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Pasquale Bruno

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Pasquale Bruno
Bruno al Torino nella stagione 1992-1993
NazionalitàItalia (bandiera) Italia
Altezza180[1]cm
Peso72[1]kg
Calcio
RuoloDifensore
Termine carriera2003
Carriera
Giovanili
19??-19??  Lecce
Squadre di club1
1979-1983  Lecce111 (9)
1983-1987  Como109 (2)
1987-1990  Juventus67 (0)[2]
1990-1993  Torino74 (1)
1993-1994  Fiorentina19 (0)
1995  Lecce17 (3)
1995-1997  Hearts35 (1)
1997-1998  Wigan1 (0)
2002-2003non conosciuta (bandiera) San Donato Leccese8 (0)
Nazionale
1981Italia (bandiera)Italia U-202 (0)
1981Italia (bandiera)Italia B U-213 (0)
1987-1988Italia (bandiera)Italia Olimpica2 (0)
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
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«Non è stato un violento, ma un esibizionista della violenza.[3]»

(Adalberto Bortolotti)

Pasquale Bruno (San Donato di Lecce,19 giugno1962[3]) è un excalciatoreitaliano, di ruolodifensore, ricordato per essere stato uno dei giocatori più duri della storia del calcio italiano[4][5]. Tra le sue vittorie figurano laCoppa UEFA 1989-1990, conquistata con laJuventus, e dueCoppe Italia.

Personaggio molto discusso,[6][7][8] era soprannominatoO' Animale per la sua grinta agonistica – più volte tramutatasi in violenza[9][10][11][12][13] –, caratteristica che gli fece collezionare in sedici anni di calcio italiano oltre cento ammonizioni,[14] numerosi cartellini rossi[15] e una cinquantina di giornate di squalifica,[16] e per la quale era anche apprezzato dai tifosi, i quali lo incoraggiavano a interventi rudi:[6][17][18][19][20] in questo senso, durante il periodo granata fu protagonista di underby contro la Juventus in cui fu espulso e, successivamente, squalificato per otto giornate per il suo impeto dopo il cartellino rosso.[21]

Biografia

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Pasquale Bruno è nato aSan Donato di Lecce. È sposato con Marcella e ha due figlie: Sandra e Marta.[22] È il suocero diErnesto Chevantón, legato a sua figlia Sandra.[23][24]

Il soprannomeO' Animale fu coniato daRoberto Tricella, suo compagno ai tempi dellaJuventus, per l'omonimia conPasquale Barra, killer pentito dellacamorra[15] tra i cui appellativi c'è proprioO' Nimale, attribuitogli per la ferocia dei suoi delitti. Bruno ha svelato di non aver mai avuto un amico calciatore, nemmeno tra i suoi compagni di squadra, eccezion fatta perIan Rush.[9]

Ha dichiarato più volte di essere diventato ricco e di aver raggiunto la notorietà grazie alla sua cattiveria[25][26][27] e costruendo un personaggio su di essa,[4][8][10][28][29][30][31] senza la quale non avrebbe mai potuto – a suo dire – giocare ad alti livelli.[27]

Da quando ha terminato la carriera calcistica svolge principalmente la professione di intermediario: è socio, conJason Ferguson, figlio diAlex, della Elite Sport Group, società di procure sportive aManchester.[32][33] Inoltre ha lavorato come commentatore televisivo perTELE+[34] e nella stagione 2010-2011 perDahlia TV.[23] Dal 2020 è spesso ospite aTiki Taka - La repubblica del pallone, programma condotto daPiero Chiambretti suItalia 1.

