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Raphanus raphanistrum sativus

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Ravanello comune
R. raphanistrum subsp.sativus
Classificazione APG IV
DominioEukaryota
RegnoPlantae
(clade)Angiosperme
(clade)Mesangiosperme
(clade)Eudicotiledoni
(clade)Eudicotiledoni centrali
(clade)Superrosidi
(clade)Rosidi
(clade)Eurosidi
(clade)Eurosidi II
OrdineBrassicales
FamigliaBrassicaceae
GenereRaphanus
SpecieR. raphanistrum
SottospecieR. raphanistrum subsp.sativus
Classificazione Cronquist
DominioEukaryota
RegnoPlantae
SuperdivisioneSpermatophyta
DivisioneMagnoliophyta
ClasseMagnoliopsida
SottoclasseDilleniidae
OrdineCapparales
FamigliaBrassicaceae
GenereRaphanus
SpecieR. raphanistrum
SottospecieR. raphanistrum subsp.sativus
Nomenclatura trinomiale
R. raphanistrum subsp.sativus
(L.) Domin
Nomi comuni

Ravanello coltivato
Ramolaccio
Rafano
Radice

Ilravanello comune (R. raphanistrum subsp.sativus(L.) Domin) è una diffusapianta edule, appartenente allafamiglia delleBrassicaceae.[1]

Tassonomia

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La famigliaBrassicaceae è una delle più numerose delleAngiosperme, diffusa principalmente nella fascia temperata e fredda del nostro globo. IlSistema Cronquist la assegnava all'ordineCapparales, mentre la modernaclassificazione APG la colloca nell'ordine delleBrassicales. Il genereRaphanus è monospecifico, contenendo solo la specieRaphanus raphanistrum, di cui sono riconosciute diverseformesub-specifiche comeRaphanus raphanistrum subsp.landra eRaphanus raphanistrum subsp.sativus.[1]

La collocazione di quest'ultimasottospecie nell'ambito del genere non ha però sempre messo d'accordo tutti i botanici:[2] alcuni riconoscono nel genere due specie,Raphanus raphanistrum eRaphanus sativus, mentre altri ne riconoscono una decina, suddivise in duesezioni:

  • RAPHANISTRUM: lasiliqua presenta delle evidenti strozzature tra unarticolo e l'altro (Raphanus raphanistrum);
  • EURAPHANUS: lasiliqua è più compatta (le strozzature tra unaarticolo e l'altro sono appena rilevabili), inoltre isemi non si staccano uno dall'altro a maturazione delfrutto (Raphanus sativus).

All'interno della sottospecieRaphanus raphanistrum subsp.sativus sono state definite duevarietà (relativamente all'areale europeo) in base al tipo diradice: "tonda" (var.radicula) o "lunga" (var.niger). Questa divisione però è tutt'altro che rigida in quanto individui a radice tonda potrebbero avere nelle generazioni successive discendenti a radice lievemente allungata e viceversa. Tuttavia non si è mai riscontrata una completa mescolanza tra le due varianti; cioè individui con radici rotonde non hanno mai generato discendenti con radici completamente allungate e viceversa.

In realtà ad una analisi più approfondita si riscontra che le varietà "bianche" (il colore si riferisce alla parte esterna della radice) si presentano con una gamma più ampia nella forma della radice (lunga, semilunga, globoso-allungata o rotonda), mentre le varietà "nere o grigie" si presentano tipicamente solamente con due forme: lunghe o rotonde e non con forme intermedie. Esistono anche dellevarietà minori: quella "gialla" aradici ovali o rotonde; quella "rosee, rosse e violette" conradici a varie forme come le "bianche".

Gli orticultori a volte introducono una diversa divisione della sottospecie, più pratica per le loro esigenze:

  • "ravanelli di tutti i mesi" a varietà tonde e semilunghe.
  • "ravanelli a forzatura" a varietà tonde e semilunghe.

