IPaesi baltici, oRepubbliche baltiche o ancoraStati baltici (più raramente Estlalia[2][3][4][5]), sono le tre nazioni sulla costa orientale delMar Baltico, ovveroEstonia,Lettonia eLituania.
Tutti e tre gli Stati sono membri dellaNATO, dell'Unione europea, dellazona euro e dell'OCSE. Sono classificati dallaBanca mondiale come economie sviluppate e hanno redditi simili a quelli polacchi.[6] I tre governi sono coinvolti in cooperazioni parlamentari e intergovernative, spesso su temi come la politica estera e di difesa, l'energia e i trasporti.[7]
Il nome della regione geografica si deve aiBalti (dabhel che vuol dire bianco),[8] unapopolazione indoeuropea che si stabilì lungo le coste del Baltico e che parlavano una dellelingue baltiche. L'isolamento di queste popolazioni dal resto del continente per diversi secoli ha contribuito a preservare arcaicismi e tradizioni di epoca molto antica.
In epoca zarista esisteva un nome convenzionale (Приба́лтика, traslitteratoPribaltika nell'alfabeto latino) che indicava le province dell'Impero russo che si affacciavano sul Baltico.[9] Successivamente, inepoca sovietica qualche scrittore (assai pochi invero) ha incluso nella definizione l'exclave russa dell'oblast' di Kaliningrad.[10][11] Il termine Paesi baltici, infatti, è tradizionalmente adoperato senza riferimento agli altri Paesi effettivamente bagnati dallo stesso mare, qualiDanimarca,Germania,Polonia,Svezia,Russia eFinlandia.
Le differenze identitarie a livello linguistico e culturale tra le tre entità statali trovano la loro ragione d'essere già nell'antichità. Varie popolazioni si erano già variamente insediate nel corso delNeolitico nella Lituania, Lettonia ed Estonia. I Balti costituivano uno dei gruppi più numerosi nell'area: è stato difficile accertare storiograficamente l'origine di queste comunità, ritenute provenienti dall'Asia centrale.[12][13] A insediarsi nella stessa zona geografica vi furono poi in epoche più o meno differentipruzzi,jatvingi,skalviani,curi,seloni,semigalli,galindi,letgalli,lettoni,livoni,lituani eselonici.[14] La prima citazione scritta su questi popoli è diTacito nel suoGermania dove tra l’altro descrive la "via dell'ambra", via commerciale che univa l'Impero romano alle popolazioni baltiche (ne sono prova i numerosi ritrovamenti dimonete romane).[15]
Mentre l'Europa occidentale fu luogo di un periodo di profonde trasformazioni a seguito delleinvasioni barbariche, più stabile fu la situazione nei Paesi baltici, in cui le diverse popolazioni, piuttosto che costituirsi assieme, preferirono conservare la propria conformazione tribale.
A interessarsi alle vicende relative ai baltici, furono i tedeschi delSacro Romano Impero intorno all'anno 1000 (annali di Quedlinburg), tentando di descrivere la quotidianità e le regioni in cui tali popolazioni si erano stabilite.[16]
Fu solo due secoli dopo che nel più meridionale dei tre Paesi baltici si invertì la tendenza dissociativa delle comunità a favore di una costituzione unitaria dei diversi gruppi etnici: un simile evento, realizzato dal capo lituanoMindaugas, portò alla creazione delDucato di Lituania.[17] Nel frattempo, le popolazioni tedesche incominciavano a spingersi sempre più verso est. Contemporaneamente al periodo dellecrociate per il possesso dellaTerra santa, anche nei Paesi baltici cominciò a mettersi in atto il tentativo dicristianizzare quelle comunità che più di ogni altre si erano isolate dagli eventi storici che avevano riguardato il resto del continente, sulla spinta dellaSanta Sede.[18] Fu per questo che sulla scia di quanto già precedentemente accaduto più a sud, si procedette a costituire degliordini religiosi cavallereschi al fine di sottomettere anche territorialmente quelle terre che più volte avevano rifiutato la conversione (pacificamente) proposta da missionari cristiani.[19][20] L'Europa nord-orientale finì per diventare luogo di feroci combattimenti che coinvolsero dapprima la Lituania e poi la Lettonia e l'Estonia per più secoli (si parla a proposito di tali conflitti dicrociata livoniana).[21]