È tifoso delTorino[35] ed è un appassionato dimountain bike.[14][36]

Caratteristiche tecniche

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Un rude intervento in scivolata di Bruno ai danni diRenato Buso

Difensore arcigno e non molto dotato tecnicamente,[37][38][39] faceva del gioco duro la sua arma principale.[12][40][41] Tuttavia, ingaggiando duelli non sempre regolari con gli attaccanti avversari,[32][42] sapeva fornire ottime prestazioni come marcatore a uomo.[20][37] Numerosi furono gli screzi e le liti avute con gli avversari, tra i qualiCrippa,[43]Baggio,[44]Ruben Sosa,[45]Vialli,[46]Casiraghi,[47]Van Basten,[48]Răducioiu,[30]Maradona,[49]Lerda.[9]

Veniva impiegato prevalentemente nel ruolo diterzino,[30][50] oppure comestopper.[51]

Carriera

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Club

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Gli esordi al Lecce

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Un giovane Bruno con la maglia del Lecce

Bruno inizia la sua carriera professionistica nel 1979 con la maglia delLecce, nel campionato diSerie B.[52] Il 30 marzo 1980 realizza la sua prima rete nella partita Lecce-Ternana (2-1).[53] Con i giallorossi partecipa a quattro campionati cadetti, disputando 111 gare e realizzando 9 reti. Nel campionato1981-1982 marca 6 gol, suo record stagionale.[54]

L'arrivo al Como e le prime stagioni in Serie A

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Nell'estate del 1983 passa alComo, con cui raggiunge il secondo posto nel campionato diSerie B e la sua prima promozione inSerie A, alla prima stagione. Tra i suoi compagni ci sonoAnnoni eFusi, che ritroverà poi negli anni 1990 alTorino.

Bruno al Como nella stagione 1985-1986

Il 16 settembre 1984 il Como è impegnato, contro i campioni d'Italia dellaJuventus, nella prima gara dicampionato. Bruno fa il suo debutto inSerie A, accompagnato dalla prima espulsione nel massimo campionato.[55] La partita termina 0-0. Il 13 gennaio 1985 Bruno realizza il suo primo gol in Serie A, nella partitaMilan-Como, siglando al 40' la rete del definitivo 0-2.[56] Durante il campionato Bruno prende parte a 27 partite e il Como termina all'11º posto.

Lastagione successiva, a campionato in corso, come allenatore subentraRino Marchesi, che vorrà Bruno con sé anche alla Juventus due anni dopo.[3] Il Como termina al 9º posto incampionato e nellaCoppa Italia giunge sino alle semifinali, dove viene eliminato dallaSampdoria. Dopo quattro stagioni, 109 presenze in campionato e due reti,[57] nell'estate del 1987 lascia Como per approdare alla Juventus.

Le vittorie alla Juventus

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Nei primi giorni di giugno del 1987 Bruno viene acquistato dallaJuventus.[50][58] Con i bianconeri, causa un infortunio che gli fa saltare le prime partite,[59] fa il suo debutto ufficiale alla terza gara dicampionato, Juventus-Pescara (3-1) del 27 settembre.[60][61] Al termine del campionato la Juventus sarà sesta, mentre inCoppa Italia verrà eliminata dai concittadini delTorino in semifinale.

Bruno alla Juventus a fine anni 1980

Nell'estate del 1988 la Juventus cambia allenatore e sceglieDino Zoff, che conosce Bruno per averlo convocato da selezionatore dellaNazionale olimpica nel 1987.[39] Il terzino affermerà che Zoff è stata la persona da cui ha avuto i migliori insegnamenti e di avere sempre fatto tesoro dei suoi consigli.[39]

Il 1º marzo 1989, aTorino, si gioca l'andata dei quarti di finale dellaCoppa UEFA, che vede affrontarsi Juventus eNapoli; la partita, terminata 2-0, viene sbloccata al 13' da un potente tiro di Bruno da fuori area che supera il portiere partenopeoGiuliani.[62][63] Questa sarà l'unica rete di Bruno in bianconero in 99 gare, di cui 67 di campionato.[64] Tuttavia, nonostante il vantaggio dell'andata, la Juventus verrà eliminata subendo un 3-0 (dopo itempi supplementari) nella gara di ritorno alSan Paolo.

