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Sergej Sergeevič Prokof'ev

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Sergej Prokof'ev nel 1918

Sergej Sergeevič Prokof'ev (in russoСергей Сергеевич Прокофьев?;Soncovka,23 aprile1891Mosca,5 marzo1953) è stato uncompositore,direttore d'orchestra epianistarusso vissuto nel periodosovietico[1][2].Talento precoce, dopo aver suscitato clamore nella Russia zarista per le sue opere ardite e innovative e pur avendo dovuto in seguito affrontare le critiche del regime stalinista, Prokof'ev mantenne sempre la sua indipendenza artistica, staccandosi da ogni scuola e rifiutando qualsiasi etichetta.[3] La sua musica, conservando un'assoluta integrità d'ispirazione, riunisce in sé ogni aspetto della cultura novecentesca, dalla fiducia nel progresso e nell'uomo, ai problemi esistenziali, al richiamo nostalgico del passato, alla sensibilità mistica, all'atteggiamento ironico e dissacratorio.[4]

«Al presidente della sezione musicale della terra, il presidente della sezione poetica della terra. A Prokof'ev»

(Majakóvskij[5])

Biografia

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Infanzia ed esordi

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Nacque aSoncovka (nell'attualeUcraina) il 23 aprile (per ilcalendario giuliano l'11 aprile) 1891 da una famiglia russa relativamente benestante che lo introdusse fin da bambino allo studio della musica, in particolare delpianoforte. Il padre, nativo di Mosca, era un agronomo e amministrava la tenuta di Soncovka; la madre, di umili origini, era una discreta pianista. Sergej mostrò un precoce talento per la musica già a cinque anni quando scrisse una breve melodia, ilGalop indiano; a sette anni iniziò a studiare seriamente il pianoforte sotto la guida della madre;[6] compose unaMarcia a quattro mani e imparò a giocare con gli stili musicali. Nel 1899, dopo aver assistito aMosca aIl principe Igor' e alFaust, scrisse la sua prima operaIl gigante, in tre atti, di cui restano solo pochi frammenti.[7] Le altre sue prime opere di una certa importanza risalgono al 1908, quando aveva 17 anni. Nell'agosto 1904 si trasferì con la madre a San Pietroburgo per studiare musica mentre il padre rimase in Ucraina.[8] La famiglia non era molto propensa ad avviarlo alla carriera musicale in così giovane età, ma fu convinta daSergej Taneev, pianista e compositore, che ascoltò le prime pagine scritte dal giovane Sergej e ne capì il talento. Nel 1904 Prokof'ev si iscrisse alConservatorio di San Pietroburgo, superando le prove di ammissione ed entrò nella classe di composizione, pur essendo di diversi anni più giovane dei suoi compagni di corso. Era considerato eccentrico e arrogante, d'altra parte era spesso insofferente verso l'istituzione scolastica, che considerava noiosa. Divenne amico diBoris Asaf'ev e diNikolaj Mjaskovskij, suo condiscepolo e sostenitore, che in seguito lo definirà «fenomeno luminoso e sano» sulla rivistaMusika e che sarà il suo legame più importante con la Russia durante gli anni passati dal compositore in Occidente.[9]

Prokof'ev a 9 anni con la partitura deIl gigante

Al conservatorio studiò sotto la guida, tra gli altri, del maestroNikolaj Rimskij-Korsakov, guadagnandosi la fama dienfant terrible; si diplomò in composizione nel 1909 con una sonata, oggi perduta, e una scena per l'operaIl festino durante la peste. La modernità di questi lavori lasciò sconcertati gli esaminatori[10]. Studiò anche conLjadov eorchestrazione conNikolaj Čerepnin. Anna Essipova fu un'ottima insegnante di pianoforte, ma per via del suo metodo tradizionalista non riuscì a instaurare un buon rapporto con l'allievo; lo stile di Prokof'ev era infatti aggressivo, opposto a quello tradizionale che gli suscitava un particolare tedio.[11] In questo periodo, prima di completare il celebrePrimo concerto per Pianoforte e Orchestra Op. 10 nel 1912, scrisse importanti pagine per pianoforte come laToccata Op. 11,Quattro pezzi Op. 3 e 4 nonché laSinfonia in Mi minore di cui restano solo frammenti.[12]
Con queste prime composizioni si delineò il suo stile in cui la tonalità diventò un elemento tirato al massimo con modulazioni repentine e frequenti che tuttavia non alterano la plasticità e la nettezza dei piani sonori. Il ritorno alla tonalità d'impianto in Prokofiev è sempre un passaggio carico di violenza e di interessanti e vivaci trovate timbriche nelle composizioni orchestrali.

