La distanza tra i suoi due punti estremi orientale e occidentale era superiore ai 9.983 chilometri (più di 90 gradi di longitudine); il suo punto più occidentale era l'oblast' di Kaliningrad, al confine con laPolonia, e quello più orientale ilcapo Dežnëv sullostretto di Bering, che lo divide dalcontinente nordamericano distante circa 80 chilometri. In particolare, una sua isola nello stretto, laGrande Diomede, dista solo3 km dallaPiccola Diomede, appartenente agli Stati Uniti: si tratta della distanza minore tra le due superpotenze militari dell'epoca.
Era il Paese più esteso del mondo con 22 402 000 km² di superficie, pari a un sesto delleterre emerse, nonché il Paese più esteso d'Asia e d'Europa, per ciascuna delle parti di competenza continentale.[10]
La lista delle repubbliche costituenti la federazione subì nel corso del tempo numerose variazioni. Negli anni precedenti il suo scioglimento ne facevano parte quindicirepubbliche. La più grande per superficie, economia e popolazione e la più importante sul piano politico era laRussia. Anche il territorio dell'Unione Sovietica subì vari mutamenti e nel periodo più recente corrispondeva approssimativamente a quello del tardoImpero russo, senza tuttaviaAlaska,Finlandia ePolonia.
L'organizzazione politica del Paese prevedeva unregime monopartitico, retto dalPartito Comunista dell'Unione Sovietica, che dirigeva gli apparati deiSoviet, assemblee di livello sia regionale che nazionale che rappresentavano la classe operaia nei corridoi del potere statale. Il partito era a sua volta guidato da un segretario generale, che corrispondeva nel principale dirigente in termini di politica estera ed interna.
La Russia fu uno dei pochiPaesi europei a non aver vissuto, nel corso delXIX secolo, una trasformazione in senso democratico e liberale delle proprie strutture economiche, sociali e politiche. Le tensioni tra le esigenze di cambiamento espresse da una parte della popolazione e un modello politico statico, basato su unamonarchia autocratica, furono all'origine di trerivoluzioni. Laprima, senza esito, ebbe luogo nel 1905, successiva alla sconfitta nellaguerra contro il Giappone. Laseconda e laterza avvennero invece nel 1917, rispettivamente a marzo (febbraio secondo ilcalendario giuliano, seguito dallaChiesa ortodossa russa ed a quei tempi in vigore inRussia) e novembre (ottobre), innescate da gravi problemi politico-sociali, da un diffuso malcontento nei confronti della monarchia e dalla tremenda crisi sofferta dall'Impero russo durante laprima guerra mondiale.
Il 23 febbraio (8 marzo del calendario gregoriano) 1917 un'insurrezione, in gran parte spontanea, degli operai e della guarnigione diPietrogrado portò all'occupazione della città e al rovesciamento delladinastia Romanov, ratificata con l'abdicazione dello zar Nicola II a favore del fratelloMichele e la rinuncia al trono, il 3 marzo, da parte di quest'ultimo. Il 27 febbraio era stato intanto formato ilSoviet di Pietrogrado, primo di un gran numero di assemblee che sarebbero di lì a poco sorte in tutta la Russia. Nell'organismo ottennero una posizione dominante imenscevichi e isocialrivoluzionari, che consegnarono il potere nelle mani della borghesia e delGoverno provvisorio, costituitosi a marzo con la presidenza del principeL'vov.[11]
Con il ritorno diLenin dall'esilio in Svizzera e la pubblicazione delle sueTesi di aprile, approvate dallaVII Conferenza del Partito bolscevico, acquisì sempre più consenso presso le masse l'obiettivo della trasformazione della rivoluzione borghese in una rivoluzione socialista.[12][13] Intanto si creò forte tensione fra il Governo e il Soviet a proposito della prosecuzione della partecipazione alla guerra, e si arrivò alla formazione di un gabinetto di coalizione con la partecipazione di menscevichi e socialrivoluzionari insieme ai ministri borghesi.[14]
A luglio unamanifestazione di operai e soldati di cui presero la testa i bolscevichi dopo un inizio spontaneo fu respinta dalle forze governative,[15] ma anche il secondo gabinetto cadde e fu sostituito da un nuovo governo di coalizione guidato dal socialrivoluzionarioAleksandr Kerenskij. Le forze conservatrici ritennero giunto il momento di sopprimere i soviet e ad agosto organizzarono uncolpo di Stato guidato dal generaleLavr Kornilov, fermato da un sollevamento di massa degli operai e dei soldati su iniziativa dei bolscevichi. Questi ultimi acquisirono sempre maggiore popolarità e la maggioranza in numerosi soviet (di quello di Pietroburgo divenne presidenteTrockij), mentre anche le posizioni dei soldati e dei contadini si radicalizzavano.[16]
Il 7 novembre (25 ottobre del calendario giuliano) fu concretizzata l'insurrezione precedentemente deliberata dalComitato centrale del Partito bolscevico: soldati, operai (le "Guardie Rosse"), marinai dellaFlotta del Baltico occuparono in breve i punti chiave della città e l'indomani venne preso ilPalazzo d'Inverno, sede del governo.[17] La sera stessa il potere venne consegnato alCongresso panrusso dei Soviet, che formò un nuovo governo, ilConsiglio dei commissari del popolo, guidato da Lenin.[18] La Rivoluzione si estese subito dopo a gran parte dei territori dell'ex Impero russo, di cui i bolscevichi presero il controllo in alcuni casi in modo pacifico, in altri dopo accesi scontri con gli oppositori.[19][20]
Sempre nel 1918 nacque l'Armata Rossa, che sostituì il vecchio e disgregatoesercito. La reazione delle forze escluse dal potere e delle potenze straniere non si fece attendere. Nella primavera del 1918 gli inglesi occuparono i porti diMurmansk edArcangelo, mentre i giapponesi si impadronirono del porto diVladivostok. In seguito intervennero anche i francesi e gli statunitensi. In Ucraina, Finlandia, Estonia, Lettonia e Lituania si instaurarono regiminazionalistici con l'aiuto tedesco, mentre in Russia nacquero diciotto governi opposti a quello sovietico. Nell'estate del 1918 vennero arrestati anarchici e scioperanti, e vennero fucilate alcune migliaia di oppositori politici.[21] Laguerra civile vide l'Armata Rossa, guidata da Trockij, combattere in particolare contro gli eserciti dell'Armata Bianca, guidati dall'ammiraglioKolčak inSiberia e delgeneraleDenikin nellaRussia meridionale. Al conflitto parteciparono anche gli eserciti dell'Armata Verde, che durante il conflitto si alleò sia con l'Armata Rossa sia con l'Armata Bianca e a volte le combatté entrambe; e quelli dell'Armata Nera.
Sin dal 1919 l'Armata Rossa ottenne diverse vittorie conquistando alla fine del 1920 laCrimea e, nel 1921, l'area delCaucaso. La guerra civile durò comunque fino al 1923, quando si concluse con la sconfitta degli ultimi eserciti contadini. L'Armata Rossa dovette però desistere in Estonia, Lettonia e Lituania, dove si formarono i tre Stati indipendenti, che sarebbero poi stati annessi all'Unione Sovietica in occasione dellaseconda guerra mondiale.
La guerra finì con la vittoria dell'Armata Rossa e la fondazione dell'Unione Sovietica, il primoStato socialista del mondo, il 30 dicembre 1922, sotto la guida diLenin. L'Unione Sovietica succedette all'Impero russo, ma la sua estensione fu inferiore a causa dell'indipendenza ottenuta dalla Polonia, Finlandia e deiPaesi baltici e sancita daltrattato di Versailles. Nel 1924 ilRegno d'Italia riconobbe ufficialmente l'Unione Sovietica.
Dopo la morte di Lenin (avvenuta il 21 gennaio 1924), ci fu una lotta per la conquista del potere all'interno dellaleadership delpartito tra chi sosteneva che per sopravvivere la rivoluzione avrebbe dovuto estendersi ai Paesi acapitalismo avanzato (soprattutto l'alloraRepubblica di Weimar), consentendo così l'intervento armato della classe operaia di quei Paesi al fianco di quella russa per schiacciare i contadini, concepiti come intrinsecamente controrivoluzionari – così la pensava per esempio Trockij[22] – e chi teorizzava la necessità, scaturita dal fallimento dei moti del 1919 in Germania eUngheria (ma dai primi ritenuta incoerente con il principio marxista dell'internazionalismo), del "socialismo in un solo Paese". Il segretario del partito Iosif Vissarionovič Džugašvili, meglio noto comeIosif Stalin, fautore del "socialismo in un solo Paese", emerse come nuovo capo contrapponendosi a Lev Trockij. Al fianco di Stalin e contro Trockij si schierò tutta la vecchia guardia bolscevica, con in testaNikolaj Ivanovič Bucharin ed, in un primo momento,Grigorij Evseevič Zinov'ev, in seguito entrambi processati e fucilati come elementi controrivoluzionari. La compattezza del partito nel respingere le tesi di Trockij portò a una sua rapida emarginazione e al suo allontanamento dal partito, culminato nell'esilio iniziato nel 1929.
