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Slackware

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Slackware
sistema operativo
Logo
Logo
Slackware con l'ambiente desktop KDE
SviluppatorePatrick J. Volkerding e team Slackware
FamigliaUnix-like (GNU/Linux)
Release iniziale1.00[1](16 luglio1993)
Release corrente15.0[2] (2 febbraio2022)
Tipo dikernelMonolitico (Linux)
Piattaforme supportatex86,x86-64,ARM
Metodo di aggiornamentoSlackware package tools, slackpkg
Tipo licenzaSoftware libero
LicenzaGNU GPL,BSD
Stadio di sviluppoStabile
Predecessore14.2[3] (30 giugno2016)
Successore-current[4]
Sito webwww.slackware.com
Modifica dati su Wikidata ·Manuale
(inglese)
«[Slackware] is intended to be [the] Linux [distribution] for anyone that appreciates the traditional UNIX-like ways of doing things, isn't afraid of the command line, wants the supplied packages to be as unmodified as possible, and likes to be able to expand the system through source code without tossing a wrench into the package manager.»
(italiano)
«[Slackware] intende essere [la distribuzione] Linux per chi apprezza il modo tradizionaleUNIX-like di fare le cose, non teme la riga di comando, vuole che i pacchetti forniti siano il più possibile inalterati e ama poter estendere il sistema mediante il codice sorgente, senza dover essere costretti a sabotare il gestore dei pacchetti.»

(Patrick J. Volkerding, fondatore di Slackware[5])

Slackware (AFI:/ˈslækweə(ɹ)/) è unadistribuzione Linux, ovvero unsistema operativoopen source basato sulkernel Linux e sul software sviluppato dalprogetto GNU, la più longeva tra quelle attivamente sviluppate. È stata creata nel 1993 daPatrick J. Volkerding sulla base diSLS (Softlanding Linux System) di cui inizialmente era una versione migliorata e corretta.

Slackware punta alla qualità, alla stabilità e alla semplicità e intende essere la distribuzione piùUnix-like, attenendosi aglistandard, evitando di apportare modifiche non necessarie alsoftware incluso e non aggiungendo strumenti diconfigurazione supplementari, oltre a quelli previsti dai rispettivi autori. La configurazione e l'amministrazione del sistema avvengono principalmente attraverso la modifica manuale deifile di configurazione, oppure grazie ad alcuniscript dotati diinterfaccia semi-grafica o ariga di comando.

Slackware fornisce unsistema operativo completo e aggiornato che include gliambienti desktopKDE eXfce, svariatiwindow manager, un'ampia scelta diapplicazioni, una serie completa distrumenti di sviluppo, tutto il necessario per allestire unserver web,FTP o diposta elettronica e altro ancora. Questa distribuzione si rivolge in particolare a chi desidera avere il controllo totale del proprio sistema.[6][7][8][9][10][11]

Nome

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La mascotte di Slackware:Tux con la pipa

Il nomeSlackware deriva daSlack (scritto con l'iniziale maiuscola), termine non ben definito che nel contesto della satiricaChiesa del SubGenio indicherebbe la facoltà di raggiungere i propri obiettivi senza sforzo, perseguendo una vita libera e confortevole, priva di responsabilità e duro lavoro.[12][13][14] Nella fattispecie, Slackware consentirebbe di raggiungere loSlack attraverso la semplicità d'uso, l'affidabilità, la durevolezza e il rifiuto di strumentimainstream non necessari.[15] Nonostante il nome avesse per alcuni una connotazione negativa, dapprima venne mantenuto da Volkerding per evitare che il suo lavoro venisse preso troppo sul serio, e in seguito rimase, a identificare una distribuzione ormai affermata.[16] Come puntualizzato dallo stesso Volkerding, non vi è uno stretto legame tra Slackware e la Chiesa del Subgenio, sebbene quest'ultima sembri aver adottato sia il sistema operativo che il suo fondatore.[5] Alcuni riferimenti scherzosi alla Chiesa si notano comunque nella pipa fumata dalla mascotte di Slackware, presa in prestito dal personaggio di J.R. "Bob" Dobbs, e in molte versioni del fileinstall.end che indica la fine del processo di installazione.[17][18]

Storia

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Già nel 1992 Volkerding era al corrente del progetto, avviato l'anno precedente daLinus Torvalds, che mirava allo sviluppo di unsistema operativoUnix-like liberamente distribuibile e modificabile. All'epoca egli utilizzavaOS/2 su unpersonal computer con architetturai386SX, tuttavia, pur avendo una buona opinione di OS/2, avrebbe preferito un sistemaUnix. Prese quindi in considerazione Coherent,Minix eSCO Xenix, poi spostò l'attenzione sulle primedistribuzioni Linux che allora cominciavano a circolare. Esaminò ilboot-root di H. J. Lu e MCC Interim Linux, mentre in mancanza di un lettore perCD-ROM non poté fare lo stesso conYggdrasil Linux. Adottò infine una delle prime versioni diSLS (Softlanding Linux System), la distribuzione commerciale creata da Peter MacDonald.[19]

Una schermata di SLS 1.05

Successivamente, nell'ambito di un corso universitario diintelligenza artificiale orientato allinguaggioLISP, Volkerding notò che l'interpreteCLISP incluso in SLS era migliore di quello, basato suDOS, di cui disponeva il laboratorio. Ne parlò al suo professore, il quale chiese il suo aiuto perinstallare SLS su uno dei computer, unAT&Ti486: l'installazione ebbe esito positivo, perciò Volkerding si mise a correggere ibug trovati nel sistema. Il professore gli chiese infine se fosse possibile correggere gli errori direttamente suifloppy disk e automatizzare maggiormente l'installazione, così da rendere Linux disponibile anche per i corsi successivi ed evitare di dover pagare lalicenza per una versione di LISP ritenuta mediocre.[16][19]

Volkerding accettò la sfida e cominciò a studiare il sistema: SLS veniva fornita in formacompilata e isorgenti erano inclusi solo per una piccola parte della distribuzione. Vi erano inoltre poche indicazioni su come ilsoftware fosse stato compilato, dato che mancavanoscript per automatizzare il processo, cosa allora piuttosto comune. Nei mesi successivi Volkerding corresse tutti ibug di cui era a conoscenza e che trovò man mano, inoltre aggiornò ilkernel e sistemò il programma d'installazione, modificando parte degli script originali di SLS. Procurò al suo professore versioni migliorate di SLS fino a quando, con la versione 0.99pl9 diLinux, circa la metà dei pacchetti era più aggiornata di quelli distribuiti da Peter MacDonald, mentre l'altra metà aveva subìto in gran parte interventi di riconfigurazione.[16][19]

Da SLS a Slackware

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Nell'aprile del 1993 Brett Person, che si occupava dicollaudare il sistema, suggerì a Volkerding di condividere il proprio lavoro suInternet. La differenza tra SLS e Slackware era ormai sensibile, perciò Volkerding pensò che Peter MacDonald avrebbe voluto esaminare il lavoro svolto, per risolvere così i problemi da cui era afflitta la sua distribuzione: dopo un buon inizio SLS era infatti nota per i moltierrori e per lamanutenzione carente, il che rendeva molti utenti insoddisfatti.[20] Contrariamente alle aspettative, MacDonald rivendicò i diritti sugli script di installazione di Slackware, in quanto derivati da SLS. Volkerding ebbe comunque il permesso di mantenere sulserverFTP il lavoro fatto fino a quel momento, tuttavia decise che non avrebbe apportato altre modifiche al sistema finché non avesse riscritto completamente gli script. La sua intenzione ormai era quella di rendere Slackware la distribuzione di riferimento, così cominciò a integrare aggiornamenti e nuovo software non appena questi venivano resi disponibili.[16]

Dopo aver coinvolto nella fase di test altri utenti delnewsgroup comp.os.linux, il 16 luglio venne annunciata la versione 1.0 di Slackware, la cui installazione prevedeva ventiquattro floppy disk da 3½".[1] Il riscontro fu notevole e ilserverUnix dell'università, che ospitava ildepositoFTP, si rivelò insufficiente. Volkerding cercò per alcuni giorni di farlo funzionare, senza grande successo, e nemmeno Linux avrebbe potuto servire allo scopo a causa di problemi di stabilità legati alprotocolloTCP/IP. Dopo una richiesta di aiuto il progetto venne quindi ospitato su ftp.cdrom.com, il server di Walnut Creek CDROM, azienda statunitense che in quegli anni distribuivasoftware libero,shareware efreeware su supportoCD: la stessa azienda che nel 1995 sarebbe diventata il distributore ufficiale del progetto Slackware.[19][21]

