(LA)Unus pro omnibus, omnes pro uno (DE) Einer für alle, alle für einen (FR) Un pour tous, tous pour un (IT) Uno per tutti, tutti per uno (RM) In per tuts, tuts per in
1 La Svizzera possiede una forma di governodirettoriale: il Consiglio Federale, composto da sette membri, funge collegialmente da capo di Stato e di governo della Confederazione.
Due terzi dei 9[6] milioni di abitanti del Paese si concentrano sull'Altipiano, dove si trovano le maggiori città:Zurigo,Ginevra,Basilea,Losanna,Berna,Winterthur,Lucerna eSan Gallo. Le prime due sono piazze finanziarie internazionali mentre Berna, come capitalede facto (più propriamente "città federale")[3][13][14], è il centro burocratico e politico della nazione e sempre qui, nelPalazzo Federale (ted.:Bundeshaus;fr.:Palais fédéral), vi è la sede delParlamento e delGoverno svizzero[15].Mentre Basilea è il centro dell'industria farmaceutica svizzera e complessivamente il secondo centro economico del paese dopo Zurigo[16][17], a Losanna e a Lucerna ha sede la massima istanza giuridica della Confederazione: il Tribunale federale. Altri tribunali della Confederazione si trovano invece aSan Gallo e aBellinzona.
Vide la sua nascita ufficiale con l'alleanza ditre cantoni che nel 1291 rinnovarono ilpatto eterno confederale[18], il che spinge a pensare che la nascita della Svizzera risalga a tempi ancora più remoti. A ogni modo, la Svizzera è uno dei più antichi Stati del mondo[19]. Con unreddito pro capite pari a91991$ (2021), la Svizzera è uno dei Paesi economicamente più prosperi al mondo. Due terzi della forza lavoro sono attivi nelsettore terziario e circa un terzo nelsecondario. La Svizzera è stata nota, altresì, per ilsegreto bancario, abolito a partire dal 2018, ma ancora valido per i residenti e per la popolazione svizzera[20][21].
La Svizzera è suddivisa in tre grandi regioni linguistiche e culturali: tedesca, francese e italiana, a cui vanno aggiunte le valli delCanton Grigioni in cui si parla ilromancio. Iltedesco, ilfrancese e l'italiano sono lingue ufficiali e nazionali, ilromancio è lingua nazionale dal 1938 ed è parzialmente lingua ufficiale dal 1996. Nella Svizzera tedesca viene parlato un insieme di dialetti conosciuti collettivamente comeSchwiizertüütsch (insvizzero tedesco significa letteralmente “svizzero tedesco”). Alla diversità linguistica si aggiunge quella religiosa, con i cantoni protestanti e i cantoni cattolici. Gli svizzeri quindi non formano unanazione nel senso di una comune appartenenza etnica, linguistica e religiosa. Il forte senso di appartenenza al paese si fonda sul percorso storico comune, sulla condivisione dei miti nazionali e dei fondamenti istituzionali (federalismo,democrazia diretta,neutralità), sulla geografia (Alpi) e, in parte, sull'orgoglio di rappresentare uncaso particolare in Europa.
Il paese ha scelto invece di non aderire né all'Unione europea né allaNATO - pur avendo siglato accordi di partenariato con entrambe - per diverse ragioni di opportunità politica ed economica (come lastorica neutralità, l'attaccamento popolare allademocrazia diretta, nonché il sensibile divario economico con i paesi vicini).[23]
Il nomeSvizzera proviene daSvitto (tedescoSchwyz), uno dei cantoni forestali (ted.Waldstätte) che formavano il nucleo dellaVecchia Confederazione. Il nomeSvitto è attestato per la prima volta nel 972 come il villaggio diSuittes ed è forse legato all’alto tedesco anticoswedan ‘bruciare’ (affine all'islandesesvíða,danese esvedesesvide ‘bruciacchiare’), con riferimento aldebbio delle foreste per creare nuovi spazi agli insediamenti.[24] Probabilmente il nome designava sia il territorio sia la popolazione del cantone, ma dopo labattaglia di Morgarten nel 1315 il nomeSwitzer,Switenses oSwicenses passò a designare tutti iConfederati. Infrancese sono attestati i terminiSoisses,Suysses eSouyces a partire dalCinquecento; contemporaneamente initaliano compaiono i terminiSviceri eSuyzeri, per stabilizzarsi nella varianteSvizzeri scelta daMachiavelli nel 1515.[25]
Il nome anticoElvezia (lat.Helvetia) proviene dagliElvezi, una popolazioneceltica stabilitasi sull'Altipiano in epoca pre-romana. Gli Elvezi sono menzionati per la prima volta nelVI secolo a.C.[26] Il nomeConfoederatio Helvetica oHelvetia non figurava invece fra le tradizionali denominazioni del paese ed è stato utilizzato solo dopo la nascita dello Stato federale nel 1848 (quindi è da considerarsi unneologismo), con lo scopo di non privilegiare alcuna dellelingue ufficiali della Confederazione (oppure quando, per motivi pratici, era difficoltosa l'iscrizione in tre o quattro lingue). Tale denominazione compare in ambiti formali e ufficiali: sulle monete e sui francobolli a partire dal 1879, sul frontone delPalazzo federale aBerna nel 1902 e sul sigillo della Confederazione nel 1948.[12]
Fino al termine dell'età medievale il territorio occupato dalla Svizzera non costituiva uno spazio politicamente unitario. Le più antiche tracce della presenza umana sul suolo elvetico risalgono a circa150 000 anni fa, mentre gli insediamenti agricoli più remoti, allo stato attuale delle ricerche archeologiche, sembrano essere quelli diGächlingen, fatti risalire al 5300 a.C. circa. Prima della conquista romana, il territorio a sud delReno era abitato da diverse tribùceltiche. L'insediamento più conosciuto e documentato è quello diLa Tène, sullago di Neuchâtel, che ha dato il nomealla cultura della tardaetà del ferro, iniziata intorno al 450 a.C. Nella parte orientale del paese (nell'attualeCanton Grigioni) erano stanziati iReti, più a sud (nell'attualeCanton Ticino) iLeponzi e gliInsubri. Gran parte dell'Altipiano, tra leAlpi e la catena delGiura, era invece occupato dalla tribù degliElvezi, la cui sconfitta, nellabattaglia di Bibracte, nel 58 a.C., segnò l'inizio della dominazione romana sul territorio.
La conquista romana venne portata a termine nel 15 a.C., daTiberio (destinato a diventare il secondo imperatore romano) e da suo fratelloDruso che annetterono all'impero le Alpi (creando la provincia delleAlpi Pennine, corrispondente grossomodo alVallese). L'area occupata dagliElvezi fu prima parte dalla provincia dellaGallia Belgica quindi dellaGermania superiore, mentre i territori a est dellaLinth e dell'Alto Ticino furono integrati nella provincia dellaRezia. Le popolazioni celtiche si integrarono velocemente nel mondo culturale romano, adottandone lingua e religione.[28] Tre erano le colonie governate secondo il diritto romano:Augusta Raurica (Augst, fondata nel 44 a.C., oggi il principale sito archeologico della Svizzera),Aventicum (Avenches, che conserva l'anfiteatro del130 d.C., ed entro le cui mura potevano trovare rifugio oltre50 000 abitanti)[29] eColonia Iulia Equestris (Nyon).[nota 8] Gli insediamenti erano collegati da un'efficiente rete stradale che innervava l'altipiano da ovest a est. Altre strade, varcando leAlpi attraverso sei passi, mettevano in comunicazione l'Altipiano con laGallia Transpadana e il cuore dell'impero.[nota 9]
Allapax romana nelle province misero fine le incursioni delle tribù germaniche. Illimes germanico-retico venne abbandonato poco dopo il 260 in seguito all'attacco in forze degliAlemanni. Un nuovo confine fortificato venne creato lungo il Reno, ma il territorio fra questo e leAlpi (impoverito dalle incursioni e dalla rinnovata presenza dell'esercito romano) venne abbandonato definitivamente daRoma verso il 400.
La tribù germanica deiBurgundi si insediò nella regione a ovest dell'Aare: adottò la lingua latina e si convertì al cristianesimo, mentre le tribù Alemanne, stabilitesi a est dell'Aare, mantennero usi e costumi germanici. Si formò così quel confine linguistico tra francese e tedesco che caratterizza ancora oggi l'Altipiano svizzero. IReti (oReto-romanzi,Rumantsch, poiché latinizzati) vennero progressivamente assimilati, sicché oggi sono presenti solo in alcune vallate deiGrigioni. Tra il 511 e il 534 ilRegno dei Burgundi venne conquistato daiFranchi; nel 539 fu la volta dell'Alemannia.
Nel 1237Federico II cala nella penisola italiana, lacerata da guerre traguelfi (fedeli al Papa) eghibellini (favorevoli all’Imperatore) per ristabilire il suo imperio. Dopo aver sconfitto laLega Lombarda (fedele al Papa) aCortenuova e soggiogato Toscana e Marche, torna per “far pentita Bologna”, capofila del guelfismo. Tutti i piccoli comuni vicini capitolarono uno dopo l’altro e nell'agosto 1240 l’esercito imperiale cinse d'assedioFaenza. Ma gli abitanti resistettero strenuamente e tennero fuori dalle mura l'esercito assediante per diversi mesi costringendo le truppe a svernare inRomagna.
Nell'esercito imperiale militavano contingenti di mercenari svizzeri provenienti dai quattro cantoni originari della Svizzera:Nidvaldo,Obvaldo,Svitto eUri (i primi due facenti parte della regione diUntervaldo). Erano parecchio contrariati dal lungo assedio così, quando l'imperatore propose loro un premio extra se avessero preso Faenza, invece del denaro chiesero di essere liberati dalle tasse imperiali e di dipendere direttamente dall'Imperatore. L’imperatore accettò la richiesta e così, nel dicembre 1240, quando la città fu espugnata, con la “Lettera di Faenza"[31] Federico II concesse ai quattro cantoni originari di passare sotto al suo dominio diretto, affrancandosi dal vessante giogo dei conti d’Asburgo.[32]
GliAsburgo, che nel1291 dominavano gran parte dellaSvizzera centrale, erano intenzionati a rendere più efficiente la loro amministrazione trasformando i proprifeudatari in semplici funzionari (landamani). Le comunità di contadini che abitavano le vallate alpine desideravano al contrario conservare le loro antiche prerogative e premevano per ottenere ladipendenza diretta dall'Impero (su modello dellecittà libere dell'Impero) scavalcando il dominio deifeudatari.
Per difendersi dallo strapotere degli Asburgo le comunità rurali strinsero numerosi trattati di alleanza e di mutua assistenza. Tra questi ilPatto eterno confederale, stipulato a Grütli intorno ai primi giorni di agosto del1291 (per convenzione il 1º agosto), che costituisce il primo documento noto della Confederazione elvetica. In esso, le comunità diUri,Svitto eUntervaldo si giurarono reciproco aiuto in caso di conflitto, formando il primo nucleo della Confederazione. Nel testo del trattato, in realtà, si fa riferimento ad altri accordi precedenti, che sono tuttavia andati perduti: l'inizio della confederazione è quindi convenzionalmente associato con la stipula dell'accordo fra i tre cantoni iniziatari nel 1291. Nel1313 i contadini diSvitto attaccarono l'abbazia di Einsiedeln e quando, due anni dopo, intervennero i cavalieri degliAsburgo, i Confederati li affrontarono uniti e li sconfissero aMorgarten (1315). Subito dopo la vittoria,Ludovico il Bavaro (anch'egli rivale dellacasa d'Asburgo) riconobbe ai Confederati l'immediatezza imperiale. Negli anni seguenti alla Confederazione aderironoLucerna (1332),Zurigo (1351),Berna (1353) eZugo (1365).
Espansione territoriale della Confederazione dal1291 al1798
I 13 Cantoni sovrani che allora componevano la Confederazione inviavano più volte all'anno i propri rappresentanti (landamani oborgomastri) allaDieta Federale (ted.Tagsatzung,fr.Diète, dallat. med.dies, “giorno”) che costituiva l'unico organo sovra-cantonale, sviluppatosi dai precedenti trattati (la “Carta dei preti” del1370 e laConvenzione di Sempach del1393). A partire dal1415 laDieta andò rafforzando le sue prerogative, soprattutto riguardo al governo dei baliaggi (Convenzione di Stans, siglata con la mediazione diNicolao della Flüe, nel1481). Le decisioni prese dallaDieta dovevano poi essere riferite (lat.,ad referendum) alla popolazione dei cantoni e ratificate. Nel1525 il Consiglio cittadino diZurigo approvò le ideeriformatrici diUlrico Zwingli: le proprietà fondiarie dei conventi e dellaChiesa cattolica vennero incamerate dalla città e crebbero le prerogative del municipio e delle corporazioni cittadine ai danni delle campagne. LaRiforma si estese aSciaffusa, aBasilea, aBerna e nelle campagne diSan Gallo e deiGrigioni.
I cantoni rurali individuarono nellaRiforma un movimento cittadino e vi si opposero. La vittoria cattolica nellaSeconda guerra di Kappel (1531) segnò l'arresto del movimento riformato nellaSvizzera centrale. Nel1536Giovanni Calvino cominciò laRiforma aGinevra e si accordò con le città zwingliane per una confessione elvetica comune (Confessiones Helveticæ,1536 e1566). I cantoni cattolici, poco popolati (circa un terzo della popolazione), ma più numerosi, tennero il controllo dellaDieta e imposero ai baliaggi comuni (i territori soggetti sia ai cantoni cattolici, sia a quelli protestanti) lareligione cattolica. I contrasti confessionali nei territori dell'Impero, sfociati nellaguerra dei trent'anni, spinsero la Confederazione ad allontanarsi sempre di più dal potente vicino e cementarono l'alleanza militare fra cantoni (codificata nelDefensionale di Wil del1647) nonostante le differenze religiose: normalmente lapace di Vestfalia del 1648 viene considerata come il riconoscimento ufficiale da parte dell'Impero dell'indipendenza svizzera, per quanto aspetti come l'utilizzo delleinsegne imperiali o la lettura pubblica deiprivilegi imperiali impiegarono decenni a svanire del tutto, sintomo di come il concetto moderno di sovranità fosse ancora immaturo.[35] Nel1674 laDieta, in risposta all'occupazionefrancese dellaFranca Contea, proclamò laneutralità armata, che dura tuttora. Se, con laSeconda guerra di Villmergen (o guerra del Toggenburgo) del1712, si chiusero definitivamente i conflitti religiosi, si acuirono quelli economici e sociali: le campagne svilupparono una precoce modernizzazione e tolleravano sempre meno i privilegi dei patriziati urbani.[36]
LaRepubblica Elvetica il 15 gennaio1798, con i nuovi cantoni (dipartimenti) di Sargans, Lugano, Bellinzona, Argovia, Lemano e Turgovia che avevano soppiantato i baliaggi.LaGuerra del Sonderbund (1847): in grigio i cantoni conservatori-secessionisti, in verde i liberali-unitari, in arancione i cantoni neutrali.
Sotto l'influsso deiLumi si verificarono numerosi cambiamenti: progressi in ambito agricolo (propagati daifisiocratici), incremento demografico (+25% dal1700 al1800) e diffusione del lavoro proto-industriale a domicilio fra i contadini (Verlagssystem; filatura e tessitura delcotone, assemblaggio di orologi). La diffusione di un'economia di tipo commerciale nelle campagne portò a contrasti sempre maggiori con ipatriziati urbani. Scoppiarono rivolte aGinevra (1737 e 1782), aBerna (1749), inValle Leventina (1755, →Rivolta della Leventina) e nellacampagna zurighese (1794). Nel1798 le trupperivoluzionarie francesi occuparono ilGiura. A Basilea la popolazione (guidata daPeter Ochs) insorse contro il patriziato e rinunciò alla sovranità sui baliaggi a sud delle Alpi (che si proclamaronoLiberi e Svizzeri pochi giorni dopo, respingendo un tentativo d'invasione deiCisalpini). NelVaudFrédéric-César de La Harpe proclamò la Repubblica del Lemano, separata daBerna. Insorsero il Vallese, l'Argovia, le campagne di Zurigo e di Sciaffusa. Berna si oppose allaFrancia, ma venne sconfitta aGrauholz. La Svizzera venne trasformata in unarepubblica unitaria, senza confini interni e divisa indipartimenti (su modello francese): laRepubblica Elvetica. Venne abolita la differenza fra i cittadini delle campagne e quelli delle città e quella fra cantoni sovrani e baliaggi. Si formarono allora due schieramenti (che si sarebbero successivamente organizzati inpartiti): da una parte i favorevoli allo Stato egualitario eliberale, dall'altra iconservatori che chiedevano un ritorno allo Stato precedente; tra il1800 e il1802 si susseguirono cinquecolpi di stato.
