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Palmira

Coordinate:34°33′01.37″N 38°16′11.25″E34°33′01.37″N,38°16′11.25″E
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Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vediPalmira (disambigua).
Palmira
Tadmor
Antiche rovine della città di Palmira (2010)
CiviltàAssiri,Punici,greca,romana,bizantina,araba
UtilizzoCittà carovaniera
Stilegreco-romano
EpocaIVII secolo (Rovine)
Localizzazione
StatoSiria (bandiera) Siria
Altitudine205 m s.l.m.
Dimensioni
Superficie809 374,52 
Scavi
Data scoperta1696[1]-1751[2]
Date scavi1929
ArcheologoHenri Arnold Seyrig
Amministrazione
PatrimonioImpero romano,Regno di Palmira
ResponsabileKhaled al-Asaad (assassinato)[3]
VisitabileAttualmente no (zona diguerra)
Mappa di localizzazione
Map
Modifica dati su Wikidata ·Manuale
 Bene protetto dall'UNESCO
Sito archeologico di Palmyra
 Patrimonio dell'umanità
TipoCulturali
Criterio(i) (ii) (iv)
Pericolosegnalato a rischio dal 2013[4]
Riconosciuto dal1980
Scheda UNESCO(EN)Site of Palmyra
(FR)Site de Palmyre
Manuale

Palmira (inpalmireno,Tadmor, "palma";greco Παλμύρα,Palmyra, come inlatino; inaramaico,Tadmor,in araboتدمر?,Tadmur), chiamata anche laSposa del Deserto, fu in tempi antichi una delle più importanticittà della Siria, e per un certo periodo capitale dell'importanteRegno di Palmira, unimpero di breve durata governato dalla reginaZenobia in contrasto con l'impero romano nel III secolo d.C. La piccola cittadina moderna nei pressi delle rovine porta lo stesso nome e si trova nelGovernatorato di Homs.

Il sito archeologico ha subito gravissimi danni durante laguerra civile siriana, a opera di sistematiche distruzioni del gruppojihādista delloStato Islamico nel 2013, ma è stata riconquistata dalla Siria nel 2016.

Geografia

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La città si trova in una oasi a240 km a nord-est diDamasco e200 km a sud-ovest della città diDeir ez-Zor, che si trova sul fiumeEufrate. È particolarmente nota per essere stata la capitale delRegno indipendente di Palmira, sotto il governo della reginaZenobia.

È stato per lungo tempo un vitale centro carovaniero, tanto da essere soprannominata laSposa del deserto, per i viaggiatori e i mercanti che attraversavano il deserto siriaco per collegare l'Occidente (Roma e le principali città dell'impero) con l'Oriente (la Mesopotamia, la Persia, fino all'India e alla Cina), che tra il I e il III secolo d.C. ebbe un notevole sviluppo.

Il nomegreco della città,Palmyra (Παλμύρα), è la fedele traduzione dall'originalearamaico,Tadmor, che significa 'palma', per la presenza dipalme tipiche del deserto nell'oasi attorno a cui sorge. Secondo leAntichità giudaiche diGiuseppe Flavio (AI, VIII), il nome le fu attribuito dal reSalomone e fu condiviso anche dai Greci.[5] Tadmor (ancheTadmur; inarabo تدمر) è l'attuale nome della cittadina sorta in prossimità delle rovine, che dipende molto dalturismo. Anche se la fonte sulfurea che alimentava l'oasi originale di Palmira sembra esaurita, oggi Tadmor, con un sistema di irrigazione del terreno, riesce a mantenere viva una fiorente oasi artificiale che permette ai45 000 abitanti di vivere non solo di turismo ma anche di agricoltura.

Storia

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Iltempio di Baal.

La città, nota con il nome di Tadmor nel II millennio a.C., è menzionata per la prima volta in documenti provenienti dagli archivi assiri diKanech, in Cappadocia, nel XIX secolo a.C., e poi è citata più volte negli archivi diMari, nel XVIII secolo a.C. Viene poi citata ancora negli archivi assiri, nell'XI secolo a.C., come Tadmor del deserto. A quel tempo era solo una città commerciale nella estesa rete che univa la Mesopotamia e la Siria settentrionale. Tadmor è citata anche nellaBibbia (Secondo libro delle Cronache 8.4) come una città del deserto fortificata daSalomone. La città diTamar[6] è menzionata nelPrimo libro dei Re (9.18), anch'essa fondata e fortificata da Salomone.

