Antichi e suggestivi siti archeologici e rovine in tutto il paese testimoniano che ogni civiltà è stata caratterizzata da elementi diversi. Oltre a quellaottomana, la principale civiltà fiorita in Turchia fu quellabizantina, il cui dominio durò per più di mille anni, fino allaconquista della capitale bizantinaCostantinopoli (l'attualeIstanbul), ad opera dei turchi nel 1453. Numerosissime sono le testimonianze, i reperti e le costruzioni bizantine sparse in tutta l'Anatolia, e in particolare nell'antica capitale, come labasilica di Santa Sofia.
La Turchia si estende su una superficie di 783.562km², e ha una popolazione superiore agli 85 milioni, professanti per lo più la religionemusulmana; sono presenti piccole minoranzecristiane (soprattuttoortodosse, ma anchecattoliche) edebraiche, mentre poco diffuso è l'ateismo. Dal 1923 è una Repubblica.
La capitale èAnkara, una delle tre grandi città turche insieme aSmirne eIstanbul; quest'ultima è la più grandemetropoli dello stato, nonché il maggior centro industriale e commerciale. La lingua ufficiale è il turco, ma sono presenti numerose minoranze linguistiche. La moneta ufficiale è lalira turca. Ilpresidente della Turchia èRecep Tayyip Erdoğan. Nel 2017 la Turchia risultava l'ottavo stato più visitato al mondo.[5]
Il nome della Turchia, "Türkiye" inlingua turca, può essere diviso in due componenti: "Türk", che è un sostantivo etnico per "turco", eiye, che è un suffisso aggettivale che significa "relativo a", "correlato a" (derivato dal suffisso arabo-iyya, che è simile ai suffissi greci e latini-ia). Il primo uso documentato del termine "Türk" o "Türük" come sostantivo etnico è contenuto nelleiscrizioni rinvenute nella valle delfiume Orkhon nell'attualeMongolia, ed eseguite daiGöktürk (turchi celesti) attorno all'VIII secolo. La parola italiana "Turchia" è rimasta invariata dal latino medievale (c. 1369).
La parola greca affine a questo nome,Tourkia (in greco: Τουρκία), fu originariamente utilizzata dai Bizantini nelmedioevo per descrivere l'Ungheria, poiché tale paese era stato occupato da tribù proto-turche eturche come gliUnni, gliAvari, iBulgari, iCabardi, iPeceneghi e iCumani. Allo stesso modo, l'impero medievale dei Cazari, uno stato turco sulle sponde settentrionali delMar Nero e delMar Caspio, è stato indicato comeTourkia (terra deiTurchi) da fonti bizantine. Tuttavia, i Bizantini in seguito iniziarono a utilizzare questo nome per definire iSelgiuchidi che avevano preso il controllo diparti dell'Anatolia nei periodi successivi allabattaglia di Manzicerta del 1071.
Bankalar Caddesi (Viale delle Banche) aIstanbul, anni '20
ITurchi, una società la cui lingua appartiene allafamiglia delle lingue turche, cominciarono a spostarsi dalle loro terre originarie alla moderna Turchia nell'XI secolo. In realtà il processo di spostamento eassimilazione di altri popoli da parte dei turchi era iniziato secoli prima, quando ancora turchi, mongoli, genti ugro-finniche esciti erano uniti nell'indistinta confederazione di popoli nota a noi comeunni e in Cina comexiongnu. I turchi che si diressero in Anatolia nell'XI secolo appartenevano al ceppooghuz e provenivano dall'area situata tra illago d'Aral e ilmar Caspio, nell'attuale Kazakistan sud-occidentale. Erano affini agli attualiturkmeni e infatti furono chiamati turcomanni e i discendenti di questa ondata migratoria rimasti in Iraq sono noti cometurcomanni iracheni.
Ilgoverno provvisorio turco diAnkara, che si era dichiarato il governo legittimo del Paese il23 aprile 1920, iniziò a formalizzare la transizione legale dal vecchio sistema politico ottomano al nuovo sistema politico repubblicano. Il governo di Ankara ingaggiò una lotta armata e diplomatica. Nel 1921-1923, gli eserciti armeno, greco, francese e britannico furono espulsi:[6][7][8][9] L'avanzata militare e il successo diplomatico del governo di Ankara portarono alla firma dell'armistizio di Mudanya l'11 ottobre 1922. La gestione dellaCrisi di Çanakkale (settembre-ottobre 1922) tra ilRegno Unito e il Governo di Ankara causò il crollo del Ministero diDavid Lloyd George il 19 ottobre 1922[10] e l'autonomia politica delCanada dal Regno Unito.[11] Il 1º novembre 1922, il Parlamento turco di Ankaraabolì formalmente il Sultanato, ponendo così fine a 623 anni di dominiomonarchico ottomano.
Viale delle Banche (l'attuale Viale Atatürk) adAnkara, verso la fine degli anni '30. La sede dellaZiraat Bankası, disegnata dall'architettoitalo-turcoGiulio Mongeri, si trova a sinistra.Piazza Ulus ad Ankara negli anni '40, con la sede diTürkiye İş Bankası, disegnata daGiulio Mongeri, a destra.Un numero considerevole di architetti stranieri perseguitati dal regime nazista, comeBruno Taut,Clemens Holzmeister,Paul Bonatz, Ernst Arnold Egli, Wilhelm Schütte, Martin Wagner e Robert Vorhoelzer, emigrarono in Turchia e contribuirono allo sviluppo diAnkara in una città moderna negli anni '30 e '40.[12] Nello stesso periodo, molti professori stranieri sono venuti in Turchia e hanno insegnato presso le università turche.[13][14]
Avendo le terre dell'Anatolia una storia molto antica, la migrazione turca è relativamente recente.Nella Repubblica Turca sono avvenuti diversicolpi di stato militari. Ultimo ilfallito colpo di Stato del 2016 per il quale il presidenteErdoğan accusò il magnateFethullah Gülen di esserne il promotore.[15] Erdoğan poco dopo ha rimosso circa 3000 magistrati e altrettanti militari. Nei mesi successivi sono stati arrestati diversi esponenti di opposizione, giornalisti, insegnanti, accusati di terrorismo.