La collaborazione con Walnut Creek

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Nel 1994 Volkerding fu contattato da Michael Johnston della Morse Telecommunications, la quale propose di distribuire Slackware commercialmente. Volkerding, che desiderava trovare un modo per finanziare il proprio progetto, accettò l'offerta e a partire da quel momento Slackware ha rappresentato per lui un lavoro a tempo pieno. Si era allora alla versione 2.1, la cui installazione prevedeva ben settantasei floppy disk, segno della crescita rapida della distribuzione.[22] A causa dell'esigua percentuale ricevuta dalla Morse, pari a un dollaro per ogni CD venduto, la collaborazione si interruppe tuttavia dopo soli sei mesi, dopodiché ebbe inizio quella più duratura con Walnut Creek. Nel 1995 Slackware compì la transizione allo standardELF e per la prima volta rese possibile l'installazione da CD-ROM (l'intera distribuzione era contenuta in due dischi).[23] La successiva versione 3.1 includeva il kernel 2.0 e fu ribattezzata "Slackware 96", alludendo scherzosamente alWindows 95 apparso l'anno precedente.[24][25]

Attorno al 1996 si situa, secondo una testimonianza di Patrick Volkerding risalente al 2002,[21] il picco delle vendite di Slackware: da lì in poi crebbe infatti il numero di aziende interessate a distribuire Linux e la concorrenza si fece più agguerrita. In quel periodo comparvero i primispeculatori che cercavano di capire se Slackware avrebbe potuto essere un buon investimento, tuttavia Volkerding fu prudente e non accettò nessuna delle offerte che vennero avanzate. Egli temeva infatti che, se avesse accettato, gli investitori avrebbero poi fatto pressioni per snaturare la filosofia progettuale della distribuzione, nell'intento di renderla appetibile a un pubblico più vasto e a scapito del leale seguito che Slackware si era fino ad allora conquistato. Un altro timore di Volkerding era quello di essere scaricato senza troppi complimenti da speculatori interessati solo al marchio e al potenziale bacino di utenti.[21][19]

Patrick Volkerding nel 2000 a New York, in occasione dell'esposizione LinuxWorld

Nel 1999 la versione di Slackware passò curiosamente dal numero 4 al numero 7: un'operazione motivata da Volkerding come una risposta alla decisione di alcune distribuzioni di "truccare", per ragioni dimarketing, il proprio numero di versione. Il "salto" di Slackware intendeva inoltre mettere fine alle domande degli sprovveduti che identificavano l'attualità di una distribuzione col numero della sua versione più recente, confondendo inoltre quest'ultimo con la versione del kernel.[26]

Durante la collaborazione con Walnut Creek, presso cui Volkerding lavorava nell'omonimacittadina californiana, vennero assunti per occuparsi a tempo pieno del progetto anche Chris Lumens, David Cantrell e Logan Johnson. Mentre Lumens e Cantrell avevano già contribuito alla creazione del sito web della distribuzione, i tre sono anche gli autori originari della guida ufficialeSlackware Linux Essentials, pubblicata nel 2000 e aggiornata alla seconda edizione, curata da Alan Hicks, nel 2005.[21][7][19]

La bolladot-com e la nascita di Slackware Linux, Inc.

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La collaborazione con Walnut Creek si interruppe a causa dello scoppio, tra il 2000 e il 2001, dellabolla speculativa legata allo sviluppo diInternet. La crisi fu caratterizzata da un calo drastico del flusso di investimenti nel settore. In quei frangenti e col senno del poi, la prudenza mantenuta da Volkerding alcuni anni prima e la sua lealtà verso gli utenti si dimostrarono determinanti: Slackware restò infatti a galla, mentre molte aziende che erano state trascinate dalla speculazione andarono in bancarotta. Quando Walnut Creek, dopo la fusione con BSDi, fu venduta a Wind River, un'azienda interessata a BSD ma non a Linux né al software pubblicato secondo laGNU GPL, Slackware si ritrovò senza un distributore e il suo team senza uno stipendio.

Le circostanze non impedirono a Volkerding di continuare il lavoro di sviluppo, pur se in condizioni precarie, e di fondare assieme a Robert Bruce (già fondatore di Walnut Creek) la piccola azienda Slackware Linux, Inc., il cui scopo è tuttora quello di finanziare il progetto attraverso la vendita, sul sito web, dei dischi di installazione e di altri prodotti legati alla distribuzione. Questo nuovo stato di cose creò le condizioni che permisero la pubblicazione, il 1 luglio 2001, di Slackware 8.0, una versione caratterizzata fra l'altro dall'introduzione delbrowser webMozilla. Sebbene la speranza di Volkerding fosse quella di avere risorse sufficienti per poter ancora finanziare l'intero team, Chris Lumens, David Cantrell e Logan Johnson lasciarono il progetto per continuare la loro formazione, e in seguito avrebbero preso altre vie professionali. Ciò comportò fra l'altro l'abbandono del progetto Slackware SPARC, a cui Cantrell stava lavorando.[27][28][21][19][29][30]

Gli anni più recenti

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Nel 2001 Mike Kershaw, del Marist College di Poughkeepsie, cominciò a lavorare a un port di Slackware per l'architetturamainframeIBM ESA/390 utilizzando le risorse tecniche dell'istituto. Al progetto, divenuto poi ufficiale e denominato Slack/390, si unì nello stesso anno anche Mark Post, il quale più avanti, a causa degli impegni professionali di Kershaw, fu l'unico a occuparsene. Il progetto non andò oltre la versione stabile 10.0, mentre una versione a 64 bit del port rimase nella fase di collaudo.[31] Nel 2002 Stuart Winter iniziò un porting per l'architettura ARM, progetto poi denominato ARMedslack e destinato principalmente aicomputer desktop. La prima versione stabile, la 11.0, venne pubblicata nel 2007, mentre nel 2009 Volkerding promosse ARMedslack a progetto ufficiale. Da quel momento il port venne progressivamente ribattezzato Slackware ARM e il software fu completamente ricompilato, utilizzando la nuova interfaccia EABI dell'architettura ARM.[32]

Il 2004 vide il passaggio dall'implementazione del server graficoX Window System da parte del progettoXFree86 al suofork curato dalla fondazioneX.Org: nella decisione ebbe un ruolo determinante l'opinione degli utenti di Slackware. Nel 2005 l'ambiente desktop GNOME fu invece escluso dalla distribuzione, essenzialmente per ragioni pratiche, mentre nel 2007, oltre alla versione 2.6 del kernel, fu introdotto il supporto perHAL.[33][34][35]

Albero genealogico delle distribuzioni derivate da Slackware GNU/Linux dal 1994 fino al 2012

Il 25 agosto 2009 venne pubblicata la versione 13.0, la prima a supportare l'architetturax86 a 64 bit. Questo risultato fu possibile grazie al fondamentale contributo di Eric Hameleers. Tra le altre cose, Hameleers rinnovò completamente gli script (denominati SlackBuilds) utilizzati per generare i pacchetti di Slackware contenenti il software compilato: il suo lavoro introduceva un miglioramento tale che i nuovi script furono adottati immediatamente anche per la versione a32 bit.[36]

La versione stabile più recente è la 15.0, pubblicata il 2 febbraio 2022 con un kernel aggiornato alla versione 5.15.19. Slackware 15.0 ha visto in particolare il passaggio alla codifica predefinita inUTF-8, il passaggio da ConsoleKit2 a elogind, così come l'introduzione diWayland e diFFmpeg.[2]

In conclusione, Slackware è stata la prima distribuzione disoftware libero basata suGNU/Linux a raggiungere una vasta diffusione, grazie anche al malcontento degli utenti di SLS. Molte distribuzioni nate in seguito si sono ispirate a essa, prima fra tutteSUSE, nata nel 1994 come traduzione di Slackware inlingua tedesca. Nel corso degli anni sono nati altri progetti derivati, tra cuiSLAX,Zenwalk, eVectorLinux.[16][19][37][38]

Evoluzione delcore team

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Slackware non possiede, diversamente da altre distribuzioni, un team ufficiale di sviluppo. Tuttavia, la collaborazione di Patrick Volkerding con alcune persone in grado di fornire importanti contributi al progetto è stata, nel corso degli anni, un dato di fatto. Come spiegato dallo stesso Volkerding, molte collaborazioni sono nate grazie alla qualità e alla costanza dei contributi forniti, per esempio nella correzione degli errori o nell'ambito di progetti non ufficiali, a cui ha fatto seguito l'invito a far parte del team di sviluppo.[19]

