Laquestione tedesca fu un dibattito nel XIX secolo, soprattutto durante lerivoluzioni del 1848, sul modo migliore per raggiungere un'unificazione di tutte o della maggior parte delle terre abitate dai tedeschi.[1] Dal 1815 al 1866 esistettero circa 37 stati indipendenti di lingua tedesca all'interno dellaConfederazione germanica. LaGroßdeutsche Lösung ("Soluzione della Grande Germania") favoriva l'unificazione di tutti i popoli di lingua tedesca sotto un unico stato ed era promossa dall'Impero austriaco e dai suoi sostenitori. LaKleindeutsche Lösung ("Soluzione della Piccola Germania") tendeva ad unificare soltanto gli stati della Germania settentrionale e non includeva alcuna parte dell'Austria (né le sue aree abitate dai tedeschi, né le sue aree in cui predominavano altri gruppi etnici); questa proposta era favorita dalRegno di Prussia.
Le soluzioni sono indicate anche con i nomi degli stati che si proponevano di creare:Kleindeutschland eGroßdeutschland ("Piccola Germania" e"Grande Germania"). Entrambi i movimenti facevano parte di un crescentenazionalismo tedesco che si può rapportare a simili tentativi contemporanei di creare unostato nazionale unificato di popoli che condividevano un'etnia e una lingua comuni, come l'Unità d'Italia da parte diCasa Savoia e la Rivoluzione serba.
Durante laGuerra fredda, il termine fu riproposto per riferirsi alle questioni relative alla divisione eriunificazione della Germania.[2]
(The New York Times, 1º luglio 1866[3])
Nel corso dei secoli ilSacro Romano Impero tedesco dovette far fronte a una continua perdita di autorità nei suoiStati imperiali costituenti. La disastrosaGuerra dei trent'anni si rivelò particolarmente dannosa per l'autorità del Sacro Romano Impero, poiché le due entità più potenti al suo interno, lamonarchia asburgica austriaca e ilBrandeburgo-Prussia, si evolsero in potenzeassolute europee rivali, con un territorio che andava ben oltre i confini del Sacro Romano Impero. Nel frattempo, le moltepiccole città-stato si frammentavano ulteriormente. Nel XVIII secolo il Sacro Romano Impero era costituito da oltre mille territori separati, governati da autorità distinte (Kleinstaaterei).[4]
Questarivalità tra Austria e Prussia sfociò nellaguerra di successione austriaca e sopravvisse poi allaRivoluzione francese e al dominio dell'Europa da parte diNapoleone. Di fronte alla dissoluzione del Sacro Romano Impero, laCasa d'Asburgo proclamò l'Impero austriaco nel 1804. Il 6 agosto 1806 l'imperatore asburgicoFrancesco II abdicò al trono del Sacro Romano Impero nel corso delleguerre napoleoniche con laFrancia. La restaurazione del 1815, mediante l'Atto finale delCongresso di Vienna, istituì laConfederazione germanica, che non era una nazione, ma un'associazione di Stati sovrani sul territorio dell'ex Sacro Romano Impero.
Tra la serie di fattori che nel dibattito influenzava le alleanze, il più importante era lareligione. LaGroßdeutsche Lösung avrebbe implicato una posizione dominante per l'Austriacattolica, il più grande e potente stato tedesco dell'inizio del XIX secolo. Di conseguenza, i cattolici e gli stati favorevoli all'Austria, per lo più meridionali, preferivano generalmente laGroßdeutschland.[5] Un'unificazione della Germania guidata dalla Prussia avrebbe comportato il dominio del nuovo stato da parte dellaCasa protestante degli Hohenzollern, un'opzione più appetibile per gli statiprotestanti, per lo più della Germania settentrionale.[6] Un altro fattore di complicazione era l'inclusione da parte dell'Impero austriaco di un gran numero di non tedeschi, comeungheresi,cechi,slavi meridionali,italiani,polacchi,ruteni,rumeni eslovacchi. Un'ulteriore questione riguardava la riluttanza degli austriaci di entrare in una Germania unificata se ciò avesse comportato la rinuncia ai loro territori non di lingua tedesca.
Nel 1848 liberali e nazionalisti tedeschi si unirono nellarivoluzione, formando ilParlamento di Francoforte. Il movimento della Grande Germania all'interno di questa Assemblea Nazionale chiese l'unificazione di tutte le terre popolate dai tedeschi in un'unica nazione. In generale, o in una certa misura, la sinistra favoriva unaGroßdeutsche Lösungrepubblicana, mentre il centro liberale prediligeva unaKleindeutsche Lösung con unamonarchia costituzionale.