Geograficamente la Turchia si estende su due continenti. La parte più occidentale del continente asiatico è costituita dalla massiccia ed elevata penisola dell'Anatolia che divide ilMar Nero dall'Egeo e dalMediterraneo orientale, occupando il 97% del territorio nazionale turco. La parte europea nel nord-ovest, corrispondente allaTracia orientale, copre circa il 3% dell'area in cui si trova la parte principale della metropoli di Istanbul.
Il paese ha una estensione di 783.562km², divisi tra Europa e Asia dallo Stretto del Bosforo, dal Mar di Marmara e dalloStretto dei Dardanelli.
Il territorio della Turchia è quindi vasto oltre due volte e mezza quello dell'Italia.La Turchia asiatica è costituita in larga parte da un altopiano delimitato da due catene montuose che vanno da est ad ovest: iMonti del Ponto (Karadeniz Sıradağları) a nord e iMonti del Tauro a sud.
La massima altitudine è raggiunta dal monteArarat (5137m); altre montagne sono l'Elmadağ, il Karabük e il Bozdağlar. La catena montuosa dell'Abant Dağları (altitudine massima 1.794m) si trova nella parte settentrionale del paese. Tra le vette del paese c'è anche il vulcanoErciyes Dağı, ormai spento. Due sono le formazioni vegetali diffuse: la steppa all'interno e la foresta sulle catene montuose e sul litorale.
Le coste del paese sono coperte da foreste dense, soprattutto nella parte orientale della costa del Mar Nero. La foresta che ricopriva l'interno dell'Anatolia ha subito, sin dall'età del bronzo, un'opera sistematica di disboscamento da parte dell'uomo. Solamente in questi anni è stato messo in atto un processo inverso, grazie ad un progetto ecologico-ambientale.[18]
I bacini idrografici si dirigono verso molti mari, e una parte del territorio è occupata da bacini senza sbocco al mare. Questi ultimi bacini (endoreici) si suddividono in bacini con laghi tettonici, poco profondi, di acqua salata e privi di fauna, e in bacini con laghi carsici, di acqua dolce e pescosi.
I bacini fluviali verso l'Egeo sono in genere più vasti di quelli verso ilMar Nero e ilMediterraneo.
Il territorio si suddivide in tre diverse zoneclimatiche: la costa della Turchia che si affaccia sul Mar Mediterraneo e il Mar Egeo ha unclima mediterraneo, con estati calde e secche e inverni miti. La costa della Turchia che si affaccia sul Mar Nero ha unclima oceanico, con estati calde e umide e inverni freddi e umidi. Al suo interno il clima è di tipocontinentale e, dato che le catene montuose fermano le influenze del mar Mediterraneo e del Mar Nero, comprende estati calde e secche e inverni freddi e nevosi; le precipitazioni sono scarse: nella zona più arida del paese esse superano raramente i 300mm. Invece oltre 2500mm annui nella zona delMar Nero, 1000mm annui dipioggia sulle catene montuose mentre adAnkara scendiamo a 415mm annui.
In media il paese gode di una elevata insolazione per circa 7.5 ore di sole al giorno, che sta portando la Turchia ad essere "uno tra i primi paesi al mondo per piano di sviluppo dell'energia solare".[19]
La regione di Marmara racchiude ilMar di Marmara ed è quindi in parte sia in Europa che in Anatolia che appartiene all'Asia. La parte europea nel nord del Mar di Marmara è laTracia turca (Tracia orientale). Il fiumeMeriç (Evros in greco) segna quasi completamente il confine con la Grecia. Il paesaggio della regione di Marmara è collinare e coperto da cespugli e foreste. L'area metropolitana di Istanbul costituisce il centro economico della Turchia. La città diBursa è una località famosa per le sue sorgenti sulfuree e termali; si trova ai piedi dei monteUludağ che rappresenta una destinazione popolare tutto l'anno.
La regione dell'Egeo è anche utilizzata per l'agricoltura intensiva. Il paesaggio collinare si estende lungo la costa occidentale traÇanakkale eBodrum. La regione costiera è una delle regioni turistiche meglio sviluppate della Turchia. In questa regione ci sono molti siti antichi risalenti alla colonizzazione greca come ad esempioTroia,Assos (Behramkale),Pergamo (Bergama),Efeso (Efes),Priene,Mileto,Didima edEuromos.
La regione del Mar Nero comprende la fascia costiera settentrionale della Turchia ed è caratterizzata da un clima mite e umido e da grandi foreste che si estendono sul suo paesaggio montuoso. Gran parte della regione storica delPonto si estendeva in questa area geografica.
La regione dell'Anatolia centrale comprende gli altipiani anatolici interni. Qui si trovano illago salatoTuz Gölü e alcune catene montuose, che in alcuni punti raggiungono i 3900 metri (Erciyes Dağı). A est si trova laCappadocia, famosa per le sue grotte di tufo e per le suechiese rupestri. L'Anatolia interna è prevalentemente caratterizzata da un paesaggio steppico ed è una delle zone più aride dell'Anatolia; nella regione intorno al Tuz Gölü il clima mostra caratteri semidesertici.[20]
Alcune delle montagne più alte della Turchia, come l'Ararat e ilmonte Süphan, caratterizzano i paesaggi di alta montagna dell'Anatolia orientale. Qui si trovano anche le sorgenti dell'Eufrate, delMurat e del Karasu Çayı, così come l'Aras, che scorre a est verso ilMar Caspio. Illago Van, a 1640 metri sul livello del mare, è il più grande lago interno del paese. Le città più grandi sonoElazığ,Erzincan,Erzurum,Malatya eVan.
La regione mediterranea è delimitata a nord daiTauri e ad est daimonti Nur. L'Anatolia sudorientale è la più antica regione culturale della Turchia ed è racchiusa dalle montagne delTauro; da qui scorrono l'Eufrate e ilTigri.
