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Vauxhall Motors

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Vauxhall Motors Limited
Logo
Logo
StatoRegno Unito (bandiera) Regno Unito
Forma societariasocietà controllata
Fondazione1857a Londra
Fondata daAlexander Wilson
Sede principaleChalton
GruppoStellantis
Persone chiaveJames Taylor[1](CEO)
SettoreAutomobilistico
Prodottiautovetture
veicoli commerciali
Fatturato3785000000 £ (2004)
Utile netto176000000 £ (2004)
Dipendenti4.029 (2011)
Sito webwww.vauxhall.co.uk/
Modifica dati su Wikidata ·Manuale

Vauxhall Motors Limited (IPA/ˈvɒksɔːl/) è un marchio automobilisticobritannico di proprietà della multinazionaleStellantis dal gennaio 2021.

Nata nel 1857 come industria meccanica nell'omonimo distrettolondinese diVauxhall, divenne industria automobilistica nel 1903 e fu acquisita nel 1925 dal gruppostatunitenseGeneral Motors, che la detenne per quasi un secolo. Durante tale periodo la produzione passò da quella originaria di veicoli di lusso a quelli di largo consumo; dopo il 1980 non produsse più alcun modello nuovo, limitandosi a commercializzare inRegno Unito con il proprio marchio i veicoli prodotti dalla consorellaOpel, anch'essa facente parte del gruppo General Motors. Nel 2017 fu ceduta, insieme alla stessa Opel, al gruppo automobilistico francesePSA Peugeot Citroën, del quale seguì le sorti a seguito della confluenza in Stellantis avvenuta nel 2021.

La direzione si trova aChalton, villaggio nellacontea inglese delBedfordshire, situato nella periferia della città diLuton.

Storia

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Dalla fondazione al 1925

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La più antica Vauxhall superstite del novembre 1903[2]
30–98 Velox

L'ingegnere navale scozzeseAlexander Wilson, fondò la società al 90–92 Wandsworth Road,Vauxhall, Londra, nel 1857.[3] Originariamente con il nomeAlex Wilson and Company, poiVauxhall Iron Works dal 1897, si basò sulla produzione di pompe e motori marini. Nel 1895, la società costruì la prima automobile, un 5HP conmotore monocilindrico.[3] Circa 70 esemplari vennero costruiti il primo anno, in seguito vennero migliorati lo sterzo e il cambio nel 1904. Un esemplare è presente presso ilLondon Science Museum dal 1968.[4]

La società si spostò, a causa dell'espansione, aLuton nel 1905.[3] Il marchio utilizzato rimase ancora Vauxhall Iron Works fino al 1907, quando venne adottato il più moderno marchio Vauxhall Motors.[3][4]

I maggiori successi iniziali della casa furono da attribuire aLaurence Pomeroy che entrò in azienda a soli 22 anni nel 1906; nell'inverno 1907-1908, il capo ingegnere F. W. Hodges si recò in ferie e il direttore Percy Kidner chiese a Pomeroy di progettare unmotore a combustione interna per le auto destinate a gareggiare nel RAC e nello Scottish Reliability Trial. L'auto fu talmente bella che Pomeroy superò Hodges.[3]

Pomeroy disegnò così la prima Y-Type Y1; con una velocità sulcircuito di Brooklands superiore alle altre auto in gara. La Vauxhall raggiunse sulle200 miglia (320 km) una media di46 mph (74 km/h). La Y-Type vinse la classe E del Trial.

La Y-Type fu un successo e venne deciso di produrla come A09,Vauxhall A-Type. Quattro esemplari vennero prodotti tra il 27 ottobre 1908 e il 1914. L'ultimo fu pubblicato nel 1920. Con una capacità di100 mph (160 km/h), la A-Type Vauxhall fu un successo tra le 3-litri.

Due auto entrarono nel 1910 Prince Henry Trials, e le repliche vendute come C-type poi note comePrince Henry.

Dopo l'armistizio del 1918, la D-type rimase in produzione, assieme allaE-type. Pomeroy lasciò nel 1919, spostandosi negliUSA, e venne sostituito da C.E. King.[3] Le auto lussuose non vennero più richieste dal mercato.[4]

Dal 1925 al 1945

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UnMk IV Churchill, dei quali 7.368 furono costruiti dalla Vauxhall tra il 1941 e il 1945