Chris Lumens, David Cantrell e Logan Johnson rappresentano la prima generazione del team di Slackware e sono gli unici ad aver lavorato a tempo pieno per il progetto, durante il periodo con Walnut Creek. Per quanto riguarda gli anni successivi, oltre ai nomi già menzionati nei paragrafi precedenti, troviamo Piter Punk, Erik Jan Tromp, Amritpal Bath, Robby Workman (già fondatore, assieme ad Alan Hicks, del progetto SlackBuilds.org) e Heinz Wiesinger. Per quanto riguarda le versioni più recenti di Slackware, Eric Hameleers, in un documento del 2009 sulla storia della distribuzione, menziona anche Fred Emmott, Vincent Batts, Karl Magnus Kolstø, Leopold Midha e John Jenkins (altri hanno invece preferito l'anonimato).[19][21][39][40][35][9]

Caratteristiche

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Slackware viene sviluppata secondo criteri di semplicità ed eleganza, astenendosi dall'intervenire senza motivo suisorgenti inclusi nella distribuzione e non aggiungendo strumenti diconfigurazione supplementari oltre a quelli previsti dai rispettivi autori. Fanno eccezione alcuni strumenti essenziali, basati in parte sullalibreriancurses, scritti per facilitare la configurazione di base del sistema e la gestione dei pacchetti.[41] Se da una parte molti condividono la scelta di non includere determinati programmi e di adottare strumenti semplificati in nome della qualità e della stabilità del sistema, altri sentono la mancanza di strumenti di configurazione coninterfaccia grafica e di un sistema di gestione dei pacchetti più "amichevole" degli essenziali ma versatilipackage tools, i quali per esempio affidano all'utente la responsabilità di risolvere ledipendenze.[42][43][44][45]

Molte delle controversie in merito alle scelte progettuali di Slackware nascono infatti da interpretazioni differenti del concetto di semplicità. Mentre alcuni ritengono che, per essere semplice, un sistema operativo debba fare ampio uso di interfacce grafiche intuitive e di strumenti automatizzati, gli estimatori di Slackware si rifanno al cosiddetto principioKISS il quale, in modo analogo alrasoio di Ockham, invita ad astenersi dall'aumentare la complessità del sistema con aggiunte non strettamente necessarie. Un sistema intuitivo e ricco di automatismi può infatti semplificare l'interazione a chi è abituato a utilizzare il mouse, tuttavia può costituire un ostacolo per chi preferisce (o deve) avere sul sistema un maggiore controllo, attraverso lariga di comando e la modifica diretta dei file di configurazione.[42][41]

D'altra parte, l'osservanza del principio KISS permette di ottenere un sistema forse meno intuitivo, almeno a prima vista, e tuttavia più semplice perché meno complesso, semplificando così l'interazione a un livello più approfondito, ossia attraverso la riga di comando, e favorendo inoltre la stabilità del sistema stesso. La semplicità apprezzata dagli utenti di Slackware è di quest'ultimo tipo e infatti sono proprio le scelte rigorose di Patrick Volkerding a mantenere attorno a questa distribuzione una solida e attiva comunità di utenti,[46][47] mentre sono numerose ledistribuzioni che si impegnano a rendere Linux intuitivo e accessibile anche per gli utenti inesperti.[42][10][41][45]

Architetture supportate

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Slackware viene pubblicata ufficialmente per le seguenti architetture:

Lo sviluppo del porting ufficiale ARM a 32 bit si è interrotto a marzo 2022 con la versione 15.0, concentrando i futuri sviluppi unicamente sull'architettura ARM a 64 bit. Il motivo di questa interruzione è da rilevarsi principalmente nel fatto che l'hardware ARM a 32 bit non è più in grado di tenere il passo con lo sviluppo di Slackware e le limitazioni dell'architettura stanno diventando sempre più un freno all'adozione delle nuove tecnologie. In aggiunta, dal momento che molte delle principali distribuzioni GNU/Linux hanno cessato lo sviluppo dell'architettura ARM a 32 bit, diventa sempre più oneroso supportare applicazioni la cui compilazione fallisce o che danno problemi in esecuzione. Il supporto ufficiale per l'architettura ARMv5 (32 bit senza unità in virgola mobile, Slackware ARM versione 14.2) è terminato a marzo 2023[51], con l'ultimo aggiornamento distribuito il 9 marzo 2023.

Eric Hameleers aveva inoltre iniziato a creare unporting non ufficiale per l'architettura ARM dedicato ai dispositivi ARM di nuova generazione come inetbook[52], rimasto però incompleto. Sia il progetto ufficiale per l'architetturaSPARC, chiamato Slackware Linux for SPARC, sia quello per l'architetturamainframeIBM ESA/390, denominato Slack/390, sono da tempo inattivi.[53][54] Il progetto di terze parti Splack non ha avuto maggior fortuna, mentre il porting non ufficiale su piattaformaPowerPC, denominato Slackintosh Linux Project, è fermo alla versione 12.1.[55][56]Il progetto non ufficialeslarm64[57] ha un porting delle architettureAArch64 (ARM64) eriscv64 dalla versione 15.0 di Slackware. Un altro progetto non ufficiale,BonSlack[58], mette a disposizione un porting delle architettureARM (32 bit soft e hard float),AArch64 (ARM64),Alpha,HPPA (PA-RISC 1.1),LoongArch (64 bit),MIPS (32 e 64 bit),OpenRISC,PowerPC (32 e 64 bit),RISC-V (64 bit),S/390x,SH-4,SPARC (32 e 64 bit) ex86 (32 bit con struttura "time" a 64 bit), la maggior parte a partire dalla versione 14.2.

Per poter mantenere le operazioni diconfigurazione e di amministrazione del sistema il più possibile agevoli e trasparenti, attraverso file di configurazione leggibili e modificabili senza la necessità di strumenti specifici, Slackware ha adottatoLILO (LInux LOader) qualeboot loader predefinito. È comunque disponibile ancheGRUB (GRand Unified Boot loader) che dalla versione 14.1 si trova nel ramo principale della distribuzione.[59]

Slackware utilizza, per la sua semplicità, uninit system di tipoBSD. A partire dalla versione 7.0 è stata comunque introdotta la compatibilità conSystem V, così da permettere una maggioreinteroperabilità con alcuni software di terze parti che installanoscript per quest'ultimo tipo di init system. Se da un lato un init system di tipoBSD assegna un unico script a ciascunrunlevel,System V gestisce invece, per ogni runlevel, un'interadirectory contenente gli script (o i link simbolici a essi) che devono essere eseguiti. Nel caso di Slackware, quando l'esecuzione dell'init system è terminata viene lanciato lo scriptrc.sysvinit, il quale a sua volta determina l'esecuzione degli script basati suSystem V che dovessero trovarsi nel sistema.[60][61][62][63].

Slackware è l'unica delle distribuzioni "storiche" (e una delle poche in generale, assieme aDevuan,Void Linux eAlpine Linux), a non aver introdotto il controverso[64] package di bootstrap e management, fortemente voluto daRedHat e dal suo principale architettoLennart Poettering, chiamatoSystemd.

Interfacce utente

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Slackware 14.0 con l'ambiente desktop Xfce

L'interfaccia utente predefinita in Slackware è lashell testualebash, sviluppata nell'ambito del progettoGNU. È comunque possibile configurare facilmente il sistema per l'avvio automatico delserver grafico X, modificando il fileinittab in modo tale da abilitare ilrunlevel 4. Ildisplay manager predefinito èKDM ma è disponibile anche il tradizionaleXDM.

