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Lediscipline umanistiche sonodiscipline accademiche che studiano i vari aspetti dellacultura,società e dellacondizione umana. Durante ilRinascimento, il termine era riferito allo studio della lingua e letteratura classica, in confronto con gli studi religiosi. Gli studi umanistici erano una parte fondamentale dei corso di studisecolare all'epoca. Oggigiorno, le discipline umanistiche sono spesso definite come quei campi di studio che non rientrano fra lescienze naturali, lescienze sociali, lescienze formali o lescienze applicate.[1] A differenza dell'approccio scientifico, primariamenteempirico, i metodi umanistici sono principalmente legati alla critica, alla speculazione e all'interpretazione, e hanno inoltre un importante elemento storico.[2][3]
Importante fu il movimento culturale dell'umanesimo, che cambiò notevolmente il rapporto con le scienze umane in generale, considerandole maggiormente come materie di studio e, quindi, sottoponendole ad unmetodo.
"Le discipline umanistiche e sociali sono costitutivamente animate da pluralismoepistemologico e metodologico, e quindi differiscono al loro interno per opzioni fondamentali, metodi di indagine, criteri di qualità e di rilevanza. Piuttosto, è interessante osservare come, nello sviluppo storico delle discipline, si sono affrontati problemi come la cumulatività del sapere, l’orientamento alla ricerca di regolarità (nomotetico) o allo studio dettagliato di casi singoli (idiografico), l’adozione di metodologie qualitative o quantitative"[8].
L'evidenza di queste caratteristiche, in una delle principali di tali discipline come lastoria, fu data daMarc Bloch nella suaApologia della storia: una "conoscenza per tracce", quella dell'osservazione storica, cui lostorico non partecipa direttamente (raccoglie solo testimonianze sia scritte che non scritte che provengono dalle epoche del passato, spesso in modo necessariamente incompleto); egli quindi non può verificare di persona i fatti che descrive, anche se la conoscenza che si può avere di essi è in evoluzione e si trasforma "senza posa".
Lafacoltà di lettere per un lungo periodo di tempo era orientata prevalentemente a creare i futuriprofessori di scuole medie superiori, inferiori ed università. Negli ultimi tempi, si è aperta anche a creare figure professionali che riescono a trovare sbocchi occupazionali anche nel mondo delle aziende, delgiornalismo e dell'editoria.
"Un’indagine condotta in Italia sulla condizione del lavoro accademico [Moscati 1997] fornisce alcuni dati empirici per cercare di capire i comportamenti nei diversi ambiti disciplinari. Dall’indagine emerge che, in generale, le attività dimercato o di quasi-mercato (prestazioni in conto terzi, contratti e convenzioni) interne all’università coinvolgono un numero limitato di accademici (meno del 30%). Com’era prevedibile sono soprattutto lescienze dure a giocare il ruolo preminente di coinvolgimento con percentuali maggiori a medicina (quasi il 60%) e in misura via via minore a ingegneria (oltre 37%), agraria e veterinaria e architettura. All’estremo opposto si collocano lediscipline molli, sia quelle del tipo "puro" come lettere che quelle "applicate" comegiurisprudenza e magistero (oggi trasformata in scienza dell’educazione)[9].
«Quelle discipline che hanno per oggetto la conoscenza dell’uomo, del suo pensiero, della sua attività spirituale e del suo comportamento attraverso i tempi. [...] Le discipline e le facoltà letterarie, storiche, filosofiche, giuridiche, in quanto tradizionalmente distinte per oggetto e metodi dal gruppo delle scienze o facoltà matematiche, fisiche, naturali»
^ Ilsetraut Hadot,Arts libéraux et philosophie dans la pensée antique : Contribution à l'histoire de l'éducation et de la culture dans l'Antiquité, Parigi,Vrin, 2006.
^ Albert W.Levi The Humanities Today,1970, Bloomington, Indiana University Press.
^A. Bonaccorsi,La valutazione possibile. Teoria e pratica nel mondo della ricerca, Bologna, Il Mulino, 2015, pp. 96-97.
^A. Paletta,Il governo dell'università. Tra competizione e accountability, Bologna, Il Mulino, 2004, pp. 356-357.
Rens Bod,A New History of Humanities, Oxford, Oxford University Press, 2013 (traduzione italiana: Rens Bod,Le Scienze Dimenticate: Come le discipline umanistische hanno cambiato il mondo, Roma, Carocci Editore, 2019).