L'ascesa di Settimio Severo costituisce uno spartiacque nella storia romana; è considerato infatti l'iniziatore deldominato in cui l'imperatore non è più un gestore dell'impero per conto delSenato, come durante ilprincipato, ma è unico e verodominus, che trae forza dall'investitura militare dellelegioni (anche se anticipazioni di questa tendenza si erano avute durante laguerra civile seguita alla morte diNerone).
Egli fu inoltre iniziatore di un nuovo culto che si incentrava sulla figura dell'imperatore, ponendo le basi per una sorta di "monarchia sacra" mutuata dall'Orienteellenistico. Adottò infatti il titolo didominus ac deus, che andò a sostituire quello diprinceps, che sottintendeva una condivisione del potere col Senato.[10]
IlTondo severiano, raffigurante la famiglia di Settimio Severo. Successivamente il volto di Geta fu soppresso (damnatio memoriae)Busto diGiulia Domna, consorte di Settimio Severo
Benché il padre non avesse mai ricoperto cariche politiche o comunque ruoli rilevanti in seno all'amministrazione romana, Severo aveva però due zii paterni, Publio Settimio Apro e Gaio Settimio Severo, che avevano servito comeconsules suffecti, rispettivamente nel153 e nel160, sotto il principato diAntonino Pio[14], e fu proprio grazie ai buoni uffici di suo zio Gaio Settimio che, quando giunse aRoma all'età di 18 anni (attorno al162), fu ammesso nell'ordine senatorio.
Severo sposò la nobildonna di origine siriacaGiulia Domna. Domna, sorella diGiulia Mesa e figlia del nobile siro-romanoGiulio Bassiano, unarameo che ricopriva la carica di gran sacerdote della divinità solareEl-Gabal, più giovane di Severo di circa 24 anni, essendo nata aEmesa (l'attualeHoms, in Siria) intorno al170. Tra il 185 e il 187, la notizia di un oroscopo, che presagiva a Giulia Domna un futuro sposo regale, spinse Settimio Severo, al tempo proconsole dellaGallia Lugdunensis, a chiederla in moglie. Dal matrimonio nacquero due figli maschi, Lucio Settimio Bassiano (divenuto poi, dal 195, Marco Aurelio Antonino), soprannominatoCaracalla), e Publio SettimioGeta.
Aureo di Settimio Severo, coniato per celebrare la fedeltà dalla legioneXIIIIGemina Martia Victrix, che lo elesse imperatore
Nel190 ebbe ilconsolato e dal191 resse perCommodo il governatorato dellaPannonia superiore. Dopo l'assassinio di Commodo, ilSenato tentò di salvare la dinastia antonina con la nomina diPertinace nel193, appoggiato inizialmente anche daipretoriani.[18] Il regno di Pertinace, che Severo appoggiò, giunse al termine dopo pochi mesi a seguito di una serie dicongiure da parte dei pretoriani, da cui venne ucciso, nonostante avesse adottato provvedimenti atti a compiacere loro e il Senato.[18] Il trono era rimasto senza nessun ovvio successore; i due contendenti furonoTito Flavio Sulpiciano, suocero di Pertinace, e l'anziano senatoreDidio Giuliano.[19] Per ottenere l'appoggio dei pretoriani i due cominciarono a offrire donativi a gara, con un'offerta di 25000sesterzi a testa vinse Didio Giuliano che venne immediatamente eletto dal Senato, tuttavia non godeva dell'appoggio di diverse legioni dell'esercito, che non accettavano un nuovo imperatore che aveva comprato il favore dei pretoriani.[19] Lelegioni dellaPannonia reagirono proclamando imperatore Settimio Severo aCarnuntum, sede del governo e del comando militare.[19]
Severo, affermando la volontà di vendicare la morte dell'imperatore, si affrettò a scendere inItalia per punire i pretoriani e prendere possesso diRoma senza opposizioni.[20] Il Senato reagì proponendo la figura di Didio Giuliano come unico vero Cesare (che si affrettò a dichiarare nemico pubblico Settimio Severo), mentre lelegioni diSiria proclamaronoPescennio Nigro[21] e quelle dellaBritannia scelseroClodio Albino (che in un primo tempo ottenne il titolo diCesare, venendo legittimato da Settimio), sostenuto da Sulpiciano.[19] Settimio Severo si liberò del tutto dei tre rivali tra il193 e il197: dopo l'omicidio di Giuliano da parte dei pretoriani, sconfisse e uccisePescennio Nigro pressoIsso nel 194[22], infine il suo esercito entrò nel 197 aLione eClodio Albino si uccise in seguito a una sanguinosa guerra.[23] Nel195, cercando di legittimare il proprio potere ricollegandosi alla dinastia diMarco Aurelio e in aperta contrapposizione con il Senato, riabilitò la memoria di Commodo, ordinando che ne fosse decretata l'apoteosi. Nella titolatura imperiale Severo si proclamò figlio di Marco Aurelio e fratello di Commodo, come se vi fosse stata una regolareadozione, assumendo anche ilprenomen di Pertinace e quelli degli Antonini e degliimperatori adottivi (imperatore Cesare, figlio del divo Marco Antonino Pio Germanico Sarmatico, fratello del divo Commodo, nipote del divoAntonino Pio, discendente del divoTraiano Partico, discendente del divoNerva, Lucio Settimio Severo Pio Pertinace Augusto").[24]