L'ambiente desktopKDE è considerato la principaleinterfaccia grafica di Slackware, dato che viene avviato con il server X senza la necessità di ulteriori modifiche ai file di configurazione. È inoltre disponibileXfce, più leggero e particolarmente indicato per l'utilizzo su computer poco performanti, così come iwindow managerfluxbox,blackbox,Window Maker,fvwm2 etwm. L'impostazione del window manager preferito può essere fatta attraverso KDM, intervenendo manualmente sui file di configurazione, oppure grazie alloscriptxwmconfig.[65][66]

L'ambiente desktopGNOME è stato escluso dalla distribuzione a partire dalla versione 10.2, essenzialmente per motivi pratici.[67] In seguito a questa decisione sono nati alcuni progetti gestiti da terze parti, il cui scopo è continuare a rendere disponibile questo ambiente agli utenti di Slackware. In particolare, due progetti attivamente sviluppati sono Dropline GNOME e MATE SlackBuilds (quest'ultimo basato su unfork della versione 2 di GNOME).[68][69]

Gestione dei pacchetti

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Slackware fornisce un sistema di gestione deipacchetti dalle caratteristiche uniche il quale, pur consentendo l'installazione, l'aggiornamento e la rimozione dei pacchetti con la medesima facilità delle altre distribuzioni, non prevede un controllo automatico delledipendenze. Ciò da un lato favorisce una gestione semplice e molto flessibile del sistema, dall'altro implica che l'utente debba sapere esattamente quello che fa. Si tratta di una scelta in linea con la filosofia progettuale adottata da Patrick Volkerding: astenersi cioè dall'aumentare senza motivo la complessità del sistema, favorendo in questo modo la stabilità, la flessibilità e la pulizia dell'insieme.[70][71]

I pacchetti di Slackware contengono ilsoftwarecompilato e compresso in unarchivio, in cui ciascun file si trova nella sua posizione finale all'interno della struttura delfilesystem. I pacchetti ufficiali vengono compressi utilizzando l'algoritmoLZMA e portano quindi l'estensione sintetica.txz. Fino al 2009 Patrick Volkerding ha invece utilizzato l'algoritmoDeflate incluso nel programmagzip.[72] Un pacchetto può a volte contenere, oltre ai file da installare, anche uno script denominatodoinst.sh che permette di eseguire automaticamente eventuali operazioni di post-installazione, utili per il corretto funzionamento del software installato.[73][74]

Strumenti a riga di comando

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Slackware offre diversi strumenti per la gestione dei pacchetti. Il comandoinstallpkg permette di installare sul sistema uno o più pacchetti compatibili con Slackware, i quali possono avere come estensione.txz,.tgz,.tbz o.tlz. Conremovepkg è invece possibile rimuovere dal sistema pacchetti precedentemente installati, mentreupgradepkg ne permette l'aggiornamento. Conexplodepkg i contenuti del pacchetto vengono estratti ma non installati, mentremakepkg consente di generare, a partire dalladirectory corrente, pacchetti compatibili con la distribuzione. Va segnalata anche l'esistenza dislacktrack, un programma con cui si possono creare pacchetti partendo direttamente dal codice sorgente. Tutti questi strumenti sono ben documentati nelle rispettive pagineman oltre che nella guida ufficiale.[73][7][75][76]

Slackpkg e pkgtool

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Slackpkg, uno degli strumenti di gestione dei pacchetti

A partire dalla versione 12.2,slackpkg è stato aggiunto al ramo principale della distribuzione:[77] si tratta di uno strumento che semplifica l'installazione, l'aggiornamento e la rimozione del software. Dotato anche di un'interfaccia semi-grafica,slackpkg permette l'installazione e l'aggiornamento via rete, agevolando così, grazie alla sincronizzazione con ilrepository ufficiale, l'amministrazione del sistema.[7][78] In perfetto "stile Slackware"slackpkg non gestisce le dipendenze. Anchepkgtool, lo strumento di configurazione di Slackware, riunisce in sé alcune delle funzionalità del sistema di gestione dei pacchetti: in particolare consente di visualizzare i dettagli riguardanti i pacchetti installati, di rimuoverli o di installarne di nuovi.[73]

Controllo delle dipendenze e flessibilità

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Come già accennato nei paragrafi precedenti, la filosofia progettuale di Slackware affida all'amministratore del sistema la responsabilità di verificare che tutte le dipendenze siano soddisfatte. Ciò garantisce un'elevata flessibilità,[71][70] tuttavia questa caratteristica ha dato vita in passato a discussioni fra gli estimatori di questa soluzione e coloro i quali, più vicini a distribuzioni comeDebian oRed Hat, ritengono indispensabile per l'utente medio non solo il controllo delle dipendenze da parte del sistema, ma pure un ampiorepository di software giàcompilato, a cui attingere con facilità mediante un sistema automatizzato. Per questi ultimi, Slackware sarebbe inoltre poco adatta all'ambito aziendale, poiché includerebbe nella distribuzione una quantità troppo limitata di software e non permetterebbe un'efficiente amministrazione del sistema in contesti caratterizzati da un elevato numero di computer.[44][42][43]

D'altra parte, Slackware permette di compilare e di installare,de facto, qualsiasi programma esistente che sia compatibile con l'installazione di base, proprio grazie alla neutralità garantita dall'assenza di un complesso sistema di controllo delle dipendenze legato a un repository centralizzato.[70][71] L'apertura e l'estendibilità dislackpkg rendono inoltre possibile la creazione di repository dedicati, locali o remoti, contenenti il software che si ritiene necessario per le proprie esigenze e che non è incluso nella distribuzione di base. Questi archivi possono essere gestiti in modo trasparente medianteslackpkg, alla pari del repository ufficiale, definendo con precisione le priorità dei pacchetti che dovessero trovarsi contemporaneamente in più di un repository. Ciò è possibile grazie a un'estensione perslackpkg denominataslackpkg+, creata da Matteo Rossini con il contributo e il sostegno di altri sviluppatori, tra cui Eric Hameleers.[79][80][81][45]

Sviluppo

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Patrick Volkerding si occupa personalmente dello sviluppo di Slackware e coordina il lavoro degli altri membri del team, il quale è organizzato in maniera snella e informale. Spetta a Volkerding, in quanto fondatore, l'ultima parola su cosa includere nella distribuzione e sulla direzione che questa deve prendere, perciò egli stesso si definisce unBDFL (Benevolo Dittatore a Vita).[27] Grazie alla costante ed elevata qualità del suo lavoro, egli gode di stima e autorevolezza presso gli utenti di questo sistema.[21]

In modo analogo ad altre distribuzioni Linux, lo sviluppo di Slackware avviene in un apposito ramo, denominato-current (attuale), che viene aggiornato frequentemente ed è pubblicamente disponibile.[82] Periodicamente viene inoltre pubblicata una versione stabile che in genere riceve solo gli aggiornamenti di sicurezza (patch) per i software che compongono la distribuzione. Per una data versione stabile, il supporto di sicurezza continua anche dopo la pubblicazione delle versioni successive e prosegue per alcuni anni, dopodiché la responsabilità della manutenzione del sistema passa completamente all'utente.[34]

La decisione di pubblicare una nuova versione spetta a Patrick Volkerding ed è insindacabile. Il criterio seguito è puramente qualitativo: «La nuova versione verrà pubblicata quando sarà pronta». Questo criterio intende evitare al team di imporsi scadenze che potrebbero non trovare adeguata corrispondenza nella realtà e permette di mantenere alto il livello di qualità e stabilità del sistema.[4]

Siccome il progetto è gestito da un numero relativamente ristretto di persone, non esiste un sistema specifico per il tracciamento deibug e le eventuali segnalazioni avvengono in maniera informale attraverso il forum LinuxQuestions.org[83], dove risponde attivamente il team di sviluppo e lo stesso Patrick. Informazioni dettagliate riguardanti i cambiamenti vengono registrate nei variChangeLog, pubblicati sul sito ufficiale,[84] e nel fileChangeLog.txt incluso nella distribuzione.[82] Le segnalazioni relative agli aggiornamenti di sicurezza vengono diffuse grazie a una appositamailing list.[85]

Il progetto non prevede nemmeno una procedura definita per entrare a far parte della squadra di sviluppo, tuttavia, in occasione di un'intervista, lo stesso Volkerding ha dato un'indicazione, in parte scherzosa, rivolta agli aspiranti nuovi membri del team: «Sorprendeteci in modo appropriato e forse vi faremo entrare, ma badate alle terribili prove di iniziazione».[19]

Requisiti di sistema

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Slackware è in grado di funzionare su computer con architetturax86 con almeno unprocessore i486, o della famigliax86-64, la più recente estensione a64 bit della prima che include le famiglieAMD64,EM64T eIntel 64, o ancora suarchitettura ARM.Come nel caso di altre moderne distribuzioni Linux, Slackware è compatibile con la maggior parte dell'hardware più diffuso per i computerda scrivania,portatili eultraportatili.Per quanto riguarda i requisiti di memoria, non c'è una quantità minima prestabilita, ma l'installazione richiede almeno 128Megabyte di spazio di swap, e un sistema usabile con grafica minimale richiede almeno 64 MB diRAM, mentre inmemoria di massa lo spazio dipende dal software della distribuzione effettivamente installato: un'installazione minimale necessita di circa mezzoGigabyte, una completa di almeno 8.[86]

Installazione

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Sul sito ufficiale si possono acquistare, anche in forma di sottoscrizione, dischi giàmasterizzati contenenti l'intera distribuzione: in questo modo si contribuisce al progetto e si permette materialmente a Patrick Volkerding di continuarne lo sviluppo.[87] È anche possibilescaricare gratuitamente leimmagini.iso perDVD oCD da uno deimirror predisposti oppure servendosi delprotocolloBitTorrent. Quest'ultimo sistema contribuisce a evitare il sovraccarico dei mirror ed è perciò consigliato.[88][89][90] Il metodo d'installazione più comune consiste nel riavviare il computer con un CD o un DVD contenente la distribuzione ed eseguire i passi previsti. All'inizio è possibile specificare eventuali parametri da passare alkernel, quindi si viene invitati a impostare il layout della propria tastiera.

