Movatterモバイル変換


[0]ホーム

URL:


Vai al contenuto
WikipediaL'enciclopedia libera
Ricerca

Pianeta superabitabile

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Possibile aspetto di un pianeta superabitabile; le zone rossastre sono ricoperte di vegetazione, di colore diverso da quella terrestre per la radiazione proveniente da unanana arancione

Unpianeta superabitabile è un tipo ipotetico diesopianeta che potrebbe essere più adatto dellaTerra per l'origine e l'evoluzione dellavita. Il concetto è stato introdotto nel2014 dagli astrofisici René Heller e John Armstrong, che hanno criticato l'approccioantropocentrico nella ricerca dipianeti abitabili,[1][2] suggerendo che la Terra o unanalogo terrestre non rappresenti l'abitabilità planetaria ottimale per supportare la massimabiodiversità. In altre parole, definiscono superabitabile unpianeta terrestre o unaesoluna che potrebbe supportare unaflora efauna più variegata di quella presente sulla Terra.[3][4]

Heller e Armstrong sottolineano anche che non tutti ipianeti rocciosi situati nellazona abitabile abbiano le condizioni adatte per essere effettivamente abitabili, poiché potrebbero soffrire di uneffetto serra, creato da una densa atmosfera, che alzerebbe notevolmente latemperatura superficiale, mentre potrebbero essere abitabili alcuni corpi situati al di fuori della zona abitabile, poiché larotazione sincrona potrebbe renderli vivibili, in maniera simile a come accade suEuropa, che si presume ospiti unoceano al di sotto della sua superficie ghiacciata.[3] Heller e Armstrong propongono di stabilire un profilo per gli esopianeti che tenga conto deltipo stellare, dellamassa e della posizione nel loro sistema planetario, e altre caratteristiche, suggerendo anche che questi pianeti sarebbero più comuni deglianaloghi terrestri.[5] Secondo gli autori, tali mondi superabitabili sarebbero probabilmente più grandi, più caldi e più vecchi della Terra e in orbita astelle di tipo K disequenza principale.[6] Al 2017, nessun pianeta extrasolare confermato è considerato superabitabile; tuttavia, uno studio del 2020 ha indicato oltre venti possibili candidati orbitanti attorno a stelle che distano oltre 100 anni luce dalla Terra.[7]

Caratteristiche

[modifica |modifica wikitesto]

Heller e Armstrong hanno ritenuto che i pianeti o i satelliti superabitabili debbano annoverare una serie di caratteristiche di base per essere definiti tali.[8][9][10][11] I loro studi concludono che corpi con duemasse terrestri e un raggio 1,3 voltequello terrestre hanno le giuste dimensioni per sviluppare un'ottimaletettonica delle placche.[12] Inoltre, con quella massa hanno una maggioreattrazione gravitazionale che aumenta la ritenzione dei gas durante la formazione del pianeta,[11] ed è quindi probabile che abbiano un'atmosfera più densa in grado di offrire una maggiore concentrazione diossigeno egas serra, che a loro volta aumentano la temperatura media a circa 25 °C, un livello ottimale per la vita vegetale.[13][14] Un'atmosfera densa può anche influenzare i rilievi superficiali, rendendoli più regolari e diminuendo la dimensione deibacini oceanici, migliorando la diversificazione della vita marina in acque poco profonde.[15]

Altri fattori da considerare sono il tipo di stella madre: lenane arancioni, o stelle di tipo K disequenza principale, sono meno massicce del Sole, e sono stabili nella sequenza principale per tempi molto lunghi (da 15 a 30 miliardi di anni, rispetto ai 10 miliardi del Sole),[16] dando più tempo perché la vitaabbia origine e possaevolversi. Un mondo superabitabile richiede anche di essere situato vicino al centro della zona abitabile del suo sistema, per lunghi periodi di tempo.[6][7]

Dimensioni, superficie e composizione

[modifica |modifica wikitesto]
Da sinistra a destra le dimensioni diKepler-22 b,Kepler-69 c,Kepler-62 e,Kepler-62 f e la Terra

Un pianeta extrasolare con un volume maggiore di quello della Terra, oppure con una superficie più complessa, o maggiormente coperta di acqua liquida, potrebbe essere più accogliente della Terra per ospitare la vita.[17] Poiché il volume del pianeta tende a essere correlato alla sua massa, più massiccio è, maggiore è la suaforza gravitazionale, da cui può derivare un'atmosfera più densa.[18]