Veduta panoramica diAlanya, antico insediamento degliIttiti e il porto medievale della marinaselgiuchida delSultanato di Rum, famoso per la sua bellezza naturale e i suoi monumenti storici
Andamento della popolazione Turca dal 1960 al 2020
Le Nazioni Unite riportano che nel 2020 la popolazione totale della Turchia ammontava a84 339 067 abitanti.[22] Secondo i dati della registrazione delle nascite quasi tre quarti di questi vivono in città. Secondo le stime del 2009, la popolazione è in aumento del 1,5% ogni anno. La Turchia ha una densità media di popolazione di 96 abitanti per km². Le persone all'interno del gruppo di età tra i 15 e i 64 anni rappresentano il 67% della popolazione totale, la fascia di età 0-14 corrisponde al 26%, mentre gli anziani con un'età superiore ai 65 anni il 7%.[23] Nel 1927, quando fu realizzato il primo censimento nella Repubblica di Turchia, la popolazione era 13,6 milioni.[24]
LaMoschea di Ortaköy è un esempio di occidentalizzazione dell'architettura islamica-ottomana.
L'aspettativa di vita è di 71 anni per gli uomini e di 75 anni per le donne, con una media complessiva di 73 anni per la popolazione.[25] L'istruzione è obbligatoria e gratuita nell'età compresa tra i 6 e i 15 anni. Il tasso di alfabetizzazione è del 96% per gli uomini e dell'80,4% per le donne, con una media complessiva dell'88,1%.[26] Le cifre basse relative alla popolazione femminile sono dovute principalmente agli usi tradizionali degliarabi ecurdi che vivono nelle province del sud-est del Paese.[27]
L'articolo 66 della Costituzione turca definisce turco "chiunque sia legato allo Stato turco per mezzo del vincolo della cittadinanza"; pertanto, l'uso legale del termine "turco", come cittadino della Turchia, è diverso dalla definizione etnica. Tuttavia, la maggioranza della popolazione turca è dietnia turca. Essi sono stimati al 70-75% dallaCIA[28] e al 76,0% da un sondaggio del quotidianoMilliyet, compiuto nel 2007.[21]
I curdi, un gruppo etnico distinto e concentrato soprattutto nelle province del sud-est del paese, rappresentano la più grande etnia non-turca, stimata in circa il 18% della popolazione, secondo la CIA[28] e al 15,7% secondo un sondaggio condotto dal giornale quotidiano Milliyet.[21]
Carta indicante le città più popolose della TurchiaArea metropolitana diAnkara
Secondo una stima del 2010, le aree metropolitane della Turchia con la popolazione più numerosa sonoIstanbul (13,1 milioni),Ankara (4,4 milioni),Smirne (in turco İzmir) (3,4 milioni),Bursa (1,9 milioni),Adana (1,6 milioni),Gaziantep (1,3 milioni),Konya (1,0 milioni) eAntalya (1,0 milioni).[31] Si stima che circa il 71% della popolazione viva in centri urbani.[32]
Un famoso romanzo turco intitolatoKürk Mantolu Madonna (La Madonna col cappotto di pelliccia) diSabahattin Ali del 1943.
La lingua ufficiale della Turchia è ilturco, una lingua asiatica parlata dall'85% della popolazione e usato perlopiù nella forma standard stabilita negli anni 1930 delXX secolo nel corso dellariforma linguistica della lingua turca. Esistono rare forme dialettali da questa derivate; più rare, ma presenti e variamente comprese, le varianti dialettali dell'ottomano.
Attualmente la Turchia non riconosce e non tutela le numerose minoranze etno-linguistiche entro i propri confini.
Discorso diverso per ilcurdo, parlato da circa 20 milioni di persone, concentrati quasi in tutto il sud-est del paese, lungo il confine con laSiria, che rimane per molti la prima lingua, e per alcuni, specie anziani, l'unica lingua parlata.
La grande maggioranza dei greci e degli armeni vivono a Istanbul. Nella città ci sono da 50.000 a 70.000 Armeni,[34] mentre nella città sul Bosforo la lingua greca è parlata da circa 3.000 locutori.[35] Ilgreco pontico è parlato da circa 4.000 persone (per lo più anziani) nell'area diTrebisonda nelPonto (Pontus),abbreviazione diPontus Euxinus (Ponto Eusino) che indica ilMar Nero inlatino. Una varietà moderna dell'aramaico è parlata in alcuni villaggi della Turchia centrale e meridionale; un dialetto arabo è diffuso a sud-ovest delLago di Van. Del gruppo dellelingue caucasiche del sud, ilgeorgiano è ampiamente usate nel nord-est della Turchia come il circasso in alcuni villaggi geograficamente dispersi. Inoltre nel sud-est il kirmanci e lo zazaki sono parlati come dialetti del curdo sebbene siano due dialetti significativamente differenti e spesso considerate due lingue diverse. In aggiunta sono parlati da piccoli gruppi altrelingue del ceppo turco. Una piccola minoranzaebrea diIstanbul discende direttamente dagli ebrei fuggiti dalla Spagna nel 1492 che trovarono rifugio nella zona e parla così illadino o giudeo-spagnolo.
Dall'inizio degli anni 2010 l'arrivo nel paese di diversi milioni di profughi dalla Siria e da altri paesi del Medio oriente e dell'Asia Centrale ha alterato la composizione linguistica della Turchia.
La Turchia è unostato laico, senza unareligione di Stato; la Costituzione turca prevede la libertà di religione e di coscienza.[37][38] L'Islam è la religione prevalente in Turchia, professata da oltre il 99% della popolazione se si includono anche i musulmani non praticanti.[39][40][41] Società di ricerca suggeriscono che la percentuale reale di musulmani è di circa il 97%[42] o 98%[43] dell'intera popolazione residente.