Severo, una volta divenuto imperatore, avviò importanti riforme militari che toccarono numerosi aspetti dell'esercito romano e che costituirono le basi del successivo sistema fondato sugliimperatori militari delIII secolo. Creò la prima forma diautocrazia militare, togliendo potere alSenato dopo averne messo a morte numerosi membri[23][25]. Temendo, inoltre, congiure contro la sua persona o quella dei suoi figli, fece giustiziare il suo stesso consuocero,Gaio Fulvio Plauziano che in qualità di prefetto del pretorio appariva ai suoi occhi come una potenziale minaccia[26]. Il figlioCaracalla venne proclamato imperatore designato.[23]
Utilizzò i proventi della vendita delle terre confiscate agli avversari politici per creare un fondo imperiale privato, ilfiscus, distinto dall'aerarium, la cassa dello Stato. Appena giunto a Roma avviò l'epurazione dellaguardia pretoriana, che dopo due secoli di dominio dell'influenza italica (allora reclutata per lo più in Italia e in piccola parte nelle province più romanizzate), fu smantellata e riorganizzata con quadri e organici a lui fedeli, tratti dal contingentedanubiano. Da allora in poi l'accesso alla Guardia Pretoriana, un tempo avente un prerequisito geografico e culturale, sarebbe stata appannaggio dei soldati più battaglieri, quelli dell'Illirico nel III secolo.
Il regno di Settimio Severo fornisce un interessante esempio dei metodi di persecuzione deicristiani. Precedentemente, stando allaHistoria Augusta, si era pensato a un espresso divieto di proselitismo rivolto aebrei e cristiani, ritenendosi questo il contenuto del presunto editto severiano, la cui effettiva esistenza è di per sé stessa dubbia.[27][28] Settimio Severo non promulgò nuovi provvedimenti contro i cristiani, ma consentì l'applicazione di vecchie leggi (irescriptadiTraiano eAdriano). Non sono dimostrate persecuzioni sistematiche, ma anzi ci sono prove che l'imperatore in molte occasioni proteggesse i cristiani dall'accanimento popolare, come sembra testimoniareTertulliano nell'Ad Scapulam. Potrebbe però aver emanato un editto in cui si dichiarava punibile la conversione all'ebraismo e alcristianesimo[29].
In generale si può dire che i cristiani continuarono a vivere un periodo dibonam et largam pacem come scrive Tertulliano,[30] se si escludono alcuni episodi locali, come inAfrica, di persecuzioni che andrebbero interpretate alla luce di un dissenso politico (più che religioso), mentre lo stesso imperatore non appariva turbato dal fenomeno cristiano, né vi ravvisava un fattore di pericolo.[28] D'altro lato, singoli funzionari si sentivano autorizzati dalla legge a procedere con rigore verso i cristiani. Naturalmente l'imperatore, a stretto rigore di legge, non ostacolava qualche persecuzione limitata, che avesse luogo inEgitto, inTebaide o nei proconsolati di Africa e Oriente. Imartiri cristiani furono numerosi adAlessandria, sotto laprefettura diLeto e del suo successore Sebaziano Aquila[31].
Non meno dure furono le persecuzioni in Africa, che sembra avessero inizio nel197 o198, come testimoniato nell'Ad Martyras di Tertulliano, alle cui vittime ci si riferisce nelmartirologio cristiano come ai martiri diMadaura. Probabilmente nel202 o203 cadderoFelicita e Perpetua. La persecuzione infuriò ancora, per breve tempo, sotto ilproconsole Scapula nel211, specialmente inNumidia eMauritania. Nei tempi successivi sono leggendarie le persecuzioni inGallia, specialmente aLione. In generale, si può dire che la posizione dei cristiani sotto Settimio Severo fu la stessa che sotto gli Antonini; ma la disposizione di questo imperatore almeno mostra chiaramente cheTraiano aveva mancato i suoi obiettivi.
