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Nathaniel Hawthorne

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Nathaniel Hawthorne

Nathaniel Hawthorne (Salem,4 luglio1804Plymouth,19 maggio1864) è stato unoscrittorestatunitense.

Visse vicino alla cerchia intellettuale deitrascendentalisti comeHenry David Thoreau eRalph Waldo Emerson, nonostante con questi vi fosse una sottaciuta rivalità. Si cimentò neigeneri letterari delromanzo e delracconto, cui deve il suo successo. È considerato, assieme adEdgar Allan Poe,Herman Melville eMark Twain, il più importante narratore statunitense dell'Ottocento[1]. I suoi romanziLa lettera scarlatta eLa casa dei sette abbaini, assieme aMoby Dick diHerman Melville,Walden diHenry David Thoreau eFoglie d'erba diWalt Whitman, sono ritenuti tra le opere più rappresentative delRinascimento americano[2].

Hawthorne è conosciuto soprattutto per aver scritto opere sulmodus vivendi delNew England più puritano. Di questofilone fanno parteopere letterarie comeLa lettera scarlatta eLa casa dei sette abbaini[3]. La narrativa di Hawthorne verte principalmente sui temi delfantastico e delsoprannaturale. La prima parte della sua produzione letteraria fu raccolta in un volume edito nel1837 e intitolatoRacconti narrati due volte.Poe eLongfellow elogiarono a più riprese tale produzione[4]. Hawthorne, essendo la sua celebrità legata soprattutto al romanzo storicoLa lettera scarlatta, ambientato alla metà del Seicento, è stato talvolta paragonato aWalter Scott, ma la sua posizione nellaletteratura statunitense lo avvicina di più al ruolo che in quella italiana ha avutoAlessandro Manzoni.

Biografia

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Nathaniel Hawthorne nacque il 4 luglio1804 aSalem,Massachusetts, dove la sua casa natale è oggi un museo. Fu il secondogenito di Nathaniel Hawthorne ed Elizabeth Clarke Manning, che ebbero altre due figlie[5]. William Hawthorne, che emigrò dall'Inghilterra nel1630, fu il primo degli antenati di Hawthorne a giungere nelle colonie. Il figlio di William,John Hawthorne, fu uno dei giudici delprocesso alle streghe di Salem (fu forse proprio in relazione alla pesante eredità dell'avo che lo scrittore decise di aggiungere la lettera "W" al proprio cognome, quasi a prenderne le distanze)[6]. Il padre, Nathaniel Hawthorne Senior, era un capitano di Marina che morì difebbre gialla nel1808 a Surinam, nellaGuiana Olandese, quando Hawthorne aveva solo quattro anni[7]. Nel 1818 la madre dello scrittore si trasferì a Raymond, nelMaine, e portò con sé i tre figli. In quelle terre ancora selvagge Hawthorne passò gran parte del suo tempo a contatto con la natura, ma dopo un anno fu rimandato a Salem perché iniziasse la preparazione agli studi superiori[8].

Hawthorne frequentò ilBowdoin College di Brunswick, nelMaine, mantenuto da uno zio dal1821 al1824, ed ebbe come compagniHenry Wadsworth Longfellow, John Brown Russwurm, futuro governatore della contea di Maryland inLiberia, Horatio Bridge e il futuro presidenteFranklin Pierce. Nel 1825, conseguita la laurea, fece ritorno a Salem. Nel 1836 ottenne il posto di redattore presso l'American Magazine of Useful and Entertaining Knowledge di Boston[5], dove rimase per circa sei mesi. Prima della pubblicazione deiRacconti narrati due volte del 1837, Hawthorne scrisse nell'oscurità di quello che chiamava il suo "nido di gufo"[9], nella casa familiare. Ripensando a quel periodo della sua vita, scrisse: "Non vivevo, ma sognavo di vivere".

Hawthorne fu assunto nel1839 alla Dogana diBoston. L'anno precedente si era fidanzato con l'illustratricetrascendentalistaSophia Peabody (1809-1871). In cerca di un alloggio per sé e per Sophia, nel1841 entrò nella comunità trascendentalista diBrook Farm; che lasciò però quello stesso anno, insoddisfatto dell'esperimento (l'esperienza di Brook Farm gli ispirò il romanzoIl romanzo di Valgioiosa). Sposò Sophia nel1842, e con lei si trasferì nellaOld Manse aConcord, dove vissero per tre anni. Vi scrisse la maggior parte dei racconti diMuschi da una vecchia canonica.Ralph Waldo Emerson eHenry David Thoreau erano loro vicini.

Ritratto giovanile di Hawthorne

Nel1846 Hawthorne fu nominato supervisore alla Dogana di Salem. Come il suo incarico precedente a Boston, questo impiego era soggetto alla politica dettaspoils system. Le sue simpatie per i democratici gli fecero perdere il lavoro in seguito al cambio di amministrazione a Washington dopo le elezioni presidenziali del1848. La carriera di romanziere di Hawthorne iniziò nel1850 conLa lettera scarlatta, nella cui prefazione si accenna ai tre anni trascorsi nella Dogana di Salem. Il romanzo, pubblicato nel mese di marzo, vendette2 500 copie in tre giorni; nel mese di aprile uscì una seconda edizione[10]. Seguirono poi i romanziLa casa dei sette abbaini (1851) eIl romanzo di Valgioiosa (1852). Dal 1851 Hawthorne fu in grado di vivere con i proventi dei suoi scritti[5].