Nel1803Napoleone, esasperato, fece ridiventare la Svizzera uno Stato confederale tramite l'Atto di Mediazione, ma conservò importanti elementi dellaRepubblica elvetica: gli ex baliaggi (Argovia, Ticino, Turgovia e Vaud) e l'ex alleatoGrigioni vennero ammessi come cantoni a pieno titolo. Crollato il sistema napoleonico aLipsia, la Svizzera recuperò dallaFrancia i vecchi territori (con l'eccezione dellaValtellina e Valchiavenna, e diMulhouse) che vennero ammessi come cantoni:Neuchâtel,Vallese eGinevra. IlCongresso di Vienna riconobbe inoltre le frontiere esterne della Svizzera e quelle interne tra cantoni e impose al Paese la neutralità armata permanente per sottrarlo all'influenza francese.[37] Il movimentorestauratore si arrestò nel1830 quando il tumultuoso sviluppo industriale impose sempre nuove modifiche al vecchio quadro legislativo (laRigenerazione). Nel1845 i cantoni conservatori-cattolici (iWaldstätten, Vallese, Lucerna e Friburgo), scontenti per il crescente centralismo federale, costituirono una propria lega, ilSonderbund (ted. “Lega separata"). I legami fra i secessionisti e l'Austria provocarono l'intervento dell'esercito federale (→Guerra del Sonderbund) che trionfò a Gislikon (generaleG.H. Dufour) nel1847. Nel1848 entrò in vigore la nuova costituzione federale che trasformava la Svizzera da una Confederazione di cantoni in unoStato federale, moderno eliberale; ponendo le basi per un'accelerazione dello sviluppo economico.[38]
Le basi per lo Stato federale moderno vennero poste all'indomani dellaguerra del Sonderbund. Lacostituzione del 1848 (in seguito rivista solo nel1874 e nel1999) diede alla Svizzera un governo maggiormente centralizzato: competenze fino ad allora appannaggio dei cantoni vennero delegate alla Confederazione (la difesa nazionale, lamoneta, le dogane e ilservizio postale). Con la creazione di uno spazio economico comune (vennero unificati pesi e misure e abolite le dogane fra cantoni), lo Stato federale si fece promotore dello sviluppo economico e la Svizzera venne radicalmente trasformata dall'industrializzazione e dalle ferrovie. Il Paese seppe sfruttare alcune buone condizioni di partenza (il basso tasso dianalfabetismo tra gli adulti, le conoscenze artigianali, la coesione interna e il quadro legislativo liberale) e puntò sin dall'inizio sull'esportazione di prodotti ad alto valore aggiunto (orologi, alimentari lavorati, tessuti particolari, prodotti chimici, telai meccanici e macchinari complessi).[39] Non più soddisfatti del solodiritto di voto (divenuto universale, per gli uomini, nel1848), i cittadini si attivarono per ottenere maggiori strumenti democratici e ottennero che nellaCostituzione fossero iscritti il diritto di lanciare unreferendum (1874) e il diritto di lanciare un'iniziativa popolare (1891).[40]
Nella seconda metà delsecolo le diverse correnti politiche si organizzarono in partiti: nacquero il Partito cattolico-conservatore (oggiPartito Popolare Democratico, nel 1848), ilPartito Socialista Svizzero nel1888 e ilPartito Liberale Radicale nel1894. Come durante laGuerra franco-prussiana (1870-1871), la Svizzera si mantenne neutrale anche durante laprima guerra mondiale (1914-1918), ma il degrado delle condizioni di vita di gran parte della popolazione a causa della guerra condusse le organizzazioni operaie (riunite nelComitato di Olten) a lanciare il primosciopero generale nel1918: le principali rivendicazioni (la settimana lavorativa di 48 ore e l'istituzione di un'assicurazione sulla vecchiaia) vennero rifiutate, ma l'anno seguente ilConsiglio nazionale venne eletto con il sistema proporzionale e fecero il loro ingresso nel parlamento elvetico esponenti delle organizzazioni operaie, segnando la fine dell'egemonia delPartito Liberale Radicale.
Nel1920 il Paese aderì allaSocietà delle Nazioni che aveva posto la sua sede proprio in Svizzera, aGinevra. LaSocietà riconobbe la neutralità permanente della Svizzera e la esonerò dalla partecipazione alle azioni militari. Lacrisi economica del 1929 determinò un aumento massiccio della disoccupazione in Svizzera e nel1936 ilfranco venne svalutato per aiutare le esportazioni; l'anno successivo fu quindi possibile siglare lapace del lavoro nell'industria metallurgica (allora la più importante del paese).[41] Il riconoscimento delRomancio come lingua nazionale (1938), la costruzione di un sistema di fortificazioni nelleAlpi (Ridotto nazionale,1940) e l'entrata del primo esponente socialista nelConsiglio federale (1943) rafforzarono la coesione nazionale durante gli anni dellaseconda guerra mondiale. Tuttavia la neutralità elvetica venne messa a dura prova dagli eventi bellici: se durante i precedenti conflitti la Svizzera confinava con entrambi gli schieramenti, dopoil crollo della Francia nel giugno del1940, la Svizzera si trovava circondata dalle forze dell'Asse.[42] Il commercio aereo era all'epoca poco sviluppato e il Paese finì per intrattenere relazioni economiche principalmente con i paesi confinanti e segnatamente con laGermania.
Terminato il conflitto gliAlleati obbligarono la Svizzera a versare 250 milioni difranchi (circa l'1,7% delPIL elvetico di allora) per la ricostruzione dell'Europa.[43] Nei confronti deirifugiati la politica svizzera oscillò da una moderata apertura alla politica dellabarca piena (ted.vollen Boot), che portò al respingimento di parecchi profughi, anche su pressione delle autoritàtedesche eitaliane.[44] Il ruolo della Confederazione durante la seconda guerra mondiale è stato indagato criticamente dallaCommissione Bergier (dal nome dello storico che ha presieduto il gruppo di lavoro) istituita dal governo federale negli anni novanta.[45] Nel1947 venne introdotta l'assicurazione sulla vecchiaia (Assicurazione vecchiaia e superstiti,AVS) ponendo le basi per lostato sociale odierno. Al crescente internazionalismo dell'economia elvetica fece da contrappeso l'attaccamento popolare alla neutralità e all'isolazionismo del paese: nel1948 gli elettori rifiutarono di aderire all'Organizzazione delle Nazioni Unite (la cui sede principale venne posta aGinevra, nei locali dellaSocietà delle Nazioni). Nel1959 venne eletto un secondo socialista nelConsiglio federale e per la prima volta l'assegnazione dei seggi nell'esecutivo divenne proporzionata alla forza elettorale dei quattro grandi partiti: la ripartizione (chiamataformula magica) costituì un elemento di grande stabilità e durò sino al2004 (quando entrò in governo un secondo esponenteUDC a scapito del rappresentantePPD). La stabilità politica interna accompagnò la crescita economica nella seconda metà del Novecento: ilreddito pro capite crebbe più rapidamente che nel resto del continente, beneficiando anche dello sviluppo del settore finanziario. Le buone condizioni di partenza e una spesa costante permisero di mantenere all'avanguardia la ricerca elvetica, assicurando il prestigio dei prodotti esportati sui mercati esteri e attraendo nel paese ricercatori stranieri.[46]
Pochi anni dopo l'ottenimento del diritto di voto a livello federale, nel1984Elisabeth Kopp divenne la prima donna a entrare nel governo, mentre nel1999 - dopo che nel1990 anche l'Appenzello Interno (ultimo cantone ad adeguarsi) introdusse il suffragio femminile per decisione delTribunale federale -Ruth Dreifuss venne eletta alla presidenza della Confederazione. Durante gli anni novanta la Svizzera ha vissuto una lunga crisi caratterizzata da bassi tassi di crescita economica e dal venir meno della fiducia dei cittadini in alcuni ambiti e settori pubblici (loscandalo delle schedature, la vicenda degli averi ebraici, le grandi fusioni nel settore bancario, il fallimento della compagnia aereaSwissair).[47] Con una nuova votazione popolare, questa volta con esito positivo, la Svizzera entrò ufficialmente nelleNazioni Unite il 10 settembre2002, lo stesso anno si tenne l'esposizione nazionaleExpo.02. Con il nuovo millennio l'economia elvetica ha ricominciato a crescere con tassi superiori alla media europea.[48] Pur continuando a osservare una strettaneutralità, si è accentuata l'internazionalizzazione dell'economia svizzera (4º paese più globalizzato secondo ilPolitecnico di Zurigo e l'OCSE[49]), considerata fra le piùcompetitive al mondo[50] (nel 2009[51], nel 2010[52], nel 2011[53] e nel 2012[54] al primo posto) mentre ilreddito pro capite, laqualità di vita nelle sue città[55] e le opportunità offerte ai suoi cittadini[56] sono stabilmente ai vertici delle classifiche internazionali.
Una fattoria aStans, nelCanton Nidvaldo. Le attività agricole e gli alpeggi coprono oltre un terzo della superficie svizzera, ma ogni secondo un metro quadrato di suolo diviene edificabile.[57]
La Svizzera è situata tra il 46º e il 47º parallelo nord e tra il 5º e 10º meridiano est. La sua morfologia ne fa iltetto d'Europa[58] e i fiumi che nascono in territorio elvetico sfociano in quattro diversi mari. La massima estensione nord-sud (daBargen aChiasso) misura220,1km, mentre quella est-ovest (daChancy allaVal Monastero) misura348,4km. La cima più alta è laPunta Dufour a4 634 metri s.l.m.; il punto più basso è il pelo delLago Maggiore a193m. La località più elevata èJuf a2126m, quella più bassa èAscona a196m. La Svizzera ha una frontiera di1858km: due terzi dei confini sono costituiti da elementi naturali (spartiacque, laghi, fiumi), il resto è segnato convenzionalmente da termini di confine.
Il confine di Stato più esteso è quello in comune con l'Italia, a sud, che misura741km (compresi i7,1km dell'enclave diCampione d'Italia). A ovest la frontiera con laFrancia misura572km. A nord e a est la frontiera, costituita in gran parte dal corso del Reno e dal lago di Costanza, si estende per346km con laGermania (compresi i16,8km dell'enclave diBüsingen), per165km con l'Austria e per42km con ilPrincipato del Liechtenstein.[59] Il 23,9% della superficie svizzera è utilizzato per attività agricole e il 13% per gli alpeggi. Gli insediamenti coprono il 6,8% della superficie totale. Oltre un quarto del territorio (la parte più elevata dell'arco alpino) è inutilizzato (25,5%), mentre il restante 30,8% è coperto da foreste.[60]
Il territorio elvetico può essere diviso in tre grandi regioni tra loro differenti: leAlpi (e le loro appendiciprealpine), l'Altipiano (ted.Schweizer Mittelland,fr.Plateau suisse) e la catena delGiura (latinizzato inJuria; il termine deriva forse dalla radice celticajura ‘foresta di montagna, monte boscoso’, da cui ilfrancoprovenzaledzor,jour). La regione alpina e le Prealpi coprono insieme il 60% del territorio svizzero (rispettivamente il 48% e il 12% del totale) e costituiscono, nel cuore d'Europa, un importante spartiacque e il punto d'incontro di due diversi climi. Il versante sud delle Alpi comprende ilCanton Ticino, le valliMesolcina,Calanca,Bregaglia,Poschiavo,Monastero eDivedro. Le tre grandi valli anteriori del Rodano (Vallese) del Reno (Surselva) e dell'Inn (Engadina) separano chiaramente il versante sud delle Alpi da quello nord. Solo in prossimità delmassiccio del San Gottardo, le tre vallate si avvicinano, permettendo di valicare le Alpi con un solo passo: dalla Leventina (versante sud) alla valle dellaReuss (versante nord).
A nord delle Alpi e delle Prealpi (quando si raggiunge un'altitudine inferiore ai1500m) si estende l'Altipiano, delimitato a nord-ovest dai rilievi del Giura, a nord-est dalLago di Costanza e a sud-ovest dalLago Lemano. La regione ha un'altitudine compresa fra i 400 e i 600 metri ed è interrotta da numerosi laghi. Poco a sud diGinevra, dall'arco alpino si stacca la catena del Giura, che continua la sua estensione in territorio francese (Franca Contea). È un massiccio poco elevato, mediamente attorno ai1000m che delimita per300km l'Altipiano verso ovest e verso nord, il punto più alto - la Crête de la Neige - si trova in territorio francese a1720m. Due fiumi delimitano a loro volta il Giura: ilRodano a ovest e l'Aare a nord. Poco sopra, all'estremità nord-occidentale della Svizzera, si trova la città diBasilea che giace sulBassopiano renano.[61]
In Svizzera svettano complessivamente 74 cime oltre i4 000 metri, di cui 55 completamente nel territorio svizzero e 19 al confine con l'Italia. Le dodici cime più elevate sono tutte nelle Alpivallesane. Il punto più elevato è rappresentato dai4634m sul livello del mare della Punta Dufour del massiccio delMonte Rosa, poco distante dall'Italia, mentre la montagna più alta interamente nel territorio della Confederazione è ilDom, di4545m s.l.m., traZermatt eSaas Fee. Il monte svizzero (condiviso con l'Italia) più noto al mondo è probabilmente ilCervino, anche conosciuto comeMatterhorn (4478m s.l.m.), a sud di Zermatt. Anche il gruppo composto daEiger (3970m s.l.m.),Mönch (4107m s.l.m.) eJungfrau (4158m s.l.m.) nelle Alpibernesi è uno dei panorami più fotografati.
Differenti fenomeni geologici hanno concorso alla formazione dell'attuale paesaggio e della natura del suolo elvetico. La geologia della Svizzera è fortemente marcata dalla formazione delle Alpi (Orogenesi alpina). Geologicamente le Alpi sono montagne giovani: pur essendo costituite in massima parte da rocce delMesozoico, sono sorte solo nelCenozoico. Nel tardoCretaceo avvenne una prima collisione fra la placca africana e quella euroasiatica (faseEo-Alpina). In un secondo tempo (Oligocene eMiocene) la spinta fra le due placche portò in superficie gli strati che si erano depositati sul fondo dellaTetide durante ilTriassico e ilGiurassico (arenarie,marne,calcari eargille). Dai rilievi sgorgarono i primi fiumi che depositarono nel mare materiale di erosione, formando lamolassa. In un'ultima fase (coincidente con ilPliocene) la collisione generò l'innalzamento della catena del Giura, portando in superficie anche gli strati di molassa.
