Tra le massime leggende della musicablues[2], è considerato uno dei più grandi e influenti musicisti del ventesimo secolo[3][4][5][6][7].
Fece parte della scena blues sorta nella zona deldelta del Mississippi (Delta Blues) nei primi decenni del Novecento: la sua oscura biografia, scarsamente documentata, e la sua morte misteriosa all'età di soli ventisette anni hanno contribuito notevolmente ad alimentare le fosche leggende sulla sua figura già circolanti in vita[8].
La sorprendente combinazione di tecnica chitarristica, canto e improvvisazione caratterizzante le sue ventinove storiche registrazioni, effettuate tra il 23 novembre1936 e il 20 giugno1937, ha costituito una base imprescindibile per intere generazioni di musicisti a venire tra cuiMuddy Waters,Bob Dylan, iRolling Stones, iCream, gliAllman Brothers,Johnny Winter,Eric Clapton,Jimi Hendrix,Jeff Beck e iLed Zeppelin[9]. Fa parte del cosiddettoClub 27, il gruppo di grandi artisti morti a 27 anni.[10] Johnson è infatti morto a tale età il 16 agosto 1938 in circostanze misteriose.
Poche sono le notizie attendibili sulla sua vita privata: nasce l'8 maggio1911 adHazlehurst, nelMississippi, da una relazione extraconiugale della madre Julia Dodds con Noah Johnson, dopo che il marito di Julia, Charles Dodds Jr., l'aveva abbandonata per un'altra donna.
Sin da bambino si appassiona alla musica e il suo fratellastro gli insegna a suonare l'armonica a bocca, per poi passare allachitarra. Dopo un periodo trascorso aMemphis, si sposa nel1929 con Virginia Travis e si trasferisce a Robinsonville. L'anno successivo la moglie sedicenne muore nel dare alla luce una bambina, morta a sua volta durante il parto; sconvolto dal fatto, Johnson comincia a vagare fra le città del Mississippi, divenendo un donnaiolo e un forte bevitore. Nel 1931 incontra e sposa Calletta Craft e decide di trasferirsi nel villaggio di Copiah County, ma la crescente passione per lamusica porta Robert sempre più distante dalla moglie e anche questa unione coniugale finisce.
(inglese) «Robert Johnson to me is the most important blues musician who ever lived. [...] I have never found anything more deeply soulful than Robert Johnson. His music remains the most powerful cry that I think you can find in the human voice.»
(italiano) «Per me Robert Johnson è il più importante musicista blues mai vissuto. [...] Non ho mai trovato nulla di più profondamente intenso. La sua musica rimane il pianto più straziante che penso si possa riscontrare nella voce umana.»
Narra la leggenda, alimentata anche dallo stesso Johnson, che questi avesse stretto un patto colDiavolo vendendogli la sua anima in cambio della capacità di suonare la chitarra come nessun altro; tale diceria è sorta e si è consolidata negli anni a seguito di diversi fatti: la sua stupefacente tecnica chitarristica, basata sulfingerpicking e tuttora considerata come una delle massime espressioni deldelta blues, le evocazioni generate dalla sua voce e dalle complesse strutture chitarristiche che ha elaborato e il sinistro contenuto dei suoi testi che, seppur largamente improvvisati come era ovvio per il genere all'epoca, spesso narravano di spettri e demoni quando non si riferivano esplicitamente al suo diabolico accordo. A dare adito alla storia contribuirono inoltre i racconti dei vari musicisti che lo conobbero e che riferiscono della sua iniziale goffaggine nel suonare la chitarra: in base a questi racconti, peraltro tutti concordanti, Johnson scomparve dopo la morte della moglie per poi riapparire, l'anno successivo, dotato di una bravura e di un'espressività tali da lasciare tutti allibiti.
