Edith Margaret Emily Ashcroft nacque a Croydon, la figlia minore di Violetta Maud Bernheim e William Worsley Ashcroft, che morì in battaglia durante la prima guerra mondiale. La Ashcroft studiò alla Woodford School e allaCentral School of Speech and Drama, formandosi anche da autodidatta sulle opere diStanislavskij.[1] Durante gli studi fece il suo debutto professionale sulle scene conDear Brutus diJ. M. Barrie al Birmingham Repertory Theatre e nel 1927 ottenne il diploma dalla scuola di recitazione. Due anni più tardi fece il suo debutto nel West End londinese con la commedia Jew Süss, con cui ottenne grandi apprezzamenti per le sue doti d'attrice. Nel 1930 interpretòDesdemona accanto all'Otello diPaul Robeson alSavoy Theatre, attirando così l'attenzione diJohn Gielgud, che la volle accanto a sé come co-protagonista nelRomeo e Giulietta che l'attore stesso diresse e interpretò adOxford. Si unì alla compagnia dell'Old Vic nella stagione 1932-1933, durante la quale interpretò cinque eroine shakespeariane, e poi Kate inElla si umilia per vincere e Lady Teazle neLa scuola della maldicenza. Nel 1933 fece il suo debutto cinematografico nel film diMaurice ElveyThe Wandering Jew, anche se l'attrice non amò mai recitare per il cinema e apparve in solo una manciata di film nei successivi venticinque anni.
Dopo aver recitato perHitchcok neIl club dei 39 e altre apparizioni teatrali, nell'ottobre del 1935 tornò ad interpretare Giulietta accanto al Romeo diLaurence Olivier e di Gielgud, che si alternavano nel ruolo. L'anno successivo ottenne un altro successo sulle scene conIl gabbiano e nel 1937 fece il suo debutto a Broadway in una breve parentesi newyorchese. Tornata nel Regno Unito, la Aschcroft tornò a recitare con Gielgud in quattro opere teatrali in scena alQueen's Theatre di Londra, interpretando la regina inRiccardo II, Lady Teazle neLa scuola della maldicenza, Irina inTre sorelle e Porzia neIl mercante di Venezia. All'inizio degli anni quaranta l'attività teatrale si diradò in seguito alla nascita della figlia e allo scoppio della seconda guerra mondiale, pur recitando ancora con Gielgud in apprezzate interpretazioni di Ofelia nell'Amleto, Titania inSogno di una notte di mezza estate e dell'omonima protagonista dellaDuchessa di Malfi. Dopo la nascita del secondo figlio, l'attrice tornò a recitare con successo nel 1947, interpretando l'alcolista Evelyn Holt inEdward, My Son a Londra e a Broadway e la protagonista Catherine Sloper neL'ereditiera nel 1949.
Negli anni cinquanta Peggy Ashcroft continuò a recitare a Stratford e Londra, interpretando numerosi ruoli dal repertorio classico e rinascimentale come Beatrice inMolto rumore per nulla, Cordelia inRe Lear, Viola neLa dodicesima notte, Elettra nellatragedia di Sofocle e Mistress Page neLe allegre comari di Windsor; attiva anche nel repertorio moderno e contemporaneo, la Ashcroft interpretò anche il ruolo di Shen Te e Shui Ta neL'anima buona di Sezuan ed Hester Collyer nella prima assoluta deIl profondo mare azzurro diTerence Rattigan nel 1952. Nel 1958 si unì su invito diPeter Hall alla neo-fondataRoyal Shakespeare Company (RSC), Nella prima stagione della RSC, Peggy Aschroft interpretò Caterina neLa bisbetica domata, Paolina neIl racconto d'inverno,La duchessa di Amalfi, Emilia inOtello e Ranevskaya neIl giardino dei ciliegi, recitando spesso accanto a Gielgud. Particolarmente apprezzate furono le sue interpretazioni inThe Wars of the Roses (1963-1964), un riadattamento diEnrico VI parte I,II eIII e diRiccardo III in cui la Ashcroft interpretò il personaggio diMargherita d'Angiò dalla prima giovinezza alla maturità. Durante il resto degli anni sessanta alternò apparizioni in drammi classici e moderni, recitando i ruoli di Arkadina neIl gabbiano (1964), Mrs Alvin inSpettri (1967), Agnes inUn equilibrio delicato (1969) eCaterina d'Aragona nell'Enrico VIII (1969).
Pur continuando a recitare con la RSC, quando Peter Hall subentrò ad Olivier come direttore artistico nelNational Theatre la Ashcroft iniziò a recitare nel nuovo teatro delSouthbank, interpretando, tra i vari, ruoli principali inJohn Gabriel Borkman eGiorni felici. L'addio alle scene avvenne nel 1982, quando recitò a Londra nel ruolo della contessa inTutto è bene quel che finisce bene, un ruolo precedentemente interpretato a Statford l'anno prima. Dopo il termine della carriera teatrale la Aschcroft ottenne importanti successi in televisione e al cinema: nel 1985 vinse ilBAFTA per la miglior attrice perThe Jewel in the Crown e, soprattutto, nello stesso anno vinse l'Oscar alla miglior attrice non protagonista perPassaggio in India, per cui vinse anche un secondo BAFTA. Nel 1989 vinse laCoppa Volpi per la migliore interpretazione femminile per il film TVÈ stata via, diretto da Peter Hall. Il suo ultimo lavoro fu il dramma radiofonico diTom StoppardIn the Native State, trasmesso dallaBBC nel 1991.
Peggy Ashcroft morì per un infarto a Londra nel 1991, all'età di ottantatré anni. La salma fu cremata e le ceneri furono sparse intorno a un albero di gelso che la stessa Ashcroft nel 1969 aveva piantato nel sito dell'ultima dimora di Shakespeare.[2]
Peggy Ashcroft fu sposata tre volte. Nel 1929 si sposò con Rupert Hart-Davis, attore e futuro editore, ma il matrimonio ebbe vita breve, anche a causa dei numerosi tradimenti dell'attrice prima conPaul Robeson, poi conJ. B. Priestley eFëdor Komissarževskij.[3] Dopo il divorzio nel 1933 per adulterio, nel 1934 si risposò proprio con Komissarževskij, ma anche questo matrimonio naufragò presto, terminando nel 1936. Nel 1940 la Ashcroft sposò in terze nozze l'avvocato Jeremy Hutchinson, con cui rimase per venticinque anni prima di divorziare nel 1965; la coppia ebbe due figli: Eliza (1941) e Nicholas St John Hutchinson (1946). Era la nonna materna della cantante franceseEmily Loizeau.