Dopo queste citazioni su Palmira cala il silenzio per circa un millennio, e solo nel I secolo a.C. la città viene citata con il nuovo nome, che le è stato dato durante il regno dei Seleucidi (IV - I secolo a.C.).

Periodo greco-romano

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Lo stesso argomento in dettaglio:Seleucidi.

Quando i Seleucidi presero il controllo dellaSiria nel 323 a.C. la città fu abbandonata a sé stessa e divenne indipendente. Palmira fiorì come città carovaniera durante il I secolo a.C., come ci testimonia lostoricogiudeoFlavio Giuseppe, nel secolo successivo, sviluppando un proprio dialetto semitico e un proprio alfabeto. Anche se la Siria era divenuta provincia romana nel 64 a.C., pare che Palmira abbia mantenuto una certa autonomia e la città era tanto ricca che, nel 41 a.C.,Marco Antonio cercò di occuparla per saccheggiarla ma fallì nel tentativo.

Lo stesso argomento in dettaglio:Limes orientale.
Ilteatro romano.
Ildecumano massimo della città.

In seguito Palmira fu annessa ufficialmente allaprovincia romana di Siria, verso il 19 d.C., durante il regno di Tiberio (14-37), e conNerone (54-68) fu integrata nella provincia. In quegli anni lo scrittorePlinio il Vecchio, nel suoNaturalis Historia, descrive Palmira mettendone in rilievo la ricchezza del suolo e la sua importanza per il ruolo che ricopriva come principale via di commercio traPersia,India,Cina e l'impero romano. SottoTiberio era già così ricca che costruì ilsantuario di Baal, con il tempio dedicato a Baal, a Yarhibol (il Sole) e Aglibol (la Luna) e con la cooperazione degli sceicchi nomadi l'autorità di Palmira fu riconosciuta dalle oasi del deserto, tanto da renderla un vero e proprio stato. Nel 24 avevano fondato una colonia sull'Eufrate e avevano un fondaco a Vologasia, città del regno dei Parti, da dove raggiungevano le coste delgolfo persico, dove arrivavano le navi provenienti dall'India.

Rilievo di giovane con stilo etavoletta cerata
Busto funerario femminile di Palmira dalla collezione conservata almuseo del Louvre. Dallo stile di tali ritratti è evidente l'influenza romana e l'abbigliamento elaborato dei soggetti testimonia la ricchezza della città.

SottoTraiano la città fu compresa nella nuova provincia di Arabia, risultante dall'annessione dello stato satellite dellaNabatea. Nel 129Adriano visitò Palmira e la proclamò città libera, dandole il nome diPalmira Hadriana. Tra la fine del II e l'inizio del III secolo,Settimio Severo oppure il suo successore, il figlioCaracalla, concessero a Palmira lo statuto dicittà libera.

Palmira, benché fosse in una posizione strategica sia per l'impero romano che per quellopartico, non era mai stata coinvolta nelle guerre tra le due potenze, ma dopo che nel 224 il fondatore della dinastia sasanideArdashir I ascese al potere, a partire dal 230 il commercio palmireno diminuì a causa dell'occupazione sasanide dellaCappadocia (Nisibis cadde nel 237) e della Mesopotamia; la città diCarre nel territorio tra ilTigri e l'Eufrate cadde nel 238. Negli anni seguenti le incursioni deiSasanidi continuarono con continuità anche sotto il regno del successore di Ardashir,Shapur I, che arrivò a minacciare Antiochia. In questo contesto si inserì la figura diOdenato.

Odenato, discendente della famiglia gentilizia palmirena dei Settimi, che ricevette lacittadinanza romana, quando nel 193 parteggiò perSettimio Severo controPescennio Nigro venne nominato governatore dellaprovincia di Siria daValeriano. Nel 260, dopo che Valeriano fu sconfitto aEdessa e venne catturato, Odenato intervenne in aiuto dei Romani e inseguì sino aCtesifonte l'esercito sasanide che, sconfitto dal generaleCallisto, si stava ritirando. Durante tale azione Odenato riuscì a procurare notevoli perdite al nemico e l'impresa fu apprezzata dall'imperatoreGallieno, figlio di Valeriano, e dopo che Odenato, durante la ribellione deiMacriani nel 261, sconfisse e uccise il generale Callisto, gli conferì il titolo diDux Romanorum e "Corrector totius Orientis". I titoli indicavano una generica preminenza, ma non il governo effettivo, che spettava ai governatori romani. In seguito Odenato però si proclamò anchere dei re indicando che stava creando uno Stato autonomo. Fu per merito di Odenato che negli anni successivi i Persiani non effettuarono altre incursioni.