Dopo l'accesso come utenteroot ci si trova di fronte a un'interfaccia a riga di comando attraverso la quale è possibile interagire con il sistema, creando una o piùpartizioni e un eventuale spazio diswap. I principali strumenti di partizionamento a disposizione dell'utente sonofdisk,parted ecfdisk, ma sono disponibili anchesfdisk egdisk. Non appena definite le partizioni si può decidere di creare i rispettivifilesystem mediante gli strumentimkfs, oppure affidarsi anche per questo al programma d'installazione. Quest'ultimo va avviato con il comandosetup e permette di gestire i passi che, dall'assegnazione delle partizioni ai varimount point, fino alla configurazione delboot loader, installeranno il sistema suldisco rigido.

Il programma d'installazione di Slackware (versione 14.1)

L'interfaccia del programma d'installazione appare come un elenco di opzioni in cui ciascuna rappresenta una fase del processo (tranne la sezione HELP che fornisce un aiuto all'utilizzo del programma). La sezione KEYMAP consente di scegliere il layout corrispondente alla propria tastiera. Nella sezione ADDSWAP vengono rilevate le partizioni di swap presenti sul disco e se ne può decidere l'attivazione. La sezione TARGET permette di scegliere le partizioni su cui il sistema verrà installato, formattandole se lo si desidera e assegnando a ciascuna unmount point.

Nella sezione SOURCE occorre specificare la fonte da cui i pacchetti verranno installati: da CD o DVD, da una directory, oppure dalla rete. Nella sezione SELECT vengono mostrate le categorie di software che è possibile installare: quelle consigliate sono già selezionate ma ciascuno è libero di modificare la configurazione secondo le proprie necessità. La sezione INSTALL prevede diverse opzioni, in base al livello di interattività che si desidera ottenere durante l'installazione dei pacchetti:full è la scelta consigliata e a prova d'errore, ma è possibile avere un controllo maggiore sul processo scegliendo una delle altre opzioni. Con CONFIGURE si entra nella fase di configurazione del sistema.

Si può dapprima creare un dispositivo diboot utilizzando una chiavetta USB, quindi si passa alla configurazione delboot loaderLILO, a quella del mouse, del fuso orario, della rete, infine alla scelta delwindow manager predefinito. È inoltre possibile decidere qualidemoni debbano essere avviati durante il boot del sistema. Tutti questi strumenti di configurazione saranno accessibili anche in seguito grazie al programmapkgtool il quale, inoltre, riunisce in sé alcune delle funzionalità degli strumenti di gestione dei pacchetti.[91]

Versioni

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Segue una carrellata di tutte le versioni di Slackware pubblicate, con a fianco l'evoluzione temporale dalla versione 1.0 (1993) fino a oggi. Per maggiori dettagli è bene consultare gli annunci e lerelease notes delle rispettive versioni.[82] Una tabella riassuntiva ricca d'informazioni si può trovare inoltre sul sitoDistroWatch, nella sezione dedicata a questa distribuzione.[11] Per quanto riguarda il supporto con lepatch di sicurezza, dal 1º agosto 2012 queste non vengono più fornite per le versioni fino alla 12.0 (pubblicata nel 2007)[67][92], mentre dal 9 dicembre 2013 anche il supporto per le versioni 12.1 e 12.2 (pubblicate entrambe nel 2008) è stato interrotto. Le versioni 13.x sono state supportate fino al 19 giugno 2018, mentre il 3 gennaio 2024 è cessato il supporto per le versioni 14.x.

VersioneData di pubblicazioneSupportata (patch)Caratteristiche principali, cambiamenti
pre-1.0-beta10.04.1993[93]No

Linux 0.99.pl8-3;Linux libc 4.3.3;gcc 2.3.3;Perl 4.035.

1.0016.07.1993[94]No

Linux 0.99pl11a;Linux libc 4.4.1;gcc 2.4.5;Perl 4.035;XFree86 1.3.

1.0104.08.1993[95]No

Linux 0.99pl12a;Linux libc 4.4.1;gcc 2.4.5;Perl 4.035;XFree86 1.3.

1.1.005.11.1993No

Linux 0.99pl13;Linux libc 4.4.4;gcc 2.4.5/2.5.8;Perl 4.036;XFree86 2.1.

1.1.112.12.1993No

Linux 0.99pl14c;Linux libc 4.4.4;gcc 2.4.5/2.5.8;Perl 4.036;XFree86 2.1.

1.1.205.02.1994[96]No

Linux 0.99.15;Linux libc 4.5.19;gcc 2.4.5/2.5.8;Binutils 1.9l.3 (gas 1.38.1l.2/2.2l);Perl 4.036;XFree86 2.1.

1.2.019.03.1994[97]No

Linux 1.0;Linux libc 4.5.24;gcc 2.4.5/2.5.8;Binutils 1.9l.4 (gas 1.38.1l.2/2.2l);Perl 4.036;XFree86 2.1.

2.0.001.07.1994[98]No

Linux 1.0.9/1.1.18;Linux libc 4.5.26;gcc 2.4.5/2.5.8;Binutils 1.9l.4 (gas 1.38.1l.2/2.2l);Perl 4.036/5.00a;XFree86 2.1.1.

2.0.118.09.1994[99]No

Linux 1.0.9/1.1.18;Linux libc 4.5.26;gcc 2.4.5/2.6.0;Binutils 1.9l.4 (gas 1.38.1l.2/2.2l);Perl 4.036/5.00a;XFree86 2.1.1.

2.1.031.10.1994[100]No

Linux 1.1.59;Linux libc 4.5.26;gcc 2.5.8/2.6.0;Binutils 1.9l.4 (gas 1.38.1l.2/2.2l);Perl 4.036/5.000;XFree86 3.1.

2.2.030.03.1995[101]No

Linux 1.2.1;Linux libc 4.6.27;gcc 2.6.3;Binutils 2.5.2;Perl 4.036/5.000;XFree86 3.1.1.

2.324.05.1995[102]No

Linux 1.2.8;Linux libc 4.6.27;gcc 2.6.3;Binutils 2.5.2;Perl 4.036/5.001;XFree86 3.1.1.

3.024.08.1995[103]No

Linux 1.2.13/1.3.18;Linux libc 5.0.9;gcc 2.7.0;Binutils 2.5.2;Perl 5.001;XFree86 3.1.2.

3.124.07.1996[104]No

Linux 2.0.0;Linux libc 5.3.12;gcc 2.7.2;Binutils 2.6.0.14;Perl 5.003;Apache 1.0.0;XFree86 3.1.2.

3.220.04.1997[105]No

Linux 2.0.29;Linux libc 5.4.23;gcc 2.7.2.1;Binutils 2.7.0.9;Perl 5.003;Apache 1.1.3;XFree86 3.2.

3.311.07.1997[106]No

Linux 2.0.30;Linux libc 5.4.33 (glibc 2.0.4 in/contrib);gcc 2.7.2.2;Binutils 2.8.1.0.1;Perl 5.004_03;Apache 1.2.0;XFree86 3.3.

3.414.10.1997[107]No (EOL: 22.05.1998)

Linux 2.0.30;Linux libc 5.4.33 (glibc 2.0.5c in/contrib);gcc 2.7.2.3;Binutils 2.8.1.0.1;Perl 5.004_03;Apache 1.2.4;XFree86 3.3.1.Aggiunta procedura super-semplice per installazione UMSDOS—zipslack.zip, un sistema Linux completo in un file di 33 megabyte.

3.509.06.1998[108]No (EOL: 15.10.1998)

Linux 2.0.34;Linux libc 5.4.44 (glibc 2.0.5c in/contrib);egcs 1.0.3,gcc 2.8.1;Binutils 2.8.1.0.23;Perl 5.004_04;Python 1.5;Apache 1.2.6;XFree86 3.3.2p2;GTK 1.0.2;Qt 1.41;Netscape Navigator 4.04;Gimp 0.99.23.