Ci sono circa 120000 persone di diverse confessionicristiane, tra cui circa 80000 diortodossi (soprattuttogreco-ortodossi),[44] 35000cattolici,[45] e un numero più piccolo diprotestanti. La Chiesa Ortodossa ha avuto sede a Costantinopoli (Istanbul) a partire dalIV secolo. I cristiani rappresentano meno dello 0,2% della popolazione turca, secondo ilCIA World Factbook.[46]
Originalmente una chiesa, poi moschea, museo dal 1935 al 2020, e dal 2020 di nuovo moschea, laSanta Sofia costruita dall'imperatorebizantinoGiustiniano fra il 532 e 537 fu la cattedrale più grande del mondo per quasi mille anni, fino al completamento dellaCattedrale di Siviglia nel 1507
Se non ci sono cifre esatte sui vari gruppi di musulmani, secondo un sondaggio del 2006, l'82% venivano identificati comesunniti discuola giuridicahanafita, il 9,1% sunnitisciafeiti e il 5,8% eraalevita. Secondo un sondaggio di consulenza svolto in tutta la Turchia nel 2007:[42] il 52,8% degli abitanti si definisce "una persona religiosa che si sforza di adempiere agli obblighi religiosi"; il 34,3% si definisce "un credente che non adempie agli obblighi religiosi"; il 9,7% definisce se stesso come "una persona completamente devota che adempie tutti gli obblighi religiosi"; il 2,3% si definisce come "qualcuno che non crede negli obblighi religiosi" e lo 0,9% dichiara di essere "una persona senza convinzione religiosa" (ateo).[42]
I mezzi di comunicazione di massa con sede in Turchia includono un'ampia varietà diperiodici nazionali ed esteri che esprimono opinioni disparate e iquotidiani nazionali sono estremamente competitivi.[48] Tuttavia, la proprietà dei media è concentrata nelle mani di pochi grandi gruppi di media privati che fanno generalmente parte di più vasti conglomerati controllati da individui facoltosi, il che limita le opinioni che vengono presentate.[48] Inoltre, le aziende sono disposte a utilizzare la loro influenza per sostenere i più ampi interessi commerciali dei loro proprietari, anche cercando di mantenere relazioni amichevoli con il governo. I media esercitano una forte influenza sull'opinione pubblica. Anche lacensura in Turchia è un problema, e negli anni 2000 la Turchia ha visto molti giornalisti arrestati e gli scrittori processati. L'Indice della libertà di stampa diReporter senza frontiere è passato da circa 100 nel 2005 a circa 150 nel 2013.
In risposta al fallito colpo di Stato del 15 luglio 2016, oltre 150 organizzazioni dei media, tra cui giornali,canali televisivi eradiofonici, agenzie di stampa,riviste ecase editrici, sono state chiuse dal governo della Turchia e 160 giornalisti sono stati incarcerati.[49]
In circolazione, i quotidiani più popolari sonoHürriyet,Sabah,Posta,Sözcü eHabertürk. I media trasmessi hanno una penetrazione molto elevata in quanto leantenne satellitari e i sistemi via cavo sono ampiamente disponibili. Il "Consiglio supremo della radio e della televisione" (RTÜK) è l'organo governativo che supervisiona i mezzi di trasmissione. Nel 2003 un totale di 257 stazioni televisive e 1.100 stazioni radio sono state autorizzate a operare, mentre altre hanno funzionato senza licenze. Di quelli autorizzati, 16 stazioni televisive e 36 stazioni radio hanno raggiunto il pubblico nazionale. Nel 2003 erano in servizio circa 22,9 milioni di televisori e 11,3 milioni di radio. A parte il turco, la rete televisiva statale offre alcuni programmi inarabo,circasso,curdo ezaza.[48]
Secondo uno studio del 2018, i consumatori turchi sono penultimi in Europa in quanto ad alfabetizzazione nell'ambito dei mezzi di comunicazione, e quindi particolarmente soggetti alla diffusione di notizie false. Una combinazione di bassi livelli di istruzione, bassi punteggi di lettura, bassa libertà dei media e bassa fiducia sociale ha contribuito al basso punteggio, che vede la Turchia posizionarsi al penultimo posto, superata solamente dallaMacedonia del Nord.[50] Leteorie del complotto sono un fenomeno prevalente nei media turchi.[51] Secondo il Digital News Report 2018 del Reuters Institute, la Turchia, con una certa distanza, è il paese con la più alta concentrazione di notizie truccate nel mondo.[52]
LaBanca centrale della Repubblica di Turchia (Türkiye Cumhuriyet Merkez Bankası - TCMB) non è indipendente dal potere politico, e il governatore è nominato dal presidente della repubblica.
A seguito alla riforma costituzionale del 2017, ilpresidente è eletto a suffragio popolare diretto e non più mediante elezione indiretta da parte del Parlamento, mentre il mandato resta pari a cinque anni.
Ilpotere legislativo compete allaGrande Assemblea Nazionale Turca (Türkiye Büyük Millet Meclisi), un Parlamento unicamerale composto da 600 membri (precedentemente 550) eletti asuffragio universale ogni quattro anni. Il diritto di voto è esteso a tutti i cittadini a partire dai 18 anni di età.
L'ordinamento giudiziario prevede unaCorte costituzionale, i cui membri sono nominati dal presidente, e una Corte d'appello, eletta dal Consiglio supremo dei giudici e procuratori. La pena di morte è stata completamente abolita nel 2004.
La Turchia è divisa amministrativamente in 81province (Iller plurale,il singolare) a capo di ciascuna delle quali è un governatore (dettovali) nominato dal governo centrale.
Le province sono a loro volta suddivise indistretti (pluraleilçeler, singolareilçe) per un totale di 923. Il distretto centrale (capoluogo della provincia) è amministrato da un "vicegovernatore" designato, mentre gli altri distretti sono amministrati da un "sottogovernatore" (kaymakam).
Le province della Turchia sono raggruppate in 7regioni, che sono state originariamente definite in occasione del Primo Congresso di Geografia tenutosi ad Ankara nel 1941. Il principale elemento della suddivisione in 7 regioni sono state le omogeneità di condizioni climatiche del territorio corrispondente (temperatura, precipitazioni, ecc). Queste regioni hanno solo fini statistici e non si riferiscono a una divisione amministrativa.
Tra le università della Turchia ricordiamo in particolare l'Università di Istanbul, la più antica università della Turchia, fondata dal sultanoMaometto II, e la cui data di fondazione si può far risalire al 30 maggio 1453.
La Turchia è unarepubblica presidenziale a partire referendum costituzionale del 2017, entrato pienamente in vigore con le elezioni del 2018. Fu uno dei primi Paesi a introdurre ilsuffragio universale, concedendo il diritto di voto alle donne già nel 1934, sebbene fino al 1946 il sistema politico fosse caratterizzato da un partito unico (Partito Popolare Repubblicano).