Ai nostri giorni continua la convergenza delle due placche facendo proseguire l'innalzamento delle Alpi (dal millimetro al centimetro annui), bilanciato però dall'attività erosiva. La Svizzera si ritrova oggi su una zolla tettonica relativamente calma, anche se la città diBasilea è stata distrutta da un sisma il 18 ottobre 1356 (forse il principale evento sismico dell'Europa centrale). Le regioni geologicamente più attive sono laFossa Renana e ilVallese. Riguardo alla natura del suolo, partendo da nord, il Giura è costituito dapieghe calcaree, cui si sovrappongono nell'Altipiano (sino alRigi) gli strati sovrapposti (non piegati) di molassa. Scomparsa la Molassa, riaffiora il calcare nelle Alpi settentrionali (Alpi calcaree del Nord). Le Alpi centrali (Bristen, San Gottardo) sono costituite da un massiccio granitico e nellafalda pennidica (Sopraceneri) dagneiss,micascisti edolomie. Ricompare il calcare nelle Prealpi meridionali (Sottoceneri) con gneis, dolomie,porfiriti emarmi.[61]
I maggiori fiumi svizzeri, tra cui i grandi fiumi europeiReno eRodano, nascono dalmassiccio del San Gottardo, che dà alla luce anche ilTicino, che scorre verso sud, e laReuss, che forma a nord illago dei Quattro Cantoni. Il corso d'acqua più lungo nel territorio svizzero è il Reno, lungo375km, seguito dal suo affluenteAar con295km e dal Rodano con264km. Il bacino idrografico del Reno e dell'Aar, suo affluente, raccoglie il 68% delle acque svizzere e le conduce nelMare del Nord. Il 18% delle acque, raccolte dal Rodano e dalDoubs, confluisce nelMediterraneo occidentale. Il 9,6% confluisce invece nell'Adriatico (il 9,3% attraverso ilTicino e ilPo e lo 0,3% attraverso ilRio Ram e l'Adige). Il 4,4% delle acque, raccolte interamente dall'Inn, confluisce nelMar Nero attraverso ilDanubio.[62]
La prossimità di alte vette rende i fiumi elvetici pericolosi durante vari mesi dell'anno (a causa della fusione delle nevi in primavera o delle forti precipitazioni in autunno), nel 1877 è stata perciò approvata laLegge federale sulla polizia delle acque.[63] Le grandi correzioni fluviali erano però cominciate decenni prima. Tra il 1711 e il 1714 venne incanalato ilKander (deviandolo verso illago di Thun); tra il 1807 e il 1822 è stato corretto il corso dellaLinth; tra il 1865 e il 1885 il Rodano (traBriga e illago Lemano); tra il 1868 e 1878 l'Aar (deviato nellago di Bienne); tra il 1888 e il 1914 il Ticino (→Piano di Magadino) e laMaggia; infine tra il 1892 e il 1923 è stato corretto il corso del Reno traCoira e illago di Costanza.[62]
A causa della sua struttura topografica e dell'eredità lasciata dalleglaciazioni, il territorio svizzero ospita circa1 500 laghi; per la maggior parte si tratta di piccoli laghi di montagna (→Lago glaciale). Nel suo insieme, circa il 3,7% del territorio è coperto da acque, ma a formare questa superficie concorrono in massima parte pochi grandi laghi. Lo specchio d'acqua con la maggior estensione in Svizzera è illago Lemano, al confine con la Francia (580,03km², di cui il 60% in territorio svizzero), formato dal Rodano, sulle cui rive si trovano Ginevra e Losanna. Con i suoi536km² (di cui il 23,73% in territorio elvetico) illago di Costanza (ted.Bodensee), al confine con Austria e Germania e formato dal Reno, è solo leggermente meno esteso. A sud delle Alpi, ilLago di Lugano (o Ceresio) e illago Maggiore (oVerbano) sono posti al confine con l'Italia. I laghi più grandi completamente in territorio elvetico sono: illago di Neuchâtel (215,20km²), illago dei Quattro Cantoni (ted.Vierwaldstättersee,113,72km²) e illago di Zurigo (88,17km²).[64]
Nonostante la sua posizione all'interno delcontinente europeo, il clima del paese è influenzato dall'Atlantico. Le correnti d'aria provenienti da occidente portano sui cieli svizzeri aria umida e mite, in modo da raffreddare il clima in estate e di mantenerlo temperato in inverno. Le precipitazioni sono abbondanti durante tutti i mesi dell'anno. Le regioni che si trovano a sud delleAlpi sono influenzate dalclima mediterraneo e registrano inverni più caldi che al nord. Le valli alpine risultano riparate dalle forti precipitazioni e alcune hanno un clima più secco delle regioni circostanti (2000mm di acqua all'anno nellePrealpi contro i circa 650 dell'Engadina e i 550 delVallese). La variazione di temperatura nelle diverse località svizzere è influenzata soprattutto dall'altitudine. Sull'Altipiano (Mittelland) le temperature vanno da1°C in gennaio ai17°C in luglio. Nel Sud delTicino sono mediamente superiori di 1 o2°C. Sopra i1 500 di altitudine le temperature oscillano dai -5° in gennaio agli11°C in luglio. Una singolarità del clima alpino è costituita dalfavonio (Föhn): vento che spira in direzione nord-sud al sud delle Alpi (e in senso inverso al nord delle stesse) creando delle zone miti e asciutte nei mesi invernali[65].
Andamento della popolazione della Svizzera dal 1970 al 2006Densità della popolazione (abitanti per chilometro quadrato nel 2007).
Con 198 abitanti per chilometro quadrato, la Svizzera è senz'altro un paesedensamente abitato. La popolazione tuttavia non si distribuisce in maniera uniforme sul territorio: è riscontrabile, al contrario, una notevole differenza fra un cantone e l'altro (dai27ab./km² deiGrigioni, ai5 045 diBasilea città). La maggior parte della popolazione risiede sull'Altipiano (ted.Schweizer Mittelland,fr.Plateau suisse) dove, sul 30% della superficie elvetica, si concentrano i due terzi degli abitanti; qui si raggiunge una densità media di 450 abitanti per chilometro quadrato. Una densità poco più elevata si registra anche all'estremità meridionale del Paese, nei distretti diLugano (468ab./km²) e diMendrisio (454 ab/km²).[66]
Il primo censimento federale venne eseguito nel 1850: si contarono2 392 740 abitanti, per gli anni precedenti sono presenti solo delle stime. Si calcola che la popolazione del Paese raddoppiò una prima volta tra il 1400 e il 1700 (passando da 0,6 a 1,2 milioni), raddoppiò una seconda volta tra il 1700 e il 1850 (da 1,2 a 2,4 milioni) e raddoppiò una terza volta tra il 1850 e il 1950 (da 2,4 a 4,8 milioni). A partire dal 1950 l'incremento si è fatto ancora più rapido: annualmente la popolazione è cresciuta di71400 unità nel decennio 1950-1960 e di84000 unità nel decennio 1960-1970.[67] A partire dal 1970, l'aumento è continuato, ma con un ritmo meno elevato:9500 unità all'anno nel decennio 1970-1980,31640 all'anno nel decennio 1980-1990,44969 all'anno nel decennio 1990-2000 e53741 all'anno nell'ultimo decennio (2000-2010).[68] Nella prima metà del Novecento le ragioni dell'aumento vanno ricercate nell'incremento naturale, nell'allungamento dellasperanza di vita (43 anni nel 1880; 80,5 nel 2007) e nell'abbattimento dellamortalità infantile (134‰ nel 1904; 19‰ nel 1964; 9‰ nel 1980; 4,4‰ nel 2009)[69]. Nella seconda metà del Novecento (dato iltasso di fecondità di 1,2 figli per donna, inferiore alla soglia di sostituzione) l'incremento è invece da attribuire unicamente all'immigrazione.
La Svizzera è una terra d'immigrazione da lunga data: nel 1830 gli immigrati rappresentavano il 2,1% della popolazione, cresciuti al 18,3% nel 1913. Da allora il numero è rimasto, in termini percentuali, praticamente costante. Nel 2012 gli stranieri rappresentavano circa il 22,7% della popolazione, facendo della Svizzera il paese europeo con la più alta presenza di immigrati dopo ilLussemburgo[70][71]. Annualmente vienenaturalizzato circa un decimo della popolazione straniera (ma la tendenza è in aumento: le naturalizzazioni sono triplicate dal 1992 al 2005). Nel 2005 circa un terzo della popolazione residente era immigrato o discendente di immigrati. Secondo i dati del 2012, la maggior parte degli stranieri proviene dall'Italia (16,2% →Italo-svizzeri), dallaGermania (15,7%), dalPortogallo (13,0%), dallaFrancia (5,6%), dallaSerbia (5,4%) e dallaSpagna (3,8%).[70] Nel 200943400 residenti avevano acquisito lacittadinanza svizzera[72].
A coloro che emigrano in Svizzera per ragioni economiche, vanno aggiunti circa16000richiedenti l'asilo, pari allo 0,21% della popolazione: una percentuale - tradizionalmente - più alta di quella dei paesi vicini[nota 10]. In passato la Svizzera ha offerto asilo politico a interi gruppi di persone in fuga da situazioni particolari. Durante laseconda guerra mondiale la Svizzera accolse oltre51000 profughi civili (pari all'1,2% della popolazione svizzera di allora:14000 dall'Italia,10400 dallaFrancia,8000 dallaPolonia,3250 dall'Unione Sovietica,2600 dallaGermania e2200apolidi; complessivamente21000 eranoebrei)[73]. Nel 1956 vennero accolti56000 rifugiati provenienti dall'Ungheria, nel 1968 circa11000 rifugiati provenienti dallaCecoslovacchia, nel 1973 oltre8000 rifugiati provenienti dalCile e altri8000 provenienti dalSud-est asiatico. Nel 19812500 provenienti dallaPolonia. A partire dagli anni 1990 il flusso si è intensificato: la Svizzera ha accolto circa30000 rifugiati bosniaci in fuga dallaguerra in Bosnia ed Erzegovina e53000kosovari in fuga dallaguerra del Kosovo[74] A partire dal 2000 la principale comunità di rifugiati è quellaeritrea.[75].
Oltre agli stranieri che trasferiscono il loro domicilio in Svizzera, nel Paese entrano giornalmente centinaia di migliaia di lavoratorifrontalieri dai Paesi confinanti.[76] Nel 2012 i frontalieri registrati erano264741. Oltre la metà proveniva dallaFrancia (138542), dall'Italia (61801), dallaGermania (55311), dall'Austria (8120) e da altri paesi europei (967).[77] La maggior parte dei frontalieri si concentra nellaregione lemanica (89017), nella Svizzera nord-occidentale (66074) e nelCanton Ticino (55879).[77]
Al 2021, il 39% dei residenti in Svizzera aveva un background migratorio.[78]
Nova Friburgo, tra il1819 e il1830. La città venne fondata da 261 famiglie svizzere provenienti daFriburgo, cui si aggiunsero, nel 1824, altri 400 coloni tedeschi.
Fino al 1900 ilsaldo migratorio svizzero era passivo: coloro che lasciavano la Svizzera erano più numerosi di quelli che vi arrivavano. Tradizionalmente, prima che laCostituzione del 1848 lo proibisse, il mestiere più praticato dagli svizzeri all'estero era quello delmercenario: si calcola che dal 1400 al 1848 oltre due milioni di svizzeri combatterono nelle guerre europee.[79] Tra la metà del XIX secolo e laprima guerra mondiale emigrarono dalla Svizzera circa400000 persone. La maggior parte si diresse verso gliStati Uniti d'America, ilBrasile, l'Argentina, l'Uruguay, l'Australia e ilSudafrica.[80]
Accanto all'emigrazione economica, avvenne a partire dal XVI secolo la fuga da persecuzioni religiose. In particolare furono glianabattisti nel XVI secolo a dover abbandonare la Svizzera. Alla fine del XVII secolo, una nuova ondata di persecuzioni investì la comunitàmennonita: nel 1693Jakob Ammann, fondatore della comunitàAmish, e i suoi seguaci dovettero rifugiarsi prima sulleAlpi quindi, nel 1720, inPennsylvania e successivamente nell'Indiana dove hanno potuto conservare le loro peculiarità sino a oggi.[80] Per designare gli svizzeri emigrati all'estero, si parla di "Quinta Svizzera" (dopo le quattro realtà linguistiche nazionali). I cittadini svizzeri che risiedono all'estero sono circa700000 (quasi il 10% degli svizzeri che vivono in patria): la maggior parte di essi risiede in Francia (179106), negli Stati Uniti d'America (74966), in Germania (74966), in Italia (48638), inCanada (38866), nelRegno Unito (28861), inSpagna (23802), inAustralia (22757), inArgentina (15624), inBrasile (14653), inIsraele (14251) e in Sudafrica (9035).[81]
A livello federale la Svizzera non ha unareligione di Stato. Lalibertà di culto è garantita dall'Articolo 49 della Costituzione federale del 1874, mentre la Costituzione del 1999 prevede, all'Articolo 15,la libertà di credo e di coscienza.[83]
Dal 2000 (l'ultimo censimento realizzato nel modo classico[85]) non esistono più dati relativi alla religione della popolazione totale. Dal 2010 una rilevazione strutturale è realizzata ogni anno dall'Ufficio federale di statistica.[nota 11]
Secondo la rilevazione strutturale del 2018 il panorama religioso svizzero è piuttosto variegato: la religione maggiormente praticata è quellacattolica che raccoglie, tuttavia, meno della metà dei credenti dai 15 anni in su, il 35,2%. Alla Chiesa evangelica riformata aderisce il 23,1%, e altri cristiani costituiscono il 5,6% della popolazione dai 15 anni in su. L'Islam è la terza religione per numero di credenti: il 5,3% della popolazione dai 15 anni in su. La comunitàebraica (presente sul territorio elvetico prima della costituzione della Svizzera) è concentrata oggi soprattutto nelle città, dove è organizzata in comunità: rappresenta lo 0,2% della popolazione dai 15 anni in su. Secondo l'Ufficio federale di statistica, il 28,0% della popolazione dai 15 anni in su non aderisce ad alcuna religione e l'1,4% non fornisce alcuna indicazione.[86]
Si discostano dai dati ufficiali quelli raccolti nel 2005 dall'Eurobarometro. Secondo l'istitutoeuropeo: il 48% dei cittadini afferma di “credere nell'esistenza di Dio”, il 39% sostiene di credere “in una sorta di spirito o di una forza vivente”, mentre il 9% ha dichiarato di “non credere né nell'esistenza di un Dio né in quella di uno spirito vivente.”[87]
Le principali lingue parlate in Svizzera sono quattro, ossia, in ordine per numero di locutori: iltedesco, ilfrancese, l'italiano e ilromancio. Le prime tre lingue sono definite nazionali e ufficiali a livello federale. Dal 1938 anche il romancio è lingua nazionale e dal 1999 lingua ufficiale "nei rapporti [della Confederazione] con le persone di lingua romancia"; ogni documento ufficiale deve essere disponibile in tedesco, francese e italiano, mentre se ne fornisce una versione in romancio solo su richiesta. Il tedesco, il francese e l'italiano hanno lo stesso status all'interno dell'amministrazione federale, ma nonostante ciò il tedesco rappresenta la lingua dominante in ambito burocratico.[88][89]
L'organizzazione del sistema scolastico è lasciata ai singoli cantoni; l'insegnamento viene quindi impartito nella lingua o nelle lingue ufficiali del cantone mentre è obbligatorio lo studio di almeno un'altra delle tre lingue nazionali. Ogni cittadino svizzero ha il diritto di potersi rivolgere alle istituzioni nazionali in una delle lingue nazionali e di ricevere risposta in tale lingua. Questo plurilinguismo non vale a livello dei cantoni e dei comuni in cui ogni territorio decide indipendentemente sulle questioni linguistiche a livello locale. Iltedesco svizzero standard presenta dei tratti distintivi che lo differenziano del tedesco standard dei Paesi vicini. Mentre l'apprendimento di una delle altre lingue nazionali a scuola è importante, la maggior parte degli svizzeri impara l'inglese per comunicare con gli svizzeri che parlano altre lingue, in quanto viene percepito come un mezzo neutro di comunicazione. L'inglese funge spesso da lingua franca de facto.[90]
I confini fra i cantoni svizzeri non ricalcano quasi mai i confini linguistici: vi sono al contrario cantoni plurilingui. Diciassette cantoni sono germanofoni, quattro francofoni, uno italofono. Ilcanton Vallese, ilcanton Friburgo e ilcanton Berna sono bilingui tedesco e francese. Ilcanton Grigioni è l'unico trilingue: tedesco, italiano e romancio. Nel 2013, il tedesco era parlato dal 64,5% degli svizzeri, il francese dal 22,6% (in 7 cantoni), l'italiano dall'8,3% e il romancio dallo 0,5%.[2] Il 21,0% della popolazione parla una lingua non nazionale. Queste percentuali includono, infatti, i residenti nel Paese senza cittadinanza elvetica (23,8% della popolazione alla fine del 2013). Se si tiene invece conto solo dei cittadini svizzeri, la ripartizione linguistica, secondo i dati censuali dell'anno 2000, era la seguente: germanofoni 72,5%, francofoni 21,0%, italofoni 4,3%, romanciofoni 0,6%, altri 1,6%.
