Il termine "positivismo" deriva etimologicamente dallatinopositum, participio passato del verboponere tradotto come "ciò che è posto", fondato, che ha le sue basi nella realtà dei fatti concreti.Auguste Comte espone le cinque accezioni fondamentali in cui riassume il significato del termine all'interno delDiscorso sullo spirito positivo.[2]
«Considerata anzitutto nella sua accezione più antica e più comune, la parola positivo designa
ilreale, in opposizione al chimerico: da questo punto di vista, essa conviene pienamente al nuovo spirito filosofico, così caratterizzato dalla sua costante consacrazione alle ricerche veramente accessibili alla nostra intelligenza, con l'esclusione permanente degli impenetrabili misteri di cui si occupava soprattutto la sua infanzia.
In un secondo senso, molto vicino al precedente, ma tuttavia distinto, questo termine fondamentale indica
il contrasto dell'utile con l'inutile: allora ricorda, in filosofia, la destinazione necessaria di tutte le nostre sane speculazioni al miglioramento continuo della nostra vera condizione, individuale e collettiva, invece che alla vana soddisfazione di una sterile curiosità.
Secondo un terzo significato in uso, questa felice espressione è frequentemente usata per qualificare
l'opposizione tra lacertezza e l'indecisione: essa indica così l'attitudine caratteristica di una tale filosofia a costituire spontaneamente l'armonia logica nell'individuo e la comunione spirituale nell'intera specie, invece di quei dubbi indefiniti e di quelle discussioni interminabili che doveva suscitare l'antico regime mentale.
Una quarta ordinaria accezione, troppo spesso confusa con la precedente, consiste
nell'opporre ilpreciso al vago: questo senso richiama la tendenza costante del vero spirito filosofico ad ottenere dappertutto il grado di precisione compatibile con la natura dei fenomeni e conforme all'esigenza dei nostri veri bisogni[3] mentre l'antico modo di filosofare conduceva necessariamente ad opinioni vaghe, non comportando una indispensabile disciplina che dopo una permanente soffocazione, appoggiata ad una autorità soprannaturale.
Bisogna infine notare in particolare un quinto significato, meno usato degli altri, anche se del resto ugualmente universale, quando si usa
la parola positivo come ilcontrario di negativo. Sotto questo aspetto, indica una delle più eminenti proprietà della vera filosofia moderna, mostrandola destinata, soprattutto, per sua natura, non a distruggere, ma ad organizzare. I quattro caratteri generali ricordati la distinguono contemporaneamente da tutti i modi possibili, sia teologici che metafisici, propri della filosofia iniziale. Quest'ultimo significato, indicando d'altronde una tendenza continua del nuovo spirito filosofico, ha oggi una particolare importanza nel caratterizzare direttamente una delle sue principali differenze, non più con lo spirito teologico, che fu per un pezzo organico, ma con lo spirito metafisico propriamente detto, che non ha mai potuto essere che critico.»
Nel positivismo si possono distinguere due fasi. Nella prima metà delXIX secolo, a cominciare dal periodo dellarestaurazione il positivismo si presenta come il progetto di superamento della crisi politica e culturale seguita all'Illuminismo e allarivoluzione francese, tramite un programma politico antiliberale[4]; in questo periodo il positivismo è messo in ombra dalla preminentecultura romantica e dalla filosofia dell'Idealismo, ma è proprio in questi anni che nasce il termine positivismo per opera diHenri de Saint-Simon (coadiuvato, decisivamente, nelle sue elaborazioni sociologiche, dallo storico Augustin Thierry), che lo usò per la prima volta nell'operaCatechismo degli industriali (1823-1824) e che venne diffuso daAuguste Comte quando nel1830 pubblicò il primo volume delCorso di filosofia positiva. Nella seconda metà dell'Ottocento il positivismo rappresenta l'elaborazioneideologica di unaborghesia industriale eprogressista per cui, in particolare nelRegno Unito, ma anche nel resto d'Europa, trova corrispondenze con l'affermazione del pensiero economico delliberismo[5]; in questa fase il positivismo, messa da parte la filosofia idealistica considerata come un'inutile astrazionemetafisica, si caratterizza per la fiducia nel progresso scientifico e per il tentativo di applicare ilmetodo scientifico a tutte le sfere della conoscenza e della vita umana.