Nel 1907 conobbeIgor Stravinskij che ascoltò l'anno seguente le esecuzioni di Prokof'ev al pianoforte alle Serate di musica contemporanea di Walter Nuvel, notando la straordinaria personalità dell'autore[13]. I rapporti con Stravinskij, e una certa rivalità con il suo conterraneo, saranno una costante durante tutta la vita di Prokof'ev[14].

Nel 1910 morì suo padre e venne meno il suo sostegno economico; fortunatamente il giovane compositore era già noto e apprezzato a sufficienza per potersi mantenere con la propria arte. I suoi primi due concerti per pianoforte vennero composti in questo periodo: il primo verrà eseguito da Prokof'ev nel 1914 per ilConcorso Rubinstein destinato a pianisti di grande levatura, vincendo il primo premio; il difficilissimo e virtuosisticosecondo del 1913 con il quale intendeva affermarsi come pianista-compositore e che, alla prima esecuzione, sollevò reazioni furibonde dal pubblico abituato a una musica più tradizionale[15]. Reazioni contrastanti sollevarono anche i cinque brani deiSarcasmi, quasi un esperimento avanguardistico e primo accostamento di Prokof'ev alla politonalità.[16]

Nel 1914 Prokof'ev uscì dal conservatorio con i migliori voti della propria classe e vinse il premioAnton Rubinstein come miglior studente di pianoforte. Poco dopo partì per un viaggio perLondra, dove conobbeClaude Debussy,Maurice Ravel,Richard Strauss e soprattuttoSergej Djagilev con cui sperava di lavorare. Fu proprio su richiesta di Djagilev, infatti, che iniziò a comporre il suo primo balletto (Ala e Lollij), incompiuto, e poi rielaborato nel 1916 nellaSuite scita, composizione carica di ritmi selvaggi con forti punti di contatto conLa sagra della primavera di Stravinskij[17].

Durante gli anni dellaprima guerra mondiale Prokof'ev ritornò al conservatorio per studiareorgano. Grande appassionato dell'opera diFëdor Dostoevskij, nel 1915 decise di scrivere un'opera basata sul romanzoIl giocatore, motivato anche dalla sua passione per il gioco (Prokof'ev era un abile giocatore dibridge e soprattutto discacchi).[18] Le prove dell'opera furono turbate da continui problemi e la prima, nel 1917, venne cancellata per il verificarsi dellaRivoluzione di febbraio, che fu salutata con gioia dal compositore. Nell'estate dello stesso anno compose la suaprima sinfonia, dettaLa Classica, composta in uno stile ispirato alneoclassicismo e aJoseph Haydn. Prokof'ev disse che se Haydn fosse stato ancora vivo l'avrebbe composta nello stesso modo, con poche varianti rispetto al suo stile. Dopo un breve soggiorno con sua madre aKislovodsk, nelle montagne delCaucaso e un'esecuzione del 1915 aRoma alTeatro Augusteo del suoSecondo concerto per pianoforte e orchestra, tornò nel 1918 aPietrogrado, deciso a lasciare almeno temporaneamente laRussia. Nel 1918, all'età di 27 anni, lasciò quindi la sua terra natale e cominciò a viaggiare inEuropa e inAmerica.