Il 16 novembre 1925 Vauxhall fu acquisita dallaGeneral Motors Corporation per 2,5 milioni di US$.[5] L'immagine e il target della casa furono rivolti verso veicoli a basso costo negli anni a seguire: ad esempio, negli anni '30, venne introdotta la due litriVauxhall Cadet, seguita dal primo autocarroBedford, basato su unoChevrolet.[4] L'ingegnere capo Vauxhall dal 1920, Charles Evelyn King, si ritirò dall'incarico nel 1950. Il successivo capo dell'ingegneria, Harold Drew, lasciò Luton per un incarico di disegnatore con la GM aLansing (Michigan), sede dellaOldsmobile.[4] La prima automobile del dopo acquisizione GM fu la Cadet, venduta inizialmente a 280 sterline; fu la prima auto venduta in Inghilterra con cambio sincronizzato.[4]

Durante laseconda guerra mondiale aLuton venne realizzato il carro armatoMk IV Churchill. Anche se un bombardamento nell'agosto 1940, dove morirono 39 dipendenti,[6] sospese la produzione, la stessa ripartì meno di un anno dopo. Luton produsse anche più di250 000 autocarri, assieme allo stabilimento Bedford Dunstable aperto nel 1942. Per aiutare moralmente i dipendenti, il 23, 24 e 25 febbraio 1944,Adelaide Hall fece uno spettacolo nella fabbrica, durante la pausa mensa. Lo spettacolo fu davanti a più di 10.000 lavoratori; la prima volta che Vauxhall ingaggiò una star per tre giorni consecutivi.[7]

Dal 1945 al 1970

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Un cliente e un venditore davanti a una Vauxhall in Danimarca negli anni'50

Dopo la fine della guerra la produzione di autoveicoli ripartì. I modelli furono indirizzati al mercato di massa. Uno stabilimento venne aperto aEllesmere Port, Cheshire, nel 1962; inizialmente vennero prodotti componenti per la fabbrica di Luton, e successivamente, nel 1964, vennero prodotte le prime automobili.[8]

Dal 1963, entrò in produzione laVauxhall Viva, utilitaria concorrente diFord Anglia eMorris Minor, la cui versioneOpel fu laKadett. La Vauxhall Viva fu prodotta dal maggio 1964 in Australia. Nel 1966 la Slant Four venne messa in produzione. La FD Victor fu lanciata all'Earls Court Exhibition Centre durante il British International Motor Show.

Durante gli anni '60, Vauxhall acquisì fama di costruttore di modelli poveri; la corrosione delle carrozzerie ne era una delle cause.

Nel 1967 Vauxhall divenne unRoyal Warrant Holder: Motor Vehicle Manufacturers to HM The Queen – The Royal Mews. Il fregioHRH The Prince of Wales fu aggiunto nel 1994.

Dal 1970 al 1990

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Nel1970 laGeneral Motors, per via della sua politica di globalizzazione, decise di cambiare completamente i modelli Vauxhall, che cominciò a produrre i modelliOpel per il mercato britannico, inizialmente con nomi e frontali dedicati al solo marchio Vauxhall. Tuttavia lo scopo finale di GM era quello di standardizzare il più possibile le sue linee di montaggio, e daglianni ottanta cominciò a commercializzare i modelli Opel con linea inalterata. Contemporaneamente, soppresse il marchio Vauxhall nella Repubblica d'Irlanda (1982), in favore di quello Opel, e in seguito anche in altri mercati europei caratterizzati dalla guida a sinistra comeMalta eCipro.

Nel 1970 venne lanciata la HC Viva, l'auto più venduta del decennio dalla Vauxhall, tra le 10 più vendute in Gran Bretagna fino al 1976; la produzione continuò fino al 1979, dopo sedici anni di produzione. Nel 1973, laVauxhall Firenza "Droopsnoot" fu svelata all'Earls Court Motor Show, presentando al pubblico le nuove linee aerodinamiche della casa automobilistica per gli anni '70.

Dal 1973, la Victor iniziò a perdere quote di mercato nella sua categoria, guadagnate dallaFord Cortina. La Vauxhall continuò a essere dietro ai maggiori costruttori comeFord Motor Company e British Leyland, e in competizione con Chrysler (già Rootes Group).

Vauxhall Cavalier Mark I, in produzione dal 1975 al 1981

Vauxhall aumentò le vendite nel 1975 con il lancio di due importanti modelli, laChevette e laVauxhall Cavalier, quest'ultima in competizione diretta con la Ford Cortina. Una due porte e una tre porte "sport hatch" vennero aggiunte alla linea Cavalier nel 1978.

Entrambi i modelli furono basati su modelliOpel contemporanei: la Chevette sullaOpel Kadett. Assieme allaChevrolet Chevette in USA e Canada, la Chevette e la Kadett furono costruite sulla piattaforma GM T platform del 1973. La Cavalier fu basata sullaOpel Ascona, ma con calandra dellaOpel Manta,come laChevrolet Chevair inSudafrica, basate sulla piattaforma GM J platform.