Voci dell'epoca tramandano di un incontro, avvenuto allo scoccare della mezzanotte presso un crocevia desolato, tra Johnson e un misterioso uomo in nero, il quale gli avrebbe concesso un ineguagliabile talento chitarristico in cambio della sua anima. In realtà la versione "ufficiale" è che Johnson, nel corso del suo vagare, abbia incontrato un misteriosobluesman di nome Ike Zimmerman, il quale ebbe a fargli da maestro. La sinistra figura di Zimmerman risulta comunque celata da un fitto velo di mistero: l'unica certezza, nel completo oblìo sui suoi dati biografici, riguarda la sua abitudine di suonare nei cimiteri, tra le tombe, nota al punto da venire additato quale emissario del demonio.
Altri aneddoti tramandano di come Johnson fosse capace di riprodurre nota per nota qualsiasi melodia ascoltasse, fosse per radio come in un locale affollato, e senza porvi la benché minima attenzione.
«Morì nel mistero: qualcuno ricorda che fu pugnalato, altri che fu avvelenato; che morì in ginocchio, sulle sue mani, abbaiando come un cane; che la sua morte aveva qualcosa a che fare con lamagia nera.»
Muore improvvisamente il 16 agosto 1938, all'età di 27 anni, aGreenwood, nel suo Mississippi. Non è possibile definire con certezza quali furono le ragioni del decesso: il certificato di morte[15], registrato all'Ufficio di Stato Civile diJackson il 18 agosto, non attribuisce il decesso ad alcuna causa specifica e segnala oltretutto che la ragione della sua dipartita sia da ricercarsi anche nel fatto che nessun medico abbia avuto modo (non si sa per quale motivo) di prestargli cure nella fase dell'agonia.
Le testimonianze diSonny Boy Williamson II eDavid Honeyboy Edwards attestano che la notte del 13 agosto Robert Johnson si trovava a suonare con loro alThree Forks, un locale a quindici miglia da Greenwood, nel quale i tre suonavano ogni sabato sera a seguito di un ingaggio che durava da alcune settimane. Era apparso subito evidente come Johnson avesse una storia con la moglie del gestore del locale, il quale era consapevole del fatto pur continuando a contattarlo lo stesso. Racconta Sonny Boy che durante la serata, complici l'alcol e l'atmosfera di grande eccitazione, gli atteggiamenti dei due furono talmente spudorati da risultare persino imbarazzanti. Altrettanto chiara era la rabbia dipinta sul volto delbarman.
Quando, durante una pausa, venne passata a Robert una bottiglia da mezza pinta diwhisky senza tappo, Sonny Boy gliela fece cadere di mano, avvertendolo che non era prudente bere da una bottiglia aperta; nondimeno proprio Johnson si infuriò e bevve con stizza la successiva bottiglia, ugualmente passatagli già stappata. Poco dopo risultò evidente che Johnson non era più in condizione di suonare, al punto che lasciò la chitarra e si alzò per andare via in stato confusionale. Fu accompagnato a casa di un amico, dove dopo poche ore iniziò a delirare, mostrando i primi segni diavvelenamento, che lo portò poi alla morte il martedì successivo nella casa dove viveva, dopo due giorni di intensa agonia.
La vera tomba di Robert Johnson non è stata ancora ufficialmente identificata. Nei dintorni di Greenwood ci sono infatti ben tre pietre tombali con il nome dell'artista inciso sopra:
nel cimitero della Chiesa Missionaria Battista di Mount Zion aMorgan City, poco distante da Greenwood, c'è un grande obelisco, posto nel 1990 su una lapide preesistente, con incisi tutti i titoli dei blues di Robert Johnson. L'opera è stata pagata dallaColumbia Records e da privati del Mont Zion Memorial Fund. Secondo gli ultimi studi, è da considerarsi il sito più attendibile per la sua tomba.
Resting in the Blues è la frase scritta su una piccola lapide intestata a Robert Johnson nel cimitero diPayne Chapel vicino aQuito.
La Sony Music ha restaurato la lapide sul terzo sito, sotto un enorme albero nel cimitero della Little Zion Church a nord di Greenwood lungo la Money Road.
Robert Johnson è oggi considerato uno dei più grandi maestri del blues, in particolare dello stile del Delta;Keith Richards annunciò, nel 1990, riferendosi a Johnson, che per capire quanto fosse fenomenale la musica blues uno dei modi migliori era ascoltare le sue canzoni[16]. Johnson è molto rispettato per l'abilità che aveva di fondere vari stili musicali provenienti da differenti zone dell'America e per la sua capacità di reinterpretare con la chitarra una melodia appena udita[17].
