IlNuovo Ordine Economico Internazionale (New International Economic Order,NIEO) è una serie di proposte sostenute daipaesi in via di sviluppo per porre fine alcolonialismo economico e alla dipendenza attraverso una nuova economia interdipendente[1][2]. Il principale documento del NIEO riconosce che l'attuale ordine economico internazionale «è stato creato in un periodo in cui la maggior parte dei paesi in via di sviluppo non esistevano come stati indipendenti e che esso perpetua le disuguaglianze»[3]. Con lo slogan "Commercio, non aiuti" (Trade not aid), il NIEO auspicava cambiamenti nel commercio, nell'industrializzazione, nella produzione agricola, nella finanza e neltrasferimento tecnologico[1]. L'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato laDichiarazione per la creazione di un nuovo ordine economico internazionale e il suo programma di azione collegato il 1º maggio 1974[3].
L'idea di un nuovo ordine economico internazionale nasce dalle esperienze delladecolonizzazione dopo laSeconda guerra mondiale. I nuovi paesi post-coloniali ottennero la sovranità politica ma «sentivano che la loro colonizzazione politicade jure era finita solo per essere rimpiazzata da una colonizzazione economicade facto»[1]. Lo sforzo per ottenere un più equo sistema internazionale era motivato anche dalla crescentedisuguaglianza delle quote di reddito tra i paesi sviluppati e quellisottosviluppati, che era più che raddoppiata tra il 1938 e il 1966[4]. Dai suoi esordi nel 1964, laConferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo (UNCTAD), insieme alG77 e alMovimento dei non allineati, è stato il principale spazio di discussione del NIEO. Le tematiche chiave del NIEO includevano sia l'uguaglianza politica sia ildiritto all'autodeterminazione, specialmente quando riguardava la sovranità su risorse naturali[4]. Un altro tema fondamentale era il bisogno di un nuovo accordo sulle materie prime e un fondo comune per la stabilizzazione dei prezzi delle materie prime. Ristrutturare il commercio internazionale era importante anche per migliorare laragione di scambio dei paesi in via di sviluppo, diversificare l'economia di quei paesi attraverso l'industrializzazione, integrarli inaree di libero scambio regionali come laComunità Caraibica, ridurre i dazi dei paesi sviluppati e altri ostacoli al libero mercato, espandere ungeneralizzato sistema di preferenze e progettando altri accordi per ridurre lebarriere commerciali[5][6]. Queste proposte per ristrutturare il sistema economico internazionale inoltre cercavano di riformare ilsistema di Bretton Woods, del quale avevano beneficiato i paesi che lo avevano proposto - specialmente gliStati Uniti. Questo insieme di proposte sosteneva che agevolare losviluppo economico e ampliare laquota di mercato dei paesi in via di sviluppo avrebbe permesso di sconfiggere problemi globali come lafame in modo più efficace del modello corrente basato sufilantropia ecooperazione allo sviluppo[7]. Questo supporto tra i paesi delmovimento dei non allineati può essere compreso anche come un'estensione delladecolonizzazione con cui erano alle prese molti paesi in via di sviluppo in quel periodo[4]. In questa prospettiva, l'uguaglianza politica ed economica era percepita come un metro di paragone per misurare il successo dei movimenti indipendenti e completare il processo di decolonizzazione.
Nel 1974 l'assemblea generale delle Nazioni Unite adottò laDeclaration on the Establishment of a New International Economic Order insieme al programma di azione e formalizzando il concetto tra gli stati coinvolti[8]. Qualche mese più tardi l'assemblea generale adottò anche laCarta dei diritti e doveri economici degli Stati[9]. Da quel momento ci furono molti incontri per realizzare il nuovo ordine economico internazionale. Nel 2018 l'Assemblea generale ha adottato la risoluzione "Verso un nuovo ordine economico internazionale", che riaffermava «il bisogno di continuare a lavorare nella direzione di un nuovo ordine economico internazionale basato sui principi di equità, uguaglianza, interdipendenza, interesse comune, cooperazione e solidarietà tra tutti gli Stati»[10].
I principi fondamentali del nuovo ordine economico internazionale sono:
Le principali riforme richieste dal NIEO sono:
L'eredità del nuovo ordine economico internazionale è ambigua. Parte di esso è stato realizzato, come ad esempio il Codice restrittivo non vincolante per le pratiche commerciali (Restrictive Business Practice Code) adottato nel 1980 e il Fondo comune per le materie prime (Common Found for Commodities) entrato in vigore nel 1989. Inoltre, «la realizzazione del nuovo ordine economico internazionale ha dato l'impulso ai paesi in via di sviluppo nel supportare i negoziati commerciali delTokyo Round. I critici delWTO continuano a sostenere che in sostanza i paesi in via di sviluppo hanno ottenuto molto poco sia dal Tokyo Round che dall'Uruguay Round»[13]. L'adozione della dichiarazione del 1974 e la più recente risoluzione "Verso un nuovo ordine economico internazionale" mantengono le idee delNIEO ben visibili nell'arena politica[10].
Alcuni giudicano ilNIEO come un fallimento. Per esempio, il fallimento delle proposte di un nuovo ordine economico internazionale ha contribuito alla formulazione del "Diritto allo sviluppo" nel 1986[4]. Dagli anni Ottanta in avanti, lastruttura di Bretton Woods sarebbe stata sostituita dalWashington consensus e dallaglobalizzazione economica, descritti spesso come "neoliberali". L'influenza economica dellemultinazionali, anziché essere circoscritta, sarebbe stata ulteriormente aumentata. Il commercio delle materie prime si sarebbe allontanato daicartelli statali verso mercati sempre più finanziarizzati. La formazione dell'Organizzazione mondiale del commercio e la proliferazione deitrattati di libero scambio avrebbe ridotto gli ostacoli al commercio sulla carta in termini strettamente reciproci.
Il governo degli Stati Uniti respinse la proposta di un nuovo ordine economico internazionale quasi immediatamente[14]. Ineoconservatori e ilibertariani criticarono il nuovo ordine economico internazionale e le loro posizioni diventarono influenti nel circoli di politica estera statunitensi[15][16]. Interpretarono l'egualitarismo del NIEO come una pianificazione centralizzata per riallocare le risorse, cosa che avrebbe minacciato la potenza globale degli USA. Per quanto riguarda i meccanismi di allocazione delle risorse, Haggard e Simmons sostengono che
L'economista Harry Johnson criticò il NIEO per l'utilizzo della pianificazione centralizzata e il potere monopolistico per forzare trasferimenti di reddito e ricchezza dai paesi sviluppati[18]. Nella sua visione, imporrei prezzi delle materie prime al di sopra del loro livello naturale di solito riduce il consumo e causa disoccupazione, e il controllo dei prezzi di solito dà il reddito in avanzo a coloro che controllano chi è autorizzato a produrre, cioè i governi o i proprietari terrieri[18]. Appena eletto presidenteRonald Reagan ha portato questi appelli per una politica estera guidata dal mercato alvertice Nord-Sud aCancun nel 1981 dove, secondo lo storico Michael Franczak, «Reagan promise ai capi di stato presenti che gli investimenti privati e il libero mercato erano la strada più sicura per lo sviluppo, la prosperità e, sì, la democrazia»[16].