Alcuni studi indicano che vi è un limite naturale, fissato a 1,6R, sotto il quale quasi tutti i pianeti sono di tipo terrestre, composti principalmente da miscele roccia-ferro-acqua.[19] In genere, gli oggetti con una massa inferiore a 6M hanno probabilmente una composizione simile a quella della Terra.[20] Sopra questo limite, ladensità dei pianeti diminuisce con l'aumento delle dimensioni, e il pianeta sarebbe unpianeta oceanico e, con dimensioni ancora maggiori, ungigante gassoso;[21][22] inoltre, lesuper Terre massicce possono essere carenti di unatettonica a zolle.[23] Si prevede pertanto che qualsiasi esopianeta con una densità simile a quella della Terra e un raggio di meno di 1,6 R sia adatto alla vita. Tuttavia, altri studi indicano che i mondi d'acqua rappresentino una fase di transizione tra imininettuno e i pianeti terrestri, in particolare se appartenenti a stelle poco massicce, comenane rosse onane arancioni.[24][25] Anche se i pianeti oceano possono essere abitabili, la profondità media delle acque e l'assenza di zone di terreno solido, non li renderebbe superabitabili nella concezione di Heller e Armstrong.[26] Dal punto di vista geologico, la massa ottimale di un pianeta è di circa 2 M, quindi per avere una densità come quella della Terra, il raggio dovrebbe essere circa 1,2-1,3 R.[27]

La profondità media degli oceani influisce sull'abitabilità di un pianeta. Imari poco profondi, data la quantità di luce e calore che ricevono, sono solitamente più adatti per le specie acquatiche, quindi è probabile che gli esopianeti con una bassa profondità media degli oceani siano più adatti alla vita,[28] ed esopianeti più massicci tenderebbero ad avere una superficie più regolare, che può significare anche avere bacini oceanici meno profondi e più ospitali.[29]

Latettonica delle placche, in combinazione con la presenza di grandi masse d'acqua su un pianeta, è in grado di mantenere costanti i livelli dianidride carbonica (CO2) nella sua atmosfera.[30][31] Questo processo sembra essere comune nei pianeti terrestri geologicamente attivi con unavelocità di rotazione significativa. Quanto più è massiccio un corpo planetario, tanto più a lungo manterrà il suo calore interno, che è il fattore principale che contribuisce alla tettonica delle placche.[12] Tuttavia, una massa troppo alta potrebbe rallentare la tettonica a zolle a causa di un aumento di pressione eviscosità delmantello, che ostacola lo scorrimento dellalitosfera.[12] Gli studi suggeriscono che la tettonica delle placche raggiunge la sua massima attività in corpi con una massa compresa tra una e 5 M, con una massa ottimale di circa due masse terrestri.[27]

Se l'attività geologica non è sufficientemente intensa per generare una quantità digas serra tale da aumentare la temperatura globale al di sopra delpunto di congelamento dell'acqua, il pianeta potrebbe sperimentare unaglaciazione globale e permanente, a meno che il processo non sia compensato da una fonte di calore interno molto intensa, come ilriscaldamento mareale.[32]

Campo magnetico

[modifica |modifica wikitesto]
Il clima di un pianeta più caldo e umido della Terra potrebbe assomigliare a quello delle regioni tropicali terrestri. Nell'immagine, dellemangrovie inCambogia

Un'altra caratteristica favorevole alla vita è la capacità del pianeta di sviluppare una fortemagnetosfera, la quale risulterebbe funzionale a proteggere la superficie e l'atmosfera dallaradiazione cosmica e dalvento stellare, in particolare attorno astelle nane rosse.[33] I corpi poco massicci, quelli con una rotazione lenta o quelli che sono inblocco mareale potrebbero avere un debole campo magnetico o non averlo affatto, e nel tempo ciò potrebbe comportare la perdita di una parte significativa della sua atmosfera, soprattutto dell'idrogeno, perfuga idrodinamica.[12]

Temperatura e clima

[modifica |modifica wikitesto]