Intorno al 1300, il quadro politico vedeva ilGranducato di Lituania, che si estendeva anche in parte dei territori oggi appartenenti allaBielorussia e allaPolonia, oltre allaConfederazione della Livonia, gestita dall'Ordine di Livonia nelloStato monastico dell'Ordine teutonico, creato al fine di riuscire a gestire da vicino popolazioni - soprattuttoisolane - che spesso si ribellavano alle condizioni tributarie imposte dai tedeschi.[22] La Confederazione, dapprima formata dalla solaLivonia (regione che si estendeva dalgolfo di Riga all'odiernoconfine tra la Lettonia e la Russia) si allargò all'intera Lettonia e, successivamente, anche alDucato di Estonia, acquisito dallaDanimarca guidata daValdemaro IV. I cavalieri di Livonia si occuparono nel corso dei secoli XII-XIV della città diRiga, il cui possesso fu conteso per secoli traArcidiocesi di Riga e Ordine, e della gestione di politiche estere con il confinanteGranducato di Lituania, in fase di espansione.[23] Frattanto, a est incominciavano ad assumere un proprio spessore nuovi soggetti, ilGranducato di Mosca e l'Impero mongolo. Mentre il secondo non riuscì mai a raggiungere stabilmente la regione, il primo divenne progressivamente una spina nel fianco dello Stato monastico e del Granducato.
Il periodo di maggiore apice della Confederazione fu nelXV secolo, quando l'Ordine di Livonia riuscì a raggiungere l'indipendenza dall'Ordine teutonico, entrato in una crisi irreversibile dopo labattaglia di Grunwald (1410).[24] I conflitti che travolsero la regione della Lettonia e dell'Estonia con i russi nellaguerra russo-livoniana (1480-1481), continuarono a rendere instabile la situazione politica.
Mentre nel frattempo il Granducato accresceva la propria potenza (tanto da divenire nel XV-XVI secolo lo Stato più grande d'Europa),[25] la Confederazione entrò in un lento declino che culminò con la dissoluzione dell'Ordine di Livonia a seguito della conversione alluteranesimo delGran maestroGottardo Kettler.[26] La Lettonia e parte della Lituania divennero parte delDucato di Curlandia e Semigallia, mentre l'Estonia fu subito assoggettata all'Impero russo. Tale espansione per opera dei russi procedette e portò alla conquista della Lettonia nel corso del 1600. Sempre nello stesso secolo, l'Impero Svedese detenne il possesso di gran parte della regione baltica e delle coste sulmare omonimo per cento anni, fino allaGrande guerra del Nord (1700-1721).[27]
Lettonia e Estonia entrarono a far parte dell'Impero russo comegovernatorati del Baltico fino al1917.[29] Nel corso del 1800, in diverse fette dei tre Paesi si seguì quanto accaduto altrove del continente, ovvero imoti rivoluzionari,[30] che contribuirono a creare un sentimento patriottico nelle popolazioni locali. Tale processo fece leva sulla lingua, sulle tradizioni e sulla cultura.Mosca cercò di reprimere tali movimenti anche con misure dalla portata significativa (si pensi albando della stampa lituana).[31]
Dal1940 le Repubbliche baltichevennero occupate dall'Unione Sovietica; gliStati Uniti d'America, con ladichiarazione di Welles (23 luglio 1941), notificarono all'URSS che essi non avrebbero mai riconosciuta come legittima tale annessione. Welles annunciò pure che ilgoverno degli Stati Uniti avrebbe continuato a riconoscere i ministri degli esteri dei Paesi Baltici come inviati di un governo sovrano.[36] La dichiarazione rese possibile ai rappresentanti diplomatici degli Stati baltici di finanziare le loro attività in vari altri Stati e di proteggere le proprie navi.[37] L'aver stabilito la politica di non riconoscimento consentì, dopo la guerra, a circa120 000 profughi dagli Stati baltici di evitare il rimpatrio nell'Unione Sovietica e invocare dall'estero l'indipendenza dei loro paesi.[38][39]