Nell'agosto del 1850 Hawthorne si stabilì aLenox, nellacontea di Berkshire, poco distante daPittsfield, doveHerman Melville aveva acquistato una fattoria. I due si incontrarono e divennero subito amici; l'autore diMoby Dick diede ad Hawthorne diverse prove della sua grande ammirazione, dedicandogli il grande romanzo che pubblicò l'anno successivo, paragonandolo aShakespeare[11].

Nel1852 lo scrittore redasse la biografia per la campagna elettorale dell'amicoFranklin Pierce. Con l'elezione di Pierce a presidente, Hawthorne fu nominato nel 1853 console degli Stati Uniti aLiverpool. Nel1857, allo scadere dell'incarico, la famiglia Hawthorne viaggiò in Francia e in Italia, per ritornare a Concord nel1860, anno in cui fu pubblicato il romanzoIl fauno di marmo. La salute malferma gli impedì di terminare diverse opere letterarie. Morì nel sonno il 19 maggio1864, aPlymouth, New Hampshire durante una gita alleWhite Mountains con Pierce. Fu sepolto nelcimitero di Sleepy Hollow, aConcord,Massachusetts.

Nathaniel e Sophia Hawthorne ebbero tre figli: Una (1844-1877),Julian (1846-1934), eRose (1851-1926). Una soffriva di una malattia mentale e morì giovane. Julian fu scrittore anche lui di romanzi e racconti e curò qualche opera del padre, scrivendo anche una biografia su di lui e sulla famiglia. Rose sposòGeorge Parsons Lathrop e si convertì alcattolicesimo. Dopo la morte del marito, divenne suora domenicana e fondò l'ordine delleDominican Sisters of Hawthorne per l'assistenza delle vittime di mali incurabili.

A Hawthorne è stato intitolato l'omonimo cratere, sullasuperficie di Mercurio.

Carriera letteraria

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Hawthorne è oggi noto per i 95 racconti e per i quattro romanzi scritti tra il1850 e il1860:La lettera scarlatta (1850),La casa dei sette abbaini (1851),Il romanzo di Valgioiosa (1852) eIl fauno di marmo (del1860, da cui è stata tratta nel1977 laminiserie televisivaIl fauno di marmo). Un altro romanzo,Lo studente, fu pubblicato anonimo e a sue spese in precedenza, nel1828. Hawthorne, insoddisfatto del risultato, fece poi tutto il possibile per recuperare le copie stampate deLo studente e distruggerle[12]. Ricordiamo anche i romanzi incompiutiSettimio Felton,L'orma del passato,Il romanzo di Dolliver, eIl segreto del dottor Grimshawe.

La prima raccolta di narrativa breve apparsa a suo nome — iRacconti narrati due volte[13] — risale al marzo del1837 e fu pubblicata con la garanzia finanziaria dell'amico Horatio Bridge, senza però che Hawthorne lo sapesse[12]. La raccolta ebbe diverse successive edizioni:1842 (allargata con altri racconti),1851 (gli stessi con una "prefazione") e1853 (ristampa con poche correzioni). Precedentemente, Hawthorne aveva pubblicato anonimamente o sotto pseudonimi dei racconti su riviste e giornali qualiSalem Gazette,The Token,The New-England Magazine eThe United States Magazine and Democratic Review,The Knickerbocker,New-York Monthly Magazine e altri. Alcuni di questi racconti (tra i qualiLa sepoltura di Roger Malvin eIl mio parente, il maggiore Molineux) entreranno in un volume pubblicato nel1829 dal titoloProvincial Tales[14] e in un'ulteriore antologia del1834 intitolataThe Story Teller[5]. Nel1828, inoltre, lo scrittore aveva già preparato un'antologia di racconti dal titoloSeven Tales from My Native Land ma in seguito la rifece completamente salvando solo il racconto dal titoloL'invocazione di Alice Doane[14].

Un'altra sua raccolta fuMuschi da una vecchia canonica, in due edizioni:1846 e, allargata con nuovi racconti,1854, anche queste con "prefazione" dell'autore. Una terza raccolta (che comprendeva anche la prima e una nuova "prefazione") fuLa bambina di neve e altri racconti (1851). Oltre alle tre raccolte predisposte dall'autore ci furono poi tre libri per bambini (Grandfather's Chair,Famous Old People,Liberty Tree, tutti del 1841)[5] e due volumi di storie e miti greci riscritti per i ragazzi:Il libro delle meraviglie (1852) eI racconti di Tanglewood (1853). Del 1851 è un'altra serie di biografie per bambini:True Stories from History and Biography.

Nel1863 Hawthorne pubblicòLa nostra antica patria, un'antologia di note e impressioni sul suo soggiorno inglese dedicata aFranklin Pierce (del quale, lo ricordiamo, egli aveva già scritto una biografia nel1852). Alcuni taccuini dello scrittore vennero pubblicati dalla moglie dopo la sua morte[15]:The American Notebooks,The English Notebooks,The French and Italian Notebooks.