Stalin avviò unprogramma di rapida industrializzazione e di riforme agricole, sviluppando rapidamente l'economiasocialista, grazie ai successi della pianificazione. Per fare ciò ampliò la portata dellapolizia segreta di Stato (primaNKVD, poiGPU ed infineKGB) e fece sì che durante il suo governo un numero imprecisato di persone che non appoggiavano la sua politica, da alcuni autori stimato in alcune centinaia di migliaia di deportati,[23] da altri in decine di milioni[24] o addirittura fino a centodieci milioni di morti,[25] venissero condannate alla pena capitale o incarcerate neigulag. Particolarmente famoso è il periodo 1936-1939, conosciuto come periodo delle "grandi purghe".
Tra il 1936 ed il 1939 durante laguerra civile spagnola l'Unione Sovietica fu l'unico paese a fornire aiuto militare ai combattenti dellaRepubblica spagnola, in contrasto con la formale neutralità delle nazioni occidentali, e guidandone l'azione politica anche contro le altre forze antifranchiste, ma dissidenti dalla linea dellaInternazionale Comunista.
A metà agosto del 1939 laGermania nazista di Hitler propose all'Unione Sovietica unpatto di non aggressione, preceduto da un accordo commerciale fra i due Paesi (quest'ultimo fu firmato aBerlino il 20 agosto 1939).[26] Il 23 agosto veniva firmato aMosca il patto di non aggressione fra Unione Sovietica e Germania nazista, che divenne famoso con il nome dipatto Molotov-Ribbentrop. Il protocollo ufficiale prevedeva l'impegno, di ciascun Paese firmatario, a non attaccare l'altro. Inoltre, se una delle due parti fosse stata oggetto di aggressione da parte di una terza potenza, l'altro firmatario non avrebbe fornito all'aggressore alcun aiuto.[27] Tuttavia il patto comprendeva anche un "protocollo segreto" che definiva fra le parti le rispettivesfere d'influenza nell'Europa orientale. Esso dava quindi mano libera all'Unione Sovietica per sottoporre a controllo leRepubbliche baltiche di Estonia, Lettonia, Lituania e della Finlandia, stabilendo il confine delle rispettive aree di influenza nella frontiera settentrionale della Lituania.
Per quanto riguardava laPolonia il confine fra le due sfere d'influenza dei firmatari del patto venivano stabilite nei corsi deifiumiNarew,Vistola eSan, mentre l'Unione Sovietica dichiarava il proprio interesse sullaBessarabia (passata allaRomania nel 1917) e riceveva dalla Germania nazista una dichiarazione di "non interesse" a quel territorio.[28] Subito dopo l'Unione Sovietica comunicava aFrancia eGran Bretagna di considerare ormai inutili i colloqui a lungo portati avanti fra le tre potenze, per giungere a un accordo contro la Germania nazista.[28] Fu il patto Molotov-Ribbentrop a dar mano libera ad Hitler per procedere all'invasione della Polonia, essendosi questi così garantito il non intervento dell'Unione Sovietica e avendo scongiurato il pericolo di dover combattere su due fronti (essendo allora Il Terzo Reich sprovvisto delle risorse economiche e militari necessarie ad un eventuale guerra su più fronti), nel caso d'intervento di Francia e Gran Bretagna a fianco della Polonia, quando questa fosse stata attaccata dallaGermania, il che avvenne già il 1º settembre di quell'anno senza una dichiarazione di guerra.
Il 17 settembre l'esercito sovieticoinvadeva a sua volta la Polonia da est e due giorni dopo si fermava all'incontro aBrest-Litovsk con quello tedesco. Germania nazista ed Unione Sovietica si dedicarono quindi il 28 settembre a definire nei dettagli la spartizione dell'Europa orientale secondo i criteri generali stabiliti dalpatto Molotov-Ribbentrop: il confine fra le parti nelterritorio polacco venne confermato e l'Unione Sovietica ebbe mano libera per occupare Lituania, Lettonia ed Estonia. Nel giugno 1940 l'Unione Sovietica invase e annettéBessarabia eBucovina settentrionale, sottraendole allaRomania. Per questi atti l'Unione Sovietica fu espulsa dallaSocietà delle Nazioni.
Aggredita dalle truppe di Hitler con l'operazione Barbarossa, iniziata il 22 giugno 1941, l'Unione Sovietica vide la porzione occidentale del territorio rapidamente occupata dal nemico, che vi commise eccidi e devastazioni. Grazie anche al trasferimento a oriente delleindustrie belliche, reso possibile dal periodo di pace guadagnato con il patto di non aggressione con la Germania nazista, ed ai massicci aiuti in armi ed altro equipaggiamento ricevuti da Stati Uniti e Regno Unito,[30] l'Unione Sovietica riuscì a bloccare l'invasione e, a partire dalle vittoriose battagliedi Stalingrado edi Mosca, a respingere le truppe dell'Asse. L'avanzata dell'Armata Rossa si concluse a Berlino nel maggio 1945.
Tra il 4 e l'11 febbraio del 1945 nelpalazzo imperiale di Livadia si tenne laconferenza di Yalta, il più famoso degli incontri fra Stalin,Churchill eRoosevelt, nei quali fu deciso quale sarebbe stato l'assetto politico internazionale al termine della seconda guerra mondiale. In particolare a Yalta furono poste le basi per la divisione dell'Europa e del mondo in zone di influenza. In seguito agli accordi di Yalta l'Unione Sovietica dichiarò guerra all'Impero giapponese l'8 agosto 1945 (nonostante fosse ancora in vigore con l'Impero giapponese il patto di non aggressione del 1941) e il giorno successivo lanciò un milione disoldati veterani delfronte orientale contro laManciuria, dove erano di stanza circa 700 000 giapponesi.[31]
Entro una settimana la regione, la Corea settentrionale eSachalin furono occupate; nelleCurili invece la resistenza nipponica fu più aspra, ma il 23 agosto furono parimenti conquistate.[32] La vittoria riportata sulle truppe della Germania nazista, dell'Italia fascista e dei loro alleati ebbe però un elevatissimo costo in vite umane e distruzioni materiali:25 568 000 di vittime, di cui 8 668 000 soldati e 16 900 000 civili, nonché la distruzione di 1 700 città, 70 000 villaggi e 32 000 imprese industriali.[senza fonte]
Sotto Stalin l'Unione Sovietica uscì dalla seconda guerra mondiale (chiamata nell'URSS "grande guerra patriottica") come una delle principali potenze mondiali, con un territorio che inglobava gli Stati baltici e una porzione significativa della Polonia ante-guerra, unitamente a una sostanziale sfera d'influenza nell'Europa orientale (vediImpero sovietico). Il confronto politico tra l'Unione Sovietica e gli Stati Uniti persistette per molti anni e viene denominato con il termine diguerra fredda.
Dopo la morte di Stalin si scatenò una nuova lotta per il potere che videNikita Chruščёv come vincitore. Sotto la sua guida l'Unione Sovietica fu protagonista dell'appoggio al processo di liberazione delle nazioni africane e asiatiche dalla dominazione coloniale europea e statunitense, intervenendo ad esempio, nel 1956, a difesa dell'Egitto diNasser, minacciato di aggressione militare da parte di Francia e Regno Unito per la sua decisione di nazionalizzare laCompagnia del Canale di Suez (con la conseguentecrisi di Suez).