Parigi,Londra eChicago furono per lui tappe fondamentali, che influenzarono fortemente la sua maturazione artistica. Il suo ritorno nell'Unione Sovietica avvenne nel 1932, quando volle partecipare alla trasformazione sociale e culturale del paese, dove tuttavia venne accusato dall'apparato burocratico diStalin diformalismo. Nonostante questo inconveniente, Sergej, continuando a elaborare la sua prodigiosa tecnica, divenne uno dei massimi artisti che la scuola russa avesse prodotto in quel periodo. La sua musica piaceva perché ironica, talvolta sarcastica, ma soprattutto istintiva e ritmicamente travolgente.

Vita all'estero

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Sergej Prokof'ev nel 1918.

Arrivato aSan Francisco, fu immediatamente comparato ad altri illustri esiliati russi (comeSergej Rachmaninov); si esibì con successo in un concerto solista aNew York che portò a diverse successive scritture. In questo periodo strinse diverse amicizie, tra cui il pianistaArthur Rubinstein e la cantante Vera Janacopoulos; conobbe inoltre quella che sarà la sua prima moglie, Lina Codina Llubera, giovane cantante di origine russo-spagnola che si complimentò col musicista dopo un suo concerto.[19] Siglò inoltre un contratto per la produzione della sua nuova operaL'amore delle tre melarance adattata da un testo diCarlo Gozzi, ma la prima fu cancellata per la malattia e successiva morte del direttore d'orchestraCleofonte Campanini che era responsabile della Chicago Opera Association. Scrisse su richiesta di un quartetto di musicisti russi, l'Ensemble Ziro, l'Ouverture su temi ebraici; il brano fu l'ultima esecuzione di Prokof'ev negli Stati Uniti il 2 febbraio 1920 dopo di che, ormai malvisto dal pubblico e senza contratti, accettò per i mesi successivi di tenere alcuni concerti in Canada, ma venne pagato molto meno del pattuito.[20] Trovatosi presto in difficoltà finanziarie, nell'aprile del 1920 rientrò inEuropa, aParigi.

La capitale francese era meglio preparata ad accogliere lo stile musicale di Prokof'ev; lì riannodò i contatti con la compagnia deiBalletti russi di Djagilev e conStravinskij, oltre a riprendere alcuni lavori incompiuti come il suoTerzo concerto per pianoforte e orchestra, che tra i cinque è considerato il suo vertice creativo. Dopo un soggiorno inBretagna partì nuovamente per gli Stati Uniti.L'amore delle tre melarance debuttò alla fine del 1921 aChicago con un discreto successo, ma alla replica di New York il pubblico fu piuttosto freddo e Prokof'ev lasciò nuovamente l'America. A Londra incontrò di nuovo Djagilev e il 17 maggio del 1921 diresse a Parigi la prima del suo ballettoLe chout realizzato daiBalletti russi.

Nel mese di marzo 1922 si trasferì, insieme alla madre e alla fidanzata, aEttal sulleAlpi bavaresi per oltre un anno, ove si concentrò principalmente sul lavoro di composizione, dedicandosi in special modo all'operaL'angelo di fuoco, interessantissima dal punto di vista sia estetico, sia musicale: Prokof'ev infatti contrappose i principi del bene, rappresentati da un temadiatonico, a quelli del male, rappresentati dal temaottotonico, usato per esempio anche da Stravinskij inPetruška. I suoi ultimi lavori vennero sentiti anche in Russia e Prokof'ev ricevette i primi inviti a tornare in patria: tuttavia preferì investire ancora sulla sua carriera europea. Nel 1923 sposò la fidanzata Lina e si trasferì nuovamente a Parigi.

Nella capitale francese vennero eseguiti altri suoi lavori (ad esempio la suaseconda sinfonia) ma la critica fu piuttosto tiepida, anche perché il compositore russo non rappresentava più una novità. Nel 1927 le cose cominciarono a rimettersi al meglio; produsse alcuni lavori su commissione per Djagilev ed iniziò una serie di concerti in giro per la Russia, salutati da un'esecuzione trionfale deL'amore delle tre melarance a Leningrado (Ex Pietroburgo). Bisogna notare che pur essendo un'opera lungimirante con i suoi echi timbrici orientali era ancora lontana dalle vette raggiunte da opere comeWozzeck eLulu diBerg, composte rispettivamente nel 1925 e nel 1935.

