La sua carriera militare iniziò nel 1760, quando si arruolò nella Scuola Reale d'Artiglieria di La Fère. Fu nominato sottotenente nel 1760, tenente nel 1761, capitano nel 1771 e maresciallo nel 1792. Dopo un periodo di servizio presso il governo, fu reintegrato nell'esercito nel 1800, come generale di brigata, sotto il comando diNapoleone Bonaparte. Esperto diartiglieria ebalistica, è considerato l’inventore dellagranata.
Laclos ha scritto molto su una vasta gamma di argomenti, ma è soprattutto conosciuto quale autore del romanzo epistolareLes Liaisons dangereuses, che esplora gli intrighi amorosi dissoluti e libertini dell'aristocrazia francese del XVIII secolo. Considerato uno dei capolavori della letteratura romanzesca del XVIII secolo, ha ispirato numerosi film e opere teatrali.
Laclos è considerato un femministaante litteram per il suo saggioSull'educazione delle donne, in cui sottolinea l'importanza dell'istruzione per l'emancipazione delle donne, incoraggiandole a sviluppare il pensiero critico. Idee, queste, rivoluzionarie per un periodo in cui le donne erano considerate inferiori agli uomini.
Nacque in una famiglia di estrazione borghese; suo padre era un ufficiale governativo di servizio inPiccardia e apparteneva alla cosiddetta "Nobiltà di toga" (Noblesse de robe), nobilitata solo nel 1750. Nel 1760 entrò nellaÉcole royale d'artillerie de La Fère, antesignana dellaÉcole polytechnique, e nel 1761 venne nominatosottotenente. In qualità di giovane ufficiale, partecipò alla parte finale dellaguerra dei sette anni presso la guarnigione di stanza aLa Rochelle. Ma il Trattato di Parigi del 1763 pose fine alla Guerra dei Sette Anni e il giovane tenente de Laclos iniziò una noiosa vita di guarnigione, nel reggimento di artiglieria di Toul.
Laclos fu iniziato inMassoneria nella LoggiaL'Union diToul nel 1763 e divenne in seguitoMaestro venerabile della Loggia pariginaHenry IV, appartenente al Grande Oriente di Francia[1]. Nominato capitano per anzianità nel 1771 – lo sarebbe rimasto per diciassette anni fino alla vigilia della Rivoluzione – questo artigliere freddo e logico, dalla mente sottile, si annoiava tra i suoi rozzi soldati. Per tenersi occupato, si dedicò alla letteratura e alla scrittura. Scrisse un'opera comica piuttosto modesta,Ernestine, che ebbe una sola disastrosa rappresentazione, il 19 luglio 1777, davanti alla regina Maria Antonietta. Nello stesso anno, gli fu affidato il compito di preparare l'installazione di una nuova scuola di artiglieria a Valence. Tornato a Besançon nel 1778, fu promosso sottocapitano dei genieri. In questo periodo scrisse diverse opere che dimostravano la sua grande ammirazione per Jean-Jacques Rousseau. Nel 1779 fu inviato a Île-d'Aix (nell'attuale Charente-Maritime) per assistere Marc René, marchese di Montalembert, nella costruzione di fortificazioni contro gli inglesi[2]. Tuttavia, dedicò la maggior parte del suo tempo alla scrittura del suo romanzo epistolare. Dal luglio 1780 al settembre 1781 scrisse il romanzoLes Liaisons dangereuses, ottenne quindi un congedo, si recò a Parigi e pubblicò la sua opera in quattro volumi alla fine di marzo 1782. Il successo fu considerevole.
L’anno seguente a La Rochelle, incontrò Marie-Soulange Duperré (1759-1832), più giovane di lui di una ventina di anni, dalla quale divenne amante ed ebbe un figlio, Étienne Fargeau[MG 1][2]. Si sposeranno il 3 maggio 1786 e Laclos rimarrà un marito fedele e amorevole per tutta la vita. La coppia ebbe tre figli, Étienne Fargeau (1784-1814) e Charles-Ambroise (1795-1844), militari di carriera, e Catherine-Soulange (1787-1827), che andrà in sposa al colonnello dell’esercito francese Duret de Tavel[3].