Il positivismo diviene la cultura predominante della classe borghese. SecondoLudovico Geymonat infatti, sebbene non possa stabilirsi una rigida identità tra Positivismo e borghesia, in quanto essa ha incoraggiato il positivismo ma per certi aspetti lo ha anche contrastato, non vi è dubbio che il positivismo della seconda metà del XIX secolo ha rappresentato anche e in modo rilevante gli ideali borghesi quali l'ottimismo nei confronti della moderna società industriale[6] e ilriformismo politico in opposizione alconservatorismo e nello stesso tempo al rivoluzionarismomarxista fortemente critico nei confronti del moderno sistema industriale che non teneva conto dei "costi umani" collegati allo sviluppo economico. Non a caso il positivismo si diffonde soprattutto nei paesi più progrediti industrialmente mentre è limitatamente presente in quelli meno sviluppati come l'Italia.[7]
C'è una profonda trasformazione anche nei modi di vita della città, dove si verificano, in pochi anni, cambiamenti più incisivi di quelli avvenuti nei secoli precedenti con le innovazionitecnologiche dell'uso dellamacchina a vapore, dell'elettricità, delleferrovie che mutano profondamente non solo le dimensioni spazio-temporali ma anche quelle intellettuali. Tutto questo porterà nei primi anni del '900 a quella esaltazione delle "magnifiche sorti e progressive"[8] raggiunte dall'Europa dellaBelle Époque che si avvia al crollo delle illusioni nel baratro dellaprima guerra mondiale.
Oggi si preferisce identificare i vari aspetti del positivismo attraverso i contesti nazionali per cui si ha un positivismo francese, inglese, tedesco e italiano.
I due criteri in realtà non sono divergenti ma si fondono tra loro poiché le varie identità nazionali del pensiero positivista costituiscono lo sfondo su cui si sviluppano, nella prima metà dell'Ottocento, la concezione di una scienza come risanatrice dei mali sociali, la quale, nella seconda metà del secolo, dopo la formulazione della teoria dell'evoluzione di Darwin, viene estesa in maniera totalizzante a strumento di interpretazione della storia dell'intera umanità.
Il positivismo ebbe per le sue concezioni più importanti, una dimensione internazionale: labiologiadarwiniana, si diffuse inEuropa e inAmerica settentrionale, e le nascenti scienze dellasociologia,psicologia,antropologia diedero avvio inOccidente a nuovi settori di studio dell'uomo; ma anche per gli aspetti minori e negativi, come la fiducia acritica e superficiale nella scienza, il pensiero positivista ebbe vasta risonanza sino a divenire un fenomeno di costume per la borghesia colta occidentale.
Alla fine del XIX secolo-inizi XX il positivismo, rispondendo all'esigenza rappresentata dalla nuova funzione sociale che si presumeva dovesse essere esercitata dal sapere scientifico s'innestò su tradizioni culturali e filosofiche nazionali profondamente differenti:
inItalia si esaltò il nesso tra modernizzazione e positivismo[9] ma in genere questa dottrina ebbe uno sviluppo minore e i campi in cui si applicò, come nella scuola e nell'analisi della criminalità (Cesare Lombroso), mostrano come ancora fossero incisivi i problemi di integrazione nazionale e sociale che l'Italia dovette affrontare dopo l'unificazione.Carlo Cattaneo eRoberto Ardigò furono tra i filosofi aderenti in Italia al positivismo il quale influì sulle concezioni pedagogiche diAndrea Angiulli,Pietro Siciliani eAristide Gabelli e, in seguito, diMaria Montessori.
Il positivismo con i suoi ideali di progresso e di liberazione tramite il sapere scientifico ebbe influenza anche nelsocialismo scientifico. Autori positivisti comeEnrico Ferri e Alessandro Groppali, sostennero l'autonomia della scienza dall'etica e dalla filosofia astratta[10].
inGermania il positivismo assume carattere fortemente materialistico e specialistico come reazione alle tendenze idealistiche e totalizzanti della filosofia accademica.
Tempio positivista aPorto Alegre (Brasile) con iscritti sul frontone gli ideali del positivismo: «O amor por principio, e a ordem por base, o progresso por fim» traduzione del motto di Comte: «L'Amour pour principe et l'Ordre pour base; le Progrès pour but.»[11] («L'amore per principio, l'ordine per fondamento, il progresso per fine.»). Il mottoordem e progresso si ritrova anche nella bandiera brasiliana[12].
