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Villa Lagarina

Coordinate:45°55′N 11°02′E45°55′N,11°02′E (Villa Lagarina)
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Villa Lagarina
comune
Villa Lagarina – Stemma
Villa Lagarina – Veduta
Villa Lagarina – Veduta
LaPieve di Santa Maria Assunta
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione Trentino-Alto Adige
Provincia Trento
Amministrazione
SindacoJulka Giordani (Lista civica) dal 22-9-2020
Data di istituzione16-10-1920
Territorio
Coordinate45°55′N 11°02′E45°55′N,11°02′E (Villa Lagarina)
Altitudine180 m s.l.m.
Superficie24,13km²
Abitanti3 879[2] (30-11-2024)
Densità160,75 ab./km²
FrazioniCastellano (Castelàm), Pedersano (Presàm), Piazzo[1]
Comuni confinantiArco,Cavedine,Cimone,Drena,Isera,Nogaredo,Pomarolo,Ronzo-Chienis,Rovereto,Trento
Altre informazioni
LingueItaliano
Cod. postale38060
Prefisso0464
Fuso orarioUTC+1
CodiceISTAT022222
Cod. catastaleL957
TargaTN
Cl. sismicazona 3(sismicità bassa)[3]
Cl. climaticazona E, 2 675GG[4]
Nome abitantivillani
PatronoSanta Maria Assunta
Giorno festivo15 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Villa Lagarina
Villa Lagarina
Villa Lagarina – Mappa
Villa Lagarina – Mappa
Posizione del comune di Villa Lagarina
nella provincia autonoma di Trento
Sito istituzionale
Modifica dati su Wikidata ·Manuale

Villa Lagarina (Vìla indialetto trentino) è uncomune italiano di 3 879 abitanti[2] dellaprovincia autonoma di Trento.

Comune di antica origine, importante centro dellaVallagarina, situato sulla Destra Adige. Vi è situata la monumentalechiesa arcipretale dedicata aSanta Maria Assunta di fondazionemedioevale, ricostruita nel 1600. Il tessuto urbano conserva dimore nobiliari erette nel corso degli ultimi secoli.

Da sempre centroagricolo (viticoltura), ha incrementato nelsecondo dopoguerra l'estensione delle aree dedicate alle attività commerciali, artigianali e altresì industriali.

Nel territorio del comune di Villa si trova anche ilLago di Cei.

Geografia fisica

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Importante centro situato nel mezzo dellaVallagarina, sulla sponda destra del fiumeAdige, si trova a 4 km a nord diRovereto e circa 22 a sud diTrento.Immediatamente a nord di Villa Lagarina si innalza la catena delmonte Bondone, dove è situato anche il piccololago di Cei, a 12 km dal capoluogo comunale.Fanno parte del comune anche le frazioni diCastellano, Pedersano e Piazzo.

Storia

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Lo stesso argomento in dettaglio:Feudo di Castellano e Castelnuovo.
Eduard Gurk, particolare daIl porto di Villa Lagarina sull'Adige, Autunno 1840, olio.

Lungo i secoli, dal Medioevo, Villa Lagarina era indicata nei documenti comela Villa di Villa. Peraltro, il documento più antico della sua storia risale ai secoli 900-500 a.C., alla primaEtà del ferro: due fibbie provenienti da una tomba, ora conservate nei musei di Rovereto e di Trento. AlTardo impero romano (200-476 d.C.) risalgono invece i reperti dei quali riferisce l'archeologoPaolo Orsi rinvenuti nell'inverno 1881 "poco oltre la chiesa decanale". Del periodo romane sono state rinvenute in loco numerose monete d'argento e di bronzo coniate in un periodo che va dall'imperatoreAugusto (dal 27 a.C. al 14 d.C.) adAureliano (dal 270 al 275 d.C.).[5]

È nell'anno1190, ottocento anni fa, che "la villa di Villa", entra da protagonista documentata nella Storia, quando sulla piazza dove nel frattempo era stata eretta laPieve venne convocata una solenne riunione dei capifamiglia di tutto il comune di Lagaro. In quella assemblea il plebato e i suoi consoli accusaronoAldrighetto di Castelbarco, di aver violato i diritti di proprietà di cui godeva la comunità sul monte Cimone. Di quel processo, conclusosi con l'accettazione di un compromesso proposto dai Consoli da parte di Aldrighetto, non esistono documenti diretti, ma testimonianze giurate rilasciate dai signori di Castel Nuovo e di Nogaredo in un altro processo celebrato a Livo in Val di Non per un'altra causa, intentata dai Consoli della comunità di Lagaro, contro l'erede di Aldrighetto, Briano di Castelbarco e Olderico di Piero, signore di Nomi.

