordinamento è molto semplice. Ogni file ha un nome, quindi è chiaro quale sia quel file che si sta cercando; e quei nomi possono sempre essere cambiati. I file possono essere facilmente spostati in diverse aree delcomputer. Poiché i file sono digitali, non c'è ingombro fisico a differenza dei taccuini, dei fogli e dei quaderni.Sebbene a volte le caselle di testo siano un'opzione, non forniscono la stessa personalizzazione quanto la scrittura a mano. Un foglio di carta può essere scritto da qualsiasi parte, si possono aggiungere disegni e abbozzi dovunque e con il proprio stile senza alcun limite.
Le persone possono collaborare allo stesso documento come accade inGoogle Docs, oppure i file possono essere inviati via email e/o SMS rapidamente.Può essere costoso. I computer e i tablet possono variare da centinaia di dollari o euro a migliaia.
La digitazione è più veloce. La scrittura a mano può richiedere molto tempo.Poiché è un metodo più veloce e gli studenti tendono ad ascoltare passivamente le lezioni e digitare tutto ciò che sentono, non devono passare attraverso il processo di selezione del contenuto importante per la trascrizione come farebbero con la scrittura a mano poiché è più lento.
Possibilità dibackup e copie di riserva infinite di ciò che si scrive. La scrittura a mano prevede solofotocopie di ciò che si scrive come "backup".Scrittura limitata alla durata dellabatteria del dispositivo.
Possibilità di smarrimento di ciò che si scrive molto rara. Perdere un file è molto più difficile che smarrire un foglio di carta o un quaderno o un blocco.Secondo alcuni studi impugnare una penna stimola la creatività e rafforza la memoria molto più della scrittura digitale.
Si può sempre stampare ciò che si è scritto e renderlo cartaceo. Mentre al contrario digitalizzare la scrittura a mano prevede la riscrittura del testo da zero su un dispositivo digitale.Secondo alcuni studi è più importante per i bambini e gli adolescenti utilizzare le penne per iniziare a scrivere rispetto al digitale.
Interpretare la scrittura a mano di altre persone può essere difficile e impegnativo. La scrittura digitale non lascia spazio a dubbi su ciò che viene scritto.SecondoBenedetto Vertecchi, professore emerito di pedagogia sperimentale all'Università di Roma Tre, la scrittura a mano aumenterebbe la capacità di linguaggio nei bambini, permettendo loro di esprimere pensieri più riflessivi e ragionati.
Correzione automatica degli errori e completamento automatico delle parole.Possibili distrazioni date dal dispositivo durante la scrittura (SMS email ricevuti, notifiche, avvisi, eccetera)
Ciò che si è scritto, una volta finito il testo, si può formattare in molti modi diversi (cambiare dimensione, colorare, sottolineare, creare link, aggiungere immagini e tabelle eccetra).Se il dispositivo per qualsiasi motivo si danneggia durante la scrittura o l'utente si dimentica il salvataggio del file, tutto ciò che viene scritto andrà perso.

Filografia

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Lafilografia (termine composto daphilos egraphia: Propr. "amore per la scrittura") è lostudio ecollezionismo di tutte le tracce relative alla scrittura, dai caratteri sumeri alle lettere inviate nellospazio, dallepergamenemedievali alla dematerializzazione della parola scritta nei messaggi diposta elettronica e nellinguaggio degli SMS.

Note

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  1. ^Origini della scrittura, 2002, cit., p. VIII.
  2. ^abLiverani, 2009, p. 128.
  3. ^abOrigini della scrittura, 2002, cit., p. IX.
  4. ^abHarald Haarmann, «Modelli di civiltà a confronto nel mondo antico: la diversità funzionale degli antichi sistemi di scrittura», inOrigini della scrittura, 2002, cit., pp. 28-55.
  5. ^Liverani, 2009, p. 110.
  6. ^abcOrigini della scrittura, 2002, cit., p. X.
  7. ^Origini della scrittura, 2002, cit., p. XI.
  8. ^abcJerrold S. Cooper, «Scrivere in cuneiforme: l'origine burocratica della scrittura in Babilonia», inOrigini della scrittura, 2002, cit., p. 69.
  9. ^Jerrold S. Cooper, «Scrivere in cuneiforme: l'origine burocratica della scrittura in Babilonia», inOrigini della scrittura, 2002, cit., p. 70.
  10. ^Jack Goody,La raison graphique : La domestication de la pensée sauvage [« The domestication of the savage mind »], Paris, Les Éditions de Minuit, 1979, pp. 86-87.
  11. ^Walter J. Ong,Orality and Literacy : The Technologizing of the Word, Londres, Methuen, 1982, p. 129.
  12. ^Clarisse Herrenschmidt,Les trois écritures : Langue, nombre, code, Paris, Gallimard, 2007, p. 210.
  13. ^Atti del convegnoScienza e umanesimo: un’alleanza?, Roma,Biblioteca del Senato Giovanni Spadolini, 2017,p. 53.
  14. ^(EN)Pros and Cons of Typed, Digitally Handwritten, and Paper Notes, suGreater University Tutoring Service, 19 novembre 2020.URL consultato l'8 ottobre 2021.
  15. ^ Kiyoyuki Osugi, Aya S. Ihara e Kae Nakajima,Differences in Brain Activity After Learning With the Use of a Digital Pen vs. an Ink Pen—An Electroencephalography Study, inFrontiers in Human Neuroscience, vol. 13, 2019, p. 275,DOI:10.3389/fnhum.2019.00275.URL consultato l'8 ottobre 2021.
  16. ^researchgate.net.
  17. ^ Dahlström Dahlström e Boström Boström,Pros and Cons : Handwriting Versus Digital Writing, 2017,DOI:10.18261/ISSN.1891-943X-2017-04-04.URL consultato l'8 ottobre 2021.
  18. ^Blog | Perché ci fa bene continuare a scrivere a mano, suAlley Oop, 10 novembre 2020.URL consultato l'8 ottobre 2021.
  19. ^ redazione,Scrivere a mano fa bene al cervello. Lettera, suOrizzonte Scuola Notizie, 8 novembre 2019.URL consultato l'8 ottobre 2021.
  20. ^Scrivere a mano fa bene alla salute (e rende più intelligenti) - Grazia.it, suGrazia, 21 febbraio 2019.URL consultato l'8 ottobre 2021.

Bibliografia

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Voci correlate

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Altri progetti

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Collegamenti esterni

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