Altre sue due vecchie opere (una di esse èIl giocatore) vennero eseguite in Europa e nel 1928 compose laTerza Sinfonia in do minore, basata sull'ineditaL'angelo di fuoco. Negli anni 1931 e 1932 invece completò ilQuarto ed ilQuinto concerto per pianoforte.

Un incidente d'auto nel 1929 gli danneggiò leggermente le mani, impedendogli di tenere una serie di concerti a Mosca, cosa che non gli impedì comunque di seguire i lavori di musicisti russi a lui contemporanei. A guarigione avvenuta, iniziò un nuovo tour negli Stati Uniti, stavolta accolto calorosamente sull'onda dei suoi successi europei. Al tour statunitense ne seguì un altro attraverso l'Europa.

Durante una tournée del 1927 in patria, il musicista fu felicemente colpito dall'accoglienza ricevuta e dalla stima che il mondo musicale gli dimostrò per le sue composizioni.[21] Un po' per nostalgia, un po' perché sperava di poter scrivere serenamente i suoi lavori, nei primianni trenta Prokof'ev tornò a desiderare di rientrare in Russia, dove spostò il maggior numero possibile delle sue prime e dei suoi lavori su commissione.

Sono del periodo dei viaggi anche i ballettiLe chout (Il buffone) (1915-1920),Le pas d'acier (Il passo d'acciaio) (1925),Il figliol prodigo (1928) eSul Dnieper (1930) e altre composizioni come ilPrimo concerto per violino e orchestra, laQuarta sinfonia, con elementi derivanti dallaSuite Scita, e ilConcerto per violoncello e orchestra, Op.58 più i principali lavori dacamera e per pianoforte.

Ritorno in URSS

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Prokof'ev ritratto daHenri Matisse, 1921

Alla fine del 1932 Prokof'ev e la famiglia tornarono definitivamente inUnione Sovietica. In quel periodo la politica ufficiale del Paese verso la musica era regolamentata dall'Unione dei compositori sovietici, organizzazione che aveva sostituito tutte quelle di ambito musicale volute in precedenza daLenin; l'Unione stabiliva quali fossero i generi di musica accettabili e quindi ammessi. L'esclusione delle influenze straniere porterà nei decenni all'isolamento della comunità artistica sovietica dal resto del mondo.[22]

Prokof'ev sperava vivamente, tornando in patria, di poter comporre ed eseguire la propria musica in piena libertà. Dopo aver scritto le musiche per il filmIl tenente Kiže, inaspettatamente il musicista si trovò di fronte a una realtà culturale ben diversa da quella che si era auspicato e in questo clima Prokof'ev, accusato alla prima esecuzione delCanto sinfonico nel 1934 di essere artefice del declino della cultura, decise di dedicarsi alla composizione di musica per bambini (Dodici pezzi per l'infanzia,Tre canzoni per bambini ePierino e il lupo tra le altre) cercando così di scrivere melodie semplici e orecchiabili secondo le direttive del governo. Fra il 1935 e il 1936 scrisse, su richiesta delTeatro Kirov, la partitura per il ballettoRomeo e Giulietta che diventerà una delle sue opere più celebri. Compose quindi fra il 1936 e il 1937 la monumentaleCantata per il XX anniversario della Rivoluzione d'ottobre, che venne bocciata dal Comitato per le Arti e non venne mai eseguita pubblicamente.[23]Anche il debutto dell'operaSemën Kotko, scritta nel 1939, verrà posposto all'anno successivo perché il suo produttoreVsevolod Mejerchol'd fu arrestato e condannato a morte.
Fra il 1940 e il 1944 scrisse anche il ballettoCenerentola basato sull'omonima fiaba. Nel 1941 Prokof'ev subì il primoattacco cardiaco. Ne seguiranno altri, che produrranno un graduale declino delle sue condizioni di salute. A causa della guerra, diverse volte venne trasferito nelCaucaso insieme a molti altri artisti; il disagio subito dalla famiglia, unito alla relazione con la venticinquenneMira Mendelssohn lo porterà al divorzio dalla moglie Lina, che avverrà sette anni dopo. È tuttavia da ricordare che in quegli anni il matrimonio con cittadini non sovietici era considerato illegale, ed è possibile che la rottura del matrimonio sia stata in qualche modo forzata.