Villa Lagarina, veduta aerea

Questi processi certificano innanzitutto che sul finire del XII secolo esisteva un comune di Lagaro, che probabilmente comprendeva a Nord anche Cimone ed Aldeno, in grado di gestire con autorevolezza mediante i propri Consoli, la proprietà indivisa comunale di pascoli e boschi.

In secondo luogo siamo informati che le decisioni comuni venivano prese in un'assemblea che si celebrava sulla piazza davanti alla Pieve di Villa Lagarina. I convocati erano ivicini, ossia tutti i capifamiglia possidenti terra da coltivare abitanti le comunità (o"vicus") lagarine, affittuari compresi, nonché imilites (ovvero gli armigeri e i nobili). I partecipanti all'Assemblea, goderono tutti individualmente dei medesimi diritti e doveri, posti sullo stesso piano: una dinamica decisionale assembleare che, modernamente, si potrebbe definiredemocratica e che armava l'autorità dei Consoli motivandone con forza ed efficacia sanzionatoria l'attuazione delle decisioni, tanto che i singoli Signori vi si sottoponevano senz'altro.

Villa Lagarina, in quell'anno1190, per conseguenza d'essere sede della Pieve, risulta veramente aver assunto un ruolo di centralità civile e spirituale per tutta la Destra Adige. Sulla piazza si svolgevano i riti civili: le assemblee, le fiere, le feste popolari.[6]

Da quel tempo la storia di Villa Lagarina si svolge nell'intreccio convergente e coinvolgente di tre dimensioni. Innanzitutto vi è quella della lenta evoluzione della vita quotidiana civile, sociale, agricola ed economica in generale, ispirata o condizionata dal momento spirituale-religioso.

La seconda dimensione vede l'interdipendenza delle convivenze con tutti gli altri centri della Destra Adige (da Aldeno a nord fino ad Isera e oltre a sud), regolate dalle norme condivise del "Comun Comunale", un'istituzione sopravvissuta nei secoli (fino al 1818, quando fu abolita dalla politica accentratrice dell'Austria) che aveva manifestato i primi segni di crisi soltanto nel1544 quando la sede della comunità fu trasferita da Villa a Pomarolo, ma che ancora nel1759 aveva saputo rinnovarsi con un nuovo Statuto.

Infine si devono considerare, oltre l'intreccio critico degli accadimenti storici globali che coinvolsero senza tregua la contrada lagarina, le tumultuose vicende dinastiche dei Signori che dominarono e sovente imperversarono sul territorio: tre casate nel corso di 800 anni. Questi furono dapprima iCastelbarco. Dopo che Briano (1192-1234) pose le fondamenta della casata, ricavandone il nome della rocca che dominava Chiusole, l'espansione di questa continuò fino aGuglielmo da Castelbarco che s'impadronì, nel1300, di tutta la Val Lagarina e oltre, arrivando a levante oltre Folgaria e la Vallarsa e a ponente fino a Castel Penede di Nago. Guglielmo di Castelbarco, legato aiDella Scala e poi, con il declino di questi, con la SerenissimaRepubblica di Venezia, fu anchepodestà di Verona e il prestigio militare e diplomatico che raggiunse è ben rappresentato dalla sua arca funebre che si erge accanto alla chiesa di Sant'Anastasia.

Con Guglielmo “il Grande” anche Villa passò dai Castel Nuovo ai Signori diCastelbarco e vi rimase per circa 150 anni, fino a quando, nel1456 sopraggiunse improvvisa l'invasione armata delle terre lagarine deiLodron, signori delle Giudicarie, sollecitata dal principe vescovoGeorg Hack von Themeswald, in funzione di contrasto alla Repubblica di Venezia che presidiava Rovereto. I Lodron presero Castel Nuovo, Castel Corno, le rocche di Castellano e Nomi e acquisirono il dominio della Destra Adige (Feudo di Castellano e di Castelnuovo, di cui Villa fu una delle sedi principali). IlFeudo dei Lodron, come gran parte del Trentino era parte delPrincipato vescovile di Trento, a sua volta legato allaContea del Tirolo e quindi alSacro Romano Impero di Germania prima e all'Impero austriaco poi.