Partecipò a un concorso accademico sul temaQuali sarebbero i metodi migliori per migliorare l'istruzione delle donne. Questo gli permise di sviluppare le sue avanzatissime teorie femministe sull'uguaglianza di genere e sull'istruzione delle giovani donne. In questo testo incompiuto, Choderlos evidenzia la scarsa istruzione che ricevono le giovani donne, che, a suo dire, "sono abituate alla servitù e a essere mantenute". Il tema dell'emancipazione femminile è già esplicitamente espresso inLe relazioni pericolose.
Il 17 giugno 1787 scrisse sul Journal de Paris un progetto per la numerazione delle strade di Parigi[MG 2]. Nel 1788 divenne segretario dei comandi delduca d'Orléans (noto poi comePhilippe Égalité), sul quale ebbe una forte influenza e ispirò numerosiCahiers de doléances presentati agliStati Generali del 1789[4]. Iscrittosi alClub dei Giacobini (inizialmenteClub bretone), poi aiCordiglieri, fondò un giornale, sovvenzionato dal duca, ilJournal des Amis de la Constitution (Il giornale degli Amici della Costituzione)[5], aderendo poi alla causa dellaRivoluzione francese.
Allorché il suo protettore e amico duca d'Orléans fu costretto a recarsi a Londra dopo essere stato accusato di aver preso parte attiva nei moti delluglio 1789 e organizzato lamarcia delle donne del 5 ottobre, Laclos lo seguì, rimanendo nella capitale inglese fino al luglio del 1790, quando entrambi rientrarono a Parigi. A giustificazione del comportamento del duca, Laclos scrisse l'Exposé de la conduite de M. le duc d'Orléans (Esposto sulla condotta del Signor duca d'Orléans)[4]. Laclos frequentava gli ambientiorleanisti,monarchico-costituzionali, col futuro radicaleBertrand Barère, e in seguito si avvicinò aidantonisti. Venne nominato daDanton segretario governativo e nell'agosto 1792 inviato con il grado digenerale, dal ministro della DifesaJoseph Servan, presso ilgeneralissimoNicolas Luckner, che stava preparando un nuovo esercito di60 000 reclute. Questi rassegnò poco dopo le dimissioni e Laclos ne prese subito il posto. Dopo la proclamazione della Repubblica, fu nominato capo diStato maggiore dell'armata dei Pirenei, ma venne arrestato il 31 marzo 1793 per i suoi legami con il duca di Orléans, insieme agli altri seguaci del medesimo, ma non fu incarcerato, bensì costretto agli arresti domiciliari: fu l'unico dei seguaci dell'Orléans a sfuggire alla ghigliottina durante ilregime del Terrore (a parte il figlio del duca,Luigi Filippo, fuggito in Austria), e uno dei pochi dantonisti[6].
Fu liberato tuttavia solo nel dicembre dell'anno successivo e nominato Segretario generale delle ipoteche, una posizione che gli permise buoni introiti. Dopo l'esecuzione di Danton, si tenne politicamente in disparte fino allacaduta di Robespierre (1794), riprendendo la carriera militare sotto ilDirettorio (1795). Si dedicò anche agli studi balistici, che lo portarono all'invenzione della granata[7]. Nel gennaio del 1800 ottenne direttamente daNapoleone Bonaparte, artigliere come lui e allora soloPrimo console, la nomina a comandante della riserva dell'artiglieria nell'armata del Reno.
