La località, prossima allavalle di Nerfa, è situata a 1 042ms.l.m. alle pendici del versante orientale del monte Padiglione, incluso nella catena montuosa deiSimbruini[2].
Sull'origine deltoponimo Verrecchie non ci sono certezze. Tuttavia sono state avanzate alcune supposizioni:
deriverebbe dallaradice latina "verre" cioèmaiale, per via della presenza in questi luoghi di allevamenti di maiali.
legame con il console romanoVerre che secondo alcuni commentatori fuggì daRoma.
unaleggenda lega il nome Verrecchie allaparola olandese "Verrek ja", che significherebbe eureka, ovvero "finalmente ho trovato".Crociati delnord Europa di ritorno dallaPalestina si sarebbero fermati in questo luogo ricco di sorgenti d'acqua[3].
Anticamente sulle alture del monte Padiglione posto al confine dei territori comunali di Cappadocia ePereto, si trovavano gliocres di Cacume (o "Carcume", anticamenteCacumen) e Morbano, mentre Verumpano era localizzato nei pressi della fonte Vetrina (o fonte Utrina). Dei villaggi sono ancora visibili le tracce delle antiche case, delle spalliere dei terreni, un tempo coltivati, e lamulattiera che conduceva alla fonte[4].
Sopra l'abitato sono visibili i resti della rocca di Monte a Corte, risalenti al 1239 e costruita per volere dell'imperatoreFederico II. La rocca situata a 1100ms.l.m. doveva essere soprattutto un luogo d'avvistamento[5]. Verrecchie, come molti altri centri dellaMarsica, seguì le vicende dellacontea dei Marsi, diAlbe e delducato di Tagliacozzo. Fu unfeudo deiDe Ponte dal XII al XIII secolo, degliOrsini dal XIII al XV secolo e infine deiColonna fino al 1806, anno dell'abolizione del feudalesimo.
Secondo uncensimento del 1595 nel paese vivevano 85 famiglie, mentre il censimento del 31 dicembre 1871 faceva registrare una popolazione di 357 abitanti.Ilterremoto della Marsica del 1915 causò notevoli danni al patrimonio architettonico del borgo e un ristretto numero di vittime[6].
Nei pressi delle sorgenti è presente una cascata con un anticomulino ad acqua a ruota orizzontale, restaurato neglianni duemila. Nel mulino sono presenti due macine: la più antica ad acqua risalente al 1800 e quella elettrica degli anni cinquanta. Entrambe sono state restaurate nel 2008 dalla localePro loco. Ospita dal 14 agosto 2008 ilmuseo delle tradizioni contadine[10].
I ruderi di un ponte diepoca romana si trovano nei pressi dellagrotta di Beatrice Cenci, tra Verrecchie ePetrella Liri. L'antica infrastruttura è situata lungo un'arteria di collegamento che potrebbe essere stata al servizio della colonia romana diAlba Fucens[11].
Situata a quota 1 051ms.l.m. del monte Padiglione, a nord di Verrecchie, presenta il sentiero storico-naturalistico, l'area sorgiva, le paratie, i canali e altre opere artificiali di captazione. Nel limitrofo comune diTagliacozzo si trova ilparco geologico risorgenti dell'Imele[12].
Il paese è ricco dicavità carsiche incluse nel complesso speleologico e turistico delle grotte intitolato aBeatrice Cenci come l'inghiottitoio dell'Ovìdo e l'inghiottitoio dell'Otre (localmente detto "j'Ote"), dove il fiume Imele s'inabissa per poi riemergere nei pressi di Tagliacozzo alla risorgenza di Capacqua del fiume Imele.