Per "forzatura" si intende una varietà capace di essere pronta all'uso dopo appena 20 giorni dalla semina.Raphanus raphanistrum subsp.sativus è una pianta di origine ignota (forse da qualcheibridazione antica). Da ricerche fatte sembra che all'origine di queste piante ci siano due tipi primordiali diversi: (1) dal primo discenderebbero leRadici delGiappone con probabile origine nelGiappone o nellaCina; (2) dal secondo discenderebbero leRadici europee con probabile origine nell'Asia centrale (forse ilCaucaso).[3]

Queste sottospecie hanno avuto nel tempo diverse nomenclature. L'elenco che segue indica alcuni tra isinonimi più frequenti:

  • Raphanistrum gayanumFisch. & C.A.Mey.
  • Raphanus acanthiformisMorel ex L.Sisley
  • Raphanus caudatusL.
  • Raphanus caudatusL.f.
  • Raphanus chinensisMill.
  • Raphanus gayanus(Fisch. & C.A.Mey.) G.Don
  • Raphanus indicusSinskaya
  • Raphanus macropodusH.Lév.
  • Raphanus nigerMill.
  • Raphanus oleiferSteud.
  • Raphanus orbicularisMill.
  • Raphanus radiculaPers.
  • Raphanus rotundusMill.
  • Raphanus sativusL.
  • Raphanus sativus subsp.acanthiformis(Morel ex L.Sisley) Stank.
  • Raphanus sativus var.aka-daikon(Kitam.) Sazonova
  • Raphanus sativus f.albescens(Makino) M.Hiroe
  • Raphanus sativus f.esculentus(Metzg.) M.Hiroe
  • Raphanus sativus f.exsuccus(Thell.) M.Hiroe
  • Raphanus sativus convar.hybernus(Alef.) Sazonova
  • Raphanus sativus var.incarnatusSazonova
  • Raphanus sativus var.loboSazonova & Stank.
  • Raphanus sativus var.longipinnatusL.H.Bailey
  • Raphanus sativus convar.minowase(Kitam.) Sazonova
  • Raphanus sativus subf.niger(Mill.) M.Hiroe
  • Raphanus sativus var.niger(Mill.) J.Kern.
  • Raphanus sativus var.nonpinnatusL.H.Bailey
  • Raphanus sativus subf.oleifer(DC.) M.Hiroe
  • Raphanus sativus var.parvipinnatusL.H.Bailey
  • Raphanus sativus convar.radicula(Pers.) Sazonova
  • Raphanus sativus var.roseusSazonova
  • Raphanus sativus var.rubidusSazonova
  • Raphanus sativus subf.silvester(W.D.J.Koch) M.Hiroe
  • Raphanus sativus subsp.sinensisSazonova & Stank.
  • Raphanus sativus var.syrengeusSazonova
  • Raphanus sativus var.virensSazonova
  • Raphanus sinensisThunb. ex Pritz.
  • Raphanus stenocarpusKitag.
  • Raphanus taquetiiH.Lév.

Un semplice metodo per distinguere questa sottospecie diRaphanus raphanistrum dalle altre è quello di osservare ifrutti. Nellasiliqua diRaphanus raphanistrum subsp.sativus isemi sono molto ravvicinati mentre nelle altre sottospecie i semi sono più distanziati e la siliqua si restringe notevolmente per poi riallargarsi tra unseme e il successivo assumendo una forma più caratteristica (siliqua a strozzature).

Etimologia

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Il nome generico (Raphanus) deriva dalla voce grecaraphanos (e successivamente dal latinoraphanus) che a sua volta è collegata alla radicegrecaraphys ("rapa") e alpersiano anticorafe, il cui significato approssimativo è "rapida apparizione", alludendo alla rapida germinazione deisemi di queste piante;[4] ma la parolaraphanos potrebbe anche avere un collegamento a un'altraradice greca:raphis, il cui significato è "rafide" o "ago", alludendo in questo caso alla forma sottile e allungata di alcune radici di queste piante.[2]

L'epiteto sottospecifico (sativus) significa letteralmente "ciò che è seminato"; indica quindi una pianta seminata e coltivata dall'uomo.[5] Inlingua tedesca questa pianta si chiamaGarten-Rettich; infrancese si chiamaradis cultivé; ininglese si chiamagarden radish.