Regno indipendente di Zenobia di Palmira

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Il regno di Palmira alla sua massima estensione, in verde
Bassorilievo rinvenuto a Palmira,Museo Nazionale di Damasco: possibile ritratto di Zenobia.

Nel 268, a seguito di un complotto politico (ordito dalla moglie di Odenato, Zenobia)[7],Odenato e il figlio maggiore Hairan furono assassinati daMaconio[8], cugino o nipote (a seconda delle fonti) di Odenato. Poco dopo la morte del governatore (re dei re), sua moglieZenobia prese il potere in nome del figlio minorenneVaballato, con il sogno e l'ambizione di creare un impero d'Oriente da affiancare all'impero di Roma. Il disinteresse apparente degli imperatori romani e la morte, nel 269, dell'imperatoreClaudio II e del fratello Quintillo, incoraggiarono la regina a ribellarsi all'autorità romana. Si autoproclamòAugusta e assunse il titolo onorifico diDiscendente di Cleopatra.

Nel 270 Zenobia nominò comandante supremo delle truppe palmirene l'abile generaleZabdas, e lo inviò in suo nome all'attacco delle province romane di Arabia, Palestina edEgitto, conquistandole. L'Egitto aveva una notevole importanza per il fatto che, dopo la chiusura delle vie carovaniere del nord, il commercio con l'India passava proprio da quella regione. Allora Zenobia si spinse con le sue truppe a nord, conquistò laCappadocia e la Bitinia arrivando sino alla città diAncira. Zenobia però non aveva l'approvazione del Senato di Roma, inoltre non tutte le legioni di stanza in Oriente la seguirono. In quello stesso anno (270) Aureliano viene acclamato imperatore dalle legioni dellimes danubiano.

All'inizio del 272Aureliano riconquistò l'Egitto, poi laBitinia e la Cappadocia, e dopo avereavuto ragione della cavalleria pesante palmirena adAntiochia, sconfisse l'esercito palmireno comandato dal generale Zabdas e dalla stessa Zenobia nellabattaglia di Emesa.

Zenobia raffigurata su una moneta.

Mentre Palmira erasotto assedio, la regina e il Consiglio cittadino pensarono di inviare un'ambasceria, guidata da Zenobia in persona, presso il re persianoSapore I (ignorando che questi fosse deceduto in quei frangenti), con lo scopo di ricevere rinforzi e salvare così il Regno di Palmira. Zenobia decise allora di salire sul più veloce dei suoi dromedari assieme al figlioletto, e di tentare di raggiungere il regno dei Sasanidi, ma a sessanta miglia da Palmira venne raggiunta e catturata dall'Imperatore poco prima che attraversasse l'Eufrate.

Con la loro regina catturata e gran parte dell'esercito annientato e stremato, il generale Zabdas sul finire del 272 consegnò la città ai romani: il Regno di Palmira era stato sottomesso senza che l'oasi e la città avessero subito alcuna violenza. Le province orientali riconobbero di nuovo l'autorità di Aureliano. Successivamente la regina e i suoi fedelissimi raggiunsero in catene Emesa per essere processati. La regina, timorosa per la sua vita (l'esercito romano aveva infatti esplicitamente chiesto che fosse giustiziata), fece ricadere la colpa della sua ribellione ai suoi consiglieri, che con i loro consigli avevano influenzato le sue decisioni, essendo ella una femmina (sesso debole) e dunque facilmente influenzabile. Ne fece le spese il filosofoLongino, primo consigliere di Zenobia, reo di avere scritto la lettera con cui la regina aveva rifiutato la resa, e punito con la morte. Assieme al filosofo Cassio Longino molti altri funzionari di Zenobia, come il sofista Callinico e lo stesso generale Zabdas, furono condannati a morte ma Zenobia ebbe invece salva la vita.

