Laprovincia di Siracusa (ufficialmente, dal 1986:provincia regionale di Siracusa) è stata unaprovincia italiana dellaSicilia, comprendente 21 comuni con una popolazione di403 985 abitanti nell'anno 2015.
In ottemperanza alla legge regionale del 24 marzo2014, n. 8, recante il titolo "Istituzione dei liberi Consorzi comunali e delle Città metropolitane"[4] e disciplinata poi con la successiva legge regionale n. 15 del 4 agosto2015, "Disposizioni in materia di liberi Consorzi comunali e Città metropolitane"[5], la provincia regionale di Siracusa è stata soppressa e sostituita dallibero consorzio comunale di Siracusa.[6]
Il 9 dicembre1820, con l'emanazione dellaCostituzione sempre da parte di ReFerdinando I delle Due Sicilie, i sette valli vennero rinominatiprovince. Al momento della costituzione dellaprovincia, il capoluogo fu lasciato aSiracusa.[8] Dopomoti in Sicilia del 1837, con il Real Decreto n. 4209 del 23 agosto dello stesso anno,Noto assunse la dignità di capoluogo provinciale.[9] Il cambio di sede e denominazione ebbe intento punitivo nei confronti di Siracusa, che venne declassata a capoluogo di distretto.[10][11]
Durante larivoluzione siciliana del 1848, la sede della provincia tornò ancora una volta a Siracusa, rimanendovi fino al maggio1849. Con la repressione dei moti rivoluzionari e il ritorno della monarchia borbonica, la sede fu spostata nuovamente a Noto.[12] Con laconquista garibaldina del regnoborbonico nell'estate del1860, Siracusa invece restò sottoposta ad occupazione militare borbonica fino a fine luglio e ilgoverno dittatoriale trasferì provvisoriamente aFloridia uffici pubblici e tribunale.[13]
Il 26 agosto1860, il decreto protodittatoriale n. 170, diAgostino Depretis, intitolato "Legge che chiama in vigore in Sicilia la legge comunale e provinciale del Regno d'Italia", estese anche alla Sicilia lalegge Rattazzi, che trasformò i vecchi distretti in circondari.[14] Il Regio Decreto 17 dicembre 1860, n. 4499,sull’annessione delle province siciliane al Regno di Sardegna decretò ufficialmente la soppressione della provincia.
Da quel momento, la provincia seguì le sorti dell'Italia. Dopo ilprimo conflitto mondiale s'instaurò ilfascismo, il quale non riuscì a portare nuovo sviluppo nel territorio. Nel frattempo continuava la grandeemigrazione che portò molti abitanti della provincia siracusana a trasferirsi in territori nuovi come l'Australia, leAmeriche, ilNord Europa.
Il 2 gennaio1927, avvenne per opera politica delsenatoreFilippo Pennavaria il distacco di 12 comuni, appartenuti un tempo allaContea di Modica, i quali andarono a formare la nuovaProvincia di Ragusa; ci furono diverse polemiche da parte dei siracusani per il distaccamento diIspica, divenuto comune ragusano.
Soldati inglesi nel siracusano, presso l'aeroporto che il governo britannico improvvisò aCassibile nel corso delle operazioni belliche del 1943.I componenti dellaDecima Mas adAugusta
Nel corso dellaseconda guerra mondiale la provincia fu il teatro di scontri tra letruppe alleate e quelle nazi-fasciste. Nell'ambito dell'Sbarco in Sicilia, nella notte tra il 9 ed il 10 luglio1943 gli alleati, guidati dal generaleBernard Law Montgomery sbarcarono nel tratto di costa compresa tra Capo Ognina e Punta Castellazzo (5ª, 50ª e 51ª Divisione britannica e 18ª Divisione canadese) e tra Ognina e Calabernardo (13º Corpo d'armata britannica). Con la successivaOperazione Ladbroke che riguardava la conquista del capoluogo, si giunse alla progressiva liberazione della Sicilia. Il 3 settembre1943 viene firmato segretamente l'armistizio di Cassibile, in località Santa Teresa Longarini, nei pressi della frazione di Siracusa[16].
Nel dopoguerra, mentre si era già avviata la ricostruzione degli edifici distrutti dai bombardamenti, la provincia di Siracusa fu interessata da un progetto di investimento industriale che fece sorgere ilPolo petrolchimico siracusano, edificato nella zona costiera diPriolo,Melilli,Augusta, che ebbe un grande impatto sull'economia locale, poiché favorì un grande afflusso di manodopera, ma ebbe anche effetti negativi, dovuti soprattutto al forte inquinamento industriale[17], sollevando un'importante questione ambientale rimasta irrisolta.