Questo processo di uniformare le piattaforme vide prevalere i modelliOpel su quelli Vauxhall. Fin dagli anni '60 i modelli Vauxhall, disegnati e prodotti in Inghilterra, iniziarono a ricevere componenti e a ricalcare il design dei modelli tedeschi come la Viva con laOpel Kadett e la Victor con laOpel Rekord. Dai tardi anni '60 le varie crisi economiche che colpirono il mondo, gli scioperi e le decisioni governative portarono verso il declino dell'industria britannica mentre iniziò il miracolo 'Wirtschaftswunder' dellaGermania Ovest nellaComunità Europea. Le autovettureFE Series Victor del 1972 furono le ultime interamente inglesi. I modelli Chevette e Cavalier erano modelli Opel ristilizzati, e altri modelli Vauxhall non erano che la ristilizzazione di altri modelli della casa madre GM. Vauxhall continuò a produrre negli stabilimenti di Luton e Ellesmere Port.

L'introduzione di modelli su base Opel permise di competere con la concorrente Ford. Dagli anni '70 le quote di mercato di Vauxhall aumentarono, avvicinandosi a Ford eBritish Leyland.

Nel 1978 Vauxhall lanciò laCarlton, rifacimento della tedescaOpel Rekord.

Dal 1979, Vauxhall aumentò le quote di mercato; rimase sempre dietro Ford e British Leyland, ma superòTalbot (Peugeot assieme alGruppo Rootes eChrysler UK). Negli anni '80, Vauxhall presentò laAstra, una versione della coeva (Opel Kadett) che rimpiazzò la Viva. A partire dal 1980 il marchio britannico cessò le esportazioni delle proprie vetture in molti paesi europei tra cui l'Italia per lasciar più spazio al marchio Opel che prima veniva venduto nelle varie concessionarie europee insieme alla casa di Luton. Nel 1981 venne lanciata laMk2 Cavalier. Costruita a Luton, fu un modello di successo per la casa.

Vauxhall Astra Mk I, in produzione dal 1979 al 1984

Nel 1983 uscì la varianteestate, basata sullaCamira prodotta inAustralia daHolden, con parti realizzate in Australia e finite di assemblare dalla Vauxhall a Luton. Fu l'automobile più venduta in Gran Bretagna dal 1984 al 1985, in competizione con laFord Sierra in Australia. La Cavalier fu rilanciata nel 1988.

Nell'aprile 1983 viene lanciata laNova, piccola utilitaria basata sulla Opel Corsa. Il modello fu costruito nello stabilimento spagnolo di Saragozza. Questo permise alla Vauxhall di diventare il secondo costruttore inglese superandoAustin Rover (già British Leyland). L'arrivo della Nova portò alla fine della produzione della Chevette, nel 1984.

Vauxhall Carlton Mark I

Nel 1984 la Vauxhall Astra Mk2 costruita presso lo Ellesmere Port Plant divenne la prima auto Vauxhall elettaEuropean Car of the Year. LaSenator fu la prima automobile semplicemente rimarchiata da un modello Opel equivalente.

Nel gennaio 1986, Vauxhall lanciò laBelmont – versione berlina della Astra.

Vauxhall vinse un altro premio "European Car of the Year" con laVauxhall Carlton, rimarchiata della Opel. Un altro restyling dellaSenator seguì. LaCavalier (Mk3) (venduta comeOpel Vectra inIrlanda e nel resto d'Europa) arrivò alla terza generazione nel 1988. LaCalibracoupé seguì nel 1989. Tra la Cavalier e la Senator la GM costruì laCarlton (Opel Rekord e più tardiOpel Omega altrove) – rilanciata nel 1986, votataEuropean Car of the Year. Due le varianti sportive Carlton: 3000 GSi eLotus Carlton.

Dal 1990 al 2000

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Griffin House, divenne quartier generale nel 1991.

Con l'inizio deglianni novanta si cominciarono ad uniformare anche i nomi, abbandonando via via le denominazioni Vauxhall in favore delle denominazioni delle gemelle tedesche. Tuttavia, il primo modello dell'unificazione fu laVauxhall Astra, nome che già caratterizzava da sempre la versione britannica dellaOpel Kadett. Nella produzione attuale, eccezion fatta per ilvolante a destra, l'unica differenza estetica con le gemelle commercializzate con altri marchi GM, è la mascherina anteriore con la forma caratteristica a V e il logo Vauxhall (un grifone che regge una bandiera).

Nel 1991 la sede Vauxhall fu spostata a Griffin House, già sede della progettazione e collaudo.[9] Lo stesso anno, la terza generazione Vauxhall Astra venne messa in vendita (conOpel che adottò il nome Astra per la prima volta). Vauxhall entrò in joint-venture conIsuzu per produrre laOpel Frontera.

