Ilservo arbitrio è quel concettofilosofico eteologico secondo cui l'essere umano, nell'attuale condizionedegenerata di caduta dal suo stato primordiale, non è libero di scegliere o di compiere ilbene, e così guadagnarsi la salvezza elargita da Dio, perché la suavolontà è asservita alpeccato e non può fare altro che volgersi almale.
Si contrappone allibero arbitrio, secondo cui l'essere umano è capace, fino a un certo grado, di scegliere liberamente tra bene e male.
(Paolo di Tarso,Lettera ai Romani, VII, 18-20)
Secondo questa dottrina, l'essere umano possiede unavolontàcorrotta, incapace di autodeterminarsi da sola, e pertanto soggetta alla necessità di sollecitazioni esterne.[1]
Solo un sovrano e diretto intervento di Dio, mediato dalloSpirito Santo, lo potrebbe liberare. Questo è ciò che Dio opera in coloro ai quali, sin dall'eternità, Egli avrebbe deciso perpredestinazione, senza alcun merito da parte loro, di impartire lagrazia della salvezza.
Il concetto di "servo arbitrio" non implica che l'essere umano non sia libero di operare delle scelte nelle questioni della vita ordinaria, sebbene anch'esse siano condizionate da diversi fattori.
Questo concetto, che è una delle cause delle divisioni traChiesa cattolica eprotestante, nasce da alcune considerazioni riguardanti l'onniscienza della figuradivina.
Una forte affermazione di questo concetto si ebbe conMartin Lutero, che nelDe servo arbitrio ne fece una delle basi del suo pensiero teologico.
Al concetto diservo arbitrio si contrappone quello dilibero arbitrio, che in campo filosofico difende la libertà dell'uomo nello scegliere delle sue azioni e quindi, in campo teologico, di guadagnarsi in base ad esse lasalvezza.