Lo statuto speciale del1946 soppresse le vecchie provincie. L'ente fu ricostituito con la legge regionale n.16 del1963. Dopo le modifiche territoriali dei primi anni delNovecento si registreranno variazioni amministrative riguardanti i Comuni. Nel1975,Portopalo di Capo Passero, frazione diPachino, ottenne l'autonomia comunale e, nel1979 venne istituito il Comune diPriolo Gargallo, il cui territorio venne formato dalla già frazione diSiracusa, dalla contrada San Focà e da parte del territorio diMarina di Melilli, queste ultime, appartenenti, fino ad allora, al Comune diMelilli. Nel1986, poi, a seguito dellaLegge regionale n. 9 che attuava quanto stabilito dallo Statuto della Regione Siciliana del1946, tutte le circoscrizioni provinciali dell'isola vennero soppresse e sostituite da liberi consorzi comunali, denominati "Province Regionali". Tale mutamento amministrativo, però, non portò alcuna variazione nel territorio provinciale di Siracusa, rimanendo inalterato. Tuttavia, tale assetto territoriale potrebbe nuovamente mutare, a seguito dell'opera dei comitati cittadini sorti nelle frazioni diBelvedere eCassibile che rivendicano l'autonomia dal capoluogo attraverso l'indizione di unreferendum, sospeso dalTAR diCatania nel 2012, su ricorso del Comune di Siracusa.[18]
Il 13 dicembre1990 la provincia fu colpita da un violento sisma denominato poi "Terremoto di Santa Lucia", così chiamato perché avvenne nel giorno dedicato aSanta Lucia.
Il terremoto procurò 17 morti e ben 15.000 famiglie senza tetto.[19] Il patrimonio edilizio fu vistosamente danneggiato e molti cittadini diAugusta,Melilli,Sortino,Carlentini,Lentini eFrancofonte trovarono rifugio presso dei container per diversi anni. Il fatto che la provincia non ottenne lostato di calamità naturale e il fatto che venne dichiarata una graduazione del sisma inferiore rispetto a quella che fu in realtà, fece passare alla storia questo terremoto con il nome di"terremoto dei silenzi", proprio a causa della sua sottovalutazione.[20][21]
Il 28 marzo 2014 è stata prevista la soppressione delle 9 province regionali, sostituite da nove "Liberi Consorzi comunali" e tre aree metropolitane in seguito all'entrata in vigore della legge approvata dall'Assemblea Regionale Siciliana il 12 marzo 2014[23]. Un'ulteriore legge regionale disciplinerà compiti e funzioni di questi nuovi enti, mentre ogni provincia è, nel frattempo, retta da un commissario straordinario nominato dalla giunta regionale.[24].
Stemma della ProvinciaPrimo stemma della Provincia, utilizzato al primo Congresso Nazionale delle Province del 1898
Lo stemma ufficiale è stato approvato conregio decreto legge dell'11 aprile1938 e regio decreto del 21 settembre1938. Di seguito la sua descrizione araldica:
«Di verde tagliato in trasversale da un filetto d'argento, accostato a destra dal diritto della moneta d'argento Demarateion raffigurante la leggenda Συρακοσιον; a sinistra il verso della stessa moneta, sopra la vittoria volante nell'atto di incoronare i cavalli, sotto un leone corrente»
Il gonfalone è un drappo di verde, caricato dello stemma consortile e della vecchia denominazione istituzionale, posta sopra di esso in due righe in caratteri maiuscoli gialliPROVINCIA REGIONALE SIRACUSA.
La bandiera è un vessillo bianco, caricato dello stemma consortile e della denominazione istituzionale in caratteri maiuscoli neriPROVINCIA REGIONALE DI SIRACUSA.
Il 17 giugno2013, Nicola Bono passa la fascia di rappresentanza alcommissario straordinario, Alessandro Giacchetti, finisce così il suo mandato durato cinque anni. L'attuale commissario si occuperà dell'amministrazione pubblica della provincia fino a gennaio 2014, anno in cui entrerà in vigore la legge emanata dal governo siciliano che stabilisce la soppressione delle province regionali e inaugura i nuovi liberi consorzi comunali.[26]
«Elenco delle ricompense conferite ai benemeriti in occasione del terremoto calabro-siculo del 28 dicembre 1908 con Regi Decreti 7 e 21 luglio, 9 agosto, 23 settembre 1910; 23 febbraio, 16 marzo, 27 maggio 1911.»
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