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Roma (città antica)

Coordinate:41°53′32″N 12°29′07″E41°53′32″N,12°29′07″E
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(Reindirizzamento daRoma antica)
Disambiguazione – "Roma antica" rimanda qui. Se stai cercando l'insieme dei vari aspetti caratterizzanti l'antica società del mondo romano, vediCiviltà romana.
Roma antica
Roma
Plastico diGismondi che rappresenta la Roma del tempo diCostantino.
Museo della civiltà romana, Roma.
CiviltàRomana
UtilizzoCittà capitale
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
RegioneLazio
Altitudine20−50 m s.l.m.
Dimensioni
Superficie25 000 000 
Amministrazione
PatrimonioCentro storico di Roma
EnteComune di Roma
Sito webwww.archeoroma.it/
Mappa di localizzazione
Map
Modifica dati su Wikidata ·Manuale

Roma inetà antica fu un centroegemone, politicamente e culturalmente, che si sviluppò lungo il fiumeTevere nell'anticoLatium vetus[1] per oltre un millennio (dal753 a.C. al476 d.C., continuando poifino ai nostri giorni).

Risulta verosimile cheRoma sia nata dopo un lungo processo di aggregazione dei villaggi (sinecismo) che sorgevano sulle colline circostanti il fiume Tevere (in particolare sulPalatium, sulCermalus e sullaVelia). Secondo alcuni storici la primacivitas quadrata formata sulPalatino fu in seguito allargata alSeptimontium e poi alla città delle quattro regioni.[2]

Essa rappresentò la prima grandemetropoli dell'umanità (tanto che il numero di abitanti dellaRoma Augustea fu raggiunto solamente agli inizi delXIX secolo daLondra) cuore di una delle più importanticiviltà antiche, che influenzò lasocietà, lacultura, lalingua, laletteratura, l'arte, l'architettura, lafilosofia, lareligione, ildiritto e icostumi dei secoli successivi. Capitale dellaRepubblica romana prima e dell'Impero romano poi, esteseil suo dominio su tutto ilbacino del Mediterraneo e gran parte dell'Europa.

Toponimo

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Le origini del nome

Sull'origine del nome Roma sono state formulate diverse ipotesi[3]; il nome potrebbe derivare:

  • daRoma, figlia di Italo (o di Telefo figlio di Ercole), sposa diEnea o di suo figlioAscanio[4];
  • daRomano, figlio diOdisseo eCirce[4];
  • daRomo, figlio di Ematione, cheDiomede fece giungere daTroia[4];
  • daRomide, tiranno deilatini, che espulse glietruschi dalla regione[4];
  • daRommylos eRomos (Romolo e Remo), fondatori della città[5] e figli gemelli di Rea Silvia e del dio Marte;
  • daRumon oRumen, nome arcaico del Tevere,[2] avente radice analoga a quella delverbogreco ῥέω (rhèo) e del verbo latinoruo, che significano "scorrere"[6][7];
  • dall'etruscoruma, che significa mammella, e potrebbe quindi riferirsi almito diRomolo e Remo, oppure alla conformazione della zona collinare delPalatino e dell'Aventino[8], oppure all'ansa del Tevere di fronte ad essi[9];
  • dal greco ῤώμη (rhòme), che significa forza[10];
  • daRoma, una ragazza troiana che conosceva l'arte della magia, di cui si trovano accenni negli scritti del poetaStesicoro[11];
  • daAmor, cioè la parolaRoma se letta da destra verso sinistra: l'interpretazione è dello scrittore bizantinoGiovanni Lido, vissuto nelV secolo[12].

L'origine del nome della città e, di conseguenza, del popolo che lo abitava, era incerta anche in età arcaica.Servio Mario Onorato, grammatico a cavallo tra ilIV e ilV secolo d.C., riteneva che il nome potesse derivare da un'antica denominazione del fiume Tevere,Rumon,[2] dalla radice indoeuropea del verbo latinoruo (presente nel greco ῥέω) 'scorro', così da assumere il significato di 'città del fiume', ma si tratta di un'ipotesi che non ha riscosso molto successo.

Dionigi di Alicarnasso (Ρωμαικη αρχαιολογία [Antichità romane] 1, 9, 1) citava: “Si dice che i più antichi abitatori della città, che ora è abitata dai Romani e che domina la terra e il mare, siano i Siculi, e cioè una popolazione barbara e autoctona. Nessuno invece è in grado di affermare con certezza se prima di costoro questa città fosse occupata da altri o fosse disabitata. Il popolo degli Aborigeni ne prese possesso dopo lunga guerra, dopo averla strappata ai precedenti possessori”. Conferma di ciò viene suffragata da importanti fonti storiche quali Plinio (III,56), Virgilio (Eneide 7,95) e diversi altri autori.

Gli autori di origine greca, primo fra tuttiPlutarco, tendevano naturalmente ad autocelebrarsi come i civilizzatori e i colonizzatori delbacino del Mediterraneo, e quindi insistevano sulla lontana origine ellenica della città. Una prima versione fornita da Plutarco vede la fondazione di Roma dovuta al popolo deiPelasgi, i quali una volta giunti sulle coste del Lazio, avrebbero fondato una città il cui nome ricordasse la loro prestanza nelle armi (rhome).[13] Una seconda ricostruzione dello stesso autore dice che i profughi troiani guidati da Enea arrivarono sulle coste del Lazio, dove fondarono una città presso il collePallantion a cui diedero il nome di una delle loro donne,Rhome.[14] Una terza versione sempre di Plutarco offre altre ipotesi alternative, secondo le quali Rome poteva essere un mitico personaggioeponimo, figlia di Italo, re degliEnotri o diTelefo, figlio diEracle, che sposò Enea o il di lui figlio, Ascanio.[15]

Una quarta versione vede Roma fondata da Romano, figlio diOdisseo e diCirce; una quinta da Romo, figlio di Emazione, giunto da Troia per volontà dell'eroe grecoDiomede; una sesta da Romide, tiranno deiLatini, che era riuscito a respingere gliEtruschi, giunti in Italia dallaLidia e in Lidia dallaTessaglia.[15] Un'altra versione fa della stessa Rome la figlia di Ascanio, e quindi nipote di Enea. Ancora una Rome profuga troiana giunge nel Lazio e sposa ilre Latino, sovrano del popolo lì stanziato e figlio diTelemaco, da cui ebbe un figlio di nome Romolo che fondò una città chiamata col nome della madre.[16] In tutte le versioni si ritrova la stessa eponima chiamata Rome, la cui etimologia proviene dalla parola grecarhome con il significato di "forza". Le fonti citano anche altri possibili eroi eponimi come Romo, figlio del troiano Emasione, o ancora Rhomis, signore dei Latini e vincitore degli Etruschi.

Secondo interpretazioni moderne, il nomeruma sarebbe di origine etrusca, in quanto non ne è stato trovato l'etimoindoeuropeo (e l'unica lingua non-indoeuropea della zona era appunto l'etrusco). Il termine sarebbe entrato come prestito nellatino arcaico e avrebbe dato origine altoponimoRuma (più tardiRoma) e a un prenomeRume (in latino divenutoRomus), dal quale sarebbe derivato il gentilizio etruscoRumel(e)na[17], in latinoRomilius. Il nomeRomolo sarebbe quindi derivato da quello della città, e non viceversa.

In ogni caso la tradizione linguistica assegna al termineruma, in etrusco e in latino arcaico, il significato di mammella, riferito alla forma dei colli Palatino e Aventino o all'ansa del Tevere di fronte ad essi[9], come è confermato daPlutarco il quale, nella"Vita di Romolo" racconta che:

«Sulle rive dell'insenatura sorgeva un fico selvatico che i Romani chiamavanoRuminalis o, come pensa la maggioranza degli studiosi, dal nome di Romolo, oppure perché gli armenti erano soliti ritirarsi a ruminare sotto la sua ombra di mezzogiorno, o meglio ancora perché i bambini vi furono allattati; e gli antichi latini chiamavano ruma la mammella: ancora oggi chiamano Rumilia una dea che viene invocata durante l'allattamento dei bambini»

(Plutarco,Vita di Romolo, 4, 1.)

Questa interpretazione del termineruma è quindi strettamente collegata con i motivi che hanno portato alla scelta, come simbolo della città di Roma, di una lupa con le mammelle gonfie che allatta i due mitici gemelli fondatori.

Territorio antico

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Il territorio dell'anticoLatium vetus, ilTevere e l'antica città diRoma.

La morfologia dell'area geografica su cui insisteva laRoma primitiva può essere dedotta da analogie e da verifichegeologiche di quello e altri siti dellavalle del Tevere: era una zona caratterizzata da colline di altezza di solito contenuta ma dai fianchitufacei che potevano anche essere estremamente ripidi e con le sommità generalmente abbastanza pianeggianti, adatte quindi a ospitare nuclei abitativi che, per ovvi motivi di sicurezza, preferivano stabilirsi su queste alture piuttosto che nelle valli sottostanti. In particolare, la sommità del Palatino aveva una forma vagamente trapezoidale, che potrebbe essere stato il motivo per cui questaprima Roma venne definita“quadrata”.

Sicuramente la natura del luogo dove sorse il nucleo iniziale diRoma, lungo la sponda sinistra del fiumeTevere, ai piedi di numerosi colli (in particolare Aventino, Palatino e Campidoglio) sulle cui sommità sorsero i primi abitati protourbani, non molto distante dalmare, fecero di questo centro il luogo adatto allo scambio di merci (tra cui il sale, di fondamentale importanza) e bestiame tra differenti culture. Coarelli, infatti, racconta del carattere "emporico" del luogo, frequentato daFenici (fin dai decenni finali dell'VIII secolo a.C.) e daGreci (dal secondo quarto sempre dell'VIII secolo), questi ultimi identificabili probabilmente con gliEubei diCuma. Il guado del Tevere, come pure le vie di transumanza delle greggi e mandrie, oltre all'approvvigionamento del sale erano collegati al culto di unErcole di originesabina, che aveva nelforo Boario il centro del sistema emporico dell'area.[18]

Certamente la spinta all'aggregazione fu favorita dalla posizione della città, al crocevia di due importanti vie di comunicazione commerciali. La prima, che dalle città etrusche del nord, tra cui la vicinaVeio, arrivava inCampania dove erano state fondate le polis greche, e utilizzata per lo scambio di materie prime presenti in Etruria contro prodotti lavorati dei greci; la seconda che dai monti dellaSabina arrivava al mare, utilizzata soprattutto per il trasporto del sale (tramite lavia Salaria e lavia Campana).[19]

Per la difesa di questi primi agglomerati urbani si sfruttava, per quanto possibile, la conformazione del terreno, nel senso che veniva eretto un muro o, piuttosto, un rinforzo, solo dove il pendio del colle non era abbastanza ripido da impedire l'accesso. Spesso all'esterno del muro veniva anche scavato un fossato tale da rendere quanto meno difficoltoso l'avvicinamento sui lati non difesi naturalmente.

Orografia

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Lo scenario naturale delseptimontium dove nacque Roma antica
Lo stesso argomento in dettaglio:Sette colli di Roma.

Il nucleo centrale e antico della città era costituito dagli storicisette colli:Palatino,Aventino,Campidoglio,Quirinale,Viminale,Esquilino eCelio.

Potremmo anche aggiungere che Roma sorse in una zona temperata dell'Italia centrale, non troppo lontana dal mare, nei pressi di una grande ansa del fiume Tevere adatta a costituire unbuon approdo anche per la vicinanza di un ottimo guado costituito dall'isola Tiberina, la cui buona portata idrica favorì certamente il commercio di mercanzie, su colline salubri e convergenti che si allungavano da nord-est a sud-est come dita di una mano, e costituivano un valido sistema di difesa da attacchi nemici. Questo sistema collinare era per così dire costituito da tre lunghe "dita di una mano": a sud l'Aventino, al centro quella composta daPalatino,Velia edEsquilino, più a nord quella diQuirinale eCampidoglio.

A queste andrebbero poi aggiunte alcune "lingue" o "dita" più corte delCelio (tra Aventino e Palatino-Velia-Esquilino), delViminale e delCispio (tra Esquilino e Quirinale), tralasciando più a nord imontes attuali diPincio eParioli. A questi rilievi si interponevano anche alcune valli come laVallis Murcia (tra Aventino e Palatino, e occupata più tardi dalCirco Massimo) e la valle del futuroForo romano (tra Palatino, Velia e Campidoglio) che si allungava più a nord nella zona pianeggiante dellaSuburra.Massimo Pallottino conclude sostenendo che condizioni così "privilegiate" non sono riscontrabili altrove.[20]

Idrografia

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Roma sorse lungo la sponda sinistra del fiumeTevere, ai piedi di numerosi colli in particolare Aventino, Palatino e Campidoglio. IlTevere costituiva il confine naturale tra due differenti culture che, fin dalla fine dell'età del bronzo (attorno al1000 a.C.), andavano ormai contrapponendosi anche etnicamente: lacultura laziale a sud (ilLatium vetus deiLatini-Falisci) e quellaprotovillanoviana a nord (l'Etruria degliEtruschi).[21] E non fu probabilmente un caso che i villaggi della zona che sorsero sui colli attorno al guado dell'isola Tiberina, si aggregarono inizialmente intorno al colle Palatino; questo infatti è vicino alCampidoglio, colle strategico dal punto di vista militare, ma è anche vicino all'isola stessa, ottimo guado tra la riva etrusca e quella latina. Il Palatino era anche un ottimo punto d'osservazione sia verso l'Aventino, sia verso ilQuirinale, sul quale erano stanziati iSabini.

La città, oltre che dal Tevere, era ed è attraversata anche da un altro fiume, l'Aniene, che confluisce nel Tevere nella zona settentrionale dell'odierno territorio urbano.

Storia, urbanistica e architettura

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Questa voce è parte della serie
Civiltà romana
SPQR
Periodi dellastoria romana


Categorie
Antica Roma ·Storia di Roma ·Storia d'Italia

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Lo stesso argomento in dettaglio:Storia romana, Urbanistica romana, Architettura romana e Monumenti di Roma antica.

Età regia

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Lo stesso argomento in dettaglio:Età regia di Roma.

Fondata secondo la tradizione il 21 aprile753 a.C.[22] in seguito all'uccisione diRemo da parte del fratelloRomolo, Roma venne governata per 244 anni, secondo la tradizione, dasette re: lo stessoRomolo,Numa Pompilio,Tullo Ostilio,Anco Marzio,Tarquinio Prisco,Servio Tullio eTarquinio il Superbo[23].

Urbanistica

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Roma quadrata di Romolo
Lo stesso argomento in dettaglio:Roma quadrata.

Il leggendario solco tracciato daRomolo aveva probabilmente una funzione dipomerium e quindi di confine, ed è abbastanza verosimile, data l'antica conformazione del colle, che il primitivo muro[24] e il fossato che lo accompagnavano fossero stati realizzati solo sul lato tra il Germalo e il Palatino, a difesa del lato più esposto, anche se ilpomerium, per il suo significato di cinta sacrale, doveva certamente circondare tutto il centro abitato.

Una diversa spiegazione dell'aggettivo"quadrata” viene fornita daFesto e daProperzio, i quali suggeriscono che quadrato potesse essere ilmondus, cioè quella fossa che veniva scavata al centro esatto delpomerium e riempita di tutti quegli oggetti sacrificali e beneauguranti che i sacerdoti utilizzavano durante la complessa cerimonia di inaugurazione della nuova città.

Il baluardo tra Germalo e Palatino è però poco più di una verosimile congettura, sulla base della presenza di un avvallamento, tra le due alture, un po' troppo accentuato. La Roma quadrata cui accennano alcuni autori classici[25] comprendeva invece entrambe le alture, con l'esclusione delcolle Velia.Tacito fornisce alcune indicazioni in merito al primitivo recinto della città, in base alle quali è possibile ipotizzare il seguente percorso, lungo circa un chilometro e mezzo: dallabasilica di Sant'Anastasia al Palatino, all'incirca all'incrocio tra le odierne via dei Cerchi e via di S. Teodoro, lungo il lato meridionale del Palatino fino allachiesa di S. Gregorio, piegando poi verso l'Arco di Costantino, quindi verso l'Arco di Tito e labasilica di Santa Francesca Romana per ricongiungersi poi al tracciato dell'odierna via di San Teodoro e scendere per ilVelabro fino allachiesa di Santa Anastasia. Le estremità erano segnalate da altari: l'ara massima di Ercole invitto nelForo Boario, l'ara diConso nella valle delCirco Massimo, ilsantuario dei Lari ai piedi dellaVelia e leCuriae Veteres sull'angolo nord-orientale delPalatino.[26] È abbastanza evidente che alcuni di questi tratti sfruttavano la naturale conformazione del colle e non necessitavano pertanto di alcun muro.

L'area "sacra" di Sant'Omobono.
Segni di capanne sulPalatino risalenti all'VIII secolo a.C.

Un elemento di particolare rilievo nei ritrovamenti dell'area di S. Omobono è dato dal fatto che insieme ai reperti delXIV secolo sono stati ritrovati anche resti, di indubbia provenienza greca, risalenti all'VIII secolo, quindi esattamente coincidenti con l'epoca dellafondazione di Roma. Tale circostanza è pertanto una conferma archeologica della realtà storica degli indizi che hanno poi contribuito a generare la tradizione mitologica sulle origini leggendarie della città. Diverse teorie e studi cercano di collegare questi reperti; si tratta di ritrovamenti in un'area molto ristretta e che attestano la presenza di abitati nella zona del Campidoglio, Foro, Palatino in un'età anche antecedente a quella che la tradizione tramanda come data di fondazione.

