Gregorio XVI è il primo papa a essere stato immortalato in undagherrotipo. Il pontefice, mentre si trovava in visita aTivoli il 2 ottobre 1845, volle «assistere agli esperimenti fisici della luce elettrica, del telegrafo elettrico, e della macchina elettro-meccanica»[2] condotti dall'abate e scienziatoVittorio della Rovere. «Presentatigli vari lavori in dagherrotipo eseguiti in questi ultimi giorni, due ne prescelse singolarmente, l'uno che rappresentava i cunicoli delMonte Catillo, e l'altro ove era ritratto il bellissimo arco di ferro dei signori Garlandi e Graziosi eretto a Sua Santità. Ma pose il colmo alla degnazione quando acconsentì di lasciarsi ritrarre egli stesso, e solo, e con appresso il Vescovo Diocesano, il R.do Padre Generale dellaCompagnia di Gesù, e vari Principi e Prelati che gli facevan corteggio».[3] I due dagherrotipi raffiguranti il pontefice, successivamente, vennero citati numerose volte in testi specifici sulla fotografia,[4] ma il sistema archivistico-museale della Santa Sede non possiede tali opere, delle quali attualmente non si conosce l'ubicazione e non è neanche sicuro che esistano ancora.
Bartolomeo Alberto Cappellari nacque il 18 settembre 1765 a Mussoi, oggi sobborgo diBelluno, nella casa di campagna della famiglia. Il giorno successivo venne battezzato nella vicinaparrocchia diBolzano Bellunese dallo zio, don Antonio Cappellari. Era l'ultimo dei cinque figli di Giovanni Battista Cappellari e di sua moglie Giulia Cesa, l'uno notaio e l'altra figlia di un notaio, entrambi membri della piccola nobiltà bellunese[5][6]. La famiglia Cappellari, nota in città dalla metà delXVI secolo, era stata aggregata al locale Consiglio nobile nel 1670[7]. Tradizionalmente i suoi membri si distinguevano nelle professioni liberali, ma qualcuno aveva abbracciato la vita consacrata[6].
Iniziò gli studi con Giovanni Carrera, un canonico di Belluno, e pare che la sua vocazione fosse nata intorno ai quindici anni, quando vide la sorella Caterina entrare in un convento di monache cistercensi. Il 23 agosto 1783 Bartolomeo entrò a far parte della congregazione deicamaldolesi delmonastero di San Michele in Isola, pressoMurano. Assunto il nome religioso di Mauro si distinse rapidamente per i suoi conseguimenti teologici e linguistici.[6] A partire dal 1790 insegnòfilosofia escienze presso lo stesso monastero.
Il suo primo contatto con i fedeli avvenne nel 1799 quando pubblicò un lavoro contro igiansenisti italiani, intitolatoIl trionfo della Santa Sede e della Chiesa: contro gli assalti dei novatori combattuti e respinti colle stesse loro armi, il quale, oltre a essere pubblicato in diverse edizioni inItalia, venne tradotto in diverse lingue europee. Nel 1800 divenne membro dell'Accademia della Religione Cattolica, fondata dalpapa Pio VII, alla quale contribuì con diverse memorie su questioni teologiche e filosofiche, mentre, nel 1805, venne nominatoabate diSan Gregorio al Celio.
Quando, a seguito dell'occupazione napoleonica, Pio VII venne portato via daRoma, nel 1809, Cappellari si ritirò aMurano, vicino aVenezia, e, nel 1814, con alcuni membri del suo ordine si mosse versoPadova. CadutoNapoleone, poco dopo la restaurazione del Papa venne richiamato a Roma, dove ricevette le nomine a vicario generale dei camaldolesi, consigliere dell'Inquisizione, prefetto della congregazionePropaganda Fide ed esaminatore deivescovi.
Il 21 marzo 1825 fu creatocardinale dapapa Leone XII, e, poco dopo, gli venne affidata l'importante missione di regolare un concordato riguardante gli interessi dei protestanti delRegno Unito dei Paesi Bassi e dei cattolici (concentrati al Sud), dove lavorò alacremente e con successo. Il concordato fu firmato nel 1827 e fu importante soprattutto per leprovince meridionali dove, a parte l'arcidiocesi di Malines, tutte le diocesi erano vacanti. Tale concordato fu però importante anche per le province settentrionali in quanto il concordato prevedeva il ristabilimento delladiocesi di 's-Hertogenbosch e l'erezione di una diocesi cattolica ad Amsterdam, dopo che per secoli il culto cattolico vi era stato proibito. Tuttavia, a causa dellarivoluzione del 1830 che portò alla nascita di un nuovo Stato, ilBelgio, il concordato ebbe vita breve. Alcune disposizioni rimasero comunque in vigore e permisero nel 1853 l'effettivo ristabilimento della gerarchia ecclesiastica cattolica neiPaesi Bassi (con il breve apostolicoEx qua die dipapa Pio IX), anche grazie all'atteggiamento benevolo dire Guglielmo III.