Quelli che sostenvano la posizione dellaGroßdeutsche affermavano che gli Asburgo avevano governato il Sacro Romano Impero per quasi 400 anni, dal 1440 al 1806 (l'unica interruzione si ebbe con l'estinzione della linea maschile asburgica nel 1740, fino all'elezione diFrancesco I nel 1745), e che l'Austria era la più adatta a guidare la nazione unificata. Tuttavia, l'Austria poneva un problema, perché gli Asburgo governavano grandi porzioni di territorio non di lingua tedesca. La più grande area di questo tipo era il Regno d'Ungheria, che comprendeva anche grandi popolazionislovacche,rumene ecroate. L'Austria aveva inoltre numerosi possedimenti con popolazioni prevalentemente non tedesche, tra cuicechi nelle terreboeme,polacchi,russini eucraini nella provinciagaliziana,sloveni inCarniola eitaliani inLombardia, Veneto eTrentino, (quest'ultimo ancora incorporato nella terra della coronatirolese), che costituivano complessivamente la maggior parte dell'Impero austriaco. Fatta eccezione per Boemia, Carniola e Trento, questi territori non facevano parte della Confederazione germanica, perché non avevano fatto parte dell'ex Sacro Romano Impero, e nessuno di essi desiderava essere incluso in uno stato-nazione tedesco. Il politico cecoFrantišek Palacký respinse esplicitamente il mandato offerto all'assemblea di Francoforte, affermando che le terreslave dell'impero asburgico non erano oggetto di dibattiti tedeschi. D'altra parte, per il primo ministro austriaco, il principeFelix Schwarzenberg, era accettabile solo l'adesione dell'impero asburgico nel suo insieme, perché non aveva alcuna intenzione di separarsi dai suoi possedimenti non tedeschi e smantellarli per rimanere in un impero tutto tedesco.
Così, alcuni membri dell'assemblea, e la Prussia in particolare, promossero laKleindeutsche Lösung, che escludeva l'intero impero austriaco con i suoi possedimenti tedeschi e non tedeschi. Sostenevano che la Prussia, in quanto unica grande potenza con una popolazione prevalentemente di lingua tedesca, fosse la più qualificata per guidare la Germania appena unificata. Tuttavia, la bozza costituzionale prevedeva la possibilità per l'Austria di aderire successivamente senza i suoi possedimenti non tedeschi. Il 30 marzo 1849 il Parlamento di Francoforte offrì la corona imperiale tedesca al reFederico Guglielmo IV di Prussia, che la rifiutò. La rivoluzione fallì e i diversi successivi tentativi del principe Schwarzenberg di costruire una federazione tedesca guidata dall'Austria fallirono.
Questi sforzi furono infine interrotti dall'umiliante sconfitta dell'Austria nellaguerra austro-prussiana del 1866. Dopo lapace di Praga, il cancelliere prussianoOtto von Bismarck, allora alla guida della politica tedesca, perseguì l'espulsione dell'Austria e riuscì a riunire tutti gli stati tedeschi tranne l'Austria sotto la guida prussiana, mentre le terre asburgiche furono scosse da conflitti etnici nazionalisti, risolti solo superficialmente con ilCompromesso austro-ungarico del 1867.
Allo stesso tempo, Bismarck istituì laConfederazione Tedesca del Nord, cercando di impedire ai cattolici austriaci ebavaresi del sud di essere una forza predominante in una Germania prussiana prevalentemente protestante. Utilizzò con successo laguerra franco-prussiana per convincere gli altri stati tedeschi, compreso il Regno di Baviera, a schierarsi con la Prussia contro ilSecondo Impero francese; l'Austria-Ungheria non partecipò alla guerra. Dopo la rapida vittoria della Prussia, il dibattito fu risolto a favore dellaKleindeutsche Lösung nel 1871. Bismarck usò il prestigio guadagnato dalla vittoria per mantenere l'alleanza con la Baviera e proclamò l'Impero tedesco. La Prussia protestante divenne la potenza dominante del nuovo stato e l'Austria-Ungheria fu esclusa, rimanendo unsistema politico separato. La soluzione della Piccola Germania prevalse.
L'idea di territori austriaci con una significativa popolazione di lingua tedesca che si unissero a uno stato della Grande Germania fu sostenuta da alcuni circoli sia inAustria-Ungheria che in Germania. Fu nuovamente promosso dopo la fine dellaprima guerra mondiale e loscioglimento della monarchia austro-ungarica nel 1918 dalla proclamazione dellostato superstite, l'Austria tedesca. I fautori tentarono di incorporare l'Austria tedesca nellaRepubblica tedesca di Weimar. Tuttavia ciò era proibito dai termini sia delTrattato diSaint-Germain che delTrattato di Versailles, sebbene i partiti politici austriaci come il Partito popolare della Grande Germania e i socialdemocratici perseguissero questa idea a prescindere.[7]
Nel 1931 ci fu un tentativo di creare un'unione doganale tra la Repubblica di Weimar e l'Austria.[8] La mossa fu contestata dalla Francia e da banchieri come l'austriacoHenry Strakosch, che in seguito divenne un finanziere diWinston Churchill. Seguirono trasferimenti di denaro di grandi volumi, rendendo impraticabile l'unione doganale con l'aggravarsi dellacrisi economica.