Attualmenterepubbliche parlamentari indipendenti, dal2004 sono membri dell'Unione europea e dellaNato ma non dellaComunità degli Stati Indipendenti come le altre exrepubbliche sovietiche. Pur avendo caratteristiche molto diverse tra loro, gli Stati hanno spesso condiviso sorti uguali, soprattutto nell'ultimo secolo, cadendo variamente in mano a teutonici e sovietici. Nel1991, dopo l'indipendenza, la componenterussa ha comunque continuato a persistere, popolando gli Stati con percentuali diverse (in particolar modo Estonia e Lettonia).[41][42] Tutti e tre gli Stati hanno adottato l'Euro: l'Estonia dal 1º gennaio2011, la Lettonia dal 1º gennaio2014 e infine la Lituania dal 1º gennaio2015.[43]
Da un punto di vista politico, linguistico e religioso oltre che storico, come già analizzato, sussistono svariate differenze.[44][45] Parlando di idiomi, in Estonia viene parlato l'estone, appartenente alceppo ugro-finnico, simile alfinlandese.[46] Questo è molto diverso dalle duelingue baltiche, illettone e illituano, entrambe legate alprotoindoeuropeo, benché presentino delle diversità tra di loro.[47] Probabilmente anche per questo motivo - oltre che per la posizione geografica - l'Estonia subisce di più le influenze dellaScandinavia.
Per quanto concerne le religioni, in Estonia e Lettonia sono presenti soprattutto fedeliluterani:[48] non mancanoortodossi, principalmente di etnia slava,[48] e una certa percentuale diatei, mentre in Lituania la stragrande maggioranza della popolazione si professacattolica.[49]
La poco numerosa popolazione e le circoscritte dimensioni di queste porzioni di territorio hanno fatto sì che nel tempo si intrecciassero strette interrelazioni con gli Stati confinanti: la Lituania ha storicamente forti legami con laPolonia e l'Europa centrale; la Lettonia è maggiormente vicina allaRussia e si sta caratterizzando come area di transito fra tale Paese e il resto d'Europa; l'Estonia è culturalmente più legata allaFinlandia e al resto della Scandinavia, ma anche, per antiche tradizioni teutoniche, allaGermania.
La popolazione è misurata entro i limiti della città sulla base di stime effettuate nel2019 da uffici di statistica.[51][53][55] Delle 30 città più grandi per popolazione dei Paesi baltici, 15 sono lituane, 10 sono lettoni e 5 estoni.
12(EN) Stima della popolazione nel 2019:Baltic States 2019 a cura diworldpopulationreview.com, link verificato il 4 novembre 2019. Per le statistiche nel dettaglio, consultare il paragrafo Dati.
«Estlalia, volevano chiamare quest’area, con l'idea di unificare le tre nazioni. Un po' come il Benelux, si pensava dovesse costituirsi un nuovo soggetto statale unico, caratterizzarono la protesta baltica. Oggi solo in pochi si ricordano di Estlalia, un nome vuoto, senza alcun riferimento concreto sulla scena politica mondiale. Eppure, il mondo baltico resta insieme «uno e trino» e non è sempre semplice spiegare ad un tizio non specialistico cosa propriamente s'intenda con questo dire sibillino»
↑Giovanna Motta,Il Baltico: Un mare interno nella storia di lungo periodo, Edizioni Nuova Cultura, 2013,ISBN 978-88-68-12158-7, p.82.
↑“Saranno in futuro deplorevoli durante l'occupazione nazista episodi quali ad esempio il c.d. Olocausto lituano.” Andrew Nagorski,Sulle tracce dei criminali nazisti, Newton Compton Editori, 2017,ISBN 978-88-22-70484-9.
↑Un'analisi della situazione della minoranza russa è rappresentata daquesto documento dell'Unione europea sulla tutela della stessa. Link verificato il 4 novembre 2019.