La locuzione "torre d'avorio" (otorre eburnea, frutto del latinismoturris eburnea)[1] si trova per la prima volta nelCantico dei Cantici (7,4),[2] e fu successivamente usato come epiteto perla vergine Maria.
DalXIX secolo è usata per indicare un mondo o un'atmosfera dove gli intellettuali si rinchiudono in attività slegate dagli affari pratici della vita di ogni giorno.
Come tale, la locuzione ha solitamente la connotazione peggiorativa di una disconnessione volontaria dal mondo; una ricerca esoterica, troppo dettagliata, o anche inutile; un elitarismo accademico, se non aperto sussiego.
L'avorio come simbolo di allontanamento dalla realtà e di finzione viene probabilmente dalla cultura greco-romana. Nell'Odissea, facendo parlarePenelope,Omero, distingue due tipi di sogni provenienti dal regno diMorfeo attraversodue porte: i sogni veri passano dalle porte di corno, i sogni fallaci dalle porte d'avorio:
una è di corno, l'altra d'avorio; i sogni che passano
attraverso l'avorio segnato sono fallaci, portando
vane parole; invece quelli che vengono fuori
attraverso la porta di lucido corno presentano
cose vere, ogni volta che uno li abbia sognati»
AncheVirgilio inserisce quest'immagine nell'Eneide (VI, 893-896):
Una versione alternativa vede legato il simbolismo dell'avorio allaBibbia (Libri dei Re, 22,39[4]). IlreAcab ha costruito una casa d'avorio. Questo vorrebbe significare che la locuzionetorre d'avorio non ha un significato simbolico, ma è effettivamente usato nella bibbia in senso letterale.
Nella tradizione giudaico-cristiana, latorre d'avorio è simbolo di nobile purezza. Si trova per la prima volta nelCantico di Salomone (7, 5: "Collum tuum sicut turris eburnea", ovvero "Il tuo collo [è] come una torre d'avorio") ed è inclusa nelXVI secolo fra gli epiteti di Maria nelleLitanie lauretane (nella locuzione latinaturris eburnea), sebbene l'immagine fosse in uso molto prima, almeno sin dalla rinascita mariana del XII secolo. A questo concetto si rifeceSan Girolamo, secondo il quale"Cristo è il capo della Chiesa e la sorgente di tutte le grazie, ma la Vergine Maria è come il collo attraverso il quale queste grazie passano, per rigenerare le membra del Corpo mistico di Cristo". Da qui il riferimento a Maria come Turris Eburnea nella devozione popolare. Appare occasionalmente nelle arti figurative, specialmente nelle rappresentazioni della Madonna nell'hortus conclusus.
L'immagine è biblica, e nonostante la locuzione sia utilizzata raramente in senso religioso al giorno d'oggi, essa sembra aver ispirato il significato moderno. Oggi infatti latorre d'avorio descrive uno spazio metafisico di solitudine e santità disconnesso dalla realtà quotidiana, dove risiedono gli scrittori idealistici e dove sono considerati risiedere anche alcuni scienziati. Nelle litanie lauretane, l'appellativo "turris eburnea" viene dopo quello di "Turris davidica", e ne rappresenta un rafforzativo, poiché si vuole qui indicare il particolare aspetto della inviolabilità di Maria, che è la sua perpetuaverginità, simboleggiata dalla preziosità di una torre d'avorio.
Altri progetti
Controllo di autorità | GND(DE) 4152010-5 |
---|