La temperatura ottimale per la vita su un pianeta terrestre non è nota con precisione, anche se sulla Terra labiodiversità è stata maggiore in epoche più calde.[34] È quindi possibile che esopianeti con temperature medie leggermente superiori a quella terrestre siano più adatti alla vita.[23] L'effetto termoregolatore di grandi oceani su pianeti extrasolari eviterebbe leescursioni termiche che si verificano sulla Terra, causate dalle diverselatitudini e dalle diversestagioni,[35] le quali, con un'inclinazione assiale meno pronunciata, potrebbero essere meno estreme che sulla Terra. Anche la configurazione delle terre emerse, con più ambienti costieri, potrebbe favorire la biodiversità, ed evitare che al centro di grandi continenti si formino dei deserti.[23]

Tuttavia, gli studi suggeriscono che la Terra si trova già in prossimità del bordo interno della zona abitabile delsistema solare,[36] e che la sua vivibilità a lungo termine potrebbe essere compromessa per ilnaturale aumento dellaluminosità stellare nel corso del tempo, che spinge la zona abitabile verso l'esterno.[37][38] Pertanto, esopianeti superabitabili dovrebbero essere più caldi della Terra, ma allo stesso tempo più lontani dalla propria stella di quanto non lo sia la Terra dal Sole, più vicino al centro della zona abitabile del sistema.[39] Ciò sarebbe possibile con un'atmosfera più spessa o con una maggiore concentrazione digas serra.[40][41]

Dimensioni delle zone abitabili di alcuni sistemi con i pianeti confermati più somiglianti alla Terra e la loro temperatura superficiale

Le stelle più massicce e luminose come quelle diclasse O eB, producono un processo difotoevaporazione che impedisce la formazione di pianeti attorno alla stella,[42][43], inoltre, la vita di una stella è inversamente proporzionale alla sua massa e si pensa che perfino in stelle di tipo A e F la vita non abbia il tempo per svilupparsi.[44]

All'altro estremo, le piccole nane rosse hanno zone abitabili molto vicine a esse,[45] ed è molto probabile che qualsiasi pianeta situato alla giusta distanza sia inrotazione sincrona, volgendo sempre lo stesso emisfero alla stella.[46][47] Inoltre, le dinamiche delle nane rosse sono molto diverse da quelle del Sole, mostrando forti cali e aumenti di luminosità che influenzano negativamente qualsiasi forma di vita presente nel sistema, soprattutto nel loro primo miliardo di anni di vita, ed è quindi improbabile che un pianeta in orbita a una nana rossa sia superabitabile.[48][49]

Scartando i due estremi, i sistemi di stelle di tipo K (o anche G) offrono le migliori zone abitabili per la vita.[7] Queste stelle permettono la formazione di pianeti intorno a sé stesse, hanno una lunga aspettativa di vita, e forniscono una zona abitabile stabile per lunghi periodi, anche tre volte maggiore rispetto a stelle come il Sole,[50] inoltre, la radiazione prodotta da una nana arancione è sufficientemente bassa da permettere lo sviluppo della vita complessa nonostante l'assenza di un'ozonosfera protettiva.[51]

Orbita e rotazione

[modifica |modifica wikitesto]

Larotazione sincrona di pianeti in blocco mareale alla stella può non essere un fattore importante per la vita se l'atmosfera è abbastanza densa per distribuire il calore dall'emisfero diurno all'emisfero notturno.[52] Tuttavia, si è dibattuto ampiamente se questi pianeti siano in grado di ospitare la vita, e in ogni caso, ben difficilmente potrebbero essere classificati come superabitabili.[48]

Gli esperti non hanno raggiunto un consenso sullavelocità di rotazione ottimale per un pianeta, ma non dovrebbe essere né troppo rapida né troppo lenta. In quest'ultimo caso potrebbero sorgere problemi come nel caso diVenere, che compiendo una rotazione ogni 243 giorni terrestri, non può generare uncampo magnetico simile a quello terrestre.[41][53] L'ipotesi della rarità della Terra ha suggerito la necessità di un satellite naturale di notevoli proporzioni per bilanciare l'asse planetario, tuttavia questa teoria è stata fortemente criticata, e gli studi più recenti suggeriscono che sarebbe preferibile l'assenza di un satellite.[54][55]

