Il territorio del comune di Volvera, tutto pianeggiante, si estende su un antico terrazzo alluvionale. Il centro del paese si trova a una quota di 251m sul livello del mare.I terreni sono molto diversificati, da quelli sciolti con abbondanza di sassi fino a quelli sabbioso-limosi, passando per quelli fortemente argillosi (a quest'ultima caratteristica è dovuta la presenza in passato di una fornace per la produzione diterracotta). Il comune è bagnato dal torrenteChisola.
Nell'antichità Volvera era conosciuta come Laurera, nome probabilmente dovuto alle piante dilauro presenti nel paese e attorno alle mura dell'antico castello di Volvera. Le prime notizie sul centro abitato risalgono all'XI secolo: nel 1029, infatti, la metà del paese venne donata dalvescovo di Asti,Alrico, almonastero di San Giusto diSusa, che ottenne l'altra metà dal prete Sigifredo nel 1037.NelXII secolo il paese entrò a far parte dei possedimenti dei conti diPiossasco. Gualtieri I, all'interno della politica di ampliamento del suo feudo, occupò Volvera, sottraendola al controllo dei monaci. Nonostante l'appello al conteAmedeo III di Savoia, pronunciatosi a favore dei monaci, questi ultimi non riebbero il feudo, anche per il non fattivo intervento di Amedeo che non voleva inimicarsi i Piossasco, da tempo suoi fedeli seguaci. I Piossasco rimasero quindi feudatari di Volvera fino all'abolizione della feudalità alla fine del XVIII secolo.
Rievocazione storica della battaglia della Marsaglia, che si tiene ogni due anni nelle campagne di Volvera
Volvera fu sede di numerosi scontri di truppe, tra cui sono da ricordare quelli culminati nellabattaglia della Marsaglia (4 ottobre 1693) e il passaggio di truppe francesi nel 1799 in occasione della presa di possesso del Piemonte, dopo la cacciata del reCarlo Emanuele IV. Dopo la battaglia della Marsaglia il centro abitato di Volvera venne rovinato, incendiato e saccheggiato con danni immensi che restarono evidenti per molto tempo e non venne risparmiata neanche la chiesa parrocchiale. A causa dei più di dodicimila soldati caduti nelle campagne e lasciati insepolti per settimane, i terreni rimasero incoltivabili per anni: una volta sepolti i caduti, i campi furono decorati da centinaia di croci in legno; oggi in memoria dei caduti è presente il monumento "Croce Barone", una grande croce in pietra installata sulla strada antica diPinerolo nel 1913.
Piano della battaglia della Marsaglia (ottobre 1693)
Volvera e le campagne confinanti furono sede di vari aviolanci alleati e dal dicembre del 1944 il paese fu centro del comando della "Brigata Campana", costituita da vari gruppipartigiani per un totale di circa 200 combattenti che attuarono svariate operazioni di sabotaggio e scontri a fuoco che portarono alla liberazione dei paesi e delle valli vicine.
Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 19 gennaio 1999.[4]
«Stemma d'azzurro, all'albero dilauro di verde, fustato al naturale, nodrito nella pianura diminuita di rosso, munito di sei rametti, tre in banda e tre in sbarra, ciascuno con tre foglie postea ventaglio sulla sommità, e di altra foglia, posta in palo sulla sommità dell'albero, i rametti alternati da quattro ramoscelli, due in banda e due in sbarra, ognuno cimato dalla drupa di nero. Sotto lo scudo, su lista bifida e svolazzante di azzurro, il motto in lettere maiuscole di nero,Ingenio VirtutiQue Decus. Ornamenti esteriori da Comune.»
Costruita intorno all'anno 1000, è stata la chiesa parrocchiale fino al1617. Sorge al centro del cimitero comunale e presenta un ciclo di affreschi delXVI secolo e uno delXIX secolo.
La costruzione della chiesa parrocchiale fu ordinata dall'arcivescovo di TorinoCarlo Broglia nella sua visita pastorale del 1595, perché quella vecchia - l'attuale chiesa di San Giovanni Battista del cimitero, risalente al XIII secolo - era diventata scomoda per il paese che si andava espandendo. Furono necessari 20 anni, dal 1598 al 1618, per portare a termine l'opera.Già in origine la chiesa era composta da tre navate, ma nel corso degli anni, in seguito alle varie ristrutturazioni, è stata arricchita via via da statue, cornici e capitelli (da ricordare i due principali cambiamenti, che furono la ricostruzione del pavimento in losoni di pietra e la sostituzione dell'originale altare di legno con uno di marmo).
La chiesa dello Spirito Santo, conosciuta come la "cappella della confraternita", sorge in via XXIV Maggio e presenta una facciata intonacata con timpano triangolare. Il campanile barocco in mattoni e con cupola in rame è notevole per l'armonia del disegno di impostazionejuvarriana. All'interno è presente un'opera pittorica attribuita a C. Sacchi, della scuola diGuglielmo Caccia detto"il Moncalvo".[5]
La cappella Pilotti (Capela 'd Pilòt)[6] è un'opera architettonica di particolare pregio di Volvera. Si trova fuori del paese a ridosso dell'autostrada Torino-Pinerolo, nei pressi dello svincolo di Volvera.Era stata costruita come cappella privata da un certo Giuseppe Pilotto all'inizio delXVIII secolo. Fu successivamente ampliata e divenne nel tempo luogo di devozione della comunità cristiana di Volvera.È stata recentemente restaurata in occasione della costruzione dell'autostrada e ospita occasionalmente eventi culturali.
La costruzione di inizio secolo XX, quasi contemporanea dellaMole Antonelliana, è modulata secondo un canone tardo neoclassico. La parte inferiore della facciata presenta lesene e colonne in muratura. Al centro dell’ordine superiore si apre un rosone rotondo tra due angeli in cemento e stucco. Un timpano triangolare e due pinnacoli laterali concludono la facciata. Anticamente esisteva sul luogo una cappella dedicata asan Pancrazio martire, patrono di quel rione. Inoltre, la cappella dedicata a San Sebastiano martire venne distrutta dalle soldatesche francesi nelle primavere del 1799 e del 1814, quando saccheggiarono Volvera.
Fu la prima chiesa delle frazioni di Volvera, costruita nel 1849 in un piccolo spazio vicino alla strada antica di Pinerolo. Nel 1918 la cappella fu acquistata dall’avvocato Stefano Bertolini che la affidò alla figlia e, insieme, si impegnarono tenacemente a regolarizzare la posizione canonica e giuridica della chiesetta e a promuoverne un suo devoto utilizzo da parte dei gerbolini (abitanti della frazione Gerbole di Volvera).
A Volvera è presente il Teatro Bossatis, edificio polifunzionale in cui vengono ospitati spettacoli diteatro ecirco, con corsi annessi[9]. Il teatro è gestito dall'associazione no profit "Arte Della Commedia", che gestisce la parte teatrale[10], e dal 2017 dall'Associazione di promozione sociale Jaqlé, che gestisce la parte del circo[11]. Il teatro è stato inaugurato nel 2008 e ha sede nella ex-cascina Bossatis, accanto alla biblioteca[8].