La tradizione che racconta che Roma fu fondata con un atto di volontà di Romolo, sembra avere un fondamento di verità soprattutto in seguito alla scoperta, a opera dell'archeologo italianoAndrea Carandini, di un'antica cinta muraria (che potrebbe essere l'antico "muro di Romolo") costituita da un muro a scaglie di tufo, con alla sommità incastri e tracce di una palizzata e vallo risalente al 730 a.C., eretto sul Palatino nel versante volto verso la Velia dietro la basilica di Massenzio alla base nord-orientale del colle Palatino. Tale cinta muraria potrebbe essere la conferma del tradizionale racconto sulla fondazione di Roma[27] ed è quasi contemporanea a una fibula di bronzo dell'VIII secolo, raffigurante un picchio che accecaAnchise, il padre diEnea, punendolo per essersi unito aVenere. Secondo lo storicoTacito, infatti, il "solco primigenio" tracciato daRomolo sulPalatino, primo nucleo urbano della futura città di Roma, avrebbe incluso l'Ara massima di Ercole invitto, monumento non solo già esistente attorno alla metà dell'VIII secolo a.C.,[24] ma costituente uno dei quattro angoli dellacittà quadrata. Ancora Tacito e Strabone aggiungono che ilCampidoglio, la sottostante piana delForo romano e il colle delQuirinale furono aggiunti allaRoma quadrata daTito Tazio.[1][26]

Quest'ipotesi è stata ulteriormente confermata dalla scoperta nel2005 di un grande palazzo ad architettura a capanna nell'area del tempio di Vesta che potrebbe essere il palazzo dei primi re di Roma. Muro, antico palazzo reale e primo tempio di Vesta fanno parte di un complesso architettonico risalente alla seconda metà dell'VIII secolo a.C. che sembra confermare l'esistenza di un progetto architettonico ben preciso già nella seconda metà dell'VIII secolo, data tradizionale della fondazione di Roma in questo periodo[28].

Un altro gruppo di studiosi non ritiene che Roma sia nata da un atto di fondazione, sul modello delle polis greche nel sud Italia e inSicilia, ma piuttosto che la fondazione della città storicamente debba attribuirsi a un diffuso fenomeno di formazione dei centri urbani, presente in gran parte dell'Italia centrale, e che nella fattispecie comprenda un periodo di diversi secoli: dal XIV secolo alVII secolo a.C. La città si venne quindi formando attraverso un fenomeno disinecismo durato vari secoli,[29] che vide, in analogia a quanto accadeva in tutta l'Italia centrale, la progressiva riunione in un vero e proprio centro urbano degli insediamenti dispersi sui vari colli. In quest'epoca infatti i sepolcreti collocati negli spazi vuoti tra i primitivi villaggi furono abbandonati a favore di nuove necropoli poste all'esterno dell'area cittadina, in quanto tali spazi sono ora considerati parte integrante dello spazio urbano.

Ed è anche quello che verosimilmente può essere accaduto sulPalatino, che inizialmente era composto da vari nuclei abitativi indipendenti (Palatium eCermalus) e che si concluse attorno alla metà dell'VIII secolo, corrispondente alla tradizionale data di fondazione del753 a.C. IlRomolo della leggenda può essere stato, pertanto, il realizzatore della prima unificazione di questi nuclei in un'entità unica. Secondo il Carandini l'abitato proto-urbano del sito di Roma, copriva un'area di circa 204ettari, di cui 139 si riferivano aimontes e 65 aicolles del cosiddettoSeptimontium.[30]

Nei due secoli successivi, tale processo di unificazione fu probabilmente accelerato dall'occupazioneetrusca della città andando a includere ora i famosi "sette colli". È vero infatti che, secondo la tradizione, sottoTullo Ostilio fu aggiunto il colleCelio,[31] mentre al tempo diAnco Marzio i colliAventino[32] eGianicolo.[1][33]

Roma delle mura serviane e dei Tarquini
Plastico dellaRoma dei Tarquini presso ilmuseo della civiltà romana all'EUR.
Lo stesso argomento in dettaglio:Mura serviane.

A partire dalla fine delVII secolo a.C. da tutta l'Etruria, in particolare daTarquinia, un imponente flusso migratorio si indirizzò suRoma, composto di notabili con persone al seguito e da semplici privati in cerca di lavoro e fortuna, richiamati dalle crescenti attrattive di un centro sempre più ricco e potente. Fu così che, gradualmente, i gruppi etnici etruschi, già presenti in città e residenti lungo ilVicus Tuscus, presero numericamente il sopravvento, impugnando le redini dell'economia mercantile cittadina, e impadronendosi del potere, imponendo re della loro medesima etnia.

La struttura urbana successiva allaRoma quadrata si era basata su un processo di aggregazione tra le varie genti che occupavano i colli intorno alPalatino (Etruschi,Latini,Sabini,Ernici, ecc.), nucleo centrale della città, ed era organizzata in modo decentrato, nel senso che le varie alture costituenti la città non facevano parte di un'unica entità difensiva, ma ognuna possedeva una sua struttura militare indipendente, affidata più alla forza e al valore degli uomini che non alle fortificazioni.

L'avvento deiTarquini nelVI secolo a.C. rese necessaria la costruzione di unastruttura fortificata unitaria, prima conTarquinio Prisco[34][35] e poi conServio Tullio, il quale ampliò ilpomerium[36] e annesse alla città, i colliQuirinale,[36]Viminale[1][36] edEsquilino.[1][36][37] Fino ad allora la configurazioneorografica dei colli era sufficiente a provvedere, da sola, alle necessità della difesa, eventualmente aiutata, dove si fosse rivelato necessario, dalla costruzione di tratti di mura o dallo scavo di un fossato e di un terrapieno (agger) lungo circa 6stadi, traPorta Collina ed Esquilino.[1] La prima forma di difese unitarie di Roma fu rappresentata, da un massiccio terrapieno costruito nelle zone più esposte della città (soprattutto nel tratto pianeggiante nord-orientale) e dall'unione delle difese individuali dei colli. Tale opera difensiva è attribuita, come riferisceLivio, al sesto re romano (secondo dei tre etruschi),Servio Tullio, alla metà delVI secolo a.C.[38] La recinzione con le mura fu il culmine di un'intensa attività urbanistica, fondata sulla delimitazione territoriale della città in quattro parti (la "Roma quadrata"). Si trattava di una cinta muraria di almeno7 km, in blocchi squadrati dicappellaccio di tufo che fu poi utilizzato come appoggio per la fortificazione di un paio di secoli più tarda. Su questa struttura si apriva, probabilmente, una porta per ogni altura: la Mugonia per ilPalatino, la Saturnia (o Pandana) per ilCampidoglio, laViminalis, l'Oppia, la Cespia e laQuerquetulana per i colli di cui portano il nome (Querquetulum era l'antico nome delCelio) e laCollina (per il collis Quirinalis).

Lemura serviane protessero Roma per più di 150 anni, almeno fino alla disastrosa invasione deiGalli senoni del390 a.C.[39], dopo la quale le mura vennero riedificate ricalcando, probabilmente, il tracciato antico.

L'emporio delforo Boario e l'annessoporto Tiberino, restarono a lungo al di fuori del perimetro cittadino, anche se la parte dell'area più lontana dal fiume, venne inglobata nell'allargamento della cinta difensiva nelIV secolo a.C. (cosiddettemura serviane), nella quale si apriva laporta Trigemina.

Archeologia dei principali edifici/siti

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Ricostruzione delTempio di Giove Ottimo Massimo sulCampidoglio, inaugurato nel509 a.C.
Pianta dei ritrovamenti nell'area di Sant'Omobono: "A" è il tempio della Fortuna, "B" il tempio diMater Matuta, "C" il tempio arcaico (in rosso), "d" gli altari ed "e" il donario circolare

Risalirebbe all'epoca diRomolo, la costruzione sulCampidoglio delTempio di Giove Feretrio,[40] dopo aver sconfitto in battaglia il capo deiCeninensi, un certoAcrone,[41] nel752-751 a.C. come ricordano anche iFasti triumphales.[42] Fu il primo tempio costruito nell'antica Roma, dove ilsignum diGiove Feretrio era una pietra dura custodita al suo interno, cheAndrea Carandini identifica con illapis silex, probabilmente un'ascia preistorica che rappresentava la materializzazione di un fulmine, e con la quale si effettuava il sacrificio di una scrofa al termine dellaovatio (dopo aver percorso in processione laVia Sacra, dallaVelia fino alCampidoglio, al di fuori delpomerium).[43] E sempre a Romolo sarebbe da attribuirsi la costruzione delTempio di Giove Statore presso ilForo romano.[44].

Si racconta che al termine dellabattaglia del lago Curzio, Romani e Sabini decisero di collaborare, stipulando un trattato di pace, varando l'unione tra i due popoli, associando i due regni (quello diRomolo eTito Tazio), lasciando che la città dove ora era trasferito tutto il potere decisionale continuasse a chiamarsiRoma.[45][46] Il vicino lago, nei pressi dell'attualeforo romano, fu chiamato in ricordo di quella battaglia e del comandante sabino scampato alla morte (Mezio Curzio),Lacus Curtius,[46] mentre il luogo in cui si conclusero gli accordi tra le due popolazioni, fu chiamato appuntoComitium, che deriva dacomite per esprimere l'azione di incontrarsi.[47] Fu la zona di maggiore importanza politica del Foro e di Roma stessa dalla fine dell'età regia fino alla tarda età repubblicana, quando gran parte delle funzioni del Comizio passarono alla più ampia piazza del Foro e ad altri edifici che vi si affacciavano. Qui si teneva infatti l'assemblea più antica, quella deicomizi curiati.

Posto invece ai piedi dei vicini colli di Palatino e Campidoglio, ilVicus Iugarius congiungeva anticamente ilForo con il porto fluviale sul Tevere, al confine traForo Olitorio eForo Boario. Nel secondo quarto delVI secolo a.C. sorsero sull'area, già occupata da capanne protostoriche, due templi arcaici gemelli, dei quali solo uno è stato possibile scavare (il secondo è sotto la chiesa). Dalle fonti sono stati indicati come i templi dellaFortuna e dellaMater Matuta. Le fonti collegano almeno il tempio della Fortuna aServio Tullio, che intendeva celebrare con questo edificio la sua divinità protettrice, alla quale dedicò ben 26 templi a Roma, ciascuno con un'epiclesi diversa. Significativa fu la scelta del luogo: accanto al porto a voler sottolineare la crescente importanza commerciale di Roma. Anche laMater Matuta era dopotutto una divinità legata alla navigazione (la "stella mattutina" che salvava dai naufragi e indicava la rotta, simile alla grecaInò), quindi popolare tra i marinari e mercanti stranieri che dovevano frequentare il porto. Gli scambi, che avvenivano tra romani, greci, etruschi, fenici e cartaginesi. E sempre Servio Tullio dedicò untempio a Diana, sull'Aventino.[36][48]

Il vicinoForo Boario era, quindi, un'area di mercato (emporio) della primitiva città, collocata nel punto in cui confluivano i percorsi che percorrevano la valle del Tevere e quelli traEtruria eCampania, i quali in origine superavano il fiume in corrispondenza del guado dell'Isola Tiberina. Era frequentata da mercanti greci già all'epoca dellafondazione della città, attorno alla metà dell'VIII secolo a.C. La riva del fiume costituiva il porto fluviale di Roma (portus Tiberinus), che come tutta l'area, aperta agli stranieri, era considerata esterna al perimetro della città e si trovava al di fuori dellemura più antiche. Vi aveva sede un antichissimo santuario, l'Ara massima di Ercole invitto, dedicato a una divinità locale assimilata alMelqartfenicio e più tardi aErcole. Presso l'emporio, nei pressi dell'attraversamento del fiume, è stato scavato un tempioarcaico, nell'area di Sant'Omobono, risalente alla fine delVII-metà delVI secolo a.C., con resti di età appenninica che documentano una continuità di insediamento per tutta l'epoca regia.

Poco più tardi, sempre inetà regia, il guado venne sostituito dalpons Sublicius, inlegno, a opera diAnco Marzio. SottoServio Tullio, a imitazione del santuario rinvenuto nella cittàetrusca portuale diPyrgi, nell'area del Foro Boario venne sistemato un secondo grande santuario, dedicato allaFortuna e allaMater Matuta (i cui resti sono stati rinvenuti negli scavi dell'area sacra di Sant'Omobono.

Mappa di alcuni edifici di epoca regia, come ilComitium, laRegia e iltempio di Vesta a pianta circolare.

SottoTarquinio Prisco viene iniziata la costruzione sulCampidoglio[34] deltempio dedicato alla triade capitolina,Giove,Giunone eMinerva (oTempio di Giove Ottimo Massimo), completato alla data tradizionale del509 a.C. dall'ultimo re di Roma,Tarquinio il Superbo,[49][50] la stessa in cui viene collocata la cacciata del re e l'inizio delle liste dei magistrati. Fu il centro del culto di statoromano, che secondo la tradizione fu eretto in concorrenza del santuario dedicato aIuppiter Latiaris sulMons Albanus, nei pressi diAlba Longa. Davanti al tempio terminavano lecerimonie trionfali[34] e vi erano depositati gli archivi riguardanti le relazioni estere e iLibri sibillini. La sua fondazione sembra risalire all'ultimo quarto delVI secolo a.C. ed essere opera del reTarquinio Prisco. I lavori per la costruzione del tempio furono continuati dal reTarquinio il Superbo[49][50], ma il tempio fu inaugurato il 13 settembre del509 a.C. daMarco Orazio Pulvillo, uno dei primiconsoli repubblicani romani. La data di fondazione del tempio poteva anche essere stata verificata dagli storici romani successivi grazie aiclavi i chiodi annuali infissi nella parete interna del tempio. I resti delpodio del tempio sono ancora parzialmente visibili sotto ilPalazzo dei Conservatori e nei sotterranei deiMusei capitolini. Le sculture interracotta, altra caratteristica dell'arte etrusca, che lo adornavano sono andate perdute, ma non dovevano essere molto diverse dalla scultura etrusca più famosa della stessa epoca, l'Apollo di Veio dello scultoreVulca, anch'essa parte di una decorazione templare (ilSantuario di Portonaccio aVeio). Anche la tipologia architettonica del tempio sul Campidoglio è di tipo etrusco: un altopodio con doppio colonnato sul davanti, sul quale si aprono trecelle.

Tra le opere più imponenti della Roma arcaica ci fu laCloaca Maxima (databile attorno al600 a.C., al tempo diTarquinio Prisco[34]),[35][51] che permise lo sviluppo della valle delForo. Lemura serviane che furono costruite sotto iTarquini, sarebbero state iniziate daTarquinio Prisco[34][35][51] e completate, insieme con un ampio fossato, dal successoreServio Tullio. Appartengono poi alla seconda metà delVI secolo a.C. i monumenti arcaici delComizio (la più antica sede dell'attività politica di Roma). Nei pressi di questo complesso, un'area pavimentata in pietra scura, ilLapis niger, era secondo la leggenda legata al luogo della morte diRomolo: qui è stata rinvenuta la più antica iscrizione latina conosciuta. Sul lato a ovest del Comizio verso le pendici del Campidoglio, in prossimità del cosiddettoUmbilicus Urbis, si trovava ilVolcanale, un antichissimo santuario dedicato al dio Vulcano, fondato secondo la leggenda daTito Tazio. Sempre al VI secolo risalirebbero laRegia (575-550 a.C.), il luogo in cui ilRex sacrorum e ilpontefice massimo esercitavano la loro funzione sacrale, laCuria Hostilia (costruita secondo la tradizione dal reTullo Ostilio), iltempio di Vesta a pianta circolare e altri importanti santuari. I resti attualmente visibili di questi edifici, appartengono però tutti a delle ricostruzioni successive.

Un altro edificio da attribuire all'epoca regia fu ilCirco Massimo, le cui prime installazioni in legno, probabilmente in gran parte mobili, risalirebbero all'epoca diTarquinio Prisco, nella prima metà delVI secolo a.C.[34][35][51]

Età repubblicana

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Lo stesso argomento in dettaglio:Repubblica romana e Secessio plebis.

Espulso dalla città l'ultimo re etrusco, Tarquinio il Superbo, e instaurata unarepubblica oligarchica nel509 a.C., per Roma ebbe inizio un periodo contraddistinto dalle lotte interne tra patrizi e plebei e da continue guerre contro lepopolazioni italiche:Etruschi,Latini,Volsci,Equi. Divenuta padrona del Lazio, Roma condusse diverse guerre (controGalli,Osco-Sanniti e la colonia greca diTaranto, alleatasi conPirro, re dell'Epiro) che le permisero la conquista dellapenisola italica, dalla zona centrale fino allaMagna Grecia[52].

IlIII e ilII secolo a.C. furono caratterizzati dalla conquista romana del Mediterraneo occidentale, dovuta alle treguerre puniche (264-146 a.C.) combattute contro la città diCartagine, alla sconfitta deiGalli sulPo e alla conquista diNumanzia nellapenisola iberica. Dal200 al133 a.C., Roma divenne anche una potenza nel Mediterraneo orientale, combattendo treguerre macedoniche (212-168 a.C.) contro laMacedonia, una controAntioco e il regno seleucide, conquistando e distruggendoCorinto (nel146 a.C.), nonché ereditando ilRegno di Pergamo (133 a.C.). L'ammissione dei Romani aigiochi istmici di Corinto del228 a.C., equivaleva all'entrata di Roma nella società delle nazioni di civiltà greca. Vennero, pertanto, istituite, via via, le primeprovince romane: laSicilia, laSardegna, laSpagna, laMacedonia, laGrecia (Acaia),[53] l'Africa[54].

Nella seconda metà del II secolo e nelI secolo a.C. si registrarono numerose rivolte, congiure,guerre civili e dittature: sono i secoli diTiberio eGaio Gracco, diGiugurta, diQuinto Lutazio Catulo, diGaio Mario, diLucio Cornelio Silla, diMarco Emilio Lepido, diSpartaco, diGneo Pompeo, diMarco Licinio Crasso, diLucio Sergio Catilina, diMarco Tullio Cicerone, diGaio Giulio Cesare e diOttaviano[55], che, dopo essere stato membro delsecondo triumvirato insieme conMarco Antonio eLepido, nel27 a.C. divenneprinceps civitatis e gli fu conferito il titolo diAugusto[56].

Urbanistica

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Isette colli di Roma e il percorso delle "mura serviane" di epoca repubblicana (IV secolo a.C.).

I decenni successivi al509 a.C. furono caratterizzati da una notevole attività edilizia: tra i santuari sorsero iltempio di Saturno, iltempio dei Castori nel Foro e quellodi Cerere alle pendici dell'Aventino. Queste fondazioni dimostrano un innegabile influsso ellenico, testimoniato anche dalle importazioni di ceramica greca, continue fino alla metà del V secolo. A partire dal governo deidecemviri e dalla promulgazione delleleggi delle XII tavole si registrò invece a un periodo di crisi, causata dalla fase più acuta delle lotte tra patrizi e plebei e dalla calata delVolsci, che significò la perdita dei territori nel Lazio meridionale. Un analogo declino venne subìto in tutta la penisola, anche nelle città greche e etrusche. L'unica opera architettonica di qualche rilievo fu la fondazione delTempio di Apollo inCampo Marzio e laVilla Pubblica, creata per le nuove figure deicensori.