3.628.10.1998[109]No (EOL: 18.03.1999)

Linux 2.0.35/2.1.125;glibc 2.0.7pre6;egcs 1.0.3,gcc 2.7.2.3/2.8.1;Binutils 2.8.1.0.23;Perl 5.005_02;Python 1.5.1;Apache 1.3.3;XFree86 3.3.2p3;GTK 1.0.6;Qt 1.41;Netscape Navigator 4.07;Gimp 1.0.2.

3.9/4.017.05.1999[39]No (EOL: 27.11.1999)

Linux 2.0.37pre10 (3.9), 2.2.6 (4.0);glibc 2.0.7pre6;egcs 1.1.2,gcc 2.7.2.3/2.8.1;Binutils 2.9.1.0.19a;Perl 5.005_003;Python 1.5.1;Apache 1.3.6;XFree86 3.3.3p1;GTK 1.2.2;Qt 1.44;GNOME 1.0;KDE 1.1.1;Netscape Communicator 4.51;Gimp 1.0.4.

7.025.10.1999[110]No (EOL: 22.06.2002)

Linux 2.2.13;glibc 2.1.3;egcs 1.1.2,gcc 2.7.2.3/2.95.1;Binutils 2.9.1.0.25;Perl 5.005_003;Python 1.5.2;Apache 1.3.9;XFree86 3.3.5;GTK 1.2.6;Qt 1.44;GNOME 1.0.53;KDE 1.1.2;Netscape Communicator 4.7;Gimp 1.0.4.

7.125.06.2000[111]No (EOL: 26.06.2002)

Linux 2.2.16;glibc 2.1.3;egcs 1.1.2,gcc 2.7.2.3/2.95.2;Binutils 2.9.1.0.25;Perl 5.6.0;Python 1.5.2;Apache 1.3.12;Apache 1.3.12;XFree86 3.3.6;GTK 1.2.8;Qt 1.45;GNOME 1.2;KDE 1.1.2/1.91;Netscape Communicator 4.73;Gimp 1.0.4.

8.001.07.2001[28]No (EOL: 29.03.2003)

Linux 2.2.19;glibc 2.2.3;gcc 2.95.3;Binutils 2.11.90.0.19;Perl 5.6.1;Python 2.0.1;PHP 4.0.5;Apache 1.3.20;OpenSSL 0.9.6a;OpenSSH 2.9p1;XFree86 4.1.0;GTK 1.2.10;Qt 2.3.1;GNOME 1.4;KDE 2.1.1;Netscape Communicator 4.77;Mozilla 0.9.1;Gimp 1.2.1.

8.118.06.2002[40]No (EOL: 01.08.2012)

Linux 2.4.18;glibc 2.2.5;gcc 2.95.3;Binutils 2.12.90.0.19;Perl 5.6.1;Python 2.2.1;PHP 4.2.1;Apache 1.3.26;OpenSSL 0.9.6d;OpenSSH 3.2.3p1;XFree86 4.2.0;GTK 1.2.10;Qt 3.0.4;GNOME 1.4.1;KDE 3.0.1;Xfce 3.8.16;Mozilla 1.0;Netscape 6.2.3;Gimp 1.2.3.Introdotti i nomi lunghi per i pacchetti (da8.3 a name-version-arch-build.tgz) e cambiati gli script per l'installazione da hdsetup a pkgtools.

9.018.03.2003[112]No (EOL: 01.08.2012)

Linux 2.4.20/21;glibc 2.3.1;gcc 3.2.2;Binutils 2.13.90.0.18;Perl 5.8.0;Python 2.2.2;PHP 4.3.1;Apache 1.3.27;OpenSSL 0.9.7a;OpenSSH 3.5p1;GnuPG 1.2.1;XFree86 4.3.0;GTK 2.2.1;Qt 3.1.2;GNOME 2.2;KDE 3.1;Xfce 3.8.18;Mozilla 1.3;Netscape 7.02;Gimp 1.2.3.

9.126.09.2003[113]No (EOL: 01.08.2012)

Linux 2.4.22/26;glibc 2.3.2;gcc 3.2.3;Binutils 2.14.90.0.6;Perl 5.8.0;Python 2.3.1;PHP 4.3.3;Apache 1.3.28;OpenSSL 0.9.7b;OpenSSH 3.7.1p1;GnuPG 1.2.3;XFree86 4.3.0;GTK 2.2.4;Qt 3.2.1;GNOME 2.4.0;KDE 3.1.4;Xfce 3.99.4;Mozilla 1.4;Netscape 7.1;Gimp 1.2.5.Introdotto il supporto perALSA. Processore minimo486.

10.023.06.2004[114]No (EOL: 01.08.2012)

Linux 2.4.26;glibc 2.3.2;gcc 3.3.4;Binutils 2.15.90.0.3;Perl 5.8.4;Python 2.3.4;PHP 4.3.7;Apache 1.3.31;OpenSSL 0.9.7d;OpenSSH 3.8.1p1;GnuPG 1.2.4;X11R6.7.0 (da X.Org);GTK 2.4.3;Qt 3.3.2;KDE 3.2.3;Xfce 4.0.5;Mozilla 1.7;Netscape 7.1;Gimp 2.2.3.Passati daXFree86 aXorg.

10.106.02.2005[115]No (EOL: 01.08.2012)

Linux 2.4.29;glibc 2.3.4;gcc 3.3.4;Binutils 2.15.92.0.2;Perl 5.8.6;Python 2.4;PHP 4.3.10;Apache 1.3.33;OpenSSL 0.9.7e;OpenSSH 3.9p1;GnuPG 1.2.7;X11R6.8.1 (da X.Org);GTK 2.6.1;Qt 3.3.3;GNOME 2.6.2;KDE 3.3.2;Xfce 4.2.0;Mozilla 1.7.5;Netscape 7.2;Gimp 2.2.3.

10.215.09.2005[116]No (EOL: 01.08.2012)

Linux 2.4.26;glibc 2.3.5;gcc 3.3.6;Binutils 2.15.92.0.2;Perl 5.8.7;Python 2.4.1;PHP 4.4.0;Apache 1.3.33;OpenSSL 0.9.7g;OpenSSH 4.2p1;GnuPG 1.2.7;X11R6.8.2 (da X.Org);GTK 2.6.10;Qt 3.3.4;KDE 3.4.2;Xfce 4.2.2;Mozilla 1.7.11;Firefox eThunderbird 1.0.6;Gimp 2.2.8.L'ambiente desktopGNOME viene escluso dalla distribuzione.

11.002.10.2006[117]No (EOL: 01.08.2012)

Linux 2.4.33.3;glibc 2.3.6;gcc 3.4.6;Binutils 2.15.92.0.2;Perl 5.8.8;Python 2.4.3;Ruby 1.8.4;PHP 4.4.4;Apache 1.3.37;OpenSSL 0.9.8d;OpenSSH 4.4p1;GnuPG 1.4.5;X11R6.9.0 (da X.Org);GTK 2.8.20;Qt 3.3.6;KDE 3.5.4;Xfce 4.2.3.2;SeaMonkey 1.0.5;Firefox eThunderbird 1.5.0.7;Pidgin 2.0.2;Gimp 2.2.15.Prima versione disponibile in DVD.

12.002.07.2007[118]No (EOL: 01.08.2012)

Linux 2.6.21.5;glibc 2.5;GCC 4.1.2;Binutils 2.17.50.0.17;Perl 5.8.8;Python 2.5.1;Ruby 1.8.6;PHP 5.2.3;Apache 2.2.4;OpenSSL 0.9.8e;OpenSSH 4.6p1;OpenVPN 2.0.9;GnuPG 2.0.4;X11R7.2 (XOrg 1.3.0.0);GTK 2.10.13;Qt 3.3.8;KDE 3.5.7;Xfce 4.4.1;SeaMonkey 1.1.2;Firefox eThunderbird 2.0.0.4;Pidgin 2.0.2;Gimp 2.2.15.IntrodottoHAL e passati dalla versione 2.4 a 2.6 per il kernel.

12.101.05.2008[119]No (EOL: 09.12.2013)

Linux 2.6.24.5;glibc 2.7;GCC 4.2.3;Binutils 2.17.50.0.17;Perl 5.8.8;Python 2.5.2;Ruby 1.8.6-p114;PHP 5.2.5;Apache 2.2.8;OpenSSL 0.9.8g;OpenSSH 5.0p1;OpenVPN 2.0.9;GnuPG 2.0.9;X11R7.3 (XOrg 1.4.0.90);GTK 2.12.9;Qt 3.3.8b;KDE 3.5.9;Xfce 4.4.2;SeaMonkey 1.1.9;Firefox 2.0.0.14;Thunderbird 2.0.0.12;Pidgin 2.4.1;Gimp 2.4.5.

