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Nusrat al-Din

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Nuṣrat al-Dīn
Emiro diHarran
In carica1146 -1164 circa
Morte1164 circa
DinastiaZengidi
PadreZengi
ReligioneIslam sunnita

Nuṣrat al-Dīn[1][2] dettoAmīr Amirān[3] (in araboنصرة الدين أمير أميران?,Nuṣrat al-Dīn Amīr Amirān; ... –1164 circa) fugovernatore diḤarran dal1146 al1164 circa.

Figlio terzogenito diZengi, amministrò Ḥarran dopo la morte di suo padre, come subordinato di suo fratelloNorandino.

Biografia

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Origini

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ʿImād al-Dīn Zengī, padre di Norandino e di Nuṣrat al-Dīn

Nuṣrat al-Dīn - che sarà soprannominato allapersiana "Amīr Amīrān", ossia "Comandante dei Comandanti" - era imparentato con iturchiselgiuchidi, in quanto suo nonno paterno eraĀq Sunqur al-Ḥājib. Quest'ultimo ricoprì la carica diatabeg (governatore) diAleppo sotto il sultanoMalik Shāh I, di cui ne fu peraltro stretto collaboratore e confidente.[4]

Suo padreZengi, da cui viene il nome della sua dinastia (Zengidi), divenne generale militare e servì vari governatori diMosul, accompagnandoli nelle loro battaglie. Nel 1126 divenneatābeg diBaghdad e dell'Iraq, mentre assunse il ruolo diatābeg di Mosul nell'anno successivo. Da quel momento, egli riuscì ad annettere varie città, tra cuiHama,Amida,Kafartab, Buza'ah (nel nord dellaSiria),Atarib,Saruj e, a Oriente, alcune città situate lungo il fiumeEufrate.[5] Nel 1144, Zengi si impossessò della città diEdessa, situata lungo la rotta tra Mosul e Aleppo, sottratta ai Franchi[nota 1] a seguito di un veloceassedio.[6]

Anni successivi alla morte di Zengi

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Nuṣrat al-Dīn era il terzogenito dell'atābeg Zengi e di una madre il cui nome non ci è noto, e fratello minore diSayf al-Dīn Ghāzī I e Nūr al-Dīn (divenuto noto nelle fonti occidentali comeNorandino).[6][2] Le fonti storiche non menzionano alcuna informazione a proposito dei primi anni di vita di Sayf al-Dīn.

La prima volta in cui compare nelle fonti è nel 1146, in occasione della morte del padre. Nell'estate di quell'epoca, con Norandino al seguito, Zengi condusse il suo esercito verso sud, al castello diQal'at Ja'bar, sulla strada che conduceva dall'Eufrate aDamasco, dove il signore arabo locale rifiutava di riconoscerlo come sovrano.[7] Il 14 settembre, a seguito di un alterco con uno schiavo, Zengi fu assassinato da uneunuco mentre giaceva ubriaco nel suo letto.[7] La sua improvvisa scomparsa «fu accolta con gioia da tutti i nemici, i quali speravano che le dispute dinastiche, conseguenza normale della morte dei principi musulmani, avrebbero sfasciato il suo reame».[7] Mentre il cadavere non era ancora stato tumulato, Sayf al-Dīn, il già citato figlio primogenito, si precipitò a Mosul per impadronirsi del governo sulla città e di quanto si trovava inIraq e nellaMesopotamia settentrionale.[6] Norandino, strappato dal dito del cadavere l'anello, simbolo del potere, corse in tutta fretta ad assicurarsi la porzione occidentale delle terre di Zengi, la quale includeva le ricche città diEdessa e Aleppo.[6] In quest'ultima località si fece proclamare signore dal comandantecurdoShīrkūh.[8] La divisione del regno spinse gli avversari di Zengi ad approfittare del momento di caos, poiché a sud le truppe del governatore di Damasco,Muʿīn al-Dīn Unur (ovvero Önör), rioccuparono Baalbek e resero propri vassalli i governatori diHoms eHama; a oriente, il selgiuchideAlp Arslan ibn Mahmud tentò invano di riprendere il potere, mentre gliOrtoqidi di Amida si reinsediarono nelle città sottratte da Zengi; nel centro,Raimondo di Antiochia condusse un'incursione fino sotto le mura di Aleppo, mentreJoscelin II, destituito da Edessa avviava i preparati per riconquistarla.[9][10]

Signore di Harran

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Nuṣrat al-Dīn fu dal 1146 adHarran, dove accettò di subordinarsi a Norandino.[2]

Nell'ottobre del 1157, Norandino cadde gravemente ammalato. Sentendosi morire, insistette affinché fosse trasportato in lettiga adAleppo, dove fece testamento.[11] Secondo le sue ultime volontà, Nuṣrat al-Dīn avrebbe dovuto subentrargli in ogni suo dominio, mentre il generalecurdoShirkuh avrebbe governatoDamasco sotto la sovranità di lui.[11] Quando tuttavia Nuṣrat al-Dīn fece il suo ingresso ad Aleppo per prendere in consegna l'eredità, incontrò l'opposizione del governatore locale Ibn al-Dāya.[11] Nuṣrat al-Dīn tentò allora di fare il suo ingresso con la forza di Aleppo.[11] I tumulti cittadini che ne seguirono si quietarono soltanto quando i notabili di Aleppo vennero convocati al capezzale del loro principe e constatarono che era ancora in vita, poiché dopo qualche mese si stava riprendendo dalla malattia.[6][11]

Quando Norandino guarì definitivamente, si riconciliò con il fratello Nuṣrat al-Dīn e fece ritorno a Damasco nell'aprile del 1158.[6] I rapporti tra i due tornarono buoni e Norandino fu accompagnato da Nuṣrat al-Dīn in varie sue campagne, perdendo la vita per mano dei crociati quando fu ferito da una freccia durante l'assedio del castello diBaniyas.

Note

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Esplicative

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  1. ^Con tale nome erano indistintamente noti i Crociati europei occidentali che si recavano per partecipare alle guerre contro i musulmani inTerra santa.

Bibliografiche

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  1. ^(EN) Timothy Venning e Peter Frankopan,A Chronology of the Crusades, Routledge, 2015, p. 129,ISBN 978-13-17-49642-7.
  2. ^abcRunciman (2005), p. 485.
  3. ^Cfr. Nikita Elisséeff,Nūr ad-Dīn – Un grand prince musulman e Syrie au temps des Croisades (511-569 H./1118-1174), 3 voll., Damasco, Institut Français de Damas, 1967.
  4. ^Murray (2006), p. 1293.
  5. ^Murray (2006), pp. 1293-1294.
  6. ^abcdefMurray (2006), p. 892.
  7. ^abcRunciman (2005), p. 481.
  8. ^Runciman (2005), pp. 481-482.
  9. ^Runciman (2005), p. 482.
  10. ^Richard (1999), p. 250.
  11. ^abcdeRunciman (2005), p. 573.

Bibliografia

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