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(latino)
«Sed omnia praeclara tam difficilia, quam rara sunt»
(italiano) «Tutte le cose eccellenti sono tanto difficili, quanto rare»
(Baruch Spinoza,Ethica, pars VDe potentia intellectus seu de libertate humana, propositio XLII, scholium)
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La cosiddettaTenzone con Forese è un insieme di seisonetti inlingua volgare di genere comico-grottesco, botta e risposta tra i poeti fiorentiniDante Alighieri eForese Donati. I sonetti dellatenzone furono composti negli ultimi anni del XIII secolo (all'incirca nel1294). Nelle moderne opere a stampa viene solitamente inclusa nelleRime dantesche.
La tenzone poetica rappresenta il culmine della rivalità tra Dante e Forese, politici avversi all'interno deiguelfi fiorentini, ma privatamente amici intimi. I due, quindi, nella finzione poetica, procedono a lanciarsi una serie diinvettive e accuse infamanti di natura giocosa. Ad aprire la tenzone è Dante, mentre Forese la prosegue e la chiude. Forese è per Dante goloso, degenerato e criminale, mentre Dante è per Forese miserabile, povero e disonorato. Dai commentatori Dante è generalmente ritenuto il vincitore della contesa, soprattutto per la maggior qualità e ricercatezza dei suoi versi, ricchi di rimandi ed allusioni.
L'autenticità dellaTenzone è incerta. Secondo alcuni autori, soprattutto dell'Ottocento e del primo Novecento, comeDomenico Guerri, si tratterebbe di un falso diepoca rinascimentale. La critica contemporanea, invece, tende a ritenere l'opera genuina, stante l'esistenza di codici indubbiamente medievali che riportano almeno frammenti della disfida poetica. Pervenuti in maniera sparsa, i sonetti dellaTenzone furono riuniti e riordinati dal letteratoFederico Ubaldini nel XVII secolo, ricostruzione poi confermata da studiosi moderni comeMichele Barbi.
Mstislav Mstislavič, soprannominatol'Audace (inrussoУдало́й?,Udaloj) oil Coraggioso (inrussoУда́тный?,Udatny), inrussoМстислав Мстиславич Удатный?; inucrainoМстислав Мстиславич Удатний?; tra il1173 e il1175 –1228), fuprincipe di Novgorod dal 1208/1209 al 1215 e dal 1216 al 1218 eprincipe di Galizia dal 1218 al 1219 e dal 1221 al 1227.
Tra i sovrani più energici e più attivi della sua epoca inEuropa orientale, Mstislav Mstislavič non era il figlio primogenito diMstislav Rostislavič il Coraggioso ed era dunque destinato a una carriera di secondo piano. Al contrario, grazie alle sue abilità militari e politiche, riuscì a scalare la gerarchia della sua famiglia, quella dei Rostislavič, e contribuì a estendere gradualmente la supremazia della dinastia nella frammentataRus' di Kiev. Insediatosi aNovgorod, seppe farsi apprezzare daiboiardi locali e scacciò la dinastia che prima amministrava la città e che per breve tempo lo aveva estromesso nel 1215, i cui rappresentanti e suoi antagonisti principali furono sconfitti nellabattaglia del fiume Lipica del 1216.
Impegnatosi in diverse campagne nella regione delBaltico contro le aggressive tribùestoni elettoni, successivamente abbandonò Novgorod e volse il proprio sguardo allaGalizia, una regione da tempo tormentata per via di un vuoto di potere e contesa daUngheria ePolonia. Assicuratosi l'importante appoggio del candidato più papabile alla successione,Danilo di Volinia, Mstislav riuscì a sedere sul trono galiziano in due occasioni distinte. Qui non seppe però farsi apprezzare e i boiardi più volte sollecitarono la sua partenza, avvenuta nel 1227. È plausibile che la sua reputazione di sapiente generale avesse subito una crepa insanabile tempo prima, quando nel 1223 allestì una vasta coalizione contro imongoli sbaragliata miseramente nellabattaglia del fiume Kalka. Probabilmente già ammalatosi da un po', morì nel 1228 e le sue spoglie furono traslate in una chiesa da lui fatta costruire aKiev.