Nel 1803 lo stesso Napoleone lo mise al comando della Riserva diArtiglieria dell'Armata d'Italia di stanza aTaranto. Qui si ammalò didissenteria emalaria e morì nel convento di San Francesco, ma, avendo rifiutato i conforti religiosi, venne sepolto nella piazza d'armi interna alForte de Laclos (che prese il nome proprio da lui) sull'isola di San Paolo nelgolfo di Taranto. In seguito alla caduta di Napoleone e alla restaurazione della Casa Borbone nell'Italia meridionale nel 1815, gli abitanti danneggiarono il cimitero militare (non più esistente), distrussero la sua tomba e, molto probabilmente, le sue spoglie vennero gettate in mare[8].
Laclos è ricordato in particolare per il suoromanzo epistolareLes liaisons dangereuses (Le relazioni pericolose). Il romanzo è un classico conosciuto per la sua esplorazione dellaseduzione,vendetta emalizia umana, nonostante l'autore lo avesse concepito soprattutto per far riflettere, tramite i personaggi principali, sul biasimevole stato dell'educazione femminile e sulle sue conseguenze sullamorale nella Francia delXVIII secolo. È inoltre un racconto moralistico sullacorruzione e sullo squallore della nobiltà della Francia deiBorbone. Il romanzo suscitò notevole scalpore sin dalla sua prima pubblicazione nel 1782, pur essendo uno dei meno espliciti tra i romanzi libertini essendo incentrato più sulla psicologia dei personaggi che sull'erotismo, e continuò a essere pubblicato in numerose edizioni.
Il romanzo racconta in 175 lettere la storia di due intrighi: la pianificazione della seduzione di Cécile de Volanges, una giovane ingenua appena uscita dal convento, e quella di Madame de Tourvel, una virtuosa donna sposata. Le menti di entrambi gli intrighi sono la Marchesa Isabelle di Merteuil e il Visconte Sébastien di Valmont, che non sono vincolati dalle norme morali e sessuali tradizionali e conducono uno stile di vita dissoluta. Per la Marchesa, la seduzione di Cécile de Volanges è una vendetta nei confronti del suo ex amante, che l'ha lasciata per un'altra donna e che intende sposare Cécile de Volanges, una ragazza ancora vergine e malleabile. Per Valmont, la conquista della pudica e fedele Madame de Tourvel consoliderà la sua reputazione di irresistibile seduttore. Tuttavia, entrambi gli intriganti rimangono invischiati nelle insidie dei loro stessi raggiri. Il romanzo si conclude con la punizione dei personaggi chiave della trama. La donna ingenua torna in convento, la virtuosa donna sedotta muore di squilibrio mentale, il seduttore viene ucciso in duello e la Marchesa, che ha avuto un ruolo chiave in entrambi i piani, perde la sua fortuna e la sua bellezza.
↑La società di La Rochelle accolse l'ufficiale reso celebre dal suo romanzo. Così, la famiglia Duperré, di cui era vicino, gli aprì le porte del loro hotel in rue Dauphine. Si racconta che al terzo piano della casa, un boudoir ovale avesse un pannello girevole che si apriva su una scala nascosta che conduceva a un passaggio sotterraneo che consentiva l'accesso a un altro salone ovale situato nell'hotel di fronte, occupato dall'ufficiale!
↑Laclos propose un sistema di suddivisione delle strade in settori uguali, designati da lettere dell'alfabeto, e poi, all'interno di questi settori, di numerare le strade assegnando numeri dispari alle strade parallele alla Senna e numeri pari a quelle perpendicolari.
Hélène Claude Frances,Il fantasma di Laclos - Lettere da Taranto, Taranto, Editrice Edit@, 2006.
Jacqueline Spaccini,La polvere d'ali di una farfalla. Scrittori "femministi" del XVIII secolo: Choderlos de Laclos e il suo trattato sull'educazione delle donne, Roma, Aracne editrice, 2011.
J. Tulard - J. F. Fayard - A. Fierro,Dizionario storico della Rivoluzione francese, Firenze, Ponte alle Grazie, 1989. pp. 707-708.