12.210.12.2008[120]No (EOL: 09.12.2013)

Linux 2.6.27.7/31;glibc 2.7;GCC 4.2.4;Binutils 2.18.50.0.9;Perl 5.10.0;Python 2.5.2;Ruby 1.8.7-p72;PHP 5.2.8;Apache 2.2.10;OpenSSL 0.9.8i;OpenSSH 5.1p1;OpenVPN 2.0.9;GnuPG 2.0.12;X11R7.3 (XOrg 1.4.2);GTK 2.12.12;Qt 3.3.8b;KDE 3.5.10;Xfce 4.4.3;SeaMonkey 1.1.13;Firefox 3.0.4;Thunderbird 2.0.0.18;Pidgin 2.5.2;Gimp 2.4.7.

13.026.08.2009[121]No (EOL: 19.06.2018)

Linux 2.6.29.6;glibc 2.9;GCC 4.3.3;Binutils 2.18.50.0.9;Perl 5.10.0;Python 2.6.2;Ruby 1.8.7-p174;PHP 5.2.10;Apache 2.2.13;OpenSSL 0.9.8k;OpenSSH 5.2p1;OpenVPN 2.0.9;GnuPG 2.0.12;X11R7.4 (XOrg 1.6.3);GTK 2.14.7;Qt 4-r1008952;KDE 4.2.4;Xfce 4.6.1;SeaMonkey 1.1.17;Firefox 3.5.2;Thunderbird 2.0.0.23;Pidgin 2.5.9;Gimp 2.6.6.Introdotto il supporto per l'architetturax86_64; passaggio da KDE 3.5 a 4.x e passaggio dalla compressionegzip axz per i pacchetti.

13.124.05.2010[122]No (EOL: 19.06.2018)

Linux 2.6.33.4;glibc 2.11.1;GCC 4.4.4;Binutils 2.20.51.0.8;Perl 5.10.1;Python 2.6.4;Ruby 1.9.1-p378;PHP 5.2.13;Apache 2.2.15;OpenSSL 0.9.8n;OpenSSH 5.5p1;OpenVPN 2.1.1;GnuPG 2.0.14;X11R7.5 (XOrg 1.7.7);GTK 2.18.9;Qt 4.6.2;KDE 4.4.3;Xfce 4.6.1;SeaMonkey 2.0.4;Firefox 3.6.3;Thunderbird 3.0.4;Pidgin 2.7.0;Gimp 2.6.8.AggiuntiPolicyKit and ConsoleKit e passati al sottosistemalibata.

13.3727.04.2011[123]No (EOL: 19.06.2018)

Linux 2.6.37.6;glibc 2.13;GCC 4.5.2;Binutils 2.21.51.0.6;Perl 5.12.3;Python 2.6.6;Ruby 1.9.1-p431;PHP 5.3.6;Apache 2.2.17;OpenSSL 0.9.8r;OpenSSH 5.8p1;OpenVPN 2.1.4;GnuPG 2.0.17;X11R7.6 (XOrg 1.9.5);GTK 2.24.4;Qt 4.7.0;KDE 4.5.5;Xfce 4.6.2;SeaMonkey 2.1b3;Firefox 4.0;Thunderbird 3.1.9;Pidgin 2.7.11;Gimp 2.6.11.Aggiunto il supporto perGPT e introdotti ibtrfs-progs.

14.028.09.2012[124]No (EOL: 03.01.2024)

Linux 3.2.29/98;glibc 2.15;GCC 4.7.1;LLVM 3.0;Binutils 2.22.52.0.2;Perl 5.16.1;Python 2.7.3;Ruby 1.9.3-p194;PHP 5.4.7;Apache 2.4.3;OpenSSL 1.0.1c;OpenSSH 6.1p1;OpenVPN 2.2.2;GnuPG 2.0.19;X11R7.7 (XOrg 1.12.3);GTK 3.4.4;Qt 4.8.2;KDE 4.8.5;Xfce 4.10.0;SeaMonkey 2.12.1;Firefox eThunderbird 15.0.1;Pidgin 2.10.6;Gimp 2.8.2.AggiuntoNetworkManager e rimosso HAL dal momento che le sue funzionalità sono state inserite inudev.

14.107.11.2013[125]No (EOL: 03.01.2024)

Linux 3.10.17/107;glibc 2.17;GCC 4.8.2;LLVM 3.3;Binutils 2.23.52.0.1;Perl 5.18.1;Python 2.7.5;Ruby 1.9.3-p448;PHP 5.4.20;Apache 2.4.6;OpenSSL 1.0.1e;OpenSSH 6.3p1;OpenVPN 2.3.2;GnuPG 2.0.22;XOrg 1.14.3;GTK 3.18.2;Qt 4.8.5;KDE 4.10.5;Xfce 4.10.1;SeaMonkey 2.21;Firefox eThunderbird ESR 24.1;Pidgin 2.10.7;Gimp 2.8.6.Abbandono diMySQL a favore diMariaDB. Introduzione del supporto per la tecnologiaUEFI.

14.230.06.2016[3]No (EOL: 03.01.2024)

Linux 4.4.14/276 (config per 4.6 in/testing);glibc 2.23;GCC 5.3.0;LLVM 3.8;Binutils 2.26;Perl 5.22.2;Python 2.7.11;Ruby 2.2.5;PHP 5.6.23;Apache 2.4.20;OpenSSL 1.0.2h;OpenSSH 7.2p2;OpenVPN 2.3.11;GnuPG 2.0.30;;XOrg 1.18.3;GTK 3.18.9;Qt 4.8.7;KDE 4.14.3;Xfce 4.12.1;SeaMonkey 2.40;Firefox 45.2.0 ESR,Thunderbird 45.1.1;Pidgin 2.10.12;Gimp 2.8.16.Sostituzione diUdev con Eudev, di ConsoleKit con ConsoleKit2. Introduzione diPulseAudio e VDPAU. Processore minimo nel porting a 32bitPentium (i586).

15.0 (ultima distribuita)02.02.2022[2]

Linux 5.15.19/94;glibc 2.33;GCC 11.2.0;LLVM 13.0.0;Binutils 2.37;Perl 5.34.0;Python 2.7.18 e 3.9.10;Ruby 3.0.3;Rust 1.58.1;PHP 7.4.27 (8.0.20 e 8.1.8 in/extra);Apache 2.4.52;OpenSSL 1.1.1m;OpenSSH 8.8p1;OpenVPN 2.5.5;GnuPG 2.2.33;XOrg 1.20.14;GTK 4.4.1;Qt 5.15.3;KDE Plasma 5 5.23.5;Xfce 4.16.3;SeaMonkey 2.53.10.2 (2.53.19 in patches);Firefox 91.5.1 ESR (115.16.x in patches),Thunderbird 91.5.1 (115.15.x in patches);Pidgin 2.14.8;Gimp 2.10.30.Sostituzione dell'encoding di default daASCII aUTF-8, diConsoleKit2 conelogind e diKDE4 conKDE Plasma 5. Aggiunto il supporto perpython3. Cambiato il path del database dei pacchetti da/var/log/packages a/var/lib/pkgtools. AggiuntiLAME,vulkansdk,SDL2,FFmpeg,PAM eWayland.

current (15.1)rollingsviluppo

Linux 6.11.x;glibc 2.40;GCC 14.2.x;LLVM 18.x.x;Binutils 2.4x;Perl 5.40.x;Python 2.7.18 e 3.11.1x;Ruby 3.3.x;Rust 1.8x.x;PHP 8.3.1x;Apache 2.4.6x;OpenSSL 3.3.x;OpenSSH 9.9px;OpenVPN 2.6.1x;GnuPG 2.4.x;XOrg 21.1.1x;GTK 4.16.x;Qt 6.7.x;KDE Plasma 5 5.116.x;Xfce 4.18.x;SeaMonkey 2.53.xx;Firefox 128.x.x,Thunderbird 128.x.x;Pidgin 2.14.1x;Gimp 2.10.3x.

Distribuzioni derivate

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Segue un elenco di alcunedistribuzioni derivate da Slackware:

Popolarità

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La popolarità di unsistema operativoLinux - intesa come reale utilizzo - non può essere determinata in modo affidabile data la mancanza di strumenti e di criteri scientifici di misurazione adatti allo scopo. Alcuni siti web forniscono tuttavia dellestatistiche basate sui contatti ricevuti da determinate pagine, oppure sulleparole chiave utilizzate dagli utenti per la ricerca.