Uno dei momenti peggiori nelle relazioni tra Stati Uniti ed Unione Sovietica fu lacrisi dei missili di Cuba, quando Chruščёv, dopo avere saputo della presenza di missili balistici nucleari statunitensi sul suolo di Italia e Turchia, iniziò a installare missili nucleari a medio raggio in difesa dell'isola di Cuba, che aveva proclamato il carattere socialista della rivoluzione vittoriosa nel 1959 ed era stata attaccata nell'aprile 1961, con losbarco nella baia dei Porci delle forze contro-rivoluzionarie provenienti dal territorio statunitense su mandato dell'amministrazione statunitense. L'elevata tensione raggiunta tra le due potenze, che per giorni tenne il mondo sull'orlo dellaguerra atomica, si risolse in un accordo comprendente lo smantellamento delle postazioni missilistiche sovietiche in territorio cubano. Come contropartita l'Unione Sovietica ottenne l'impegno statunitense a non aggredire mai la Repubblica di Cuba e lo smantellamento dei missili statunitensiJupiter dispiegati dal 1960 nelle dieci basi italiane delleMurge, traBasilicata ePuglia, e nelle cinque basi in Turchia[33][34][35]. La parte dell'accordo concernente i missili statunitensi non venne all'epoca resa nota al pubblico.
Chruščёv, che per tutto il suo periodo al potere oscillò tra i poli opposti di una radicale "destalinizzazione" (conosciuta comedistensione) e di una difesa del vecchio ordine (come nel caso dell'invasione dell'Ungheria durante larivoluzione del 1956), fu rimosso nel 1964 da unblitz interno al partito, guidato daLeonid Brežnev, che prese il potere e governò fino alla morte nel 1982. Questo evento inaugurò quella che sarebbe stata conosciuta negli anni seguenti come il periodo della "stagnazione".
Dopo la prematura scomparsa diJurij Vladimirovič Andropov e il breve interregno diKonstantin Ustinovič Černenko – esponente della vecchia guardia del partito ed ex braccio destro di Breznev – negli anni ottanta il nuovo presidenteMichail Gorbačëv riformò drasticamente il sistema politico sovietico con il suo programma dettoglasnost'.
Il complesso delle sue riforme politiche ed economiche, conosciuto con il nome diperestrojka ("ristrutturazione"), portò a forti alterazioni in direzione dell'autogestione della pianificazione centralizzata, causando il rapido collasso dell'economia e pesanti disfunzioni nelle filiere produttive.[36] In politica estera la nuova direzione sovietica negoziò con gli Stati Uniti una riduzione degli armamenti, in un'ottica di riavvicinamento che avrebbe di lì a poco significato la fine del socialismo reale.
Sostenuta da Gorbačëv, la promozione nel 1985 diAleksandr Nikolaevič Jakovlev a capo del dipartimento per la propaganda del Comitato centrale, e l'anno successivo a segretario della propaganda, segna un profondo cambiamento nel rapporto tra partito e mass media sovietici, i quali vengono esortati alla critica serrata contro il PCUS.[37]
L'amministrazione Gorbačëv, con la cosiddetta "dottrina Sinatra", si propose d'instaurare un nuovo atteggiamento di "non ingerenza" verso gli altri Paesi socialisti dell'Europa orientale.[38] Di fatto questa situazione permise una quasi immediata transizione politica che, tra la fine del1989 e la prima metà del 1990, avrebbe portato al disfacimento del blocco orientale e alla transizione degli Stati che ne avevano fatto parte all'economia di mercato.
IPaesi baltici (Estonia, Lettonia e Lituania), invasi da Stalin prima dello scoppio della seconda guerra mondiale ed annessi con la forza nel dopoguerra all'Unione Sovietica, videro prevalere al loro interno un forte senso di nazionalismo, che li avrebbe portati a richiedere e ottenere l'indipendenza, prima ancora che la stessa Unione Sovietica si sfaldasse.[39] LaGermania Est, dopo la caduta delMuro di Berlino, si staccò dall'influenza sovietica e, sulla spinta della direzione di Gorbačëv che aveva sostituito, con i buoni uffici di Mosca,Erich Honecker e la vecchia direzione dellaSED, nel 1990 venne unita alla Repubblica Federale Tedesca (Germania Ovest).
Il 28 giugno 1991 venne dichiarato sciolto ilConsiglio di mutua assistenza economica e il 1º luglio ilPatto di Varsavia; questi due eventi sancirono quantomeno simbolicamente la fine dell'influenza della Russia sovietica nell'Europa orientale e preclusero agli eventi del mese successivo.
Nell'agosto 1991 (fra il 19 e il 21) l'Unione Sovietica si dissolse dopo un fallitocolpo di Stato, tentato da alcuni elementi dei vertici militari e dello Stato (Janaev,Jazov ed altri), che osteggiavano la direzione verso cui Gorbačëv stava guidando la nazione e il nuovo patto federativo delle repubbliche sovietiche che doveva essere siglato dopo poche settimane.
Settori politici liberisti e filo-occidentali guidati daBoris El'cin usarono il colpo di Stato come pretesto per mettere in un angolo Gorbačëv, bandendo il Partito Comunista e dividendo l'Unione Sovietica. L'8 dicembre 1991 i presidenti di Russia, Ucraina e Bielorussia firmarono aBelaveža l'accordo che sanciva ladissoluzione dello Stato sovietico.
In seguito l'Unione Sovietica venne sciolta formalmente dalSoviet delle Repubbliche delSoviet Supremo il 26 dicembre 1991.[6][40] Il giorno prima Gorbačëv aveva rassegnato le proprie dimissioni da presidente dell'Unione Sovietica. Il 1º gennaio 1992 laRussia ufficializzò l'indipendenza dall'URSS, decretandone la fine vera e propria.[41][42]
L'11 marzo 1990 laLituania aveva dichiarato la propria indipendenza. La seguirono, nel corso del 1991, prima le Repubbliche baltiche e poi le altre Repubbliche sovietiche:
Tutto il potere formalmente era detenuto dal popolo, che lo esercitava tramite iSoviet, assemblee popolari che rappresentavano il proletariato nel governo centrale.[43] Essi potevano delegare secondo criteri di differenziazione del lavoro e delle funzioni, ma venivano rifiutati i principi dellaseparazione dei poteri e delmultipartitismo, esistenti nelledemocrazie liberali.[44] I Soviet, da quelli centrali ai singoli Soviet territoriali, costituivano il sistema unitario degli organi del potere statale,[45] e la loro azione era diretta dalPartito Comunista attraverso le proprie apposite sezioni organizzate presso i Soviet di tutti i livelli.[46]
Le funzioni esecutive e amministrative erano delegate al Governo: fino al 1946 esso era organizzato nelConsiglio dei commissari del popolo (Sovnarkom) dell'URSS,[51] a cui facevano capo iCommissariati del popolo (Narkomat).[52] Successivamente, con legge costituzionale approvata dal Soviet Supremo dell'URSS, sia a livello centrale che repubblicano il Consiglio dei commissari del popolo venne riorganizzato inConsiglio dei ministri (Sovmin) e i Commissariati in Ministeri.[53]
L'Unione Sovietica mantenne la politica espansionista ereditata dal regime zarista: nel 1939 dopo la firma delpatto Molotov-Ribbentrop ci fu l'attacco alla Polonia e alla Finlandia. L'anno successivo, l'annessione diEstonia, Lettonia e Lituania e della regione rumena dellaBessarabia, Moldavia.
Finita la seconda guerra mondiale, l'URSS elaborò e prese la guida delPatto di Varsavia in cui riunì i nuovi Stati socialisti dell'Europa orientale, creati dopo la conclusione del conflitto (ad esclusione dellaJugoslavia). Le relazioni fraRepubblica Popolare Cinese e l'Albania Comunista diEnver Hoxha, peggiorarono dopo la morte di Stalin (5 marzo 1953), con la nuova linea politica diNikita Chruščëv,ossia della modifica del sistema economico e il processo di de-stalinizzazione attuata dal nuovo leader sovietico. La Cina e l'Albania rimasero ancorate aivalori staliniani.
L'Albania uscì dalpatto di Varsavia e attuò una propaganda anti-sovietica mentre la Cina continuò le relazioni non in maniera eccellente, con periodi di crisi, come nel 1969 con gli scontri russo-cinesi lungo il confine dell'Ussuri. Dopo laRivoluzione Cubana del 1959, iniziarono ottimi rapporti fra Cuba e l'URSS, che divenne il nuovo partner economico dell'isola dopo l'embargo statunitense, alleanza che rimase anche dopo lacrisi dei missili di Cuba, che vide il peggioramento delle relazioni fra USA e URSS, che stavano proprio in quel periodo migliorando grazie all'amministrazione fra il presidente statunitense John F. Kennedy e Nikita Chruščëv. Dopo la crisi dei missili di Cuba venne stabilita laLinea Rossa, una linea telefonica tra ilCremlino e laCasa Bianca. L'ultimo conflitto che l'URSS combatté fu quello inAfghanistan nel 1979, dove intervenne militarmente al fine di favorire la nomina diBabrak Karmal quale presidente dellaRepubblica dell'Afghanistan.