L'area del Campo Marzio, a nord-ovest della città, sin dall'epoca regia fu consacrata al dioMarte e adibita a esercizi militari.Tarquinio il Superbo se ne appropriò e lo fece coltivare a grano. Secondo una leggenda, durante la rivolta che causò la cacciata del re, i covoni di quel grano furono gettati nel fiume dando origine all'Isola Tiberina. Con l'inizio dell'epocarepubblicana, il Campo Marzio ritornò area pubblica e fu riconsacrato al dio. Fu sede deicomitia centuriata, assemblee del popolo in armi.

All'inizio del IV secolo si registrò una ripresa dopo il periodo di oscure lotte con le popolazioni confinanti, culminata con la conquista della città etrusca rivale,Veio, dopo ben dieci anni di assedio e a una guerra durata quasi un secolo. Poco dopo seguì però l'attacco e la conquista da parte deiGalli (390 a.C.).

Dopo la devastante invasione (che spinse verso la decisione non attuata di trasferirsi nella Veio da poco conquistata) si registrò una ripresa. Fu ricostruita la grande cinta muraria in tufo diGrotta Oscura, di cui si vedono oggi i resti, note come "mura serviane". Esse sono in realtà il frutto della ricostruzione del periodo repubblicano lungo lo stesso tracciato, a rinforzo e spesso in sostituzione dell'anticoagger, dopo ilsacco di Roma del390 a.C., molto probabilmente utilizzando anche le fortificazioni precedenti.

Secondo Livio furono costruite a partire dal377 a.C. dai censoriSpurio Servilio Prisco eQuinto Clelio Siculo. Riferisce lo storico che, passato lo spavento dovuto al saccheggio da parte deiGalli il 18 luglio390 a.C., abbandonata l'idea del trasferimento dell'intera popolazione aVeio, si decise una rapida ricostruzione della città, talmente frettolosa e improvvisata che fu la causa principale del caos urbanistico dell'antica Roma[57]. Subito dopo iniziò la costruzione della cinta muraria, che durò oltre 25 anni e costituì il principale baluardo difensivo per sette secoli, sebbene con il tempo abbia perso gradualmente la sua importanza strategica.

Roma al tempo dellabattaglia di Azio (31 a.C.), con i suoi principalimonumenti,porte eacquedotti

Le mura si estendevano per circa 11 km (quindi un po' più della cinta del VI secolo), includendo circa 426 ettari. Il Campidoglio era già protetto da una fortificazione propria, l'arce (arx capitolina). A questa furono collegatiQuirinale,Viminale,Esquilino,Celio,Palatino,Aventino e parte delForo Boario, sfruttando, dove possibile, le difese naturali dei colli. Nel tratto pianeggiante lungo poco più di un chilometro, tra Quirinale ed Esquilino, furono rafforzate con unaggere, cioè un terrapieno largo più di 30 metri. La cinta romana era all'epoca una delle più grandi in Italia e forse dell'interoMediterraneo.

In alcuni tratti le mura erano ulteriormente protette da un fossato largo mediamente più di 30 metri e profondo 9. Erano alte circa 10 metri e spesse circa 4 e, secondo alcune testimonianze, avevano 12 porte, sebbene in realtà se ne conoscano in numero maggiore. Furono restaurate in vari periodi:353,217,212 e87 a.C.

La città, saccheggiata dagli invasori, venne velocemente ricostruita, e fu a questa rapidità nella ricostruzione che gli storici romani (comeTito Livio) attribuirono l'aspetto disordinato della pianta cittadina. La disordinata urbanistica di quel periodo sembrerebbe derivare dalla rapida e continua crescita progressiva del nucleo urbano, che non seguì alcun piano preordinato, dove gli edifici e le vie si adattavano all'orografia del territorio. In conseguenza si trattò piuttosto un evento di lunga durata, perché se si fosse giunti a una vera e propria ricostruzione si sarebbe certamente seguito un impianto più regolare: negli edifici arcaici e del IV secolo non sono stati individuati importanti rifacimenti o cambiamenti di pianta e orientamento.

All'età repubblicana risale la fondazione di diversi edifici pubblici e templi, soprattutto nell'area delForo Romano, dei quali sono rimaste conservate le versioni architettoniche successive, delCampidoglio e delPalatino. Sempre in quegli anni si tracciarono le primestrade consolari, i rispettiviponti sulTevere e i primiacquedotti (come quello voluto dal censoreAppio Claudio Cieco nel312 a.C.).

Solo a partire dalIII secolo a.C. si andarono sviluppando le prime trasformazioni monumentali inserite in piani urbanistici coerenti, ad esempio il complesso di templi repubblicani dell'area sacra di Largo Argentina, costruiti separatamente e unificati dall'inserimento in un grande portico.

Lemura serviane presso lastazione Termini.

Nacquero contemporaneamente i modelli architettonici dellabasilica civile e dell'arco onorario. Per la prima volta venne applicata la tecnica edilizia delcementizio, che consentì all'architettura romana di avere un suo originale sviluppo, e iniziò l'importazione delmarmo come ornamento degli edifici. Forte era l'influenza della Magna Grecia, con artisti ellenici a Roma dall'inizio del V secolo e l'accentuarsi del livello culturale medio dei romani. Il primo tempio interamente in marmo, fortemente influenzato dalle formegreche, fu iltempio rotondo del Foro Boario. Nacquero in città fabbriche di ceramica di alto livello, che vengono esportate un po' ovunque nelMediterraneo occidentale. Si diffuse la tecnica per realizzare statue inbronzo: dalle statue diAlcibiade ePitagora ricordate nella seconda metà del IV secolo nelComizio, opera di artisti della Magna Grecia, alla quadriga in bronzo neltempio di Giove Capitolino del296 a.C., che sostituì una quadriga in terracotta dell'etruscoVulca, dalle due statue colossali diErcole eGiove nell'Area Capitolina, al celebreBruto capitolino. Gli scrittori greci parlano ormai spesso di Roma, anzi uno di loro arriva a definirla "città greca".[58]

Negli ultimi due secoli della Repubblica i personaggi che conquistavano grande prestigio personale e si contendevano il potere iniziarono a sviluppare progetti urbanistici di respiro sempre più ampio, per assicurarsi l'appoggio delle masse popolari, a partire dai grandi portici della zona delCirco Flaminio, alTabularium diSilla, che tuttora fa da sfondo alForo Romano verso ilCampidoglio, insieme al restauro deltempio capitolino.Pompeo lasciò la sua testimonianza nella città con la costruzione di un grandeteatro in muratura. L'aspetto monumentale iniziò a svilupparsi anche in altre zone della città, come ilForo Olitorio e ilForo Aventino. Nel frattempo si svilupparono i grandi quartieri popolari, grazie all'immigrazione anche dalle città italiche, con leinsulae, case d'affitto a più piani. Una descrizione di Roma alla vigilia dell'impero si legge inStrabone: accanto a zone ancora libere sorge una serie ininterrotta di edifici pubblici, templi, teatri, portici, terme e un anfiteatro. A ciò va aggiunta la spinta privata all'edilizia, come ledomus (le case dei più ricchi), assimilabili ormai alle più lussuose dimore ellenistiche, con il cortile colonnato (peristilio) e decorazioni sempre più sfarzose (pavimenti marmorei, pitture parietali, mosaici, soffitti dorati, ecc.). Resti di abitazioni monumentali del genere sono stati scoperti soprattutto sulPalatino e sull'Esquilino.

Giulio Cesare, secondo quanto tramandaCicerone, aveva in progetto un rinnovo totale dell'aspetto di Roma, con un grandioso piano regolatore che prevedeva interventi in più zone, soprattutto in Campo Marzio e aTrastevere. Era addirittura prevista una deviazione delTevere, per spianare le anse del Campo Marzio e unirlo con una parte dell'Ager Vaticanus. La sua morte, avvenuta non lontano dal luogo dove oggi si trova ilteatro Argentina, non permise la realizzazione di questi progetti, ma fece in tempo a distruggere ilComizio, ricostruire laCuria, sede del Senato, creare una nuova piazza a suo nome, ilForo di Cesare,[59] una basilica e i nuovirostri, definendo l'aspetto e il nuovo orientamento del Foro repubblicano. Inoltre il Foro di Cesare fece da esempio per i successivi sviluppi deiFori imperiali.

Archeologia dei principali edifici

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Primo periodo repubblicano: Roma e l'Italia (509-264 a.C.)
Ricostruzione della posizione dei tre templi delForo Olitorio. Si può notare anche la sagoma delteatro di Marcello dietà augustea.
Lo stesso argomento in dettaglio:Storia della Repubblica romana (509-264 a.C.).

L'attività religiosa a Roma in quel periodo si intensificò notevolmente, come testimoniano le fonti, elencando la costruzione di numerosi templi (oggi quasi tutti scomparsi), come iltempio di Saturno alForo (501-498 a.C.); iltempio di Mercurio (495 a.C.); l'ara massima di Ercole invitto (495 a.C.); iltempio di Cerere, Libero e Libera sull'Aventino (493 a.C.), iltempio dei Dioscuri al Foro (484 a.C.); iltempio del Dius Fidius (466 a.C.); iltempio di Apolloin circo (431 a.C.); iltempio di Giunone Regina sull'Aventino (392 a.C.); iltempio di Marte fuori Porta Capena (388 a.C.); iltempio della Concordia (366 a.C.); iltempio di Giunone Moneta (344 a.C.); iltempio della Salus (306-303 a.C.); il probabiletempio di Feronia ("tempio C di largo di Torre Argentina) (IV secolo a.C.); iltempio di Venere al Circo Massimo (293 a.C.); iltempio di Esculapio sull'Isola Tiberina (291 a.C.) e iltempio della Bona Dea (272 a.C. ca.).[60]

Risalirebbe al329 a.C. la costruzione dei primicarceres delCirco Massimo, che diedero così il definitivo aspetto architettonico dell'impianto. Pochi anni più tardi (nel312 a.C.), fu la volta della costruzione della primastrada romana (Via Appia) e delprimo acquedotto di Roma (Acquedotto Appio).[61] Un trentennio più tardi (tra il272 e il269 a.C.), ilcensoreManio Curio Dentato fece costruire unsecondo acquedotto, l'Anio vetus.

Media Repubblica: l'Impero mediterraneo (264-146 a.C.)
Ricostruzione ideale delTempio di Giunone Regina (179 a.C.), deltempio di Giove Statore (146 a.C.) e del successivoportico di Ottavia (del27-23 a.C.) che racchiudeva entrambi gli edifici sacri.
Lo stesso argomento in dettaglio:Storia della Repubblica romana (264-146 a.C.), Prima guerra punica, Seconda guerra punica e Terza guerra punica.

L'inizio dell'espansione nelMediterraneo e laprima guerra punica portarono alla costruzione di nuovi siti religiosi come: iltempio di Spes (258 a.C.); il probabiletempio di Giuturna ("tempio A" di largo di Torre Argentina) (241 a.C.); iltempio di Giunone Sospita nelforo Olitorio (194 a.C.); iltempio di Veiove (192 a.C.) e il probabiletempio dei Lari Permarini (179 a.C.). Ciascuno era dotato poi dalle sue statue di culto, alle quali vanno aggiunte altre numerose statue, per la maggior parte inbronzo, che decoravano la città (tutte scomparse).

Risalirebbe al241 a.C. la costruzione del cosiddettoponte Rotto, rifatto in muratura per la prima volta a Roma nel179 a.C.; al221 a.C. la costruzione delsecondo circo di Roma, ilCirco Flaminio; al207 a.C. la prima menzione delponte Milvio (a quell'epoca, sembra ancora in legno); al184 a.C., della primabasilica, laPorcia, fatta edificare daCatone il censore durante la suacensura, sull'angolo nord delForo Romano, tra laCuria e l'Atrium Libertatis sede dei censori e centro di intensa attività economica; al179 a.C., la seconda (basilicaFulvia-Aemilia), iniziata dalcensoreMarco Fulvio Nobiliore (morto prematuramente) e completata dal collegaMarco Emilio Lepido; al170 a.C., la terza (basilica Sempronia), sul lato nord-orientale della piazza delForo Romano, alle spalle delletabernae veteres, a opera delcensoreTiberio Sempronio Gracco.

È noto da Livio che nel213 a.C. un terribile incendio, che durò per due notti e un giorno, distrusse tutti gli edifici tra le Saline e laPorta Carmentale, insieme con l'Equimelio e ilvicus Iugarius. Neitempli della Fortuna, dellaMater Matuta e dellaSperanza, il fuoco distrusse molte costruzioni sacre e profane.[62]

Dopo lavittoria contro Antioco III (188 a.C.) la quantità di opere greche a Roma era così consistente che Livio scrisse: "[fu] la fine dei simulacri di legno e di terracotta nei templi di Roma, sostituiti da opere d'arte importate".[63] I primi edifici in marmo bianco di Roma furono due piccole costruzioni, un debutto per certi versi "timido": iltempio di Giove Statore e iltempio di Giunone Regina, racchiusi da un porticato, uno dei quali fu opera proprio diErmodoro di Salamina, le cui statue di divinità furono scolpiti da scultori provenienti daDelos e da un artista italico, che si ispirò a un modello ellenico del IV secolo a.C.

Tarda Repubblica:la caduta (146-31 a.C.)
Pianta dell'area sacra diLargo di Torre Argentina. In rosso i templi (A, B, C, D), 1 è laporticus Minucia, 2 è l'Hecatostylum, 3 è la curia di Pompeo, 4 e 5 sono le latrine di epoca imperiale, 6 sono gli uffici e depositi di epoca imperiale.
Alzato dei templi che mostra il diverso livello del calpestio: 1) III secolo a.C., 2) 111-101 a.C., 3) 80
Lo stesso argomento in dettaglio:Storia della Repubblica romana (146-31 a.C.).

Al termine dellaquarta guerra macedonica (culminata nelladistruzione di Corinto), l'architetto ellenicoErmodoro di Salamina, costruì nel136 a.C. un tempio in Campo Marzio, che conteneva una statua diMarte colossale, opera attribuita aSkopas minore, e una diAfrodite. Tra i resti meglio conservati di quella stagione ci sono i primi due templi costruiti in marmo a Roma: iltempio di Giove Statore (costruito nel146 a.C.) e iltempio di Ercole Vincitore nelforo Boario (databile al120 a.C.). La zona diLargo di Torre Argentina è stata identificata grazie alla presenza dellaporticus Minucia vetus, edificato nel106 a.C. daMarco Minucio Rufo per il trionfo sugliScordisci. Laporticus è riconoscibile nei colonnati sul lato nord e est della piazza, che non vennero mai rifatti in epoca imperiale. I resti dei quattro templi sono designati con le lettere A, B, C e D (da quello più a nord a quello più a sud) in quanto non è determinato con certezza a chi fossero dedicati, e sorgono davanti a una strada pavimentata, ricostruita in epoca imperiale dopo l'incendio dell'80, poco dopo l'ampliamento anche dellaPorticus Minucia (Frumentaria), che arrivò a inglobare tutta l'area. In ordine di antichità i templi sono:CIV-III secolo a.C.;A III secolo a.C., rifatto nelI secolo a.C.;D inizio delII secolo a.C., rifatto nel I secolo a.C.;B fine II-inizio del I secolo a.C. Una totale trasformazione si ebbe quando il piano del calpestio venne sopraelevato di circa 1,40 m, probabilmente in seguito a un incendio come quello del111 a.C. In quell'occasione venne creato un pavimento unico di tufo per i tre templi e si procedette forse alla recinzione con un portico colonnato del quale restano tracce sui lati nord e ovest.

Risalirebbe al144-140 a.C. la costruzione delterzo acquedotto di Roma (Aqua Tepula) e al125 a.C. del quarto (Aqua Tepula). Nel121 a.C. fu aggiunta una nuova basilica, l'basilica Opimia, nelForo romano, accanto altempio della Concordia. Doveva il suo nome aLucio Opimio che ne aveva finanziato la costruzione, così come quella del vicino tempio.

Al tempo di Silla le strutture lignee con rivestimento in terracotta di matrice etrusca, o quelle intufo stuccato lasciarono definitivamente il passo agli edifici intravertino o in altre pietrecalcaree, secondo forme desunte dall'architettura ellenistica, ma adattate a un gusto più semplice con forme più modeste. Al tempo di Ermodoro e delleguerre macedoniche erano sorti i primi edifici inmarmo a Roma, che non si distinguevano certo per grandiosità.Lucio Licinio Crasso, parente del più famosoMarco Licinio Crasso, era stato poi il primo a usare il marmo anche nella decorazione della propria abitazione privata sulPalatino nel100 a.C.

Ricostruzione ideale dell'area delTabularium (sullo sfondo)

Dopo l'incendio dell'83 a.C. venne ricostruito interamente e in pietra, ilTempio di Giove Ottimo Massimo, con colonne marmoree e con un nuovo simulacrocrisoelefantino diGiove, forse opera daApollonio di Nestore. Il tempio era stato, infatti, quasi totalmente distrutto dall'incendio e con esso i Libri sibillini, che vi erano conservati[64]. La ricostruzione in pietra, voluta daLucio Cornelio Silla, fu affidata aQuinto Lutazio Catulo che la terminò nel69 a.C., conservando fedelmente la pianta e l'aspetto precedenti: secondo alcune fonti Silla fece prelevare per questa ricostruzione le colonne deltempio di Zeus Olimpico aAtene. Risale al78 a.C. la costruzione delTabularium, quinta scenografica delForo Romano che lo metteva in comunicazione colCampidoglio e fungeva daarchivio statale. Vi si usarono semicolonne addossate sui pilastri dai quali partono gli archi, schema usato anche nelsantuario di Ercole Vincitore aTivoli. E sempre a questo periodo risalirebbe la costruzione deltempio di Portuno (80-70 a.C.).[65]

I templi romani sillani sopravvissuti sono piuttosto modesti: tempio diSan Nicola in Carcere,tempio B delLargo Argentina.