Nel 1993 laCavalier divenne l'auto per famiglie britannica più popolare, con più di 130.000 vendite, mentre la terza generazioneAstra (rilanciata nel 1991) con100,000 vendite fu la continuazione della riduzione del divario con la concorrenteFord Escort. L'Astra fu seguita dalla Belmont – una quattro porte. Questo duo continuò fino alla ridenominazione Astra. La vecchia Nova, fu sostituita nel 1993 dalla nuovaCorsa.

Nel 1994 GM cessò la produzione dellaBedford Vehicles per i bassi profitti. Bedford Vehicles fu il ramo dei veicoli commerciali Vauxhall con furgoni e autocarri sin dagli anni '30. Gli ultimi Bedford, ilBedford HA e ilBedford CF, furono tolti di produzione nel 1983 e 1987, rimpiazzati da veicoli Isuzu e Suzuki come ilMidi e ilRascal. La produzione continuò nello stabilimento diLuton, a marchio Vauxhall ma attraverso una società diversa, la IBC (Isuzu-BedfordCommercials). Nel 1994, la Vauxhall Carlton uscì di produzione dopo sedici anni, e laOmega prese il suo posto, con il nuovo logo sullacalandra a "V". Vauxhall aggiunse al proprio listino anche il 4x4, basato sull'Isuzu,Monterey. Vauxhall, inoltre, commercializzò la "compact coupé"Tigra.

La Cavalier uscì di produzione nel 1995, dopo 20 anni. Il suo posto venne preso dallaVectra, completando il progetto General Motors di uniformare i modelli Vauxhall a quelli Opel. Fu molto popolare anche rispetto alla acclamataFord Mondeo. Nel 1996, Vauxhall lanciò laSintra. L'Astra entrò nella quarta generazione nel 1998.[10]

Vauxhall Omega 2.5 TD GLS Estate del 1999

Nel 1999, la sette postiZafira prese il posto della Vauxhall Monterey.

Nei tardi anni '90, Vauxhall ricevette critiche. Nel 1998Top Gear segnò laVauxhall Vectra come la peggiore automobile della Gran Bretagna. L'anno successivo il marchio Vauxhall venne messo all'ultimo posto. Comunque Vauxhall chiuse l'anno con ottime vendite, vicine a quelle della Ford.

Dal 2000 al 2010

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Nel 2000 Vauxhall entrò nel segmento delle auto sportive con laLotusVX220 roadster. Poi nel mercato coupé con la Astra Coupé. La nuovaAgila, una city car, e la seconda generazione dellaCorsa. Il 12 dicembre 2000 Vauxhall annunciò che la produzione di auto a Luton sarebbe cessata nel 2002 con la fine della produzione della Vectra B e la produzione spostata a Ellesmere Port. La produzione di van (Vauxhall, Opel,Renault eNissan) continuò grazie allaIBC Vehicles di Luton. Il 17 maggio 2006, Vauxhall annunciò la perdita di 900 posti di lavoro presso lo stabilimento di Ellesmere Port su 3.000 totali, parte della riduzione voluta dalla GM.[11]

Vauxhall Astra Mark V, in produzione dal 2004 al 2009.
Vauxhall Vectra Mark II, in produzione dal 2002 al 2008
Opel Astra con marchio Vauxhall

Nel 2002, la nuova Vectra fu messa in vendita assieme allaSignum, in commercio l'anno seguente. Il 2002 fu uno degli anni migliori di Vauxhall per le vendite nel Regno Unito. L'Astra era al terzo posto come vendite in Gran Bretagna, mentre laVectra e laZafira uscirono dalla top ten.

Nel 2003, la Vauxhall Omega fu ritirata dopo nove anni, senza un'erede, mentre laMeriva venne lanciata sul mercato. La vettura più venduta negli anni 2000 fu laVauxhall Astra. Fu la seconda auto più venduta in GB tra il 2005 e il 2006, concorrente diretta dellaFord Focus. Nel Regno Unito fu usata come auto standard dalle forze di Polizia. Mentre nel 2004 la produzione della Frontera cessò dopo 13 anni.

Nel 2006, la terza generazione Vauxhall Corsa venne presentata al2006 British International Motor Show all'ExCeL London e commercializzata.Nel 2007 la nuova Vauxhall 4x4, laVauxhall Antara, fu presentata a luglio. La VauxhallVXR8 con motore da306chilowatt (416 PS; 410 bhp) venne commercializzata lo stesso anno.