Il 2 febbraio 1831, dopo cinquantun giorni diconclave (e sessantaquattro disede vacante dalla morte diPio VIII), il cardinale Cappellari fu inaspettatamente eletto papa. Quell'anno anche loStato Pontificio fu attraversato daimoti che si erano diffusi in tutta la penisola. ABologna fu proclamata la nascita delleProvince Unite Italiane. Gli insorti dichiararono la secessione delleLegazioni diBologna,Ferrara,Forlì eRavenna. Per sedare le rivolte e riportare l'ordine sociale la Santa Sede dovette chiedere l'intervento dell'esercito austriaco al comando del generaleJohann Frimont che in breve ebbe ragione delle forze improvvisate del generaleCarlo Zucchi.
Negli anni seguenti il governo rimandò continuamente le promesse di riforma; la sostituzione diTommaso Bernetti conLuigi Lambruschini comesegretario di Stato nel 1836 non migliorò le cose. Anche sul piano economico cercò di stimolare miglioramenti, ad esempio autorizzando la nascita dellaCassa dei Risparmi di Forlì (con il rescritto del 3 giugno 1839), nel pieno di quel territorio romagnolo che si era dimostrato molto turbolento pochi anni prima.
A Gregorio XVI viene erroneamente attribuita la fraseChemin de fer, chemin d'enfer ("La ferrovia è la strada per l'inferno"), che non pronunciò mai.[8] Tuttavia, papa Cappellari non era contrario alle ferrovie ma, semplicemente, non ne autorizzò la costruzione.[9] Una commissione per studiare l'eventuale realizzazione della ferrovia nello Stato Pontificio venne infatti istituita proprio da Gregorio XVI nel 1840,[10] ma i progetti presentati risultarono svantaggiosi. Lo Stato, infatti, non aveva né ilferro né ilcarbone, risorse che si sarebbero dovute reperire all'estero, né disponeva della tecnologia necessaria.[11] La commissione concluse che i costi sarebbero stati altissimi, specialmente per le magre finanze romane.[12] Gregorio XVI, tuttavia, disse che sicuramente il suo successore avrebbe dovuto mettere mano alla faccenda.Pio IX, anni dopo, realizzò all'interno dello Stato Pontificio una delle prime reti ferroviarie italiane. Le pessime condizioni finanziarie in cui Gregorio XVI lasciò gli Stati della Chiesa furono in parte dovute a ingenti spese in opere architettoniche e di ingegneria e al suo munifico patrocinio della cultura nelle persone diAngelo Mai,Giuseppe Mezzofanti,Gaetano Moroni e altri.
Gli anni del suo pontificato furono segnati dal rapido svilupparsi e diffondersi di quelle ideeultramontane che vennero infine formulate, sotto la presidenza del suo successore, Pio IX, dalConcilio Vaticano I. Circa le beatificazioni e le canonizzazioni, si ricorda che, il 7 aprile 1843, Gregorio XVI approvò il culto diCamilla Battista da Varano.
Sotto il suo pontificato fu affrontato con convinzione il problema dellaschiavitù, ancora fortemente presente soprattutto nelle Americhe. Il 3 dicembre 1839, con il breve apostolicoIn supremo apostolatus, Gregorio XVI condannò la schiavitù come "delitto", ribadendo il magistero dei suoi predecessori. Inoltre, attraverso ibrevi apostoliciSummo iugiter studio (1832) eQuas vestro (1841), trattò il tema del matrimonio tra persone cattoliche e acattoliche, con particolare riferimento alla situazioneungherese. Si adoperò anche per rafforzare l'attivitàmissionaria, a cui dedicò il breveProbe nostis (18 settembre 1840).
Il 20 maggio 1846 sentì che la sua salute stava peggiorando. Qualche giorno dopo si ammalò con macchie dovute all'erisipela che gli coprivano il viso. Anche se non si pensò che il primo attacco fosse una malattia grave, il 31 maggio le forze gli vennero meno e la sua fine apparve vicina. Morì il 1º giugno 1846 dopo diversi attacchi di erisipela. Due attendenti erano accanto al suo letto al momento della morte. Dopo il funerale venne sepolto nellaBasilica di San Pietro.
Museo gregoriano etrusco, per raccogliere le opere che all'inizio dell'Ottocento venivano scoperte con scavi archeologici nelle città dell'Etruria che erano parte dello Stato Pontificio;
—31 ottobre 1841 (con la riforma dell'Ordine dello Speron d'Oro fu indicato San Silvestro come patrono dei Cavalieri e si costituì la muova duplice intitolazione dell'Ordine)
↑Maria Francesca Bonetti, Monica Maffioli,L'Italia d'argento: 1839-1859: storia del dagherrotipo in Italia, pag. 240.
↑Biagia Catanzaro, Francesco Gligora,Breve Storia dei papi, da San Pietro a Paolo VI, Padova, 1975, p. 74 e Biographisch-Bibliographischen Kirchenlexikon (BBKL).
↑ Giuliana Saretta,La famiglia Cappellari e Gregorio XVI, in Giuseppe Andrich (a cura di),Papa Gregorio XVI e Belluno. Convegno di studio nel 150° della morte, Belluno, Istituto Bellunese di ricerche Sociali e Culturali, 1998, p.55.