IlForo romano all'epoca diGaio Giulio Cesare.
Disegno ricostruttivo della facciata dellaBasilica Emilia.[66]

Al tempo diGneo Pompeo Magno eCesare si ebbe la costruzione delteatro di Pompeo (databile agli anni61-55 a.C.), del sontuosoforo di Cesare con iltempio di Venere Genitrice (dal54 al46 a.C.), dellaBasilica Giulia (in sostituzione della precedentebasilica Sempronia) e della nuovaCuria (dal52 al29 a.C.) nelForo romano; ma fu solo col restauro deltempio di Apollo Sosiano nel32 a.C. che Roma ebbe per la prima volta un edificio di culto all'altezza dell'eleganza ellenistica. Nel33 a.C. Roma fu dotata di un nuovo acquedotto, l'aqua Iulia, fortemente voluto daOttaviano e la cui direzione dei lavori fu affidata al fedele amicoMarco Vipsanio Agrippa.

Una nuova basilica in sostituzione dellabasilica Fulvia era in corso di costruzione nel55 a.C. a opera diLucio Emilio Lepido Paolo (un altro figlio del console del 78 a.C. Marco Emilio Lepido e fratello del triumviro), ma finanziata daCesare. Fu inaugurata dal figlio omonimo di Lepido nel34 a.C. con il nome diBasilica Paulli. Risalirebbero poi al62 a.C. la costruzione delponte Fabricio e al60 a.C. ilponte Cestio; al43 a.C. iltempio di Iside al Campo Marzio.[67]

Si deve invece aLucio Licinio Lucullo la costruzione dell'omonima villa sull'attualePincio, a sinistra diTrinità dei Monti, che faceva parte della VIIregio augustea. La posizione del complesso è stata tramandata con precisione daFrontino: la villa sorgeva nel punto dove l'Acqua Vergine usciva dal condotto sotterraneo, per essere incanalata sulle arcate che attraversavano il Campo Marzio. Del vasto complesso, costruito grazie all'immenso bottino realizzato con la vittoria suMitridate nel63 a.C., restano solo pochi resti visibili nei sotterranei delconvento del Sacro Cuore; le strutture inopera reticolata eopera mista appartengono alla tarda repubblica. Del complesso esiste anche una mappa diPirro Ligorio. L'edificio e glihorti occupavano le pendici della collina con una serie di terrazze, collegate da scalinate monumentali.[68]

Età imperiale

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Lo stesso argomento in dettaglio:Impero romano.

Alto Impero

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Mappa di Roma in età augustea
Statua del primoimperatore romano,Augusto, proveniente daPrima Porta.
Lo stesso argomento in dettaglio:Alto Impero romano.

Istituitode facto l'Impero, che conobbe la sua massima espansione nelII secolo sotto l'imperatoreTraiano, Roma si confermòcaput mundi, cioè capitale del mondo, espressione che le era stata attribuita già nel periodo repubblicano. Il territorio dell'impero, infatti, spaziava dall'Oceano Atlantico alGolfo Persico[69], dalla parte centro-settentrionale dellaBritannia all'Egitto.

I primi secoli dell'impero, in cui governarono, oltre a Ottaviano Augusto, gli imperatori delle dinastieGiulio-Claudia[70],Flavia (a cui si deve la costruzione dell'omonimo anfiteatro, noto comeColosseo)[71] e gliAntonini[72], furono caratterizzati anche dalla diffusione della religione cristiana, predicata inGiudea daGesù Cristo nella prima metà delI secolo (sottoTiberio) e divulgata dai suoiapostoli in gran parte dell'impero[73].

FuAdriano a scegliere come successore,adottandolo,Tito Antonino (dopo la morte prematura diElio Cesare), il quale era statoproconsole inAsia e che ricevette poi dal senato il titolo diPio. Quando Antonino scomparve nel161 la sua successione era già stata predisposta con l'adozione delgeneroMarco Aurelio Antonino, già indicato da Adriano stesso.

Marco Aurelio, che era stato educato a Roma secondo una cultura raffinata e bilingue (di sua mano è un trattato di meditazioni filosofiche ingreco), volle dividere il potere col genero, di nove anni minore,Lucio Vero, già adottato daAntonino Pio. Con lui instaurò unadiarchia, dividendo il potere e affidandogli il comando militare nelle campagne inParthia e inArmenia. Nel169 Lucio morì e Marco Aurelio rimase l'unico sovrano. Scomparve nel180 durante l'epidemia dipeste scoppiata nel campo militare diCarnuntum, vicino all'attualeVienna (Vindobona), durante ledure lotte contro iQuadi e iMarcomanni. Il principe-filosofo, che aveva cercato, ispirandosi ad Adriano, di presentarsi come un imperatore saggio e amante della pace, aveva paradossalmente trascorso tutti gli ultimi anni di governo in dure campagne militari, nell'affannoso compito di riportare la sicurezza nei confini dell'impero. Gli successe il figlioCommodo, che cercò di imporre un'autocrazia ellenizzante.Commodo, era stato associato al potere col padreMarco Aurelio nel177. Con lui si concluse il periodo degliimperatori adottivi, anche se non c'era mai stato un preciso schema istituzionale dietro le adozioni e forse erano solo divenute indispensabili per la mancanza di eredi naturali ai sovrani del II secolo.

Il governo di Commodo fu per molti versi irresponsabile e demagogico. Dopo avercondotto una pace frettolosa con le tribù germaniche, contro le quali stava lottando al momento della morte del padre, tornò velocemente a Roma. Qui cercò di aumentare il proprio prestigio personale e la propria popolarità con una serie di iniziative discutibili, come le frequenti elargizioni pubbliche di denaro e di altri beni, i costosi spettacoli gladiatori, ecc., che dissanguarono in breve tempo le casse dello Stato. Egli cercò inoltre di imporre un'autarchia sul modello ellenistico-orientale, ammantando la propria personalità di significati religiosi (facendosi identificare col dioErcole).

Sembrò ignorare i pericoli che si addensavano ai confini dell'impero e quando venne eliminato da una congiura di palazzo (nel192), lo Stato romano entrò in una profonda crisi per la successione, che viene spesso indicata come l'inizio della parabola discendente del dominio di Roma. Nonostante le prime avvisaglie della crisi, il periodo degli Antonini venne ricordato come un'epoca aurea, di benessere e giustizia rispetto alla grave crisi dei secoli successivi.

Settimio Severo fu il primo imperatore "militare" (e delladinastia dei Severi), poiché salito al potere grazie esclusivamente all'appoggio delle sue legioni, sconfiggendo gli altri pretendenti appoggiati da altre divisioni dell'esercito e imponendo la sua figura alsenato, che non poté fare altro che ratificare la sua carica. Il 9 giugno193 entrò dunque vittorioso in Roma. Con queste premesse le successioni si svolsero da allora in poi quasi sempre in un clima di sovvertimento e di anarchia, con lotte molto spesso armate fra i contendenti e l'arrivo al potere talvolta anche di avventurieri senza scrupoli. La tradizione amministrativa e burocratica statale, corrotta dai favoritismi personali, si andò progressivamente allentando, accentuando la situazione di crisi.

Le contraddizioni interne, aggravate dall'urgenza dei problemi alle frontiere, minacciarono l'autorità imperiale e la sopravvivenza della società e degli assetti tradizionali precedenti, che ne uscirono profondamente sconvolti. La gran parte degli imperatori di questo periodo non fu niente più che una meteora, bloccando di fatto la possibilità di legiferare in maniera continuativa, visto il ridimensionamento di peso del Senato e la tendenza degli imperatori a accentrare nelle proprie mani tutti i poteri considerandosi autocraticamente al di sopra di qualsiasi legge. L'esercito divenne il principale strumento della politica, fautore della fortuna di ciascun imperatore, che per questo ne diveniva "schiavo", dovendo cedere a tutte le richieste dei militari per non soccombere. La prodigalità verso le truppe aggravò ulteriormente le casse dello Stato, già impoverite dall'economia stagnante, regredita in alcune aree a livello di sussistenza (soprattutto nelle province occidentali dove particolarmente frequenti furono le incursioni nemiche). A ciò va aggiunta la penuria di schiavi, per mancanza di guerre di conquista, e la tassazione più forte, resa necessaria per far fronte alle richieste delle legioni e alle necessità per far funzionare l'apparato statale. La moneta si svalutò pesantemente, tanto che Settimio Severo dovette dare impulso alle distribuzioni in natura istituendo l'annona militare, quota fissa dei raccolti (indipendentemente dalla quantità dei raccolti) da destinare allo Stato.

Sotto Settimio Severo e poiCaracalla edEliogabalo avvenne una forte orientalizzazione della vita romana, con l'introduzione, tra l'altro, di culti misterici e orgiastici, che sfruttavano le esigenze di evasione mistica e irrazionale dal presente allora molto sentite e già coalizzate dallostoicismo e dalCristianesimo, seppure con un'attitudine meno elitaria.

NelIII secolo, al termine delladinastia dei Severi[74] (193-235), iniziò la crisi delprincipato, cui seguì un periodo dianarchia militare (235-284).

Urbanistica
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Lo stesso argomento in dettaglio:14 regioni di Roma augustea.


Il maggiore sviluppo urbanistico e monumentale si ebbe nell'età imperiale. ConAugusto la città, subì una radicale trasformazione urbanistica. Augusto si poteva vantare di aver trovata una Roma "di terracotta" e di averla lasciata "di marmo". In effetti fu in quest'epoca che Roma assunse l'aspetto simile a quello delle più importanti città ellenistiche. Roma che aveva ormai una popolazione di circa un milione di abitanti[75] venne divisa in14 regioni (a loro volta suddivisi invici, quartieri),[76] i cui nomi tuttora si perpetuano nella forma contratta di "rioni". Furono inizialmente contrassegnate solo da un numero, ma successivamente ciascuna ebbe anche un suo nome, dato probabilmente dall'uso. Le regioni erano a loro volta suddivise invici, ossia singoli quartieri. E sempre sotto Augusto venne istituito il corpo deivigiles, con compiti di vigili del fuoco e polizia urbana,[1][76] e vennero delimitate le rive e l'alveo delTevere, con la creazione di nuovi acquedotti. Oltre a ciò, onde evitare i danni dei frequenti incendi, sempre Augusto intervenne riducendo l'altezza delle nuove costruzioni, proibendo di edificare lungo le vie pubbliche a un'altezza superiore ai 70piedi.[1]

Si completarono alcuni degli interventi di Cesare e si avviarono nuovi grandi progetti urbanistici, che sebbene non avessero la grandiosità e la radicalità di quelli cesariani, si raccordarono direttamente a essi, a partire dalla costruzione di un nuovoForo, quello di Augusto,[59] e dalla regolarizzazione della piazza delForo Romano con la costruzione deltempio del Divo Giulio e dellabasilica Giulia e il rifacimento dellabasilica Emilia. L'antica sede della vita politica cittadina diventava così una piazza monumentale acquistando il suo aspetto definitivo.

Con l'aiuto diAgrippa, suo amico e consigliere, Augusto si occupò anche della sistemazione del Campo Marzio, che si andò arricchendo di edifici pubblici e monumenti. Nella zona più periferica venne costruito il suomausoleo al quale erano inoltre simbolicamente collegati un grande orologio solare, che usava unobelisco comegnomone, e l'Ara Pacis. LeTerme di Agrippa furono le prime terme pubbliche della città.

Nell'area delCirco Flaminio venne costruito ilteatro dedicato al nipoteMarcello, in prossimità del ricostruitoPortico di Ottavia, dedicato in nome della sorellaOttavia, madre di Marcello, e deltempio di Apollo Sosiano. A queste opere va aggiunto un teatro, le biblioteche aperte al pubblico e il restauro o la costruzione di ben 82 santuari: Augusto affermò di aver trovato una città di mattoni e di lasciarla di marmo.Strabone, che scriveva al tempo di Augusto-Tiberio, sosteneva vi fosse la necessità della costruzione di una seconda cerchia di mura, poichéquelle serviane non erano più sufficienti a contenere la città del suo tempo.[1]

La monumentalizzazione della città proseguì sotto i successori di Augusto. Nel64, sotto il regno diNerone uno spaventosoincendio quasi rase al suolo l'intera città, distruggendo interamente tre delle zone augustee e danneggiandone gravemente sette, lasciandone integre solo quattro. Per favorire un'ordinata ricostruzione e impedire le condizioni che favorivano il diffondersi degli incendi, Nerone dettò nuove e lungimiranti regole edilizie, destinate a frenare gli eccessi della speculazione e tracciare un nuovo impianto urbanistico, sul quale è tuttora fondata la città. Venne così emanato un nuovo piano regolatore, attuato però solo in parte, come riportaTacito, tramite la realizzazione di strade più larghe, affiancate da portici, senza pareti in comune tra gli edifici, di altezza limitata e con un uso quasi bandito di materiali infiammabili, sostituiti da pietra e mattoni. Vennero aperte nuove piazze, le strade divennero più ampie e fiancheggiate da portici, le abitazioni vennero ricostruite di altezza più limitata.

Approfittando della distruzione, Nerone costruì la suaDomus Aurea, che occupò gli spazi compresi traCelio,Esquilino (Oppio) ePalatino con un'enormevilla, segno tangibile delle mire autocratiche dell'imperatore. Altri edifici pubblici neroniani furono il mercato del Celio (Macellum Magnum) e leTerme di Nerone del Campo Marzio, la cui pianta regolare e simmetrica fece da modello per tutti gli edifici termali futuri, inaugurando la tipologia di terme "imperiali".

Pianta del centro monumentale di Roma antica in epoca imperiale
Fori Imperiali eForo romano.

Dopo la morte di Nerone, gli imperatoriflavi, restituirono a uso pubblico parte degli spazi occupati dalla sua residenza, costruendo leterme di Tito sulcolle Oppio (forse adattate dalle terme private di Nerone), restituendo iltempio del Divo Claudio, già trasformato inninfeo, e innalzando ilColosseo, sul sito del lago artificiale dei giardini. Venne tenuto per uso privato solo il breve settore dellaDomus Titi.

Lo sviluppo architettonico nell'età flavia ebbe un'importanza fondamentale per la messa in opera di tecniche nuove, capaci di portare a un ulteriore sviluppo delle articolazioni spaziali. Già al tempo diNerone vennero sperimentate nuove soluzioni, come la sala ottagonale dellaDomus Aurea, influenzata da modelli siriaci a base poligonale. Ma è soprattutto in questo periodo che si diffondono l'uso dellacupola emisferica (Domus Transitoria eDomus Aurea), lo sviluppo dellevolte a crociera (Colosseo), l'utilizzo dinervature con archi in laterizio in serie e lo sviluppo dellevolte a botte, che arrivano a raggiungere i 33 metri di diametro nelvestibolo domizianeo delForo Romano.

E sempre sotto iFlavi ebbero luogo altri incendi, come l'incendio del Campidoglio del69[77] e quello del Campo Marzio e Campidoglio dell'80. Nel73Vespasiano eTito si presero una magistratura repubblicana ormai quasi dimenticata, quella dicensore, con l'obiettivo di ampliare ilpomerium (il confine sacro della città) e di iniziare una generale ristrutturazione urbanistica.

«Essendo la città di Roma deturpata da rovine e da antichi incendi, acconsentì a chiunque di costruire nelle aree vuote, qualora i proprietari non lo avessero fatto prima.»

(Svetonio,Vita di Vespasiano 8.)

Individuati poi nuovi punti focali oltre alle già consolidate zone deiFori imperiali e del Campo Marzio, si intraprese la monumentalizzazione anche delcolle Palatino (primo nucleo arcaico di Roma, già area di residenze patrizie repubblicane), destinato a divenire lazona per le residenze degli imperatori ("Domus Flavia" e "Domus Augustana").

Domiziano proseguì l'opera dei suoi predecessori, ricostruendo integralmente, dopo l'incendio dell'80 il Campidoglio e il Campo Marzio. Tra i nuovi edifici fece costruire ilForo Transitorio (poi inaugurato daNerva, dal quale prese anche il nome), l'arco di Tito, ilTempio di Vespasiano e Tito, loStadio di Domiziano, oggi ricalcato dapiazza Navona, l'Odeon di Domiziano e laPorticus Divorum.

SottoTraiano si registrò la massima espansione dell'Impero romano e entro il II secolo Roma raggiunse la massima espansione demografica. L'imperatore completò la serie deiFori Imperiali con la grande piazza delForo di Traiano (il foro imperiale più grande, che dovette richiedere la distruzione di numerosi edifici traQuirinale eCampidoglio, come il venerandoAtrium Libertatis), nel quale venne collocata la celebreColonna coclide e il contiguo complesso deiMercati di Traiano. Vennero inoltre costruite leterme sul colle Oppio, le prime nelle quali si riscontra definitivamente il tipo che venne poi ripreso dalleterme di Caracalla edi Diocleziano.

AdAdriano eAntonino Pio si deve il picco dell'attività edilizia. Dal123 si registra l'uso di indicare sul mattoni ladata consolare, segno di un'attività delle fornaci particolarmente intensa. Ad Adriano e ai suoi immediati successori si devono ilPantheon nel suo attuale aspetto e la costruzione di un Mausoleo, oggi trasformato inCastel Sant'Angelo, iltempio di Adriano, inserito più tardi nel palazzo della Borsa, iltempio di Antonino e Faustina nel Foro Romano, laColonna antonina, dedicata aAntonino Pio eFaustina. LaVilla Adriana fu una vera e propria reggia suburbana. Ma ancora più importante fu la costruzione di interi quartieri coninsulae a più piani, come nella VII regione a est dellaVia Lata: l'idea dell'aspetto di queste zone si può avere dagli scavi diOstia antica, presso l'anticoporto di Roma.

Dopo l'incendio del191, sottoCommodo, iniziò una nuova fase di lavori, curati dalladinastia dei Severi: fu ricostruito ilTempio della Pace, gliHorrea Piperiana, ilPortico di Ottavia; si aggiunse un'ala al palazzo imperiale sul Palatino, con una nuova facciata monumentale verso laVia Appia, ilSettizonio; furono innalzati l'arco di Settimio Severo e leterme di Caracalla, l'edificio più imponente e tra i meglio conservati della Roma imperiale. Sempre all'epoca diCaracalla venne costruito quello che forse era il tempio più grandioso della città, ilSerapeo sul Quirinale. La pianta marmorea incisa sottoSettimio Severo su un muro del Tempio della Pace e in parte pervenutaci dà una rappresentazione planimetrica della Roma di quegli anni.