Il potere legislativo è esercitato in forma unicamerale dallaGrande Assemblea Nazionale Turca (Türkiye Büyük Millet Meclisi, TBMM), istituita nel 1920 e disciplinata dall'attuale Costituzione del 1982, più volte emendata. Dal 2018 l'assemblea è composta da 600 deputati, eletti a suffragio universale per un mandato quinquennale mediante un sistema proporzionale con soglia di sbarramento nazionale, storicamente fissata al 10% e ridotta al 7% nel 2022.
Con il passaggio al sistema presidenziale, ilPresidente della Repubblica (Cumhurbaşkanı), eletto direttamente per cinque anni, è divenuto capo dello Stato e del governo, concentrando ampie prerogative esecutive. Il presidente nomina e revoca ministri e alti funzionari, può sciogliere il parlamento, esercita il diritto di veto legislativo ed emana decreti presidenziali nelle materie non riservate alla legge parlamentare. La carica di Primo ministro è stata abolita nel 2018.
Negli ultimi decenni l'assetto politico-istituzionale della Turchia è stato interessato da numerose riforme, inizialmente in parte collegate al processo di adesione all'Unione europea. Tuttavia, a partire dalla metà degli anni 2010, i negoziati di adesione sono di fatto congelati, anche a causa delle crescenti divergenze in materia di stato di diritto, indipendenza della magistratura e libertà civili.
Con riferimento al periodo tra le due guerre mondiali, una parte della storiografia distingue tra modernizzazione e occidentalizzazione delle riforme kemaliste. Tra queste figurano il passaggio dall'alfabeto arabo a quello latino, l'abolizione del califfato e l'adozione di un'amministrazione fortemente centralizzata, modellata in larga parte su quella francese, sebbene la centralizzazione fosse già una caratteristica strutturale dell'Impero ottomano.
Negli anni Venti e Trenta delXX secolo, Mustafa Kemal Atatürk promosse un profondo processo di laicizzazione dello Stato, volto a limitare l'influenza della religione islamica sulle istituzioni. Furono aboliti i tribunali religiosi, sciolti gli ordini sufi e vietati simboli religiosi negli spazi pubblici statali. Contestualmente venne istituito il Direttorato degli Affari Religiosi (Diyanet İşleri Başkanlığı), incaricato di amministrare e controllare ufficialmente la vita religiosa, organismo tuttora esistente e oggi dotato di un apparato molto esteso. Questo modello ha dato origine a una forma di Islam istituzionale spesso definita "ufficiale" o "statale", più che semplicemente moderata.
A seguito dellaGuerra greco-turca (1919-1922), la Convenzione di Losanna del 1923 sancì unoscambio forzato di popolazioni tra Grecia e Turchia: i greci ortodossi dell'Anatolia furono trasferiti in Grecia e i musulmani della Grecia in Turchia, con l'eccezione delle comunità greche di Istanbul e musulmane della Tracia occidentale.
La prima donna a ricoprire la carica di Primo ministro della Turchia fuTansu Çiller, in carica dal 1993 al 1996.
Tansu Çiller fu la prima donna a ricoprire la carica di Primo ministro della Turchia tra il 1993 e il 1996.
Il sistema elettorale turco prevede una soglia di sbarramento nazionale del 7% per l'accesso al parlamento, introdotta nel 2022. I partiti possono superarla anche attraverso alleanze elettorali.
Nelleelezioni parlamentari del 14 maggio 2023, svoltesi contestualmente alle presidenziali, l'Alleanza Popolare (Cumhur İttifakı), guidata dall'AKP e comprendente ilMHP, ha ottenuto la maggioranza dei seggi alla TBMM.[53] Le principali forze rappresentate sono:
Le Forze armate turche (Türk Silahlı Kuvvetleri) comprendonoEsercito,Marina eAeronautica. LaGendarmeria e laGuardia Costiera dipendono dal Ministero dell'Interno in tempo di pace e passano sotto comando militare in tempo di guerra.
Per consistenza numerica, le forze armate turche rappresentano una delle più grandi strutture militari dellaNATO, seconde solo aquelle statunitensi.[62] La Turchia è considerata una delle principali potenze militari regionali delMedio Oriente e del Mediterraneo orientale.
Ilservizio militare è obbligatorio per i cittadini maschi, ma negli ultimi anni sono state introdotte forme di servizio ridotto o sostitutivo a pagamento.[63] L'obiezione di coscienza non è formalmente riconosciuta, sebbene il sistema sia stato parzialmente liberalizzato.[64]
La Turchia partecipa al programma dicondivisione nucleare della NATO,[65] ospitando bombe nucleari statunitensiB61 presso labase aerea di Incirlik (provincia di Adana), sotto controllo operativo degli Stati Uniti.[66]
Dopo l'acquisto dei sistemi missilistici russiS-400, la Turchia è stata esclusa dal programmaF-35 nel 2019, evento che ha segnato una svolta nelle relazioni militari con gli Stati Uniti.[67] In risposta, Ankara ha accelerato programmi nazionali di difesa, tra cui lo sviluppo del caccia di quinta generazioneKAAN, droni armati e sistemi navali avanzati.
La Turchia partecipa a missioni internazionali sotto l'egida diONU eNATO e mantiene contingenti militari in diversi teatri, tra cui Siria settentrionale, Iraq, Libia, Azerbaigian eCipro del Nord, dove stazionano circa 35-40.000 soldati. Tale presenza è riconosciuta esclusivamente dalla Repubblica Turca di Cipro del Nord ed è considerata illegale dalla Repubblica di Cipro e dalla comunità internazionale.[77]
IlCapo di Stato Maggiore Generale è nominato dal Presidente della Repubblica. L'autorizzazione a dichiarare guerra e a dispiegare truppe all'estero spetta esclusivamente alla Grande Assemblea Nazionale Turca.
La Turchia è un membro fondatore dell'OCSE (1961) e delG20 (1999)Il quartiere finanziarioLevent nella parte europea diIstanbulIstanbul Financial Center (IFC) è un nuovo centro finanziario nella parte asiatica della città, dove si trova la Torre dellaBanca centrale della Repubblica di Turchia, il grattacielo più alto del paese dal 2023, con un'altezza di 352 metri.[78][79][80][81]
La Turchia è un membro fondatore dell'OCSE (1961) e delG20 (1999).