Il 28 maggio 1989 si gioca Juventus-Fiorentina – trentesima giornata delcampionato, che i bianconeri termineranno al quarto posto – e Bruno deve marcareRoberto Baggio. Al 73' vengono espulsi entrambi,[65] il primo per una scorrettezza mentre il pallone era lontano, il secondo per un fallo di reazione.[44] A causa di questa lite, continuata anche negli spogliatoi,[26][27] entrambi sconteranno due giornate di squalifica[44] e proseguiranno la loro inimicizia:[26][27][66] Baggio considerava il gioco di Bruno troppo duro,[65] mentre secondo il difensore, il fantasista era un cascatore.[51]

Bruno stringe in mano laCoppa UEFA vinta in bianconero nella stagione1989-1990, mentre festeggia negli spogliatoi con i compagni di squadraOleksandr Zavarov (al centro) eDario Bonetti (a destra).

Nell'ultima stagione in bianconero Bruno vince laCoppa Italia e laCoppa UEFA. La sua ultima partita è Fiorentina-Juventus (0-0), finale di ritorno della UEFA, disputatasi il 16 maggio 1990 alPartenio diAvellino,[67] gara in cui viene anche espulso.[68]

L'affermazione al Torino

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«Io non sputo nel piatto dove ho mangiato: la Juve mi ha dato il successo, i soldi e la possibilità di conoscere alcuni grandi personaggi come l'Avvocato Agnelli e Boniperti. Quella maglia granata, però, mi è rimasta addosso per sempre.[69]»

(Pasquale Bruno, 2013)

Una volta svincolatosi dalla Juventus,[70] Pasquale Bruno si accorda coi concittadini delTorino. La trattativa tra la società granata e il terzino – svoltasi durante il mese di giugno e sponsorizzata dal nuovo tecnicoMondonico,[71] già suo allenatore ai tempi del Como, con il quale non mancheranno le polemiche[72] – è contestata da molti tifosi, il cui ostracismo deriva dal recente passato del difensore tra le file dei rivali bianconeri.[73][74] Ma a distanza di pochi mesi Bruno diventerà il loro idolo[17][75] nonché un leader della squadra.[76]

Esordisce il 5 settembre 1990 nella partita diCoppa ItaliaVerona-Torino (0-4).[77] Quattro giorni dopo debutta anche incampionato, alloStadio delle Alpi, contro laLazio e viene espulso per una gomitata rifilata aRuben Sosa,[78] che – secondo quanto riportato dallo stesso Bruno – gli avrebbe sputato.[45] Il Torino si piazzerà al quinto posto in campionato e nel mese di giugno vincerà laMitropa Cup.

La grande rabbia di Bruno, placata a stento dai membri della panchina granata, dopo l'espulsione nelderby di Torino del 17 novembre 1991: «Quando [l'arbitro] mi ha fatto vedere il cartellino rosso sono rimasto a bocca aperta, come un merluzzo. Poi ho capito, mi sono fatto sotto e mi hanno trascinato via. Senza l'intervento di Lentini forse avrei finito la carriera».[79]

Il 17 novembre 1991 si gioca la decima giornata dicampionato e il Torino è impegnato nelderby contro la Juventus. Questa partita, terminata 1-0 per i bianconeri, verrà ricordata per l'espulsione e la reazione di Bruno[23][80] che alcuni giornali definiranno «isterica».[81][82][83] Già ammonito dopo cinque minuti di gioco,[84] Bruno rifila una gomitata aCasiraghi,[85] inducendo l'arbitroCeccarini a espellerlo al 16' per somma di ammonizioni,[84] cosa che fa perdere la testa al calciatore che tenta di aggredirlo,[86] non riuscendoci grazie al tempestivo intervento diLentini,[47] aiutato poi anche daCravero,[80]Casagrande[87] e altri componenti della panchina granata,[21] i quali riescono ad accompagnare Bruno, scoppiato in lacrime,[88] fuori dal campo. Ceccarini e i due guardalinee lasceranno lo stadio scortati dalla polizia.[47] Per il suo comportamento verrà squalificato inizialmente per otto giornate, poi ridotte a cinque dalla Commissione disciplinare, che accoglierà il ricorso del Torino.[82] Bruno, dopo l'accaduto, si giustificherà dando la colpa all'arbitro,[79][88] criticherà i suoi compagni e Mondonico per averlo censurato[81][88] e accuserà Casiraghi di essere un provocatore.[47][79][89]

