Steven Levy (Filadelfia,26 gennaio1951) è ungiornalistastatunitense che ha pubblicato diversi libri sucomputer,tecnologia,crittografia,internet,cybersecurity eprivacy.
Particolarmente importante e spesso citato è il suo libro del 1984Hackers. Gli eroi della rivoluzione informatica[1], nel quale per la prima volta è descritta al grande pubblico "l'etica hacker".
Steven Levy nasce aFiladelfia,Pennsylvania, dove ha frequentato dapprima la Central High School e in seguito laTemple University. Ha conseguito unMaster's degree in letteratura allaPennsylvania State University, dove ha ricevuto ilDistinguished Alumni Award. Attualmente vive tra New York e il Massachusetts assieme alla moglie, la giornalista e scrittriceTeresa Carpenter, vincitrice delpremio Pulitzer, e al figlio.[2]
Avvicinatosi al mondo del giornalismo nel 1975, ha iniziato ad interessarsi e a scrivere di tecnologia, delle persone che se ne occupano e dei suoi effetti; da allora ha continuato ininterrottamente ad indagare questo ambito. Dopo aver lavorato per anni comefreelance, nel 1995 è stato assunto daNewsweek comesenior editor, corrispondente capo in campo tecnologico e autore della rubricaTechnologist. Da giugno 2008 si è unito allaWired Magazine, contribuendo alla rivista sin dalla sua nascita con articoli a stampa e online.[3]
Levy ha pubblicato articoli perHarper's,Macworld,The New York Times Magazine,The New Yorker,Premiere eRolling Stone.[3]
La sua carriera di scrittore vede la pubblicazione di sei libri. Nel 1984 a New York dà alla luce il volume intitolatoHackers: Heroes of the Computer Revolution[1], in cui tratta della cultura hacker. Levy in particolare descrive le persone, le macchine e gli eventi che hanno definito le cosiddetteHacker Culture eHacker Ethic. L'etica viene definita dall'autore tramite punti chiave, tra cui il fatto che tutte le informazioni sono libere e che dovrebbero essere impiegate per migliorare la vita.[4]
A questo seguìThe Unicorn's Secret: Murder in the Age of Aquarius[5], pubblicato nel 1988, che racconta la straziante storia diIra Einhorn, attivista nella New York degli anni '70. Nel 1979 il corpo mummificato di Holly Maddux, ragazza scomparsa diciotto mesi prima è ritrovato nel suo armadio.The Unicorn's Secret racconta l'indagine condotta dall'autore in seguito alla fuga del presunto assassino, dopo che il suo avvocato, Arlen Spector (ora senatore Spector) aveva ottenuto una bassa cauzione. Nel 1998, una miniserie dellaNBC,The Hunt for the Unicorn Killer, è stata realizzata a partire dal libro di Levy.
Artificial Life: The Quest for a New Creation[6], del 1992, costituisce il primo e innovativo racconto di una nuova scienza: la creazione e l'analisi dei comportamenti nel mondo dei computer e della tecnologia. ll libro introduce e indaga le questioni morali alla base delle tecnologie della vita artificiale, concetto introdotto per la prima volta daJohn von Neumann.
Nel 1994 venne dato alle stampeInsanely Great: The Life and Times of Macintosh, the Computer That Changed Everything[7]. In esso si raccontano la vita e i tempi diMacintosh: uno scorcio, narrato dieci anni dopo, sulla storia del computer introdotto daSteve Jobs eSteve Wozniak. Di questa pubblicazione furono realizzate numerose edizioni successive; in occasione del 30º anniversario di Macintosh, Levy ha incluso, per la prima volta, la trascrizione dell'intervista realizzata con Steve Jobs.
Il libro sulla rivoluzione nella crittografia a chiave pubblica,Crypto: How the code rebels beat the governament, saving privacy in digital age[8], ha vinto il grand eBook prize al Frankfurt Book Festival del 2001. Il volume racconta la storia della rivoluzione nella crittografia.[2]
The Perfect Thing: How the iPod Shuffles Commerce, Culture, and Coolness[9] tratta dell'impiego dell'iPod nel mondo degli affari e della cultura.
In the plex: how google thinks, works, and shapes our lives[10], è un'indagine suGoogle e la sua storia.
Levy ha inoltre vinto ilComputer Press Association Award per un rapporto scritto nel 1998. Ha contribuito al catalogoWhole Earth Software diStewart Brand, pubblicato per la prima volta nel 1984.[11]
Nel 1978 scoprì il cervello diAlbert Einstein nell'ufficio del patologo che lo aveva rimosso e preservato.[12]
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