Sin dal governo kemalista la Turchia ha goduto di alcuni interventi statali, in modo che anche l'economia si modernizzasse in modo graduale. I vari governi hanno sempre avuto un ruolo di primo piano, nelle partecipazioni in aziende private, negli scambi e negli investimenti all'estero. Negli anni ottanta il Paese ha avviato alcune riforme, grazie al primo ministroTurgut Özal, e si è sempre più orientata all'economia di mercato.[82] Da allora l'economia ha continuato a crescere, anche se ha conosciuto periodi di recessione come negli anni 1994, 1999 (in seguito al terremoto di quell'anno)[83] e 2001.[84]
Bankalar Caddesi (Viale delle Banche) aGalata fu il centro finanziario di Istanbul durante il periodoottomano
Dal 1981 al 2003, il reddito nazionale è aumentato in media del 4%.[85] Peraltro la mancanza di altre riforme, le difficoltà del settore pubblico e la diffusa corruzione hanno provocato un aumento dell'inflazione, l'indebolimento del settore bancario e problemi interni allamacroeconomia.[86]
Dopo la crisi del 2001 e dopo le riforme iniziate dall'allora ministro delle finanze Kemal Derviş, l'inflazione è crollata, gli investimenti sono risaliti, e il numero di disoccupati è fortemente calato. La Turchia ha gradualmente aperto il proprio mercato grazie ad alcune riforme, riducendo i controlli statali sugli scambi esteri e controllando meglio le privatizzazioni.[87]
Nel 2005 il reddito nazionale è ulteriormente salito del 7,4%,[88] rendendo la Turchia uno degli Stati a più rapida crescita economica. Il Paese, agricolo in passato, è una media potenza industriale; le attività secondarie sono situate in gran parte sulle coste occidentali, insieme a servizi in rapido sviluppo (comunicazione,commercio, trasporti,banche,turismo). L'agricoltura produce l'11,9% del prodotto interno lordo, mentre l'industria contribuisce al 23,7% e i servizi al 64,5%.[89] Soprattutto il turismo è cresciuto negli ultimi vent'anni, ed è la prima fonte di reddito del Paese. Nel 2005 la Turchia ha ospitato 24.124.501 visitatori, versando 18,2 miliardi di dollari nelle casse nazionali.[90] Anche l'industria è cresciuta, sia grazie a forti investimenti esteri (specie daStati Uniti eGermania) sia a imprese locali; i settori principali sono quelliautomobilistico,tessile,[91] dell'abbigliamento,elettronico e dellecostruzioni.
L'elevatainflazione è stata messa sotto controllo, e ciò ha indotto lo Stato a emettere una nuova moneta, per proseguire le riforme economiche e cancellare i vecchi squilibri. Il 1º gennaio 2005 è stata introdotta la nuova lira turca, pari a un milione della vecchia valuta.[92] Grazie alle continue riforme economiche, l'inflazione è calata nel 2005 all'8,2% e la disoccupazione al 10,3%.[89]
Il commercio estero si svolge in gran parte con l'Unione europea (59% delle esportazioni e 52% delle importazioni nel 2005),[93] ma anche conStati Uniti,Russia,Giappone e con laCina. La Turchia si avvale di un'unione doganale con l'UE, firmata nel 1995, che ha aumentato la sua produzione industriale e attirato numerosi investimenti europei.[94]
Nel 2005 le esportazioni sono ammontate a 73,5 miliardi di dollari, le importazioni a 116,8 miliardi, con aumenti del 16,3% e del 19,7% rispetto al 2004.[93] Nel 2006 le esportazioni sono ammontate a 85,8 miliardi, con aumento del 16,8% dall'anno precedente,[95] e nel 2007 il Paese ha esportato per 105,9 miliardi.[96] Nel 2008 le esportazioni sono ammontate a 141,8 miliardi di dollari, e le importazioni a 204,8 miliardi di dollari.[97] Le esportazioni verso i paesi dell'UE rappresentano circa il 42% di tutte le esportazioni turche. Le esportazioni turche verso l'Unione europea nel dicembre 2008, pari a circa 3 miliardi di euro, hanno subito un calo di quasi il 40% rispetto allo stesso mese nel 2007. Il tasso di disoccupazione in Turchia è dell'11%. Alla fine di novembre 2008, il tasso di disoccupazione era del 10,9%, rispetto al 9,7% nello stesso periodo nel 2007. Questi dati allarmanti hanno costretto il governo turco a cercare un nuovo accordo di prestito con ilFondo Monetario Internazionale.[98]
Nel 2006 la Turchia è riuscita ad attrarre investimenti dall'estero, per 19,9 miliardi di dollari.[99] Le numerose privatizzazioni, la crescita economica costante e i cambiamenti strutturali nei settori bancario, commerciale e delle comunicazioni, hanno contribuito ad attrarre investimenti sia nazionali sia stranieri.[87]
L'economia informale è significativa e in crescita. Nel 2015, uno studio dell'OCSE ha indicato che la quota di attività che producono beni e servizi al di fuori del controllo dello Stato ha superato il 28% del PIL. Il lavoro non contrattato, l'evasione fiscale, la corruzione e il traffico illegale di merci sono in aumento. Laguerra in Siria ha portato all'immigrazione di milioni di rifugiati siriani in Turchia, che formano una forza lavoro vulnerabile allo sfruttamento; molti di questi lavoratori non sono dichiarati dai loro datori di lavoro e sono pagati molto poco.[102]
La Turchia occupa una posizione geografica strategica; si trova all'incrocio delle principali rotte energetiche, e usa questa posizione per cercare di affermarsi in un ruolo di intermediazione. Può difendere la sua sicurezza energetica e i suoi interessi commerciali a livello regionale, e aumentare le sue entrate imponendo tasse suglioleodotti e igasdotti che passano attraverso il suo territorio. La Turchia smetterà di comprare completamente il petrolio iraniano nel 2019 per rispettare le sanzioni statunitensi.[102]