«Al Torino Bruno trova il suo habitat, è il gladiatore a lungo atteso.[3]»

(Adalberto Bortolotti)

Il 26 febbraio 1992 si gioca alDelle Alpi il ritorno dei quarti di finale diCoppa Italia tra Torino eMilan. Al 22' di gioco, su un cross diMaldini Bruno colpisce il pallone, svirgolandolo e facendolo rimbalzare dentro la porta difesa daMarchegiani:[90]Van Basten, dopo avere subito le pressioni del difensore granata in avvio di partita,[6][19] si lascia andare a un balletto irridente nei suoi confronti,[38] danzando a gambe aperte[6] sopra il corpo di Bruno disteso a terra;[91] Marchegiani, nel tentativo di rincorrere l'olandese, travolgeSimone, rischiando l'espulsione,[90] mentre nell'area si accende una mischia.[6][19] La terna arbitrale non segue attentamente gli sviluppi dell'episodio,[38] che invece inducono l'allenatore rossoneroCapello – dopo due minuti dal gol – alla sostituzione di Van Basten, per evitare l'aggravarsi della situazione.[6][90] Bruno segue l'attaccante verso la panchina, insultandolo,[19] e dichiarerà in seguito di non essersi accorto di nulla, in quanto frastornato dall'autogol, e che avrebbe senz'altro reagito se fosse stato lucido.[38][48]

Bruno in azione al Torino nel 1992-1993

InCoppa UEFA, il Torino avanza agevolmente sino alle semifinali, dove incontra il blasonatoReal Madrid. Nella partita di andata, alBernabéu, i padroni di casa si impongono per 2-1. Il 15 aprile 1992, nella gara di ritorno, i granata ribaltano il risultato, vincendo 2-0; Bruno disputa un'ottima gara, neutralizzandoButragueño.[92] Nelle finali i granata affronteranno gli olandesi dell'Ajax, i quali si aggiudicheranno la competizione in virtù del maggior numero di gol segnati in trasferta dopo il 2-2 diTorino e lo 0-0 diAmsterdam.

Il 17 maggio 1992, nel penultimo turno di campionato, Bruno va in rete con una giocata pregevole[93] nella partitaAtalanta-Torino, fissando il risultato sull'1-3.[94] Questa sarà la sua unica rete in maglia granata in 106 presenze totali tra campionati e coppe.[95] Al termine della stagione1991-1992 il Torino si classificherà terzo inSerie A.

Dopo due buoni anni al Torino, Bruno comincia la stagione1992-1993 subendo un calo di rendimento e non è più efficace nei suoi interventi.[96] Per questo viene criticato da Mondonico[97] e dalla stampa.[96] A chi gli fa notare le sue opache prestazioni risponde:

«I quattro in pagella non contano nulla, l'importante è avere quattro miliardi in banca.[96][98][99]»

(Pasquale Bruno dopo Torino-Juventus (1-2) del 22 novembre 1992)

Il 7 febbraio 1993 si gioca alloStadio delle Alpi Torino-Brescia, 19º turno dicampionato. Al 45' del primo tempo Bruno entra con irruenza sulla gamba sinistra dell'attaccante romenoRăducioiu, il quale sarà costretto a lasciare il terreno di gioco in barella e a vedersi successivamente applicati nove punti di sutura.[100] Nel dopopartita il romeno accuserà di essere stato minacciato dal difensore[101] e Bruno, di fronte alle telecamere, vi scherzerà sopra:[100]

«Sì, è vero, ho commesso un fallo volontario, e in più avevo in tasca una pistola, una lupara e la magnum. Attenzione, ho scherzato, non vorrei fare la fine di Schillaci che venne squalificato.»