Aspetti della narrativa di Hawthorne

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Gran parte delle opere di Hawthorne sono ambientate nelNew England delle colonie, e molti suoi racconti sono stati letti come allegorie morali influenzate dalla sua formazionepuritana. La critica recente si è occupata della voce narrante di Hawthorne, considerandola una costruzione retorica a sé stante, da non confondersi con la voce dell'autore stesso. Un tale approccio confuta la tradizionale visione di Hawthorne come un moralista lugubre e ossessionato dal senso di colpa. Il discorso morale e l'allegoria, anche laddove si fanno sentire maggiormente, non prevalgono mai sulla originale creazione di personaggi, stati d'animo, situazioni e scenari, che a buon diritto hanno fatto di Hawthorne, assieme aEdgar Allan Poe, l'iniziatore della letteratura gotica americana[16].

Allegorie e simboli sono in realtà i mezzi di cui lo scrittore statunitense si serve per sondare gli strati profondi della psiche umana[17], per cercare di scoprire le radici del male, ma anche per dare un senso, se ciò è possibile, all'isolamento dell'individuo, ai suoi desideri inespressi, alla sua brama di conoscenza. Mentre gli amiciEmerson eThoreau si fanno testimoni del mondo americano contemporaneo mettendo in luce le trasformazioni che lo percorrono, Hawthorne si rivolge invece al passato e al suo fardello di colpe e sensi di colpa, di peccato e dannazione[16], riportando in vita l'atmosfera lugubre delle antiche case coloniali, le piccole piazze cittadine con il palco della gogna, le foreste intricate e misteriose, e con esse tutto un mondo in cui la paura, la superstizione e l'intolleranza erano quotidianamente presenti nella vita delle persone, autentiche "ombre" delle quali gli americani del tempo di Hawthorne non si sono ancora completamente liberati se non cercando di nasconderle sotto la vernice rassicurante della modernità.

Sono temi, questi, che innervano pressoché l'intera produzione letteraria di Hawthorne. NeLa lettera scarlatta il peccato di una donna viene reso materialmente visibile a tutta una comunità dipuritani tramite una lettera "A" ricamata e posta sugli abiti della reproba; ma nessuno, intorno a lei, può accusarla senza avvertire dentro di sé il peso di qualche altra colpa altrettanto grave.La casa dei sette abbaini è la storia di un'antica maledizione che rivive tra le mura di una grande abitazione incombendo sui discendenti del persecutore e della sua vittima.Il romanzo di Valgioiosa, come si è detto, è la trasposizione letteraria dell'esperienza trascendentalista di Brook Farm; ma neppure qui è del tutto assente il tema del passato che ritorna, stavolta con la forza di quelle tradizioni che affondano le loro radici nell'era pre-cristiana e quindi, secondo l'ottica puritana, nel periodo più buio e demoniaco dell'umanità[18]. NeIl fauno di marmo lo scenario si sposta dall'America all'Europa, e più precisamente in Italia. Hawthorne, in quest'opera, risale fino alla miticaEtà dell'oro, le cui vestigia sono riconoscibili nel discendente di un'antica stirpe di nobili.

Per quel che riguarda i racconti si devono citare qui alcuni dei più rappresentativi:Il mio parente, Maggiore Molineux (1832),Il giovane Goodman Brown (1835),Il velo nero del pastore (1836),L'Albero di Maggio di Merry Mount (1836),La voglia (1843),La figlia di Rappaccini (1844),L'artista del Bello (1844) eEthan Brand (1850).Il giovane Goodman Brown è la vicenda di un uomo che perde la fede quando scopre che tutti gli abitanti del villaggio di Salem sono dediti allastregoneria. NeIl velo nero del pastore un ministro della chiesa appare un giorno davanti alla sua comunità con il volto coperto da un crespo scuro, che lo accompagnerà fino alla tomba.L'Albero di Maggio di Merry Mount descrive un incontro tra i Puritani e le forze dell'anarchia e dell'edonismo.La voglia narra di un giovane medico che tenta di eliminare una voglia dal volto di sua moglie, ma l'operazione le risulta fatale.La figlia di Rappaccini racconta di una fanciulla sottoposta dal padre a un orribile esperimento che la condanna alla solitudine.Ethan Brand è la storia di un fornaciaio che parte alla ricerca del Peccato Imperdonabile, e finisce per commetterlo.

Meritano tuttavia attenzione anche altri racconti, sui novantadue totali che Hawthorne scrisse[19].Capo-Piumato, ultimo racconto scritto dall'autore di Salem nel 1852, anticipa i temi della vita artificiale, largamente ripresi dallanarrativa fantascientifica del Novecento[20]. È la storia di uno spaventapasseri al quale unastrega ha dato vita con un incantesimo e che per un breve periodo vive l'illusione di poter fare una vita normale. Trentadue anni prima Hawthorne pubblicava il suo primo racconto sullaSalem Gazette: eraLa Valletta delle Tre Colline, del1830, uno dei preferiti diEdgar Allan Poe[21]. Nelle poche pagine di questa novella l'autore racchiude quasi tutti, se non tutti i temi principali delle successive opere letterarie: il tormento che deriva dalle proprie colpe, il passato incancellabile, i panorami selvaggi del Nuovo Mondo in cui divengono palpabili le forze dell'occulto e dellastregoneria, la follia, la morte.