La percentuale delle lingue non nazionali parlate come prima lingua nelle case svizzere è aumentata da meno dell'un per cento del 1950 al 21% per cento nel 2012,[nota 12] per lungo tempo a spese del tedesco. Le lingue principali dei residenti svizzeri dal 1950 al 2012, in percentuali, sono le seguenti:[91][92]
Gli svizzeri tedeschi comunicano tra di loro usando in stragrande maggioranza un gruppo di dialettitedeschi alemanni, spesso definiti unitariamente "svizzero tedesco". L'uso dello svizzero tedesco si intensificò nel XX secolo a causa della volontà degli svizzeri tedeschi di differenziarsi daitedeschi diGermania in seguito alla spintapangermanista che coinvolse il mondo di lingua tedesca fra la fine del XIX secolo e il periodonazista. In conseguenza di tale processo lo svizzero tedesco si è rapidamente affermato anche nel mondo dei mass-media a partire dalla seconda metà del XX secolo; nel XXI secolo viene utilizzato automaticamente in quasi tutti i registri linguistici del parlato, a eccezione degli ambiti più formali, dove domina il tedesco standard. ASamnaun il dialetto locale è di tipobavarese.
In alcune zone rurali della Svizzera romanda, in particolare nelcanton Vallese, nelcanton Giura e nelcanton Friburgo, sono ancora parlati ilfrancoprovenzale efrancoconteese, idiomi denominati dai propri locutori "patois"; questi idiomi hanno conosciuto vaste regressioni a partire dal XVII secolo di fronte all'avanzata della lingua francese, in particolare per effetto delle politiche di stigmatizzazione attuate dal sistema educativo dei cantoni romandi tra il XIX e il XX secolo. A partire dagli anni 1970 vi furono le prime iniziative di sensibilizzazione e nacquero i primi progetti per la tutela degli idiomi regionali romandi, primo tra tutti nel canton Giura, che, dopo la sua nascita come cantone, affermò nella propria costituzione l'obbligo della sua tutela; infatti, fu il primo cantone a introdurre corsi scolastici facoltativi per il patois. Gli idiomi patois sono oggi parlati prevalentemente da anziani e mantenuti a livello associazionistico e folcloristico. L'unica comunità dove il locale patois mostra una certa vitalità è nel comune diEvolène, nel canton Vallese.
NelCanton Ticino e nelGrigioni italiano sono molto diffuse nella comunicazione quotidiana varietàlombarde, tra le quali ilticinese, parlato nelSopraceneri e nelMoesano, ilcomasco, parlato nelSottoceneri, il poschiavino e il bregagliotto (varianti deldialetto valtellinese parlate nelle valli omonime del cantone dei Grigioni).[94] Il lombardo, riconosciuto dall'UNESCO come lingua regionale,[95] non è riconosciuto dal cantone Ticino come lingua ufficiale, ma è sostenuto da varie iniziative cantonali tra le quali ilCentro di dialettologia e di etnografia che ha pubblicato un dizionario, un lessico e una raccolta dei documenti orali.[96]
Accanto ai dialetti presenti nelle tre regioni linguistiche, nel corso dei secoli, glijenisch elaborarono una lingua propria, lojenisch, imparentato con un dialetto tedesco tardomedievale (il rotwelsch). Lo jenisch è parlato in Svizzera da circa35000 persone (100000 nell'interaEuropa centrale).[97] Ilserbocroato, parlato dall'1,5% della popolazione residente in Svizzera, e l'albanese, sono parlati dai numerosi immigrati e loro discendenti provenienti dai Paesi dell'exJugoslavia (soprattuttoSerbia,Croazia,Bosnia ed Erzegovina,Macedonia del Nord eKosovo).
La base della Confederazione è laCostituzione del 1848, che è stata modificata nel1874 ed è rimasta inalterata fino alla votazione del1999[98] quando il popolo adottò unamagna charta totalmente rinnovata.
Tra gli stati moderni, la Svizzera è il solo dove a forme di governo tipiche della democrazia rappresentativa si affiancano significative forme tipiche dellaDemocrazia diretta.
L'assemblea federale è costituita da due camere aventi gli stessi poteri, ilConsiglio nazionale e ilConsiglio degli Stati, le quali esercitano il potere legislativo.[99] Il consiglio nazionale conta 200 membri i quali rappresentano il popolo. Il consiglio degli stati ha 46 membri, e rappresenta i cantoni.[99]
Il parlamento svizzero non è composto da politici professionisti. Le camere federali si riuniscono quattro volte all'anno per tre settimane. Questo permette ai parlamentari di lavorare tra una sessione e l'altra. Nonostante i problemi che comporta il sistema dei politici part-time ("di milizia"), vi è una forte opposizione popolare a una sua eventuale modifica, poiché è convinzione comune che nella situazione attuale i parlamentari siano più vicini ai problemi dei cittadini elettori e che, facendo anch'essi parte del mondo del lavoro, possano portare la loro esperienza professionale all'interno delle discussioni parlamentari.
Esso è composto da sette membri i quali vengono eletti ogni quattro anni dalle camere riunite e, durante il loro mandato, essi non possono in nessun caso esseresfiduciati dal parlamento, ma possono dimettersi in qualsiasi momento.[100]
Il consiglio federale è un organo collegiale: Questo significa che esso decide un indirizzo politico unitariamente, e che ogni decisione presa al suo interno verrà difesa verso l'esterno dall'unanimità dei componenti.[100]
Esso si riunisce per le sedute ordinarie ogni mercoledì, sebbene siano tuttavia possibili sedute straordinarie o riunioni di diversi giorni a porte chiuse per discutere argomenti importanti. Le riunioni del consiglio vengono moderate dalPresidente del Consiglio federale, il quale viene eletto dal parlamento per un anno, generalmente a rotazione tra i membri del Consiglio. Esso è tuttaviaprimus inter pares, ed ha solo compiti di rappresentanza verso l'estero.[100]
Del consiglio Federale fanno attualmente parte membri dei principali quattro partiti svizzeri: l'Unione democratica di Centro, il Partito socialista, il partito Liberale-Radicale e il Partito di Centro (ex partito cattolico).
LaCancelleria federale è il dipartimento esecutivo del consiglio federale. Esso è guidato dal cancelliere federale.[101]
I compiti della cancelleria sono la coordinazione e la preparazione degli affari di governo e il collegamento del consiglio federale con le due camere. In ciò, il cancelliere federale partecipa attivamente alle riunioni del consiglio federale e può egli stesso proporre richieste.[101]
IlTribunale federale a Losanna, ilTribunale penale federale a Bellinzona e ilTribunale amministrativo federale a San Gallo rappresentano il potere giudiziario.[102] Sino al 2004 esistevano solo il tribunale federale di Losanna e ilTribunale federale delle assicurazioni a Lucerna, che erano però costantemente sotto pressione a causa dell'alto numero di cause.[102] Per ovviare a ciò, furono istituiti gli ultimi due tribunali, rispettivamente nel 2004 e nel 2007.[102] Nel 2006 il tribunale di Lucerna fu declassato, e da allora a Lucerna ci sono due corti distaccate da Losanna.
Il Tribunale federale di Losanna è composto da 30 giudici federali, 15 giudici sostitutivi e 15 giudici sostitutivi straordinari.[102] I suoi compiti consistono nel garantire l'applicazione del diritto e nel far sì che i Cantoni e la confederazione non oltrepassino le proprie prerogative.[102] È il tribunale di ultima istanza per quanto riguarda liti fra cittadini, cantoni e la confederazione, e fra le sue decisioni possono essere appellate solo quelle per cui è competente lacorte europea per i diritti dell'uomo.[102]
La Svizzera politicamente è unafederazione di 26 stati chiamaticantoni,[nota 13] è stata unaconfederazione solo fino al1848. Da quell'anno, pur mantenendo il nome diConfederazione, si è trasformata in una repubblica federale. Tradizionalmente è sempre stata divisa in cantoni, termine tuttora ufficialmente e correntemente usato per indicare i vari stati, poiché la maggioranza di essi sono coestensivi con gli omonimi cantoni tradizionali (per esempioRepubblica e Cantone del Ticino, République et Canton de Neuchâtel).Appenzello Esterno eInterno,Basilea Città eCampagna,Nidvaldo eObvaldo erano, fino alla revisione della Costituzione del 1º gennaio 2000, ufficialmente chiamatisemicantoni. A seguito della revisione, la Costituzione li definisce a loro voltacantoni, ma essi continuano tuttavia a disporre di mezzo voto ciascuno nelle votazioni in cui è richiesta la maggioranza dei cantoni e dispongono di un solo rappresentante ciascuno alConsiglio degli Stati, contro i due degli altri Cantoni.
Büsingen am Hochrhein eCampione d'Italia sonoenclavi estere in Svizzera. Il comune tedesco diBüsingen, che confina a nord con ilCanton Sciaffusa e a sud con i cantoniZurigo eTurgovia, appartiene allo spazio doganale svizzero.Campione d'Italia è racchiuso all'interno delCanton Ticino, sullago di Lugano; dal momento che il lago è zona extraterritoriale e alcune sue coste appartengono alle province italiane diComo eVarese, il territorio di Campione d'Italia non rientra nello spazio doganale svizzero. Dal 1º gennaio 2020, in attuazione della direttiva UE 2018/0124 del 14 maggio 2018, Campione d'Italia è entrato nell’area doganale europea; in virtù di ciò, il confine comunale è sorvegliato congiuntamente dalle forze di polizia italiane e svizzere.
Le due principali aree metropolitane svizzere, centri demografici ed economici, sono la regione diZurigo e quella dellago di Ginevra (dettaArco Lemanico) che comprende le città diGinevra eLosanna. Le due aree contengono entrambe circa 2 milioni di abitanti. Altre grandi città sonoBasilea eBerna che svolgono un ruolo maggiore nell'industria e nell'amministrazione.
Lugano è il centro urbano più importante sul versante sud delleAlpi svizzere. Si distinguono anche, se non per il numero di abitanti ma per le loro posizioni particolari, le città diLa Chaux-de-Fonds a oltre1 000 metri di altitudine nell'arco del Giura e quella diDavos che, a1 560 metri di quota, può essere considerata la città più elevata d'Europa.
I comuni più estesi sonoScuol (438 chilometri quadrati),Glarona Sud (430 chilometri quadrati),Val de Bagnes (301,9 chilometri quadrati) eDavos (284 chilometri quadrati).
Elenco delle dieci città più popolate della Confederazione
L'istruzione in Svizzera è organizzata in diverse maniere perché la costituzione delega l'autorità per il sistema scolastico ai cantoni.[103] Ci sono scuole pubbliche e private, tra cui molte scuole internazionali rinomate, ma la maggioranza degli studenti frequenta le istituzioni pubbliche. La scuola dell'obbligo ha una durata di 11 anni in tutti i cantoni e comincia a circa 4 anni, è divisa tra scuola dell'infanzia, scuola elementare e secondaria I.[103] Tradizionalmente, la prima lingua straniera nelle scuole è sempre stata una delle altre lingue nazionali, anche se di recente (2002) l'inglese è stato introdotto come prima lingua straniera in alcuni cantoni.[103] Alla fine della scuola dell'obbligo la maggioranza degli studenti sceglie di proseguire gli studi con la scuola secondaria II, che ha una durata di tre o quattro anni. Altri scelgono la via della formazione professionale.[103]
L'esercito svizzero (ted.Schweizer Armee, fr.Armée suisse, rom.Armada svizra) è composto dalle forze terrestri e dalleforze aeree (ted.Schweizer Luftwaffe, fr.Forces aériennes suisses, rom.Aviatica militara svizra). Senza sbocco al mare, la Svizzera non possiede unamarina militare, benché vengano impiegate imbarcazioni militari per il pattugliamento dei laghi frontalieri.
La particolarità dell'esercito svizzero è il sistema dimilizia. I soldati professionisti (istruttori militari e soldati di guardia alle ambasciate svizzere in alcuni Paesi) costituiscono solo il 5% del personale militare. Il resto è formato da cittadini tra i 20 e i 34 anni di età (in certi casi fino ai 50 anni). Agli Svizzeri viene proibito di servire in eserciti stranieri, fatta eccezione per laGuardia Svizzera Pontificia.
La struttura del sistema di milizia implica per il soldato il mantenimento al suo domicilio dell'equipaggiamento personale, incluso il notocoltellino militare e l'arma personale (solitamente il fucile d'assaltoSIG-550). L'obbligo di servizio riguarda tutti i cittadini svizzeri maschi; le donne possono servire su base volontaria. I coscritti ricevono l'ordine di marcia generalmente verso i 19 anni. Il reclutamento avviene su basedistrettuale. Ogni anno24 000 nuove reclute vengono addestrate per un periodo di tempo compreso tra le 18 e le 21 settimane. Il modelloEsercito XXI è stato adottato per votazione nel 2003, e ha sostituito il precedenteEsercito 95: la riforma ha comportato una riduzione degli effettivi da400 000 a210 000 unità, delle quali130 000 in servizio attivo e80 000 riservisti.[104]
L'esercito svizzero è nel complesso poco costoso: nel2010 la Confederazione haspeso circa 4,141 miliardi difranchi per la difesa, che rappresentano lo 0,8% delPIL svizzero.[105] Nell'Esercito svizzero il grado digenerale viene attribuito solo in caso di guerra, quando ilConsiglio federale dichiara la mobilitazione. Dopo laguerra del Sonderbund, quando venne eletto generaleGuillaume-Henri Dufour, sono state dichiarate tre altre mobilitazioni: in occasione dellaguerra franco-prussiana nel1870 (venne eletto generaleHans Herzog), all'inizio dellaprima guerra mondiale (generaleUlrich Wille) e nel settembre 1939, in seguitoall'attacco alla Polonia da parte dellaGermania (generaleHenri Guisan). In ossequio alla sua neutralità la Svizzera non partecipa ai conflitti militari esteri, militi disarmati possono tuttavia essere impiegati in missioni di pace: soldati svizzeri svolgono, per esempio, missioni di sorveglianza al confine fra le dueCoree.[106] Nel 1992 e 2007 si sono verificate — in entrambi i casi per sbaglio — due invasioni accidentali del Liechtenstein.[107][108][109]
Nel 2010 il Servizio di Informazione Strategico (SND in tedesco,SRS in francese) e il Servizio di Analisi e Prevenzione (DAP in tedesco,SAP in francese) sono stati raggruppati nelServizio delle attività informative della Confederazione (ted.Schweizer Nachrichtendienste, fr.Services de renseignements suisse). I compiti del servizio di informazione sono: le indagini sul terrorismo e sulla proliferazione di armi non convenzionali, la prevenzione di attacchi contro le infrastrutture e la raccolta di informazioni sensibili.[110] Dal2000 il Dipartimento militare gestisce anche il sistema di intercettazioniOnyx. Ricevitori per l'ascolto e il vaglio del traffico di informazioni sono posizionati nella località diZimmerwald (BE),Heimmenschwand-Buchholterberg (BE) eLeuk (VS).[111]
In Svizzera la democrazia ha forma sia diretta sia rappresentativa. La fusione delle due forme non è una caratteristica unica della Svizzera, ma rispetto agli altri paesi ciò è accentuato.I cittadini possono sia proporre leggi sia respingere leggi già approvate dal parlamento.
Sono presenti numerosi metodi per consultare il popolo, a livello federale, a seconda della questione:
Iniziativa popolare per la revisione totale della Costituzione federale.100 000 aventi diritto di voto possono proporre la revisione totale della Costituzione e tale revisione è obbligatoriamente sottoposta al Popolo per approvazione.
Iniziativa popolare per la revisione parziale della Costituzione federale elaborata.100 000 aventi diritto di voto possono chiedere la revisione parziale della Costituzione presentando un progetto di legge elaborato; tale revisione è sottoposta al voto del Popolo e dei Cantoni.
Referendum obbligatorio. Devono essere approvate dal voto del Popolo e dei Cantoni le modifiche della Costituzione, i trattati internazionali, gli aumenti o le diminuzioni d'imposte, l'introduzione di nuove imposte e le leggi federali dichiarate urgenti.
Referendum facoltativo. Se50 000 aventi diritto di voto od otto Cantoni (repubbliche federate della Svizzera) ne fanno richiesta sono sottoposti al voto del Popolo: le leggi federali, le leggi federali dichiarate urgenti (con durata di validità superiore a un anno), i decreti federali e i trattati internazionali.