In Germania,Adolf Hitler, un tedesco austriaco di nascita, era stato un fermo sostenitore dell'unificazione di Germania e Austria. La richiesta per una Grande Germania fu inclusa in una piattaforma del 1920 delpartito nazista.[9] L'elezione di Hitler in Germania mise in moto una maggiore pressione per una fusione tra Germania e Austria, che influenzò molti politici austriaci. Tuttavia l'Italia fascista, nonostante i suoi rapporti amichevoli con Hitler, si oppose fermamente a qualsiasi tipo di fusione dell'Austria con la Germania e fece pressioni e minacciò i politici austriaci affinché non seguissero un simile corso. L'Austria, nel frattempo, adottò l'austrofascismo, che si concentrò sulla storia dell'Austria e si oppose all'assorbimento dell'Austria nella Germania nazista (secondo la convinzione che gli austriaci fossero "tedeschi migliori").[10] Il cancelliere austriacoKurt Schuschnigg (1934-1938) definì l'Austria il "miglior stato tedesco". Tuttavia il desiderio deinazionalisti tedeschi di uno stato-nazione unificato che incorporasse tutti i tedeschi in una Grande Germania persistette e, col tempo, l'Italia di Mussolini fu distratta dalla suainvasione dell'Etiopia nel 1936, portando a una dispersione delle risorse e a una minore disponibilità a intervenire in Austria.[11]
Nel 1938 l'unione tanto desiderata da Hitler tra il suo luogo di nascita, l'Austria, e la Germania (Anschluss) fu completata, il che violò i termini del Trattato di Versailles; laSocietà delle Nazioni non fu in grado di far rispettare il divieto di tale unione. L'Anschluss fu accolto con schiacciante approvazione dal popolo austro-tedesco e fu confermato da unreferendum poco dopo.[12] In contrasto con la situazione politica del XIX secolo, quando l'Austria controllava vaste aree di popolazioni non tedesche, l'Austria divenne il partner subordinato del nuovo stato unificato di lingua tedesca. Dal 1938 al 1942 l'ex stato dell'Austria fu denominatoOstmark ("Marca orientale") dal nuovo stato tedesco. In riferimento alla "soluzione della Grande Germania" del XIX secolo, lo stato allargato veniva chiamatoGroßdeutsches Reich ("Grande Reich tedesco") e colloquialmenteGroßdeutschland. All'inizio i nomi erano informali, ma poiGroßdeutsches Reich divenne ufficiale nel 1943.[13] Oltre alla Germania (confini precedenti alla seconda guerra mondiale), all'Austria e all'Alsazia-Lorena, ilGroßdeutsches Reich comprendeva ilGranducato di Lussemburgo, ilSudetenland,Boemia e Moravia, ilterritorio di Memel, learee polacche annesse alla Germania nazista, loStato libero di Danzica e iterritori del "governatorato generale" (territori dellaPolonia sotto occupazione militare tedesca).
Questa unificazione durò solo fino alla fine dellaseconda guerra mondiale. Con la sconfitta del regime nazista nel 1945, la "Grande Germania" fu divisa dalle Potenze alleate inGermania Ovest,Germania Est eAustria. Anche l'Austria fuoccupata, ma le fu data piena sovranità con ilTrattato di Stato austriaco del 1955, che tra l'altro richiedeva di rinunciare a qualsiasi progetto di unione con la Germania. Laneutralità austriaca fu affermata in un atto separato, ma correlato. Inoltre la Germania fu spogliata di gran parte dellastorica Germania orientale (ovvero la maggior parte della Prussia), la maggior parte della quale fu annessa allaPolonia, con una piccola parte annessa all'Unione Sovietica (l'odiernoOblast' di Kaliningrad). IlLussemburgo, laCecoslovacchia e le terre slovene (con laJugoslavia) riconquistarono la loro indipendenza dal controllo tedesco.
La questione tedesca fu un aspetto centrale delle origini della guerra fredda. I rapporti giuridici e diplomatici tra gliAlleati in merito al trattamento della questione tedesca portarono avanti gli elementi di intervento e di coesistenza che costituirono la base per un ordine internazionale post-bellico relativamente pacifico.[14] Ladivisione della Germania iniziò con la creazione di quattro zone di occupazione e proseguì con la creazione di due stati tedeschi (Germania Ovest e Germania Est); nel periodo dellaGuerra fredda, fu rafforzata con ilMuro di Berlino del 1961 ed esistette fino al 1989/1990. Dopo larivolta del 1953 nella Germania dell'Est, la festività ufficiale nella Repubblica Federale Tedesca fu fissata il 17 giugno e fu chiamata "Giornata dell'unità tedesca", per ricordare a tutti i tedeschi laQuestione tedesca "aperta" (senza risposta) (die offene Deutsche Frage), che significava la richiesta di ricongiungimento.
Il territorio della Germania moderna, dopo lariunificazione tedesca nel 1990, è più vicino a quello che laKleindeutsche Lösung prevedeva (a eccezione del fatto che vaste aree dell'ex Prussia non fanno più parte della Germania) che dellaGroßdeutsche Lösung, poiché l'Austria rimane un paese separato. A causa dell'associazione dell'idea con il nazismo, oggi non ci sono gruppi politici tradizionali in Austria o in Germania che sostengono una "Grande Germania"; quelli che lo fanno sono spesso consideratifascisti e/oneonazisti.
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