Se i temi narrativi di Hawthorne sono ricorrenti, ciò non significa che egli li tratti invariabilmente con il medesimo registro. NeLo Zio del Villaggio (1835) un vecchio pescatore, seduto con la famiglia davanti al camino, rievoca il proprio felice passato con toni poetici ma senza troppa malinconia, poiché è il presente, in fondo, che gli consente di creare le immagini di quei bei ricordi. Dello stesso anno èL'ospite ambizioso e anche qui si narra di una famiglia riunita attorno al focolare; ma ora gli accenti sono ridiventati inquietanti: un lugubre destino che sta per avverarsi viene preannunciato dalle sensazioni e dai pensieri di morte che colgono gli abitanti di una piccola casa. Notevole rilevanza letteraria ha riscosso il raccontoIl ragazzo gentile, incentrato sulla storia di un giovanequacchero orfano di nome Ibrahim adottato da una coppia diPuritani, definito dal poeta statunitenseHenry Wadsworth Longfellow come "nel complesso, la cosa più bella che egli (Hawthorne) abbia mai scritto".

Hawthorne è considerato tra i primi sperimentatori dellastoria alternativa come forma letteraria. Il suo racconto del1845La corrispondenza di P. (che fa parte diMuschi da una vecchia canonica) è la prima opera completa in lingua inglese di questo genere e una delle prime in assoluto. Il protagonista è considerato un matto, perché immagina un1845 alternativo a quello reale, in cui personaggi storici e letterari da tempo scomparsi sono ancora vivi[22].

Critica

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Edgar Allan Poe scrisse importanti recensioni deiRacconti narrati due volte e diMuschi da una vecchia canonica. Nel 1842 ebbe occasione di occuparsi per due volte della prima antologia di Hawthorne, ad aprile e maggio, sulle pagine delGraham's Magazine. Pur presentando qualche riserva, queste recensioni furono molto positive: "Da americani", scriveva Poe, "siamo fieri di questo libro"[23]. Nel 1847, per una sua terza recensione dedicata aiRacconti raccontati due volte e aiMuschi da una vecchia canonica (pubblicata suGodey's Lady's Book), Poe ripartì da quelle riserve già espresse in precedenza e ampliandole ne trasse alla fine un giudizio poco favorevole alla narrativa di Hawthorne. "Egli è smisuratamente devoto all'allegoria", spiegava il critico letterario delGodey's, "e finché persiste su questa strada non potrà certo ambire alla popolarità"[24]. Ciononostante, questa terza recensione non poté cancellare del tutto quelle grandi qualità di scrittore che Poe aveva riconosciuto a Hawthorne nel suo secondo intervento: "Il tratto peculiare di Mr. Hawthorne è l'inventiva, la creazione, l'immaginazione, l'originalità — un tratto che, nella letteratura romanzesca, vale sicuramente per tutto il resto"[24]. Poe ammetteva dunque che lo stile di Hawthorne è purezza e il suo tono efficace è adatto ai temi.

Hawthorne visse una breve ma intensa amicizia con lo scrittoreHerman Melville a partire dall'agosto del1850, quando i due si conobbero ad un picnic organizzato da un amico comune. Melville aveva appena letto la raccolta di racconti di HawthorneMuschi da una vecchia canonica, che in seguito avrebbe elogiato in una famosa recensione,Hawthorne e i suoi Muschi, pubblicata anonima in più parti suThe Literary World. Melville rovesciò i precedenti giudizi negativi, e non solo quelli di Poe[25]. Per l'autore diMoby Dick la grandezza di Hawthorne poteva essere paragonata a quella di Shakespeare e tutto ciò che agli altri critici pareva difetto lui lo esaltò come pregio[24]. Anche a non voler tenere conto della grande ammirazione che Melville provava per Hawthorne, è certo che egli seppe individuare meglio di chiunque altro lo sfondo di tenebra che il suo amico "celava sotto la calma autunnale dell'aspetto"[17].

Nel gennaio del 1851, quando Hawthorne redasse laPrefazione per la nuova edizione dei suoiRacconti narrati due volte, sembrò voler confermare l'opinione di Melville scrivendo:

«Questo libro, se si vuole trovarvi qualcosa di preciso, richiede di essere letto nell'atmosfera crepuscolare, limpida e scura, in cui è stato scritto; e se è aperto alla piena luce del sole, apparirà probabilmente troppo simile a un volume di pagine bianche.»

(Nathaniel Hawthorne, Prefazione aRacconti narrati due volte, gennaio 1851[26])

Howard Phillips Lovecraft, nel suo saggioL'orrore soprannaturale nella letteratura, sottolineò le profonde differenze esistenti tra lo stile diEdgar Allan Poe e quello di Hawthorne, scrittore che egli definì un "incompreso e solitario (...) un'anima dolce paralizzata dal puritanesimo del vecchio New England"[27]. Lovecraft lo ritenne altamente capace di evocare l'orrore dai più comuni fatti della vita, anche se quasi mai si asteneva dal darne un'interpretazione morale; nondimeno, le ambientazioni e gli avvenimenti dei racconti risultavano a suo dire ugualmente efficaci. Secondo Lovecraft, il romanzoLa casa dei sette abbaini era da considerare una delle opere meglio riuscite della narrativa fantastica di Hawthorne e non esitò a definirlo "il più grande contributo del New England alla letteratura del mistero"[28]. Tra i racconti più significativi lo scrittore diProvidence indicòIl ritratto di Edward Randolph,Il velo nero del pastore,L'ospite ambizioso eEthan Brand.