Nel 2008, Vauxhall introdusse un nuovo logo. LaVauxhall Insignia venne lanciata al2008 British International Motor Show all'ExCeL London, rimpiazzando la Vectra e vincendo un nuovo "European Car of the Year". Vauxhall lanciò successivamente la Agila.Nel 2009, venne presentata laVauxhall Astra.

Il 30 maggio 2009, venne annunciato lospin-off dei marchi Vauxhall e Opel in una nuova società. Il 1º giugno 2009, Vauxhall Motors subì il tracollo della casa madre General Motors in insolvenza presso un tribunale di New York. Da allora le vendite Vauxhall e dellaOpel furono sotto controllo negoziale del Governo tedesco per proteggere il business dalla situazione di precaria liquidità della casa madre General Motors.[12][13][14][15] La vendita alla canadeseMagna International fu raggiunta il 10 settembre 2009, con approvazione del Governo tedesco.[16] Durante la trattativa Magna promise di mantenere Vauxhall con le sue sedi di Ellesmere Port fino al 2013, ma non oltre.[17] Il 3 novembre 2009, il consiglio di amministrazione GM chiamò fuori Magna dalle trattative, considerando Opel e Vauxhall Motors vitali per la strategia globale di GM.[18]

Dal 2010 al 2016

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Vauxhall vendeva i modelli Opel con il suo marchio inGran Bretagna, oltre allaMonaro, sportiva presa in prestito dallaHolden, consociata australiana della GM.

Per motivi di marketing oggi la denominazione dei modelli Vauxhall ricalca quella dei corrispettivi modelli Opel, ad eccezione della Vauxhall VX 220, versione britannica dellaOpel Speedster.

Tra l'altro gli stessi modelli venduti in Europa coi marchi Opel e Vauxhall vengono venduti inAmerica Latina col marchioChevrolet, altro membro della famiglia GM, che in Europa invece caratterizza i modelli dell'ex produttore coreanoDaewoo.

La Ampera E-Rev, fu introdotta come primo veicolo elettrico,[19] venduta in Gran Bretagna nel 2011 con potenza di 16 kWh,400 lb (180 kg) batterie agli ioni di litio e autonomia di40 miglia (64 km) e motore 1,4 l a benzina e autonomia fino a350 miglia (560 km). Vinse il premio "European Car of the Year". La nuovaVauxhall Combo venne commercializzata a fine 2011. LaZafira Tourer nello stesso anno.

Nel 2012, laVauxhall Adam fu lanciata alParis Motor Show. LaVauxhall Mokka nel 2012 alGeneva Motor Show.

Nel maggio 2012, GM annunciò il piano di investimenti per laAstra dall'Europa continentale al Regno Unito. Il gruppo dichiarò un investimento di 125 milioni di sterline per Ellesmere Port e 1 miliardo di £ per la divisioni componenti.[20]

HydroGen4[19] è l'auto successiva della OpelHydroGen3, sviluppata da General Motors/Opel, presentata nel 2007 al IAA di Francoforte e commercializzata per il 2016.[21]

Nel dicembre 2015, organi governativi chiesero alla Vauxhall di iniziare a richiamare laZafira B per 'Improper Repairs'.[22]

Dal 2017-presente

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Il 6 marzo2017,PSA Peugeot Citroën ha annunciato ufficialmente l'acquisto del marchio insieme aOpel per 1,3 miliardi dieuro, con un'operazione totale dal costo di 2,2 miliardi. Il gruppo diventa così il secondo costruttore automobilistico in Europa dietro alla Volkswagen.

Alla vendita, la proprietà di tutti gli stabilimenti GM e delle organizzazioni di vendita Vauxhall/Opel in Europa (tranne il centro di sviluppo di Torino e GM Europe con le organizzazioni di vendita di Cadillac e Chevrolet) è stata trasferita alla Adam Opel GmbH di Rüsselsheim, quindi a fine giugno 2017, un unico pacchetto da Adam Opel GmbH alla sua controllata denominata Opel Automobile GmbH, la cui proprietà è stata trasferita a Peugeot S.A. entro il 1 agosto 2017. La storica Adam Opel GmbH rimane di proprietà di GM, con il solo scopo di erogare le pensioni di fabbrica degli ex dipendenti Opel usciti fino al 31 luglio 2017.

Il 18 settembre 2017, il nome ufficiale dell'azienda di Vauxhall è stato cambiato da General Motors UK Limited (in uso dal 16 aprile 2008), tornando al suo originale Vauxhall Motors Limited.

Il 7 maggio 2019, Vauxhall ha lasciato la sede della Griffin House a Luton per nuovi uffici a Chalton House, con sede aChalton, alla periferia settentrionale diLuton.

Il 16 gennaio 2021 Groupe PSA eFiat Chrysler Automobiles si sono fuse per formareStellantis.