La sua prima canzone,Kind Hearted Woman Blues, in contrasto con la prevalenza dei brani di Delta Blues dell'epoca, aveva una melodia che richiamava alla mente lo stile del blues diChicago o diSaint Louis, con un arrangiamento pieno di variazioni[18]. Molte sue canzoni fondevano elementi presi da altre correnti del blues come, ad esempio, ilTexas blues. Per questo oggi alcuni considerano Johnson il primo vero musicista del Delta blues a mostrare interesse per stili di blues provenienti da altre zone, inserendoli nei suoi brani e venendo da essi influenzato per la composizione delle sue canzoni[19].
«Quando Johnson ha iniziato a cantare, sembrava un ragazzo che sarebbe potuto balzare dalla testa di Zeus in armatura completa. Ho subito notato le differenze tra lui e chiunque altro avessi mai sentito. Le canzoni non erano le solite canzoni blues. Erano assolutamente fluide. All'inizio passavano veloci, troppo veloci per essere comprese. Saltavano da tutte le parti per gamma e argomento, versi brevi e incisivi che sfociavano in alcune storie panoramiche sull'umanità che esplodevano dalla superficie di questo pezzo di plastica che girava.»
Una importante particolarità dello stile interpretativo di Johnson era la sua voce molto acuta, in contrasto con lo stile tipico del canto blues dell'epoca[21]; questo rendeva i suoi brani particolarmente emotivi. Eric Clapton descrisse il canto di Johnson come "il più potente pianto che penso possa trovarsi nella voce umana" ("the most powerful cry that I think you can find in the human voice.").
«Per quanto riguarda la sua tecnica chitarristica, è educatamente esile ma ambiziosamente eclettico - si muove senza sforzo da grimaldelli e diapositive a collo di bottiglia a un mazzo completo di figure ritmiche chucka-chucka.»
Johnson viene oggi considerato uno dei più grandi chitarristi blues di tutti i tempi. Il suo approccio alla chitarra era estremamente avanzato e complesso per l'epoca. Quando Keith Richards ascoltò per la prima volta una canzone di Johnson, grazie aBrian Jones che gli fece ascoltare un disco del bluesman, replicò: "Chi è l'altro tipo che suona con lui?", non rendendosi conto che Johnson stesse suonando la chitarra da solo[23]. In seguito disse che Johnson da solo suonava come un'intera orchestra[22].
(inglese) «I got to keep movin', blues falling down like hail. And the day keeps on worryin' me... there's a hell hound on my trail.»
(italiano) «Devo continuare a correre, il blues cade come grandine. E il giorno continua a tormentarmi... c'è un segugio infernale sulle mie tracce.»
(Robert Johnson,Hellhound on my Trail)
«Robert Johnson. Penso allo stesso modo in cui penso ai poeti romantici britannici, Keats e Shelley, che si sono esauriti presto, che erano dei geni nella creazione di parole poetiche.»
(Bill Ferris)
I testi delle canzoni di Johnson sono considerati estremamente evocativi, nonché vero esempio di poesia nella musica blues. A proposito di ciò, nel programmaThe story with Dick Gordon[24], Bill Ferris paragonò Johnson ad un poeta romantico britannico, dicendo inoltre che Jonhson meriterebbe di essere sepolto assieme aKeats oShelley. Il critico musicale italianoPiero Scaruffi giudicò Johnson come "il più grande poeta-cantante della solitudine nella storia del blues"[25].
Complice la sua prematura scomparsa, le incisioni effettuate da Robert Johnson risultano essere limitate a sole 29 tracce; per 13 di esse è stato possibile rinvenire anche le rispettivealternate take – all'epoca scartate in quanto giudicate meno brillanti delle versioni poi pubblicate su78 giri – per un totale di 42 registrazioni complessivamente note.
