Salvatore Cassisa arcivescovo della Chiesa cattolica | |
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Veritas in caritate | |
Incarichi ricoperti |
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Nato | 12 dicembre1921 aTrapani |
Ordinato presbitero | 3 settembre1944 |
Nominato vescovo | 1º dicembre1973 dapapa Paolo VI |
Consacrato vescovo | 24 gennaio1974 dalcardinaleSalvatore Pappalardo |
Elevato arcivescovo | 11 marzo1978 dapapa Paolo VI |
Deceduto | 3 agosto2015 (93 anni) aPalermo |
Manuale |
Salvatore Cassisa (Trapani,12 dicembre1921 –Palermo,3 agosto2015) è stato unarcivescovo cattolicoitaliano.
Nasce aTrapani, città capoluogo diprovincia esede vescovile, il 12 dicembre1921.
Il 3 settembre1944 è ordinatopresbitero per ladiocesi di Trapani.[1]
Il 1º dicembre1973papa Paolo VI lo nominavescovo diCefalù; succede aCalogero Lauricella, precedentemente nominato arcivescovo metropolita diSiracusa. Il 24 gennaio1974 riceve l'ordinazione episcopale dal cardinaleSalvatore Pappalardo, co-consacranti il vescovoFrancesco Ricceri e l'arcivescovoCorrado Mingo.
L'11 marzo1978 lo stesso papa lo nominaarcivescovo metropolita diMonreale; succede aCorrado Mingo, dimessosi per raggiunti limiti di età.
Ricopre anche l'incarico di priore locale, con il grado di grand'ufficiale, dell'Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme.
Nel1989 propone per la nomina episcopale l'allora tesoriere delduomo di Monreale,Francesco Miccichè,vescovo emerito diTrapani, sollevato dal suo incarico dalla Santa Sede nel2012. È al centro di inchieste che lo vedevano coinvolto in affari loschi nella gestione dell'arcidiocesi, non esenti da infiltrazioni mafiose.
Il 24 maggio1997papa Giovanni Paolo II accoglie la sua rinuncia, presentata per raggiunti limiti di età; gli succedePio Vittorio Vigo, fino ad allora vescovo diNicosia. Daarcivescovo emerito non lascia il palazzo arcivescovile di Monreale, ma si trasferisce al piano superiore.
Il suo successore, mons. Vigo, chiede a papa Giovanni Paolo II il trasferimento ad altra sede, ottenendolo nel2002. Il successore di Vigo,Cataldo Naro, dopo quattro anni di governo pastorale, ottiene dallaCongregazione per i vescovi il decreto per l'immediato allontanamento di mons. Cassisa dal palazzo arcivescovile, pena lasospensionea divinis. Il decreto entra in vigore il 1º ottobre2006: due giorni prima mons. Naro si era improvvisamente spento per un aneurisma.
Si trasferisce quindi in una casa famiglia aPalermo, dove muore il 3 agosto2015, all'età di 93 anni.
Le esequie si sono tenute il 3 agosto nelduomo di Monreale. Una seconda cerimonia funebre si è tenuta il giorno stesso alle ore 15.30 nellacattedrale di San Lorenzo diTrapani e sono state presiedute dal vescovo della cittàPietro Maria Fragnelli. La salma è stata poi tumulata nella stessa cattedrale.[2] Il 24 gennaio2020, in occasione dell'anniversario della sua ordinazione episcopale, la salma è stata traslata da Trapani e tumulata nella cripta del duomo di Monreale, su richiesta della famiglia e col consenso dell'arcivescovoMichele Pennisi.
L'arcivescovo Cassisa è stato più volte implicato - risultando poi sempre prosciolto - in inchieste penali per collusionemafiosa, appropriazione indebita e falso in atti d'ufficio. Nel 1991 il parroco della Chiesa del Carmine a Monreale, il Rev. Mons. Giuseppe Governanti (presidente della sezione siciliana del Tribunale Ecclesiastico), inviò una lettera al Presidente dellaConferenza Episcopale Italiana, il CardinaleCamillo Ruini, per chiedere l'invio di unvisitatore apostolico per fare chiarezza sull'operato amministrativo di Cassisa, riguardo alla ristrutturazione della Basilica-Cattedrale di Monreale[3]. Alla presidenza della CEI, alla lettera del sacerdote non venne fatto seguito sino al 1993, quando nel corso di indagini sulle connessioni tramafia e politica nella gestione di appalti pubblici emerse che per il Duomo di Monreale erano circolate tangenti miliardarie gestite dal costruttore Angelo Siino, imprenditore che curava gli interessi del bossTotò Riina. Fra i vari incartamenti, viene trovata anche la lettera di don Governanti. Mons. Cassisa provvede immediatamente a rimuovere don Governanti dall'ufficio di parroco della chiesa del Carmine, con divieto di celebrare la Messa all'interno dell'Arcidiocesi di Monreale, poiché"ha intaccato, svilito e pregiudicato, il prestigio e la funzione dell'autorità diocesana"[senza fonte]. Pochissimi giorni dopo Cassisa rivide la decisione, dopo che i fedeli di don Governanti scrissero aGiovanni Paolo II.
Altri episodi hanno caratterizzato l'episcopato di Mons. Cassisa: l'avviso di garanzia al suo segretario per favoreggiamento mafioso[4], il telefonino del segretario venne usato dal bossLeoluca Bagarella.
La procura di Palermo ordinò anche una perquisizione all'interno del palazzo arcivescovile di Monreale, ma nello studio di Cassisa vengono trovati solo appunti, numeri quali quelli del presidente della RegioneMario D'Acquisto, del senatore Gualtiero Nepi e del senatoreGiulio Andreotti, e i numeri di conti aperti presso loIOR (banca vaticana).
Qualche anno dopo Cassisa è al centro di un altro scandalo, una truffa ai danni dell'Unione europea. Dopo una condanna in primo grado e in appello[5], nel 2003 laCassazione annulla la sentenza e ordina un nuovo processo dal quale Mons. Salvatore Cassisa viene assolto.
Altri progetti
Predecessore | Vescovo di Cefalù | Successore | ![]() |
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Calogero Lauricella | 1º dicembre1973 – 11 marzo1978 | Emanuele Catarinicchia |
Predecessore | Arcivescovo metropolita di Monreale | Successore | ![]() |
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Corrado Mingo | 11 marzo1978 – 24 maggio1997 | Pio Vittorio Vigo |
Controllo di autorità | SBNSBNV054432 |
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