Nel corso delIII secolo, quando per la grandecrisi politica e militare gli imperatori non furono quasi mai presenti nella capitale dell'impero, l'attività edilizia rallentò fino ad arrestarsi quasi del tutto. Sintomo del declino fu la fine dell'uso di bollare i mattoni con ladata consolare, dalla morte diCaracalla con una parentesi di breve ripresa durante il regno diDiocleziano. Tra gli edifici costruiti nel II secolo ci furono ilTempio di Eliogabalo, sulPalatino, e ilTempio del Sole sul Campo Marzio, voluto daAureliano. L'opera più importante fu tuttavia la costruzione dellemura aureliane, chiara testimonianza dei tempi, volute dall'imperatoreAureliano a partire dal272: dopo secoli infatti si temeva nuovamente per la sicurezza della città, segno di una consapevole debolezza militare. Le mura furono successivamente rialzate e rafforzate più volte fino a raggiungere l'attuale e monumentale aspetto.

Archeologia dei principali edifici: da Augusto ad Adriano (27 a.C.-138 d.C.)
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Periodo augusteo e giulio-claudio (27 a.C.-68 d.C.)
Modellino con ricostruzione ideale delforo di Augusto.
Modello di Roma, raffigurante in primo piano ilteatro di Marcello e in secondo piano ilteatro di Balbo con a fianco laCrypta Balbi.
Parco degli Acquedotti: le arcuate di sostegno per il doppio condotto dell'Acquedotto Claudio (canale inferiore) e dell'Acquedotto Anio novus (canale superiore), nel cosiddettoParco degli Acquedotti.
Lo stesso argomento in dettaglio:Arte augustea e Dinastia giulio-claudia.

Nel periodo augusteo e successivo, si nota un irrobustirsi di tutti quegli edifici privi dell'influenza deltempio greco: archi trionfali, terme, anfiteatri o lo stessomausoleo di Augusto aRoma. Nell'arco partico delForo Romano, eretto da Augusto verso il20 a.C. si vede la nascita dell'arco a trefornici, anche se la suddivisione risponde a passaggio di due marciapiedi laterali, se le parti laterali non sono ancora unite in un unico complesso formale e vi si riscontrano elementi locali (l'arco centrale) e ellenistici (le edicole).Svetonio racconta:

«Roma non era all'altezza della grandiosità dell'Impero (al tempo diAugusto) ed era esposta alle inondazioni e agli incendi, maegli l'abbellì a tal punto che giustamente si vantò di lasciare di marmo la città che aveva trovato fatta di mattoni. Oltre a questo la rese sicura anche per il futuro, per quanto poté provvedere per i posteri.»

(SvetonioAugustus, 28.)

Risalgono a questo periodo i più spettacolari edifici per gli spettacoli come ilteatro di Marcello (11 a.C.). Il gusto scenografico ellenistico venne assimilato dagli architetti romani e sviluppato ulteriormente, portando l'architettura a nuovi vertici in maniera più rilevante e precoce delle altre arti. Numerosi altri edifici furono poi costruiti o restaurati durante il suo principato:

«[…] spesso esortò anche i privati affinché, ognuno secondo le proprie possibilità, adornasse la città con nuovi templi oppure restaurando e arricchendo quelli già esistenti.»

(SvetonioAugustus, 29.)

E sempre Svetonio ricorda che Augusto:

«Non solo restaurò gli edifici che ognicondottiero aveva edificato, mantenendo le iscrizioni [originarie], ma nei due colonnati delsuo foro collocò le statue di tutti loro, con le insegne deitrionfi conseguiti, e in un editto proclamò: aveva escogitato ciò, lui stesso mentre era in vita, affinché iprincipi successivi fossero costretti dai cittadini ad ispirarsi alla vita di loro e dello stesso Augusto come ad un modello.»

(SvetonioAugustus, 31.)

Fece, inoltre, allargare e pulire il letto del fiumeTevere, da troppo tempo ricolmo di detriti, per evitare nuove e pericolose inondazioni;[76] Oltre a ciò, onde evitare i danni dei frequenti incendi, Augusto intervenne riducendo l'altezza delle nuove costruzioni, proibendo di edificare lungo le vie pubbliche ad un'altezza superiore ai 70piedi.[1] Svetonio racconta infinite che:

«Fece anche trasportare fuori dalla curia, dove Cesare era stato ucciso, la statua diPompeo che mise di fronte al cortile delsuo teatro, in alto ad un arco di marmo.»

(SvetonioAugustus, 31.)

Tra il20 e il23,Tiberio, su consiglio del potente comandante (prefetto del pretorio)Seiano, decise di costruire icastra Praetoria, per radunarvi le novecoorti esistenti.

AClaudio si devono invece la costruzione dell'Acquedotto Claudio (iniziata dal suo predecessoreCaligola nel38) e dell'Acquedotto Anio novus, completati nel52; la costruzione di un canale navigabile sulTevere che terminava aPortus, il nuovo porto a nord diOstia, a circa tre km a nord. Il porto era costituito da due moli a forma di semicerchio, numerosi granai per l'approvvigionamento di merci provenienti da tutte le province romane e all'imboccatura era posto un faro che divenne il simbolo della città stessa. Per ospitare le navi fu scavato un gigantesco bacino rettangolare di circa 1 000 per 700 metri, collegato al Tevere da due canali. Gli ingegneri di Claudio non considerarono con la dovuta attenzione il problema rappresentato dal deposito delle sabbie fluviali, e in breve il nuovo porto fu inagibile. Di questo fallimento fece tesoro Traiano che costruì nello stesso luogo un porto più efficiente che rimase in funzione per secoli.

In seguito all'incendio del64,Nerone recuperò una vasta area distrutta, facendo realizzare il faraonico complesso edilizio noto comeDomus Aurea, la sua residenza personale, che giunse a comprendere il Palatino, le pendici dell'Esquilino (Oppio) e parte del Celio, per un'estensione di circa2,5 km quadrati (250 ettari). E sempre in questa circostanza fu realizzato il cosiddettocolosso di Nerone, una gigantesca statua dell'imperatore in bronzo, alta 110piedi secondoPlinio il Vecchio[81], 120 secondoSvetonio[82] o 102 secondo ilCronografo del 354[83]. Originariamente il colosso era situato nel vestibolo dellaDomus Aurea,in summa sacra via.[84] Il successivo incendio dellaDomus Aurea danneggiò il monumento che fu restaurato daVespasiano, il quale lo convertì in una rappresentazione deldio Sole.[85]Nel62 fu eretto inoltre un nuovocomplesso termale presso il Campo Marzio che copriva un'area di 190x120 metri.

I Flavi (69-96)
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Interno delColosseo oggi
Lo stesso argomento in dettaglio:Arte flavia e Dinastia dei Flavi.
Mappa dei nuovipalazzi imperiali del Palatino diepoca flavia.

Gli imperatori delladinastia flavia proseguirono nell'edificazione di opere di grande impegno. Fra queste spicca ilColosseo, il simbolo più famoso di Roma. Quest'epoca fu fondamentale per lo sviluppo di tecniche nuove, che permisero ulteriori sviluppi delle articolazioni spaziali. L'arco di Tito (81 o90 d.C.) è impostato secondo uno schema più pesante e compatto dei precedenti augustei, che si allontana sempre di più dall'eleganza di matrice ellenistica. Ma fu soprattutto con la diffusione dellecupole emisferiche (Domus Transitoria,Domus Aurea eninfeo di Domiziano aAlbano Laziale) e lavolta a crociera (Colosseo), aiutata dall'uso di archi trasversali in laterizio che creano le nervature e dall'uso di materiale leggero per le volte (anfore). Inoltre venne perfezionata la tecnica dellavolta a botte, arrivando a poter coprire aree di grandi dimensioni, come la vasta sala (33 metri di diametro) delvestibolo domizianeo delForo Romano.

Molto danaro fu speso daVespasiano in lavori pubblici e in restauri e abbellimenti di Roma:

Sulcolle Palatino, dove aveva già abitatoAugusto (forse nella cosiddettacasa di Livia, edificio non monumentale ma decorato da pregevoli pitture disecondo stile), poi vi avevano abitatoTiberio,Caligola eNerone. Ma il palazzo più venne costruito da Domiziano, il cui architettoRabirus edificò una costruzione ad almeno tre livelli della quale restano grandiose rovine.[90] Un piano era situato sul colle e due sulle pendici, secondo un'articolazione complessiva in quattro parti: ladomus Flavia, zona di rappresentanza e per le funzioni ufficiali, ladomus Augustana, residenza privata imperiale, lostadio e leterme. La sua imponenza diede occasione ai cortigiani di esprimere grandi lodi così come ai detrattori di squalificare l'imperatore.[91]

Oltre ai numerosi templi, fu eretta nella IIregione – il Celio - laMica Aurea, un padiglione privato che non è chiaro dove esattamente sorgesse,[92] l'arco di Tito sulla via Sacra e furono terminate le costruzioni delColosseo (iniziato dal padreVespasiano) e del vicinoLudus Magnus, oltre allaMeta sudante. Tutta una serie di altri edifici erano stati fatti costruire per rendere più splendida e monumentale la capitale dell'Impero romano: daltempio della Pace, alleTerme di Tito, alForo Transitorio,[93] all'arco di Tito, allostadio (incaricando il celebre architettoApollodoro[94]), all'odeon nel quale si svolgevano iLudi capitolini.

Traiano (Optimus princeps; 98-117)
Modellino che ricostruisce la pianta del grandeforo di Traiano.
Lo stesso argomento in dettaglio:Arte traianea e Imperatori adottivi.

Apollodoro di Damasco completò la serie deiFori imperiali di Roma, con il vastissimoForo di Traiano,[95] dalla pianta innovativa, priva di tempio all'estremità, per permettere il capace funzionamento amministrativo, commerciale, giudiziario e politico della capitale dell'impero. Costruito dopo grandiosi lavori di sbancamento,[96] rese disponibili nuovi, grandi spazi e l'ampiabasilica Ulpia ne è a testimonianza. Sembra inoltre che fu costruito unarco trionfale allo stesso dedicato su decreto del Senato nel117, la cui collocazione è incerta. Gli studiosi formularono varie ipotesi sulla sua collocazione, che sembrava più probabile entro ilForo di Traiano stesso, forse quale ingresso monumentale in collegamento conquello di Augusto, o forse come struttura indipendente. Esiste infatti unaureo con la raffigurazione di un arco, a fornice unico e sormontato dal carro trionfale imperiale, scandito verticalmente in cinque sezioni scandite da sei colonne; accanto al fornice centrale sono raffigurate due nicchie contimpano per ciascun lato, dove potevano essere conservate le statue deiprigionieri Daci (presenti oggi nell'arco di Costantino). Il carro trionfale era trainato da sei cavalli e fiancheggiato da trofei convittorie.

Ricostruzione ideale dellaBasilica Ulpia.

Per sistemare coerentemente il declivio verso ilcolle Quirinale, nato dal taglio del colle, venne realizzato un ardito complesso, denominatoMercati di Traiano, che seppe sfruttare articolatamente lo spazio disponibile, con più livelli e un organico complesso di uffici e spazi amministrativi. Verso ilColosseo, sui resti dellaDomus Aurea diNerone (a pochi anni dal suo incendio del104) furono edificati nuoviimpianti termali (inaugurati il 22 giugno del109). Furono le prime "grandi terme" di Roma e all'epoca infatti erano il più grande edificio termale esistente al mondo.[97] Venne costruita, sempre sotto Traiano, laBasilica Argentaria, che fiancheggiava iltempio di Venere Genitrice nelForo di Cesare, e che serviva a sistemare le pendici delCampidoglio dopo il taglio per l'eliminazione della sella montuosa che collegava questo alQuirinale. La ricchezza ottenuta, pertanto, con lecampagne militari vittoriose in Dacia permise il rafforzarsi di una classe media, che diede origine a una nuova tipologia abitativa, con più abitazioni raggruppate in un unico edificio, sempre più simili alle ricche case patrizie.

IlPorto di Traiano esagonale aOstia.

Dopo un grave incendio sottoDomiziano, la ricostruzione delCirco Massimo, probabilmente già iniziata sotto questo imperatore, venne completata daTraiano nel103: a quest'epoca risalgono la maggior parte dei resti giunti fino a noi. Sono ricordati ancora restauri sottoAntonino Pio,Caracalla[98] eCostantino I.

E sempre a Traiano si devono due opere di ingegneria idraulica: la costruzione di un nuovo acquedotto nel109, l'Acquedotto Traiano, con parziale riutilizzazione del condotto dell'Aqua Alsietina, raccolgiendo le acque di sorgenti suimonti Sabatini, presso illago di Bracciano (lacus Sabatinus) e la cui lunghezza complessiva era di circa57 km e la portata giornaliera di circa 2 848quinarie, pari a poco meno di118200 m³; un nuovo porto, detto diTraiano, sempre progettato daApollodoro di Damasco, più funzionale e più arretrato rispetto a quello di Claudio, i cui lavori durarono dal100 al112, con la creazione di un bacino artificiale di forma esagonale (con lati di358 m, profondo5 m e una superficie complessiva di 32 ettari e 2 000 metri di banchine), collegato aOstia con un nuovo canale e una strada a due corsie.

Adriano (117-138)
Disegno ricostruttivo delPantheon.
Andrea Palladio,I quattro libri dell'architettura, pianta del Pantheon (1570)
Lo stesso argomento in dettaglio:Arte adrianea.

Il capolavoro dell'epoca di Adriano e dell'architettura romana in generale è ilPantheon, ricostruito dopo un incendio del110 (i bolli sui mattoni confermano il periodo tra il115 e il127) secondo una nuova pianta circolare che comprendeva una vasta aula coperta dalla cupola emiciclica, il cui diametro corrisponde all'altezza dell'edificio. Col Pantheon è chiara la divergenza tra architettura greca e romana: la prima si rivolge essenzialmente all'esterno degli edifici, la seconda mette al centro gli spazi interni. Non si conoscono esempi in Grecia della tipologia architettonica del Pantheon (edificio a base circolare con pronao colonnato organicamente articolato), mentre si hanno forse tracce a Roma inepoca republicana (il tempio B delLargo Argentina). Sempre Adriano ordinò la costruzione del grandetempio di Venere e Roma nelForo Romano, disegnato dallo stesso imperatore (e criticato daApollodoro di Damasco, architetto di Traiano).

Opposto idealmente almausoleo di Augusto, Adriano fece realizzare sulle sponde delTevere il proprio mausoleo, oggiCastel Sant'Angelo, con l'annessoponte Elio che serviva a collegarlo alla riva sinistra.

Archeologia dei principali edifici: dagli Antonini ad Aureliano (138-275)
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Periodo antonino
LaColonna di Marco Aurelio.
Lo stesso argomento in dettaglio:Arte dei primi Antonini, Arte nell'età di Commodo e Dinastia degli Antonini.

Sotto ladinastia degli Antonini, la produzione artistica ufficiale continuò nel solco del classicismo adrianea, con alcune tendenze che si svilupparono ulteriormente. Il gusto per il contrasto tra superfici lisce e mosse (come nelritratto di Adriano), trasposto su una composizione d'insieme produsse il rilievo estremamente originale delladecursio nella base dellacolonna Antonina. Conseguenza fu anche l'accentuazione del chiaroscuro.

Antonino Pio eresse, prima in ricordo della moglieFaustina maggiore (morta nel141), untempio a lei dedicato nelForo romano (oggiChiesa di San Lorenzo in Miranda), e poi in onore del suo predecessore, l'imperatoreAdriano (divinizzato dopo la sua morte), untempio allo stesso dedicato nel145, oggi in piazza di Pietra, nell'antica regione del Campo Marzio. Nel147 questo imperatore provvedette alla costruzione di un nuovo ponte sul Tevere (o forse alla ristrutturazione del precedenteponte di Agrippa), prendendo probabilmente i nomi diponte Aurelio (pons Aurelius) oponte di Antonino (pons Antonini), riportati da fonti tarde.

Nel161-162 i figli dell'Imperatore appena defunto,Antonino Pio, dedicarono al padre adottivo unacolonna onoraria a lui dedicata e alla moglieFaustina maggiore.Marco Aurelio eLucio Vero scelsero come zona quella dove si era svolto l'Ustrinum Antoninorum, cioè la cremazione del corpo dell'imperatore. La colonna era fatta digranito rossoegiziano, non possedeva decorazioni sulla superficie del fusto e misurava14,75 m in altezza. Alla sua sommità era posta una statua di Antonino Pio, come mostrato in una moneta con l'effigie dell'imperatore.

AMarco Aurelio (o al figlioCommodo), si deve invece la costruzione dellaomonima Colonna,monumento eretto tra il176 e il192 per celebrare (forse solo dopo la morte di Marco), le vittorie ottenute suGermani eSarmati stanziati a nord del medio corso delDanubio durante leguerre marcomanniche. Lacolonna, che era alta 29,617 metri (pari a 100 piedi romani; 42 metri se si considera anche la base), è ancora nella sua collocazione originale davanti aPalazzo Chigi. Si ispirava alla "gemella"Colonna Traiana. Il fregio scultoreo che si arrotola a spirale intorno al fusto, se fosse svolto, supererebbe i 110 metri in lunghezza. QuestaColonna, sebbene ispirata aquella Traiana, presenta molte novità: scene più affollate, figure più scavate, con un chiaroscuro più netto e, soprattutto, la comparsa di elementi irrazionali (Miracolo della pioggia,Miracolo del fulmine), prima avvisaglia di una società ormai in cerca di evasione da una realtà difficile, che di lì a poco, durante il successivo sfacelo economico e politico dell'impero, sarebbe sfociata nell'irrazionalismo anti-classico.

Sempre a Marco Aurelio sarebbe da attribuire la costruzione di unarco trionfale allo stesso dedicato, sulla base di un ciclo di dodici rilievi (otto reimpiegati sull'arco di Costantino, tre conservati nel Palazzo dei Conservatori deiMusei Capitolini e un ultimo, scomparso, di cui resta un frammento oggi aCopenaghen). I rilievi, scolpiti in due riprese, nel173 e nel176 furono attribuiti a unarcus aureus oarcus Panis Aurei in Capitolio citato dalle fonti medioevali e che sorgeva sulle pendici delCampidoglio, all'incrocio tra lavia Lata e ilclivus Argentarius, non lontano dallachiesa dei Santi Luca e Martina, dove i tre rilievi dei Musei Capitolini erano riutilizzati. Un altro possibile sito dove potrebbe essere sorto quest'arco è nei pressi dellacolonna di Marco Aurelio quale entrata monumentale al porticato circostante il monumento "colchide" e a un tempio dedicato allo stesso imperatore e alla moglieFaustina minore.[99] In ogni caso il soggetto dei 12 pannelli erano le imprese militari di Marco Aurelio durante leguerre marcomanniche.[100]

SottoCommodo si assistette a una svolta artistica, legata allascultura. Nelle opere ufficiali, dal punto di vista formale si ottenne una dimensione spaziale pienamente compiuta, con figure ben collocate nello spazio tra le quali sembra "circolare l'atmosfera" (come negli otto rilievi riciclati poi nell'Arco di Costantino). Dal punto di vista del contenuto si assiste alla comparsa di sfumature simbolico-religiosi nella figura del sovrano e alla rappresentazione di fatti irrazionali.

