| Regno di Chenla | |
|---|---|
| Dati amministrativi | |
| Nome ufficiale | អាណាចក្រចេនឡា |
| Lingue ufficiali | Khmer antico,sanscrito |
| Capitale | Shrestapura Bhavapura Isanapura Shambhupura |
| Dipendente da | Regno del Funan (550 d.C.) |
| Politica | |
| Forma di Stato | Monarchia assoluta |
| Nascita | 550 |
| Fine | 802 |
| Causa | Proclamazione dell'Impero Khmer |
| Territorio e popolazione | |
| Bacino geografico | Sud-est asiatico |
| Territorio originale | Cambogia |
| Religione e società | |
| Religioni preminenti | Induismo,buddhismo |
| Evoluzione storica | |
| Preceduto da | Regno del Funan |
| Succeduto da | Impero Khmer |
| Ora parte di | |
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Il termineChēn-la oZhen-la (incinese: 真腊; Khmer: ចេនឡា; invietnamita: Chân Lạp) indica il modo in cui i Cinesi designavano i territori dell'attualeCambogia dopo la fine delRegno del Funan: questo nome era ancora usato nelXIII secolo dall'emissario cinese Zhou Daguan, autore della cronaca "Usi e costumi della Cambogia". Oggi il termine è usato dagli studiosi per indicare più specificamente un regno attivo e influente nell'attualeCambogia tra la fine delVI e l'inizio delIX secolo.
Tarde genealogie compilate nelX secolo indicano inShrutavarman e inShreshthavarman i primi due sovrani funanesi, regnanti nella città diShreshtrapura, che si suppone dovesse trovarsi nellazona dell'odierna Champasak, dove sorge ilWat Phu, nelLaos meridionale[1]. Tali genealogie ricostruiscono per i sovrani di Chenla una discendenza che li riconduce alla mitica coppia Kambu-Mera, ossia alla "stirpe solare" (suryavamsha), collegata aRāma, unavatar del dioVisnù. Per questi sovrani, tuttavia, non esistono fonti storiche a loro contemporanee che ne attestino l'effettiva esistenza.
Da un punto di vista storicamente documentato, le origini del Chenla sarebbero invece da riportare ad un piccolo principato situato a cavallo della catena deimonti Dângrêk,[2] che era diventato vassallo del Funan e si era garantito un buon grado di autonomia. L'ultimo periodo di splendore del Funan corrispose al regno di Jayavarman, dal 480 al 514, durante il quale si diffuse e fiorì nella regione il Buddhismo.[3] La fine del Funan è oggetto di controversia, alcune fonti sostengono che fu sottomesso con una guerra dall'emergente Chenla[4] e si basano sui Xīn Táng shū (新唐書), gli annali dellaDinastia Tang compilati da Ōuyáng Xiū (1007–1072) e Sòng Qí (998-1061) nel 1060, più di tre secoli dopo il periodo di svolgimento dei fatti.
Altre fonti sostengono che i due Stati si integrarono pacificamente.[5] Secondo questa tesi e reinterpretando le fonti cinesi, si può ipotizzare che non vi sia stata alcuna guerra tra Chenla eFunan, ma solo un progressivo e lento spostamento della popolazione funanese verso nord, alla ricerca di nuove risorse dopo che le ricchezze derivanti dal commercio erano svanite. Le iscrizioni indicano come quasi tutte le famiglie regnanti nel Funan e nel Chenla fossero in qualche modo imparentate, rafforzando l'ipotesi di trasferimento di poteri più graduale e pacifica. Anche la casta braminica di Adhyapura continuò a servire per diversi secoli il re del Chenla, così come aveva servito i re funanesi.
Il periodo di declino del Funan coincise con la disgregazione del regno, le cui regioni occidentali si resero indipendenti.[6] La conquista del Funan fu compiuta progressivamente in un arco di tempo che va dal 550 al 630. La supremazia di Chenla coincise con il ritorno delloShivaismo come religione di Stato a spese del Buddhismo.[6] I primi regnanti di Chenla di cui si hanno tracce tangibili sono nominati in un'iscrizione insanscrito, non datata, ritrovata presso Val Kantel (K. 359)[7] e attestante l'esistenza di un re chiamatoVīravarman, padre diBhavavarman e di una principessa andata in sposa ad un bramino chiamato Somaśarman. Secondo l'iscrizione K. 363 ritrovata inLaos, a Chan Nakon,Vīravarman sarebbe stato anche padre diCitrasena, fratello minore diBhavavarman. Secondo l'iscrizione K. 978, ritrovata a Si Tep, inThailandia, i due principi avrebbero avuto la stessa madre, ma padri diversi ed entrambi sarebbero diventati re (il principeCitrasena con il nome diMahendravarman) nella città diBhavapura, nelle vicinanze della moderna città diStung Treng[8].