L'orbita di un pianeta superabitabile dovrebbe essere situata nel centro della zona abitabile del sistema.[56] Non vi è consenso sull'effetto che potrebbe avere una maggioreeccentricità orbitale inanaloghi terrestri: è possibile che fluttuazioni termiche derivanti da marcate differenze nella distanza dalla stella nell'apoastro e nelperiastro possano essere dannosi per la vita,[41] anche se, d'altra parte, un'eccentricità moderata superiore a quella terrestre potrebbe proteggere il pianeta da eventi diglaciazione globale o effetti serra incontrollati.[3][57][58]

Immagine artistica di unanalogo terrestre. Alcuni pianeti superabitabili potrebbero avere un'apparenza simile alla Terra, se non presentano grandi differenze con il nostro pianeta

Non ci sono argomenti solidi per poter dire che l'atmosfera terrestre abbia la composizione ottimale per ospitare la vita.[41] Supponendo che la presenza di una notevole quantità di ossigeno nell'atmosfera sia necessaria per sviluppare forme di vita complesse,[59] la percentuale di ossigeno nell'atmosfera sembra limitare le dimensioni massime di alcuni esseri viventi, e una maggior concentrazione permetterebbe una maggior diversità animale, influendo sull'ampiezza dellereti metaboliche. Sulla Terra, nelcarbonifero, la percentuale di ossigeno nell'atmosfera era del 35%, e coincideva con uno dei periodi di maggiorebiodiversità del nostro pianeta.[60]

Pianeti con atmosfere più dense possono bloccare più efficacemente le radiazioni cosmiche e livellare le differenze termiche tra notte e giorno e la distribuzione delleprecipitazioni tra le zone equatoriali e quelle polari, per nulla ottimale sulla Terra.[40] La densità atmosferica dovrebbe essere maggiore nei pianeti più massicci, e ciò rafforza l'ipotesi che le super Terre possano presentare condizioni di superabitabilità.[41]

Immagine artistica di unaprotostella e del sistema planetario in formazione. Le prime stelle che apparvero nell'universo avevano unametallicità molto bassa, e ciò impediva la formazione di pianeti

Dal punto di vista biologico, i pianeti più vecchi della Terra possono avere una maggiore biodiversità, dal momento che le specie autoctone hanno avuto più tempo per evolversi, adattarsi e stabilizzare le condizioni ambientali per sostenere un ambiente adatto alla vita del quale possono beneficiare i loro discendenti.[16]

Tuttavia, per molti anni si è dubitato della possibilità di trovare vita in sistemi antichi, per via della relazione tra lametallicità della stella e la formazione planetaria, poiché la presenza di metalli pesanti è andata via via aumentando nell'universo dai tempi della sua origine, e si riteneva che le stelle più antiche, con basse metallicità, avessero poche possibilità di avere pianeti attorno a sé.[61] Le prime scoperte di pianeti extrasolari, per lo più pianetigiganti gassosi in orbite strette attorno alle loro stelle, suggerivano che i pianeti erano rari attorno a stelle con bassa metallicità, e che quindi oggetti di massa terrestre non fossero presenti in sistemi molto antichi.[62]

Nel 2012, le osservazioni deltelescopio spaziale Kepler hanno permesso di scoprire che questa relazione è molto più restrittiva in sistemi con pianetigioviani caldi, mentre i pianeti terrestri potrebbero formarsi anche in stelle con metallicità più basse, e si pensa che i primi oggetti di massa terrestre siano apparsi tra 7 e 12 miliardi di anni fa.[63] Data la maggiore stabilità delle nane arancioni (tipo K) rispetto al Sole e l'aspettativa di vita più lunga, è possibile che esopianeti appartenenti a stelle di tipo K siano superabitabili, per via del lungo periodo di tempo che hanno avuto le specie autoctone per evolversi.[16]

Profilo

[modifica |modifica wikitesto]

Nonostante la scarsità di informazioni disponibili, e sebbene il consenso su alcuni punti non sia unanime, le ipotesi sopra presentate sulle caratteristiche dei pianeti superabitabili possono essere così riassunte:[11]

  • Massa: circa 2M.
  • Raggio: con una densità simile alla Terra, il suo raggio deve essere compreso tra 1,2 e 1,3R.
  • Oceani: simile percentuale di superficie coperta da oceani come sulla Terra, ma maggiormente distribuiti senza grandi masse di terra continue.
  • Distanza: minor distanza dal centro della zona abitabile del sistema di quanto non lo sia la Terra.
  • Temperatura: temperatura media superficiale di circa 25 °C.[13]
  • Stella ed età: appartenenza a una stella di tipo K intermedio con un'età più avanzata rispetto al Sole (4,5 miliardi di anni), ma inferiore a 7 miliardi di anni.
  • Atmosfera: leggermente più densa di quella terrestre e con una maggiore concentrazione di ossigeno.