Periodo severiano
Lo stesso argomento in dettaglio:Arte severiana e Dinastia dei Severi.

A Roma, dopo l'incendio del191, sottoCommodo, iniziò una nuova fase di lavori, sotto iSeveri: fu ricostruito ilTempio della Pace,Tempio di Vesta (nel204), gliHorrea Piperiana, ilPortico di Ottavia; si aggiunse un'ala deipalazzi imperiali del Palatino (laDomus Severiana), con una nuova facciata monumentale verso laVia Appia, ilSettizonio; furono innalzati l'arco di Settimio Severo nelForo Romano (eretto per iltrionfopartico del203), l'arco degli Argentari (eretto in onore dell'imperatore dai banchieri delForo Boario nel204) e leterme di Caracalla, l'edificio più imponente e tra i meglio conservati della Roma imperiale. Sempre all'epoca diCaracalla venne costruito quello che forse era il tempio più grandioso della città, quellodi Serapide sulQuirinale. AEliogabalo si deve invece un tempio dedicato al culto delSol Invictus, ilElagabalium (eretto nel220-221) e adAlessandro Severo, l'ultimo degliacquedotti romani, l'Aqua Alexandrina (del226).

L'arco di Settimio Severo nelForo romano.

La pianta marmorea incisa sottoSettimio Severo su un muro del Tempio della Pace e in parte conservata dà una rappresentazione planimetrica della Roma di quegli anni nella cosiddettaForma Urbis Severiana.

L'arco di Settimio Severo a trefornici era posizionato all'angolo nord-est delForo Romano.Eretto tra il202 e il203, fu dedicato dalsenato all'imperatoreSettimio Severo e ai suoi due figli,Caracalla eGeta per celebrare lavittoria sui Parti, ottenuta con due campagne militari concluse rispettivamente nel195 e nel197-198. Una notevole novità è rappresentata dai quattro grandi pannelli con leimprese militari di Settimio Severo inMesopotamia dell'arco trionfale. I modelli per tali raffigurazioni furono molto probabilmente le pitture trionfali inviate dall'Oriente e citate daErodiano[101], spiegando così l'insolita costruzione compositiva per fasce orizzontali a partire dal basso. Il modellato delle figure è sommario, ma i profondi solchi di contorni, ombre e articolazioni, scavati col trapano elicoidale, animano con incisività la raffigurazione, inaugurando un linguaggio particolarmente corsivo, essenzialmente efficace, adatto a essere visto da distanza e al tempo stesso di rapida esecuzione (e quindi più economico). Il tutto era poi reso più espressivo dalla policromia. Questa tecnica ebbe poi grande fortuna per tutto il III secolo. Nell'arco del Foro si afferma inoltre una rappresentazione della figura umana nuova, in scene di massa che annullano la rappresentazione individuale di matrice greca; anche laplasticità è diminuita. L'imperatore appare su un piedistallo circondato dai generali mentre recita l'adlocutio e sovrasta la massa dei soldati come un'apparizione divina.

Disegni di frammenti dellaForma Urbis Severiana, diGiovan Battista Piranesi.

LaDomus Severiana fu l'ultimo ampliamento deipalazzi imperiali sul Palatino aRoma. Fu realizzata daSettimio Severo (attorno al202-203), a sud-est delloStadio palatino dellaDomus Augustana. Dell'edificio restano oggi solo le imponenti sostruzioni in laterizio sull'angolo delcolle, che creavano una piattaforma artificiale alla stessa altezza delpalazzo di Domiziano, dove era stato realizzato un ampliamento, essendo ormai esaurito lo spazio fisico disponibile sul colle. Il vero e proprio edificio si trovava quindi sulla terrazza sotto le sostruzioni. Facevano parte del complesso le terme imperiali, che erano alimentate da un ramo dell'Acquedotto Claudio. Sul lato verso lavia Appia Settimio Severo aveva poi fatto realizzare un'imponente facciata simile a una scena teatrale, dotata di fontane e colonnati a tre livelli: ilSettizonio (enorme fontana di 100 metri di lunghezza, costruito nel203). I resti dello splendido edificio vennero, però, demoliti nel XVI secolo ed è noto solo da disegni rinascimentali.

L'arco degli Argentari è una piccola porta che si trova accanto al portico dellachiesa di San Giorgio al Velabro. Ha la forma di porta architravata. Il monumento fu eretto nel204 nel punto in cui l'antica strada urbana delvicus Jugarium si immetteva nella piazza delForo Boario, nella zona dell'attualepiazza della Bocca della Verità. È una dedica privata degliargentarii et negotiantes boari huius loci ("i banchieri e i commercianti boari di questo luogo") agli augusti Settimio Severo eCaracalla, al cesareGeta, aGiulia Domna, moglie di Settimio Severo, e aFulvia Plautilla, moglie di Caracalla. Il monumento è alto complessivamente6,15 m e il passaggio ha una larghezza di3,30 m.

Leterme di Caracalla oAntoniniane, costituiscono uno dei più grandiosi esempi diterme romane, conservate ancora per gran parte della loro struttura e libere da edifici moderni. Furono costruite dall'imperatore Caracalla sull'Aventino, tra il212 e il217, come dimostrano i bolli laterizi[102]. Le terme erano grandiose, ma destinate a un uso di massa per il popolino dei vicini quartieri popolari dellaXII Regio. Per la loro realizzazione fu creato nel212 un ramo speciale dell'Acqua Marcia, uno degliacquedotti di Roma antica, l'Aqua Antoniniana.

L'anfiteatro castrense fu il secondoanfiteatro conservato a Roma, risalente agli inizi delIII secolo, più precisamente aEliogabalo (218-222). Questoamphitheatrum castrense rappresentava un "anfiteatro di corte", legato alPalazzo Sessoriano (oSessorium), di cui faceva parte anche l'edificio su cui oggi sorge la chiesa diSanta Croce in Gerusalemme. Fu costruito probabilmente insieme al resto del complesso residenziale imperiale all'epoca dell'imperatoreEliogabalo e restò in uso fino alla costruzione delleMura aureliane, che lo tagliarono a metà e lo trasformarono inbastione avanzato. Era di forma ellittica, con un asse maggiore di88 m e minore di75,80 m, la cui facciata esterna aveva tre ordini.

L'Elagabalium era un tempio costruito sul lato nord-orientale delPalatino dall'imperatore romano Eliogabalo (218-222) e dedicato alla divinità solare di originesirianaDeus Sol Invictus, del quale l'imperatore stesso era gran sacerdote. Il tempio, circondato da colonne, aveva dimensioni di70 m per40 m, ed era a sua volta circondato da un portico colonnato. Si trovava di fronte alColosseo.

L'acquedotto alessandrino (Aqua Alexandrina) fu l'ultimo acquedotto costruito nell'antica Roma. Venne edificato nel226 dall'imperatoreAlessandro Severo. La sua realizzazione era finalizzata all'approvvigionamento idrico delleterme di Nerone che, situate in Campo Marzio presso ilPantheon (circa nella zona occupata oggi daPalazzo Madama), erano state radicalmente ristrutturate dallo stesso imperatore, e che pertanto da allora assunsero anche la denominazione di "terme Alessandrine" (Thermae Alexandrinae).

Periodo dell'anarchia militare
Mappa del tracciato dellemura aureliane.
Lo stesso argomento in dettaglio:Anarchia militare e Arte nell'età di Gallieno.

L'opera più importante costruita a Roma in questo periodo sono lemura aureliane (270-273), sintomo di come ormai non si ritenesse più sicura nemmeno la capitale.[103] Pur con le inevitabili aggiunte, restauri e occasionali manomissioni, sono tutt'oggi la cerchia che delimita il centro storico della città di qua dalTevere, confine urbano fino all'epoca moderna. Le mura si presentano oggi in un buono stato di conservazione per la maggior parte del loro tracciato. Nell'antichità correvano per circa19 km, mentre oggi ne rimangono per un tracciato complessivo di12,5 km.

L'intera struttura si componeva di muro merlato, intervallato ogni 30 metri da 381 torri a pianta rettangolare, e da 17 o 18 porte principali.[104]. Solo ai lati delle porte si trovavano torri cilindriche, ma è dubbio se fossero inizialmente così o se la forma a pianta circolare sia frutto del restauro realizzato daOnorio. Nei puntiorograficamente più scoscesi la parte interna del muro era rinforzata da un terrapieno. Le porte, erano generalmente di tre tipi, a seconda dell'importanza che all'epoca rivestivano le strade che da esse si dipartivano: le più importanti si componevano di due arcate gemelle, avevano una pavimentazione intravertino ed erano affiancate da due torri cilindriche; una sola arcata avevano quelle porte a cui si riconosceva un'importanza secondaria, con pavimentazione inopus latericium, attico in travertino e due torri cilindriche; al terzo tipo appartenevano porte costituite da una semplice arcata e affiancate dalle comuni torri quadrangolari.

Di questo periodo si ricorda anche la costruzione deltempio del Sole, dedicato dall'imperatoreAureliano al dioSol Invictus nel275[105], per sciogliere il voto fatto in occasione della suaconquista di Palmira nel272. Per il culto fu istituito un collegio dipontifices (Dei) Solis[106] e dei giochi annuali con corse nel circo, oltre a giochi quadriennali (agon Solis) da tenersi al termine deiSaturnalia. Dalle fonti si sa che si trovava nellaregio VII "Via Lata", nelCampus Agrippae, che fu ornato con il bottino di guerra preso a Palmira e che era circondato da portici, dove aveva sede il deposito deivina fiscalia, vino venduto a prezzo ridotto alla plebe di Roma a partire dall'epoca di Aureliano. La localizzazione coincide con l'attuale piazza di San Silvestro, presso lachiesa di San Silvestro in Capite.

Tardo Impero romano

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Raffigurazione delSacco di Roma condotto daiVisigoti diAlarico I nel410.
Lo stesso argomento in dettaglio:Tarda antichità.

Quando salì al potereDiocleziano (284), la situazione di Roma era grave: ibarbari premevano dai confini già da decenni e le province erano governate da uomini corrotti. Per gestire meglio l'impero, Diocleziano lo divise in due parti (nel286): egli divenneAugusto della parte orientale (con residenza aNicomedia) e nominòValerio MassimianoAugusto della parte occidentale, spostando la residenza imperiale aMediolanum. Egli di fatto consolidava la normalizzazione interna dell'Impero, iniziata conAureliano. L'impero venne suddiviso ulteriormente in quattro parti (nel293): i dueAugusti, infatti, dovevano nominare dueCesari, a cui affidavano parte del territorio e che sarebbero diventati, successivamente, i nuovi imperatori.[107]Questi nuoviCesari elessero come loro capitale,Sirmium per l'area greco-balcanica eAugusta Treverorum per quella nord-occidentale. Era latetrarchia, ideata per disinnescare le lotte ereditarie. In questo sistema Roma era sempre la capitale sacra e ideale, ilCaput mundi, ma la sua posizione geografica, lontana dalle bellicose zone di confine, non rendeva possibile un suo uso per funzioni politiche o strategiche. Molti aspetti della vita politica, economica e sociale dell'impero vennero riformati da Diocleziano, dall'esercito al commercio, dalla religione all'organizzazione amministrativa del territorio.

Nella pratica il sistema della tetrarchia durò ben poco, per via degli eserciti tutt'altro che disposti a deporre il potere politico che avevano avuto fino ad allora e che aveva loro valso numerosi vantaggi e privilegi. Già al primo passaggio, con la morte diCostanzo Cloro (306) le truppe stanziate inBritannia acclamarono suo figlioCostantino I, che diede il via a unaguerra civile con gli altri tre pretendenti. Dopo aver battutoMassenzio eMassimino, restaronoLicinio e Costantino che stipularono una pace. Ma nove anni dopo, nel324, Costantino attaccò e sconfisse Licinio, che venne relegato inTessaglia dove morì in seguito, assassinato dopo essere stato accusato di complotto. Il sistema tetrarchico non venne più restaurato.

Una svolta decisiva si ebbe conCostantino, il quale, soprattutto dopo il324, centralizzò nuovamente il potere e, già prima con l'editto di Milano del313, dette libertà di culto ai cristiani, impegnandosi egli stesso per dare stabilità alla nuova religione. Fece costruire diverse basiliche e consegnò il potere civile su Roma apapa Silvestro I.[108]

Pianta delleterme di Diocleziano. Legenda:
1= Calidarium
2= Tepidarium
3= Frigidarium
4= Natatio
5= Palaestrae
6= Entrata
7= Grande esedra

Costantino ebbe il merito di saper riconoscere le forze emergenti nella società e la capacità di assecondarle a suo favore, creando in prospettiva le premesse per una politica vittoriosa. Colse i sintomi delle richieste di spiritualità che da tempo agitavano la società, a differenza del rigetto delle novità della politica dioclezianea, e rivoluzionò la tradizionale posizione imperiale con l'editto di Milano, che stabiliva una tollerante neutralità religiosa dell'autorità. In particolare (ma non esclusivamente) favorì il cristianesimo, influenzato anche da sua madreElena, ponendosi come primo sovrano protettore e seguace del nuovo dio, la cui sacralità ammantava la stessa carica imperiale. In questo senso l'imperatore presenziò alconcilio di Nicea del325 e si intromise nelle questioni dottrinali legate alledottrine cristologiche per mantenere l'unità della Chiesa. Il cristianesimo così perse i suoi motivi rivoluzionari e, in parte,catartici per dedicarsi sempre più alla discussione ideologica, abbandonando al potere civile l'uomo sulla terra.

Costantino inoltre si accorse della vitalità economica e politica dell'Oriente, ormai superiore a quella dell'Occidente, e decise di costruire una nuova capitale in una zona strategica nel punto di passaggio tra Europa e Asia Minore:Costantinopoli. Tra le questioni irrisolte ci furono quella dell'arruolamento dell'esercito, sempre più composto da barbari, e le differenze sociali tra città e campagna.

Il cristianesimo divenne cosìreligione ufficiale dell'impero grazie a uneditto emanato nel380 daTeodosio, che fu l'ultimo imperatore di un impero unificato: alla di lui morte, infatti, i suoi figli,Arcadio eOnorio, si divisero l'impero. La capitale dell'impero romano d'Occidente divenneRavenna[109].

Roma, che non ricopriva più un ruolo centrale nell'amministrazione dell'impero, vennesaccheggiata daiVisigoti comandati daAlarico (410); impreziosita nuovamente dalla costruzione di edifici sacri da parte dei papi (con la collaborazione degli imperatori), la città subì unnuovo saccheggio nel455, da parte diGenserico, re deiVandali. La ricostruzione di Roma venne curata dai papiLeone I (defensor Urbis per avere convintoAttila, nel452, a non attaccare Roma) e dal suo successoreIlario, ma nel472 la città fu saccheggiata per la terza volta in pochi decenni (a opera diRicimero eAnicio Olibrio).

La deposizione diRomolo Augusto del 22 agosto476 decretò la fine dell'impero romano d'occidente e, per gli storici, l'inizio dell'era medievale[110].

Urbanistica
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Carta di Roma antica: dalla Roma repubblicana a quella di Aureliano

Con laTetrarchia si ebbe una ripresa dell'attività edilizia, con la costruzione delleterme di Diocleziano (le più grandi di sempre), dellabasilica e dellagrande villa diMassenzio sullavia Appia. L'incendio diMarco Aurelio Carino del283, che aveva distrutto parte del centro cittadino, rese necessaria una ricostruzione, alacremente intrapresa, con i restauri alForo di Cesare, allaCuria, alTempio di Saturno, alteatro e aiportici di Pompeo. Forse risalgono a quegli anni icataloghi Regionari, che contengono liste di edifici divisi per regione, dalla funzione non chiara, ma utilissimi per conoscere lo stato della città verso la fine del periodo antico.

Massenzio fu l'ultimo imperatore a scegliere la città come sua residenza e capitale, e fu lui a cominciare una delle ultime stagioni edilizie imperiali: oltre alla già citatabasilica, ricostruì ilTempio di Venere e Roma, innalzò unanuova villa imperiale, uncirco e un sepolcro per la sua dinastia sullaVia Appia.Costantino sconfisse Massenzio, impresa celebrata con la costruzione dell'arco di Costantino (315 o325), completò la costruzione dellabasilica nei Fori e iniziò altri lavori come leTerme di Costantino, sul Quirinale.

Alla sua epoca Roma, che continuava ad avere circa un milione di abitanti racchiusi in un perimetro di circa 20 chilometri, poteva contare su: 11 terme e 856 bagni privati, 37 porte, 29 grandi strade, centinaia di strade secondarie, 190 granai, 2 grandi mercati (macella), 254 mulini, 11 grandi piazze o fori, 1 152 fontane, 28 biblioteche, 2 circhi, 2 anfiteatri, 3 teatri, 2 naumachie, 10 basiliche e 36 archi di marmo[111].Presto però l'attenzione di Costantino si rivolse alla creazione di edifici cristiani e, soprattutto, decise di dedicarsi alla creazione di una nuova capitale monumentale,Costantinopoli. Del resto la scelta dinuove capitali imperiali già da parte degliimperatori tetrarchi e poi di Costantino, fece sì che altre città provinciali cominciarono ade essere abbellite di edifici pubblici, piuttosto che la stessaRoma. ANicomedia inBitinia, ad esempio,Diocleziano fece erigere senza dubbio edifici monumentali. Ultima e gigantesca opera di pubblica utilità realizzata a Roma, furono leterme di Diocleziano, costruite per servire i popolosi quartieri delQuirinale,Viminale eEsquilino. Per far posto alla gigantesca costruzione vennero demoliti molti edifici, alcuni dei quali vennero scavati inpiazza della Repubblica mentre si costruiva lafermata dellametropolitana.

A Roma si continuarono a innalzare monumenti e archi onorari per tutto il V secolo, come l'arco di Graziano e Valente,quello di Teodosio,di Arcadio,di Onorio edi Teodorico (405), dei quali oggi non resta però traccia. Tra il402 e il405 vennero rifatte le porte nellemura aureliane con l'aggiunta di torri rotonde ancora oggi esistenti.