A livello federale l'amministrazione pubblica svizzera risulta divisa in sette dipartimenti (ministeri), alla guida dei quali si trovano i setteconsiglieri federali:
Il budget dell'amministrazione pubblica viene deciso dal Parlamento che, in caso di aumento delle imposte, deve obbligatoriamente sottoporre la richiesta al popolo svizzero attraverso un referendum. Nel2009 nelle casse federali sono entrati circa63 027 milioni di franchi e sono stati spesi circa58 552 milioni di franchi (la differenza è stata accantonata per ridurre ulteriormente ildebito pubblico).[112]
In generale la Svizzera affronta la politica europea, così come quella estera, con prudenza e pragmatismo. Dopo il fallimento di alcuni referendum su un'eventuale adesione (ma con margini molto ristretti: il primo di questi, sulloSpazio economico europeo nel1992, venne respinto dal 50,3% dei votanti), la Svizzera ha scelto una via basata suaccordi bilaterali con l'Unione europea. Nel2000 un importante pacchetto di 7 accordi, rispettivamente su libera circolazione delle persone, trasporto aereo, trasporti terrestri, agricoltura, ostacoli tecnici al commercio, appalti pubblici e ricerca, ha avuto l'avallo popolare. Questo pacchetto di 7 accordi è tenuto insieme dalla cosiddettaclausola ghigliottina, ossia che se uno solo dei 7 accordi viene messo in discussione, cade l'intero pacchetto. Nel giugno del2005 la Svizzera ha aderito agliaccordi di Schengen, negoziandone l'attuazione pratica in modo da mantenere controlli saltuari alle frontiere, e reclamando un eventuale diritto di rescissione.[115]Il 25 settembre2005, un altro referendum ha esteso l'accordo della libera circolazione delle persone ai 10 Paesi entrati nell'UE nel2004 (il referendum riguardava solo questo accordo, in quanto gli altri 6 si erano già automaticamente estesi ai nuovi Paesi).
Il 26 novembre2006, sulla scia delle trattative bilaterali in corso, un ulteriore referendum ha permesso l'approvazione della "Legge federale sulla cooperazione con i Paesi dell'Est": tale legge funge da base legale per il versamento di un miliardo difranchi svizzeri (650 milioni dieuro), che avviene a tappe nell'arco di 10 anni, dal2006 al2016, a sostegno dello sviluppo sociale ed economico dei 10 Paesi che hanno aderito all'UE nel2004. Il 12 dicembre2008 la Confederazione è entrata nell'area Schengen come 25º Paese. Da allora non vi è più nessun controllo alla frontiera per le persone, mentre sono stati mantenuti i controlli per le merci. L'8 febbraio2009 il popolo svizzero è stato chiamato a rispondere attraverso un referendum alla domanda se allargare l'accordo sulla libera circolazione delle persone anche allaRomania e allaBulgaria e al rinnovo dello stesso accordo con gli altri stati Europei; il risultato è stato positivo con il 59,6% di preferenze.[116]
La Svizzera è una stabile e modernaeconomia di mercato. Detiene ilprimato dellalibertà economica inEuropa (2010)[118] e il primato della competitività a livello mondiale (2009,2010 e2011).[52] Fino alla primarivoluzione industriale, l'economia elvetica si basava quasi unicamente sull'agricoltura, come nella larghissima maggioranza degli altri stati europei. Tuttavia le novità in campo tessile provenienti dal Regno Unito trovarono terreno molto fertile, questo permise al paese di diventare uno degli Stati più industrializzati d'Europa. Dall'industria tessile nacquero quella meccanica (iniziatasi con la produzione di telai meccanici) e quella chimica (nata dalla produzione di coloranti per i tessili). La Svizzera, nonostante le ridotte dimensioni del mercato interno, riuscì a cavalcare laseconda rivoluzione industriale: dall'industria meccanica nacque successivamente la meccanica di precisione, mentre dall'industria chimica nacque quella farmaceutica. Parallelamente, anche su pressione dei paesi vicini, la Svizzera si impegnò nella costruzione di linee ferroviarie che attraversavano il paese. La necessità di finanziare questi grandi progetti infrastrutturali stimolò la nascita delle grandi bancheBankverein (sorta nel 1854 dopo varie fusioni, era una delle antesignane dellaSchweizerischer Bankverein - Società di Banca Svizzera) eCredit Suisse (fondato nel 1856 su iniziativa diAlfred Escher con il nome diSchweizerische Kreditanstalt). Nel 1912 venne fondata laSchweizerischer Bankgesellschaft - Unione di Banche Svizzere, nata dalla fusione traBank in Winterthur eToggenburger Bank. La fusione tra Unione di Banche Svizzere (UBS) e Società di Banca Svizzera (SBS) per creare l'odierna UBS avvenuta nel 1998 segnò una grande svolta nella storia dell'economia svizzera e della banca, che finalmente poteva competere con i leader mondiali diprivate banking,investment banking,private equity e wealth management.[119][120][121]
St. Moritz inEngadina, con ilLago. Il turismo costituisce una fonte di reddito importante per le regioni di montagna.
AZurigo vi è la sede dellaborsa Svizzera, ilSIX Swiss Exchange, che ricopre un ruolo molto importante in campo internazionale, soprattutto nel settore finanziario e nel commercio dell'oro. Con una capitalizzazione di circa1 100 miliardi di dollari americani, il SIX Swiss Exchange è la quindicesimaborsa del pianeta e la quinta inEuropa (dopo l'Euronext,Londra,Madrid eFrancoforte). Alla neutralità e all'isolazionismo politico della Svizzera fa da contrappeso la forte integrazione della sua economia con quella mondiale (in particolare con l'Unione europea). Le imprese svizzere, in parte grazie alla stabilità politica del paese, si sono internazionalizzate, soprattutto nella seconda metà del Novecento. Oggi la Svizzera annovera parecchie e dinamiche imprese transnazionali:Nestlé (alimentari),ABB (tecnologia per l'energia), Holcim (cemento),UBS eCredit Suisse (banche),Swatch eRolex (orologi), Swiss Life e Swiss Re (assicurazioni),Novartis,Hoffmann-La Roche e Actelion (farmaci),Logitech (informatica),Lonza (biotecnologie),Synthes (ingegneria biomedica), Syngenta (fertilizzanti),Glencore (minerali). Inoltre, nonostante le ridotte dimensioni, la Svizzera si trova alcentro dei grandi flussi monetari mondiali: nel 2010 è stata, in termini assoluti, ilsesto Paese per investimenti effettuati all'estero (911,5 miliardi didollari)[122] e il decimo per investimenti esteri ricevuti (576,2 miliardi didollari);[123]; in termini pro-capite è al primo posto.[nota 14]
La diga diMauvoisin nel Vallese. L'energia di origine idroelettrica costituisce circa 55% dell'energia elettrica in Svizzera
Lo sviluppo dell'economia energetica è stato analogo al resto dell'Europa. Ci sono tre periodi nella storia dello sfruttamento energetico. Prima della metà del XIX secolo, l'economia energetica era circoscritta all'ambito locale e impiegava soprattuttolegname (industria dellegno,carbonaia) ebiomassa (lavoro umano e animale), risorse quindi in gran parte rinnovabili. In maniera limitata venivano anche sfruttate l'energia eolica per la navigazione e quellaidrica, latorba e, dal XVIII secolo, anche il carbone indigeno. Dal 1860 per un secolo, la società industriale usava il carbone come principale fonte energetica, che doveva importare in grandi quantità.
Dal 1940 prese piede l'uso dell'energia idroelettrica, venne sfruttata grazie a centrali fluviali e alle prime grandi dighe, tra le quali alcune superiori ai 200 metri di altezza:Mauvoisin (1957),Grande Dixence (1961),Luzzone (1963) eVogorno (1965); occupò comunque una percentuale limitata rispetto al carbone per quanto riguarda i consumi. Dopo gli anni 1960, la società dei consumi coprì il proprio fabbisogno energetico principalmente con il petrolio e il gas naturale[124] e in misura minore con l'energia idroelettrica e il carbone e più tardi anche con l'energia nucleare (Gösgen,Leibstadt). La decisione di munirsi dicentrali nucleari era stata determinata, durante il periodo dellaguerra fredda, dalla necessità di produrreuranio arricchito per la produzione diordigni nucleari, atti alla difesa del paese da parte di paesi aggressori.Con l'occasione, furono pure approntati rifugi antiatomici, al fine di dare rifugio e accoglienza, limitati però a solo il 30% della popolazione medesima.
Nel2011, il governo svizzero si è prefissato di arrivare nel 2050 a una riduzione del 100% della produzione di energia nucleare, sostituendola con fonti pulite, senza però fissare obiettivi intermedi graduali.[125]
La rete ditrasporti in Svizzera è molto ben sviluppata: leferrovie coprono in modo capillare tutto il territorio. Gliautopostali collegano innumerevolistazioni alle località più discoste. Il tariffario è unificato tratreni,autobus,battelli,funivie, ecc. Da una biglietteria automatica delleFerrovie Federali Svizzere è possibile selezionare la maggior parte delle destinazioni, anche se fanno capo ad altre imprese di trasporti. Un sistema d'orario cadenzato fu istituito già neglianni settanta-ottanta.
Dal2004, oltre all'apertura dellaferrovia Mattstetten-Rothrist, traBerna eZurigo, un sistema di nodi in corrispondenza dei principali centri ha migliorato la connettività tra le regioni, nell'ambito del programma di ammodernamento chiamatoFerrovia 2000. La maggior parte dei treni di lunga percorrenza entrano in stazione nei 10 minuti precedenti o successivi l'ora in punto. È quindi possibile ripartire nei 10/15 minuti seguenti verso destinazioni regionali e locali. Sulle linee principali i treni transitano ogni mezz'ora.Attualmente[quando?] è allo studio la cadenza di 15 minuti sulle linee principali (Ginevra-Losanna-Berna-Zurigo-San Gallo).
Nel1998 è cominciata la realizzazione del progettoAlpTransit con la costruzione dellagalleria di base del San Gottardo (la più lunga al mondo, con i suoi57km), la quale, inaugurata ufficialmente il 1º giugno 2016 (in anticipo rispetto ai tempi previsti) alla presenza delle Autorità politiche nazionali e internazionali, ha dato il via al passaggio di treni merci. Dall'11 dicembre 2016 circolano ufficialmente anche i treni viaggiatori che daBellinzona aLucerna, in direzioneZurigo eBasilea risparmiano oltre mezz'ora, avvicinando ulteriormente il sud al nord dell'Europa. Il progetto comprende anche lagalleria di base del Lötschberg di34,6km (lineaBasilea-Milano viaBerna-Sempione-Domodossola, vediferrovia Berna-Thun,Thunerseebahn,ferrovia del Lötschberg,ferrovia Briga-Domodossola), terza più lunga del mondo, inaugurata nel2007 e lagalleria di base del Monte Ceneri di15,4km, aperta al traffico alla fine del2020, la quale ha ridotto ulteriormente i tempi di percorrenza daMilano aZurigo, accorciando la tratta daLugano aBellinzona sullaferrovia del Gottardo. Su richiesta delCanton Ticino è attiva anche la bretellaLocarno-Lugano che, attraverso la galleria del Ceneri, serve anche a smaltire il traffico regionale ticinese, riducendo i tempi di percorrenza del tratto tra le due località da 55 a 22 minuti. Le NTFA (nuove trasversali ferroviarie alpine) sono un progetto molto dispendioso che è nato con l'intento di trasferire la maggior parte degliautocarri che attraversano il paese surotaia e ridurre di conseguenza il traffico e l'inquinamento stradale.
Autobus (chiamato Autopostale in Ticino) sulla strada delpasso del Susten. Nelle regioni di montagna i trasporti possono diventare attrazioni turistiche.
Secondo le cifre pubblicate a fine2006 dall'Ustra (Ufficio federale delle strade) sono in servizio1758,2km distrade e semiautostrade (vediautostrade e semiautostrade in Svizzera), ciò che corrisponde circa al 93% della rete pianificata. I tratti ancora in costruzione per ordine di importanza sono:A9 traSierre eBriga, inVallese;A16 "Transgiurassiana"Tavannes (BE) -Delémont (JU) - confine francese pressoBoncourt (JU);A5 circonvallazione diBiel/Bienne (BE).
Per assicurare l'approvvigionamento di materie prime estere durante i due conflitti mondiali, la Svizzera si dotò di una piccola flotta mercantile. Le basi giuridiche per l'esistenza della bandiera svizzera sul mare sono state create durante laseconda guerra mondiale da una decisione del Consiglio federale del 9 aprile1941.[nota 15] Benché gli impegni per costituire una marina mercantile risalgano già agli inizi dell'esistenza della Confederazione nel 1848, il 9 aprile 1941 è considerato come la data di nascita della flotta nazionale. Nel 1957 il diritto di emergenza del settore marittimo è stato sostituito dalla legge federale sulla navigazione marittima sotto bandiera svizzera. Pur non disponendo di un accesso diretto al mare, la Svizzera possiede una flotta mercantile composta di 23navi per una capacità totale di trasporto di un milione ditonnellate circa, costituendo così la più grande flotta navale degli Stati senza sbocco sul mare.
Il servizio postale è garantito essenzialmente daLa Posta Svizzera (ted.Die Schweizerische Post,fr.La Poste Suisse,rom.La Posta Svizra), principale erede della Posta federale, creata il 1º gennaio1849. OggiLa Posta, con sede aBerna, è un'azienda di diritto pubblico gestita con criteri d'efficienza (nel2007 ha conseguito un utile di 909 milioni di franchi, 825 milioni nel2008[126]), detiene il monopolio degli invii postali fino a 100 grammi. La sua rete di 2500 uffici postali copre capillarmente il territorio elvetico e gli enclavi diCampione e diBüsingen. La divisionePostMail assicura il servizio postale interno, con un servizio separato per le imprese;PostLogistics si occupa dell'invio di merci, operando principalmente con le aziende;PostFinance offre servizi di pagamento; mentreSwiss Post International si occupa degli invii all'estero.[127] I principali fornitori di servizi di telecomunicazione sonoSwisscom, una società anonima (presente nelloSMI) controllata dalla Confederazione (che detiene il 52% del capitale azionario) eUPC Svizzera; entrambi offrono connessione internet basata sufibra ottica su gran parte del territorio nazionale. Oltre ai servizi di telefonia (Natel) assicura le connessioni internet a banda larga (DSL, dal2007,VDSL e, dal2012,VDSL2) su gran parte del territorio nazionale.[128]
L'Omega Speedmaster, noto per essere stato portato dagli astronauti durante le missioni lunariApollo. Oggi la Svizzera produce metà del valore degli orologi del mondo.[129]
L'industria orologiera svizzera è radicata tradizionalmente nellasvizzera romanda, portata in terra elvetica dai profughiugonotti in fuga dalle persecuzioni cattoliche inFrancia. Inizialmente la lavorazione avveniva a domicilio, nelle case, soprattutto nelCanton Neuchâtel: qui dai3 000 ai4 000 artigiani fabbricavano orologi e strumenti di precisione (e la loro produzione si avvantaggiò notevolmente dalblocco napoleonico che escluse dal continente i concorrenti prodotti inglesi). Anche aGinevra il settore orologiero conobbe una forte espansione, rivolgendosi alla produzione di piccoli orologi da donna e dicarillon e arrivando a occupare circa2 800 orologiai, orefici e gioiellieri. Negli anni trenta dell'Ottocento, gli operai ginevrini presero la via delle officine specializzate come la Vacheron & Constantin, meccanizzata a partire dal1839 e attrezzata per produrre pezzi intercambiabili di orologi, quasi una seconda rivoluzione industriale che riguardava l'intero settore orologiero.
Durante gli anni sessanta e settanta l'esportazione di orologi svizzeri ha subito un forte rallentamento a causa della concorrenzagiapponese (che aveva messo sul mercato precisissimi orologi digitali alquarzo). Le principali ditte erano:Casio,Seiko,Citizen,Orient, Kentex, Zumona e BISM.
All'inizio degli anni ottanta un imprenditore svizzero-libanese,Nicolas Hayek, rilanciò l'industria orologiera svizzera creando laSwatch. L'assemblaggio era completamente automatizzato e il prodotto finito risultava meno caro del 20%. Lo Swatch ebbe un immediato successo e rilanciò (diffondendo nuovamente l'immagine di un'industria elvetica di precisione) anche le imprese orologiere svizzere che continuavano a produrre orologi in maniera artigianale, come Mondaine (gli orologi delleFFS).Swatch Group rimane la principale impresa produttrice di orologi, mentre ilgruppo Richemont (proprietaria, fra gli altri, del brandCartier) è la principale azienda attiva nel commercio di beni di lusso e di orologi. Entrambi sono presenti nelloSwiss Market Index e rappresentano il 4,2% dell'indice.