La guerra ispirò a Prokof'ev l'operaGuerra e pace, a cui lavorerà per due anni, tra il 1941 e il 1942, alternandolo alle musiche per i film diSergej Ėjzenštejn (Ivan il Terribile,Aleksandr Nevskij, di cui raccoglierà i brani nell'omonima cantata). L'opera tuttavia subì numerose revisioni imposte dal Comitato delle Arti che richiedeva un più marcato significato patriottico ed ebbe una tormentata vicenda per quanto riguarda le rappresentazioni[24].; la prima, in versione definitiva, avvenne infatti solo nel 1955.

Nel 1944 passò l'estate in una tenuta fuoriMosca, aIvanovo, e compose la suaquinta sinfonia Op. 100, che risulterà essere una delle sue opere più apprezzate dal pubblico. Poco dopo, nel 1945, a causa di unacrisi ipertensiva, subì una brutta caduta, riportando unacommozione cerebrale da cui non si riprenderà mai completamente[25] e che ridurrà drasticamente la sua produttività negli ultimi anni. Il periodo della guerra fu segnato anche dalla composizione delle tre "sonate di guerra", per pianoforte, la 6, la 7 e la 8, in cui appaiono ruggire gli echi di un nuovo corso storico che lascia attonita e ammutolita un'intera generazione. Specialmente laSonata n. 7 nel suo celebre e travolgente finale in tempo irregolare di 7/8 e la lunga, tormentata e complessaOttava divennero i cavalli di battaglia delle nuove generazioni di virtuosi.

Nel 1947 Prokof'ev ebbe il tempo di terminare laSesta sinfonia e la suanona sonata per pianoforte, perSviatoslav Richter, prima che il potere centrale cambiasse opinione riguardo alla sua musica. Con la fine della guerra l'attenzione del partito tornò a rivolgersi all'interno del paese, stringendo ulteriormente il controllo sulle produzioni degli artisti locali. Nel gennaio del 1948 una sessione del Comitato Centrale del Partito Comunista, considerando la musica sovietica, accusò i compositori, tra cui Prokof'ev eŠostakovič, di tendenza formalista e deviazionista. Improvvisamente, la musica di Prokof'ev venne vista come un grave esempio di formalismo e di "eresia".[26]

Il 20 febbraio 1948 la ex moglie Lina venne arrestata con l'accusa dispionaggio;[27] lei si difese dicendo che stava solo cercando di inviare denaro alla madre inSpagna attraverso l'ambasciata, ma fu condannata a vent'anni di detenzione e deportata inSiberia; la pena verrà tuttavia interrotta dopo la morte diStalin e Lina lascerà l'Unione Sovietica. Sempre nel 1948, a gennaio, Prokof'ev sposò Mira. Nel 1950 alla notizia della morte del suo amico Mjaskovskij subì un duro colpo che influì anche sulla sua salute, fu infatti ricoverato in ospedale per l'aggravemento di una preoccupante crisi ipertensiva.[28]

Gli ultimi anni

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I suoi ultimi progetti di opera vennero cancellati dai programmi del teatro Kirov e questo, insieme alla declinante salute, portò al graduale ritiro di Prokof'ev dalle scene. Ormai gravemente ammalato riuscì a terminare la sua ultima opera, laSettima sinfonia, presentata al pubblico nel 1952, un'opera dal sapore dolce-amaro per la quale fu chiesto all'autore di introdurre un lieto fine. Con l'oratorioA guardia della pace riuscì a vincere ilPremio Stalin di 100.000 rubli nel 1951[29] che gli diede un po' di respiro da un punto di vista economico: il musicista, a causa della censura, versava allora in grosse difficoltà finanziarie.