Zenobia e Vaballato, i due sconfitti, furono inviati a Roma, ma secondo quanto testimoniato dallo storico bizantinoZosimo il figlio morì durante il viaggio. La regina venne però mostrata in ogni città che Aureliano raggiunse per tornare in Occidente.[9]

Palmira, che non aveva sofferto danni in occasione della resa, l'anno dopo (273) a seguito di una ribellione fu saccheggiata[10], i suoi tesori furono portati via e le mura furono abbattute; la città fu abbandonata e tornò a essere un piccolo villaggio, divenendo una base militare per lelegioni romane.

Tardo impero romano, Bisanzio e conquista araba

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Diocleziano tra il 293 e 303 fortificò la città per cercare di difendere Palmira dalle mire deiSasanidi. Fece costruire entro le mura difensive a occidente della città un grande accampamento (ilcampo di Diocleziano), con un pretorio e un santuario per le insegne per laLegio I Illirica. A partire dal IV secolo le notizie su Palmira si diradano.

Durante il periodo delladominazione bizantina furono costruite alcune chiese, anche se la città aveva perso importanza. Nel VI secolo l'imperatoreGiustiniano, per l'importanza strategica della zona, fece rinforzare le mura e vi installò una guarnigione. Nonostante ciò la città venne conquistata dagli Arabi diKhalid ibn al-Walid nel 634. Sotto il dominio degli Arabi la città andò in rovina.

Benché la storia di Palmira fosse nota il sito e l'oasi vennero visitate solo nel 1751 da una comitiva di disegnatori (tra cui l'italianoGiovanni Battista Borra) capeggiati da due inglesi,Robert Wood eJames Dawkins, che nel 1753 pubblicarono in inglese e franceseLes Ruines de Palmyra, autrement dite Tadmor au dèsert, che crearono grande interesse per il sito e l'oasi. Solo però verso la fine del XIX secolo vennero iniziate ricerche di carattere scientifico e si cominciarono a copiare e a decifrare le iscrizioni. Infine, dopo l'instaurazione del mandato francese sullaSiria, vennero iniziati gli scavi per portare alla luce i vari reperti. Scavi che sono continuati negli anni, ma interrotti dalla guerra nel 2015[11].

Sito archeologico

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Vista aerea al tramonto delle rovine della città di Palmira.

Tempio di Al-lāt

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IlLeone di Al-lāt nei giardini delMuseo archeologico di Palmira (distrutto nel 2015).

Il tempio, dedicato alla dea pre-islamicaAl-lāt, venne distrutto per ordine delprefetto romanoMaterno Cinegio sotto l'imperatoreTeodosio I tra gli anni 378 e 386 e per questo motivo è quasi scomparso[12]: oggi ne rimane solo l'altare, qualche colonna e il telaio della porta. Nel 1977 venne rinvenuta una colossalestatua raffigurante un leone, animale sacro alla dea, che protegge unorice. La statua rappresentava il rifiuto della dea a qualsiasi sacrificio e spargimento di sangue, infatti sulla zampa il leone recava inscritto "Al-Lāt benedirà chi non spargerà sangue nel santuario". La statua, sita nel giardino delMuseo archeologico, venne distrutta dai miliziani jihadisti dell'auto-proclamatoStato Islamico il 23 maggio 2015[13].

Tempio di Baal-hamon

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Il tempio di Baal-hamon era situato sulla cima della collina di Jabal al-Muntar e venne costruito nell'89. Consisteva in una cella e un vestibolo con due colonne e aveva una torre difensiva collegata a esso. È stato scoperto un mosaico raffigurante il tempio, il quale ha rivelato che sia la cella sia il vestibolo erano decorati conmerli.

Tempio di Bel (o Baal)

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Lo stesso argomento in dettaglio:Tempio di Bel.
Iltempio di Bel (prima della distruzione del 2015).

L'edificio religioso, dedicato a Bel oBaal, fu edificato sotto il dominiopartico con elementi sia di tipo greco-corinzio, sia babilonese nella incongrua merlatura superiore del tempio (I secolo d.C.).[14] Il tempio fu consacrato tra il 32 e il 38, ilcolonnato fu ultimato nel II secolo, verso il 120, mentre ipropilei furono innalzati alla fine del II secolo. Il recinto sacro è molto ampio di forma quadrangolare, 205x210 metri, contornato da un alto muro di cinta esterno, affiancato da unportico sorretto da un doppio colonnato. Il santuario aveva un ingresso monumentale, che ha subito delle modifiche quando gli Arabi hanno trasformato il santuario in una fortezza. L'ampio cortile interno era completamente lastricato. la cella del tempio misura 10 metri x 30. Il tempio aveva due nicchie, una rivolta a nord, che conteneva la triade di divinità palmirene, Baal, Yarhibol (ilSole) e Aglibol (laLuna). In epoca araba la cella del tempio fu trasformata in moschea, come dimostrava ilmiḥrāb presente sul muro meridionale della cella.