Della nuova, rivoluzionata situazione prese primieramente atto l'assemblea della regola generale che domenica 15 febbraio1456 fu convocata davanti alla Pieve di “villa di Villa” le cui decisioni vennero documentate in un atto notarile.[7]

Iniziò allora la lunga, complessa vicenda dei rapporti di Villa Lagarina con la casata dei Lodron, con l'intervento dei tanti personaggi controversi ma dominata nella memoria positiva dalla personalità del principe vescovoParide Lodron. Il potere di quella famiglia si mantenne, nel bene e nel male, per scemare quindi decisamente, fino al 1750 quando le riforme introdotte nell'impero daMaria Teresa d'Austria ridussero i poteri dei signori feudali a vantaggio e garanzia dei diritti dei cittadini e delle comunità. Poi, l'arrivo dell'armata francese diNapoleone Bonaparte in Val Lagarina, nel1796, cancellò drasticamente ogni residuo di potere feudale.

Quando, dopo la sconfitta del Bonaparte a Lipsia nell'ottobre1813, allontanati i Francesi, gli Austriaci rioccuparono la Val Lagarina, il Trentino fu accorpato alla provincia del Tirolo (1816), al quale era già federalmente legato fin dal XV secolo. Già era stata posta fine ai principati di Trento e Bressanone, e quindi l'intera vita pubblica sotto il dominio asburgico fu radicalmente riformata secondo la logica dell'accentramento statale che fagocitò e azzerò le autonomie delle quali in Val Lagarina si godeva democraticamente da sempre. Il Comun Comunale fu sciolto nel 1818 dal Governo austriaco e i beni furono ripartiti fra i Comuni interessati. Peraltro una legge del gennaio1805 aveva già definito le regole del Comun comunale"illecite combriccole di popolo", facendone presagire la soppressione. Il capoluogo della provincia si collocò lontano, adInnsbruck, dove si radunava la Dieta, un parlamento provinciale composto da 52 persone che rappresentavano i quattro stati: i nobili, il clero, nonché i cittadini e i contadini.

Il dominio diretto dell'Austria sulla regione durò 105 anni, fino alla sconfitta inflittale dall'Italia a conclusione dellaprima guerra mondiale nel novembre1918 e il definitivo passaggio al Regno d'Italia a seguito delTrattato di Versailles (1919).[8]

Simboli

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Stemma

Lo stemma del comune è stato approvato con deliberazione della Giunta provinciale del 17 aprile 1987, n. 3444.[9]

«Troncato ondato nel 1° d'azzurro alla villa dalle caratteristiche lagarine d'oro fondata su una pianura erbosa di verde; nel 2° fasciato ondato d'azzurro e d'argento.

Corona: Murale di Comune.A destra una fronda d'alloro fogliata al naturale fruttifera di rosso, a sinistra una fronda di quercia fogliata e ghiandifera al naturale, legate da un nastro d'argento e di rosso.»

La villa fa riferimento al nome del Comune, posto in riva all'Adige.[10]

Gonfalone

Il gonfalone è stato approvato con D.G.P. del 10 novembre 1989 n. 13638.[11]

«Drappo rettangolare azzurro chiaro del rapporto di 5/9, appeso a un bilico bordato e frangiato d'argento, caricato al centro dello stemma comunale munito dei suoi ornamenti, accostato in capo dalla dicitura "Comune" ed in punta "di Villa Lagarina" disposta su due righe.

Il bilico sarà unito all'asta, foderata di velluto azzurro, contornata da una serie di bullette d'argento disposte a spirale, mediante un cordone a nappe d'argento.[10]»

Monumenti e luoghi d'interesse

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Parco Guerrieri Gonzaga

Un ampio parco romantico,[12] tra i più suggestivi e ben conservati del territorio trentino, cinge la nobile dimora settecentesca fatta costruire dai conti Festi di Brauenfeld nell’abitato di Villa Lagarina. Francesco Maria Giuseppe Lodron, grande appassionato di botanica e giardini nonché proprietario della residenza estiva di Minnesheim, agli inizi dell'Ottocento cede la proprietà, già completa di serra e di giardino, al barone Sigismondo Moll, alto funzionario nel periodo napoleonico che dopo la Restaurazione la elegge a luogo di ritiro e di studio.