Tomba di Sergej Prokof'ev nelcimitero di Novodevičij, aMosca

Prima del suo ritiro causato dalla debilitazione, Prokof'ev aveva continuato a lavorare scrivendo altre opere, oltre alla già citata Guerra e Pace completò ilMatrimonio al convento (1940-46) eLa storia di un vero uomo (1947-1948), le già citate musiche per film e il ballettoIl fiore di pietra (1948-50), su libretto di Mira Mendelssohn eLeonid Lavrovskij. Nel 1949 scrisse laSonata per violoncello e pianoforte in Do maggiore per un giovaneMstislav Rostropovich che fu uno degli interpreti prediletti da Prokof'ev, così come lo furonoSviatoslav Richter per il pianoforte eDavid Ojstrach per il violino.[30]

Morì il 5 marzo 1953 alle 9 di sera per unaemorragia cerebrale. Lo stesso giorno, nemmeno un'ora dopo il compositore, morì ancheIosif Stalin. La notizia della sua morte passò pressoché inosservata perché le autorità sovietiche imposero alla stampa di darne notizia solo una settimana dopo, incentrando l'attenzione sulla morte di Stalin[31]. Al suo funerale, il 7 marzo, parteciparono solamente quaranta persone; David Ojstrach suonò il primo tempo dellaSonata per violino op. 80. È sepolto alcimitero di Novodevičij, aMosca. Lina Prokof'ev Codina seppe della morte dell'ex marito molto tempo dopo, da una compagna del carcere[32].

Prokof'ev è ricordato come uno dei compositori più innovativi delXX secolo; la sua grande verve rinnovatrice operò nel campo dell'armonia, del ritmo e di inusitate esperienze timbriche. A sua insaputa ha anticipato nelle sue opere provocatorie, grazie al suo uso delle percussioni e dell'esasperazione ritmica, alcuni aspetti della musica rock dei nostri giorni[33], È ricordato anche perché fu uno dei primi artisti a lavorare nellasettima arte, ilcinema, come compositore dicolonne sonore.Per queste sue caratteristiche uniche Sergej Prokof'ev viene definito uno dei compositori più poliedrici del‘900.

Composizioni

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Francobollo emesso dalle poste sovietiche per il centenario della nascita di Prokof'ev

Favola sinfonica

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Musiche di scena e per film

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Opere per orchestra

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Altre suite orchestrali arrangiate da balletti e dalle produzioni per il cinema:Romeo e Giulietta,Cenerentola,Il tenente Kiže,L'amore delle tre melarance, etc.

Opere per coro

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Opere per pianoforte

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Opere da camera

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  • Scherzo umoristico per quattro fagotti op. 12 bis
  • Ballata per violoncello e pianoforte op. 15
  • Duequartetti d'archi:
    • Quartetto d'archi n. 1 in Si minore, Op. 50
    • Quartetto d'archi n. 2 in Fa (su temifolcloristicicabardini), Op. 92
  • Ouverture su temi ebraici, Op. 34 (perclarinetto, quartetto d'archi e pianoforte)
  • Quintetto, Op. 39 (peroboe, clarinetto, violino,viola econtrabbasso)
  • Due sonate per violino:
  • Sonata per violini all'unisono / violino solista in Re, Op. 115
  • Sonata per due violini in Do maggiore, Op. 56 (1932)
  • Sonata per flauto e pianoforte in Re maggiore, Op. 94 (1943)
  • Sonata per violoncello solo in Do diesis minore, Op. 134

Prokof'ev scacchista

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Da grande appassionato di scacchi Prokof'ev partecipò a diversesimultanee tenute da grandi campioni, tra cuiCapablanca eLasker. In unasimultanea di Capablanca su 27 scacchiere aSan Pietroburgo il 29 maggio 1914, dopo ilTorneo di San Pietroburgo (iltorneo degli Zar), Prokof'ev fu uno dei due vincitori (il risultato fu di +23 =2 –2).[34]. Di Capablanca, come di un altro grande scacchista,Alechin, il compositore divenne amico.[35]