La carica, che comportava funzioni di Capo dello Stato, fu soppressa nel 1989, sostituita da quella di Presidente del Soviet Supremo. Nel 1990 fu infine istituito il ruolo di Presidente dell'Unione Sovietica.
Nei decenni finali della sua esistenza l'Unione Sovietica era costituita da quindici Repubbliche Socialiste Sovietiche (RSS). La tabella contiene l'evoluzione delle repubbliche sovietiche, gli Stati attuali e l'anno della loro adesione a organismi sovranazionali.
L'Unione Sovietica era composta da quindici repubbliche e a fine anni ottanta contava oltre 290 milioni di abitanti, di cui 221 milioni d'abitanti vivevano in Europa e i restanti 69 milioni vivevano in Asia. Era un mosaico di popoli di oltre cento diverse nazionalità differenti tra loro per origine, storia, cultura, tradizioni e caratteristiche fisiche. Fra i tanti gruppi etnici appartenenti all'etnia dei bianchi e dei mongolidi predominava quello deglislavi, che raggruppava più del 75% della popolazione.
L'Unione Sovietica fu la prima nazione a basare la sua economia sui principi del socialismo in cui lo Stato possedeva la maggior parte deimezzi di produzione e l'agricoltura eracollettivizzata.
Dai primi articoli della costituzione del 1936 si ha un'idea precisa di come funzionava il sistema economico in Unione Sovietica:
«ARTICOLO 4 - La base economica dell'Unione Sovietica è costituita dal comunismo allo stadio primario e dalla proprietà socialista degli strumenti e mezzi di produzione, affermatisi in seguito alla liquidazione del sistema capitalista, all'abolizione della proprietà privata dei mezzi di produzione e scambio e all'eliminazione dello sfruttamento dell'uomo da parte dell'uomo.
ARTICOLO 5 - La proprietà socialista nell'Unione Sovietica ha la forma di proprietà di Stato oppure la forma di proprietà cooperativa.
ARTICOLO 6 - La terra, il sottosuolo, le acque, i boschi, le officine, le fabbriche, le miniere, le cave, i trasporti ferroviari, acquei e aerei, le banche, i mezzi di comunicazione, le grandi aziende agricole organizzate dallo Stato e così pure le aziende comunali e la parte fondamentale del patrimonio edilizio nelle città e nei centri industriali sono proprietà dello Stato sovietico.
ARTICOLO 7 - Le aziende sociali deikolchoz e delle organizzazioni cooperative, con le loro scorte vive e morte, la produzione fornita dai colcos e dalle organizzazioni cooperative, come pure i loro immobili sociali, sono proprietà socialista, deikolchoz e delle organizzazioni cooperative. In conformità con lo statuto dell'artel agricolo, ogni famiglia appartenente a unkolchoz, oltre al provento fondamentale dell'economia collettiva delkolchoz, ha in godimento personale un piccolo appezzamento di terreno attinente alla casa e ha in proprietà personale l'impresa ausiliaria impiantata su tale appezzamento, la casa d'abitazione, bestiame produttivo, animali da cortile e l'attrezzamento agricolo minuto.
ARTICOLO 8 - La terra occupata daikolchoz viene loro attribuita in godimento gratuito e per una durata illimitata, cioè in perpetuo.
ARTICOLO 9 - Accanto al sistema socialista dell'economia, che è la forma economica dominante nell'Unione Sovietica, è ammessa dalla legge la piccola azienda privata dei contadini non associati e degli artigiani, fondata sul lavoro personale, escludente lo sfruttamento del lavoro altrui.
ARTICOLO 10 - Il diritto di proprietà personale dei cittadini sui proventi del loro lavoro e sui loro risparmi, sulla casa di abitazione e sull'impresa domestica ausiliaria, sugli oggetti dell'economia domestica e di uso quotidiano, sugli oggetti di consumo e di comodo personale, come pure il diritto di eredità della proprietà personale dei cittadini – sono tutelati dalla legge.
ARTICOLO 11 - La vita economica dell'Unione Sovietica viene determinata e diretta da un piano statale dell'economia nazionale, allo scopo di aumentare la ricchezza sociale, di elevare costantemente il livello di vita materiale e culturale dei lavoratori, di consolidare l'indipendenza dell'Unione Sovietica e di rafforzare la sua capacità di difesa.»
Prodotto nazionale lordo nel 1989: 2 659,5 miliardi di $, pro capite9211 $; tasso di crescita reale 1,4% (stima 1989 basata su statistiche sovietiche; stima soggetta a maggior incertezza per riduzione di contenuti nei rapporti statistici sovietici)[55]Il tasso di inflazione, sui prezzi al consumo, si aggirava intorno al 6% con una disoccupazione ufficialmente nulla.[senza fonte]
IlPMN pro-capite delle varie repubbliche sovietiche, al 1990. SI notano le repubbliche baltiche ben al di sopra della media.
A partire dagli anni '20-'30 si sviluppò in Unione Sovietica un metodo di calcolo del valore dell'economia alternativo alPIL: ilProdotto materiale netto (oNet Material Product, abbreviato in NMP).
Le esportazioni costituivano un flusso di denaro pari a 110,7 miliardi di dollari nel 1988, costituite principalmente da greggio e prodotti petroliferi, gas naturale, metalli, legno, prodotti agricoli e manufatti. I principali partner erano: l'Europa orientale con il 49% delle esportazioni, la comunità europea con il 14% delle esportazioni e Cuba con il 5%. Partner minoritari ma rilevanti erano USA e Afghanistan.[55]
Le importazioni costituivano nel 1988 un flusso di merci pari a 107,3 miliardi di dollari, composte principalmente da derrate agricole, macchinari, prodotti in acciaio e beni di consumo. I principali partner erano: l'Europa orientale che costituiva il 54% delle importazioni e la comunità europea con l'11%, partner minoritari ma degni di nota erano Cuba, Cina e USA.[55]
Rappresenta circa il 20% del PIL e della forza lavoro, basato principalmente su produzione agricole in grandi campi collettivi, secondo produttore mondiale di cereali e primo produttore di legname. La pesca catturava 11,2 milioni di pescato nel 1987.[55]
La valuta era ilrublo sovietico, il quale era diviso in 100 copechi; il tasso di cambio ufficiale oscillava tra 0,6 e 0,84 rubli per dollaro statunitense, il cambio tra rublo e dollaro per i turisti occidentali in visita e per i turisti sovietici in vacanza all'estero era stato fissato il primo novembre 1989 a 6,26 rubli per dollaro.[55]
Il Narkomzdrav, il Commissariato del Popolo per la Salute, è stato istituito nel 1918. Sotto la guida di Nikolai Semashko, un medico di formazione, il Narkomzdrav sviluppa un sistema sanitario unificato a livello nazionale - il primo al mondo. Gratuito e universale, questo sistema si basa su un'organizzazione a più livelli dell'assistenza sanitaria, secondo la gravità delle malattie, chiamata sistema Semashko.[57]
Particolare attenzione è rivolta alla prevenzione delle malattie infettive. Già nel 1922 fu creata un'organizzazione di sorveglianza sanitaria ed epidemiologica - la Sanepid - con squadre di intervento che operavano in tutto il paese, dai villaggi alle imprese. Insieme alla vaccinazione di massa, questa sorveglianza ha permesso all'URSS di eliminare malattie come la tubercolosi e la malaria. L'aspettativa di vita, che non superava i 31 anni alla fine del XIX secolo in Russia, ha raggiunto i 69 anni all'inizio degli anni '60, quando i sovietici hanno raggiunto i paesi occidentali.[57]
Popolazione dell'Unione Sovietica (in rosso) e degliStati post-sovietici (in blu) dal 1961 al 2009
L'Unione Sovietica fu una delle nazioni più diversificate del mondo dal punto di vista etnico, con oltre cento distinteetnie nazionali che vivevano all'interno dei suoi confini. La popolazione totale venne stimata a 293 milioni nel 1991. Secondo una stima del 1990, la maggioranza degli abitanti erano etnicamenteRussi (50,78%), seguiti dagliUcraini (15,45%) e dagliUzbechi (5,84%).[58]L'Unione Sovietica era talmente estesa che anche dopo che tutte le sue repubbliche ottennero l'indipendenza la Russia rimase la più grande nazione per superficie ed è ancora abbastanza differenziata dal punto di vista etnico, comprendendo ad esempio minoranze ditatari,udmurti e molte altre etnie non russe.[59]
Con una popolazione in rapido aumento di decennio in decennio e una popolazione ridotta in condizioni precarie, specie nel secondo dopoguerra con laRussia europea devastata, si rese necessario la creazione di milioni di unità abitative in tutto il paese. Nelle grandi città nacquero quartieri fatti dicondomini alti anche oltre i venti piani, mentre nelle città più piccole e nei villaggi si predilesse il modello di piccolevillette a schiera, costituite da una casa in mattoni a vista con tetto spiovente su tutti i lati e grandi meno di 100 mq, circondate da un piccolo spazio verde largo qualche metro su tutti i lati della casa e dotate solitamente di un piccolo orticello sul davanti, accanto all'entrata.