(Pasquale Bruno dopo Torino-Brescia (1-0) del 7 febbraio 1993)

Il neo presidente del TorinoGoveani, indispettito dalle dichiarazioni di Bruno, deciderà di non rinnovargli il contratto, in scadenza,[28] e non lo multerà.[102] Nei giorni seguenti laFIGC – su richiesta dello stesso Răducioiu, appoggiato dal presidente dell'Associazione Italiana CalciatoriSergio Campana[42] – aprirà un'inchiesta federale.[28][103]

Bruno esulta in maglia granata

Verso la fine di febbraio Bruno, in un'intervista televisiva, fa sapere di essersi accordato con ilManchester City per la stagione successiva: approfittando di due giorni liberi concessigli, è andato a trattare in prima persona con il club inglese e – stando alle sue parole – si è anche allenato con i suoi futuri compagni, a totale insaputa della società torinese, che rimarrà delusa per la vicenda[104] e lo multerà.[105] Il 19 giugno 1993 disputa la sua ultima partita con la maglia granata all'Olimpico di Roma, in occasione della finale di ritorno dellaCoppa Italia traRoma e Torino, che vedrà come vincitrice proprio la squadra piemontese.[106]

Ritorno in Serie B: Fiorentina e Lecce bis

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Il 30 giugno 1993 passa allaFiorentina per la cifra di 1,5 miliardi di lire, firmando un contratto biennale da 650 milioni netti annui,[107][108] e torna a giocare inSerie B dopo 9 stagioni consecutive inSerie A.

Le multe

Pasquale Bruno è famoso anche per aver ricevuto, durante la sua carriera, parecchie multe dalle società.[109] Di seguito sono elencate alcune di esse.

A seguito del suo comportamento nel derbyJuventus-Torino (1-0) del 17 novembre 1991, venne multato per 41 milioni di lire dalla società granata.[110]

Nell'estate 1992, in occasione di un'amichevole precampionato contro laLucchese, venne multato dall'allora direttore sportivo del Torino,Luciano Moggi, per 10 milioni di lire a seguito di un'espulsione.[111]

Nel febbraio del 1993 il neo presidente granata Goveani lo multò per 10 milioni di lire per la sua trasferta aManchester.[112]

Ai tempi dellaFiorentina, il presidenteCecchi Gori lo multò con 32 milioni di lire a seguito di una squalifica di tre giornate, comminatagli per la rissa al termine della partita Fiorentina-Brescia (2-1) del 26 settembre 1993.[113]

Sempre Cecchi Gori, nell'ottobre del 1994, lo multò per altri 30 milioni di lire per aver partecipato alla trasmissioneL'appello del martedì senza il permesso della società.[114]

Esordisce con la Fiorentina il 22 agosto 1993 nella gara diCoppa Italia Fiorentina-Empoli (2-0).[115] Dopo avere saltato le prime due gare per squalifica,[116] il successivo 12 settembre Bruno fa il suo debutto incampionato con i viola nella terza giornata, in occasione diCosenza-Fiorentina (1-1).[117] Nel dopopartita viene sorteggiato per il controlloantidoping e allunga la provetta delleurine conacqua minerale;[118] nonostante l'evidenza del fatto, Bruno negherà tutto.[119] In seguito, il 22 ottobre, verrà squalificato per due turni.[117]

«In campo mi dicevano di tutto e io mi regolavo di conseguenza.[9]»

(Pasquale Bruno intervistato nel 2004)

Il 26 settembre 1993, al termine della quinta giornata di campionato Fiorentina-Brescia (2-1), Bruno colpisce con un pugno al voltoLerda nel sottopassaggio che porta agli spogliatoi,[120] reagendo agli insulti e agli sputi dell'attaccante bresciano.[113] Il difensore viola, che escluderà il suo coinvolgimento nella vicenda,[121] verrà squalificato per tre turni, ai quali verranno sommati gli altri due per aver falsificato il test antidoping, per un totale di cinque giornate consecutive di squalifica.[117]

In occasione della gara di ritorno, giocata alRigamonti diBrescia nel febbraio del 1994, Bruno viaggerà sdraiato sul fondo del pullman per evitare di attirare le ire dei tifosi avversari e verrà accompagnato da quattro guardie del corpo fino al campo.[122]