Al 2016, non ci sono pianeti confermati che soddisfano tutte queste caratteristiche. Dopo l'aggiornamento del database di esopianeti il 23 luglio 2015, quello che più si avvicina èKepler-442 b, appartenente a una stella nana arancione, che ha un raggio di 1,34 R e una massa di 2,34 M, ma con una temperatura superficiale stimata di -2,65 °C. È comunque possibile che la maggior massa gli abbia consentito di mantenere un'atmosfera più densa, più ricca di gas serra, e possa quindi avere una temperatura uguale o leggermente superiore a quella terrestre. In quel caso, potrebbe anche essere un pianeta superabitabile.[64][65]

Le dimensioni di un pianeta superabitabile, a sinistra, confrontate con quelle della Terra

L'aspetto di un pianeta superabitabile è sostanzialmente simile a quello della Terra.[6] Le principali differenze rispetto al profilo visto in precedenza, sarebbero derivate dalla sua massa. La sua atmosfera più densa per la maggior forza gravitazionale probabilmente previene la formazione di calotte polari, a causa della minore differenza termica tra le diverse regioni del pianeta dovuta alla maggior redistribuzione dell'energia,[41] inoltre avrebbe anche una maggiore concentrazione di nubi e le precipitazioni sarebbero abbondanti.

Probabilmente, lavegetazione sarà differente, a causa della maggioredensità dell'aria, per le temperature e la piovosità, e per la diversa luce delle stelle. Con il tipo di radiazione emessa dalle stelle di tipo K, le piante probabilmente assumerebbero diverse tonalità di giallo, arancione o rosso, e non verdi come sulla Terra.[66][67] La vegetazione coprirebbe aree più vaste che sulla Terra, e il suo colore sarebbe visibile dallo spazio, come succede per le grandi aree delleforeste pluviali sulla Terra.[6]

Abbondanza

[modifica |modifica wikitesto]

Heller e Armstrong ipotizzano che il numero di pianeti superabitabili possa essere di gran lunga superiore a quello deglianaloghi della Terra.[5] Le stelle meno massicce disequenza principale sono più abbondanti rispetto alle stelle più grandi e luminose, quindi esistono più nane arancioni di analoghe solari,[68] e si stima che circa il 9% delle stelle nellaVia Lattea siano stelle di tipo K.[69]

Un altro punto che favorisce il predominio dei pianeti superabitabili rispetto agli analoghi terrestri è che, a differenza di questi ultimi, buona parte dei requisiti di un mondo superabitabile può essere soddisfatta spontaneamente e congiuntamente semplicemente avendo una massa maggiore.[6] Un corpo planetario vicino a 2 o 3 M dovrebbe svolgere meglio la sua attività tettonica e avrà anche una maggiore superficie rispetto a un pianeta di massa terrestre. Allo stesso modo, è probabile che i suoi oceani siano meno profondi per effetto della gravità sullacrosta, il suocampo gravitazionale più intenso e l'atmosfera più densa.[6]

Al contrario, pianeti di massa terrestre possono avere una più ampia gamma di condizioni. Ad esempio, alcuni possono sostenere una tettonica attiva per un periodo di tempo più breve, una minore densità atmosferica e maggiori probabilità di sviluppare una glaciazione globale, come nel periodo dellaTerra a palla di neve, che potrebbe essere anche permanente.[41] Un altro effetto negativo della minore densità atmosferica sono leoscillazioni termiche, che aumentano la variabilità del clima globale e le probabilità di eventi catastrofici. Inoltre, avendo una magnetosfera più debole, questi pianeti potrebbero perdere il loro idrogeno atmosferico più facilmente, per fuga idrodinamica, e diventarepianeti deserti,[41] e solo uno di questi esempi potrebbe impedire la comparsa della vita sul pianeta.[70] In ogni caso, la moltitudine di scenari che possono trasformare un pianeta di massa terrestre situato nella zona abitabile di unanalogo solare in un luogo inospitale, sono meno probabili su un pianeta che soddisfi le caratteristiche di base di un mondo superabitabile, per cui questi ultimi dovrebbero essere più comuni.[5]