Ricostruzione di Roma imperiale all'epoca diCostantino I: plastico conservato presso ilmuseo della civiltà romana.

Da questo momento in poi le autorità urbane si limitarono a una semplice conservazione e restauro degli edifici della Roma antica, i quali, svuotati ormai di gran parte delle loro funzioni, andarono incontro a un inesorabile declino, con molti di essi distrutti volontariamente per usarne i materiali per nuovi edifici.

I primi edifici di cultocristiani della città furono soprattutto luoghi di riunione e centri comunitari organizzati in case private (domus ecclesiae etituli), che prendevano il nome dal primitivo proprietario, in seguito spesso identificato con il santo titolare. Altri luoghi di culto e centri di sepoltura si trovavano fuori dalle mura, ugualmente presso terreni privati, senza che si distinguessero esteriormente da quelli pagani.

A partire daCostantino si cominciarono a erigere le prime grandi chiese cristiane: le basiliche diSan Giovanni in Laterano,Santa Croce in Gerusalemme e le basiliche cimiteriali sorte presso le tombe dei martiri, spesso collegate ai mausolei della famiglia imperiale e con prevalente funzione cimiteriale (San Sebastiano sullavia Appia,San Lorenzo sullavia Tiburtina, ˜ sullavia Labicana,Sant'Agnese sullavia Nomentana e la stessabasilica di San Pietro inVaticano). Le chiese sorsero tuttavia in aree periferiche, in terreni di proprietà imperiale, pur riprendendo la forma dei grandi complessi pubblici (principalmentebasiliche esale termali).

Fino alla fine delV secolo si continuarono inoltre a restaurare nella città gli edifici pubblici e i templi pagani, a opera della potente aristocraziasenatoriale, rimasta in gran parte legata alle tradizionipagane.

Negli anni successivi, si ebbero la costruzione diSan Paolo fuori le mura (iniziata nel384 per intervento diretto degli imperatori cristianiValentiniano II,Teodosio I eArcadio) e diSanta Maria Maggiore (iniziata intorno al420).

Le trasformazioni in chiese di alcuni degli antichitituli e le nuove costruzioni venivano finanziate da papi e presbiteri o da ricchi privati cristiani, inglobando spesso le case più antiche, e con la scelta di luoghi più vicini al centro cittadino. Il papa esercitava forse sin dall'inizio una qualche forma di controllo e solo a partire dalla metà delV secolo l'erezione di nuove chiese divenne una sua prerogativa. Sorsero così le chiese deiSanti Giovanni e Paolo, diSan Vitale, diSan Marco, diSan Lorenzo in Damaso, diSant'Anastasia, diSanta Sabina, diSan Pietro in Vincoli, diSan Clemente, diSanto Stefano Rotondo.

La posizione decentrata della cattedrale di San Giovanni in Laterano, che si andava accentuando in seguito all'inizio dello spopolamento della città, fece sì che numerose altre chiese cittadine fossero dotate dibattisteri, che si aggiungevano al costantinianoBattistero Lateranense.

Alarico I deiVisigoti marciò verso Roma e lasaccheggiò clamorosamente nel410. Il sacco di Alarico non fu il più drammatico della storia della città: vi furono episodi cruenti, ma il re visigoto era cristiano (a differenza della sua popolazione) e rese omaggio alle tombe degli Apostoli, rispettando la sacralità delcaput mundi. Al sacco seguì una certa flessione demografica, ma ancora attorno alla metà delV secolo sembra che Roma continuasse a essere la città più popolosa delle due parti dell'Impero, con una popolazione non inferiore ai 650 000 abitanti[112]. Nonostante ciò la violazione dell'Urbe sconvolse il mondo antico, ispirando ilDe civitate Dei diSant'Agostino, che si chiedeva come Dio avesse potuto permettere una profanazione così inaudita.

Di nuovoGenserico deiVandali guidò via mare il suo popolo dal Nord-Africa verso Roma nel455. Sebbene essi fossero cristiani (anche se convertiti all'arianesimo),saccheggiarono Roma in forma molto più spietata di quanto avesse fatto Alarico quarantacinque anni prima. Tale saccheggio fu formalmente giustificato da Genserico con il desiderio di riprendere la città dall'usurpatorePetronio Massimo, assassino diValentiniano III.

Lacaduta dell'Impero romano d'Occidente nel476 non cambiò molto le cose per Roma. GliEruli diOdoacre e quindi gliOstrogoti diTeodorico continuarono, come gli imperatori che li avevano preceduti, a governare l'Italia daRavenna. L'amministrazione della città era affidata alSenato, da lungo tempo privato dei suoi originari poteri, e sempre maggiore importanza acquistava ilPapa, che in genere veniva da una famiglia senatoria. Durante il regno di Teodorico venivano ancora restaurati gli edifici pubblici cittadini a cura dello Stato.

Archeologia dei principali edifici (da Diocleziano a Costantino il Grande)
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I resti dellabasilica di Massenzio, inaugurata daCostantino I nel 315.
Lo stesso argomento in dettaglio:Arte dioclezianea e della tetrarchia e Arte costantiniana.

Roma fu ornata dalleterme di Diocleziano, inaugurate nel306. Egli provvedette soprattutto a ristrutturare preesistenti edifici pubblici di epoche precedenti come laBasilica Giulia e laCuria (entrambe nel303).Massenzio, l'ultimo imperatore realmente romano, quando fu residente a Roma, dal306 al312, fece erigere: labasilica di Massenzio, iltempio del Divo Romolo in onore del figlioValerio Romolo (nel307-309), lapropria villa lungo lavia Appia, con annessoomonimo circo (311 circa) e il mausoleo di Valerio.

Le terme di Diocleziano (Thermae Diocletiani), le più grandiTerme della Roma antica, furono iniziate nel298 dall'imperatoreMassimiano, nominatoAugustus dell'Occidente daDiocleziano, e aperte nel306, dopo l'abdicazione di entrambi. L'edificio in mattoni, posto sulcolle Viminale, in un recinto di380 × 365 m, occupava quasi 14ettari, e ancora nelV secoloOlimpiodoro affermava che contavano 2 400 vasche. Il blocco centrale misurava250 × 180 m e potevano accedere al complesso fino a tremila persone contemporaneamente. Per dare l'idea della loro maestosità, è sufficiente ricordare che il colonnato semicircolare dell'attualepiazza della Repubblica (già piazza Esedra), realizzato alla fine dell'Ottocento daGaetano Koch, ricalca esattamente l'emiciclo dell'esedra delle Terme. Erano alimentate da un ramo dell'Acqua Marcia che partiva daPorta Tiburtina e conduceva l'acqua in una cisterna lunga più di90 m, detta labotte di Termini, che poi fu distrutta nel1876 per fare spazio allastazione Termini, che prese il nome niente meno che dalle "terme" stesse. La straordinaria vastità dell'impianto, e la sua distanza dai luoghi in cui si era ristretta la scarsa popolazione romana dopo la caduta dell'impero, fecero sì che dalXVI secolo in poi diverse strutture edilizie si annidassero nel grande recinto che - ancora integro nel XVIII secolo, come si vede nella pianta del Nolli - è giunto tuttavia fino ai nostri giorni ancora ben riconoscibile.

Lastatua colossale di Costantino I, ora presso ilPalazzo dei Conservatori, un tempo all'interno dell'abside dellabasilica di Massenzio.

Iltempio del Divo Romolo si trova nell'area archeologica delForo Romano lungo laSacra via summa, alle spalle del cosiddetto "carcer" repubblicano, tra iltempio di Antonino e Faustina e labasilica di Massenzio. In origine venne costruito come vestibolo circolare di accesso alTempio della Pace (75), ma dopo l'abbandono del complesso imperiale, Massenzio lo riutilizzò come tempio dedicato al figlio, Valerio Romolo, prematuramente scomparso nel309 e divinizzato. In seguito, quando un'aula del Tempio della Pace venne trasformata nellabasilica dei Santi Cosma e Damiano nelVI secolo, fu utilizzato come vestibolo della chiesa.

Il circo di Massenzio, detto anchecirco di Romolo era uncirco romano, fatto edificare intorno al311 dall'imperatore Massenzio, all'interno del complesso edilizio inscindibile costruito al terzo miglio della via Appia, e che includeva lavilla di Massenzio e il mausoleo del figlio Valerio Romolo. La villa si configurano come l'ultimo atto della trasformazione di un'originaria villa rustica repubblicana delII secolo a.C., costruita in posizione scenografica sul declivio di una collina rivolta verso iColli Albani. Dopo una fase risalente al primo impero, nelII secolo la villa subì una radicale trasformazione a opera diErode Attico che la inglobò nel suo Pago Triopio.

La basilica di Massenzio o, più propriamente,di Costantino, fu l'ultima e la più grandebasilica civile del centro monumentale di Roma (100 x 65 metri), posta all'estremità nord-est su quella che anticamente era il colle dellaVelia e che raccordava ilPalatino con l'Esquilino. Non faceva parte delForo Romano propriamente detto (pur rientrando oggi nell'area archeologica che lo comprende, estesa fino alle pendici della Velia), ma era nelle immediate adiacenze di esso. Nelle fonti antiche la basilica è ricordata comeBasilica Nova[113], oBasilica Constantini[114], oBasilica Constantiniana.[115] La basilica fu inizialmente fatta costruire daMassenzio agli inizi delIV secolo e fu terminata e modificata daCostantino I[116] in prossimità deltempio della Pace, già probabilmente in abbandono, e deltempio di Venere e Roma, la cui ricostruzione fece parte degli interventi massenziani. La sua funzione era prevalentemente di ospitare l'attività giudiziaria di pertinenza delprefetto urbano. Nell'abside venne collocata unastatua colossale,acrolito costruito parte in marmo e parte inlegname ebronzo dorato, alto12 m. La statua raffigurava in origine lo stesso Massenzio e in seguito venne rilavorata con i tratti di Costantino. Alcune parti marmoree superstiti furono scoperte nel1487 e sono ora nel cortile delpalazzo dei Conservatori sulCampidoglio (Musei Capitolini). La sola testa misura2,60 m e il piede2 m.

L'architettura dell'arco di Costantino, inaugurato nel315, è grandiosa, di equilibrata armonia, con un corredo scultoreo in buona parte di spoglio da monumenti anteriori (fregio spezzato e Daci prigionieri di epoca traianea, tondi adrianei, pannelli aureliani), in una sorta di commemorazione di tutti gli imperatori più amati, dopo Augusto, che concorrevano a onorare Costantino. Di nuova fabbricazione furono alcuni rilievi in vari punti dell'arco e soprattutto uno stretto fregio ricco di figure che inizia nell'angolo verso il Foro, si inserisce tra i fornici minori e i tondi adrianei e si conclude sul lato nord con le grandi composizioni dell'Oratio e dellaLiberalitas di Costantino, nel punto dove in precedenza si trovavano di solito scene di sacrificio e processioni pagane. Le scene raccontano le principali vicende della guerra contro Massenzio: lapartenza daMilano, l'Assedio di Verona, labattaglia di Ponte Milvio, l'ingresso a Roma e le due già citate scene di cerimonia pubblica.

Leterme di Costantino erano uncomplesso termale costruito sulcolle Quirinale, da Costantino I intorno al 315, e forse iniziato sotto Massenzio. Si trovavano in corrispondenza del terrapieno sorretto da muraglione divilla Aldobrandini, tagliato poi da via Nazionale. I resti delle terme furono distrutti con la costruzione diPalazzo Rospigliosi e con l'apertura della via. Le terme erano piuttosto piccole ed esclusive, soprattutto se confrontate con le vicine terme di Diocleziano, grandiose ma dalla clientela sicuramente "popolare". Da queste terme provengono le statue deiDioscuri poste attualmente alla base dell'obelisco del Quirinale nella omonima piazza, due statue di Costantino (una oggi nellabasilica di San Giovanni in Laterano e una sulla balaustra dipiazza del Campidoglio), una di suo figlioCostantino II comecesare.

A Roma Costantino fece costruire la prima basilica cristiana,San Giovanni in Laterano (314-324?), posta accanto alpalazzo Lateranense che assegnò al vescovo, dove forse aveva risieduto già Massenzio. Altri edifici di culto furono lachiesa dei Santi Marcellino e Pietro, ilmausoleo per la madre Elena (oggiTor Pignattara) e una piccola basilica sul luogo della tomba dell'apostolo Pietro, poi trasformata in grande basilica a cinque navate, modellata su San Giovanni, a partire dal 324 e terminata daCostantino II. Altre basiliche del periodo furono laBasilica di San Lorenzo fuori le mura (dal 315) e l'antica basilica di San Pietro in Vaticano (326-333). Novità delle basiliche costantiniane rispetto al loro modello (le basiliche civili romane) furono iltransetto, di origine ancora discussa, e l'arco trionfale che inquadra l'abside sul lato minore. Si diffuse inoltre la copertura acapriate piuttosto che con le volte di gittate inopera cementizia.

Lachiesa di Santa Costanza era ilmausoleo per la figlia di Costantino,Costantina, ed era impostato a pianta centrale con una cupola poggiante su un anello di doppie colonne. Oggi è una chiesa sita invia Nomentana, all'interno delcomplesso monumentale di Sant'Agnese fuori le mura. Fu fatto costruire nel350, come proprio mausoleo, da Costantina, figlia di Costantino I, a ridosso dellaBasilica costantiniana, presso la sepoltura disant'Agnese, della quale Costantina era una devota. Vi furono sepolte sia Costantina sia la sorellaElena. L'edificio fu detto "di Santa Costanza" a seguito del fatto che Costantina erroneamente fu scambiata per una santa.

Principali campagne di scavo

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1898-1915
Scavi nell'area delForo Romano e, dal1907, delPalatino sotto la direzione diGiacomo Boni.
1926-1928
Viene individuato il complesso archeologico diLargo di Torre Argentina, noto come "area sacra" al centro della piazza. Fu scavato a più riprese fino almeno agli anni settanta. Nella zona sono stati ritrovati i resti di quattro templi, che rappresentano il complesso più importante di edifici sacri d'età repubblicana media e tarda.
1943
Il complesso archeologico dellavilla di Massenzio sullavia Appia venne acquisito per esproprio dal Comune di Roma.
1948
Vengono individuate una serie dicapanne del Palatino databili alVII secolo a.C., scavate nella rocciatufacea del collePalatino, nell'area prospiciente ilTempio della Magna Mater. Si tratta dei migliori reperti dei primi insediamenti di Roma nella prima e secondaetà del ferro (dal X secolo a.C. alla metà del VII secolo a.C.), rispetto ad altri siti nelForo Boario e sulle pendici dellaVelia.
1960
Il Comune di Roma, in occasione delleOlimpiadi di Roma, provvedette allo sterro di tutto ilcirco di Massenzio, nonché al restauro della spina, al consolidamento delle murature perimetrali del complesso, cui seguirono lo scavo parziale degli edifici delpalazzo di Massenzio, del quadriportico e del mausoleo.

Note

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  1. ^abcdefghij,Strabone,Geografia, V, 3,7.
  2. ^abcDe Francisci, p. 33.
  3. ^Rendina, p. 17.
  4. ^abcdL'ipotesi venne formulata da alcuni antichi cronisti di lingua greca e riportata dallo storicoPlutarco.
  5. ^L'ipotesi è una variante della leggenda troiana. Il nome avrebbe preso nome dai fondatori della città, anche se il vero fondatore fu solo uno dei due gemelli; cfr.Rendina, p. 17.
  6. ^Ipotesi formulata daServio Mario Onorato: Roma avrebbe significato "città del fiume".
  7. ^Plutarco scrisse: "sulle rive dell'insenatura sorgeva un fico selvatico, che i Romani chiamavanoruminalis perché i gemelli vi furono allattati; oggi ancora i Romani chiamanoRumilia una dea che viene invocata durante l'allattamento dei bambini".
  8. ^I due colli sono paragonabili, nella forma, a due mammelle.
  9. ^abMassimo Pittau - Il toponimo Roma, supittau.it.URL consultato il 28 marzo 2021.
  10. ^In questo caso Roma avrebbe significato "città forte"; Plutarco scrisse: "[…] i Pelasgi, che, dopo aver visitato quasi tutte le terre abitabili e soggiogati quasi tutti i viventi, si fissarono dove sorge Roma, e per la propria forza in guerra diedero il nome alla città".
  11. ^Liverotti.
  12. ^L'ipotesi venne ritenuta possibile durante il Medioevo, ma, tranne un graffito pompeiano, non è documentata in nessun luogo.
  13. ^Plutarco,Vita di Romolo, 1, 1.
  14. ^Plutarco,Vita di Romolo, 1, 2-3.
  15. ^abPlutarco,Vita di Romolo, 2, 1.
  16. ^Plutarco,Vita di Romolo, 2, 3.
  17. ^GentilizioRumelna attestato dall'iscrizione sull'architrave della tomba 35 della Necropoli del Crocifisso del Tufo, aOrvieto. Iscrizione databile alVI secolo a.C.:Mi Velthurus Rumelnas.
  18. ^Coarelli 2008, pp. 129-134.
  19. ^Coarelli 2008, pp. 132-134. Lavia Salaria era destinata a trasportare il sale dal guado del Tevere (dove erano presenti dei depositi chiamatiSalinae) alla Sabina, mentre la via Campana dalla foce raggiungeva, costeggiando la riva destra del fiume, il guado nei pressi delForo Boario. Una Via era il prolungamento e completamento dell'altra, costituendone un sistema unitario.
  20. ^Pallottino, pp. 61, 65-68.
  21. ^Pallottino, pp. 63-64.
  22. ^SecondoMarco Terenzio Varrone.
  23. ^Gabba, pp. 27-43.
  24. ^abTito Livio,Ab Urbe condita libri, I, 7.
  25. ^Dionigi di Alicarnasso,Plutarco,Cassio Dione,Festo eSolino
  26. ^abTacito,Annales, XII, 24.
  27. ^Andrea CarandiniSulle orme di Schliemann a Roma: alle origini della Città e dello Stato su Archeologia viva, rivista bimestrale.
  28. ^A. Carandini, "Palatino, Velia e Sacra via: paesaggi urbani attraverso il tempo'", in:Workshop di Archeologia Classica, Quaderni, 2004.
  29. ^Pallottino, p. 130.
  30. ^Carandini 2007, p. 19.
  31. ^Eutropio,Breviarium ab Urbe condita, I, 4.
  32. ^Livio,Periochaeab Urbe condita libri, 1.32.
  33. ^Eutropio,Breviarium ab Urbe condita, I, 5.
  34. ^abcdefEutropio,Breviarium ab Urbe condita, I, 6.
  35. ^abcdLivio,Periochaeab Urbe condita libri, 1.37.
  36. ^abcdeLivio,Periochaeab Urbe condita libri, 1.40.
  37. ^Eutropio,Breviarium ab Urbe condita, I, 7.
  38. ^"Servio Tullio ampliò la città. Vi incluse altri due colli, ilQuirinale e ilViminale, ampliò leEsquilie e qui pose la sua dimora per dare lustro al luogo […] cinse poi la città di vallo, fossato e mura; in tal modo allargò ilpomerio. Livio,Ab Urbe condita libri, I, 44.
  39. ^Un passo di Livio che si riferisce alla disastrosa sconfitta subita nel390 a.C. (o forse il387) dai romani alfiume Allia a opera deiGalli Senoni, riporta come gli uomini dell'ala destra dell'esercito romano, ormai in fuga,"… si diressero in massa a Roma e lì, senza nemmeno preoccuparsi di richiudere le porte, ripararono nella cittadella" [il Campidoglio].Livio, cit., V, 38. I Galli, inseguendo i fuggitivi, si accorsero che"…le porte non erano chiuse, che davanti alle porte non stazionavano sentinelle e che le mura non erano difese da armati" Livio, cit., V, 39.
  40. ^Carandini 2007, p. 81.
    «Portando lespoglie del comandante nemico uccisoRomolo salì sul Campidoglio. Lì, dopo averle poste sotto una quercia sacra ai pastori, insieme con un dono, tracciò i confini del tempio di Giove e aggiunse al dio un cognome: "Io Romolo, re vittorioso, offro a te,Giove Feretrio, queste armi regie, e dedico il tempio tra questi confini… in modo che sia dedicato alle spolie opime, che a coloro che verranno dopo di me porteranno qui dopo averle sottratte a re e comandanti uccisi in battaglia". Questa è l'origine del primo tempio consacrato aRoma

    (Tito Livio,Ab Urbe condita libri, I, 10.)