La Svizzera cominciò precocemente a esportare prodotti alimentari lavorati: formaggi (Gruyère edEmmentaler), concentrati di carne (dadi da cucina),carne in scatola, minestre liofilizzate,latte in polvere, alimenti a base di latte per neonati. Nel1938 laNestlé (fondata nel1866 dal chimicoHenri Nestlé e dedita alla produzione di latticini) mise a punto un procedimento per liofilizzare il caffè, creando, appunto, ilNescafé. Il prodotto ebbe un'immediata diffusione nei paesi vicini e nel1942 l'esercito americano lo adottò (inserendolo nella "Razione K") e ne decretò il successo.[130] Nestlé è la più grande azienda alimentare a livello mondiale e rappresenta da sola il 23,4% delloSMI.
Nel1886 aLenzburg venne fondata laConservenfabrik Henckell & Zeiler specializzata nel commercio delle marmellate, dei succhi di frutta e della frutta sciroppata. Nel1910 il nome dell'impresa venne cambiato inHero e da quella data l'azienda intraprese una rapida espansione all'estero (è presente in oltre 50 paesi).
Forse l'aspetto più distintivo dell'industria alimentare svizzera è la produzione delcioccolato. Nel1697 ilsindaco diZurigo, Heinrich Escher, fece una vacanza inSpagna, dove assaggiò la cioccolata (giunta da poco dalle Americhe) e ne rimase estremamente colpito.
La prima fabbrica di cioccolato in Svizzera venne aperta daFrançois-Louis Cailler nel 1819 aCorsier, pressoVevey. Nel 1826Philippe Suchard impiantò una seconda fabbrica di cioccolata a Serrières. Poi ne seguirono altre. Sempre aVevey si iniziò a mescolare ilcacao con illatte, il principale prodotto della regione e nel 1875 Daniel Peter perfezionò il procedimento, creando ilcioccolato al latte. ABernaRodolphe Lindt, con un nuovo procedimento (chiamatoconcaggio), produsse, nel 1879, il cioccolato fondente e ancora aBerna Jean Tobler aprì nel 1867 il suo primo stabilimento,Tobler & Cie, nel quale il figlio Theodor, nel 1908, creò ilToblerone. Fra il 1890 e il 1920 l'industria svizzera del cioccolato conobbe una fortissima espansione: poco meno di tre quarti del cioccolato veniva esportato.[131]
La torreRoche (edificio più alto del Paese) a Basilea.
L'epicentro dell'industria chimica e farmaceutica svizzera è la città diBasilea. Inizialmente le principali produzioni diBasilea erano i tessuti e i nastri di seta. Proprio per soddisfare le esigenze di questo settore, nacquero le industrie chimiche: dopo la scoperta dei coloranti artificiali alla fine degli anni cinquanta dell'Ottocento, due modeste imprese della città cominciarono a produrne per rifornire la locale industria, ma la concorrenza dei già affermatiKonzerns tedeschi spinse le piccole imprese elvetiche a specializzarsi in prodotti esotici e di prezzo elevato, un settore nel quale conquistarono praticamente il monopolio mondiale. Questo costituì la base della moderna industria farmaceutica basilese, che nel1895 era, per dimensioni, solo un quinto di quella dellaGermania, ma equivaleva a quella di tutti gli altri paesi europei messi insieme.Nel 1882 le imprese attive in ambito chimico e farmaceutico si riunirono nella SGCI (Schweizerische Gesellschaft für Chemische Industrie), la Società Svizzera per l'Industria Chimica, oggi parte diEconomiesusse (associazione mantello delle industrie elvetiche). Il settore chimico e farmaceutico conta67 000 collaboratori. La maggior parte è impiegata nella ricerca e nello sviluppo. Circa un terzo di quanto viene prodotto dal settore, viene esportato[132]. Le principali aziende sono:Novartis,Roche e Actelion (che assieme rappresentano circa un terzo delloSwiss Market Index).
Una potente industria di chimica di base e una consolidata industria meccanica orientata alla fabbricazione di oggetti di precisione forniscono le basi dell'attuale industria biotecnologica svizzera. Le industrie attive nel settore delle biotecnologie sono raggruppate nell'associazione Swiss Biotech Association (SBA). Le imprese hanno sede in aree apposite create in collaborazione con la Confederazione e i Cantoni: Biovalley Basel (regione diBasilea e diSoletta, dove sono presenti circa 900 aziende biotecnologiche[133]), Greater Zürich Area (regione diZurigo), BioAlps (arco lemanico fraGinevra eLosanna), Biopolo Ticino (Lugano-Manno, dove sono attive: Cerebios Pharma, 3A Medica, Telormedix, Swiss Stem Cell Bank, Mondo Biotech, Micromacinazione, Isolation Solutions, Helsin). Le imprese attive nel settore biotecnologico sono 229: 91 fornitori (biotech suppliers) e 138 aziende il cui core business è la biotecnologia (core biotech companies). Nel2005 il settore impiegava14 440 addetti e registrava un fatturato di5 961 milioni di franchi.[134] Nel2010, con19 000 addetti, il fatturato è salito a9 200 milioni difranchi; facendo della Svizzera il paese con il più alto numero di aziende biotecnologiche in rapporto agli abitanti.[135] Le principali imprese elvetiche del settore sono:Lonza (Basilea) eSynthes (Soletta).
Fra i prodotti più conosciuti dell'industria di precisione vi è ilcoltellino svizzero. Si riconosce per il colore rosso del manico, che oltre a richiamare labandiera svizzera lo rende facilmente visibile se cade nella neve.
Con l'acronimomem oSwissMem, si designano le imprese elvetiche attive nei settori delle macchine, dell'elettronica e dei metalli. Nella seconda metà dell'Ottocento la Svizzera ha cominciato a produrre telai meccanici per il fabbisogno dell'industria tessile (localizzata essenzialmente nella parte orientale del Paese). Da qui è nata la meccanica svizzera di precisione rivolta prevalentemente verso due settori: la produzione di macchine utensili e, successivamente, verso l'elettromeccanica. Le due principali imprese del settore sono laABB (tecnologie per l'energia) e laSchindler (ascensori).
Nei settori aerospaziale e della difesa è attiva laRUAG (acronimo diRüstungsUnternehmen-AktienGesellschaft) fondata nel1989, raggruppando aziende già attive negli stessi settori. I due principali comparti sono: Ruag Aerospace (concentrata sulla produzione di vettori spaziali e di aerei) e Ruag Defence (componenti elettroniche per simulazioni, munizioni militari e automezzi militari). L'impresa ha sede aBerna: gli stabilimenti si trovano nell'Altipiano svizzero, ma vi sono sedi distaccate inGermania,Austria eSvezia.[136]
Nel1952 è stata fondata aZugo la Crypto Ag, impresa dedita alla produzione di sistemi per cifrare e decifrare messaggi. L'impresa (di piccole dimensioni) si avvale di tecnologie elettroniche per la produzione dei medesimi sistemi di sicurezza, utilizzati in 130 paesi.[137] Nel1981 adApples, nelcanton Vaud, da unastartup delScuola politecnica federale di Losanna, è nata laLogitech, dedita alla produzione di periferiche per computer, l'impresa fabbrica circa un terzo deimouse del pianeta. L'impresa si è presto internazionalizzata, con stabilimenti aFremont (California) eSuzhou (Cina), ma mantiene aLosanna la sua sede principale.[138]
Agli inizi delSettecento il ruolo internazionale della piazza bancariaginevrina era ben superiore alle piccole dimensioni della repubblica. La città divenne un centro di emissione di prestiti stranieri (sardi tra il1742 e il1752,danesi nel1760,austriaci nel1765) e dal1770 si concentrò sul debitofrancese mantenendo uno stretto legame conParigi, dove erano presenti i suoi banchieri (per esempioJacques Necker, nominato Controllore generale delle finanze francesi nel1776). L'appartenenza all'orbita francese persistette anche dopo l'adesione diGinevra alla Svizzera nel1814 (fino a questa dataGinevra era un alleato della Confederazione, non un cantone vero e proprio). Le grandi banche ginevrine erano nate tutte a cavallo dei due secoli: Ferrier e Darier & Cie venne fondata nel1795, Henry Entsch & Cie nel1796, J.G. Lombard & J.-J. Lullin nel1798, De Candolle Mallet & Cie nel1805.Il settore bancario elvetico soffrì agli inizi di un vistoso dualismo: da un lato le banche private, concentrate essenzialmente sulla gestione dei grandi patrimoni, dall'altro le casse di risparmio cantonali e locali. Le grandi banche d'affari arrivarono tardi, al seguito del tumultuoso sviluppo ferroviario. In quel frangente si ebbe l'ascesa della piazza finanziaria zurighese.
Lebanche svizzere hanno in gestione11 300 miliardi di franchi. Dopo gliStati Uniti (con49 200 miliardi in gestione) e laGran Bretagna (13 400 miliardi), la Svizzera è la terza piazza finanziaria al mondo.[141]. Nel settore bancario sono impiegate circa120 000 persone[142] Le principali banche elvetiche sonoUBS eCredit Suisse (rivolte e presenti soprattutto all'estero nelle maggiori piazze finanziarie mondiali);[143]Raiffeisen (che conta 350 filiali giuridicamente autonome), la Banca Coop e la Banca Migros (tutte cooperative bancarie rivolte al mercato interno);Julius Bär e Wegelin & Co (attive nella pura gestione patrimoniale). Per rispondere alle esigenze delle amministrazioni cantonali sono inoltre attive 24 banche cantonali (generalmente controllate daiCantoni); mentre l'emissione della moneta, il supporto alle finanze della Confederazione e il collocamento delle obbligazioni federali spettano allaBanca Nazionale Svizzera, che ha sede sulla Piazza federale aBerna.
Accanto alle banche, la Svizzera ha sviluppato un robusto settoreassicurativo. Innanzitutto per soddisfare la domanda interna: nel2004 il cittadino medio svizzero spendeva circa il 22% del proprio budget in assicurazioni (collocando la Svizzera tra i primi posti nel mondo). Molte di queste assicurazioni sono obbligatorie: quella sulla vecchiaia (AVS), sulla disoccupazione (AD), sull'invalidità (AI) e l'assicurazione malattia (la Cassa malati) per le prestazioni sanitarie. La maggior parte dei residenti possiede un'assicurazione di responsabilità civile e una sulla mobilia domestica: entrambe non sono obbligatorie ma fortemente consigliate. Tuttavia, nonostante la forte domanda interna, anche il settore assicurativo elvetico si è molto internazionalizzato, oggi circa il 70% del volume dei premi viene realizzato all'estero. Le grandi assicurazioni svizzere si sono quindi specializzate nel settore riassicurativo (assicurazioni per case di assicurazione). Le principali case riassicurative sono:Zurich Financial Services,Swiss Life (fondata aZurigo nel 1857 da Conrad Widmer e da Alfred Escher) eSwiss Re (fondata aZurigo dalla casa assicurativaHelvetia nel 1863), tutte molto attive sui mercati internazionali.[141]
L'economia svizzera si è molto internazionalizzata soprattutto nella seconda metà del Novecento, diventando la quarta economia "più cosmopolita" a livello mondiale (dopoSingapore,Hong Kong e iPaesi Bassi).[144] Lo stock di capitali svizzeri investiti all'estero ammontava, nel2007, a 740 miliardi di franchi, pari al 145% delprodotto interno lordo svizzero (per fare un confronto: neiPaesi Bassi il rapporto era del 111%). Questi investimenti davano lavoro a 2,4 milioni di persone[145]. Le esportazioni svizzere si rivolgono per il 20,6% allaGermania, per il 10,1% agliStati Uniti d'America, per l'8,6% allaFrancia, per l'8,5% all'Italia, per il 4,8% allaGran Bretagna, per il 4,1% allaSpagna e per il 3,9% alGiappone. Oltre un terzo delle importazioni proviene dallaGermania (33,9%), quindi dall'Italia (11,7%), dallaFrancia (10,1%), daiPaesi Bassi (5,2%) e dall'Austria (4,4%).
Per supplire alle ridotte dimensioni del mercato interno e assicurare sbocchi commerciali alle imprese elvetiche, la Svizzera ha concluso numerosi accordi dilibero scambio; dispone di una rete di 24 accordi di libero scambio con 33 paesi. Il principale accordo è quello fra la Svizzera e i 27 paesi che compongono l'Unione europea, quindi accordi con laNorvegia, l'Islanda, l'Ucraina e l'Albania. In corso di negoziazione quello con laRussia. Nel Medio oriente la Svizzera ha stipulato accordi di libero scambio conMarocco,Egitto,Israele,Giordania,Arabia Saudita,Emirati Arabi Uniti,Qatar,Bahrain,Kuwait eOman; sono ancora in corso invece i negoziati per un accordo di libero scambio con l'Algeria. In Africa la Svizzera dispone di un accordo di libero scambio con l'Unione doganale dell'Africa meridionale (SACU) che comprende ilSudafrica, laNamibia, ilBotswana, ilLesotho e l'eSwatini. In America la Svizzera ha stipulato accordi con ilCanada, ilMessico, laColombia, ilPerù e ilCile; mentre non sono ancora in vigore gli accordi di libero scambio appena conclusi conBrasile,Argentina,Uruguay eParaguay. In Estremo oriente, la Svizzera ha stipulato accordi di libero scambio con ilGiappone, laCorea del sud eSingapore. E proprio l'Asia è il continente più promettente, sono infatti in corso negoziati con l'India, laThailandia, l'Indonesia e laCina[146] (quest'ultimo sarebbe il primo accordo di libero scambio fra la Cina e uno Stato europeo). Alle imprese elvetiche, quindi, pur operando da un piccolo paese, si presenta un mercato con oltre un miliardo di potenziali consumatori.[147]
LaGod da Tamangur (rom.), letteralmente "La foresta là dietro": il bosco dipini cembri più alto d'Europa, a2300m s.l.m., nella Val S-Charl,Canton Grigioni.
Il 30% circa della superficie del paese è ricoperta da boschi. SulleAlpi dominano leconifere (abeti,pecci,larici epini cembri). I boschi alpini hanno l'importante funzione di trattenere gli smottamenti, impedire lefrane e permettere una filtrazione più equilibrata dell'acqua piovana nel terreno. Sull'Altipiano, nelGiura e sul versante sud delle Alpi (al di sotto dei1000m) dominano invece lelatifoglie.[67] Nel2007 le foreste svizzere coprivano una superficie di 1,25 milioni di ettari, con una ripartizione ineguale fra una regione e l'altra: se il versante meridionale delle Alpi è particolarmente ricco, l'Altipiano, con il suo intenso popolamento, è molto meno boscoso. NelTicino, in particolare, vi sono ancora importanti selvecastanili, che rivestivano negli anni passati un fondamentale ruolo economico per la popolazione. Tra il1994 e il2005 la superficie boschiva è aumentata complessivamente del 4,9%: stabile sull'Altipiano (0%), 0,9% nel Giura, 2,2% nelle Prealpi, 9,1% nelle Alpi e del 9,8% a sud delle Alpi. Il volume totale dei boschi si è elevato a 420 milioni di metri cubi.[148] La parte del territorio non boschiva né coperta dagli insediamenti è tenuta apascolo oppure è coltivata: principalmenteorzo,avena,frumento,mais,patate,barbabietole e alberi da frutto:meli nella parte orientale (destinati in gran parte alla produzione del mosto) eciliegi nellaSvizzera centrale. NellaSvizzera romanda, lungo ilReno e nelCanton Ticino riveste un'importanza sempre maggiore la coltivazione dellavite (9 000 aziende,13 000 ettari di vigneti, 120 milioni di litri di vino, per la metà bianco).[149]
Una "Bruna alpina" (Brauvieh) pascola sulleAlpi, con il tipico campanaccio.