Nel frattempo il 3 dicembre 1993, all'indomani della partita diCoppa Italia Fiorentina-Venezia (1-2) – che fa registrare un'altra espulsione di Bruno –, il presidenteCecchi Gori decide di metterlo fuori squadra[123] a tempo indeterminato[7] (salvo poi rivedere il suo provvedimento e optare solamente per escluderlo dalla rosa, grazie alla mediazione dell'allenatoreClaudio Ranieri[124]), stanco dei suoi comportamenti e delle sue squalifiche che – a suo dire – rovinano l'immagine della società.[123][124] Solamente in questi primi mesi della stagione Bruno è stato multato per la cifra complessiva di 117 milioni di lire dal presidente, in seguito alle sue ripetute gravi condotte.[125]

L'acquisto di Bruno, voluto da Cecchi Gori per dare solidità difensiva,[125] si rivela fallimentare,[117] non solo per i suoi comportamenti, ma – sempre secondo Cecchi Gori – anche per le sue prestazioni insufficienti.[125]

Nel nuovo anno la punizione di Cecchi Gori termina, sicché il 2 gennaio 1994 Bruno torna in campo per la partita di campionatoLucchese-Fiorentina (1-1).[126] Nel girone di ritorno esibisce una buona condizione fisica.[127] A fine stagione la Fiorentina vincerà il campionato cadetto e sarà promossa inSerie A. Bruno, inaspettatamente,[128] sarà riconfermato.[129]

Bruno alla Fiorentina nell'annata 1993-1994

Nella stagione successiva viene messo fuori rosa per contrasti con Ranieri,[130] il quale lo reintegrerà in squadra il 30 novembre 1994 – dopo che il difensore deciderà di adattarsi alla panchina[131] – in occasione dei quarti di finale diCoppa ItaliaParma-Fiorentina (2-0), partita nella quale andrà in panchina per la prima volta nella stagione.[132]

In rotta con la società viola, dopo una nuova multa di Cecchi Gori,[114] Bruno chiede di essere ceduto;[131] nel mese di ottobre tenta il trasferimento alCrystal Palace,[133] senza successo.

Nei primi giorni del novembre 1994 ilBrescia acquista Pasquale Bruno dalla Fiorentina.[122][134] Dopo le contestazioni dei tifosi lombardi – dovute ai suoi passati incidenti con Răducioiu e Lerda, all'epoca dei fatti calciatori del Brescia[122][134] – la società preferisce non presentare il difensore,[134] che decide di non trasferirsi a Brescia, preoccupato per l'incolumità sua e della sua famiglia.[122]

Il 3 gennaio 1995 firma un contratto per due stagioni con ilLecce,[135] che disputa il campionato diSerie B. Il suo ritorno in campo con la maglia giallorossa avviene cinque giorni dopo nella partita Lecce-Verona (1-0).[136] A fine stagione il Lecce terminerà all'ultimo posto e retrocederà inSerie C1; Bruno totalizzerà tre reti in 17 gare di campionato[57] e, contrariamente agli accordi, non seguirà la squadra la stagione successiva inSerie C.

Le esperienze nel Regno Unito e il ritiro

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Nell'autunno del 1995 firma un contratto biennale dall'equivalente di 300 milioni di lire annui con l'Hearts, squadra diEdimburgo.[27] Bruno, accolto con calore, si ingraziò presto i tifosi scozzesi.[137] Il suo esordio avviene il 4 novembre 1995 nella partita Hearts-Partick Thistle (3-0).[138] Nella sua prima stagione raggiunge la finale dellaScottish Cup, dove gli Hearts perdono 5-1 contro ilRangers Glasgow.

Nel 1997 passa alWigan dove disputerà solamente quarantacinque minuti in tutta la stagione, alla fine della quale si ritirerà, salvo poi ritornare a giocare – come attaccante – nel 2002, all'età di quarant'anni, con il Delta San Donato, squadra di Terza Categoria della sua città natale, allenata dal fratello Gigi e diretta dal padre Pino.[32][33]

Nazionale

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Bruno fa parte della selezione che, nell'ottobre del 1981, disputa inAustralia ilcampionato mondiale Under-20. Gioca le prime due partite contro laCorea del Sud[139] e ilBrasile,[140] rimediando due cartellini gialli. L'Italia esce al primo turno, dopo tre sconfitte in tre partite.