Secondo uno studio di Dirk Schulze-Makuch dell'Università tecnica di Berlino, al 2020 si conoscono un paio di dozzine di potenziali pianeti superabitabili.[7][71]

Note

[modifica |modifica wikitesto]
  1. Perryman, p. 286.
  2. Heller & Armstrong, p. 50.
  3. 123 R.T. Reynoldset al.,Europa, tidally heated oceans, and habitable zones around giant planets, inAdvances in Space Research, n. 7, 1987, pp. 125-132,DOI:10.1016/0273-1177(87)90364-4.
  4. D.M. Williams, J-F. Kasting,Habitable Planets with High Obliquities, inIcarus, n. 1, settembre 1997, pp. 254-267,DOI:10.1006/icar.1997.5759.
  5. 123Heller & Armstrong, p. 61.
  6. 123456Heller & Armstrong, pp. 54-59.
  7. 1234C’è di meglio della Terra: i pianeti superabitabili, sumedia.inaf.it,INAF, ottobre 2020.
  8. Charles Q. Choi,Super-Habitable World May Exist Near Earth, inAstrobiology Magazine, 14 marzo 2014.URL consultato il 1º aprile 2016(archiviato dall'url originale il 20 agosto 2016).
  9. Williams, D.M. e Kasting, J.F.,Habitable Planets with High Obliquities, inIcarus, n. 1, September 1997, pp. 254-267,DOI:10.1006/icar.1997.5759.
  10. Rushby, A.J., Claire, M.W., Osborn, H. e Watson, A.J.,Habitable Zone Lifetimes of Exoplanets around Main Sequence, inAstrobiology, n. 13, 18 settembre 2013, pp. 833-849.
  11. 123Heller & Armstrong, p. 59.
  12. 1234Heller & Armstrong, p. 55.
  13. 12Heller & Armstrong, pp. 55-58.
  14. Michael Moyer,Faraway Planets May Be Far Better for Life, inScientific American, 31 gennaio 2014.URL consultato il 20 aprile 2015.
  15. Heller & Armstrong, pp. 54-56.
  16. 123Heller & Armstrong, pp. 56-57.
  17. Raymond T. Pierrehumbert,Principles of Planetary Climate, Cambridge University Press,ISBN 978-0-521-86556-2.
  18. PHL,Habitable Zone Atmosphere, suPHL University of Puerto Rico at Arecibo.URL consultato il 16 luglio 2015(archiviato dall'url originale il 25 maggio 2019).
  19. Daniel Clery,How to make a planet just like Earth, inScience Magazine, 5 gennaio 2015.URL consultato il 16 aprile 2015.
  20. New Instrument Reveals Recipe for Other Earths, inHarvard-Smithsonian Center for Astrophysics, 5 gennaio 2015.URL consultato il 16 aprile 2015.
  21. What Makes an Earth-Like Planet? Here's the Recipe, inSpace.com, 21 gennaio 2015.
  22. Leslie A. Rogers,Most 1.6 Earth-radius Planets are Not Rocky, inThe Astrophysical Journal, vol. 801, n. 1, 2015, p. 41,Bibcode:2015ApJ...801...41R,DOI:10.1088/0004-637X/801/1/41,arXiv:1407.4457.URL consultato il 5 agosto 2015.
  23. 123Heller & Armstrong, pp. 55-56.
  24. Charles Q. Choi,Planets Orbiting Red Dwarfs May Stay Wet Enough for Life, suspace.com, 17 febbraio 2015.URL consultato il 23 aprile 2015.
  25. Elizabeth Howell,Kepler-62f: A Possible Water World, inSpace.com, 2 gennaio 2014.URL consultato il 21 aprile 2015.
  26. Heller & Armstrong, p. 54.
  27. 12 Noack, L. e Breuer, D.,Plate Tectonics on Earth-like Planets, inEPSC Abstracts, n. 6, 2011, pp. 890-891.
  28. John S. Gray,Marine biodiversity: patterns, threats, and conservation needs, inBiodiversity & Conservation, n. 6, 1997, pp. 153-175.
  29. Tanya Lewis,Super-Earth Planets May Have Watery Earthlike Climates, inSpace.com, 9 gennaio 2014.URL consultato il 16 aprile 2015.