Egli modifica lo spazio che si apre dietro il palazzo dando così vita ad un rigoglioso giardino all'inglese ricco di corsi d’acqua, viali curvilinei e macchie boschive, alternate armoniosamente al prato raso e ad elementi architettonici. All’area verde lavora, apportando migliorie e abbellimenti in chiave artistica, anche il pittore di corte degli Asburgo Eduard Gurk, presente a Villa Lagarina negli anni 30-40 dell'Ottocento. Risparmiato dai disastri della Prima guerra mondiale, il complesso entra per successione nei possedimenti dei marchesiGuerrieri Gonzaga, che ancora oggi ne custodiscono il fascino.

Il meraviglioso giardino, delimitato da alte mura, si sviluppa davanti al palazzo in una sorprendente successione di ambienti. Un primo spazio aperto scandito dalle geometrie delle siepi topiate che fiancheggiano la monumentale limonaia (fig.2) lascia spazio al vasto giardino paesaggistico in cui esemplari di platano, tiglio e ginkgo si aggiungono ad ippocastani e alberi monumentali tipici della vegetazione trentina quali querce, faggi e aceri; anche un peccio dell’Himalaya, una criptomeria del Giappone e alcuni esemplari di liquidambar orientale fanno bella mostra della loro elegante imponenza. In questo quadro vivace si susseguono radure a prato, collinette, viali alberati e avvallamenti sapientemente irrigati da un ben congegnato sistema di irrigazione volto anche ad alimentare una parete rocciosa con cascatelle, un lavatoio e alcune fontane.

Architetture religiose

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Architetture civili e militari

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  • PalazzoDe Moll, conosciuto anche come palazzoGuerrieri Gonzaga, è una nobile dimora delXVII secolo. Eretto dai Festi di Ebenberg e Brauenfeld, acquisito alla famigliaLodron alla fine del Settecento, fu ceduto al baroneSigismondo Moll nel1806. Venne ereditato, dopo il secondo dopoguerra per assenza di successori in linea diretta dei baroni de Moll, dalla famiglia Guerrieri Gonzaga diPalidano diMantova, che pertanto qui trasferirono la loro dimora. Ilgiardino della fine del Settecento, ospita molte specie di arbusti, in gran parte provenienti dall'America del Nord, introdotte da Sigismondo Moll: tra queste vi sono alcune piante rare come ilnoce nero, ma si trovano ancheippocastani,tassi,platani,spaccasassi,abeti,pini. Nel parco si trova un'imponente "limonaia" ove si coltivavano piante diagrumi.
  • Palazzo Libera, che fu costruito verso la metà del Seicento da Antonio Gasperini, della famiglia Gasperini diRovereto, lungo la via che dal vecchio Santo Mont (Monte di Pietà) sale a Cornalè. L'edificio passò nel Settecento alla famiglia Madernini, che dopo un incendio lo ricostruì in formerococò, di cui è un esempio il portale di ingresso. Il palazzo passò in seguito alla famiglia Libera diAvio, operante nel commercio dellaseta. Nel giardino è ospitata la sculturaMadre (1927) di Adalberto Libera (1903-1963), architetto razionalista e scultore: sul palmo delle mani della figura sono incisi i nomi dei caduti del paese nellaprima guerra mondiale. Dal2000 l'edificio è sede di una sezione distaccata delmuseo diocesano tridentino.
Castellano, Ilcastello di Castellano
Castello di Castellano
  • Filatoio. Un primo "Filatoio" con annessa tintoria per lavorarvi la seta, fu fatto costruire in località Cornalé, nel1626, dal principe vescovoParide Lodron che incaricò del progetto l'architettoSantino Solari. Esso godette di un'ingente dotazione finanziaria ma il risultato economico della gestione non corrispose mai alle attese. Bastarono pochi lustri per far constatare come l'opificio non reggesse la concorrenza agguerrita ed efficiente di quelli della vicinaRovereto. Questo anche per difetto di una locale sperimentata mentalità imprenditoriale e commerciale (l'amministratore era infatti il medesimo che s'occupava degli altri beni dei Lodron). Nel 1692 l'edificio fu perciò ristrutturato e convertito in mulino e pistoria, con relativo forno.[13] Un secondo filatoio sorse a Villa Lagarina circa un secolo dopo, per iniziativa imprenditoriale del possidente Filippo Marzani, in località Piazzo, sulla sinistra del rio che segna il discusso confine con Pomarolo, sui terreni ove sorgeva l'antica chiesa dedicata ai Santi Zeno (e Apollonia). La costruzione del nuovo edificio suscitò ferocissime polemiche e i ricorsi giudiziari della comunità di Pomarolo. Nel 1802, il Capocomune elevò presso le superiori istanze circondariali una protesta-denuncia contro le iniziative e gli operai del Filippo Marzani i quali, per costruire il nuovo filatoio, non esitavano ad abbattere con le mine la chiesa di San Zeno (ed Apollonia) per liberare il terreno e riutillizzarne le pietre.[14] Il nuovo filatoio entrò in produzione solo nel1807 per concludere definitivamente ogni attività nel1870 vittima delle stesse difficoltà che avevano determinato la chiusura del primo sorto a Villa Lagarina. Nel1873 il consiglio comunale tentò senza successo la vendita di quella proprietà che produceva una "tenue rendita annua" prodotta esclusivamente dall'abitazione e dai campi annessi, mentre l'edificio era talmente fatiscente che se ne sconsigliava la riparazione. Dieci anni più tardi il consesso comunale doveva occuparsene ancora per una tentare un'ipotetica riconversione in Casa di ricovero per anziani a beneficio della Destra Adige. Non se ne fece nulla, finché negli anni recenti l'antico opificio è stata recuperato, con spesa pubblica ingente, quale reliquia industriale ottocentesca. Peraltro la sua fruizione didattica è stata finora inibita da problematiche economiche di gestione, quelle che da secoli affliggono il cosiddetto "Filatoio".
  • Castello di Castellano, che sorge su un poggio nell'omonima frazione e domina laVallagarina.
  • Casa Scrinzi, costruita nel Seicento dalla famiglia Camelli, passò quindi alla famiglia dalla quale oggi prende il nome. L'edificio abbellito da cortile con portico ad arcate ospita laBiblioteca Civica.
  • Palazzo Madernini, si apre con porta merlata sulla piazza della Fontana, poi dedicata a Gio Batta Riolfatti. Venne edificato dalla nobile famiglia Madernini, trasferitasi in Val Lagarina nel Quattrocento dalle Giudicarie al seguito della famiglia Lodron. Nell'800 il palazzo fu acquisito dalla famiglia dei conti Marzani che si distinse nella produzione e nel commercio della seta per essere quindi nobilitata.
  • Casa Marzani, che fu eretta dalla medesima famiglia, in faccia al palazzo Madernini, sulla fine del '600.