Settimio Severo mise subito in atto una serie di riforme e modifiche al precedente ordinamento militare, confermando quel processo di provincializzazione delle milizie e emersione dei ceti dirigenti locali dell'impero già cominciato con Marco Aurelio (e con alcune premesse inepoca traianea):
Aumentò il numero dellelegioni romane a 33, con la costituzione di ben tre unità, in vista dellecampagne partiche: lalegio I,II eIIIParthica. L'esercito ora poteva contare su 442000 armati[32] complessivamente. Un numero comunque esiguo se si pensa che dovevano presidiare circa 9000 chilometri diconfine, controllare e difendere i 70 milioni di abitanti dell'Impero.[33]
Venne costituita per la prima volta unariserva strategica in prossimità di Roma, neiCastra Albana, dove fu alloggiata un'interalegione, laIIParthica.[34]
Favorì i legionari in vari modi, aumentando loro lapaga e riconoscendo loro il diritto di sposarsi durante il servizio,[35] oltre a consentire di abitare con la propria famiglia fuori del campo (canabae). Tale riforma comportò una "regionalizzazione" delle legioni, che in questo modo si legarono non solo al loro comandante, ma anche a un territorio ben preciso. Promosse anche l'ammissione dei figli deicenturioni nella carriera senatoria.
Operò una serie di altre concessioni, tese a migliorare la condizione dei soldati, tra le quali l'istituzione dell'annona militare, il miglioramento del rancio, la possibilità per i graduati di riunirsi inscholae (sorte di associazioni, dicollegia), riconoscendo inoltre segni di distinzione particolari: la veste bianca per i centurioni (cheGallieno avrebbe esteso a tutti i soldati) e l'anello d'oro per iprincipales.
SecondoErodiano le truppe che stazionarono in Roma (o nelle sue vicinanze, come icastra Albana) furono quadruplicate,[36] o almeno triplicate se consideriamo che: gli effettivi dellecoorti pretorie furono raddoppiati da Settimio Severo, fino a 1000 armati ciascuna (milliarie), per un totale di 10000 armati, ora sostituiti con soldati scelti delle legionipannoniche, per punire coloro che si erano in precedenza schierati contro di lui durante laguerra civile;[37] quelli dellecoorti urbane, furono probabilmente portati fino a 1500 (per un totale di 6000 armati);[38] a questi si sommavano poi i 3500 armati deiVigiles, i 1000equites singulares e i 5500/6000 dellalegio II Parthica, per un totale complessivo di 30000 armati, contro i 10500 dell'epoca augustea.
Un regime assolutistico confermato dallo sviluppo cui giunse lares privata imperiale, ormai di pari peso a quella statale. Per finanziare l'ingente spesa che serviva a mantenere l'esercito, causa anche l'aumento stesso del soldo, cioè della paga, ricorse all'espediente di dimezzare la quantità di metallo prezioso contenuto nelle monete, differenziando ilvalore intrinseco da quellonominale (reddito dasignoraggio). Cominciò così una crescenteinflazione e unatesaurizzazione delle monete di metallo prezioso.[40] Il problema dell'inflazione era il cambio deldenario con l'aureo. Con lo scopo di difendere le banche, Severo impose sanzioni per chi scambiava un aureo per più di 25 denarii.[41]
Nel 197 Settimio Severo partì da Roma, e imbarcatosi aBrindisi, sbarcò inCilicia, dando inizio a una grande campagna militare nell'area siriaca[42]. Dopo aver guadato l'Eufrate, prese in ostaggio i figli di Abgar IV, re titolare di Osroene, ricevendo tributi anche dal sovrano d'Armenia.[43] Marciò dunque per la Mesopotamia settentrionale, riannettendola all'impero e ponendovi a capo unprefetto di rango equestre[44]; poco dopo guidò l'armata versoCtesifonte, saccheggiandola e riducendo in schiavitù gran parte dei suoi abitanti[45]. Per evitare eventuali rappresaglie da parte dei Parti rafforzò dunque il cosiddettoLimes arabicus, facendo costruire nuove fortificazioni tra le anticheQasr Azraq eDumat al-Jandal[46].