  30. Douwe G. Van Der Meer, Richard E. Zeebe, Douwe J. J. van Hinsbergen, Appy Sluijs, Wim Spakman e Trond H. Torsvik,Plate tectonic controls on atmospheric CO2 levels since the Triassic, inPNAS, vol. 111, n. 12, 25 marzo 2014, pp. 4380-4385.
  31. NASA,Climate change: How do we know?.URL consultato il 19 aprile 2015.
  32. Walker, J.C.G., Hays, P.B. e Kasting, J.F.,A negative feedback mechanism for the long-term stabilization of the earth's surface temperature, inJournal of Geophysical Research, n. 86, 1981, pp. 9776-9782.
  33. Baumstark-Khan, C. e Facius, R.,Life under conditions of ionizing radiation, inAstrobiology, 2002, pp. 261-284.
  34. Mayhew, P.J., Bell, M.A., Benton, T.G. e McGowan, A.J.,Biodiversity tracks temperature over time, inProceedings of the National Academy of Sciences, vol. 109, n. 38, 2012, pp. 15141-15145.
  35. Ian O'Neill,Oceans Make Exoplanets Stable for Alien Life, inDiscovery News, 21 luglio 2014.URL consultato il 21 aprile 2015(archiviato dall'url originale l'11 marzo 2016).
  36. Kopparapu, R.K., Ramirez, R., Kasting, J. e Eymet, V.,Habitable Zones Around Main-Sequence Stars: New Estimates, inAstrophysical Journal, vol. 765, n. 2, 2013, p. 131.
  37. Perryman, pp. 283-284.
  38. Fraser Cain,How Long Will Life Survive on Earth?, inUniverse Today, 30 settembre 2013.URL consultato il 22 aprile 2015.
  39. Abel Mendez,Habitable Zone Distance (HZD): A habitability metric for exoplanets, inPHL, 30 luglio 2012.URL consultato il 22 aprile 2015(archiviato dall'url originale l'11 maggio 2019).
  40. 12Perryman, p. 269.
  41. 12345678Heller & Armstrong, p. 58.
  42. L. Vu,Planets Prefer Safe Neighborhoods, suspitzer.caltech.edu, Spitzer Science Center, 5 ottobre 2006.
  43. NASA Finds Earth-sized Planet Candidates in the Habitable Zone, sunasa.gov, NASA, 16 dicembre 2011.URL consultato il 3 maggio 2019(archiviato dall'url originale il 5 agosto 2020).
  44. S. A. Naftilan e P. B. Stetson,How do scientists determine the ages of stars? Is the technique really accurate enough to use it to verify the age of the universe?, suscientificamerican.com,Scientific American, 13 luglio 2006.URL consultato l'11 maggio 2007.
  45. Abel Mendez,Oldest Known Potentially Habitable Exoplanet Found, suphl.upr.edu, PHL, 3 giugno 2014.URL consultato il 21 luglio 2016(archiviato dall'url originale il 17 settembre 2018).
  46. Nola T. Redd,Tidal Locking Could Render Habitable Planets Inhospitable, inAstrobio, 8 dicembre 2011.URL consultato il 21 aprile 2015.
  47. Perryman, p. 285.
  48. 12 Michael Schirber,Can Life Thrive Around a Red Dwarf Star?, suspace.com, 9 aprile 2009.URL consultato il 17 aprile 2015.
  49. Binary Star Systems: Classification and Evolution, suspace.com, 23 agosto 2013.URL consultato il 17 aprile 2015.
  50. Star main sequence, suuniversetoday.com, Universe Today.
  51. Heller&Armstrong, p. 57.
  52. (EN) M. M. Joshi, Haberle, R. M. e Reynolds, R. T.,Simulations of the Atmospheres of Synchronously Rotating Terrestrial Planets Orbiting M Dwarfs: Conditions for Atmospheric Collapse and the Implications for Habitability (PDF), inIcarus, vol. 129, n. 2, October 1997, pp. 450-465,Bibcode:1997Icar..129..450J,DOI:10.1006/icar.1997.5793.URL consultato l'11 agosto 2011(archiviato dall'url originale il 15 luglio 2014).
  53. Planet Venus Facts: A Hot, Hellish & Volcanic Planet, suspace.com,Space.com, 4 novembre 2014.