Il tempio è stato completamente distrutto dall'auto-proclamatoStato Islamico a fine agosto 2015; ne rimane l'ingresso[15].

  • Ingresso principale
    Ingresso principale
  • La nicchia verso nord
    La nicchia verso nord
  • Soffitto della nicchia nord
    Soffitto della nicchia nord
  • La nicchia sud
    La nicchia sud
  • L'interno
    L'interno
  • Parete esterna
    Parete esterna
  • I propilei che, prima della distruzione, non erano mai caduti
    I propilei che, prima della distruzione, non erano mai caduti
  • Ampio cortile interno con duplice colonnato e muro di cinta
    Ampio cortile interno con duplice colonnato e muro di cinta
  • Bassorilievo della processione in onore di Baal (in groppa al dromedario) su un frontone
    Bassorilievo della processione in onore di Baal (in groppa al dromedario) su un frontone
  • Mura di cinta e colonnato del santuario con casa costruita per la missione francese negli anni 20
    Mura di cinta e colonnato del santuario con casa costruita per la missione francese negli anni 20

Tempio di Baalshamin

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Lo stesso argomento in dettaglio:Tempio di Baalshamin.
Area etempio di Baalshamin (prima della distruzione del 2015).

Iltempio di Baalshamin (ilsignore del cielo), consacrato nel 130, era dedicato a una divinità paragonabile aMercurio ed era gestito da una tribù nomade[senza fonte].Con l'avvento delcristianesimo, nel V secolo, il tempio venne trasformato in una chiesa.

Era una delle strutture antiche più complete conservatesi a Palmira, ma è stato completamente distrutto dai miliziani jihadisti dell'auto-proclamatoStato Islamico il 23 agosto 2015[16].

Tempio di Nabu

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Colonnato e tempio di Nabu.

Poco dopo avere oltrepassato l'arco diSettimio Severo, sulla sinistra, vi è il tempio di Nabu, una divinitàmesopotamica. Il tempio fu edificato tra la fine del I e la metà del II secolo. All'interno del recinto, tre lati hanno un portico sorretto da colonne, mentre il quarto è chiuso da un muro.

  • Rovine del colonnato del santuario
    Rovine del colonnato del santuario
  • Rovine del tempio, il blocco quadrangolare è stato supposto fosse un altare
    Rovine del tempio, il blocco quadrangolare è stato supposto fosse un altare

Monumenti pubblici e militari

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L'arco diSettimio Severo e la via colonnata (prima della distruzione).

La via colonnata, lunga1 100 metri, inizia di fronte all'ingresso del Tempio di Bel e il primo tratto si concludeva con l'arco monumentale a trearcate, costruito probabilmente durante l'impero diSettimio Severo, tra la fine del II e l'inizio del III secolo e congegnato per mascherare un cambio di direzione di 30 gradi del secondo tratto dalla via, andato distrutto dall'azione devastante dell'ISIS[17]. La via colonnata, le cui colonne presentano delle mensole che erano sormontate da statue, aveva una carreggiata larga 11 metri, affiancata da due portici di 7 metri.

  • Colonne con mensola portastatua
    Colonne con mensola portastatua
  • Colonne con mensola portastatua
    Colonne con mensola portastatua
  • Linea idraulica a fianco della via
    Linea idraulica a fianco della via
  • Inquadratura dell'arco centrale
    Inquadratura dell'arco centrale
IlTetrapilo prima della distruzione del 2017.

IlTetrapylon (Tetrapilo) fu eretto durante l'impero di Diocleziano, alla fine del III secolo. Consisteva in una piattaforma quadrata e in ogni angolo si trovava un gruppo di quattro colonne (tetra,τέσσαρες, ingreco significaquattro).Ogni gruppo di colonne sosteneva una cornice di oltre centocinquanta tonnellate e teneva al centro un piedistallo dove forse, in origine, era posta una statua. Tra le sedici colonne del complesso, solo una era originale (ingranito rosa dell'Egitto), le altre risalivano a un restauro del 1963 ed erano fatte incemento.