Neglianni '30 giocò diversi match amichevoli con il futuro campione del mondoMichail Botvinnik.[36] Il database diChessgames.com contiene otto sue partite.[37]

Onorificenze

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Ordine della Bandiera rossa del Lavoro - nastrino per uniforme ordinaria
Artista del Popolo della RSS Russa - nastrino per uniforme ordinaria
Premio Lenin - nastrino per uniforme ordinaria
 1957, postumo
Premio Stalin (6) - nastrino per uniforme ordinaria

Note

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  1. Britannica Biography, Sergey Prokofiev, subritannica.com.
  2. Grove Music Online, suoxfordmusiconline.com.
  3. LeGuay, p. 15.
  4. Buttino, p. 192.
  5. Dedica del 1918 del poetaMajakóvskij su una copia diGuerra e pace, citato in Hans Stuckenschmidt, La musica moderna, Einaudi, Torino, 1960
  6. Buttino, p. 26.
  7. Rattalino, pp. 5-6.
  8. LeGuay, p. 31.
  9. LeGuay, p. 35.
  10. Buttino, p. 41.
  11. LeGuay, p. 41.
  12. Buttino, p. 38.
  13. Stravinsky,Craft, p. 141.
  14. Rattalino, p. 44.
  15. Buttino, p. 46.
  16. Buttino, p. 113.
  17. Buttino, pp. 124-125.
  18. Rattalino, p. 75.
  19. Rattalino, p. 98.
  20. Rattalino, p. 100.
  21. Buttino, p. 71.
  22. Buttino, p. 70.
  23. Rattalino, p. 183.
  24. Rattalino, p. 222.
  25. Buttino, p. 80.
  26. Rattalino, p. 240.
  27. Buttino, p. 82.
  28. Buttino, p. 83.
  29. LeGuay, p. 149.
  30. Rattalino, p. 254.
  31. Buttino, p. 85.
  32. LeGuay, p. 150.
  33. Gianluca Faragalli , Introduzione aSergej Prokof'ev di Laetitia le Guay, Milano, Hans e Alice Zevi, 2017.Parametrotitolo vuoto o mancante (aiuto)
  34. Vedi la partitaCapablanca–Prokofiev suchessgames.com
  35. Rattalino, pp. 75-76.
  36. Edward Winter,Prokofiev and Chess, suchesshistory.com
  37. Partite di Sergei Prokofiev suchessgames.com

Bibliografia

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  • Maria Rosaria Boccuni,Sergej Sergeevic Prokof'ev, Palermo, L'Epos, 2003,ISBN 88-830-2211-4.
  • Vincenzo Buttino,Invito all'ascolto di Sergej Prokofiev, Milano, Mursia, 2000,ISBN 88-425-2611-8.
  • Michel Dorigné,Serge Prokofiev, Parigi, éditions Fayard, 1994.
  • Armando Gentilucci,Guida all'ascolto della musica contemporanea, Milano, Feltrinelli, 1992,ISBN 88-07-80595-2.
  • Laetitia Le Guay,Serge Prokofiev, Édition Actes Sud, Arles, 2012, traduzione di Gianluca Faragalli,Sergej Prokof'ev. La vita e la musica, Milano, Hans e Alice Zevi, Auditorium, 2017,ISBN 9-788898-599349.
  • Massimo Mila,Breve storia della musica, Torino, Einaudi, 1963.
  • Piero Rattalino,Sergej Prokofiev. La vita, la poetica, lo stile, Varese, Zecchini, 2003,ISBN 88-87203-22-9.
  • Claude Samuel,Prokofiev, Parigi, Éditions du Seuil, 1960.
  • Igor Stravinskij, Robert Craft,Memories and Commentaries, Faber & Faber, Londra, 1962, traduzione di Luigi Bonino Savarino, inColloqui con Stravinsky, Torino, Einaudi, 1977.
  • Hans Stuckenschmidt,Neue Musik, Suhrkamp Verlag, Berlino, 1951, traduzione di Mariangela Donà,La musica moderna, Torino, Einaudi, 1960.

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