Modelli prodotti

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Modelli storici

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Una Vauxhall 16-20 versione da competizione
Una Vauxhall 14-40
Una Vauxhall 14 del 1937
Una Vauxhall Velox quattro porte berlina del 1955
Una Vauxhall Velox quattro porte berlina del 1958
Una Vauxhall Victor quattro porte berlina 1963
Una Vauxhall Nova del 1983

Auto passeggeri

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Auto progettate da Vauxhall indipendente:

Invece i modelli commercializzati dopo l'acquisto da parte dellaGeneral Motors furono:

Veicoli Commerciali

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UnBedford CA furgone

Bedford Vehicles

Marchio Vauxhall

Logo

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Ilgrifone ancora in uso adesso, deriva dallostemma delFalkes de Breaute, unmercenario che fu al servizio diGiovanni d'Inghilterra nel XIII secolo. Dal matrimonio ebbe diritto un'area a sud di Londra, sul Tamigi. La casa che costruì, Fulk's Hall, divenne nota come Vauxhall. Vauxhall Iron Works adottò l'emblema per il legame con il territorio. Quando Vauxhall Iron Works si spostò a Luton nel 1905, il grifone come emblema ritornò "a casa" da dove era venuto originariamente.

Il logo fu da sempre su campo quadrato, ma in tempi moderni venne disegnato su campo circolare, per poterlo adeguare al logo della casa sorella tedescaOpel. Dagli anni '20, il grifone venne ridisegnato nove volte. Nel 2008 venne rilasciato l'ultimo, che ritrae solo una parte dell'animale.Bill Parfitt, presidente e direttore generale della General Motors UK, disse: "While the new-look Griffin pays homage to our 100 year-plus manufacturing heritage in the UK, it also encapsulates Vauxhall's fresh design philosophy, first showcased in the current Astra, and set to continue with Insignia."[23], ossia: "Sebbene il Grifone ridisegnato renda omaggio alla nostra tradizione manifatturiera di oltre 100 anni nel Regno Unito, racchiude anche la fresca filosofia di design di Vauxhall, presentata per la prima volta nell'attuale Astra e destinata a continuare con la Insignia.

  • Logo Vauxhall su una Vauxhall D-type (1920)
    Logo Vauxhall su una Vauxhall D-type (1920)
  • Una griglia Vauxhall degli anni'40
    Una griglia Vauxhall degli anni'40
  • Logo Vauxhall Motors dagli anni '90 al 2008
    Logo Vauxhall Motors dagli anni '90 al 2008

Note

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  1. Vauxhall announces new management team, 19 maggio 2022, media.stellantis.com, sumedia.stellantis.com.
  2. (EN)'Oldest Vauxhall' auctioned by Bonhams for £94,000, subbc.com, 2 novembre 2012.URL consultato il 7 marzo 2017.
  3. 123456 G.N. Georgano,Beaulieu Encyclopedia of the Automobile, HMSO, 2000,ISBN 1-57958-293-1.
  4. 123456 Charles Bulmer (Ed),Vauxhall Owners' Supplement: It started in 1857..., inThe Motor, nbr 3466, 23 novembre 1968, pp. 1-52.
  5. Display advertisement: The Future of Vauxhall Motors by managing directors L Walton and PC Kidner.The Times, Thursday, 26 November 1925; pg. 10; Issue 44129
  6. Seymour, W.J. (1946).An Account of our Stewardship. Being a record of the war-time activities of Vauxhall motors Ltd. pp.90–94
  7. Adelaide Hall performs at Vauxhall Factory in 1944: (retrieved 10 September 1014)https://www.wartimememories.co.uk/women.html
  8. Ellesmere Port car factory- Vauxhall, Opel, sufactorytour.co.uk.URL consultato il 23 novembre 2011(archiviato dall'url originale il 14 marzo 2012).
  9. James Bush, Alan Binder e Deebe Ferris,General Motors in the 20th century, Ward's Communications, 2000, p. 170.URL consultato il 13 marzo 2012.
  10. Reviews – Vauxhall, suwisebuyers.co.uk, WiseBuyer's Guides.URL consultato il 10 settembre 2009(archiviato dall'url originale il 20 dicembre 2008).
  11. Business| Vauxhall confirms 900 job losses, BBC News, 17 maggio 2006.URL consultato il 1º giugno 2009.
  12. Linda Sandler, Chris Scinta, Bob Van Voris e Jeff Green,GM Files Bankruptcy to Spin Off More Competitive Firm (Update4), Bloomberg LP, 1º giugno 2009.URL consultato il 1º giugno 2009.
  13. David E. Sanger, Jeff Zeleny e Bill Vlasic,G.M. to Seek Bankruptcy and a New Start: A Risky Bet to Save an Icon of American Capitalism, inNew York Times, 31 maggio 2009.URL consultato il 1º giugno 2009.
  14. David E. Sanger,G.M. to Seek Bankruptcy and a New Start, inNew York Times, 31 maggio 2009.URL consultato il 1º giugno 2009.
  15. Micheline Maynard,After 93 Years, G.M. Shares Go Out on a Low Note, inNew York Times, 29 maggio 2009.URL consultato il 1º giugno 2009.
  16. Opel and Vauxhall to go to Magna, BBC News, 10 settembre 2009.URL consultato il 10 settembre 2009.
  17. Jobs concerns remain at Vauxhall, BBC News, 10 settembre 2009.URL consultato il 10 settembre 2009.
  18. General Motors Scraps Vauxhall and Opel Sale, Ending Magna Deal Sky News, 3 November 2009
  19. 12 Ulrich Eberle e Rittmar von Helmolt,Sustainable transportation based on electric vehicle concepts: a brief overview, suresearchgate.net,Royal Society of Chemistry, 14 maggio 2010.URL consultato l'8 giugno 2010.
  20. Russell Hotten,BBC News – Vauxhall's Ellesmere Port plant to build new Astra, Bbc.co.uk, 17 maggio 2012.URL consultato il 23 giugno 2012.
  21. Vauxhall expect the technology to be ready for market introduction by 2016, sufuelcellsworks.com.URL consultato il 7 marzo 2017(archiviato dall'url originale il 24 settembre 2015).
  22. Chris Choi,Vauxhall Zafira upgraded to full safety recall status, itv.com, 14 dicembre 2012.URL consultato il 15 dicembre 2015.
  23. Vauxhall's Griffin Flies to New Horizon, suvauxhall.co.uk, Vauxhall Motors, 10 settembre 2009.URL consultato il 10 settembre 2009(archiviato dall'url originale il 17 agosto 2009).