Altro

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Piazze e fontane

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Il Lago di Cei, dalla sponda settentrionale

La piazza dedicata aSigismondo Moll costituì probabilmente il più antico centro commerciale di Villa. È dominata dalla facciata orientale del palazzo che fu dei baroni de Moll e arricchita da una monumentalefontana eretta nel1773. Nel1879 questa venne ampliata per essere utilizzata come lavatoio. La data del 1911, incisa sulla targa, non rappresenta l’anno della sua costruzione, bensì l’anno in cui venne parzialmente rinnovata.La fontana presenta un bacino di forma semicircolare con un pilastro quadrangolare adangoli smussati, sormontato da un capitello ingentilito da decorazioni floreali. Il secondo blocco, quadrangolare, in pietra calcarea e usato come lavatoio, fu aggiunto nel 1879.Questo secondo bacino venne progettato da Domenico Sandonà, il quale abitava nel grande palazzo a sud della piazza proprio di fronte alla fontana.[15].

Nella vicina piazza Riolfatti si trova un'altra notevole fontana monumentale risalente agli inizi delXVI secolo, poi rimaneggiata nel Settecento, decorata da un capitello che fa da basamento ad un putto. Come tutte le altre di Villa anche le vasche di questa furono adattate a lavatoio. Questa fontana, che in origine diede nome alla piazza, ora è diventata centro d'attrazione turistica e di manifestazioni folcloristiche. Qui si celebrano in estate i fasti della popolare "Festa dell'Anguria", una tradizione che sopravvive per merito dellaAssociazione del Borgoantico.