Il 16 dicembre 1981 disputa, con laNazionale italiana B Under 21, una partita amichevole contro una selezione simile dellaSpagna.[141]

Nel novembre del 1986, durante il periodo di militanza nelComo, Bruno entra nel giro dellaNazionale olimpica allenata daZoff,[142] nella quale vanta sei convocazioni totali. Tra il gennaio e l'aprile del 1987, viene chiamato per le partite controGrecia,[143]Portogallo,[144]Germania Est[145] eIslanda.[146] Dopo aver debuttato contro la Germania Est, nell'aprile del 1988 gioca in Italia-Paesi Bassi (3-0) la sua seconda e ultima partita con la selezione olimpica.[147] Bruno verrà incluso nella preselezione per igiochi olimpici diSeul 1988 dal nuovo CTRocca[148] – che sostituirà Zoff dopo il suo passaggio allaJuventus –, ma non farà parte della rosa dei 20 finali.

Statistiche

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Presenze e reti nei club

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StagioneSquadraCampionatoCoppe nazionaliCoppe continentaliAltre coppeTotale
CompPresRetiCompPresRetiCompPresRetiCompPresRetiPresReti
1979-1980Italia (bandiera)Lecce[57]B231CI00------231
1980-1981B251CI20------271
1981-1982B316CI50------366
1982-1983B321CI50------371
1983-1984Italia (bandiera)Como[57]B260CI50------310
1984-1985A271CI50------321
1985-1986A271CI110------381
1986-1987A290CI40------330
Totale Como1092250----1342
1987-1988Italia (bandiera)Juventus[64]A25+1[149]0+0CI60CU20---340
1988-1989A230CI80CU51---361
1989-1990A190CI20CU80---290
Totale Juventus67+10160151--991
1990-1991Italia (bandiera)Torino[95]A280CI50---CM30360
1991-1992A221CI40CU90---351
1992-1993A240CI70CU40---350
Totale Torino741160130301061
1993-1994Italia (bandiera)Fiorentina[115]B190CI40---CAI30260
lug.-dic. 1994A00CI00------00
Totale Fiorentina1904030--260
gen.-giu. 1995Italia (bandiera)Lecce[57]B173CI--------173
Totale Lecce12812120----14012
1995-1996Scozia (bandiera)Hearts[150][151]PD221SC40------261
1996-1997PD130SLC40CdC20---190
Totale Hearts3518020--451
1997-feb. 1998Inghilterra (bandiera)WiganSD10---------10
Totale carriera434+1655+?361+--525+17+

Palmarès

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Club

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Competizioni nazionali

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Juventus:1989-1990
Torino:1992-1993
Fiorentina:1993-1994

Competizioni internazionali

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Juventus:1989-1990
Torino:1991

Note

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  1. ^abPanini, p. 4.
  2. ^68 (0) se si considera anche lo spareggio UEFA del 23 maggio 1988 tra Juventus e Torino.
  3. ^abcdSappino, p. 108.
  4. ^abPasquale Bruno, il primo cattivo del nostro calcio, inCorriere dello Sport, 19 giugno 2011.URL consultato il 4 ottobre 2011(archiviato dall'url originale il 27 giugno 2015).
  5. ^Pasquale Bruno: "Daspo? Io lo avrei preso sicuro", inBlitz Quotidiano, 24 aprile 2010.URL consultato il 4 ottobre 2011.
  6. ^abcdef Fabio Monti,Autogol e calci firmati Bruno, inCorriere della Sera, 27 febbraio 1992, p. 36(archiviato dall'url originale il 13 aprile 2013).
  7. ^ab Raffaello Paloscia,Cecchi Gori caccia Bruno: fuori rosa, inCorriere della Sera, 3 dicembre 1993, p. 43(archiviato dall'url originale il 13 aprile 2013).
  8. ^ab Maurizio Crosetti,Bruno, ribelle impunito, inLa Repubblica, 24 novembre 1992, p. 37.URL consultato il 6 ottobre 2011.
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