Opere

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Raccolte di racconti

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Le date tra parentesi indicano l'anno della prima pubblicazione e, qualora vi sia stata, quello della successiva revisione da parte dell'autore.

Altri racconti

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Pubblicati soltanto su giornali e riviste.

  • Sir William Phips (Sir William Phips, 1830)
  • Mrs. Hutchinson (Mrs. Hutchinson, 1830)
  • Un racconto della vecchina (An Old Woman's Tale, 1830)
  • Il dottor Bullivant (Dr. Bullivant, 1831)
  • Il ciarlatano tormentato (The Haunted Quack, 1831)
  • Sir William Pepperell (Sir William Pepperell, 1833)
  • L'invocazione di Alice Doane (Alice Doane's Appeal, 1835)
  • La mia visita al Niagara (My Visit to Niagara, 1835)
  • Visita al direttore dell'Ufficio Meteorologico (A Visit to the Clerk of the Weather, 1836)
  • Frammenti dal diario di un uomo solitario (Fragments from the Journal of a Solitary Man, 1837)
  • Thomas Green Fessenden (Thomas Green Fessenden, 1838)
  • Ritratto del Tempo (Time's Portraiture, 1838)
  • Jonathan Cilley (Jonathan Cilley, 1838)
  • L'anello antico (The Antique Ring, 1843)
  • Il miracolo di un bravuomo (A Good Man's Miracle, 1844)
  • Un volume di lettere autografe (A Book of Autographs, 1844)

Narrativa per l'infanzia

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  • La sedia del nonno (Grandfather's Chair, 1841) (rielaborazione di cronache storiche)
  • Antenati famosi (Famous Old People, 1841) (rielaborazione di cronache storiche)
  • L'albero della libertà (Liberty Tree, 1841) (rielaborazione di cronache storiche)
  • Episodi storici e biografici (True Stories from History and Biography, 1851; ristampa dei tre libri precedenti)
  • I miti greci, Presentazione diFausta Cialente, Illustrazioni diGianni Peg, 3 voll., Roma, Editori Riuniti, 1982. [contiene le raccolteA Wonder-Book eTanglewood Tales]
  • Il libro delle meraviglie (A Wonder-Book for Girls and Boys, 1852; rielaborazione di miti greci)
    • Preface
    • Tanglewood Porch: Introductory toThe Gorgon's Head
    • The Gorgon's Head
    • Tanglewood Porch:After the Story
    • Shadow Brook: Introductory toThe Golden Touch
    • Il Vello d'Oro (The Golden Touch)
    • Shadow Brook:After the Story
    • Tanglewood Play-Room: Introductory toThe Paradise of Children
    • The Paradise of Children
    • Tanglewood Play-Room:After the Story
    • Tanglewood Fireside: Introductory toThe Three Golden Apples
    • Ercole e il giardino delle Esperidi (The Three Golden Apples)
    • Tanglewood Fireside:After the Story
    • The Hill-Side: Introductory toThe Miraculous Pitcher
    • The Miraculous Pitcher
    • The Hill-Side:After the Story
    • Bald Summit: Introductory toThe Chimaera
    • The Chimaera
    • Bald Summit:After the Story
  • I racconti di Tanglewood, ovvero un secondo libro delle meraviglie (Tanglewood Tales: For Girls and Boys Being a Second Wonder Book, 1853; rielaborazione di miti greci)
    • The Wayside: Introductory
    • I.Teseo e Arianna (The Minotaur)
    • II.Ercole e Atlante (The Pygmies)
    • III.The Dragon's Teeth
    • IV.Ulisse e Circe (Circe's Palace)
    • V.The Pomegranate-Seeds
    • VI.The Golden Fleece
  • Vita di Franklin Pierce (Life of Franklin Pierce, 1852) (biografia)
  • La nostra antica patria (Our Old Home, 1863) (memorie autobiografiche)
  • Diari (pubblicati postumi dalla moglie:Passages from the American Notebooks, 1868;Passages from the English Notebooks, 1870;Passages from the French and Italian Notebooks, 1871)

Edizioni italiane delle opere di Hawthorne

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Fra i traduttori dello scrittore statunitense si contanoEugenio Montale,Fausto Maria Martini, Guido Fink, Daniela Fink, Luigi Berti, Diego Valori, Marco Papi, Marcella Bonsanti, Giorgio Spina,Enzo Giachino,Gianni Celati,Elémire Zolla, Bruno Tasso, Augusta Grosso Guidetti, Doletta Oxilia Caprin, Gianna Lonza,Aldo Busi (insieme conCarmen Covito), Francesco Valori, Fiorenzo Fantaccini, Elisabetta Mancini, Ottavio Fatica, Maria Pia Colasanti, Francesca Montesperelli, Renata Barocas, Marco Pustianaz, Alessandra Osti, Sara Antonelli, Igina Tattoni, Stefania Minacapelli.