Il tasso di disoccupazione nel 2019 è del 14,7%.[103] La Turchia sta anche affrontando l'emigrazione di parte della sua gioventù istruita come conseguenza della crisi economica e della repressione politica. Il numero di partenze è in forte aumento con 113.326 partenze nel 2017, il 63% in più dell'anno precedente.[104]
Dal 2021 al 2022, la lira turca ha perso il 55% del suo valore nelcambio sul dollaro. Nell'agosto 2022, lasvalutazione della moneta ha portato all'80% l'inflazione su base annua, in assenza di un rialzo deitassi di interesse da parte dellabanca centrale turca, che non è indipendente dal governo.[106]
Secondo un rapporto del governo turco del 2012 sullavoro minorile, circa 900.000 bambini lavoravano in varie industrie, compresa l'agricoltura. Una ragione è che le imprese agricole con meno di 50 dipendenti non sono soggette al codice del lavoro.[107]
Le cattive condizioni di lavoro sono regolarmente evidenziate dai gruppi per i diritti dei lavoratori. Il direttore dell'innovazione e della ricerca per la Fair Labor Association, Richa Mittal, dice che "in sei anni di monitoraggio, non abbiamo mai trovato una sola azienda di nocciole in Turchia in cui tutti gli standard di base del lavoro dignitoso fossero rispettati". Nel 2018, 67 bambini e adolescenti sono morti sul posto di lavoro secondo i dati ufficiali.[107]
Laletteratura turca nasce nelmedioevo a partire dall'incontro con l'Islam e le sue principali lingue di cultura, ossia l'arabo e ilpersiano, nonché con le relative floridissime tradizioni letterarie. Tra i primi nomi troviamo non a caso quelli del celeberrimo mistico persianoGialal al-Din Rumi (m. 1273) e di suo figlioSultan Veled, che diressero aKonya un famoso convento didervisci (dellaconfraternita dei Mevlevi, da essi fondata), e i cui non molti versi in turco mescolati alla preponderante produzione in persiano sono annoverati tra i primi monumenti di questa nascente letteratura; peraltro il primo grande nome della letteratura turca è quello di un mistico musulmano,Yunus Emre, celebre poeta e sufi del XIII-XIV secolo.
AlXV secolo risale probabilmente la prima redazione scritta di una grande saga epica in prosa ilDede Korkut, che circolava oralmente da almeno due secoli, rivendicata peraltro come epos nazionale anche dagli attuali azeri e dai turkemeni. Comunque è laletteratura persiana, soprattutto, che influenzò profondamente la genesi e lo sviluppo della letteratura colta, in particolare fornendo alla sua poesia i generi e gli stilemi, i temi e i contenuti, sicché scrittori bilingui (persiano-turco) sono comunissimi dagli esordi sino a tutto il periodo ottomano. Spesso poemi persiani classici vennero letteralmente "rifatti" in turco ottomano, venendo imitati temi e motivi, personaggi e persino i titoli delle opere originali. A segnalare la contiguità con la cultura letteraria persiana valga pure ricordare che un turco del XVI secolo e originario della Bosnia ottomana, Sudi, fu il massimo interprete e commentatore diHafez, il "Petrarca" della lirica persiana classica.
Tra gli autori più noti del periodo classico si possono ricordare il poetaMesihi (m. 1512) originario diPrishtina inKossovo ma vissuto a Istanbul, autore di un celebratoDivan (Canzoniere) e cantore di maschili bellezze riassunte nella figura del "perturbatore della città" (shahr-ashub); il poetaFuzûlî (m. 1556) autore trilingue, avendo composto poesia oltre che in turco e persiano anche in arabo, ma ricordato anche come matematico e astronomo; il "sultano dei poeti"Bâkî (m. 1600), poeta ufficiale di almeno quattro sultani daSolimano il Magnifico aMehmet III, considerato il vertice della lirica ottomana; lo storicoSa'deddin (m. 1599) autore di unaCorona delle storie che glorifica la dinastia regnante.
Appartiene già all'epoca postclassica il prosatoreEvliya Çelebi (m. 1690 circa), gran viaggiatore e attento osservatore che fissò i suoi ricordi di 40 anni di viaggi al seguito di principi ottomani, che lo portarono anche in Europa da Vienna alla Svezia, in un memorabileSeyahatnâme (Libro di viaggi) la cui prima parte è un'importante descrizione della Costantinopoli del tempo. Alla "età del tulipano", cosiddetta dalla moda di coltivare questi fiori diffusasi all'inizio del XVIII secolo, appartengono due notevoli figure di poeti comeNedim (m. 1730), giudice professore dimadrasa e bibliotecario del gran visirIbrahim Pascià all'epoca del sultanoAhmed III, e il mistico Gâlib Dede (m. 1799), appartenente alla confraternita dei sufi Mevlevi e autore di un celebre poema allegorico (Bellezza e Amore), entrambi ampiamente influenzati dal lascito persiano; da ricordare anche Sunbulzade Vehbi (m. 1809), famoso per una tenzone in 800 versi dai toni spesso osceni tra un pederasta e un donnaiolo che vantano i meriti e vantaggi delle rispettive preferenze.
Tra i prosatori sono da ricordare glistoriografiKatip Çelebi (detto Hajji Khalifa, e conosciuto anche in Europa comeKalfa,m. 1657), bibliofilo, geografo, storico di vastissimi interessi e promotore di traduzioni da lingue europee (tra cui l'Atlas Minor diG. Mercator eL. Hondius), cui si deve l'inizio della occidentalizzazione del sapere scientifico; Hezarfenn (m. 1691), autore di una storia universale ma anche di trattati di etica e sulla organizzazione dell'impero e, infine,Na'ima di Aleppo (m. 1716) eGevdet Pascià (m. 1895), che rivestirono la carica di "cronisti ufficiali" dell'impero. Da ricordare il novelliereAziz Efendi di Creta (m. 1798) e il multiformeSeyyid Vehbi (m. 1736), poeta, ma ricordato soprattutto per l'opera in prosaSur-name, una ricca descrizione delle feste di corte che si inserisce in un genere a sé stante.