IlTetrapylon è stato distrutto quasi completamente nel gennaio del 2017 dai miliziani jihadisti dell'auto-proclamatoStato Islamico[18].

Campo e Terme di Diocleziano

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Lo stesso argomento in dettaglio:Campo di Diocleziano.
Rovine delle terme con le quattro colonne monolitiche dell'ingresso.

Sulla destra della via colonnata, di fronte al Tempio di Nabu, sorgevano le terme diDiocleziano, edificate nel II secolo. L'edificio, di non grandi dimensioni, 85 metri x 51, ha un ingresso di quattro colonne monolitiche digranito proveniente dall'Egitto.

IlCampo di Diocleziano, sormontato dal castello Qasr Ibn Maʿan.

Il Campo (Castrum) venne edificata sempre sotto l'impero di Diocleziano e fungeva da quartier generale della Legio I Illyricorum.

Lo stesso argomento in dettaglio:Teatro di Palmira.
Panorama di Palmira all'alba
Panoramica del teatro, con scena e cavea (prima del danneggiamento).

Il teatro è un tipicoteatro romano edificato nella seconda metà del II secolo ed era conservato in ottime condizioni. Era dotato di unpalcoscenico che misurava 45,5 × 10,5 metri, accessibile attraverso due scalinate, e da unproscenio decorato da varie nicchie e colonne instile corinzio. Lacavea ha un diametro di 92 metri.

La scena del teatro

Nel gennaio del 2017 la facciata del Teatro è stata fatta esplodere dall'auto-proclamatoStato Islamico[18].

Agorà e Senato

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Il colonnato dell'agorà.

L'agorà (ingreco anticoἀγορά?, da ἀγείρω = radunare), ilforo delle città romane, costruita all'inizio del II secolo, presenta una pianta quadrangolare (84x71 metri), con portici sui quattro lati.

Le colonne presentano delle mensole che erano sormontate da statue. Presso l'angolo sud-ovest dell'agorà sorgeva una basilica rettangolare (815 metri x 12) che si suppone potesse servire per i banchetti.

Ruderi della curia (senato) e locale per negozio e mercato accanto all'agorà.

IlSenato, piuttosto piccolo, aveva unvestibolo e una corte interna ed era contornato da alcune botteghe.

Resti delle mura della basilica accanto all'agorà.

Mura difensive

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Resti della cinta muraria e sullo sfondo unanecropoli.

Il circuito delle mura difensive racchiudeva tutto il sito monumentale.Fu costruita nel III secolo e racchiudeva un'area di circa centoquarantaettari.

Lo stesso argomento in dettaglio:Torre di Elahbel.
Torre e tomba di Elahbel (prima della distruzione).

Lanecropoli è composta da diverse tombe distinte e oltre cinquanta monumenti.La più importante e particolare era laTorre di Elahbel, famosa per le decorazioni interne, comprendenti un soffitto a cassettoni e vari altorilievi raffiguranti i personaggi ivi sepolti.

Rovine di altre tombe.

La Torre di Elahbel e altre tombe sono state fatte saltare in aria dai jihadisti dell'auto-proclamatoStato islamico nell'agosto del 2015.

L'attuale oasi di Tadmor.

A sud del centro carovaniero si trovava la fonteEfqa, che per millenni ha alimentato l'oasi. Dal 1994 il corso dell'acqua è stato deviato più a est per il nuovo centro cittadino.

Distruzioni nel sito

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Non è stato risparmiato dallaguerra civile in Siria, e ha subito ingenti danni e distruzioni[19]. Il 21 maggio 2015 l'ISIS (l'auto-proclamato Stato Islamico) ha dichiarato catturata la città e il suo sito archeologico[20][21].

Nell'agosto del 2015 è stata diffusa la notizia che i militanti jihadisti dell'ISIS hanno fatto saltare in aria iltempio di Baalshamin risalente al II secolo e anticamente adibito al culto del dioMercurio[16][22].Il 30 agosto 2015 viene diffusa la notizia della distruzione deltempio di Bel, uno dei più importanti edifici del sito archeologico siriano dedicato al dio Bel, l'equivalente del dioZeus per i greci eGiove per i romani, risalente al I secolo[23][24]. Il giorno seguente leNazioni Unite per mezzo di foto satellitari ne confermano la totale distruzione[25]. Il giornalista britannicoRobert Fisk ha rivelato in un articolo pubblicato sul quotidianoThe Independent che reperti delle rovine sono già in vendita sulmercato nero internazionale[26].