Descrizione

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Il portamento

Queste piante possono raggiungere l'altezza massima di un metro (minima 20 cm; altezza media 30 cm). Il ciclo biologico è biennale (la fioritura avviene nel secondo anno) e la pianta èmonocarpica ossia produce un solofrutto all'anno. In certi casi può essere definita anche a ciclo annuale oppure perenne.[6] La forma biologica èterofita scaposa (T scap), sono pianteerbacee che differiscono dalle altre forme biologiche poiché, essendo annuali, superano la stagione avversa sotto forma diseme. Sono inoltre munite di asse fiorale eretto con poche foglie. Ma possono essere definite ancheemicriptofite scapose (H scap), ossia piante con gemme svernanti al livello del suolo e protette dallalettiera o dalla neve. Tutta la pianta è fondamentalmenteglabra.

Laradice è del tipo afittone ingrossato con varie forme. Questaradice ha la caratteristica di accumulare inizialmente al suo interno diverse quantità di sostanze nutritive per poi essere utilizzate durante lo sviluppo successivo del fiore e delfrutto. È questo il motivo per cui la radice si gonfia così notevolmente. Il colore normalmente è rosso vivo (ma vi sono moltevarietà a colori diversi). Nelle piante selvatiche la radice tende a regredire in una forma sottile. Mentre invece nelle varietà coltivate la forma è molto varia (rotonda, globosa, semi-lunga, lunga). Dimensioni delleradici: larghezza 0,5 – 45 cm; lunghezza: 1 – 100 cm (inCina e inGiappone la varietàlongipinnatus LH Bailey possiede una radice da 50 kg di peso e 1 m di lunghezza, conrosette basali enormi di circa 2 m di diametro).[7]

  • Il fusto
    Il fusto
  • La radice
    La radice
  • Parteipogea: assente
  • Parteepigea: la parte aerea è eretta e ramosa in alto. La superficie nella parte bassa è sparsa di setole riflesse o peli globulosi (lunghi 2 mm).
  • Le foglie
    Le foglie

Le foglie inferiori (quellebasali) sonopicciolate,lirate e divise in segmenti (normalmente 7 o più lobi). Il segmento terminale (apicale) è più grande ed ha una forma tonda; quelli laterali sono più piccoli ed hanno una forma ovale ooblunga e possono essere intercalati da altri segmenti più piccoli. Tutti i segmenti sono variamente dentati. Le foglie superiori (progressivamente ridotte) sono intere a formalanceolata o ovale e con bordi dentati. Lunghezza delpicciolo: 1 – 30 cm. Lunghezza delle foglie basali 4 – 8 cm. Dimensioni del lobo apicale: larghezza 2 – 3 cm; lunghezza 2 – 4 cm. Dimensione degli altri lobi laterali: larghezza 3 – 6 mm; lunghezza 8 – 12 mm.

L'infiorescenza è formata da unracemo terminale e aperto composto da diversi fiori (nessuno dei quali in posizione apicale) con un brevipedicelli. La fioritura avviene nel secondo anno di vita della pianta.

  • L'infiorescenza
    L'infiorescenza
  • Il fiore
    Il fiore

I fiori sonoermafroditi,attinomorfi (in realtà sono fiori dissimmetrici – a due piani di simmetria) etetrameri (calice ecorolla composti da 4 parti). I fiori non sono molto grandi e sono colorati di violetto, rosa-lillacino o bianco-rosato, ma a volte anche giallognolo. Diametro del fiore 15 – 25 mm.

