Deve il suo nome aZayd ibn ʿAlī ibn al-Ḥusayn, uno dei figli del quartoImām sciitaZayn al-ʿĀbidīn, che insorse inutilmente aKūfa nel740 contro il potereomayyade, da lui ritenuto usurpatore e violentemente ostile all'Ahl al-Bayt.
La rivolta di Zayd fu la prima a manifestarsi dopo il massacro diKerbelāʾ. Fu preceduta da un soggiorno di Zayd aBaṣra, durato due mesi, e di un anno a Kūfa. Il suo programma era ricco d'implicazioni religiose e sociali (tra l'altro proponeva la legittimità della deposizione dell'Imam in caso d'inadempienza) e quest'ultima componente caratterizzerà a lungo lo Zaydismo, proponendolo come un movimento grandemente pericoloso agli occhi del potere costituito islamico.
L'attività del pronipote diʿAlī non tardò a destare sospetti sempre più stringenti e fu così che Zayd fu costretto ad asserragliarsi nellamoschea della città, coadiuvato da poche centinaia di seguaci anziché dalle varie migliaia che si erano precedentemente offerte di appoggiarlo contro gliOmayyadi.
Ilwālī Yūsuf ibn ʿUmar al-Thaqafī, parente dial-Ḥajjāj ibn Yūsuf, riuscì a piegare la resistenza di Zayd e dei suoi uomini che, quando il loro capo fu ucciso, provvidero a seppellire segretamente per evitare che del suo cadavere fosse fatto scempio.
La cautela non servì e Yūsuf ibn ʿUmar riuscì a scoprire il luogo dell'inumazione. Ne disseppellì quindi il cadavere e ne tagliò la testa, inviata poi alcaliffoHishām ibn ʿAbd al-Malik che la mostrò a fini deterrenti aDamasco, quindi aLa Mecca e infine aMedina, crocifiggendone infine il corpo a Kūfa, lasciato in vista per tre anni nella discarica urbana.
La bandiera della rivolta fu ripresa dal figlioYaḥyā inKhorāsān ma anch'essa non produsse immediati frutti, venendo stroncata nel743 dalwālīNasr ibn Sayyār. Seminò però in profondità l'odio per la dinastia califfale fra le popolazioni e proprio esse saranno successivamente le prime e più importanti protagoniste della cosiddetta "rivoluzioneabbaside".
Se in campo giurisprudenziale lo zaydismo non è particolarmente diversificato daimadhāhib sunniti, sì da poter essere definito "moderato", in campo politico invece esso ha apportato elementi di forte novità, tali da farlo includere senz'altro fra i movimenti giudicati dal sunnismo "estremistici" (la terminologia araba usa la parolaghuluww, "esagerazione"). Lo zaydismo infatti non esige l'appartenenza di sangue alla discendenza "hasanide" o "husaynide" dellaShīʿa (dai nomi dei due figli deiʿAlī ibn Abī Ṭālib e diFāṭima bint Muḥammad), prescrivendo tuttavia che il potere potrà essere legittimamente esercitato solo da chi abbia dimostrato di saper organizzare e guidare i musulmani contro gli usurpatori e gli oppressori, dando al movimento una coloritura "militante" che lo rese abbastanza popolare nei primi secoli di storia dell'Islam e il movimento forse maggiormente pericoloso, insieme a quello deikharigiti e deiCarmatiismailiti.