Per certi aspetti il positivismo appare una originale riproposta del programma illuministico con cui presenta delle affinità quali:
la fiducia nellaragione e nel sapere al servizio dell'uomo come mezzi per conseguire la "pubblica felicità"[13], obiettivo questo fallito dagli illuministi per cui i positivisti si propongono di portare ordine, tramite il metodo scientifico applicato in ogni campo delle conoscenze umane, per una riorganizzazione globale della società resa caotica dalle rivoluzioni che l'hanno sconvolta.
esaltazione della scienza vista in contrapposizione alla metafisica: «il metodo scientifico avrebbe dovuto sostituire lametafisica nella storia del pensiero»[14] (positivista è il grido "Keine Metaphysik mehr!", "non più metafisica!").
una visionelaica e del tuttoimmanente della vita dell'uomo in contrasto con i pensatori cattolici.
Nello stesso tempo il positivismo si caratterizza per incisive differenze con l'illuminismo:
mentre gli illuministi combattevano contro la tradizione metafisica e religiosa e i privilegi dell'aristocrazia in una visione del mondo ancora dominante, i positivisti, che pure si oppongono a quella tradizione che ostacola la razionalizzazione della cultura e della società, agiscono contro posizionianacronistiche e in nome di un atteggiamento culturale che è già consolidato in una società borghese stabilmente al potere con una mentalità scientifica e laica ormai largamente condivisa.
mentre il riformismo illuminista tendeva a tradursi in una rivoluzione, come fu poi quella francese, il riformismo positivista è antirivoluzionario e, pur contrastando la vecchia tradizione, è ostile alle nuove forze rivoluzionarie delproletariato e alla pretesa scientificità dell'ideologia socialista.
mentre gli illuministi, comeKant, ancora si preoccupano di dare una giustificazione teorica del valore limitato di verità delle scienze, i positivisti la danno per scontata e puntano a una "visione scientifica globale del mondo" cadendo nella metafisica di un'interpretazione unica e totale della realtà.
gli illuministi ricorrono alla scienza, pur con il suo limite, contro la metafisica e la religione, i positivisti rendono la scienza una metafisica di certezze assolute con la fondazione di una nuova religione scientifica[15].
Nicola Abbagnano ha definito il positivismo "romanticismo della scienza" poiché come i romantici nel loro desiderio del conseguimento dell'infinito davano alla poesia e alla filosofia valori assoluti così i positivisti vedono la stessa assolutezza nella scienza. Essi hanno un concetto dellastoria non diverso da quello dell'idealismo romantico: la storia è progresso necessario e continuo in cui si vive attuando o manifestando l'umanità nel suo sviluppo progressivo.[16]
Come osserva Nicola Abbagnano: «Nonostante questa profonda incidenza culturale, il positivismo... ha finito per sembrare un nuovodogmatismo, avente la pretesa di racchiudere l'uomo negli schemi riduttivi della scienza. Anzi, il positivismo... è apparso come una nuova metafisica della scienza... Tutto ciò spiega la massiccia "reazione antipositivistica" che ha caratterizzato la filosofia degli ultimi decenni dell'Ottocento e degli inizi del Novecento.» A questa reazione ha contribuito lo sviluppo stesso delle scienze avvenuto proprio in contrasto con «il quadro gnoseologico ed epistemologico del positivismo»[17]
Nascono così filosofie che hanno in comune una forte opposizione al positivismo rivendicando, soprattutto in Francia conÉmile Boutroux,Maurice Blondel,Henri Bergson il caratterespiritualista del pensiero indirizzato a «...riconoscere il primato della coscienza nell'interpretazione della realtà e a concepire la filosofia come auscultazione interiore e ripiegamento dell'anima su se stessa...»[18] e altre correnti di pensiero come ilneoidealismo diSamuel Alexander,Alfred North Whitehead,Benedetto Croce,Giovanni Gentile che vogliono riaffermare la storia, «come sfera della libertà e dello spirito, e quindi di ogni valore morale, rispetto a quello della scienza sperimentale, come sfera della necessità e della natura, irresponsabile e perciò scevra di valori.»
Diverse correnti idealistiche hanno apprezzato l'intento antimetafisico e antiastrattistico del positivismo, e hanno voluto presentarsi esse stesse come dotate di una maggiore "positività" nella loro stessa interpretazione del reale: «così, per es., tanto ilpragmatismo delJames e delloSchiller quanto l'intuizionismo del Bergson e lafenomenologia diHusserl si sono talora definiti come migliore o assoluto positivismo, e lo stesso termine è stato qualche volta usato anche a proposito dell'idealismo italiano contemporaneo (pur così antipositivistico nel suo iniziale atteggiamento polemico) per alludere al suo carattere di piena giustificazione della concreta esperienza.»[19]
Il positivismo influì fortemente nella cultura ottocentesca sino a divenire una "moda culturale" tanto che si può parlare di una "civiltà positivistica" che ha improntato di sé correnti culturali come ilrealismo, ilverismo, la nuovapedagogia incentrata su una scuola "laica" e su unadidattica "scientifica".