  54. D.S. Spiegelet al.,Habitable Climates: The Influence of Obliquity, inAstrophysical Journal, vol. 691, n. 1, 2009, pp. 596-610.
  55. J.C. Armstronget al.,Tilt-a-Worlds: Effects of Extreme Obliquity Change on the Habitability of Extrasolar Planets, inBulletin of the American Astronomical Society, vol. 43, 2011,DOI:10.1006/icar.1999.6167.
  56. Karl Tate,How Habitable Zones for Alien Planets and Stars Work, suspace.com, 11 dicembre 2013.URL consultato il 20 aprile 2015.
  57. C.A. Scharf,The Potential for Tidally Heated Icy and Temperate Moons around Exoplanets, inAstrophysical Journal, vol. 648, n. 2, 2006, pp. 1196-1205.
  58. R. Barneset al.,Tidal limits to planetary habitability, inAstrophysical Journal Letters, vol. 700, n. 1, 2009, pp. L30-L33.
  59. Harrison, J.F., Kaiser, A. e VandenBrooks, J.M.,Atmospheric oxygen level and the evolution of insect body size, inProceedings of The Royal Society B, vol. 277, 26 maggio 2010, pp. 1937-1946.
  60. Falcon-Lang, H. J.,156, inFire ecology of a Late Carboniferous floodplain, Joggins, Nova Scotia, London, Journal of the Geological Society, 1999, pp. 137-148.
  61. Ray Sanders,When Stellar Metallicity Sparks Planet Formation, inAstrobiology Magazine, 9 aprile 2012.URL consultato il 7 agosto 2015.
  62. Perryman, pp. 188-189.
  63. Keith Cooper,When Did the Universe Have the Right Stuff for Planets?, inSpace.com, 4 settembre 2012.URL consultato il 24 aprile 2015.
  64. NASA,NASA Exoplanet Archive, suNASA Exoplanet Science Institute.URL consultato l'8 gennaio 2015.
  65. PHL,Planetary Habitability Laboratory, suPHL University of Puerto Rico at Arecibo.URL consultato il 7 gennaio 2015(archiviato dall'url originale il 1º dicembre 2017).
  66. Nancy Y. Kiang,The color of plants on other worlds, inScientific American, vol. 298, April 2008, pp. 48-55,DOI:10.1038/scientificamerican0408-48.URL consultato il 2 marzo 2015.
  67. Ker Than,Colorful Worlds: Plants on Other Planets Might Not Be Green, suspace.com, 11 aprile 2007.URL consultato il 2 marzo 2015.
  68. Glenn LeDrew,The Real Starry Sky (PDF), inJournal of the Royal Astronomical Society of Canada, vol. 95, n. 686, 2001, pp. 32-33,Bibcode:2001JRASC..95...32L,ISSN 0035-872X (WC ·ACNP).URL consultato il 16 luglio 2015.
  69. Ken Croswell,Planet Quest: The Epic Discovery of Alien Solar Systems, 1ª ed., Free Press, 1997, p. 84,ISBN 0-684-83252-6.URL consultato il 17 luglio 2015.
  70. Michele Johnson e J.D. Harrington,NASA's Kepler Discovers First Earth-Size Planet In The 'Habitable Zone' of Another Star, sunasa.gov, NASA, 17 aprile 2014.URL consultato il 4 agosto 2015.
  71. Dirk Schulze-Makuch; Rene´ Heller; Edward Guinan,In Search for a Planet Better than Earth: Top Contenders for a Superhabitable World, inAstrobiology, vol. 20, n. 12, 2020.

Bibliografia

[modifica |modifica wikitesto]

Voci correlate

[modifica |modifica wikitesto]

Altri progetti

[modifica |modifica wikitesto]

Altri progetti

Collegamenti esterni

[modifica |modifica wikitesto]
 Portale Astronomia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di astronomia e astrofisica
Estratto da "https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Pianeta_superabitabile&oldid=149249685"
Categorie:

[8]ページ先頭

©2009-2026 Movatter.jp