Molto simile almoscardino, il quercino può raggiungere la lunghezza massima di 16-17cm senza tener conto dellacoda che può misurare fino ai 12 cm. La suapelliccia cambia colore a seconda della parte del corpo ed è grigia-rossastra sul dorso mentre è bianca sul ventre. Una caratteristica del quercino è che presenta una linea di colore scuro che parte dal muso, circonda gliocchi e continua fino alleorecchie. Infine la coda è ricoperta di peli ed è solitamente nera lungo la parte posteriore finale mentre è bianca nella parte inferiore.
Il quercino è solito popolare i boschi (in particolare i boschi di querce) fino ad un'altitudine massima di 2.000 metri. Lo si può incontrare anche nei campi ricchi di cespugli e sui pendii soleggiati caratterizzati dalla presenza di rocce. Il quercino può inoltre trovare riparo, soprattutto al sopraggiungere dei primi freddi, nelle case rurali o nelle baite.
Il quercino è un animale molto agile che ama saltare e arrampicarsi sugli alberi fino ai rami più sottili. Nel periodo preinvernale il quercino scava una tana dove immagazzina il cibo e contemporaneamente ne mangia un enorme quantità, ingrassando in modo da prepararsi all'inverno. Quando questo arriva il quercino va inletargo insieme a più individui in modo da scaldarsi l'uno con l'altro. Quando la temperatura si alza è solito svegliarsi di tanto in tanto per mangiare le riserve di cibo accumulate.
Il quercino si nutre diinsetti, soprattutto dilepidotteri (sia nella formalarvale sia adulta), diuova diuccelli e difrutti selvatici. Nelle coltivazioni di frutta di tipo intensivo, il quercino può arrecare danni, poiché è solito assaggiare grandi quantità di frutti senza consumarne interamente alcuno.
Avviene circa due volte l'anno quando la femmina partorisce dai due ai sette piccoli che nascono nudi e ciechi. Il Quercino è solito costruirsi dei grandi nidi sferici ricoperti dimuschio che hanno un'unica apertura verso un lato, anche se a volte preferisce non costruirli e occupare i nidi degliscoiattoli o degli uccelli.
Di abitudini prevalentemente notturne, questo animale cerca ricovero durante il giorno negli anfratti delle rocce o nelle cavità degli alberi; in alcuni casi riadatta vecchi nidi di scoiattoli o di uccelli, oppure costruisce piccoli nidi di forma globulare. Anche se fra i gliridi presenti in Italia è il più terragnolo, l'animale è in grado di arrampicarsi con facilità su arbusti ed alberi grazie alle callosità plantari a forma di cuscinetto che gli consentono una sicura presa.
Una delle sue principali occupazioni durante la buona stagione è quella di crearsi adeguate riserve per il letargo attraverso una sovralimentazione; alla fine dell'estate, raggiunto il peso ottimale, riduce nettamente la propria attività. Va in letargo nell'autunno inoltrato, generalmente in piccoli gruppi, per risvegliarsi a partire dalla fine di febbraio o agli inizi di marzo.
In molti paesi dell'Europa centro-orientale la specie è segnalata in diminuzione.
Non si dispone di informazioni certe circa lo status delle popolazioni italiane, anche se il quercino risulta ancora relativamente comune. Qualche preoccupazione destano le popolazioni insulari, dove è segnalata una certa rarefazione.
Eliomys quercinus sardus scheda sulla sottospecie endemica del massiccio Sardo-Corso, a cura dell'ufficio fauna dell'Ente Foreste della Regione Sardegna