Attento e lungimirante, fu l'unico sovrano non attivo a Kiev o nella sua capitale dinastica a venire definito dalle fonti medievali "gran principe". Ciononostante, il giudizio nei suoi confronti non è stato unanime, spesso perché frutto di visioni preconcette degli autori dell'epoca. Gli storici moderni gli hanno attribuito grande importanza, sottolineando che fu ben oltre che un semplice cavaliere errante in cerca di fortuna, ma un uomo avveduto, razionale e rispettoso delle tradizioni genealogiche di successione, una caratteristica questa assai apprezzata dai parenti che aveva aiutato a stabilirsi o a ristabilirsi al potere. I suoi figli ebbero un impatto storico incolore, mentre maggiore rilevanza ebbero i nipoti, tra cui spiccano, per parte materna,Alessandro Nevskij eLeone I di Galizia.
Lastoria della paleontologia afferisce alle vicende storiche relative alladisciplina che si occupa di studiare gliesseri viventi attraverso la documentazionefossile. Benché i reperti organici fossero stati scoperti e analizzati sin dai tempi antichi, la loro vera natura fu a lungo fraintesa, venendo spesso scambiati per oggetti inanimati, privi di qualsiasi legame con la natura o dotati di un presunto valore religioso o curativo. Un più compiuto studio dei fossili, unito alle prime corrette interpretazioni sulle proprie origini, cominciò intorno alCinquecento, proseguendo poi gradualmente nei due secoli successivi con sempre maggiore consapevolezza. Grazie ai contributi deifilosofi naturali delXVII secolo e soprattutto all'Illuminismo, si iniziò a riconoscere la natura biologica dei resti fossili in maniera pressoché unanime. Nell'Ottocento, le analisi vennero ormai sempre più eseguite adottando un approccio metodologico consono a una branca dellescienze naturali.
Sempre nel XIX secolo fu coniato il termine "paleontologia", e a questa giovane disciplina si affiancarono presto vari saperi affini, in particolare lageologia e lastratigrafia. Per comprendere l'origine dei fossili, era infatti da tempo evidente che occorreva conoscere al meglio le caratteristiche del pianetaTerra, la sua storia e i fenomeni che esso aveva sperimentato sin dalla sua formazione. Per diversi secoli, tuttavia, i giudizi mossi dagli studiosi risentirono spesso di un'impostazione religiosa, con il risultato che si cercò di avvalorare o comunque non contraddire le ricostruzioni dellaBibbia. Non mancarono comunque figure che proposero visioni alternative, focalizzandosi su approcci maggiormente metodologici e meno dogmatici. Leteorie darwiniane (specie le considerazioni sull'estinzione, l'evoluzione e laselezione naturale), i progressi nel campo geologico e una più consapevole interconnessione tra le varie discipline scientifiche consentirono il superamento della vecchia impostazione e portarono a sorprendenti scoperte nel corso delNovecento. Fu proprio nel XX secolo che si registrarono i maggiori progressi mai raggiunti nel campo delle scoperte paleontologiche, in particolare negli studi sull'abiogenesi e nell'esplorazione dei fondali marini e delle grotte, grazie ai lavori e alle ricerche portati avanti nei vari angoli del globo.
Gli sviluppi futuri restano altrettanto incoraggianti, considerato l'ausilio delle nuove tecnologie di cui possono beneficiare gli studiosi contemporanei.
Lacoccarda italiana tricolore è l'ornamento nazionale dell'Italia, ottenutapieghettando circolarmente un nastro costituito da strisce parallele verdi, bianche e rosse, ovvero i tre colori dellabandiera italiana, con il verde al centro, il bianco subito all'esterno e il rosso sul bordo.
A lungo dimenticato e abbandonato nei depositi degli Uffizi, fu riscoperto agli inizi del XX secolo e identificato come opera di Caravaggio, soprattutto grazie agli storici dell'arteMatteo Marangoni eRoberto Longhi. Dalla sua riscoperta è divenuta una delle opere più celebri del pittore.
IlBacco è riconducibile al periodo giovanile di Caravaggio; ciononostante, è in grado di mostrare già delle caratteristiche tecniche considerevoli, nonché la padronanza del colore e dell'elaborazione compositiva. Due sono i motivi ricorrenti in questa tela: quello dellanatura morta, di cui il Merisi è uno dei precursori, e quello dell'autoritratto. La tela oscilla tra una rappresentazionenaturalista e un'allegoria, che sottolinea il trascorrere del tempo e l'evanescenza dei piaceri terreni.