Altri progetti

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Altri progetti

Collegamenti esterni

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V · D · M
Regno Unito (bandiera)Vauxhall Motors

Autovetture
1910-193314 ·14-40 ·16 ·16-20 ·20 A ·20 C ·20-60 ·22 A ·22 C ·23-60 ·25 ·25-70 ·27 ·30 ·30-98 ·35 ·80
1933-194810 ·12 ·12-4 ·14 ·14-6 ·20 ·25 ·27 ·Cadet ·Six
1948-2009Belmont ·Brava ·Calibra ·Carlton ·Cavalier ·Chevette ·Cresta ·Envoy ·Epic ·Firenza ·Frontera ·Magnum ·Midi ·Monaro ·Monterey ·Nova ·Omega ·Royale ·Senator ·Signum ·Sintra ·Tigra ·Vectra ·Velox ·Ventora ·Viceroy ·Victor ·Viscount ·Viva ·VX ·VX220 ·VX4/90 ·Wyvern
In produzioneAdam ·Agila ·Ampera ·Antara ·Astra ·Cascada ·Corsa ·Insignia ·Meriva ·Mokka ·Zafira Tourer ·VXR8 GTS
PrototipiEquus ·Royale Concept ·Silver Aero ·Silver Bullet ·SRV ·Trixx ·VX Lightning ·XVR
CompetizioneChevette
Stellantis
V · D · M
Stellantis
PredecessoriFiat Chrysler Automobiles (Gruppo Fiat eChrysler Group) ·Groupe PSA
Persone chiaveJohn Elkann (presidente)
MarchiAlfa Romeo ·Chrysler ·Citroën ·Dodge ·DS Automobiles ·FIAT (Abarth eProfessional) ·Jeep ·Lancia ·Maserati ·Opel (Vauxhall Motors) ·Peugeot ·Ram Trucks
Sussidiarie/
joint ventures
AAV (49%) ·Comau (49,9%) ·Dongfeng Peugeot-Citroën Automobile (50%) ·Faurecia (39,34%) ·GAC Fiat Automobiles (50%) ·IKAP (50%) ·Plastic Components and Modules Automotive ·Mopar ·Sevel ·Teksid (84,8%) ·Tofaş (37,8%) ·VM Motori
Operazioni regionaliFrancia ·Italia ·India ·Irlanda ·Stati Uniti ·Canada ·Polonia ·Serbia (67%)
StabilimentiAtessa ·Belvidere ·Betim ·Brampton ·Cassino ·Córdoba · Detroit (Jefferson North ·Mack Avenue) ·El Palomar ·Eisenach ·Ellesmere Port ·Gliwice ·Goiana ·Hordain ·Kenitra ·Luton ·Madrid ·Mangualde ·Modena ·Mulhouse ·Melfi ·Poissy ·Pomigliano d'Arco ·Porto Real ·Rüsselsheim ·Rennes ·Saltillo ·Saragozza ·Sochaux ·Sterling Heights ·Tafraoui ·Toledo ·Toluca ·Torino ·Trnava ·Tychy ·Vigo ·Warren ·Windsor
V · D · M
Stati Uniti (bandiera)General Motors
Divisioni,
sussidiarie
AutoveicoliBuick ·Cadillac ·Chevrolet ·GMC ·Denali ·Hummer ·BrightDrop
ServiziACDelco ·BrightDrop ·Chevrolet Performance ·Cruise ·DEXRON ·GM Certified Service ·GM Defense ·GM Financial ·OnStar
SussidiarieArgentina ·Brasile ·Canada ·Cile ·Colombia ·Egitto ·Giappone ·Messico ·Nuova Zelanda ·GM Specialty Vehicles ·Cadillac Europe
PartecipazioniDMAX (60%) ·GM Korea (77%) ·HRL Laboratories (50%) ·Industries Mécaniques Maghrébines (20%) ·SAIC-GM (50%) ·SAIC-GM-Wuling (44%) ·Baojun