* K 2+2, C 4, A 2+4, G 2 (supero)[8]
  • La siliqua
    La siliqua
  • I semi
    I semi

Ilfrutto è unasiliqua rigonfiata nella zona centrale e ristretta all'apice. Da un punto di vista anatomico è formata da due segmenti: una parte inferiore senzasemi e una parte superioresemi-infera terminante con un becco. Le dimensioni di questo frutto sono tali per cui è quattro volte più lungo che largo. Non èdeiscente lungo le duevalve come le altresilique (delle specie di altri generi della stessa famiglia). Il frutto contiene diversi semi disposti nella direzione longitudinale e sono separati uno dall'altro da setti spugnosi trasversali. Tra un seme e l'altro la siliqua è appena strozzata (non così vistosamente come nelle altre sottospecie dello stesso genere). Alcune serie di semi sono aderenti allaplacenta che è molto fine. La superficie del frutto è percorsa da 6 – 8 solchi longitudinali. Dimensione deifrutti: larghezza 8 – 15 mm; lunghezza 30 – 70 mm. Lunghezza del becco: 10 – 15 mm.

Distribuzione e habitat

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Fitosociologia

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Dal punto di vistafitosociologico lasottospecieR. raphanistrum subsp.sativus appartiene alla seguente comunità vegetale:[9]

Formazione : delle comunità terofiche pioniere nitrofile
Classe :Stellarietea mediae

Varietà

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Sono evidenziate soprattutto le differenze rispetto al "tipo".

Varietà 'radicula'

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  • Nome comune: Ravanello
  • Sottovarietà (ovarietà orticole):
    • a radice tonda:rotondo rosa,rotondo rosa precoce,rotondo rosa da forzare,rotondo scarlatto precoce erotondo bianco, ecc.
    • a radice semilunga:mezzo-lungo rosa,mezzo-lungo a punta bianca,mezzo-lungo scarlatto,mezzo-lungo scarlatto da forzare, ecc.
    • a radice lunga:lungo rosa,lungo bianco, ecc.
  • Radice: laradice è piccola (diametro massimo 3 cm) e la forma è tonda o lievemente semi-lunga; il colore può essere rosa o rosso.
  • Diffusione:ItaliaEuropa.
  • Coltivazione: è un ortaggio che può essere consumato tutti i mesi dell'anno.

Varietà 'niger'

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  • Nome comune: Ramolaccio o Rafano o Radici d'inverno
  • Sottovarietà (ovarietà orticole):
    • varietà estive:bianco tondo da estate,bianco gigante da estate,rotondo giallo oro precoce,grigio estivo lungo di Colmar (in realtà è un semilungo),bianco di Strasburgo,nero lungo d'estate a polpa bianca, ecc.
    • varietà invernali:bianco di Russia (a grande radice),ovale precoce (un tondo di color ruggine),rosa invernale di Cina,nero grosso lungo d'inverno (conradice lunga fino a 30 cm),grosso rotondo nero d'inverno
  • Radice: laradice è più voluminosa a forma sub-globosa o decisamente allungata; il colore è nero, o nerastro o anche bianco. La parte interna consiste in una polpa bianca e dura (il sapore è piccante).
  • Diffusione:ItaliaEuropa.

Varietà 'raphanistroides'

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Varietà 'longipinnatus'

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Lo stesso argomento in dettaglio:Daikon.
  • Frutto: noto in Cina, India, Vietnam e in altri paesi asiatici, è particolarmente diffuso in Giappone dove viene chiamatodaikon, nome con cui è conosciuto anche all'estero. In Italia viene chiamato anche ravanello bianco o ravanello giapponese. La forma ricorda quella di una carota di grandi dimensioni, può raggiungere una lunghezza di 35 cm e un diametro di 10. Ha il colore bianco e il sapore molto deciso e piccante.[10]
  • Diffusione:Asia.