Tali iscrizioni riportano inoltre come questi principi regnassero su un ampio territorio, mediante un sistema di vassallaggi. L'iscrizione K. 151, ritrovata adIśanapura (l'odierno sito archeologico diSambor Prei Kuk), riporta che il principe Narasimhagupta, vassallo diBhavavarman prima, diMahendravarman poi e infine diĪśānavarman, nel598 eresse una statua diVisnù Kalpavāsudeva durante il regno diBhavavarman.[9]. Questa indicazione sembra coincidere con quanto riportato dalla più antica cronaca che cita il regno, gli annali delladinastia Sui (隋書) chiamati Sui shū, redatti nel 636 da Wèi Zhēng (580-643), secondo i quali all'inizio del VII secolo sul Chenla regnarono Zhìduōsīnà (Citrasena) (質多斯那) e Yīshēnàxiāndài (Īśānavarman) (伊奢那先代). Fu quest'ultimo re a spostare la capitale aIśanapura, a cui diede il proprio nome[10].
Le genealogie khmer risalenti alX secolo[11] ricordano come il reBhavavarman si fosse sposato con la principessa Kambujarajalakshmi, discendente diShreshthavarman, ossia con una principessa di stirpe solare. Il reBhavavarman, al contrario, discendeva da parte di madre dal re funaneseRudravarman, che aveva regnato dal514 ad almeno il539 dalla sua capitale posta nei pressi della collina diPhnom Da, nella regione diAngkor Borei, e che era di stirpe lunare (candravamsha), collegata aKhrishna, altro avatar diVisnù.
Secondo la storiografia classica e alcune fonti cinesi, fuĪśānavarman, figlio ed erede diCitrasena, che salì al trono prima del612 e riuscì ad annettere al proprio regno gli ultimi territori rimasti ai sovrani del Funan. La prima data nota nel regno diĪśānavarman riguarda una sua ambasciata alla corte dell'imperatore cinese della Dinastia Suí inviata nel616-17. Il sovrano mantenne buoni rapporti con il vicino regno delChampa, concedendo in moglie una propria figlia ad un principe cham. Data al 612 la prima stele commemorativa in lingua khmer, voluta dal sovrano stesso. Si hanno tracce diĪśānavarman fino all'anno637, anno riportato in un'iscrizione (K. 604) rinvenuta a Khău Nôy (nell'odiernaThailandia)[12].
AdĪśānavarman succedette intorno al637 il reBhavavarman II, di cui si conservano due iscrizioni: la K. 79 del 644 trovata a Tà Kev[13] (a Tà Kev, K. 79) e la K. 21 del 655 trovata a Poñā Hòr.[14] Il fatto che questo re non fu servito dai bramini di Adhyapura testimonierebbe che non fosse diretto discendente diĪśānavarman. Bhavavarman II fu il primo sovrano khmer ad essere designato con un nome postumo: Shivaloka, ossia "colui che dimora nel paradiso diShiva". A partire da lui, tutti i sovrani presero un nome dopo la propria morte, generalmente composto dal nome della divinità principale durante il proprio regno seguito dal suffisso-loka (che significa "mondo" o anche "paradiso"). Durante il regno di Bhavavarman II vi fu la progressiva disgregazione dell'unità politica del Chenla, caratterizzata dal riemergere di piccoli principati indipendenti spesso in lotta tra loro.
Il successore diBhavavarman II fu probabilmenteCandravarman, conosciuto unicamente per l'iscrizione non datata K. 1142. Il figlio diCandravarman fu il celebre reJayavarman I, che viene celebrato in diverse iscrizioni provenienti da territori molto distanti tra loro, indice di un'accresciuta influenza del regno: da Tûol Kôk Práh, nella provincia di Prei Vên (K. 493), da Bàsêt, nella provincia Bằttamban (K. 447), fino aWat Phu, nell'attualeLaos meridionale.Jayavarman I era il nipote diĪśānavarman e stabilì la sua capitale aPurandarapura, la cui localizzazione non è certa. Ministro diJayavarman I fu Simhadatta, figlio di Shimavira, bramino della stirpe Adhyapura.