Anche in questa letteratura, come del resto nella persiana, gli ambienti in cui poeti e scrittori poterono trovare ampio patronato, e dispiegare così il loro talento, sono riconducibili essenzialmente a quelli cortigiani, in particolare le corti ottomane, e a quelli delle confraternite mistiche. L'influenza persiana venne progressivamente scemando nel corso dell'Ottocento, man mano che si imponevano correnti filo-occidentali e europeizzanti, per arrestarsi quasi del tutto dopo la fine della prima guerra mondiale con l'avvento della Repubblica e la riforma della lingua (abbandono dell'alfabeto arabo a favore dell'introduzione di un alfabeto latino, ampia "de-persianizzazione" del lessico). Questo evento, che si coniugò con una svolta fortemente laica e marcatamente anticlericale, determinò un autentico trauma non solo nella storia letteraria, ma anche più in generale in quella culturale del paese.
Nel giro di una o due generazioni i turchi furono separati dalla loro ricca e variegata tradizione letteraria di epocaottomana, semplicemente perché non più capaci di leggere una lingua che si era espressa in un altro alfabeto, quello arabo. La nuova letteratura turca di epoca repubblicana -preparata da un vasto movimento letterario ispirato al nazionalismo, in cui emersero il poetaZiya Gökalp (m. 1924) e il novelliereÖmer Seyfettin (m. 1920) - ha certamente risentito di questa cesura con un passato che i padri della Repubblica avevano voluto cancellare con un decreto dall'alto. Per contrasto con la tradizione e il passato islamico, essa ha programmaticamente accentuato la rivalutazione del folklore turco preislamico (e panturco) e ha oltremodo enfatizzato il rapporto della Turchia con le correnti letterarie europee, soprattutto francesi. Il problema della conciliazione delle "due anime" della Turchia contemporanea -quella volta all'Europa e alla Modernità e quella che guarda nostalgica al passato islamico e prerepubblicano- latente per decenni, è tornato prepotentemente alla ribalta a partire dagli anni '80 del XX secolo con il revival dell'Islamismo militante. Queste tematiche sono ben presenti in numerosi autori contemporanei, tra cui è d'obbligo citare almenoYakup Kadri (Terra matrigna, Mondadori, Milano 1941),Yaşar Kemal, İrfan Orga (Una famiglia turca, Passigli, Milano 2007) e soprattuttoOrhan Pamuk, (Premio Nobel per la letteratura 2006) (primo turco a ricevere ilNobel), che è, con il poetaNazım Hikmet (m. 1963), forse il più famoso e tradotto scrittore turco contemporaneo. PressoEinaudi è uscita quasi tutta l'opera di Pamuk; tra i romanzi più importanti,Il mio nome è Rosso,Neve,Il castello bianco,La casa del silenzio,Il libro nero.
Altro importante poeta turco affermatosi agli inizi del xx secolo fuMehmet Akif Ersoy. E ancora tra gli esponenti della poesia repubblicana ricordiamo Orhan Veli Kanık (1914-1950), che ruppe con la tradizione poetica ottomana.
Anche le tematiche di genere hanno conosciuto notevole sviluppo negli ultimi decenni, basti citare qui, tra le autrici note anche in traduzioni in lingue europee, Latife Tekin,[109]Perihan Mağden (Due ragazze, Lain, Roma 2005), Buket Uzuner (Ada d'Ambra, Sellerio, Palermo 2003); pur tra difficoltà e autocensure, cominciano anche a essere tematizzati i delicati problemi interetnici, riconducibili essenzialmente alla questione della tragedia armena del primo Novecento (si veda il romanzo di Fethiye Çetin,Heranush, mia nonna, Alet, Milano 2007, oppure quello diElif Şafak, (La bastarda di Istanbul, Rizzoli, Milano 2007), e alla più questione dell'irredentismo curdo (per cui si vedaZülfü Livaneli,Felicità, Gremese, Milano 2007). Non va infine dimenticato che, a seguito della forte emigrazione turca sin dagli anni '60 in Europa e segnatamente in Germania (oltre tre milioni di turchi), esiste ormai una notevole leva di scrittori turco-tedeschi, di formazione europea, tra cui ad esempioFeridun Zaimoğlu (Schiuma, Einaudi, Torino 1999) oYadé Kara (Salam Berlino, Edizioni e/o, Roma 2005) che si esprimono preferibilmente nella lingua di Goethe, trattando nuove tematiche connesse ad esempio con i problemi dell'emigrazione, dell'integrazione, dei rapporti interculturali e interreligiosi.
Tra le più apprezzate cantanti turche di musica classica vi èMüzeyyen Senar (1918-2015), nota come laDiva della Repubblica eZeki Müren, uno dei cantanti più apprezzati della musica classica turca.
Tra i cantautori turchi ricordiamoBarış Manço, che ha composto diverse canzoni, tradotte in varie lingue, tra cui in italiano come per esempioLa Casa della Mamma Tulipano.
Per la musica pop, jazz, rock alternativo, ecc. ricordiamo la cantanteGöksel, e il gruppo musicaleGrup Yorum, noto per il genere folk rock.
Nella disciplina sportiva del motociclismo la Turchia si è distinta in particolare con Toprak Razgatlıoğlu, campione del mondo Superbike nel 2021, 2024 e 2025 e dal 2026 pilota titolare in MotoGP e conKenan Sofuoğlu, cinque volte campione mondiale nelCampionato mondiale Supersport.
LaNazionale di calcio turca, il cui capocannoniere èHakan Şükür, con 51 reti, ha ottenuto buoni risultati, tra cui un terzo posto nel Campionato del Mondo 2002.
La prima medaglia d'oro olimpica per la Turchia fu conquistata nella lotta, pesi piuma, daYaşar Erkan, ai Giochi olimpici di Berlino 1936. La prima medaglia olimpica per la Turchia fu la medaglia di bronzo vinta daAhmet Kireççi, nella lotta libera pesi medi, a Berlino 1936.
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↑TURKEY (PDF), sulcweb2.loc.gov, Library of Congress – Federal Research Division.URL consultato il 1º novembre 2010.
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↑Sotto protettoratoONU (UNMIK), dichiaratosi unilateralmente Repubblica indipendente (riconosciuta dallamaggioranza degli stati ONU), secessionista dallaSerbia secondo cui è una Provincia autonoma