Un'altra rilevante fontana si trova accanto a quella che fu la Canonica dell'antica Pieve di Villa Lagarina, ridotta ormai al rango di ex Parrocchia. Davanti all'edificio, svuotato di funzioni spirituali, rimane una vasca in pietra bianca sobriamente scolpita, accompagnata da due colonne in pietra, decorate da motivi di foglie d'acanto.

L'ultima fontana rilevante è quella della Contrada Valtrompia, sulla piazza Scrinzi, costruita nel1880 su progetto di Domenico Sandonà. Il capitello, posto all'apice di essa, rappresenta una testa di medusa, mentre la bocca d'acqua ha la forma di testa di leone.

Aree naturali

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Società

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Evoluzione demografica

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Abitanti censiti[16]

Tradizioni e folclore

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A Villa Lagarina si svolgono quattro eventi il cui ricavato che viene destinato a sostegno di iniziative meritevoli sul territorio lagarino e per la Chiesa della Comunità.

  • laFesta dell'Anguria, che si svolge nel corso del mese di luglio, incentrata su Piazza della Fontana;
  • laFesta dell'Assunta, patrona di Villa Lagarina, celebrata il 15 agosto.
  • laFesta del Borgoantico, a mezzo settembre, dedicata oltre che alla cucina tradizionale alla conoscenza di Palazzi, parchi e istituzioni del centro storico.
  • laFesta del Baccalà, celebrata sulle piazze principali per le manifestazioni gastronomiche e nei palazzi per le manifestazioni culturali.

Economia

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Industria cartiera nel 1980, foto diPaolo Monti
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Infrastrutture e trasporti

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Villa Lagarina è facilmente raggiungibile grazie all'Autostrada A22, con il casello di Rovereto Nord.

Amministrazione

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PeriodoPrimo cittadinoPartitoCaricaNote
19461955Giuseppe DorigottiSindaco
19561974Carlo BaldessariniSindaco
19741985Marco GiordaniSindaco
28 giugno 19857 giugno 1990Giuseppe ContDemocrazia CristianaSindaco
7 giugno 19905 giugno 1995Giuseppe ContDemocrazia CristianaSindaco
5 giugno 199515 maggio 2000Mariano GiordaniLista civicaSindaco
15 maggio 200023 maggio 2005Mariano GiordaniLista civicaSindaco
23 maggio 200516 maggio 2010Alessio ManicaLista civicaSindaco
30 maggio 201015 dicembre 2013Alessio ManicaLista civicaSindaco
15 dicembre 20134 maggio 2014Alessio ManicaLista civicaVicesindaco
5 maggio 201422 settembre 2020Romina BaroniLista civicaSindaco
22 settembre 2020in caricaJulka GiordaniLista civicaSindaco

Gemellaggi

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Villa Lagarina è gemellata con[17]:

Variazioni

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  • Nel1929 sono stati aggregati i territori dei soppressi comuni diCastellano,Noarna,Nogaredo,Pederzano eSasso. Nel1955 il territorio del comune di Nogaredo è stato nuovamente distaccato, ritornando comune indipendente, comprendendo anche i territori degli ex comuni di Noarna e Sasso[18].
  • Nel1967 è stato accorpato il territorio della frazione Piazzo, staccatasi dal comune diPomarolo[19][20].

Sport

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Atletica leggera

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Società di Villa Lagarina e dintorni è laLagarina Crus Team (exCrus Ottica Guerra Pedersano), una squadra di atletica leggera dilettantistica, con sede a Pedersano, tra le più vincenti in regione, rivale storica della controparte roveretana "U.S Quercia Trentingrana".A Villa Lagarina è organizzato ilCross della Vallagarina, gara dicorsa campestre che è inclusa nel circuito internazionale dei Cross Country Permit Meeting dell'European Athletic Association[21].