Sempre secondo la cronaca del Xīn Táng shū, nei circa trent'anni di regnoJayavarman I conquistò molti principati nella regione nordoccidentale dell'attualeCambogia, che precedentemente pagavano tributi alla Cina. Alla sua morte, avvenuta presumibilmente attorno al690, il sovrano prese il nome postumo di Shivapura ("colui che è andato ad abitare nella cittadella di Shiva")[15]. All'inizio dell'VIII secolo si verificarono probabilmente gravi disordini che portarono alla disgregazione del regno, frammentandolo in numerosi micro-stati in perenne competizione tra loro. Una regnante di questi piccoli principati fu Jayadevi, sorella o forse moglie di Jayavarman I, la quale esercitava il proprio potere nella regione diAngkor. L'iscrizione K. 904 descrive le sue preoccupazioni per la difficile situazione politica creatasi.[16]
Le cronache cinesi del periodo Tang riportano come proprio in questo periodo (esattamente dopo il 707), il Chenla si trovò diviso in due reami: Lùzhēnlà (陸真臘) ("Chenla di terra", chiamato anche Wèndān (文單) o Pólòu (婆鏤)) e lo Shuīzhēnlà (水真臘) ("Chenla d'acqua"). La frattura fece precipitare la regione in uno stato di anarchia e insicurezza le cui scarsissime tracce – alcune peraltro di dubbia autenticità – provengono generalmente da fonti cinesi. I nomi di re come Śrutavarman, Śreṣṭhavarman o Puṣkarākṣa sono riportati da iscrizioni angkoriane molto più tarde e non è possibile ad oggi attestarne l'effettiva esistenza. Tutto ciò che conosciamo con certezza è che il Chenla di terra inviò un'ambasciata in Cina nel717, mentre a sua volta il Chenla d'acqua ne inviò probabilmente una nel 750. Un principe del Wèndān visitò la Cina nel753, aggregandosi ad una campagna militare cinese contro il regno diNanzhao (南詔) nel 754[17].
Nel771, l'erede al trono del Wèndān arrivò alla corte imperiale e ricevette il titolo di "Apritore del Palazzo" (開府儀同三司), che lo poneva allo stesso livello dei tre maggiori dignitari imperiali. Come regnanti di Śambhupura sono attestati dall'iscrizione K. 124 (803/04)[18] il re Indraloka e le tre successive regine Nṛpatendradevī, Jayendrabhā and Jyeṣṭhāryā. Due iscrizioni riferiscono di un re di nome Jayavarman: la prima (K. 103) proviene da Práḥ Thãt Práḥ Srĕi ed è datata 20 aprile 770[19]. La seconda (K. 134) proviene invece da Lobŏ'k Srót, vicino a Śambhupura , è datata 781[20]. Secondo lo studioso Cœdès, questo Jayavarman sarebbe un re diverso daJayavarman II, il fondatore dell'Impero Khmer. Questa tesi è contrastata da Vickery, secondo cui la figura di questo sovrano e quella di Jayavarman II coinciderebbero.[21]
Il regno ebbe estensione variabile, a seconda dei periodi, e diverse capitali - i siti di alcune delle quali non sono stati ancora identificati con certezza. Il Chenla fiorì nella zona compresa tra il lagoTonlè Sap, i rilievi del Dangrek e il medioMekong. Si tratta di una regione caratterizzata da una morfologia ed una orografia particolari, che imponevano una attenta gestione delle acque conservate in bacini artificiali. All'opposto delFunan (in cui l'abbondanza di pioggia e le acque stagnanti deldelta del Mekong determinavano la necessità di drenare il terreno continuamente), la popolazione del Chenla dovette fare i conti con l'esigenza di canalizzare e conservare l'acqua. In entrambi i casi, tuttavia, ciò determinò l'esigenza di organizzare lo stato in forma centralizzata, in modo da consentire una gestione efficiente delle risorse idriche.[22].
Il potere era affidato ad un sovrano assoluto, che lo esercitava all'interno di una città e dei terreni circostanti. Secondo la tradizione khmer, il potere del re era legittimato dal fatto che discendeva dalla divinità, in particolare da una delle “stirpi” (solare o lunare) che secondo il mito avevano permesso l'insediamento del popolo khmer nell'area. Nell'esercizio delle funzioni di governo, quasi tutti i sovrani del Chenla erano assistiti da bramini provenienti da alcune particolari famiglie indiane. Così come la discendenza regale era ereditaria, anche quella di ministro o uomo di governo poteva tramandarsi di padre in figlio. Il fatto che alcuni sovrani non siano stati assistiti da alcune specifiche famiglie braminiche, costituisce un forte indizio che il sovrano fosse un usurpatore.
È estremamente difficile determinare con certezza i confini e l'estensione del regno del Chenla, visto che l'organizzazione statuale non era lontanamente paragonabile a quella moderna. In effetti, si riscontra la presenza di città-stato relativamente indipendenti che, per certi periodi di tempo, subirono l'egemonia di una città (e di un sovrano) prevalente, ai quali versavano tributi. In periodi di crisi politica o di vuoto di potere, le città ritrovavano una maggiore autonomia, come avvenne alla metà dell'ottavo secolo. In altri momenti, invece, un sovrano riusciva a unificarle e a portarle sotto il proprio controllo, estendendo in questo modo la propria influenza e accrescendo i confini dei territori in qualche modo controllati. Si tratta, quindi, di stati a conformazione variabile, descritti dallo studioso Wolters utilizzando il concetto di “mandala”.[23]
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