La battaglia per la riconquista di Palmira da parte dell'esercito siriano riprende nell'estate del 2015, diventa più intensa dal novembre con l'appoggio aereo russo e la presenza di unità terrestri straniere ed entra nella fase finale solo all'inizio di marzo del 2016, quando oltre6 000 combattenti lanciano l'assalto alla città da tre diverse direttrici; l'area archeologica viene liberata il 24 marzo, il castello medievale il 25[27].

Il 27 marzo viene annunciata, da parte dell'esercito regolare siriano, la completa riconquista di Palmira[28][29]. Il giorno dopo, il direttore delle antichità siriane Maamoun Abdulkarim ha affermato che nell'insieme il complesso è in buono stato[30] e che un gruppo di esperti farà una stima dei danni[31]. Molte delle più importanti vestigia (tra cui l'Agorà, il teatro romano e le mura delle città), infatti, sono quasi intatte. Oltre al tempio di Bel, però, sono stati trovati distrutti anche il tempio di Baal Shamin, le torri funerarie romane, e l'Arco di Trionfo[32].

Note

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  1. Data di una pubblicazione di Abednego Seller.
  2. Data della spedizione di Robert Wood e James Dawkins, i quali ne studiarono l'architettura.
  3. Siria, a Palmira l'Is decapita il capo del sito archeologico: il corpo appeso a una colonna, inla Repubblica, 19 agosto 2015.URL consultato il 21 gennaio 2017.
  4. Emergency Red List of Syrian Antiquities at Risk is launched in New York, suwhc.unesco.org, UNESCO - Word Heritage Convention, 30 settembre 2013.
  5. Valeria Smedile, Elena Caliri e Vincenzo Fera,Dinamiche politico-economiche e fenomeni culturali a Palmira nei primi tre secoli dell'impero (PDF), p. 9.URL consultato il 31 dicembre 2020(archiviato il 31 dicembre 2020).
  6. Questa località che qualcuno pensa che si possa trattare diTadmor, in realtà è una località vicina alMar Morto.
  7. Maconio forse era stato sobillato dall'imperatore Gallieno, con la promessa di metterlo al posto di Odenato, ma molto più probabilmente daZenobia, che voleva che a Odenato succedesse uno dei suoi figli e nonHairan che era figlio della prima moglie del marito.
  8. Maconio non riuscì a succedere allo zio (o cugino) perché fu assassinato subito dopo.
  9. Zenobia eVaballatodopo la cattura furono inviati a Roma, ma, secondo quanto testimoniato dallo storico bizantino Zosimo, il figlio morì durante il viaggio. Zenobia venne esibita come trofeo durante le celebrazioni per il trionfo diAureliano del 274.
  10. Il tempio di Baal fu saccheggiato per vendetta dallaLegio III Cyrenaica che, in questo modo, vendicò il saccheggio del proprio tempio aBosra da parte dell'esercito di Palmira, nel 270.
  11. L'Isis conquista Palmira. Unesco: "Già distrutti alcuni monumenti". Casa Bianca "preoccupata", suRepubblica, 21 maggio 2015.
  12. Richard Stoneman,Palmyra and its empire: Zenobia's revolt against Rome, Nachdr., Univ. of Michigan Press, 2005,ISBN 978-0-472-08315-2.
  13. Is, scempio dei jihadisti sulle rovine di Palmira "Distrutto l'antico Leone", inla Repubblica, 1º giugno 2015.URL consultato il 21 gennaio 2017.
  14. Federico Arborio Mella,L'impero persiano. Da Ciro il grande alla conquista araba, Milano 1980, p.338.
  15. Il Post,Distruzione del tempio di Baal, suilpost.it.
  16. 12Isis ha distrutto il tempio di Baalshamin a Palmira, inIl Corriere della Sera, 23 agosto 2015.
  17. UNESCO,L'UNESCO condanna la distruzione dell'Arco di Trionfo, suen.unesco.org.
  18. 12Palmira: Isis distrugge il Tetrapilo e la facciata del teatro romano, inla Repubblica, 20 gennaio 2017.URL consultato il 21 gennaio 2017.
  19. Carla Reschia,Siria, in macerie i gioielli dell’Unesco, inLa Stampa, 8 novembre 2013.
    «Nemmeno Palmyra, la leggendaria città del deserto, dimora della regina Zenobia che si oppose, secondo la tradizione, tanto all'impero romano come a quello persiano, è stata risparmiata. I carri armati e le batterie di missili hanno ripetutamente straziato tutti gli edifici monumentali che ne facevano una meta d’obbligo, il tempio di Baal, i colonnati del Decumano, il teatro e anche i Propilei che avevano retto a più di un terremoto»
  20. Palmira conquistata dall’Isis (FOTO): “Civili in fuga, ospedale evacuato”. Decapitati soldati siriani e monumenti distrutti, inIl Fatto Quotidiano, 20 maggio 2015.URL consultato il 28 marzo 2016.
  21. Isis conquista Palmira: uccisi decine di governativi, foto e video sul web. Unesco: alcuni monumenti distrutti, inIl Corriere della Sera, 21 maggio 2015.URL consultato il 28 marzo 2016.
  22. Siria, Isis distrugge tempio di Baal Shamin a Palmira dedicato a Mercurio, inIl Fatto Quotidiano, 24 agosto 2015.URL consultato il 28 marzo 2016.
  23. Isis distrugge tempio di Bel a Palmira, inANSA, 31 agosto 2015.
  24. (EN)Palmyra's Temple of Bel 'destroyed', inCNN, settembre 2015.
  25. Le Nazioni Unite confermano la distruzione del tempio Baal a Palmira a opera dell'ISIS., inIl Post, 1º settembre 2016.URL consultato il 28 marzo 2016.
  26. (EN)Robert Fisk,Isis profits from destruction of antiquities by selling relics to dealers – and then blowing up the buildings they come from to conceal the evidence of looting, inThe Independent, 3 settembre 2015.URL consultato il 28 marzo 2016.
  27. Angelo Gambella, La Battaglia di Palmira in AGENSU : Agenzia telematica d'informazione per la storia e le Scienze Umane, suagensu.it.URL consultato il 2 aprile 2016.
  28. Siria, le forze di Assad riconquistano Palmira, inLa Repubblica, 27 marzo 2016.URL consultato il 27 marzo 2016.
  29. Siria: Damasco riprende pieno controllo Palmira, inANSA, 27 marzo 2016.URL consultato il 27 marzo 2016.
  30. Marta Serafini,Palmira, il direttore delle antichità «Meglio di quanto temessimo», inIl Corriere della Sera, 28 marzo 2016.URL consultato il 28 marzo 2016.
  31. Palmira liberata, archeologi 'scioccati' dalle devastazioni dell'Isis, inANSA.
  32. Siria, Palmira riconquistata: intatte le vestigia più importanti, inLa Repubblica.URL consultato il 28 marzo 2016.

