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Styriofelis

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Styriofelis
Immagine di Styriofelis mancante
Stato di conservazione
Fossile
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumChordata
ClasseMammalia
OrdineCarnivora
FamigliaFelidae
GenereStyriofelis

Lostiriofelide (gen.Styriofelis) è unmammiferocarnivoro estinto, appartenente aifelidi. Visse tra ilMiocene inferiore e il Miocene superiore (circa 16 - 8 milioni di anni fa) e i suoi resti fossili sono stati ritrovati inEuropa. È stato a lungo confuso con un altro felide primitivo,Pseudaelurus.

Descrizione

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Questo animale doveva avere un aspetto molto simile a quello dell'attuale ocelot (Leopardus pardalis), e anche le dimensioni dovevano essere paragonabili: la lunghezza era di circa un metro, mentre l'altezza al garrese arrivava a circa 45 centimetri, anche se alcuni esemplari potevano arrivare alla taglia di unalince. Ilcranio era ancora piuttosto lungo se comparato con quello delle forme attuali, ed erano ancora presenti i dentimolari epremolari che in seguito scompariranno nel corso dell'evoluzione dei felini. In generale, la morfologia dello scheletro diStyriofelis era molto simile a quella degli odierni felini, con una lunga regione lombare e una coda altrettanto sviluppata, e zampe ben adatte a una locomozione digitigrada. Imetapodi (la parte terminale delle zampe) diStyriofelis, però, erano più corti e robusti, così come le ossa lunghe delle zampe.

Classificazione

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Styriofelis comprende alcune specie di felidi tipiche del Miocene medio europeo. La maggior parte degli studiosi dell'Ottocento tendeva a classificare tutte le specie di felidi primitivi del Miocene all'interno del genere attualeFelis, mentre nel corso del Novecento la tendenza fu quella di includere queste specie nel generePseudaelurus. La storia tassonomica diStyriofelis, quindi, è piuttosto confusa: il genere venne istituito nel 1929 daMiklós Kretzoi per accogliere la specieFelis turnauensis, sulla base di alcune caratteristiche della mandibola; altri autori (Thenius 1949; Crusafont-Pairó & Ginsburg 1973) invece conclusero che questi caratteri erano identici a quelli del generePseudaelurus, e quindi le specie ascritte nel frattempo aStyriofelis vennero "riversate" nel generePseudaelurus. La confusione aumentò nel 1950, quando Dehm descrisse numerosi resti fossili provenienti da un giacimento tedesco sotto il nome diPseudaelurus transitorius, una forma al cui interno vi era una grande varietà intraspecifica; in realtà questa specie era probabilmente costituita da due diverse forme di felidi, una primitiva imparentata con il genereProailurus e una più evoluta simile ai felidi attuali, strettamente connessa aP. turnauensis (la maggior parte degli studiosi, attualmente, consideraP. transitorius un sinonimo diP. turnauensis).

Solo nel corso degli anni 2000 alcune revisioni (Ginsburg, 2002; Werdelin et al., 2010) "resuscitarono"Styriofelis dapprima come sottogenere e poi come genere a sé stante, sottolineando le differenze nella dentatura tra i due generi: attualmentePseudaelurus è considerato il capostipite della linea evolutiva che condurrà in seguito alle tigri dai denti a sciabola dai canini compressi e allungati, mentreStyriofelis è ritenuto uno dei primi rappresentanti dei felini propriamente detti. Al genereStyriofelis sono state attribuite alcune specie, le più note delle quali sono laspecie tipoS. turnauensis, più piccola e basale (della taglia di un gatto selvatico), e la grossaS. lorteti. Quest'ultima è ben conosciuta da numerosi resti fossili provenienti dal giacimento francese diSansan, tra i quali uno scheletro quasi completo ritrovato nel 1990; ricerche più recenti confermerebbero tuttavia l'attribuzione di questa specie al genereMiopanthera, forse un membro primitivo deipanterini (Geraads e Peigne, 2016). Nel2012 è stata descritta un'altra specie,S. vallesiensis, di particolare interesse poiché dotata di caratteristiche intermedie traS. turnauensis e i moderni "gatti" del generePristifelis; successivamente questa specie è stata attribuita al genereLeptofelis (Salesa et al., 2017).