La fauna svizzera varia notevolmente soprattutto in rapporto all'altitudine. Anche se si incontrano alcune specie endemiche, la fauna di montagna è comune a tutto l'arco alpino. In Svizzera vivono circa 83specie dimammiferi. I grandipredatori sono scomparsi nell'ultimo secolo; tuttavia l'importanza dei predatori per il mantenimento di unecosistema sano è stata presto compresa e oggilinci,lupi e orsi bruni sono protetti. La lince è stata reintrodotta artificialmente, i lupi sono migrati dallaFrancia, mentre nella parte sudorientale delCantone dei Grigioni è riapparso, nel2005, l'orso bruno, migrato probabilmente dalTrentino o dallaSlovenia. Le volpi rosse, i gatti selvatici e le martore non sono mai scomparsi e - anche se in numero ridotto - sono ancora visibili. La lontra europea è invece scomparsa nel1990, ma è riapparso il castoro (insediatosi soprattutto lungo laThur).[150] Il cervo nobile (Cervus elaphus) è presente soprattutto neiGrigioni. Al di sopra del limite di vegetazione arborea si incontra il capriolo (Capreolus capreolus). La lepre bianca (Lepus timidus) è visibile sino ai3 000 metri ben al di sopra del limite boschivo: in inverno ha un manto bianco che si ricopre di chiazze brune nei mesi caldi. Il roditore alpino più diffuso è la marmotta (Marmota marmota), difficile da sorprendere, ma facile da ascoltare grazie al suo inconfondibile fischio acuto.
Il camoscio (Rupicapra rupicapra) è diffuso sia sulleAlpi sia nella catena delGiura, la densità più alta (forse la più elevata d'Europa) è probabilmente inEngadina. Ad altitudini ancora superiori (fino ai4 000 metri) vivono gli stambecchi (Capra ibex): i due branchi più numerosi sono stati avvistati sul Piz Albris (Pontresina) e nella Val des Bagnes (Canton Vallese), raramente scendono sino al limite di vegetazione arborea.[151] Tra i pennuti, i più grandi sono l'aquila reale (Aquila chrysaetos) e il gipeto barbuto (Gypaetus barbatus). Nel Giura l'uccello più tipico è il gallo cedrone (Tetrao urogallus) di cui si sente il richiamo, simile a uno schiocco, nelle mattine di primavera. Ingente il patrimonio zootecnico, che garantisce due terzi del reddito dell'agricoltura svizzera (e i bovini da soli costituiscono metà del reddito). Nel paese vengono allevati soprattutto bovini: ve ne sono oltre 1,7 milioni, principalmente razze da latte: la Pezzata rossa, la Simmental e laBruna alpina. Ogni anno circa750 000 capi di bestiame raggiungono i circa10 000alpeggi in alta quota. Si contano anche400 000pecore (importanti per la gestione e la cura dei pascoli ripidi),60 000 capre (principalmente Saanen, Camosciata, Toggenburgo e Nera verzaschese), circa un migliaio disuini e 6,3 milioni di volatili (per un terzo galline ovaiole).[152]
Sul territorio svizzero sono presenti circa10 000 specievegetali e poco meno di40 000 specieanimali.[153] Labiodiversità è generalmente elevata nelle zone montagnose, nelle foreste e sulle superfici verdi delle zone abitate. Tuttavia, sulla maggior parte del territorio utilizzato intensamente, come gran parte dell'Altipiano, la biodiversità diminuisce. Solo raramente il numero di specie è in aumento e questo è dovuto alla colonizzazione da parte di specie già diffuse, un fenomeno che comporta, secondo l'Ufficio federale dell'ambiente, "la semplificazione e la banalizzazione deglihabitat".[154] È stato monitorato lo stato di salute di circa il 20% delle specie (piante,animali efunghi). Circa un terzo delle specie monitorate risulta essere a rischio e potenzialmente minacciato di estinzione. In particolare è a rischio il 79% delle specie di rettili e il 70% di quelle degli anfibi[155]. Nel1982 è stata istituita adAarau la fondazioneProSpecieRara con lo scopo di salvaguardare la diversità biologica presente sul territorio elvetico (con particolare attenzione alle razze animali da reddito, agli ortaggi e allebacche). Nel1992 la Confederazione ha sottoscritto laConvenzione di Rio sullasalvaguardia della biodiversità. Da alloraProSpecieRara lavora a stretto contatto con l'Ufficio federale dell'agricoltura (da cui è in parte finanziata) e con le associazioni di coltivatori e allevatori, proponendo ai contadini svizzeri di coltivare e allevare specie che andrebbero altrimenti perse.[156]
Le primezone protette sul territorio svizzero sono state le bandite federali di caccia (foreste in cui vige il divieto di caccia) istituite nel1875 per proteggere le specie diungulati all'epoca fortemente minacciate (camosci, stambecchi, cervi, caprioli): vi sono 41 bandite di caccia che coprono complessivamente una superficie di150 900 ettari (quasi il 4% della superficie svizzera). Il 1º agosto1914 venne creato ilParco nazionale Svizzero, nelCanton Grigioni (dal1979,RiservaUNESCO della biosfera). Nel1961 aZurigo venne fondato ilWWF, da allora la sensibilità per la protezione dell'ambiente è andata crescendo. A partire dal1991 è stata decisa la protezione di ambienti adatti agli uccelli acquatici e di zone di sosta per gliuccelli migratori. Nello stesso anno si è decisa la protezione di biotopi di importanza nazionale:paludi alte e intermedie (1991), zonegolenali (1992, 283 siti per una superficie complessiva di22 640 ettari), paludi (1994), siti adatti alla riproduzione degli anfibi (2001, 897 siti, per una superficie di13 900 ettari), prati secchi e pascoli secchi (2010,3 000 siti).[157]
Storicamente la Svizzera ha sempre offertoasilo a scienziati e studiosi in fuga da altri paesi. Ci sono 12 università in Svizzera: dieci sono finanziate dai rispettivi cantoni e due dalla Confederazione.
La prima università svizzera è stata fondata nel1460 aBasilea (con una facoltà di medicina), l'istituzione viene considerata come uno dei luoghi di nascita dell'Umanesimo europeo, anche grazie al patrimonio intellettuale diErasmo da Rotterdam, che qui era attivo.[158] NelXIX secolo, il personaggio più famoso che insegnava all'università, oltre allo storico dell'arteJacob Burckhardt, era il filosofo e poeta tedescoFriedrich Nietzsche (professore di lingua e letteratura greca). A oggi, in totale, novepremi Nobel e due presidenti svizzeri hanno studiato o insegnato all'università.[159]
Ilpolitecnico di Zurigo ha visto dieci premi Nobel per la fisica (tra cuiAlbert Einstein) altrettanti per la chimica e uno per la fisiologia e la medicina.
Ginevra ospita uno dei più grandi laboratori al mondo, ilCERN, dedicato alla ricerca sulla fisica delle particelle. Tra le notevoli invenzioni e scoperte ci fu l'LCD, il microscopio a scansione a effetto tunnel (STM), che ha permesso di vedere per la prima volta un atomo[167] o semplicemente il popolareVelcro. Si sono anche distinti gli ingegneri della famiglia Piccard con le prime esplorazioni della stratosfera conAuguste Piccard, quella dei fondi degli oceani conJacques Piccard, tramite ilMesoscafo che gli ha permesso di raggiungere il punto più profondo della terra, e le imprese diBertrand Piccard, l'uomo che insieme adAndré Borschberg ha compiuto il primo giro del mondo su un aeroplano alimentato esclusivamente a energia solare.[168]
La Svizzera è stato uno dei 10 fondatori dell'Agenzia spaziale europea nel 1975 ed è il settimo maggior contribuente al suo budget. Nel settore privato, diverse società sono implicate nel settore spaziale come RUAG Space[169] o Maxon Motors[170] che forniscono strutture spaziali.
In ambito artistico e letterario è da ricordare che la corrente deldadaismo nacque proprio in Svizzera aZurigo, nel1916.
La Confederazione è un centro di ricerca riconosciuto internazionalmente. Di dimensioni modeste e privo di risorse naturali, la Svizzera deve la sua prosperità alla capacità di innovazione e alla capacità intellettuale della popolazione, divenuta la principale risorsa del Paese. Per la Svizzera è quindi vitale mantenersi ai vertici della ricerca scientifica e dell'innovazione.[172] Nel2008 la Svizzera ha speso il 2,9% del suoPIL perla Ricerca e lo Sviluppo. Questa percentuale la pone al quinto posto a livello internazionale, preceduta daSvezia (3,73% del PIL),Finlandia (3,45%),Giappone (3,39%) eCorea del Sud (3,23%). Tuttavia, in termini di brevetti (Triadic patent) pro capite (numero di brevetti per milione di abitanti) la Svizzera è al secondo posto (81,01) preceduta solo dalGiappone (117,21). Riguardo agli articoli scientifici, secondo i dati dell'OCSE, la Svizzera è al primo posto con1 142,78 articoli per milione di abitanti[173]. Il 70% dei fondi destinati alla ricerca proviene dal settore privato, il 23% dalla Confederazione e dai cantoni, mentre il 7% proviene dalle università[174].
I settori che richiedono una maggiore spesa per la ricerca sono: quello chimico-farmaceutico (settore che da solo totalizza un terzo della spesa in R&S), quello microtecnologico e quello biotecnologico.[175] Complessivamente la ricerca fondamentale assorbe il 10% della spesa svizzera nella R&S, la ricerca applicata il 36% e lo sviluppo sperimentale il 54%.[175] Una somma ancora maggiore di quella spesa in Svizzera, viene investita dalla imprese elvetiche nella R&S all'estero: nel2008 la spesa in R&S effettuata all'estero (15,8 miliardi difranchi) rappresentava il 132% di quella effettuata in patria (12 miliardi difranchi). È il comparto chimico-farmaceutico a investire di più fuori dai confini nazionali, dove ha investito 10 miliardi, di fronte ai 4,6 miliardi spesi in Svizzera.[176]
Frontespizio del primo numero del 12 gennaio1780 dellaNeue Zürcher Zeitung. Il giornale è uno dei più vecchi quotidiani inlingua tedesca ancora in attività.
La libertà di stampa e il diritto alla libertà di espressione è garantita nella Costituzione federale della Svizzera.[180] Secondo il rapporto del2010 dell'organizzazione non governativaFreedom House la Svizzera è considerata un paese libero, occupa l'ottavo posto nella graduatoria internazionale (libero, 8º), distanziando i suoi vicini.[nota 16].
L'Agenzia telegrafica svizzera (ATS) trasmette regolarmente informazioni nelle tre lingue nazionali - sulla politica, economia, società e cultura. L'ATS fornisce quasi tutti i media svizzeri e una ventina di media stranieri con le sue notizie.[180] La Svizzera, storicamente, vanta il maggior numero di titoli di giornali rispetto alla popolazione.[181] Igiornali svizzeri più influenti sono quelli in lingua tedesca, il Tages-Anzeiger e laNeue Zürcher Zeitung (NZZ), e in lingua francese,Le Temps, ma quasi tutte le città hanno almeno un quotidiano locale. La diversità culturale contribuisce per un gran numero di giornali.[181]
In contrasto con la stampa, la radiodiffusione pubblica è sempre stata soggetta a un maggior controllo da parte dell'ente pubblico.[181] La Società svizzera di radiotelevisione, laSRG SSR, è incaricata di produrre e trasmettere i programmi radiofonici e televisivi. Questa azienda è divisa in quattro divisioni:SRF di lingua tedesca,RTS di lingua francese,RSI - Radiotelevisione svizzera di lingua italiana di lingua italiana, eRadio e Televisiun Rumantscha di lingua romancia. Gli studi della SRG SSR sono distribuiti nelle varie regioni linguistiche. I programmi della radio sono prodotti in sei centrali e quattro studi regionali, mentre i programmi televisivi sono prodotti aGinevra,Zurigo eLugano. Una vasta rete di distribuzione via cavo consente inoltre alla maggior parte della popolazione di accedere ai programmi dei paesi vicini.[181]
La croce bianca era un simbolo diffuso nei territori delSacro Romano Impero Germanico. L'emblema (con i bracci bianchi estesi sino ai bordi del quadrato) fece la sua comparsa fra le armate svizzere, per la prima volta, nellabattaglia di Laupen nel1339. Tuttavia gli svizzeri continuarono a utilizzare le insegne dei singoli cantoni. La prima bandiera unitaria fu il tricolore verde, rosso e giallo dellaRepubblica elvetica, utilizzato dal1799 al1803. In modo informale, la croce bianca riprese a sventolare dopo il1803 e soprattutto dopo il1814. Nel1847, durante laGuerra del Sonderbund, il generaleGuillaume-Henri Dufour chiese l'adozione di un unico simbolo nazionale per l'esercito federale, terminata la campagna, nel1848, la croce bianca in campo rosso divenne ufficialmente il simbolo del nuovo Stato federale. Nel1889 l'Assemblea federale regolamentò definitivamente anche le proporzioni della bandiera, quadrata, 1:1[182]. Tuttavia, a partire dallaseconda guerra mondiale, la marina mercantile svizzera (sia marittima sia fluviale) utilizza la bandiera rettangolare, con la proporzione 2:3.
Fino alXVIII secolo le arti figurative svizzere sono rimaste confinate - con qualche pregevole eccezione - all'ambito domestico. Pittori e scultori svizzeri portarono la loro arte all'estero, fra costoro si distinseJohann Heinrich Füssli (che operò soprattutto inInghilterra con il nome di Henry Fuseli). Nell'Ottocento si fecero largoArnold Böcklin, Albert Ankel,Vincenzo Vela eFerdinand Hodler. IlNovecento vide una maggiore interazione dell'arte svizzera con quella europea. Accanto aPaul Klee, esponente dell'astrattismo,Alberto Giacometti è forse la figura di maggior rilievo: aParigi, fra le due guerre, si accostò al movimentocubista per arrivare alsurrealismo, dopo la seconda guerra mondiale, ritornò aParigi e influenzato dall'esistenzialismo sviluppò un personalissimo stile di figure molto allungate in bronzo composte da piccoli ammassi di materia, stile che sviluppò anche in pittura e soprattutto in stampe litografiche. E ancora da ricordare l'artistaSophie Taeuber-Arp.
Dal momento che la Confederazione, dalla sua fondazione nel 1291, era costituita quasi esclusivamente da regioni di lingua tedesca, le prime forme di letteratura sono in tedesco. Nel XVIII secolo il francese divenne di moda a Berna e nelle altre regioni, mentre l'influenza degli alleati di lingua francese si faceva sempre più marcata. Tra i classici della letterature svizzera tedesca sonoJeremias Gotthelf (1797-1854), che ha descritto la vita contadina dell'Emmental,Gottfried Keller (1819-1890) eCarl Spitteler (1845-1924). Gli indiscussi giganti della letteratura svizzera del XX secolo sonoMax Frisch (1911-91) eFriedrich Dürrenmatt (1921-90), il cui repertorio includeDie Physiker (I fisici) eDas Versprechen (La Promessa), portato allo schermo nel 2001.[183] Eminenti autori di lingua francese eranoJean-Jacques Rousseau (1712-1778) eMadame de Staël (1766-1817). La letteratura più recente comprende autori comeCharles-Ferdinand Ramuz (1878-1947), i cui romanzi sono per la maggior parte incentrati sulla dura vita di paesani e montanari nel mezzo di una natura spettacolare, eBlaise Cendrars (1887-1961). Hanno contribuito anche autori di lingua italiana e romancia, ma in un modo più modesto, dato il numero ristretto di abitanti. Probabilmente la creazione letteraria più famosa,Heidi (1880), (con 50 milioni di copie vendute[184]), la storia di una ragazza orfana che viveva con il suo nonno nelle Alpi, fu uno dei libri per bambini più popolari in assoluto ed è diventato per molti un simbolo della Svizzera. La sua creatrice,Johanna Spyri (1827-1901), ha scritto parecchi libri sullo stesso tema. Svizzeri sono anche il fondatore della psicologia analiticaCarl Gustav Jung, i membri dellafamiglia Bernoulli edEulero.
Due peculiarità contraddistinguono lo sviluppo storico della musica in Svizzera: da una parte l'assenza di grandi centri culturali e poli musicali (sviluppatisi all'estero nellecorti principesche), dall'altra la diffusione sul territorio elvetico di generi musicali stranieri, indipendentemente dalle variazioni linguistiche interne: novità provenienti dallaScuola di Notre-Dame parigina si diffusero infatti nelle abbazie e nelle città svizzere di lingua tedesca. Al di fuori dell'ambito ecclesiastico, la musica popolare sviluppò principalmente leMinnesang (raccolte nelCodice Manesse del 1304). Se nelle cittàriformate si sviluppò il canto religioso, nelle regioni cattoliche crebbe la musicaorganistica.