Al suo rientro, decise di lasciare nei pressi diRoma e precisamente dove sorgevaAlba Longa, Albanum (oggiAlbano Laziale), laseconda delle tre legioni partiche, dove tutt'oggi si possono ammirare i resti dell'accampamento (Castra Albana), i cisternoni per il rifornimento di acqua e l'anfiteatro risalente al III secolo. Malgrado la sua azione avesse introdotto aRoma ladittatura militare, egli era popolare presso i cittadini romani, avendo bollato la degenerazione morale del regno diCommodo e la corruzione crescente. Quando ritornò dopo la vittoria sui Parti, assunto, sull'esempio di Traiano, il titolo diParthicus Maximus[2][3][4][8], eresse unarco di trionfo che ancora oggi è in piedi e porta il suo nome.
Denario coniato durante la spedizione in Britannia. Settimio Severo che carica con la lancia e unbritanno caduto ai piedi del destriero.
Negli ultimi anni del suo regno, appunto dal 208 d.C., ormai infermo, Settimio Severo intraprese di persona[49] un buon numero di azioni militari in difesa e allargamento dei confini dellaBritannia romana, con la previsione per la ricostruzione delVallo di Adriano, prima di morire il 4 febbraio211 aEboracum, l'odiernaYork.[50]
Severo arrivò in Britannia con oltre 40000 uomini e per contenere l'imponente esercito fece costruire diversiaccampamenti[51] che si estendono lungo iLowlands scozzesi e la costa orientale dellaScozia fino all'estuario del Moray.[52] Fece costruire un campo di 165acri (67 ha) a sud delVallo Antonino nei pressi diTrimontium[52][53] e altri due delle dimensioni di 120 e 63acri a nord dell'estuario del Forth.[52] Settimio promosse larestaurazione di alcunefortezze romane lungo la costa orientale, come ilforte situato aCarpow.[52][54] Era in possesso di una potente flotta navale.[55]
Geta fu incaricato delle retrovie mentre il fratelloCaracalla divise con il padre il comando della linea del fronte.[52]
A partire dal 210 la spedizione portò a numerosi guadagni per l'impero, nonostante le imponenti perdite per i romani e le tattiche diguerriglia deiCaledoni[56] che volevano la pace, la quale venne concessa da Settimio in cambio del controllo delle Lowlands centrali.[57]
Questo sforzo bellico portò alla momentanea occupazione da parte dei romani delvallo Antonino[58] e di alcune postazioni fortificate lungo ilGask Ridge[59].
Dopo la morte nel febbraio211 aEburacum durante la spedizione britannica[60], fu divinizzato dalSenato e sepolto nelmausoleo di Adriano. Gli succedettero, come aveva previsto nell'intento di fondare una nuova dinastia in qualche modo in continuità con quellaantonina (tanto da far imporre il nome Antonino al primogenito Bassiano, dettoCaracalla) i due litigiosi figli avuti dalla moglie sirianaGiulia Domna,Caracalla eGeta.[60][61] Nonostante i tentativi della madre di conciliare i due successori, Geta venne ucciso il 27 febbraio 212 dal fratello Caracalla, che rimase l'unico titolare dell'impero.[62]
Aurei coniati durante il periodo di regno di Settimio Severo e dei suoi immediati successori
Durante l'impero di Settimio Severo e dei suoi successori vennero coniate numerose monete che esaltavano l'esercito e i suoi successi militari. Solo nei primi tre anni di impero, vennero coniate almeno 342 diverse emissioni di monete.[23]
↑Adam, Alexander,Classical biography,Google eBookArchiviato il 10 giugno 2016 inInternet Archive., p.182:FULVIUS, the name of a "gens" which originally came from Tusculum (Cic. Planc. 8).
Cesare Letta,La dinastia dei Severi in: AA.VV.,Storia di Roma, Einaudi, Torino, 1990, vol. II, tomo 2; ripubblicata anche comeStoria Einaudi dei Greci e dei Romani, Ediz. deIl Sole 24 ORE, Milano, 2008 (v. il vol. 16°)
Santo Mazzarino,L'impero romano, II, Roma, Editori Laterza, 1976.
(DE,LA) Steve Pasek,Coniuratio ad principem occidendum faciendumque: der erfolgreiche Staatsstreich gegen Commodus und die Regentschaft des Helvius Pertinax (192/193 n. Chr.), Monaco di Baviera, AVM, 2013,ISBN978-3-86924-405-1.
(DE,LA) Steve Pasek,Imperator Caesar Didius Iulianus Augustus: seine Regentschaft und die Usurpationen der Provinzstatthalter (193 n. Chr.), Monaco di Baviera, AVM, 2013,ISBN978-3-86924-515-7.
(DE,LA) Steve Pasek,Bellum civile inter principes: Der Bürgerkrieg zwischen Septimius Severus und Pescennius Niger (193/194 n. Chr.), Monaco di Baviera, AVM, 2014,ISBN978-3-86924-586-7.