  • Nathaniel Hawthorne,Racconti del Farwest, collanaBiblioteca universale, contiene: Il gran carbonchio, La statuetta di neve, La figura di prua, La vergine dei veleni, Milano, Sonzogno, 1900,SBN CUB0691126.
  • La lettera rossa: romanzo americano, traduzione di Gino Cornali, Bietti, Milano, 1932.
  • Americana, antologia di racconti di scrittori americani curata daElio Vittorini e con alcune traduzioni di Eugenio Montale, Bompiani, Milano, 1942.
  • La casa delle sette torri, a cura di Carlo Izzo, traduzione di Doletta Oxilia Caprin, Bompiani, Milano, 1945.
  • Il Volto di Pietra, antologia di racconti curata da Eugenio Montale, traduzione di Luigi Berti, Bompiani Milano, 1947.
  • Racconti narrati due volte, collanaBiblioteca Vallecchi, traduzione di Antonio Monti, Firenze, Vallecchi, 1950,SBN UBO0144883.Racconti narrati due volte, collanaLa nostra biblioteca classica, Novara, Edipem, 1974,SBN SBL0602387.
  • Le allegorie del cuore eLa lettera scarlatta, traduzione di Enzo Giachino, Einaudi, Torino, 1951.
  • Romanzi, introduzione, traduzione e note a cura di Marcella Bonsanti, 2 voll. (vol. I:La lettera scarlatta,La casa dei sette abbaini,Il romanzo di Valgioiosa; vol. II:Il fauno di marmo,Il segreto del dottor Grimshawe,Septimius Felton), Sansoni, Firenze, 1959.
  • Diario(1835-1862), a cura di Agostino Lombardo, Neri Pozza, Venezia, 1959.
  • Il libro degli eroi, traduzione di Romualdo Bacci, illustrazioni di R. Lemmi, Firenze, Bemporad-Marzocco, 1962
  • I capolavori di Nathaniel Hawthorne, a cura diClaudio Gorlier, Mursia, Milano,1968.
  • La lettera scarlatta, traduzione di Francesco Valori, Mursia, Milano, 1981.
  • La vergine dei veleni e altri racconti, traduzione di Maria Pia Colasanti, Lucarini, Roma, 1987.
  • Leggende del Palazzo del Governatore, a cura di Guido Fink, traduzione di Daniela Fink, Marsilio, Venezia, 1990.
  • Il Grande Volto di Pietra, antologia di racconti curata daJorge Luis Borges, traduzione di Elisabetta Mancini, Mondadori, Milano, 1990.
  • La figlia di Rappaccini, traduzione di F. Vecchietti, La Perla edizioni, 2025.
  • La figlia di Rappaccini e altri racconti, traduzione di Renata Barocas, Passigli, Firenze, 1991.
  • La lettera scarlatta, traduzione di Maria Gallone, Fabbri Editore, Milano, 1991.
  • La bambina di neve e altri racconti, traduzione di Renata Barocas, Passigli, Firenze, 1992.
  • La lettera scarlatta, introduzione diCarlo Pagetti, traduzione di Gianna Lonza, Garzanti, Milano, 1992.
  • La casa dei sette abbaini, traduzione di Mario Manzari, Einaudi, Torino, 1993.
  • Racconti dell'ombra e del mistero, introduzione e traduzione di Paola Frandini, Theoria, Roma, 1993.
  • Opere scelte, a cura di Vito Amoruso, collanaI Meridiani, Mondadori, Milano,1994.
  • Il fauno di marmo, introduzione di Agostino Lombardo, traduzione e note di Fiorenzo Fantaccini, collanaBiblioteca Ideale Giunti, Giunti, Firenze, 1995.
  • Racconti raccontati due volte, introduzione e prefazione di Carlo Pagetti, traduzione di Marco Papi, Garzanti, Milano, 1995.
  • Il Grande Rubino, racconti daMosses from an Old Manse e daTwice Told Tales scelti e tradotti da Cesare Maoli, Empiria Edizioni, Roma, 1996.
  • La lettera scarlatta, trad. Carmen Covito, Milano, Frassinelli, 1998
  • Il fauno di marmo, introduzione diAttilio Brilli, traduzione di Giorgio Spina, collanaBUR Classici, Rizzoli, Milano, 1998.
  • Settimio Felton ovvero l'Elisir di lunga vita, introduzione di Carlo Pagetti, prefazione e traduzione di Elémire Zolla, Garzanti, Milano, 1999.
  • Lo studente, con una nota diTommaso Giartosio, traduzione di Alessandra Osti, Sellerio, Palermo, 2000.ISBN 88-389-1586-5
  • La Casa dei Sette Abbaini, introduzione di Francis Otto Matthiessen, traduzione di Francesca Montesperelli, Mondadori, Milano, 2001.
  • Re Mida, Editori Riuniti, Roma, 2002.
  • Il Romanzo di Valgioiosa, introduzione di Francesco Marroni, traduzione di Marco Pustianaz, Mondadori, Milano, 2003.
  • Le fatiche di Ercole, Editori Riuniti, Roma, 2003.
  • Venti giorni con Julian, con un saggio di Paul Auster, Adelphi, Milano, 2004
  • Tutti i racconti, a cura di Sara Antonelli e Igina Tattoni, Donzelli, Roma, 2006; Feltrinelli, Milano, 2013.
  • Il libro delle meraviglie, a cura di Sara Antonelli e Igina Tattoni, disegni di Walter Crane, Donzelli, Roma, 2007.
  • La figlia di Rappaccini, traduzione di Renata Barocas, testo inglese a fronte, RCS MediaGroup, Milano, 2012.
  • Wakefield (edizione bilingue e bifronte, con fonte letteraria), traduzione, cura e saggio critico di Giuseppe Nori, Portaparole, Roma, 2013.ISBN 978-88-97539-29-2
  • La casa dei sette abbaini, introduzione di Alessandro Gebbia, traduzione di Stefania Minacapelli, Gargoyle Books, Roma, 2014.
  • Il Velo Nero del Pastore, Wakefield, L’Ufficio Informazioni, traduzione di Mauro Maraschi, Dario Emanuele Russo, Stella Scirè, Urban Apnea Edizioni, 2019
  • Frammenti dal diario di un uomo solitario, Mattioli 1885, Fidenza 2013 traduzione di Nicola ManuppelliISBN 978-88-6261-333-0