Bibliografia

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  • Alfonso Anania - Antonella Carri - Lilia Palmieri - Gioia Zenoni,Siria: viaggio nel cuore del Medio Oriente, Polaris 2009, pp.521–558
  • Franz Cumont,Le province confinarie d'Oriente, inCambridge University - Storia del mondo antico, vol. IX, Garzanti, Milano, ult. ediz. 1988, pp.231–259
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  • Andreas Alföldi,Le invasioni delle popolazioni stanziali, dal Reno al Mar Nero, inCambridge University - Storia del mondo antico, vol. IX, Garzanti, Milano, ult. ediz. 1988, pp.450–477
  • Andreas Alföldi,La crisi dell'impero (249-270 d.C.), inCambridge University - Storia del mondo antico, vol. IX, Garzanti, Milano, ult. ediz. 1988, pp.478–550
  • Harold Mattingly,La ripresa dell'impero, inCambridge University - Storia del mondo antico, vol. IX, Garzanti, Milano, ult. ediz. 1988, pp.599–655
  • A.A.V.V.,Palmyra: impianto urbano, via colonnata e ninfeo B, Youcanprint, Tricase 2014, pp.1–48.ISBN 978-88-911309-6-9
  • V. Smedile,Palmira: Dinamiche politico-economiche e fenomeni culturali nei primi tre secoli dell'impero, Aracne, Roma 2018.ISBN 978-88-255-2330-0

Voci correlate

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* Gli asterischi indicano i monumenti distrutti dalloStato Islamico nel 2015.
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