Nonostante i suoi aspetti critici il positivismo ha lasciato in eredità alla cultura moderna la considerazione dell'importanza per la conoscenza e per la trasformazione della società della ricerca scientifica. Dobbiamo inoltre al positivismo la codificazione delle "scienze umane" dellasociologia e dellapsicologia.
Il positivismo ha demolito la filosofia intesa come forma di conoscenza metafisica che man a mano che si realizza il progresso scientifico, non potendosi basare su i fatti concreti, perde ogni capacità di indagare e risolvere i problemi filosofici. Il positivismo ne indicò un nuovo ruolo consistente non più nella presunzione di conoscere i fenomeni naturali, umani e sociali ma quello di definizione e unificazione dei principi generali del metodo scientifico e dei risultati delle singole scienze in una visione generale dell'uomo.[20] Dal positivismo la filosofia è stata obbligata a riconsiderare criticamente se stessa e a meglio definire il suo rapporto con le scienze.
Dal positivismo si origina inoltre nelNovecento il fondamento delneopositivismo che ha elaborato un metodo di ricerca che soddisfi il rigore proprio della scienza eliminando equivoci e incomprensioni derivate dall'uso distorto dellinguaggio.
^Cfr. voce "Positivismo" inEnciclopedia Garzanti di Filosofia, 1981
^ A. Comte,Discorso sullo spirito positivo, traduzione di A. Negri, Laterza, Roma-Bari, 1985, pp. 47-48.
^ Vale a dire: ciò che è «preciso»,in accordo con la stessa natura della ricerca filosofica che si propone di raggiungere, quanto più possibile, una precisione consentita dalla particolare natura dei fenomeni studiati e con un'indagine che nasca dalle nostre reali necessità
^«Ciò che caratterizza il positivismo ottocentesco è, in primo luogo, la consapevolezza di una profonda crisi storica che ha investito la società europea e che comporta una rottura inseparabile con il passato e le istituzioni tradizionali» (in P.Rossi,Positivismo e società industriale (antologia), Loescher, Torino 1973, p.9)
^N.Urbinati,Le civili libertà. Positivismo e liberalismo nella Italia unita, Marsilio (collana Saggi. Critica), 1991
^Filippo Barbano,Sociologia e positivismo 1850-1910. Un capitolo di sociologia storica in Filippo Barbano e Giorgio Sola ( a cura di)Sociologia e scienze sociali in Italia 1860-1890, Milano, Franco Angeli, 1985)
^Filippo Barbano,Prefazione a Guglielmo Rinzivillo,Genesi e prassi nella sociologia in Italia. Sviluppo e origine della teoria in Alessandro Groppali, Roma, SEAM, 2000, p. 4 e sg.
^G.Allegretti,Porto Alegre tra democratizzazione e ricerca della sostenibilità. Radici locali e replicabilità di un'utopia realizzata InDemocrazia fai-da-te, Ed. Carta-Cantieri Sociali, Roma-Napoli, 2000 pag.2
^Ludovico Antonio Muratori,Della pubblica felicità, Donzelli editore 1996
^A. Comte,Corso di filosofia positiva, a cura di Franco Ferrarotti, Utet, Torino 1967, 2 voll. Lezione cinquantasettesima, vol. II, pp.481-482
^Nell'ultimo periodo, all'incirca dal 1850 al 1857, dell'opera di Comte, nelCatechismo positivista, si evidenziano alcuni aspetti, già del resto presenti nella produzione precedente, di un progetto di unareligione positiva dove vengono trasposti gli elementi dottrinali, etici e liturgici della tradizione cattolica.(Vedi alla voce Comte,Enciclopedia Garzanti della filosofia)
^G.Fornero,Concetto e critica del romanticismo ottocentesco nel pensiero di Nicola Abbagnano, inRivista di storia della filosofia, XXXIX, 1984, fasc. III, pp. 551-570
^Nicola Abbagnano,Protagonisti e testi della filosofia, Volume III, Paravia 1999 p. 420
^Giovanni Fornero, Salvatore Tassinari,Le filosofie del Novecento, Pearson Italia S.p.a., 2006 p.181
^Guido Calogero, inEnciclopedia italiana Treccani alla voce "Positivismo"
^L.Geymonat,Il problema della conoscenza nel positivismo, Bocca, Torino 1931