Usi

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Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico:leggi le avvertenze.
  • Sostanze presenti: "rafanolo", diverse sostanzesolforose,zuccheri e pocoamido.[11]
  • Proprietà curative: per questa sottospecie la medicina popolare riconosce alcune proprietà curative come antiscorbutica (combatte lo scorbuto con la presenza di vitamina C),antielmintica (elimina svariati tipi di vermi o elminti parassiti), antibatterica (blocca la generazione dei batteri), antispasmodica (attenua gli spasmi muscolari, e rilassa anche il sistema nervoso), astringente (limita la secrezione dei liquidi) e stimolante (rinvigorisce e attiva il sistema nervoso e vascolare). In particolare le radici stimolano l'appetito e la digestione.
  • Parti usate: prevalentemente la radici.

Isemi se spremuti secernono un olio piuttosto pungente usato soprattutto nella cucina orientale.[2] Altrimenti le radici trovano impiego come antipasto o condimento a particolari piatti anche per assolvere ad una funzione di decorazione. Anche le giovani foglie possono essere mangiate crude in insalata con altre verdure.

I ravanelli vanno seminati in terreni leggeri ben concimati. Per avere raccolte scalari, le semine vanno ripetute a intervalli di 15-20 giorni. Durante la crescita il suolo va tenuto costantemente moderatamente umido, somministrando concimi azotati a pronto effetto in uno o due interventi. Per i ramolacci si dovrà tenere conto della varietà (estiva o invernale) e quindi si dovranno seminare circa due mesi prima della data di preventivata raccolta.

Notizie culturali

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Queste piante sono conosciute già da diversi millenni come attestano dei ritrovamenti fatti nelle varie civiltà antiche dellaGrecia, dellaCina e dell'Egitto.[2] DaPlinio il Vecchio (Como, 23 –Stabia, dopo l'8 settembre 79), scrittore latino, sappiamo che gli antichi coltivavano delle piante chiamateRaphanus che probabilmente sono ascrivibili al moderno genereRaphanus. Il medico greco anticoAndrocide ne consigliava l'uso adAlessandro Magno per evitare le conseguenze dannose dell'uso eccessivo del vino.

Galleria d'immagini

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  • (dalla Cina)
    (dalla Cina)
  • (dal Giappone)
    (dal Giappone)
  • var. radicula
    var.radicula
  • var. niger
    var.niger

Note

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  1. 12(EN)Raphanus raphanistrum subsp. sativus (L.) Domin, suPlants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew.URL consultato il 7 aprile 2021.
  2. 1234Motta, vol. 3, pag. 517.
  3. Motta, vol. 3, pag. 504.
  4. Botanical names, sucalflora.net.URL consultato il 13 ottobre 2009.
  5. Botanical names, sucalflora.net.URL consultato il 15 ottobre 2009.
  6. Pignatti, vol. 1, pag. 482.
  7. eFloras Database, suefloras.org.URL consultato il 14 ottobre 2009.
  8. Tavole di Botanica sistematica, sudipbot.unict.it.URL consultato il 12 ottobre 2009(archiviato dall'url originale il 18 gennaio 2009).
  9. Flora Alpina, vol. 1, pag. 612.
  10. Margherita Russo,Daikon: proprietà, valori nutrizionali, calorie, sucure-naturali.it,De Agostini Editore.URL consultato il 13 ottobre 2020(archiviato il 13 ottobre 2020).
  11. Motta, vol. 3, pag. 506.

Bibliografia

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  • Giacomo Nicolini,Enciclopedia Botanica Motta. Volume terzo, Milano, Federico Motta Editore, 1960.
  • Sandro Pignatti,Flora d'Italia. Volume primo, Bologna, Edagricole, 1982,ISBN 88-506-2449-2.
  • AA.VV.,Flora Alpina. Volume primo, Bologna, Zanichelli, 2004.
  • 1996 Alfio Musmarra,Dizionario di botanica, Bologna, Edagricole.
  • Eduard Strasburger,Trattato di Botanica. Volume secondo, Roma, Antonio Delfino Editore, 2007, p. 841,ISBN 88-7287-344-4.

Altri progetti

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Collegamenti esterni

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Controllo di autoritàThesaurus BNCF4357 ·LCCN(EN) sh85110802 ·J9U(EN, HE) 987007560615105171 ·NDL(EN, JA) 00561209
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