S. turnauensis fu la prima ad apparire, alla fine del Miocene inferiore, mentreS. vallesiensis fu l'ultima ad estinguersi all'inizio del Miocene superiore, 8 milioni di anni fa; la più grandeS. lorteti apparve all'inizio del Miocene medio e si estinse circa 11 milioni di anni fa. Questa specie, così comePseudaelurus quadridentatus, soffrì forse la competizione con le prime forme specializzate di felini di grandi dimensioni, comePromegantereon eParamachaerodus. Nel frattempo, verso la fine del Miocene, apparvero anche i felini di tipo decisamente moderno, comePristifelis attica.

Paleobiologia

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Uno studio eseguito sullo scheletro quasi completo diS. lorteti (Salesa et al., 2011) ha messo in luce importanti aspetti dellamorfologia di questo animale.Styriofelis era già un felide pienamente digitigrado, con una muscolatura potente delle zampe e un'alta capacità di pronazione-supinazione, anche maggiore rispetto ai felini attuali. Tutte queste caratteristiche sono in relazione alle tecniche di caccia dei felidi attuali e anche alle loro abilità nell'arrampicata; la forte presenza di questi caratteri inS. lorteti indica che l'animale probabilmente era già ben adattato a entrambe le attività. Si suppone che la più piccolaS. turnauensis fosse invece più adatta ad arrampicarsi.

Bibliografia

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  • Kretzoi, M. (1929).Feliden-Studien. A Magyar Királyi Földtani Intézet Hazinyomdaja, 24: 1-22.
  • Thenius, E. (1949).Die Carnivoren von Göriach (Steiermark). Beiträge sur Kenntnis der Säugetierreste des steirischen Tertiärs IV. Sitzungsberichte der Österreichischen Akademie der Wissenschaften, 158: 695-762.
  • Dehm, R. (1950).Die Raubtiere aus dem Mittel-Miocän (Burdigalium) von Wintershof-West bei Eichstätt in Bayern. Abhandlungen der Bayerischen Akademie der Wissenschaften, Mathematisch-naturwissenschaftliche Klasse, 58: 1-141.
  • Crusafont-Pairó, M. & Ginsburg, L. (1973).Les Carnassiers fossiles de Los Valles de Fuentidueña. Bulletin du Muséum National d'Histoire Naturelle, 3e série, 131: 29-45.
  • Ginsburg, L. (2002).Les carnivores fossiles des sables de l'Orléanais. Annales de Paléontologie, 88: 115- 146.
  • Werdelin, L.; Yamaguchi, N.; Johnson, W.E. & O'Brien, S.J. (2010).Phylogeny and evolution of cats (Felidae). In:The Biology and Conservation of Wild Felids, (Macdonald, D.W. & Loveridge, A.J., eds). Oxford University Press, 59-82.
  • M.J. Salesa, M. Antón, J. Morales, S. Peigné (2011).Functional anatomy of the postcranial skeleton of Styriofelis lorteti (Carnivora, Felidae, Felinae) from the Middle Miocene (MN 6) locality of Sansan (Gers, France). Estudios Geológicos, 67(2), 223-243. ISSN 0367-0449. doi:10.3989/egeol.40590.186
  • Salesa, M.J.; Antón, M.; Morales, J. & Peigné, S. (2012).Systematics and phylogeny of the small felines (Carnivora, Felidae) from the Late Miocene of Europe: a new species of Felinae from the Vallesian of Batallones (MN 10, Madrid, Spain). Journal of Systematic Palaeontology, 10 (1): 87–102. DOI:10.1080/14772019.2011.566584
  • Geraads D. & S. Peigne 2016.Re-Appraisal of ‘Felis’ pamiri Ozansoy, 1959 (Carnivora, Felidae) from the Upper Miocene of Turkey: the Earliest Pantherin Cat? Journal of Mammalian Evolution, pp. 1-11.
  • Salesa, M.J.; Siliceo, G.; Antón, M.; Peigné, S.; Morales, J. (2017).Functional and Systematic Implications of the Postcranial Anatomy of a Late Miocene Feline (Carnivora, Felidae) from Batallones-1 (Madrid, Spain). Journal of Mammalian Evolution, 1–31. doi:10.1007/s10914-017-9414-9.

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