Popolarità globale

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I dati raccolti dal sitoDistroWatch mostrano che l'interesse per la pagina dedicata a Slackware si è mantenuto, nel corso degli anni, relativamente stabile: escludendo infatti le statistiche relative ai primi due anni di vita del sito, i contatti giornalieri ricevuti dalla pagina oscillano tra un minimo di 531 (2008) e un massimo di 676 (2012), mentre nel 2004 ammontavano a 669. Per quanto riguarda invece la popolarità di Slackware rispetto alle altredistribuzioni, la sua posizione nella graduatoria è scesa progressivamente dal settimo posto del 2002 al diciassettesimo del 2013. Per leggere quest'ultimo dato va considerata la comparsa nel 2004 diUbuntu e, negli anni successivi, di altre distribuzioni rivolte a un pubblico tecnicamente meno preparato, il quale fino ad allora era stato escluso dall'ecosistema Linux. Ciò ha fatto registrare un aumento dell'interesse per Linux in generale, spostando nel contempo l'equilibrio verso le nuove distribuzioniuser friendly.[11][126][127] Le statistiche elaborate dal progettoLinux Counter mostrano invece che, alla fine del 2013, su un totale di circa90 000 computer di cui era nota la distribuzione installata, il 6,4% funzionava grazie a Slackware GNU/Linux.[128][129]

Popolarità regionale

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I dati relativi all'utilizzo della parola "Slackware" nelmotore di ricercaGoogle mostrano che, nel periodo tra il 2004 e l'inizio del 2014, il termine è stato utilizzato più frequentemente inBulgaria, seguita nell'ordine daPolonia,Brasile,Lettonia,Romania,Repubblica Ceca eIndonesia. A partire dal 2005 si è inoltre verificata una diminuzione progressiva dell'utilizzo del termine.[130]

Note

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  1. 12Announcement: Slackware 1.0, suSlackware.com.URL consultato il 18 dicembre 2010.
  2. 123Announcement: Slackware 15.0, sumirrors.slackware.com.URL consultato il 2 febbraio 2022.
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  21. 1234567 Sam Varghese,The Linux distribution that's always in the black, suThe Age, 4 ottobre 2002.URL consultato il 15 marzo 2014.
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  23. Official Slackware Linux Release 3.0 CDROM (TXT), suslackware.cs.utah.edu.URL consultato il 15 marzo 2014.
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  33. ChangeLog: Slackware 10.0 (TXT), sumirrors.slackware.com.URL consultato il 15 marzo 2014.
  34. 12ChangeLog: Slackware 10.2 (TXT), sumirrors.slackware.com.URL consultato il 15 marzo 2014.
  35. 12Release Notes: Slackware 12.0, sumirrors.slackware.com.URL consultato il 15 marzo 2014.
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  39. 12Announcement: Slackware 4.0 (TXT), sumirrors.slackware.com.URL consultato il 19 maggio 2013.
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  90. Slackware 14.1 Torrents! Please seed!, suLinuxQuestions.org.URL consultato il 16 marzo 2014.
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  94. Announcement: Slackware 1.00, suSlackware.com.URL consultato il 12 agosto 2022.
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  99. Announcement: Slackware 2.0.1, suSlackware.com.URL consultato il 12 agosto 2022.
  100. Announcement: Slackware 2.1, suSlackware.com.URL consultato il 12 agosto 2022.
  101. Announcement: Slackware 2.2.0, suSlackware.com.URL consultato il 12 agosto 2022.
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  115. Announcement: Slackware 10.1, sumirrors.slackware.com.URL consultato il 14 giugno 2013.
  116. Announcement: Slackware 10.2, sumirrors.slackware.com.URL consultato il 14 giugno 2013.
  117. Announcement: Slackware 11.0, sumirrors.slackware.com.URL consultato il 14 giugno 2013.
  118. Announcement: Slackware 12.0, sumirrors.slackware.com.URL consultato il 14 giugno 2013.
  119. Announcement: Slackware 12.1, sumirrors.slackware.com.URL consultato il 14 giugno 2013.
  120. Announcement: Slackware 12.2, sumirrors.slackware.com.URL consultato il 14 giugno 2013.
  121. Announcement: Slackware 13.0, sumirrors.slackware.com.URL consultato il 14 giugno 2013.
  122. Announcement: Slackware 13.1, sumirrors.slackware.com.URL consultato il 14 giugno 2013.
  123. Announcement: Slackware 13.37, sumirrors.slackware.com.URL consultato il 14 giugno 2013.
  124. Announcement: Slackware 14.0, sumirrors.slackware.com.URL consultato il 16 ottobre 2016.
  125. Announcement: Slackware 14.1, sumirrors.slackware.com.URL consultato l'11 novembre 2013.
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  127. DistroWatch Page Hit Ranking, suDistroWatch.com.URL consultato il 21 gennaio 2014.
  128. Linux Counter Distributions Report, suLinuxCounter.net.URL consultato il 16 marzo 2014(archiviato dall'url originale il 19 febbraio 2014).
  129. The Linux Counter Relaunches, suSlashdot.org, 10 settembre 2011.URL consultato il 16 marzo 2014.
  130. Utilizzo della parola chiave "Slackware", suGoogle.com.URL consultato il 18 gennaio 2014.

Bibliografia

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  • Chris Lumens, David Cantrell, Logan Johnson,Slackware Linux Essentials, Brentwood (CA), Slackware Linux Inc., 2000.
  • Chris Lumens, David Cantrell, Logan Johnson, Alan Hicks,Slackware Linux Essentials, Second Edition, Brentwood (CA), Slackware Linux Inc., 2005.ISBN 1-57176-338-4.
  • Carole M. Cusack,Invented Religions: Imagination, Fiction and Faith, Farnham (UK), Ashgate Publishing, 2010.ISBN 978-0-7546-6780-3.
  • Solomon Davidoff in Peter Knight (a cura di),Conspiracy Theories in American History: An Encyclopedia, ABC CLIO, 2003.ISBN 978-1-57607-812-9.
  • Stephen Duncombe,Sabotage, Slack and the Zinester Search for Non-Alienated Labour in David Bell, Joanne Hollows (a cura di),Ordinary Lifestyles, McGraw-Hill, 2005.ISBN 978-0-335-22420-3.

Voci correlate

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Altri progetti

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Altri progetti

Collegamenti esterni

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Progetto ufficiale

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Documentazione

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Per informazioni dettagliate su specifici software inclusi nella distribuzione si consiglia di leggere la documentazione reperibile sul proprio sistema oppure online. In particolare si raccomandano le pagineman (ancheonline), la documentazione delprogetto GNU e i siti web dedicati agli specifici progetti.

Progetti di terze parti

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  • (EN)Linuxquestions.org: il forumufficialmente riconosciuto dedicato a Slackware, probabilmente il luogo migliore in cui ricevere supporto gratuito da parte della comunità.
  • Slackware4Dummies: un libro che spiega come installare il sistema, ne illustra le caratteristiche principali e tratta molti aspetti della configurazione.
  • WikiSlacky: una raccolta di guide, scritte dagli utenti, dedicate ai sistemi GNU/Linux e in particolare a Slackware.
  • Eric Hameleers (Alien BOB)'s Wiki pages: documentazione su Slackware e Linux curata da Eric Hameleers (Alien BOB), uno dei membri più autorevoli del team di Slackware.
  • alt.os.linux.slackware FAQ: domande e risposte relative all'installazione, al funzionamento e alla gestione di un sistema Slackware.
  • SlackWiki, suslackwiki.com.

In aggiunta agli strumenti inclusi nella distribuzione, all'interno della comunità è nata negli anni una serie di programmi per la gestione dei pacchetti e deirepository. Questi strumenti vengono sviluppati da terze parti e pertanto non godono del supporto ufficiale. Ecco i più conosciuti:Sbopkg,Slapt-get,Swaret,Slackbot,Slackroll,SlackUpdate,Slackyd,Slackpkg+,mk.minislack,slackup.

Alcuni utenti, gruppi di utenti e sviluppatori hanno creato deirepository contenenti software non incluso nelladistribuzione. Alcuni di questi progetti sono stati iniziati e vengono mantenuti da membri del team di Slackware. Si tratta comunque di pacchetti che non godono del supporto ufficiale.

GNOME e Slackware

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Con la pubblicazione di Slackware 10.2 l'ambiente desktopGNOME è stato escluso, per motivi pratici, dalla distribuzione. Nel corso del tempo si sono alternati diversi progetti gestiti da terze parti.

Chi preferisce unambiente desktop simile alla versione 2.x di GNOME può fare riferimento a:

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