Nova Gorica fu costituita allo scopo di ridare un baricentro amministrativo all'area territoriale circostante annessa allaJugoslavia con iltrattato di Parigi del 1947, in quanto veniva a mancare il ruolo naturale che era stato svolto dalla città di Gorizia, rimasta in territorio italiano. Lo sviluppo urbanistico e demografico fu rapido e notevole soprattutto neglianni cinquanta esessanta con la realizzazione di vasti quartieri di edilizia popolare.
Gorizia e Nova Gorica, in precedenza separate dal confine di stato italo-jugoslavo e poi italo-sloveno, sono di fatto unite dal 21 dicembre2007, giorno in cui la Slovenia è entrata nell'area deltrattato di Schengen, che ha comportato la definitiva caduta delle barriere doganali e la rimozione delle recinzioni alla frontiera. Le due città sono comunque molto diverse, essendo il centro sloveno praticamente privo di edifici storici: l'unico edificio di rilievo del centro cittadino è lastazione ferroviaria che è posta sullalinea transalpina. Dall'inizio del2010, a coronamento di un percorso di riavvicinamento che dura da anni, i tre comuni confinanti di Nova Gorica, Gorizia eSan Pietro-Vertoiba hanno siglato l'accordo di costituzione delGECT (Gruppo Europeo di Cooperazione Territoriale), per implementare e concordare più facilmente la collaborazione e lo sviluppo transfrontaliero.
Nova Gorica è stata edificata integralmente a partire dal dopoguerra seguendo gli schemi architettonici deiquartieri popolari sovietici, con grandi palazzine in cemento a vista che hanno contribuito a creare un insediamento urbano freddo e anonimo.Negli anni successivi all'indipendenza slovena sono sorti varicasinò, meta di molti giocatori italiani.Nelle vicinanze sul colle della Castagnevizza (inslovenoKostanjevica) sorge l'omonimomonastero francescano; nella cripta della chiesetta annessa al monastero sono custodite le tombe del reCarlo X di Francia e di alcuni dei suoi parenti.Altri monumenti degni di menzione sono ilponte ferroviario di Salcano nel borgo omonimo subito anord del centro, ilsantuario di Monte Santo ed il castello dei conti Coronini, posto su una collina adest, nella frazione di Moncorona.
La conoscenza della lingua italiana è molto diffusa, nonostante la minoranzaitalofona, autoctona e no, sia da tempo ridotta ai minimi termini e non sia stabilito alcun riconoscimento e tutela ufficiale per l'italiano (che è comunque insegnato come seconda lingua straniera in alcuni istituti superiori); secondo l'ultimo censimento le persone che si dichiarano di madrelingua italiana sono 98[4].