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Roberto Ognibene

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Processo al nucleo storico delleBrigate Rosse,Torino 1976. Da sinistraRenato Curcio,Paolo Maurizio Ferrari,Arialdo Lintrami, Roberto Ognibene,Valerio De Ponti,Alberto Franceschini,Loris Tonino Paroli eProspero Gallinari

Roberto Ognibene (Reggio Emilia,12 agosto1954) è un exbrigatistaitaliano, membro storico, tra i fondatori delleBrigate Rosse[1].

Biografia

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Dopo aver frequentato con buon profitto i primi tre anni dell'istituto tecnico per geometri di Reggio Emilia, Ognibene abbandona la scuola e la famiglia andando a vivere da solo a Milano e cercandovi lavoro[2].

Politicamente entrato quattordicenne nellaFGCI di Reggio Emilia, nel1969 si unì ad un gruppo di dissidenti, capeggiati daProspero Gallinari eAlberto Franceschini, che fuoriuscì dalPartito Comunista Italiano lamentando il progressivo distacco dagli ideali tramandati daipartigiani dellaResistenza. Detta compagine, ufficialmente avente il nome di "Collettivo operai studenti", ma divenuta nota come il "gruppo dell'appartamento", era destinata a diventare, tramite i contatti che avvennero nel 1970 conRenato Curcio e il gruppo di "Sinistra Proletaria", una delle componenti fondatrici delle Brigate Rosse[3].

L'attività terroristica

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Lo stesso argomento in dettaglio:Attacco alla sede MSI di Padova, Felice Maritano e Inchieste di Robbiano di Mediglia.

Fece parte, come esecutore materiale, del commando terroristico che, il 17 giugno1974, compì un assalto alla sede delMovimento Sociale Italiano diPadova, nella quale furono assassinatiGraziano Giralucci eGiuseppe Mazzola. Si trattò della prima uccisione rivendicata dalle Brigate Rosse.

Venne catturato nell'ottobre 1974. Dopo aver scoperto una base brigatista sita in un caseggiato aRobbiano diMediglia, icarabinieri si appostarono rimanendo in attesa di eventuali frequentatori; nella notte tra il 14 ed il 15 ottobre1974, Ognibene fece ritorno alla base e, accortosi della trappola tesa dai militi, tentò la fuga, ignorando l'ordine di fermarsi. Ne seguì uno scontro a fuoco durante il quale il brigatista venne raggiunto da quattro pallottole alla schiena e una al gomito, mentre il maresciallo del nucleo specialeFelice Maritano rimase da lui mortalmente ferito. Per quarantott'ore dalla cattura Ognibene nascose la sua identità, venendo infine riconosciuto, tramite la sua fotografia pubblicata dai giornali, da suo padre, che si presentò sconvolto ai magistrati.

Le condanne

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Il 29 gennaio1975 la 2ªcorte d'assise diMilano condannò Roberto Ognibene a 28 anni di carcere ritenendolo responsabile di omicidio aggravato del maresciallo Maritano. La sentenza venne confermata in appello l'11 gennaio1977. Il 25 aprile 1978, durante il periodo delsequestro Moro, le Brigate Rosse, nel loro comunicato numero 8, inserirono il nome di Ognibene tra quello dei brigatisti di cui veniva chiesta la liberazione in cambio della liberazione di Aldo Moro[4].

Nell'ottobre1979 diede inizio e capeggiò la rivolta nelcarcere dell'Asinara e partecipò all'ideazione, nel1980, del piano di fuga in massa dal carcerenuorese diBadu 'e Carros, organizzato dalle cosiddette "brigate di Kampo", nel quale furono uccisi due detenuti e lo stesso Ognibene rimase ferito. Per questi reati è stato condannato rispettivamente alla pena di 5 anni e 6 mesi, poi ridotti a 4 anni e 2 mesi, e alla pena di 13 anni, poi ridotti a 6 anni e 6 mesi.

La dissociazione dalle BR

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Dissociatosi dalle Brigate Rosse nel1983, verso la fine deglianni ottanta si unì sentimentalmente aNadia Mantovani (già in precedenza compagna diRenato Curcio), con la quale avrà una figlia nel 1990[5]. Nel maggio1990 è stato condannato a 18 anni di reclusione dalla corte d'assise diPadova per gli omicidi di Giralucci e Mazzola. Dal1993 iniziò a godere del regime di semilibertà, con la possibilità di lavorare all'esterno del carcere. Attualmente lavora in una cooperativa di servizi sociali a Bologna, dopo aver scontato trent'anni di carcere.

Nel2008 partecipa assieme adAlberto Franceschini, come testimone protagonista al film documentario, fortemente criticato dalministro dei beni e delle attività culturaliSandro Bondi,Il sol dell'avvenire diGiovanni Fasanella eGianfranco Pannone, film, girato a Reggio Emilia, che cerca di ricostruire le radici politiche ideologiche che fecero nascere le Brigate Rosse[6], presentato alFestival del cinema di Locarno.

Note

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  1. ^rifondazione-cinecitta.orgArchiviato l'11 ottobre 2008 inInternet Archive.
  2. ^Tornerà a casa in una sola brevissima occasione: la notte di Natale 1973
  3. ^Balestrini et alii, L'Orda d'oro, p. 401
  4. ^L. Brighetti, Favella,Il prigioniero, p.165
  5. ^NADIA MANTOVANI, ADDIO AL CARCERE ERA IN CELLA CON LA FIGLIA DI 2 ANNI - la Repubblica.it, suricerca.repubblica.it.URL consultato il 26 agosto 2015.
  6. ^"Il Sol dell'avvenire" non oscura la storia

Bibliografia

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  • Nanni Balestrini, Primo Moroni,L'Orda D'Oro, Feltrinelli Editore, 1997,ISBN 8807814625
  • Laura Braghetti, Paola Tavella,Il prigioniero, Feltrinelli Editore, 2003,ISBN 8807817721

Voci correlate

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Collegamenti esterni

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