Walvis Bay (inafrikaansWalvisbaai,intedescoWalfischbucht) è una città dellaNamibia di102704 abitanti[1], situata all'interno dellaregione degli Erongo. In italiano è anche nota con il nome diBaia delle Balene, dalla traduzione dei nomi inglese, tedesco e afrikaans[2].
Si trova sull'oceano Atlantico, a32km daSwakopmund, nellabaia omonima. La collocazione ideale della baia come punto d'approdo intermedio sulla via per ilcapo di Buona Speranza, e la presenza delfrangiflutti naturale costituito dalla lingua di terra chiamata Pelican Point fece sì che qui sorgessero numerosi insediamentieuropei e giustifica la tormentata storia della baia, da sempre al centro di contese internazionali.
Il nome deriva dall'olandeseWalvisbaai, "Baia dellebalene"; l'acqua profonda della baia, infatti, ospita una ricca vita marina e moltoplancton, ed era di conseguenza visitata assiduamente dalle balene.
Il navigatoreportogheseBartolomeo Dias approdò a Walvis Bay, con laSão Cristavão, l'8 dicembre 1487, mentre stava cercando una rotta marina verso l'est attraverso ilCapo di Buona Speranza. Egli battezzò la baia "O Golfo de Santa Maria da Conceição", ma non ne rivendicò formalmente il possesso.
Verso la fine delXVIII secolo lebaleniere americane iniziarono a battere la zona, che si rivelò estremamente pescosa. Questo fatto suscitò l'interesse degliolandesi, che il 23 gennaio 1793 presero possesso della baia, ribattezzandolaWalvisbaai.
Nel 1878 ilRegno Unito (allora predominante nel controllo dei mari) annesse Walvis Bay e l'area circostante allaColonia del Capo, allo scopo di arginare le ambizionitedesche sulla regione e assicurarsi un punto di scalo strategico. Nel 1910 Walvis Bay divenne parte dell'Unione dell'Africa del Sud. Tuttavia, nacque una contesa fra inglesi e tedeschi sulla definizione dei confini dell'exclave. Nel 1911 tale contesa fu risolta, e agli inglesi andò un'area complessiva, attorno alla baia, di 1.124km².
Durante laprima guerra mondiale l'enclave di Walvis Bay fu dapprima invasa dai tedeschi, e poi presa dalle forze britanniche del Sudafrica nel 1915. Walvis Bay entrò a far parte dell'Africa del Sud-Ovest, affidata all'Unione sudafricana sotto forma dimandato della Società delle Nazioni. Nel 1977, per evitare che la baia cadesse nelle mani dellaSWAPO (ostile al governo sudafricano), il Sudafrica riprese formalmente il controllo della baia, ceduta per un breve periodo allaprovincia del Capo. Nel 1978, ilConsiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite iniziò una serie di negoziati bilaterali fra Sudafrica e Namibia per l'attribuzione di Walvis Bay.
Nel 1990, l'Africa del Sud-Ovest ottenne l'indipendenza e nacque la nazione dellaNamibia. Walvis Bay rimase inizialmente sotto il controllo del Sudafrica, sebbene numerose pressioni fossero esercitate dai gruppi economici locali affinché questo stato di cose venisse corretto a favore della Namibia. La baia, insieme con leisole dei Pinguini, venne finalmente ceduta dal Sudafrica il 28 febbraio 1994, in prossimità delleelezioni sudafricane, quando poi venne eletto a presidenteNelson Mandela.
L'economia di Walvis Bay ruota principalmente attorno alle attività portuali. Il porto è dotato di un punto d'attracco per lepetroliere, strutture per la movimentazione deicontainer, e unbacino di carenaggio. Presso la baia ha inoltre sede il quartier generale e la principale base navale dellaNamibian Navy.
Lungo la costa si trovano anche diversesaline, e un tempo prosperava anche l'industria del pesce, declinata neglianni ottanta a causa dell'impoverirsi delle risorse ittiche.
Rhenish Mission Church /Rheinische Missionskirche / Chiesa della missione renana
L'edificio più antico di Walvis Bay è la chiesa dellamissione renana,Rhenish Mission Church; fu costruita nel1880 con materiale giunto daAmburgo. IlWalvis Bay Museum espone documenti e reperti relativi alla storia della città e alla storia naturale del Namib.