
ConSimbolismo numerico nella Bibbia si intende l'uso biblico di un numero per indicare una realtà non-numerica; perlopiù una significativa caratteristica qualitativa di realtà umane, intervalli temporali o di Dio stesso. LaBibbia usa moltissimo i numeri, oltre che per la quantità che indicano, anche in un senso simbolico.I libri della Bibbia di tipoapocalittico usano il simbolismo numerico in modo più evidente, ma il simbolismo numerico pervade tutta la sacra scrittura. L'uso simbolico dei numeri nella Bibbia era noto già aiPadri della Chiesa.[1]
L'uso qualitativo dei numeri è attestato in moltissimi popoli antichi, segnando l'origine culturale di un linguaggio simbolico che è facilmente riconoscibile anche nellaBibbia. L'uso biblico è spesso affine alla tradizione mesopotamica e di altri popoli dell'Antico Vicino Oriente (per esempioUgarit), ma alcuni numeri possono essere interpretati in accordo a tradizioni numerologiche successive testimoniate anche nel mondo ellenistico, dove, però, venne elaborata anche una certa mistica del numero, cadendo in certi casi in una forma sterile di idolatria simbolica e nel suo utilizzo a scopo di interpretazione (isopsefia) e di profezia (aritmomanzia).
Ilnumero in quanto tale è esso stesso unsimbolo per indicare unaquantità. In questa accezione si possono consultare le voci:numero estoria dei numeri.
Sin dall'antichità più remota emerse una riflessione sulla necessità di attribuire al numero un valore simbolico seguendo diversi approcci:
Nelle culture della Mesopotamia emerse la rilevanza di alcuni "numeri di completezza" come il7 (il numero dei "pianeti" dell'astronomia antica, la durata in giorni di una fase lunare, il numero delle stelle che sembrano comporre alcune delle più importanti costellazioni dell'astronomia antica comePleiadi,Orsa Maggiore eOrsa Minore e perciò indica una completezza celeste) e il12 (il numero delle lunazioni complete entro un anno solare e di conseguenza il numero dei segni dellozodiaco). Il 7 e il 12 sono anche tra loro collegati come somma e prodotto di due altri numeri simbolici: il3 (i tre livelli del cosmo, cieli, terra eSheol, oppure le 3 dimensioni dello spazio, Alto-Basso, Nord-Sud, Est-Ovest) e il4, che ricorda i quattropunti cardinali, i 4 angoli della terra, i4 venti, ecc. e perciò indica una universalità geografica oppure può indicare altri elementi del mondo naturale come iquattro elementi, le 4 stagioni o i quattro tipi di esseri viventi che popolano la terra: l'umanità, gli animali selvatici, quelli domestici e gli uccelli. Ad esempio nell'Apocalisse sono presentati quattro personaggi che governano il mondo simili, rispettivamente, a un uomo, a un leone, a un vitello e a un'aquila: cfr.Ap 4, 6-8[2]. Un ulteriore collegamento fra il 7 e il 12 emerse verso il 500 a.C., o poco dopo, quando l'osservazione astronomica cominciò a rilevare la necessità di inserire 7 anni lunari "pieni" (o "embolismici") e 12 "vuoti" in un ciclo di 19 anni solari (ciclo metonico) per mantenere l'allineamento del calendario con le stagioni.
Le considerazioni di Pitagora, di Platone e dei loro seguaci sino all'epoca moderna hanno assegnato valori simbolici ad alcuni numeri, soprattutto quelli inferiori al 10: l'1 (il principio, l'indivisibile...), il 2 (la coppia degli opposti...), il 3 (la possibile divisione in parti diseguali, da cui i concetti di maggiore e minore, i vertici di un triangolo, che è la più semplice figura piana, la stabilità con il minimo numero di supporti, ecc.), ecc.
L'esempio, più semplice, che è rimasto nell'uso contemporaneo di molti popoli, è l'utilizzo della base numerica, il 10, o di suoi multipli, il 100, il 1000, ecc., come simbolo di numerosità. Per esempio, si racconta che Labano cambiò "dieci volte" la paga di Giacobbe (Gen. 31,7), che gli amici di Giobbe lo rimproverarono "dieci volte" (Gb 19,3) e che Daniele e i suoi amici erano "dieci volte" più saggi dei loro competitori (Dan 1,20). Nel mondo mesopotamico, però, la base numerica era il 60, che veniva utilizzato anche per indicare il dio supremo,Anu. Nella Bibbia, quindi, il 60, il 600 o il 3600 (=60x60) sono utilizzati molto spesso, apertamente o indirettamente.
Lo sviluppo dello studio dei numeri, inoltre, ha identificato sin dall'antichità classi di numeri dotati di particolari proprietà: per esempio inumeri perfetti, inumeri figurati e inumeri primi. Inoltre anche i rapporti fra numeri possono avere speciali caratteristiche. Cfr. ilrapporto aureo, ecc.
Ebrei e greci non avevano cifre per indicare i numeri, ma utilizzavano le lettere dell'alfabeto. Qualunque parola, quindi, poteva apparire come una successione di numeri, di cui era naturale fare la somma. La riflessione sul valore numerico corrispondente a nomi o frasi in lingua ebraica (attraverso lagematria) o greca (attraverso laisopsefia) ha indotto a utilizzare alcuni numeri con grande frequenza in opportuni contesti: per esempio il 26, il 17 e l'8 possono essere ricollegati al nome ebraico del dio biblico JHWH. Il 31, invece, corrisponde alla parola ebraica "el" (= "dio"). La "gloria del Signore" si mostra agli israeliti proprio 31 giorni dopo l'esodo dall'Egitto (Es. 16).
Ecco un elenco e alcuni esempi dei principali numeri usati in senso simbolico:
Molto spesso il numero simbolico deve essere calcolato. Per esempio nel salmo 92 il nome di Dio compare 7 volte. Il versetto centrale ("tu, o Signore, sei l'eccelso per sempre") è preceduto e seguito da 7 versetti in cui il nome del Signore compare 3 volte. I due gruppi di sette versetti sono costituiti esattamente da 52 parole ebraiche, numero che laghematria associa a Jahweh.[14] La cultura ebraica scritta aveva gia'almeno tre o quattro secoli. La festa dell'Hannukah e'di 160 anni prima di Gesu. Quindi possiamo immaginare le discrepanze tra i profeti e il contesto popolare.
Lo studio dei simbolismi numerici impliciti nel numero delle parole o delle lettere ebraiche è stato sviluppato da Casper Labuschagne[15][16] e trova riscontro in moltissimi altri testi della Bibbia.
La ricerca filosofica sul significato simbolico dei numeri nella Bibbia è chiamataaritmologia ed è la disciplina che tenta unaesegesi e la conseguenteermeneutica testuale, a partire dal possibile significato simbolico del numero che si incontra nellaSacra Scrittura. Di essa si occuparono, implicitamente o esplicitamente, esegeti ebrei e cristiani dall'antichità in poi. Per esempio una simile dottrina è rinvenibile in trattati come ilDe Opificio Mundi diFilone d'Alessandria, ilDe musica diAgostino o l’Analytica numerorum dell’abateOdone di Morimond.