Villa La Striscia | |
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Localizzazione | |
Stato | ![]() |
Regione | Toscana |
Località | Arezzo |
Indirizzo | via dei Cappuccini 3 |
Coordinate | 43°27′58.09″N 11°54′02.94″E43°27′58.09″N,11°54′02.94″E |
Informazioni generali | |
Condizioni | In uso |
Uso | casa di riposo |
Modifica dati su Wikidata ·Manuale |
Villa La Striscia, ovilla Occhini, è un edificio storico diArezzo, situato in via dei Cappuccini 3, negli immediati dintorni della città, ai piedi della collina di San Fabiano.
Le prime notizie sull'edificio lo ricordano, a metà del XVI secolo, come di proprietà dei fratelli Pezzoni, appartenenti a una famiglia della nobiltà aretina di parteguelfa, conosciuta almeno dal XIII secolo. Avevano la loro residenza cittadina nell'attuale corso Italia, in un palazzo con torre oggi inglobata in palazzo Gullichini. Due generazioni dopo, l'abitazione suburbana è ancora citata in un documento del 1619 come della stessa famiglia. Entro il 1670 vennero eseguiti importanti lavori di ampliamento, commissionati dai figli di Girolamo Pezzoni: Orazio, Salvatore e Francesco. Esiste una memoria iconografica della villa nel 1695 in un dipinto diGiovanni Battista Girelli alMuseo d'arte medievale e moderna: vi si vede la facciata con portalebugnato, sviluppata su tre piani e provvista dialtana centrale, oggi scomparsa.
Alla morte di Orazio Pezzoni, il 21 luglio 1774, la villa passò a CamilloAlbergotti, poi a suo figlio Fausto (1808) e in seguito, essendo privo di eredi, a sua moglie Alessandra Lanfranchi Chioccioli (1817), che la vendette ai fratelli Giovan Battista e Pietro Occhini.
La nuova famiglia verso la metà dell'Ottocento si dedicò ad ampliare sia il parco che la villa, la quale fu dotata di due corpi di fabbrica satelliti a sud e a nord, ancora esistenti, e, dal 1852, di una cappella interna dedicata a Maria Santissima, per interessamento di Maria Occhini.
Ancora, nel 1925, il conte Luigi Occhini, padre diPier Ludovico, futuropodestà di Arezzo, rifece la facciata con uno scala d'ingresso monumentale alpiano nobile, fece ridecorare gli interni dal pittoreArturo Vigilardi, e fece edificare un fabbricato di servizio a monte, alle spalle della villa.
Negli anni trenta del Novecento la villa visse un periodo di splendore sotto il podestàPier Ludovico Occhini, che chiamò ad ammodernare il giardino con alcune statue lo scultoreMario Moschi.
La nipote, la nota attriceIlaria Occhini, curò personalmente il restauro dell'edificio a destra della villa, lato sud, oggi una struttura ricettiva gestita da sua figliaAlessandra. La villa vera e propria è oggi una casa di ricovero per anziani.
L'edificio principale della villa si articola su cinque piani, compreso un seminterrato e un sottotetto. La pianta è compatta e rettangolare, mossa solo dalle scale esterne in facciata. La facciata è articolata su cinque assi di finestre rettangolari in pietra, con quelli estremi ai lati profilati da due file di bugne. Nel sottotetto invece si trovano piccole aperture ovali, che compongono una specie difregio sottogronda con un nastro di decori agrotteschegraffite.
All'interno, la scala d'ingresso immette al salone principale del piano nobile, dcorato dagli affreschi diArturo Vigilardi. Più antiche sono, in alcune stanze, le grottesche del primo Seicento diAlessandro Forzori, allievo diVasari e delDomenichino.
Il parco ha un aspetto prevalentemente novecentesco, con impiantoall'inglese addolcito da insertiall'italiana, quali siepi di bosso, vasche, fontanelle e vasi di cotto. Due dovrebbero essere le statue del Moschi: ilFauno e laVenere al bagno, su una base coeva con teste di ariete. Sul lato nord si apre un ampio boschetto di lecci e cipressi.
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