Epistolari

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Filmografia parziale

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Note

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  1. "Nathaniel Hawthorne (1804-1864) è considerato, insieme a Edgar Allan Poe, Herman Melville e Mark Twain, il padre fondatore della letteratura americana" (dalla nota biografica riportata sull'aletta di sovracoperta del volume Nathaniel Hawthorne,Tutti i racconti, a cura di Sara Antonelli e Igina Tattoni, Donzelli, Roma, 2006).
  2. Questa espressione fu coniata dal critico letterarioFrancis Otto Matthiessen e dette anche il titolo ad uno dei suoi libri più noti (American Renaissance: Art and Expression in the Age of Emerson and Whitman, 1941). Secondo l'autore, questo periodo della letteratura americana doveva essere compreso tra il 1850 e il 1855; ma altri studiosi (come ad esempio Eric Sundquist inThe American Renaissance Reconsidered) criticarono tale impostazione metodologica e andarono oltre i limiti di tempo indicati da Matthiessen, in quanto considerati troppo restrittivi. Cfr. Guido Fink, Mario Maffi, Franco Mingati, Bianca Tarozzi,Storia della letteratura americana. Dai canti dei pellerossa a Philip Roth, Rizzoli, Milano, 2013.
  3. Si veda la scheda biografica dell'autore in AA. VV.,Storie di streghe, a cura di Gianni Pilo e Sebastiano Fusco, Newton & Compton, Roma, 1944.
  4. AA. VV.,Storie di streghe, cit.
  5. 12345Sara Antonelli e Igina Tattoni,Nathaniel Hawthorne. Vita e opere, inTutti i racconti, cit.
  6. Goffredo Fofi,Introduzione aLa lettera scarlatta, Garzanti, Milano, 1991, pag. VIII.
  7. Cfr. laCronologia in Nathaniel Hawthorne,Il Romanzo di Valgioiosa, Mondadori, Milano, 2003.
  8. Carlo Pagetti,La vita e le opere di Nathaniel Hawthorne, saggio introduttivo aSettimio Felton ovvero l'Elisir di lunga vita, prefazione e traduzione di Elémire Zolla, Garzanti, Milano, 1999.
  9. Si veda la voce dedicata allo scrittore nellaNuova Enciclopedia Garzanti della Letteratura, Garzanti, Milano, 1985.
  10. Cfr. laCronologia in Nathaniel Hawthorne,La Casa dei Sette Abbaini, Mondadori, Milano, 2001.
  11. Carlo Pagetti,La vita e le opere di Nathaniel Hawthorne, cit. Si veda anche laCronologia curata da Claudio Gorlier in Herman Melville,Opere scelte, vol. I, collanaI Meridiani, Mondadori, Milano, 1995. Nel saggio di Carlo Pagetti è riportato questo passo di una lettera di Melville a Hawthorne: "Credo che mi staccherò dal mondo con maggiore soddisfazione per aver conosciuto voi. Conoscere voi mi persuade più della Bibbia della nostra immortalità." Le lettere di Melville a Hawthorne contengono particolari sulla composizione diMoby Dick, che Melville dedicò all'amico. Le lettere di Hawthorne a Melville non ci sono pervenute.
  12. 12Cronologia in Nathaniel Hawthorne,La Casa dei Sette Abbaini, cit.
  13. Con questo titolo Hawthorne intese rimarcare il passaggio dei suoi racconti dalla pubblicazione su rivista a quella in volume. In esso ritornano alcuni versi delRe Giovanni diWilliam Shakespeare: "Life is a tedious as a twice-told tale" ("La vita è un noioso racconto narrato due volte"). Cfr. le note all'introduzione di Nathaniel Hawthorne,Tutti i racconti, cit.
  14. 12Cronologia in Nathaniel Hawthorne,Il Romanzo di Valgioiosa, cit.
  15. Introduzione di Agostino Lombardo inIl fauno di marmo, traduzione e note di Fiorenzo Fantaccini, Giunti, Firenze, 1995.
  16. 12La letteratura nordamericana, in appendice allaNuova Enciclopedia Garzanti della Letteratura, cit.
  17. 12Nuova Enciclopedia Garzanti della Letteratura, cit.
  18. Lo stesso argomento fornirà l'ispirazione per il raccontoL'Albero di Maggio di Monte Allegro.
  19. Tutti i racconti, cit. Nell'introduzione di questo volume si fa presente che, al momento della pubblicazione, esso rappresenta l'unica antologia completa dei racconti di Hawthorne in lingua italiana.
  20. Il bello della scienza. Intersezioni tra storia, scienza e arte, a cura di Francesco Paolo de Ceglia e Liborio Dibattista, Franco Angeli, Milano, 2013.
  21. Poe, nella sua recensione del maggio 1842 perGraham's Magazine, scrisse che in quest'opera "Ogni parola racconta, e non c'è una parola che non racconti."
  22. Secondo Harry Levin (The Power of Blackness, 1958) Hawthorne trovò frequentemente la propria ispirazione nella semplice domanda: "Cosa accadrebbe se...?". Si veda in proposito Carlo Pagetti,La vita e le opere di Nathaniel Hawthorne, cit.
  23. Sara Antonelli e Igina Tattoni, Introduzione aTutti i racconti, cit. In appendice al volume si trovano le tre recensioni di Poe, unitamente alle treprefazioni di Hawthorne e alla recensione di Melville.
  24. 123Sara Antonelli e Igina Tattoni, Introduzione aTutti i racconti, cit.
  25. AncheMargaret Fuller, intellettuale, giornalista e scrittrice legata all'ambiente culturale trascendentalista, recensì negativamente iMuschi sulNew York Daily Tribune del 22 giugno 1846. Cfr. Sara Antonelli e Igina Tattoni, Introduzione aTutti i racconti, cit.
  26. Dalla traduzione di Marco Papi in Nathaniel Hawthorne,Racconti narrati due volte, introduzione e prefazione di Carlo Pagetti, Garzanti, Milano, 1995.
  27. H. P. Lovecraft,L'orrore soprannaturale nella letteratura, Sugarco Edizioni, Varese, 1994, cap. VIII.
  28. H. P. Lovecraft,L'orrore soprannaturale nella letteratura, cit.