Nel 1768 aLucerna nacque l'HelvetischeKonkordiagesellschaft che promosse in ambito borghese la musica profana. La musica popolare- che a partire dal Cinquecento si avvaleva delCorno alpino[187] - si arricchì inoltre delle marce militari che i mercenari apprendevano all'estero. A partire dal Settecento sono invece attestati gliJodel.[188] Nel 1808 gli ambientiliberali promossero la Società svizzera di musica che si occupò di organizzare festival musicali. Oggi i principali appuntamenti musicali sono: le annuali rassegne di musica classica di Lucerna (dal 1938), diZurigo e diAscona, ilMontreux Jazz Festival, l'Estival Jazz diLugano, l'Open Air diSan Gallo, ilPaléo Festival Nyon e laStreet Parade zurighese.[189].
Il principale evento musicale su suolo elvetico è forse laStreet Parade, la parata di musica techno che si tiene annualmente nelle strade diZurigo, solitamente il secondo sabato di agosto. La prima edizione della manifestazione venne organizzata nell'estate del 1992 da uno studente di matematica delPolitecnico federale di Zurigo, Marek Krynski, che si ispirò allaLoveParade diBerlino.
Inizialmente convocata comeManifestazione per l'amore, la pace, la libertà, la generosità e la tolleranza, la Street si è imposta negli anni come uno dei più grandi appuntamenti per gli appassionati di musicatechno. Il numero dei partecipanti oscilla attorno agli ottocentomila. A partire dal 1998 a ogni edizione è accostato un tema e uno slogan:It's all in your hands, (1998),More than words (1999),Believe in love (2000),Love, freedom, tolerance (2001),Peace! (2002),Let the sun shine (2003),Elements of culture (2004),Today is Tomorrow (2005),Move your mind (2007),Respect! (2007),Friendship! (2008),Still have a dream (2009),Celebrate the spirit of Street Parade! (2010),20 Years Love, Freedom, Tolerance & Respect (2011).[190]
Oggi la Street Parade è riconosciuta come bene culturale zurighese, della sicurezza si fa carico la città, mentre leFerrovie federali organizzano per l'occasione treni speciali da tutta la Svizzera versoZurigo.[191]
Il principale teatro del paese è loSchauspielhaus di Zurigo che figura fra i maggiori teatri di lingua tedesca. Fondato nel1892, ha visto andare in scena per la prima volta numerosi drammi diBertold Brecht e i lavori diFriedrich Dürrenmatt eMax Frisch. Accanto allo Schauspielhaus, ilCabaret Voltaire è l'altro grande ritrovo zurighese che ha visto nascere al suo interno ilmovimento dadaista. Il teatro italofono è limitato allaSvizzera italiana. Qui vi sono tracce teatrali almeno a partire dalSeicento (convento deiGesuiti diBellinzona, Convento deiSomaschi aLugano), con realizzazioni anche di un certo rilievo (traduzioni inedite dal francese, in special modo diMolière eCorneille, per opera dell'abate Gian Pietro Riva). Nell'Ottocento l'attività teatrale è specialmente incentrata sull'importazione di spettacoli dall'Italia (e più raramente dal resto della Confederazione elvetica): sono sorti i teatri diLugano,Bellinzona (un raffinato edificio architettonicamente affine alla Scala di Milano),Locarno eChiasso. La produzione autoctona ha tardato però a manifestarsi, se non nelle forme del teatro amatoriale e dialettale (senza testi scritti fino alla fine dell'Ottocento) e nelle manifestazioni folkloristiche (come leSacre Rappresentazioni - oProcessioni storiche - diMendrisio, nelSottoceneri, tradizione tuttora esistente). Nel1932 è nata la prima compagnia teatrale professionistica, per opera di un'attrice ticinese nata aLondra, Maria Bazzi (l'iniziativa è però rapidamente fallita).
Nel1932, inoltre, è nata laRadio della Svizzera Italiana (detta ancheRadio Monteceneri) che ha formato una prima generazione di attori e registi: Guido Calgari, Romano Calò, Giuseppe Galeati. Sono subentrati in seguito, come registi, Vittorio Ottino e Carlo Castelli. Grazie alla radio, gli attori hanno cominciato anche a calcare i palcoscenici in modo professionistico e sono nate alcune compagnie indipendenti:Teatro Prisma (diretto dall'italiano Franco Passatore, 1956-59),Teatro La Cittadella (1961-66) eTeatro La Maschera (1984-93), compagnie dirette daAlberto Canetta (1924-87), forse uno dei più importanti uomini di teatro nellaSvizzera italiana del Novecento. Nel1981 nasce ilTeatro della Svizzera Italiana, che promuove vaste tournée sul territorio cantonale e la cui esperienza si esaurisce nel 1987. Nello stesso anno nasce inoltre il TASI (Teatri Associati della Svizzera Italiana) che raggruppa le nuove compagnie indipendenti, nate nel corso degli anni settanta-ottanta. Un ruolo notevole, in questo contesto, è svolto dalla Scuola e dal Teatro Dimitri diVerscio, da cui sono usciti molti degli artisti attivi a partire dagli anni novanta. Nell'attuale scena, estremamente composita dal profilo sia organizzativo sia stilistico (teatro di parola, teatro di marionette, teatro-danza, teatro-multimediale) si possono ricordare: ilTeatro Pan, ilTeatro Sunil (il cui registaDaniele Finzi Pasca lavora con il Cirque du Soleil in grandi realizzazioni internazionali),Luganoteatro, laMarkus Zohner Theater Compagnie, ilTeatro Paravento, ilTeatro delle Radici e ilTeatrodanza Margit Huber.
Il patrimonio culturale della Svizzera è testimoniato dalla presenza di siti (oltre 10), che sono stati iscritti nellalista dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO, di cui 8 dei quali rientrano nel patrimonio culturale e 3 sono patrimonio naturale[194].
Nell'ambito della gastronomia svizzera prevalgono tradizioni diverse per quanto concerne quella francofona, quella germanica e quella italiana, prevalentemente del Nord Italia.
La Festa di Unspunnen del1808. La Festa di Unspunnen ha luogo a intervalli irregolari, ogni otto o dodici anni, aInterlaken: vi si disputano gli sport tradizionali e si cantano glijodel.
Dal1855 sono considerati sport nazionali lalotta svizzera (intedescoSchwingen oHosenlupf, infranceselutte suisse), il lancio della pietra (intedescoSpounsteinwerfen), il tiro di campagna federale (intedesco l'Eidgenössisches Feldischiessen) diffuso dal 1850, e l'Hornussen che si svolge su un grande campo dove un giocatore tira l'Hornusse (una pallina ovale di caucciù) su una rampa scaraventandola in alto con una frusta di ferro rigida nel mentre gli avversari, anche a 3-500 metri, cercano di prenderla prima che tocchi terra con una specie di pala di legno anche lanciandola in alto. Queste discipline venivano già disputate nelbasso Medioevo, e si svolgevano durante sagre, feste di tiro o feste di mezza estate. Solamente a partire dal1850 questi sport si diffusero tra la popolazione, all'inizio erano giochi dapastore. Un'altra competizione tradizionale è laWalliser Kuhkampf adAproz, in cui due vacche si affrontano in un duello.
Oltre ai giochi nazionali, gli sport di squadra più diffusi e seguiti in assoluto in tutto il territorio svizzero sono l'hockey su ghiaccio e ilcalcio. Nel 1954 la Svizzera ha ospitato ilcampionato mondiale di calcio, e nel2008, insieme all'Austria, ilcampionato europeo di calcio. Sempre in ambito calcistico lanazionale di calcio della Svizzera ha conquistato un argento nel Torneo Olimpico del 1924 e ha come suo attuale capocannoniereAlexander Frei con 42 reti. A livello giovanile la Svizzera può vantare due successi internazionali: ilcampionato mondiale Under-17 svoltosi nel2009 inNigeria e il campionato europeo della stessa categoria, disputatosi nel2002 in Francia. Sempre in campo giovanile è vicecampione europeo nella categoria U21, grazie al secondo posto raggiunto inDanimarca nel 2011, sconfitta in finale dallaSpagna.
Molti svizzeri seguono l'hockey su ghiaccio e sostengono una delle 24 squadre dellaLega Nazionale e dellaLega Svizzera. La Lega Nazionale di primo livello è il campionato più frequentato d'Europa[195]. La partecipazione complessiva alle partite di hockey su ghiaccio è pari a quella delle partite di calcio in Svizzera. Nel 2009 la Svizzera ha ospitato per la decima volta il campionato mondiale IIHF. Nel 2013 e nel 2018 è diventata anche vice-campione del mondo.
Fra gli sport individuali particolare successo ha avuto iltennis, grazie a campioni comeMartina Hingis, la più giovane tennista a raggiungere il n. 1 del rankingWTA, eRoger Federer, acclamato da molti come il migliore tennista della storia, vincitore di seiAustralian Open, unOpen di Francia, ottotornei di Wimbledon e cinqueUS Open. ABasilea si svolge loSwiss Indoors, torneo che ha visto trionfante, fra gli altri, Federer per ben dieci volte. Ultima in ordine di tempo Belinda Bencic, campionessa olimpica 2021 a Tokyo nonché vincitrice di due Master 1000 e un 500.
Sempre negli sport individuali, la Svizzera si è proclamata la nazione più forte al mondo nellacorsa d'orientamento, grazie aSimone Niggli, Matthias Merz, Daniel Hubbman e tanti altri.
Il primo campione olimpico svizzero della storia fuLouis Zutter, nella ginnastica, che vinse l'oro alleOlimpiadi di Atene del 1896. Zutter, precedentemente, aveva vinto la medaglia d'argento (prima medaglia olimpica per la Svizzera) nel volteggio, sempre ai Giochi olimpici di Atene 1896.
Gli atleti svizzeri più medagliati dei Giochi olimpici moderni sonoGeorges Miez edEugen Mack, nella ginnastica artistica, con 8 medaglie ciascuno.
Nel pattinaggio artistico annovera tra i suoi atletiStéphane Lambiel, due volte vincitore del campionato mondiale. La Svizzera ha inoltre una delle migliori squadre al mondo dicurling sia in ambito maschile sia femminile e si trova al primo posto nel medagliere olimpico delbob. Inoltre, il Governo ha iniziato a sovvenzionare ladanza nel2012 con iPremi svizzeri di danza.
LaFesta nazionale svizzera (detta "Natale della Patria") ricorre ogni 1º agosto. Essa ricorda la nascita della Confederazione avvenuta nei primi giorni d'agosto dell'anno1291 sul praticello delGrütli. Con la stipulazione delPatto confederale i primi tre cantoni (Uri,Svitto eUntervaldo, dettiCantoni primitivi) davano vita a un'alleanza per contrastare le pressioni degliAsburgo d'Austria attraverso l'amministrazione deibalivi.[196] La mattina del 1º agosto si tiene la tradizionale festa sul praticello delGrütli (oRütli).
Vi partecipano il Presidente della Confederazione, oltre ad altre personalità di spicco, e l'avvenimento è trasmesso dalle televisioni nazionali. A mezzogiorno le radio trasmettono il discorso del Presidente della Confederazione, nelle tre lingue. La popolazione è solita festeggiare in maniera piuttosto sobria davanti a un falò, esponendo le bandiere sui balconi o sparando fuochi artificiali. In questo giorno, alle 8 di sera, tutte le campane della Svizzera suonano a festa. Inoltre, la sera, un Comune svizzero scelto con rotazione delle regioni linguistiche ospita i festeggiamenti ufficiali, trasmessi a reti unificate.
Una seconda festività comune a tutti gli Svizzeri laFesta federale di ringraziamento o, più semplicemente "Digiuno federale". Inizialmente celebrato solo nei cantoniprotestanti, a partire dal1643 anche i cantoni cattolici introdussero prescrizioni riguardanti la preghiera e il digiuno.[197] Nel1796 laDieta Federale dichiarò l'8 settembre1796 festa federale di preghiera. Infine, nel1832 la Dieta Federale dispose checattolici eprotestanti in tutti i cantoni celebrassero una giornata di preghiera, digiuno e ringraziamento la terza domenica di settembre.
↑La città, in quanto sede degli organi di governo federali, è denominata intedesco "Bundesstadt", ovveroCittà federale. LaCostituzione svizzera, infatti, per via della natura decentralizzante intrinseca nelfederalismo svizzero, non ha previsto unacapitale per permettere l'ubicazione delle istituzioni in più luoghi del paese ed evitare di attribuire a una città una maggiore importanza rispetto alle altre. Per questo motivo, non esiste nemmeno uno stato, un territorio o un distretto dedicato alla capitale nazionale.
↑Tecnicamente, secondo laCostituzione elvetica, ilcapo di Stato del paese è, collettivamente, ilConsiglio federale. Per questo motivo, ilPresidente della Confederazione svizzera non è un’istituzione monocratica di governo, bensì un sempliceprimus inter pares eletto per un solo anno e rotante tra i membri del consiglio, mediando nell’organizzazione dei lavori e risultando determinante solo in caso di parità durante una votazione. Oltre che per quanto riguarda il suo Dipartimento (ministero), dunque, il presidente della Confederazione svolge solo un ruolo di rappresentanza dello Stato.
↑La denominazione ufficialelatinaConfoederatio Helvetica è stata adottata per non privilegiare una delle lingue ufficiali quando risulta difficoltoso riportare la denominazione ufficiale nelle quattro lingue ufficiali.
↑La conquista degliAgri Decumates sotto i Flavi spostò il Limes sino ai margini settentrionali della Foresta Nera, facendo dell'altipiano elvetico una zona interna all'Impero.
12Dall'ultimo censimento del 2000, non esistono più dati relativi alla religione della popolazione totale. Dal 2010 viene effettuata ogni anno unarilevazione strutturale dall'Ufficio federale di statistica, per la quale vengono interrogate per iscritto 200 000 persone dai 15 anni in su, pari al 2,4% della popolazione totale. Le informazioni raccolte sono convertite per ottenere risultati statistici riferiti all’intera popolazione di età 15+. Secondo l'Ufficio federale di statistica, i risultati di tali conversioni sono stime caratterizzate, pertanto, da una certa imprecisione. Sovrapponendo diversi campioni è infatti possibile ottenere risultati più precisi e dettagliati che con un unico campione. Per via della tassa ecclesiastica, i membri della Chiesa cattolica e della Chiesa evangelica riformata sono conteggiati ogni anno. Vedi anche:Rilevazione strutturale.
↑Va segnalato che dal 2010 è possibile indicare, nelle rilevazioni statistiche ufficiali, più lingue principali invece di una sola e ciò spiega un totale di parlanti superiore al 100%
↑Tradizionalmente, 23 cantoni di cui tre suddivisi in due semicantoni. L'attuale Costituzione, seppur impieghi unicamente il termine dicantone, configura la rappresentanza nella Camera alta del parlamento federale sempre in base ai 23 cantoni storici
123Il sistema politico: fatti e cifre, sueda.admin.ch, Confederazione Svizzera - Dipartimento federale degli affari esteri.URL consultato il 18 luglio 2023.
«La Svizzera non ha una capitale in senso stretto (de jure). Berna, scelta come sede della Confederazione, è diventata «città federale» che de facto funge da capitale.»
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↑Il totale è superiore a 100 in quanto possono essere indicate fino a tre lingue diverseCopia archiviata, subfs.admin.ch.URL consultato il 30 ottobre 2015(archiviato dall'url originale il 15 novembre 2015).
«Il dialetto principale rappresentante il gruppo occidentale si è il Milanese, e a esso più o meno affini sono: il Lodigiano, il Comasco, il Valtellinese, il Bormiese, il Ticinese e il Verbanese.[...] Il Comasco esténdesi in quasi tutta la provincia di Como, tranne l'estrema punta settentrionale al di là di Menagio e di Bellano a destra e a sinistra del Lario; e in quella vece comprende la parte meridionale del Cantone Ticinese, sino al monte Cènere. [...] Il Ticinese è parlato nella parte settentrionale del Cantone Svizzero d'egual nome, al norte del Monte Cènere, in parecchie varietà, tra le quali distinguonsi sopra tutto le favelle delle valli Maggia, Verzasca, Leventina, Blenio e Onsernone»
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