Fenomeno di costume particolare fu costituito dalledacie, le case di campagna dedicate alle famiglie per le vacanze estive.[60] Vigevano particolari regole di costruzione per esse e, quindi, presentavano attici, mansarde e verande sovradimensionate per ovviare a tali limiti.
Abitazioni sovietiche
Tipica piccola casa cittadina di epoca sovietica aTichoreck.
Tipica famiglia sovietica in una casa estiva con degli amici vicino aLeningrado, luglio 1981.
L'Armata Rossa degli Operai e dei Contadini (in russoРабоче-крестьянская Красная армия?,Raboče-krest'janskaja Krasnaja armija in siglaRKKA), più comunementeArmata Rossa, fu il nome dato alleforze armate russe dopo la disintegrazione delleforze zariste nel 1917. L'aggettivo “rossa” fa riferimento al colore tradizionale del movimentosocialista ecomunista. L'Armata Rossa fu istituita su decreto delConsiglio dei commissari del popolo della RSFS Russa nel 1918 e divenne l'esercito dell'URSS al momento della fondazione dello Stato stesso, nel 1922.Lev Trockij, commissario del popolo per la guerra dal 1918 al 1924, ne è considerato il fondatore.
L'Armata Rossa, guidata direttamente daStalin con la collaborazione di vari generali, svolse una funzione decisiva durante laseconda guerra mondiale sconfiggendo in quattro anni di violente e sanguinose battaglie la grande maggioranza delle forze dellaWehrmacht dellaGermania nazista e concludendo vittoriosamente il conflitto con la conquista diBerlino eVienna.[62] Nel suo periodo di massima espansione d'organico, nel 1943, l'Armata Rossa contava 10,5 milioni di effettivi tra ufficiali, sottufficiali e soldati ed era equipaggiata con migliaia di carri armati e cannoni moderni; le perdite per raggiungere la vittoria furono elevatissime: 11,2 milioni di soldati morti per cause di guerra nel periodo 1941–1945.[63]
Dopo la vittoria sulla Germania, nel 1946 la denominazioneArmata Rossa venne, almeno ufficialmente, modificata inArmata Sovietica (in russoСоветская Армия?,Sovetskaja Armija, in siglaSA).[64]
Bandiera non ufficiale dell'Armata Rossa, dal momento che le forze terrestri sovietiche non hanno mai avuto una bandiera ufficiale.[65]
All'inizio della sua esistenza, l'Armata Rossa funzionava come una formazione volontaria, senza gradi o insegne. Le elezioni democratiche selezionavano gli ufficiali. Tuttavia, un decreto del 29 maggio 1918 impose il servizio militare obbligatorio per gli uomini di età dai 18 ai 40 anni.[66] Per la manutenzione dell'arruolamento di massa, i bolscevichi formarono commissariati militari regionali (voeennyj komissarjat, abbr.Voeenkomat), che a partire dal 2006 esistono ancora in Russia, in questa funzione e sotto questo nome. I commissariati militari, tuttavia, non devono essere confusi con l'istituzione deicommissari politici militari.
A metà degli anni '20 venne introdotto il principio territoriale di Composizione dell'Armata Rossa. In ogni regione vennero chiamati uomini validi per un periodo limitato di servizio attivo in unità territoriali, che costituiva la forza circa la metà dell'esercito, ogni anno, per cinque anni.[67] Il primo periodo di convocazione era di tre mesi, con un mese all'anno successivo. Un quadro normale forniva un nucleo stabile. Nel 1925 questo sistema fornì 46 delle 77 divisioni di fanteria e una delle undici divisioni di cavalleria. Il resto era costituito da ufficiali regolari e personale arruolato servente in termini biennali. Il sistema territoriale venne finalmente abolito, con tutte le formazioni rimanenti convertite in altri quadri di divisioni, nel 1937-1938.[68]
Impressionato dalla campagna tedesca del 1940 contro la Francia, ilCommissariato del Popolo della Difesa sovietico (Ministero della Difesa, sigla russa NKO) ordinò la creazione di nove divisioni meccanizzate, il 6 luglio 1940. Tra febbraio e marzo 1941, il NKO ne ordinò altre venti da creare. Tutte queste formazioni erano più grandi di quelle teorizzate da Tuchačevskij. Anche se 29 divisioni meccanizzate dell'Armata Rossa avevano una forza autorizzata di non meno di 29 899 carri armati nel 1941, dimostrarono di essere una tigre di carta.[69] C'erano in realtà solo 17 000 carri armati disponibili al momento, che significava che molte delle nuove divisioni meccanizzate erano gravemente sotto forza. Anche la pressione esercitata sulle fabbriche e sui pianificatori militari per mostrare numeri di produzione portò a una situazione in cui la maggior parte dei veicoli blindati erano modelli obsoleti, in modo critico privi di parti di ricambio ed attrezzature di supporto, e quasi tre quarti erano in ritardo per le manutenzioni.[70] Entro il 22 giugno 1941 c'erano solo 1 475 dei moderni carri armati T-34 e serie KV a disposizione dell'Armata Rossa, e questi erano troppo dispersi lungo il fronte per fornire una massa sufficiente anche per il successo locale.[69] Per illustrare ciò, ilIII Corpo Meccanizzato in Lituania era formato da un totale di 460 carri armati; 109 di questi erano i più recenti KV-1 e T-34. Questo corpo risulterebbe essere uno dei pochi fortunati con un numero considerevole di nuovi carri armati. Tuttavia, la4ª Armata era composta da 520 carri armati, tutti erano obsoleti T-26, in opposizione alla forza autorizzata di 1 031 recenti carri armati medi.[71] Questo problema era universale per tutta l'Armata Rossa, e avrebbe giocato un ruolo cruciale nelle sconfitte iniziali dell'Armata Rossa nel 1941 per mano delle forze armate tedesche.[72]
Monumento celebrativo nelle alture diSeelow dedicato ai soldati dell'Armata Rossa vincitori nellabattaglia di Berlino.
L'esperienza della guerra indusse cambiamenti al modo in cui le forze di prima linea erano organizzate. Dopo sei mesi di combattimento contro i tedeschi, laStavka abolì temporaneamente i Corpi di Fucilieri che era intermedio tra l'armata e ladivisione perché, mentre era utile in teoria, nello stato dell'Armata Rossa nel 1941, si dimostrarono inefficaci nella pratica.[73] Dopo l'importante vittoria nellabattaglia di Mosca nel gennaio 1942, l'alto comando iniziò a reintrodurre i corpi di fucilieri nelle sue formazioni più esperte. Il numero totale di corpi di fucilieri iniziò dai 62 del 22 giugno 1941, scese a sei il 1º gennaio 1942, ma poi aumentò a 34 entro il febbraio 1943, e a 161 nel Capodanno 1944. La forza reale delle divisioni di fanteria in prima linea, con un effettivo di 11 000 uomini nel luglio 1941, raggiungeva circa il 50% della consistenza organica delle vecchie divisioni del 1941, distrutte i primi giorni dell'invasione tedesca.[74] Le divisioni erano spesso logorate dalle operazioni continue; dopo operazioni particolarmente difficili, come durante icombattimenti nella città di Stalingrado, potevano ridursi a poche centinaia di soldati.