  41. ^Carandini 2007, p. 79.
  42. ^Tito Livio,Ab Urbe condita libri, I, 10;Fasti trionfali, 2 annidalla fondazione di RomaFasti Triumphales: Roman Triumphs.
  43. ^Carandini 2007, p. 80.
  44. ^Plutarco,Vita di Romolo, 18, 7-9;Floro,Epitoma de Tito Livio bellorum omnium annorum DCC, I, 1.13.
  45. ^Plutarco,Vita di Romolo, 19, 8-9.
  46. ^abTito Livio,Ab Urbe condita libri, I, 13.
  47. ^Plutarco,Vita di Romolo, 19, 10.
  48. ^Livio,Periochaeab Urbe condita libri, 1.21.
  49. ^abEutropio,Breviarium ab Urbe condita, I, 8.
  50. ^abLivio,Periochaeab Urbe condita libri, 1.27.
  51. ^abcLivio,Periochaeab Urbe condita libri, 1.19.
  52. ^Gabba, pp. 43-81.
  53. ^L'annessione della Grecia segnò l'arrivo a Roma di architetti qualiErmodoro di Salamina e scultori quali quelli della famiglia diPolykles.
  54. ^Gabba, pp. 87-106.
  55. ^Gabba, pp. 107-147.
  56. ^Gabba, pp. 277-279.
  57. ^Su questo punto gli archeologi sostengono un'imprecisione di Tito Livio, essendo la caotica urbanizzazione un processo in corso in un periodo ben più lungo di tempo, che coinvolse anche altre città del mondo antico, comeAtene.
  58. ^Coarelli, p. 11.
  59. ^abStrabone,Geografia, V, 3,8.
  60. ^Ovidio,Fasti, V, 153;Notitia urbis Romae, XII;Macrobio,Saturnalia, I, 12.22.
  61. ^Romolo A. Staccioli,Acquedotti, fontane e terme di Roma antica, Roma, Newton & Compton, 2005.
  62. ^Livio, XXIV, 47.15-16.
  63. ^Naturalis historia XXXIV, 34.
  64. ^Dionigi di Alicarnasso, IV, 61.
  65. ^Varrone,De lingua Latina, VI, 19.
  66. ^Christian Hülsen,Il Foro Romano - Storia e Monumenti del 1905.
  67. ^Cassio Dione,Storia romana, XLVII.15.4.
  68. ^Tacito,Annales 11, 1; 32; 37.
  69. ^Roma raggiunse formalmente il Golfo Persico solo dal115 al117. Altrimenti, il confine orientale era rappresentato dall'Eufrate e dal deserto siriano.
  70. ^Gabba, pp. 303-314.
  71. ^Gabba, pp. 315-326.
  72. ^Gabba, pp. 326-395.
  73. ^Gabba, pp. 413-416.
  74. ^Gabba, pp. 396-404.
  75. ^Dimensione che mantenne fino al IV secolo d.C., cfr. Giorgio Ruffolo,Quando l'Italia era una superpotenza, Einaudi, 2004.
  76. ^abcdSvetonioAugustus, 30.
  77. ^Svetonio,vita di Vitellio, 15.
  78. ^abcdefghijkSvetonioAugustus, 29.
  79. ^SvetonioAugustus, 43.
  80. ^Leonardo B. Dal Maso,Roma dei Cesari, Roma, Bonechi Edizioni "Il Turismo", 1997.ISBN 88-7204-219-4
  81. ^Plinio il vecchio,Storia naturale, XXXIV, 7 s18
  82. ^Svetonio,Vite dei dodici Cesari, "Nerone", 31
  83. ^The Chronography of 354 AD. Part 14: Notice of the 14 regions of the City. Topographie der Stadt Rom in Alterthum II (1871), pp. 543-571.
  84. ^Marziale,Spettacoli, II, 1;Epistole, I, 71, 7;Cassio Dione, LXVI, 15
  85. ^Girolamo, in Hab. c3; Svetonio,Vite dei dodici Cesari, "Vespasiano" 18; Plinio il vecchio l.c.; cfr.Historia Augusta,Commodo, 17; Cassio Dione,Storia di Roma, LXXII, 15
  86. ^Svetonio,Vita di Vespasiano 8.
  87. ^abcSvetonio,Vita di Vespasiano 9.
  88. ^Plinio,Naturalis historia XXXVI 102;
  89. ^AE1995, 111.
  90. ^Marziale, VII, 56: «Gli astri e il cielo prendesti religiosamente, Rabirio, / quando costruisti con mirabile arte la casa parrasia».
  91. ^Plutarco,Vita di Publicola, 15: «Chi avesse visto un solo portico del palazzo di Domiziano, o la basilica, o un bagno, o uno degli appartamenti delle sue concubine […] si sentirebbe spinto a dire a Domiziano:Non è devozione né ambizione lodevole la tua: è follia. Tu godi a edificare».
  92. ^La notizia di Marziale, II, 59: «Son detta Mica e come vedi sono un piccolo refettorio (cenatio parva) / da me si prospetta il sepolcro dei Cesari», ha fatto discutere su dove realmente sorgesse la costruzione. Cfr.Lawrence Richardson, Jr.,A new topographical dictionary of ancient Rome, 1992, p. 253».
  93. ^Svetonio,De vita Caesarum,Domitianus, 5.1. Viene attribuita all'imperatore la costruzione del "forum quod nunc Nervae vocatur" ("foro che ora è chiamato di Nerva").
  94. ^Dione Cassio, LXIX, 4
  95. ^Cassio Dione, LIX, 4, 1.
  96. ^Cassio Dione, LIX, 16, 3.
  97. ^Coarelli 1984, p. 204.
  98. ^RICCaracalla, IV 500a; Banti 46; BMCRE 251; Cohen 236.
  99. ^F.Coarelli,La colonna di Marco Aurelio, Roma, 2008, pagine 42-44.
  100. ^Bianchi Bandinelli - Torelli, cit., Arte romana scheda 142.
  101. ^Erodiano,Storia dell'impero dopo Marco Aurelio, III, 9.12.
  102. ^Una convinzione errata, che talvolta viene ripetuta anche nei testi, è che le terme siano state iniziate nel206 daSettimio Severo, cfr.Coarelli 1984, p. 302.
  103. ^Zosimo,Storia nuova, I, 49.2.
  104. ^Vedi ancheRodolfo Lanciani,Le mura di Aureliano e Probo
  105. ^Girolamo,Chronicon,ab Abr. 2291 (275 d.C.);Cassiodoro,Cronache, 990;Historia Augusta,Divus Aurelianus, 1.3, 25.4-6, 35.3, 39.2.
  106. ^Historia Augusta,Divus Aurelianus, 35.3.
  107. ^Gabba, pp. 419-422.
  108. ^Gabba, pp. 428-435.
  109. ^Gabba, pp. 447-449.
  110. ^Gabba, pp. 450-458.
  111. ^Giorgio Ruffolo,Quando l'Italia era una superpotenza, Einaudi, 2004.
  112. ^«…alla metà del V secolo… si può immaginare che il totale della popolazione [di Roma] dovesse essere qualcosa di più dei due terzi di un milione.» Cit. da Arnold H. M. Jones,Il Tramonto del Mondo Antico, Bari, Casa Editrice Giuseppe Laterza & Figli, 1972, CL 20-0462-3, pp. 341-342 (Titolo dell'opera originale: Arnold H. M. JonesThe Decline of the Ancient World, Lonmans, Green and Co. Ltd, London 1966)
  113. ^Curiosum urbis Romae regionum XIIII, IV.
  114. ^Polemio Silvio,Laterculus, pubblicato inTheodor Mommsen (a cura di)Chronicorum minorum saec. IV. V. Vi. VII, I, Berlino 1892, p. 545 (testo in rete[collegamento interrotto]).
  115. ^Chronographus anni 354, p. 146;Notitia urbis Romae, IV.
  116. ^Aurelio Vittore,De Caesaribus, 40.26.

Bibliografia

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Fonti antiche
Fonti storiografiche moderne
  • Giovanni Brizzi,Storia di Roma. 1. Dalle origini ad Azio, Bologna, Pàtron, 1997.
  • Andrea Carandini,La nascita di Roma: dei, lari, eroi e uomini all'alba di una civiltà, Torino, 1998.
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  • Andrea Carandini (a cura di),Atlante di Roma antica, Milano, Mondadori Electa, 2012,ISBN 978-88-370-8510-0.
  • Filippo Coarelli,Guida archeologica di Roma, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1984.
  • Filippo Coarelli,I santuari, il fiume, gli empori, inStoria Einaudi dei Greci e dei Romani, vol. 13, Milano, 2008.
  • Mauro Cristofani (a cura di),La grande Roma dei Tarquini, Roma, L'Erma di Bretschneider, 1990,ISBN 88-7062-684-9.
  • Pietro De Francisci,Sintesi storica del diritto romano, Roma, 1968.
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  • Andrea Giardina,Roma Antica, Roma-Bari, Editori Laterza, 2008,ISBN 978-88-420-7658-2.
  • Massimiliano Liverotti,Il grande libro dei misteri di Roma risolti e irrisolti, Roma, Newton Compton Editori, 2007,ISBN 978-88-541-0894-3.
  • Maria Antonietta Lozzi Bonaventura,Roma antica. Viaggio nel tempo alla scoperta della città eterna, Subiaco, Guide ITER, 2009,ISBN 978-88-8177-143-1.
  • Theodor Mommsen,Storia di Roma antica, Firenze, Sansoni, 1972.
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  • M. Quercioli,Le mura e le porte di Roma, Newton Compton, Roma, 1982.
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Voci correlate

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Flaminia Nova (percorso più recente):
Interamna Nahars ·Via Curia ·Spoletium ·Fulginium ·Forum Flaminii

Ponte Centesimo ·Nuceria Camellaria ·Tadinum ·Helvillum ·ad Ensem ·Luceolis ·Vicus Cale ·ad Intercisa Saxa (galleria delforulum) ·Forum Sempronii ·ad Octavo ·Fanum Fortunae ·Pisaurum ·Ariminum(arco di Augusto)
La via Appia nei pressi di Casal Rotondo
Strade romane ·Strade consolari
V · D · M
Via Salaria
Via SalariaRoma(Porta Pinciana,Porta Salaria) ·Mausoleo di Lucilio Peto ·Catacombe di Priscilla ·Antemnae ·Ponte Salario ·Fidenae ·Septem balnea ·Eretum ·Ad Novas ·Trebula Mutuesca ·Via Cecilia ·Reate(Ponte romano di Rieti) ·Via Curia ·Vicus Reatinus ·Aquae Cutiliae ·Interocrium ·Via Claudia Nova ·Forum Decii ·Vicus Phalacrinae ·Vicus Badiae ·Ad Martis · ''Surpicanum ·Ad Centesimum ·Ad Aquas ·Asculum(Ponte di Cecco) ·Castrum Truentinum ·Castrum Novum ·HatriaLa via Appia nei pressi di Casal Rotondo
Strade romane ·Strade consolari
V · D · M
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Via CassiaTracciato in parte originario, in parte Traianeo, in parte Adrianeo rappresentato nell'immagine cartografica in incipit:Roma ·Ponte Milvio ·Via Flaminia ·Via Clodia ·Tomba di Nerone ·Via Veientana ·Veii ·Ad Vacanas ·Via Amerina ·Sutrium ·Vicus Matrini ·Forum Cassii ·Aquae Passaris ·Via Ferentiensis ·Volsinii Novi ·Velzna (percorso più antico) ·Ad Fines Clusinorum ·Clusium ·Ad Statuas (percorso più antico) ·Ad Novas ·Arretium

I prolungamento: strada dei Setteponti ·Faesulae ·Bononia

II prolungamento:Ad Solaria ·Hellana ·Pistoriae ·Ad Martis ·Luca ·Via Clodia Nova (percorso originario) ·Forum Clodii ·Via Aurelia (nuovo percorso) ·Tabernae Frigidae ·Luna

Tracciato Adrianeo a nord di Arezzo:Ad Juglandem ·Via Flaminia militare ·Biturgia ·Ad Fines ·Ad Aquilam ·Florentia
La via Appia nei pressi di Casal Rotondo
Strade romane ·Strade consolari
V · D · M
Via Tiburtina Valeria
Via Tiburtina ValeriaRoma(Porta Tiburtina) ·Ponte Mammolo ·Ponte Lucano ·Tibur(Santuario di Ercole Vincitore) ·Varia ·Carsioli ·Alba Fucens ·Lacus Fucinus ·Cerfennia ·Mons Imeus ·Superaequum ·Cuculum ·Corfinium · →Via Claudia Valeria ·Teate ·AternumLa via Appia nei pressi di Casal Rotondo
Strade romane ·Strade consolari
V · D · M
Via Aurelia
Via AureliaRoma ·Porta San Pancrazio ·Alsium ·Caere

I prolungamento:Pyrgi ·Punicum ·Castrum Novum ·Centum Cellae ·Tarquinii ·Forum Aurelii ·Cosa
II prolungamento:Talamo ·Rusellae ·Vetulonium ·Aquae Populoniae ·Vada Volaterrana
III prolungamento:Portus Pisanus ·Pisa

IV prolungamento:Aquae Pisanae ·Luca ·Via Cassia ·Forum Clodii ·Tabernae Frigidae ·Luna
La via Appia nei pressi di Casal Rotondo
Strade romane ·Strade consolari
V · D · M
Via Collatina
Via CollatinaRoma ·Porta Tiburtina ·Via Tiburtina Valeria ·CollatiaLa via Appia nei pressi di Casal Rotondo
Strade romane ·Strade consolari
V · D · M
Via Tiberina
Via TiberinaRoma ·Pons Sublicius ·Via Cassia ·Saxa Rubra ·Ad Gallinas Albas(Villa di Livia) ·Via Flaminia ·Lucus Feroniae ·Villa dei Volusii Saturnini ·Via Flaminia ·OcriculumLa via Appia nei pressi di Casal Rotondo
Strade romane ·Strade consolari
V · D · M
Via Ardeatina
Via ArdeatinaRoma ·Porta Ardeatina ·Via Appia ·Chiesa del "Domine quo vadis" ·Santuario della Madonna del Divino Amore ·Oraculum Fauni ·Ardea ·Castrum Inui ·Via SeverianaLa via Appia nei pressi di Casal Rotondo
Strade romane ·Strade consolari
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Regiones di Roma antica
Regiones augusteae di
Roma antica
Regio I Porta Capena ·Regio II Caelimontium ·Regio III Isis et Serapis ·Regio IV Templum Pacis ·Regio V Esquiliae ·Regio VI Alta Semita ·Regio VII Via Lata ·Regio VIII Forum Romanum ·Regio IX Circus Flaminius ·Regio X Palatium ·Regio XI Circus Maximus ·Regio XII Piscina Publica ·Regio XIII Aventinus ·Regio XIV Transtiberim
V · D · M
Musei archeologici di Roma
Entro lemura
(Aureliane ·Vaticane)
Musei statali
Museo Nazionale Romano (Terme di Diocleziano ·Palazzo Massimo ·Palazzo Altemps ·Crypta Balbi) ·Antiquarium del Palatino ·Museo del Colosseo ·Antiquarium Forense ·Domus Aurea ·Museo di Castel Sant'Angelo ·Museo della Via Ostiense
Musei civiciMusei Capitolini ·Museo dei Fori Imperiali -Mercati di Traiano ·Museo dell'Ara Pacis ·Museo Barracco ·Museo delle mura ·Museo della Forma Urbis ·Museo diffuso di Testaccio
Città del VaticanoMusei Vaticani
Fuori porta
Musei statali
Museo nazionale etrusco (Villa Giulia ·Villa Poniatowski) ·Museo dell'Alto Medioevo ·Antiquarium della villa dei Quintili ·Antiquarium di Lucrezia Romana ·Museo archeologico ostiense
Musei civiciCentrale Montemartini ·Museo della civiltà romana ·Museo della villa di Massenzio ·Museo di Casal de' Pazzi
Altro
Scomparsi e chiusiAntiquarium comunale del Celio ·Museo Torlonia ·Museo kircheriano
Controllo di autoritàVIAF(EN445149106006268490419 ·BAV497/78 ·BNE(ESXX134928(data)
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