Tecnologie
Piattaforme ·Trasmissioni ·Ibride ·Automobili
MotoriFamily 0 ·SGE ·E-Turbo ·Family 1 ·MGE ·Family II ·Ecotec ·High Feature ·Gen V ·Gen V ·Gemini V8
ElettriciEV1 ·BEV2 ·Ultium ·BEV3
Divisioni del passato,
joint venture,
sussidiarie
Allison Engine (1929-1995) ·Allison Transmission (1929-2007) ·Ally Financial (1919-2013) ·Atlantic Aircraft ·Bendix (24%) (1924-1948) ·Chevrolet Europe (2005-2016) ·Chevrolet-Saturn of Harlem (2006-2011) ·Cleveland Diesel (1938-1962) ·Dayton-Wright (1919-1923) ·Delco Electronics ·Delphi (1994-1999) ·Delta Motor Corporation (1997-2004) ·Detroit Diesel (1938-1988) ·DirecTV (1994-2003) ·Electro-Motive Diesel (1930-2004) ·Electronic Data Systems (1984-1996) ·Euclid Trucks (1953-1968) ·FAW-GM (2009-2019) ·Fisher Body (1925-1984) ·Fleetwood Metal Body (1925-1984) ·Frigidaire (1919-1980) ·Ghandhara Industries (1953-1963) ·GM-AvtoVAZ (2001-2019) ·GM Diesel (1949-1969) ·GM Diesel Division (1938-1987) ·GM Europe (1986-2017) ·GM India (1995-2020) ·GM South Africa (1913-2017) ·GM Thailand (2000-2020) ·GM Powertrain Torino (2005-2020) ·GM Uzbekistan (2008-2019) ·GM Vietnam (1993-2018) ·GMAC Real Estate (1998-2008) ·GMC Heavy Trucks ·Holden (1948-2020) ·Holden Special Vehicles ·Hughes Aircraft (1985-1997) ·Hughes Electronics (1985-1997) ·Hughes Network Systems (1987-2003) ·HughesNet (1996-2003) ·Kettering University ·Maven (2016-2020) ·National City Lines ·NUMMI (1984-2009) ·New Venture Gear (36%, 1990-2002) ·Nexteer (2009-2010) ·North American Aviation (1933-1948) ·Nuvell (1997-2008) ·Opel (1931-2017) ·PanAmSat (1995-2003) ·Remy Electric (1918–1994) ·Rochester Products ·Saab Automobile (1990-2010) ·Saturn Corporation (1985-2010) ·Terex ·United Australian (1989-1996) ·Vauxhall (1926-2017) ·Yellow Coach (1925-1943)
StabilimentiGM Building (Broadway) ·GM Building (Detroit) ·General Motors Building (New York) ·GM Technical Center ·GM Proving Grounds ·Renaissance Center ·General Motors Research Laboratory
PersoneWilliam C. Durant (fondatore) ·Mary Barra ·Alfred P. Sloan ·Tim Solso
SponsorWorld of Motion ·Test Track (1999-2012, 2025-presente; 2012-2024 come Chevrolet)
AltroStoria ·Companion make program ·Ignition switch recalls ·Motors Liquidation Company ·Motorama ·Riorganizzazione ·Cospirazione della General Motors ·Sciopero United Auto Workers del 1945-1946 ·Sciopero General Motors 2007 ·Sciopero General Motors 2019 ·Commercial Utility Cargo Vehicle ·Concept of the Corporation
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