Un certo H.C. Speirs, negoziante di dischi di Jackson, presentò Robert Johnson ad Ernie Oertle, un famoso scopritore di talenti; quest'ultimo organizzò per lui alcune sedute di registrazione in una stanza d'albergo (sul cui nome non vi sono certezze) aDallas. In sole cinque sessioni fra il novembre del1936 ed il giugno del1937 vennero incise le 29 canzoni che rappresentano l'intera discografia di Robert Johnson.
Negli ultimi anni tra le cerchie di appassionati hanno preso sempre maggior piede dubbi sulle reali tonalità e velocità di esecuzione di Robert Johnson: secondo i sostenitori di questa teoria le registrazioni dei pezzi del bluesman sarebbero state velocizzate, deliberatamente o meno, di circa il 20% in fase di stampa.Se ciò fosse vero, questo significherebbe che la reale voce di Johnson sarebbe molto meno acuta di come la ascoltiamo oggi.
La teoria si basa su un'analisi dello stile strumentale di Jonhson: per eseguire i brani esattamente come li sentiamo oggi dalle sue registrazioni, il bluesman avrebbe dovuto utilizzare in diversi pezzi un capotasto al quarto tasto, spingendosi durante l'esecuzione in posizioni chitarristicamente scomode, in particolar modo sui modelli di chitarra che si suppone egli suonasse.[26]
Effettivamente il consorzio OKeh/Vocalion, che pubblicò originariamente il materiale, era noto per la sua prassi di aumentare il numero di giri al minuto delle sue incisioni (dai 78 agli 81) per fare suonare i brani maggiormente moderni e aggressivi. Essendo oggigiorno le fonti originali delle registrazioni andate perdute, non è possibile verificare se effettivamente ci sia stato un intervento di questo tipo da parte dei tecnici del suono.
La seguente tabella elenca le 29 tracce incise da Johnson nell'arco della propria carriera.[27] Da notare che per alcune di esse esistono ancora dellealternate take, ossia delle registrazioni alternative di uno stesso brano, effettuate per permettere di scegliere la versione migliore. Le sessioni di registrazione furono cinque: le prime tre (tracce 1-16) effettuate aSan Antonio, inTexas nel novembre del1936: le ultime due (tracce 17-29) effettuate aDallas, sempre in Texas, nel giugno del1937.
Viene qui riportata la sola discografia essenziale delle riedizioni in CD, omettendo i 78 giri singolarmente pubblicati negli anni '30 e i successivi compendi in vinile.
2011 -The Complete Recordings - Centennial Collection - 2CD - Edizione Sony Columbia-Legacy completamente restaurata e rimasterizzata, pubblicata in occasione del centenario dalla nascita di Johnson.
The Complete Studio Recordings (Robert Johnson) di Robert Johnson (1936–1937) fu incluso nellaNational Recording Preservation Board dellaLibrary of Congress' National Recording Registry nel 2003.[28] Qui vengono preservate le opere considerate "culturalmente, storicamente, o esteticamente significative."
LaRock and Roll Hall of Fame incluse quattro canzoni di Robert Johnson nella lista delle 500 canzoni significative per la nascita del rock and roll,[29] con un memoriale per Johnson che recitava:
"Robert Johnson stands at the crossroads of American music, much as a popular folk legend has it he once stood at Mississippi crossroads and sold his soul to the devil in exchange for guitar-playing prowess."[30]
^"The salt of the earth: 1930s–1940s—Pre-electric non-Chicago blues" from liner notes to Johnson's The Complete Recordings, released on Columbia in 1990.
Tom Graves, "Robert Johnson. Crossroads Il blues, il mito", ShaKe, Milano 2011,ISBN 978-88-97109-10-5
Joe R. Lansdale, "Notizie dalle tenebre: Ombre e Sangue", Einaudi.
Antonio Ciarletta,Un blues per il diavolo,Ondarock
Peter Guralnick,Robert Johnson. In cerca del re del blues (Searching for Robert Johnson: The Life and Legend of the "King of the Delta Blues Singers"). Roma,Arcana, 1991 (ISBN 88-85859-73-9)
Alan Lomax,La terra del Blues (The land Where the Blues Began), traduzione di Chiara Midolo. Milano, Il Saggiatore, 2005.ISBN 88-428-1148-3