Allo scoppio della guerra, l'Armata Rossa schierò corpi meccanizzati e divisioni corazzate il cui sviluppo è stato descritto in precedenza. L'attacco iniziale dellePanzer-Division tedesche sorprese questi reparti ancora in parte in fase di riequipaggiamento e organizzazione, e nel corso del 1941 quasi tutte, salvo due nelDistretto Militare del Transbaikal, furono praticamente distrutte. I resti vennero sciolti.[75] L'alto comando sovietico decise per il momento, soprattutto per l'inesperienza degli stati maggiori e le carenze di equipaggiamento dopo le enormi perdite iniziali, di costituire solo piccole brigate carri da impiegare in supporto delle unità di fanteria. Queste formazioni combatterono bene durante labattaglia di Mosca.
Fu tra la primavera del 1942 e l'inizio del 1943, che l'Armata Rossa messe in campo di nuovo formazioni mobili più grandi paragonabili alle Panzer-Division; i "Corpi carri" (Tankovyj Korpus), equipaggiati con un numero variabile di carri tra 146 e 180, e i "Corpi meccanizzati" (Mekanjsjrovannyj Korpus), equipaggiati da 175 a 224 carri.[76] Queste nuovi reparti motomeccanizzati, guidati da comandanti sempre più esperti e aggressivi, si dimostrarono con il tempo efficaci, mobili e in grado di affrontare con successo le famose divisioni corazzate tedesche. I corpi carri e i corpi meccanizzati nel corso della guerra elaborarono una serie di tattiche per contrastare le forze nemiche e per effettuare avanzate a grande distanza; ogni corpo generalmente impiegava una brigata di punta nel ruolo di "distaccamento avanzato" che penetrava, spesso isolato, alla massima profondità possibile aggirando eventuali punti di resistenza, per disorganizzare le retrovie nemiche e costituire un nucleo di aggregazione dietro il fronte tedesco che sarebbe stato rinforzato in un secondo momento.[77]
Nella primavera 1943, dopo alcuni tentativi non soddisfacenti nel 1942, vennero finalmente create anche le "Armate carri" (Tankovyj Armija) formate in genere da due "Corpi carri" e un "Corpo meccanizzato"; equipaggiate con un numero di carri variabile tra 500 e 1 000, le armate carri erano dotate di grande potenza d'urto per sfruttare in profondità gli sfondamenti e respingere i contrattacchi nemici. Nel corso della seconda guerra mondiale il "Direttorato centrale delle forze meccanizzate" dell'Armata Rossa, guidato dal marescialloJakov Nikolaevič Fedorenko, costituì sei "Armate carri", 24 "Corpi carri", ognuno con tre brigate corazzate e una motorizzata, e 14 "Corpi meccanizzati", ognuno con tre brigate meccanizzate e una brigata corazzata.[78] I famosi comandanti della sei "Armate carri" furono i generaliMichail Efimovič Katukov,Semën Il'ič Bogdanov,Pavel Semënovič Rybalko,Dmitrij Danilovič Leljušenko,Pavel Alekseevič Rotmistrov,Andrej Grigor'evič Kravčenko.
Integrati nelle forze mobili erano anche i "corpi di cavalleria" che, nella seconda parte della guerra, vennero spesso integrati, insieme ad alcuni corpi carri, nei cosiddetti "gruppi di cavalleria meccanizzata" che venivano impiegati con buoni risultati nelle regioni più impervie o disagevoli, dove la cavalleria poteva costituire un utile complemento delle forze motorizzate.[79]
All'inizio della guerra civile l'Armata Rossa aveva in dotazione alcuni carri ippotrainati, ma subito si tentò di produrne di moderni, basandosi principalmente sui modelli francesi. Nacque così ilT-18. A lui seguirono il carro leggeroT-26, impiegato nella guerra civile spagnola, dove sortiva lo stesso effetto che avrebbe fatto il Tiger nella guerra successiva. Vi erano la TanketteT-27 e ilcarro armato medio T-28. C'erano poi icarri leggeri BT, le autoblindoBA-10 eBA-20 e insieme a loro il colosso multitorrettaT-35. Fu durante il secondo conflitto mondiale che l'Unione Sovietica divenne leader mondiale dei carri armati, grazie al carro medioT-34, il carro pesanteKV e i carri leggeriT-60 eT-70. I cacciacarri erano iSU-85 e ilSU-100. Insieme a loro vi erano i semoventiSU-76,SU-122 eSU-152. Fu verso la fine della guerra che vennero sviluppati il carro medioT-34/85 e il carro pesanteIS-2, ideati per combattere i Panther e Tiger tedeschi.
Alla fine dellaseconda guerra mondiale, nel febbraio 1946 la denominazione venne cambiata inSovetskaja Armija. L'esperienza maturata nellaguerra patriottica aveva dato ai sovietici grande fiducia nelle forze corazzate e nell'immediato dopoguerra vennero messi in produzione gli ottimi carriT-54/55, che durarono per tutta la metà finale degli anni quaranta e gli anni cinquanta. Fu sostituito dalT-62, a sua volta rimpiazzato dalT-64, dalT-72 e dalT-80.Nel1957 l'Arma dellafanteria venne sciolta e trasformata infanteria motorizzata e leforze corazzate costituita datruppe meccanizzate ecorazzate, con il corpo della fanteria meccanizzata che divenne il fulcro dell'Armata Sovietica. Per quanto riguarda i mezzi da trasporto truppe e i veicoli da combattimento della fanteria, durante la seconda guerra l'Unione Sovietica non aveva gli autocarri sufficienti per spostare le sue enormi truppe. Le vennero quindi forniti dagli Stati Uniti. Nel dopoguerra si cercò già dall'inizio di produrre mezzi da trasporto dal quale si potesse anche combattere senza scendere a terra. Vennero allora create le serieBRMD,BTR eBMP, tutte famiglie di mezzi da trasporto truppe, anche se potevano essere impiegati in molti altri ruoli. Dopo il 1956, il premierNikita Chruščёv ha ridotto le forze di terra per costruire leforze missilistiche strategiche, enfatizzando le capacità nucleari delle forze armate e nel 1957, ilmarescialloŽukov perse il suo posto alPolitburo, per essersi opposto a queste riduzioni nelle forze terrestri.[80]
«Allo scopo di assicurare ai cittadini la libertà di coscienza, la Chiesa nell'U.R.S.S. è separata dallo Stato e la scuola dalla Chiesa. La libertà di praticare i culti religiosi e la libertà di propaganda antireligiosa sono riconosciute a tutti i cittadini.»
Laseparazione tra Stato e Chiesa venne decisa nel territorio dell'Unione Sovietica il 23 gennaio 1918 daisoviet, poco dopo la fine della rivoluzione russa.[81][82] Lo Stato divennelaico e ufficiosamenteateo, sostenendo l'ateismo di Stato ditipo marxista-leninista,[83] anche se ciò non venne mai sancito esplicitamente nelle Costituzioni, che si limitavano a nominare la religione solo affermando la divisione netta tra Chiesa e Stato e la libertà di culto e coscienza;[82] l'ateismo di Stato venne attuato in forma di politica governativa anticlericale e antireligiosa, dal punto di vista pratico e culturale, tramite leggi ordinarie e propaganda.[84][85][86][87][88]
La religiosità venne ridotta a semplice scelta privata, secondo l'ideologia di Lenin e delmarxismo, da considerare tollerabile, ma da scoraggiare al di fuori della sfera personale:[89]
«La religione dev'essere dichiarata un affare privato.»