Note

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  1. ^Comune di Villa Lagarina - Statuto.
  2. ^abBilancio demografico mensile anno 2024 (dati provvisori), sudemo.istat.it,ISTAT.
  3. ^Classificazione sismica (XLS), surischi.protezionecivile.gov.it.
  4. ^Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), inLegge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A,Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151.URL consultato il 25 aprile 2012(archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  5. ^G. Roberti,La zona archeologica di Rovereto, inStudi Trentini di Scienze Storiche, XXXX, 1961, p. 111; P. Orsi,Scoperte archeologico-epigrafiche, inArchivio Trentino, Anno II, fasc. II, 188, p. 270.
  6. ^Si deve osservare, tuttavia sul finire di quel secolo XII, pur in tutta la sua importanza di centro della comunità, Villa doveva contare un numero esiguo di abitanti se 150 anni più tardi, nel 1339, all'ombra delle Pieve vivevano soltanto 50 persone in un circondario dove Castellano risultava il borgo più popoloso arrivando a contare 300 anime. Cfr. in argomento le note di Antonio Passerini,Le vicende della comunità di Villa Lagarina, inLa nobile pieve di Villa, Trento, Stampalith, 1994, pp. 150-156.
  7. ^Il notaio era un Ramengo Balachi. In Archivio diocesano tridentino (ADT), Cartella Lodron.
  8. ^Le complesse vicende storiche di Villa Lagarina, che qui sono state necessariamente riassunte con troppe temerarie semplificazioni, hanno trovato un'esposizione approfondita ed esemplarmente accurata negli studi pubblicati dagli storici Antonio Passerini, Giovanni Cristoforetti e Virginia Crespi Tranquillini neLa nobile Pieve di VillaLagarina citati in Bibliografia. A questi lavori esemplari è indispensabile fare riferimento per acquisire un'adeguata ricchezza d'informazione.
  9. ^Comune di Villalagarina - Adozione dello stemma comunale, inBollettino ufficiale della Regione Autonoma Trentino - Alto Adige n. 25 del 02/06/1987, p. 1952.
  10. ^ab Comune di Villa Lagarina,Statuto comunale (PDF), art. 2 c. 3.
  11. ^Adozione stemma a gonfalone del Comune di Villa Lagarina, inBollettino ufficiale della Regione Autonoma Trentino - Alto Adige n. 2 del 09/01/1990, p. 73.
  12. ^Parco Guerrieri Gonzaga.
  13. ^Di questa "fabbrica" lodroniana e delle spese che comportò ne fa accurata narrazione ed esposizione lo storico Antonio Passerini in:Le vicende della comunità di Villa Lagarina inLa nobile pieve di Villa, p. 92 e p. 149.
  14. ^La chiesetta fu ricostruita in seguito sulla destra del rio, sempre a Piazzo, ma in territorio di Villa Lagarina. Questa vicenda è stata accuratamente ricostruita dallo storico don Giovanni Cristoforetti in due puntate pubblicate sotto i titoli ‘'La chiesa di S. Apollonia a Piazzo'’ e ‘'Il restauro della Chiesa di Piazzo'’ nel “Bollettino parrocchiale della Pieve di Villa Lagarina”, 2006.
  15. ^In merito a questa fontana esiste unapetizione del1888, che chiedeva l'installazione di una seconda bocca, per rendere limpide le acque utilizzate per lavare: i richiedenti facevano presente che circa due terzi del borgo usufruiva di questo servizio.
  16. ^Statistiche I.StatISTAT URL consultato in data 28-12-2012.
    Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno. Fonte:Popolazione residente per territorio - serie storica, suesploradati.censimentopopolazione.istat.it.
  17. ^ Redazione web,Gemellaggi - Comune di Villa Lagarina, sucomune.villalagarina.tn.it.URL consultato il 1º luglio 2016(archiviato dall'url originale il 6 luglio 2016).
  18. ^Cfr. Censimento 1951: popolazione residente 1249).
  19. ^Cfr. Censimento 1961: popolazione residente 219.
  20. ^Cfr. ISTAT - Unità amministrative, variazioni territoriali e di nome dal 1861 al 2000 -ISBN 88-458-0574-3
  21. ^(EN)Results European Athletics Cross Country Permit Races 2010/11, sueuropean-athletics.org.URL consultato il 7 giugno 2017(archiviato dall'url originale il 12 marzo 2011).

Bibliografia

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  • Roberto Adami (a cura di),Il principe e l'architetto: l'attività di Santino Solari (1576-1646) al servizio di Paride Lodron a Villa Lagarina e a Salisburgo, tra manierismo e primo barocco, Il Comun comunale, I giochi e la regola, Rovereto, 1993
  • Roberto Adami (a cura di),Splendido Settecento: il secolo dei lumi sul territorio del Comun Comunale lagarino, Comun Comunale lagarino, Pomarolo, 1995
  • Roberto Adami,L'invenzione degli Schützen. Note (non apologetiche) sulla difesa territoriale in Val Lagarina, in "Quaderni del Borgoantico", 12, 2011, pp. 12–34.
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