Bibliografia

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  • Edgar Allan Poe,Nathaniel Hawthorne's Twice-Told Tales, inGraham's Magazine, aprile 1842.
  • Edgar Allan Poe,Nathaniel Hawthorne's Twice-Told Tales,Graham's Magazine, maggio 1842.
  • Edgar Allan Poe,Tale-Writing — Nathaniel Hawthorne,Godey's Lady's Book, novembre 1847.
  • Herman Melville,Hawthorne and His Mosses,The Literary World, 17 e 24 agosto 1850.
  • Agostino Lombardo,Introduzione al diario di Nathaniel Hawthorne, Neri Pozza, Venezia, 1960.
  • Camilla Zauli Naldi,La fortuna di Hawthorne in Italia, inStudi americani, n. 6, Edizioni di Storia e Letteratura, Roma, 1960.
  • Francis Otto Matthiessen,Rinascimento americano, Mondadori, Milano, 1961.
  • Jorge Luis Borges,Nathaniel Hawthorne (1949), inAltre inquisizioni, Feltrinelli, Milano, 1973.
  • Agostino Lombardo,Un rapporto col mondo: saggio sui racconti di Nathaniel Hawthorne, Bulzoni, Roma, 1976.
  • Pietro Citati,Il velo nero, Rizzoli, Milano, 1979.
  • Barbara Lanati,Frammenti di un sogno: Hawthorne, Melville e il romanzo americano, Feltrinelli, Milano, 1987.ISBN 88-07-08053-2
  • Henry James,Hawthorne, trad. Luisa Villa,Marietti Editrice, Genova, 1990.ISBN 88-211-6281-8
  • Paola Russo,Il bosco delle ninfe: Nathaniel Hawthorne e la classicità, Bulzoni, Roma, 1991.ISBN 88-7119-386-5
  • Leonardo Terzo,Bartleby, Wakefield, Usher, Marcos y Marcos, Milano, 1992.
  • Andrea Mariani,Il sorriso del fauno. La scultura classica in Hawthorne, Melville e James, Solfanelli, Chieti, 1992.
  • H. P. Lovecraft,L'orrore soprannaturale nella letteratura, Sugarco Edizioni, Varese, 1994.
  • Valerio Massimo De Angelis,La prima lettera: miti dell'origine in "The Scarlet Letter" di Nathaniel Hawthorne, Lozzi & Rossi, Roma, 2001.ISBN 88-86576-39-0
  • Valerio Massimo De Angelis,Nathaniel Hawthorne: il romanzo e la storia, Bulzoni, Roma, 2004.ISBN 88-8319-947-2
  • Barbara Berri,Nathaniel Hawthorne. Dal subliminale al trascendentale, Arcipelago, Milano, 2005.ISBN 88-7695-311-6
  • Anna De Biasio,Romanzi e musei. Nathaniel Hawthorne, Henry James e il rapporto con l'arte, Istituto veneto di scienze, lettere ed arti, Venezia, 2006.ISBN 88-88143-61-0
  • Barbara Lanati,Ottocento e dintorni. E. A. Poe, W. Whitman, H. Melville, N. Hawthorne, CELID, Torino, 2006.ISBN 88-7661-683-7
  • Leonardo Terzo, a cura di,Lunatic Giants. Edgy Characters in Western Literature: Bartleby, Wakefield, Samsa, Arcipelago, Milano, 2011.ISBN 978-88-7695-454-2
  • Pietro Casetta,http://www.pietrocasetta.it/pubblicazioni/i-luoghi-della-vergine-dei-veleni-di-nathaniel-hawthorne-allorto-botanico-di-padova

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