Lenin riteneva che la religione fosse strumento di oppressione e che i militanti comunisti dovessero essere atei.[91] LaChiesa ortodossa russa fu costretta a rinunciare a tutti i privilegi, come l'esenzione dalle tasse e dal servizio militare per i sacerdoti e i monaci; e per un certo periodo venne anche perseguitata.[86] Con laCostituzione sovietica del 1918, emanata per laRepubblica Socialista Federativa Sovietica Russa e poi estesa alle altre repubbliche federate, venne permesso di svolgere formalmente "propaganda religiosa e non-religiosa",[82] anche se svolgere attiva propaganda di religione o di idee ritenute "superstizioni" in luogo o edificio pubblico (come la propaganda religiosa nelle scuole, l'esposizione di immagini religiose nei luoghi di lavoro e le processioni) poteva essere sanzionato con multe, reclusione o lavori forzati fino a un anno.[84] Di contrasto chi ostacolava lo svolgimento di riti religiosi autorizzati poteva anche essere punito con sei mesi di lavori forzati.[92] Queste pene, come quelle per altri reati che prevedevano un periodo breve, non venivano scontate tramitedeportazione ingulag,campo di lavoro forzato o colonie, o con la detenzione incarcere; il condannato poteva avere lalibertà condizionale; altrimenti restava al suo posto di lavoro, venendo talvolta trasferito ad altro ente, con stipendio o salario ridotto sensibilmente e in alternativa doveva svolgere lavori aggiuntivi senza essere pagato (cosiddetto lavoro forzato "senza scorta").[93]
Coloro i quali non svolgevano lavori socialmente utili (non solo ecclesiastici, ma anche ex agenti zaristi, privati, ad eccezione di artigiani e contadini deikolchoz)[94] venivano esclusi dal voto e non pagati,[94] restrizione poi eliminata nel 1936.[95] Quindi questi ultimi, una volta esaurite le risorse di cui erano dotati, dovettero svolgere un altro lavoro per sostentarsi, secondo il principio "chi non lavora non mangia".[96]
Venne introdotto ilmatrimonio civile e negata validità legale a quello religioso,[97] vennero distrutte alcune chiese che occupavano suolo pubblico,[98] altre vennero convertite in uffici e musei pubblici[99] e vennero inoltre abolite tutte le feste religiose come ad esempio ilNatale o loYom Kippur ebraico.[100]
ConStalin il processo antireligioso dello Stato fu completato: laCostituzione sovietica del 1924 non conteneva esplicitamente norme sulla religione, in quanto era stata votata come integrazione per sancire la nascita dell'unione federale delle repubbliche come Unione Sovietica,[101] mentre per quanto riguarda i diritti e doveri dei cittadini restò in vigore la relativa parte della Costituzione del 1918. Infine solo in alcune località remote venne concesso di svolgere cerimonie religiose. Secondo fonti ortodosse nel 1917 erano attive circa 80 000 chiese,[102] mentre è stato calcolato che erano circa 20 000 nel 1954 e 10 000 nel 1965.[103] LaCostituzione sovietica del 1936 sancì la libertà di culto privato e di praticare la religione, ma autorizzò esplicitamente solo la propaganda antireligiosa, ribadendo nuovamente la netta divisione tra Chiesa e Stato.[7] Restarono valide le normative penali del 1922 contro le "superstizioni religiose" diffuse in pubblico.[84]
Nel 1927 venne approvato l'articolo 58 del codice penale che sanciva, tra l'altro, che svolgere propaganda religiosa in tempo di guerra o crisi, se considerato fatto con lo scopo preciso di abbattere il regime comunista o danneggiare direttamente o indirettamente lo Stato, poteva essere punito anche con lapena di morte.[104]
Durante la seconda guerra mondiale, nel 1943, Stalin diede una tregua alla campagna antireligiosa e chiese al patriarcaSergio I di Mosca (in seguito a un incontro avvenuto tra i due) di supportare moralmente i soldati al fronte contro inazisti. Nello stesso periodo Sergio I rientrò a Mosca e morì nel 1944. Stalin concesse poi allaChiesa ortodossa la possibilità di celebrare funzioni religiose, ma solo all'interno delle chiese autorizzate e nel privato.[105] ConNikita Chruščёv ripresero le misure più restrittive verso la Chiesa e si riprese anche la propaganda attiva dell'ateismo di Stato dopo la tregua iniziata nel 1943 e durata sino al1954.[106]
Soltanto negli anni ottanta, dopo la continuazione della politica antireligiosa dei governi diBrežnev,Andropov eČernenko,[107] vi fu una nuova tregua nella lotta attiva contro la religione, a partire dall'ascesa al potere di Michail Gorbačëv.[108] La situazione di tolleranza pratica perdurò fino al 1990, quando Gorbačëv permise la libera propaganda religiosa e instaurò lalibertà di culto in via ufficiale, al posto dell'ateismo di Stato.[109]
Il governo sovietico istituì inoltre l'Istituto per l'ateismo scientifico diLeningrado, che durò fino allo scioglimento dell'Unione Sovietica nel 1991.[110] Dal 1922 al 1947 esistette in URSS un'organizzazione atea ed antireligiosa sotto l'influenza ideologica, culturale e politica del PCUS, la cosiddettaLega degli atei militanti.
Tutti gli Stati delblocco orientale e in generale tutti i paesi comunisti seguiranno questa linea politica sull'ateismo di Stato nella pratica e con una forte laicità costituzionale ma che permetteva il culto entro certi limiti, tranne laRepubblica Democratica Tedesca (dove non c'era una politica ufficiale antireligiosa, ma solo una decisa difesa della laicità), e l'Albania diEnver Hoxha, che invece inserì l'ateismo di Stato nella propria Costituzione, vietando anche il culto privato.
Legislazione su matrimonio, aborto, eutanasia e omosessualità
Nell'Unione Sovietica vennero introdotti ildivorzio (1º dicembre 1917)[111] e l'aborto nel 1920 (reso molto più difficile da Stalin nel 1935, poi reintrodotto nel 1955)[112] e negata la validità del matrimonio religioso (dicembre 1917).[97] In relazione alle pene sostanzialmente basse, rispetto ai reati politici, per il reato diomicidio volontario, l'omicidio del consenziente effettuato «per compassione» era depenalizzato e non punibile, legalizzando nei fatti l'eutanasia e ilsuicidio assistito.[113] L'omosessualità fu decriminalizzata daLenin subito dopo la rivoluzione,tornò illegale a partire dal 1934.
"La legislazione sovietica non riconosce i cosiddetti crimini contro la moralità. Le nostre leggi si basano sul principio della protezione della società e pertanto prevedono punizionisolo nei casi in cui i minorenni siano oggetto di interesse omosessuale."[114]
La maggior parte delle condanne furono effettivamente emesse ai sensi dell'Articolo 121.2, con l'80% dei casi legati al coinvolgimento di minori fino ai 18 anni di età. In un'analisi di 130 condanne pronunciate in base all'Articolo 121 tra il 1985 e il 1992, emerge che il 74% degli imputati era stato condannato ai sensi dell'Articolo 121.2. Di questi:
il 20% per stupro con uso della forza fisica,
l'8% per l'uso di minacce,
il 52% per rapporti sessuali con minori,
il 2% e il 18%, rispettivamente, per aver sfruttato lo status di dipendenza o vulnerabilità delle vittime.[115]
La cultura in Unione Sovietica fu influenzata in modo significativo dalle varie fasi politiche che il Paese attraversò nei circa settant'anni della propria esistenza. Durante il decennio che seguì la rivoluzione d'ottobre prevalse un clima di libertà espressiva in campo artistico e culturale e l'esplicito incoraggiamento da parte di Lenin all'accesso alla cultura da parte delle masse operaie e contadine che fino ad allora ne erano state escluse.
Il governo in questi primi anni permise o incoraggiò la nascita di varie correnti artistiche sia sperimentali sia di stampo più tradizionale, all'interno delle quali emersero personaggi di spicco qualiMaksim Gor'kij oVladimir Majakovskij. Anche il cinema beneficiò dell'appoggio statale in quanto veniva considerato un mezzo di comunicazione in grado di influenzare profondamente la società, al tempo ancora in larga parteanalfabeta. Molti dei capolavori del registaSergej Ėjzenštejn risalgono a questo periodo.
Più tardi, durante il periodo di Stalin, la cultura sovietica fu caratterizzata da una maggiore uniformità imposta dall'alto e ilclassicismo socialista divenne l'elemento stilistico dominante in vari campi artistici ed espressivi. Molti intellettuali dissidenti furono uccisi o incarcerati.[116] Tra i progetti culturali più ambiziosi nati in quei decenni va ricordata laGrande enciclopedia sovietica, la cui prima edizione fu completata tra il 1926 e il 1947.
Con l'avvento alla guida del Paese diKhrushov nei tardianni cinquanta la censura fu allentata e progressivamente il conformismo perse terreno lasciando emergere una certa pluralità di correnti artistiche e letterarie e autori che, come ad esempioYury Trifonov, erano concentrati più sulla vita quotidiana che sull'edificazione del socialismo. Un fenomeno tipico dell'Unione Sovietica di quegli anni fu lo sviluppo di una letteratura dissidente che si esprimeva tramite riviste clandestine conosciute comesamizdat. In campo architettonico nell'era Khrushoviana si passò dal precedente stile sovraccarico di decorazioni alla realizzazione di edifici più sobri e funzionali. Nella seconda metà degli anni ottanta la politica dellaperestroika e laglasnost portarono infine a una significativa espansione dellalibertà di espressione anche sulla stampa e sugli altrimezzi di comunicazione di massa.[117]
Nel 1956, grazie a un accordo tra gli Stati Uniti e l'URSS nell'ambito del 'disgelo', furono redatte due riviste mensili da pubblicare in entrambi i paesi come scambio culturale reciproco:Soviet Life negli USA,Amerika nell'URSS.
Durante la Seconda Guerra Mondiale furono prodotte varie canzoni popolari, di cui la più famosa èKatjuša.
All'inizio degli anni '60 si affermarono una nuova generazione di artisti musicali, tra cuiLidia Klement,Ėduard Chil' ed altri.
A partire dal 1971 fu introdotto unfestival musicale nazionale,Pesnja goda (in italianoCanzone dell'anno, registrato ogni anno a dicembre e solitamente trasmesso aCapodanno), il quale col tempo evolvette molto, passando dal classicismo musicale della prima metà degli anni '70, fino alpop e alrock degli anni '80. Tale festival è trasmesso ancora oggi, anche se ulteriormente espanso. Ne fecero parte praticamente tutti gli artisti musicali più famosi del paese, tra cuiSofija Rotaru,Valentina Tolkunova,Alla Pugačëva,Irina Ponarovskaja,Ljudmila Senčina ed altri ancora.
Esisteva un'etichetta discografica principale di Stato,Melodija.
Il primo satellite artificiale sovietico, loSputnik 1
L'Unione Sovietica possedeva un ben organizzato sistema educativo. Molti furono gli scienziati formatisi negli istituti universitari statali e sedici cittadini sovietici furono nel corso degli anniinsigniti del premio Nobel.
Nel 1957 l'Unione Sovietica realizzò e mise in orbita il primosatellite artificiale nella storia dell'umanità: loSputnik 1. Nel1961 il sovieticoJurij Gagarin fu il primo uomo nello spazio, mentre nel 1963Valentina Tereškova (sempre sovietica) fu la prima donna nello spazio. L'Unione Sovietica vantava anche un moderno esercito, anche se spesso carente di fondi. Le unità antiaeree e corazzate probabilmente erano tecnologicamente superiori a quelle statunitensi nella seconda metà della guerra fredda. Negli anni ottanta l'Unione Sovietica mise in orbita la prima vera e propria stazione spaziale a lunga durata: laMIR, che in russo significa sia "mondo", sia "pace". La MIR era stata progettata per durare massimo cinque anni, ma nonostante i carenti fondi e le mille difficoltà la MIR rimase in orbita per quindici anni. Gli ICBM sovietici (come quelli russi oggi) erano i più potenti e potevano coprire distanze maggiori di qualsiasi altro missile.
L'Unione Sovietica fu a lungo all'avanguardia anche nello sfruttamento civile dell'energia nucleare e varò nel 1957 la prima nave di superficie a propulsione atomica, ilrompighiaccio Lenin. Come in altri campi della scienza e della tecnologia anche in quello nucleare il declino economico dell'Unione Sovietica provocò ritardi e malfunzionamenti che culminarono, almeno a livello mediatico, neldisastro di Černobyl' del 1986.
Grande rilevanza ebbe anche l'informatica sovietica, fortemente sviluppata sia a livello scientifico-spaziale che per uso civile e domestico, che a livello mediatico giunse al successo internazionale con l'ideazione del videogiocoTetris nel 1984.
Sin dalla Rivoluzione d'Ottobre del 1917, il rapporto dell'Unione Sovietica con il concetto di moda fu molto altalenante. Secondo l'ideologia del regime la moda era infatti vista come una pratica intrinsecamente capitalista, e per questo motivo da dover osteggiare a livello politico ed economico. La moda infatti, se intesa in senso occidentale, era uno dei mezzi utilizzati per dichiarare agli altri il proprio status sociale, ed enfatizzava quindi le differenze di classe.[119]
Ciononostante, anche il regime sovietico decise di utilizzare la moda come uno dei molti canali di indottrinamento: già a partire dagli anni '20 del XX secolo, ad esempio, alcune riviste russe iniziarono a parlare di un nuovo tipo di moda femminile, riservato alla nascente classe delle donne-operaie. Per loro, il Partito aveva pensato a delle nuove linee di abbigliamento, molto più pratiche ed utili al lavoro rispetto a quelle pubblicizzate negli stati capitalisti. Sempre in questo periodo, lo Stato commissionò numerosi progetti per lo sviluppo di un nuovo tipo di "abbigliamento tipico sovietico", che oltre a richiamare l'abbigliamento tradizionale russo doveva mescolarsi con le nuove forme squadrate dell'ideologia costruttivista.[120] Molti stilisti russi iniziarono quindi a disegnare degli abiti ispirandosi alla semplicità delle forme geometriche, spesso derivate dal cubismo, che si contraddistinsero per la loro alta funzionalità e la possibilità di essere riprodotti facilmente su scala industriale. Tuttavia, anche a causa della cronica mancanza di tessuti di buona qualità, la classe operaia sovietica non fu mai molto attratta da queste nuove linee d'abbigliamento e continuò, per tutto il decennio degli anni '20, ad indossare quasi esclusivamente abiti tradizionali.[121]
Durante l'era staliniana, il sentimento di avversione alla moda lentamente si dissipò. Gli stessi giornali che un decennio prima osteggiavano le pratiche modaiole ora sostenevano che la bellezza e l'abbigliamento sono una parte fondamentale della vita delle donne sovietiche. Si iniziarono nuovamente a vedere delle insegne pubblicitarie per le strade, e le riviste scrivevano delle nuove case di moda che si aprivano sul territorio sovietico.[122] Alcune case di moda organizzavano ciclicamente delle gite nelle campagne, al fine di mostrare alle contadine le nuove collezioni pensate per loro. Questo nuovo interesse verso la moda era sospinta, tra le altre cose, dall'affermazione di Stalin secondo cui: "La vita in Unione sovietica è diventata migliore e più allegra".[123]
Nelle affissioni della propaganda divennero sempre più persistenti immagini di donne in aperta campagna e di uomini in abiti da lavoro, con cui si tentava di dimostrare che l'asserzione capitalista - secondo cui il socialismo genera povertà diffusa - era una menzogna. Per questo motivo, mostrare abiti alla moda era il segnale di una cultura ed una qualità della vita uguale (o addirittura superiore) a quella dei paesi capitalisti. Dall'altro lato la retorica socialista imponeva ad esempio ai lavoratori, che annualmente venivano premiati dal Partito, di indossare durante la cerimonia gli stessi abiti che indossavano quotidianamente durante le ore di lavoro.
Tuttavia, la moda sovietica era più sulla carta che nei grandi magazzini: l'industria era difatti incapace di realizzare abiti alla moda in quantità significative, e quelli che venivano prodotti non potevano essere venduti ad un prezzo accettabile per il cittadino medio. Durante la seconda guerra mondiale la produzione raggiunse il proprio minimo storico, e numerosi cittadini tornarono a commissionare a dei privati i propri abiti, piuttosto che attendere per mesi quelli forniti dal Governo centrale.[124]
^La comune espressione "stato comunista" viene generalmente ritenuta inesatta e le viene preferita, per qualificare URSS e satelliti, quella di "stato socialista"
^Dopo la morte diLenin nel 1924, il vero potere nell'Unione Sovietica era detenuto dalPolitburo, all'interno del quale la posizione chiave era quella disegretario generale.
^Tutti e tre i primati sono detenuti, dopo il 1991, dallaRussia che è subentrata all'Unione Sovietica in tutti i rapporti pubblici, diplomatici, internazionali e sportivi.
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^abDecreti del 18 (31) dicembre 1917 e del 23 gennaio 1918: «Viene riconosciuto soltanto il matrimonio contratto presso gli organi dello stato civile. Il rito religioso del matrimonio, come pure gli altri atti religiosi, non hanno valore giuridico», citato in:Giovanni Codevilla,Dalla rivoluzione bolscevica alla Federazione Russa: traduzione e commento dei primi atti normativi e dei testi costituzionali, ed. Franco Angeli, 1996, pag. 262.
«Propaganda controrivoluzionaria o agitazione (ovvero propaganda o agitazione con incitamento a sovvertire, minare, indebolire lo stato o a compiere le attività controrivoluzionarie indicate negli altri articoli o distribuzione o preparazione di scritti che contengono tali incitamenti): almeno 6 mesi di prigione. In caso di guerra, stato d'emergenza o con sfruttamento di pregiudizi religiosi o nazionalisti: fino alla pena di morte con confisca dei beni.»
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