Con una popolazione totale di circa 3 milioni di abitanti[2] e un'estensione complessiva di825418km², la Namibia si colloca al secondo posto (dopo laMongolia) fra gli Stati sovrani al mondo con laminore densità di popolazione (3,7 abitanti/km²). Gran parte del territorio del paese è costituito dalle distese aride deldeserto del Namib e delKalahari. Il nome di Namibia, che deriva dal deserto del Namib, la vasta area che caratterizza gran parte del Paese, fu scelto come etimo neutrale per evitare diatribe tra le varie etnie.
È uno dei Paesi più giovani del continente africano, avendo ottenuto solo nel 1990 l'indipendenza dalSudafrica, dal quale era amministrata. Dal 1884 al 1918 fu colonia dell'Impero tedesco con il nome diDeutsch-Südwestafrika. Successivamente, dal 1918 al 1961 fece parte dell'Impero britannico all'interno dell'Unione Sudafricana, per poi divenire, dal 1961 fino all'indipendenza, una provincia delSudafrica.
I primi abitanti della Namibia furono probabilmente iSan (Boscimani), seguiti daiNama e daiDamara. A partire dalXIV secolo giunsero nella regione diversi gruppibantu, fra cui gliHerero e gliOvambo.
Anche se il territorio venne scoperto dal portogheseBartolomeo Diaz nel 1486, la regione corrispondente all'attuale Namibia cominciò a essere esplorata dagli europei soltanto neglianni quaranta delXIX secolo. Nel 1884 finì sotto l'influenza dellaGermania, che le diede uno status di colonia con il nome diAfrica Tedesca del Sud-Ovest (Deutsch-Südwestafrika comunemente abbreviato in SWA).
Del territorio non faceva parte laWalvis Bay, caduta sotto il controllo britannico fin dal 1878, né leisole dei Pinguini, annesse allaColonia del Capo già quattro anni prima. Per effetto deltrattato di Helgoland-Zanzibar, sottoscritto il 1º luglio 1890 tra l'Impero tedesco e l'Impero britannico, il gen.Leo von Caprivi, successore diOtto von Bismarck come cancelliere tedesco (1890-1894), ottenne per la colonia tedesca dell'Africa del Sud-Ovest (Deutsch-Südwestafrika) una striscia di territorio di 450 km di lunghezza e 30 km di larghezza per l’accesso al fiumeZambesi e quindi allago Vittoria, già appartenente alla colonia britannica del Bechuanaland oggiBotswana. La striscia da allora è denominata "Dito di Caprivi", in lingua inglese "Caprivi Strip" o, in lingua tedesca, "Caprivi Zipfel".
L'arrivo dei primi coloni tedeschi, negli ultimi anni dell'Ottocento e nei primi del Novecento, provocò una violenta reazione da parte di alcune etnie autoctone che si vedevano spogliate di molte delle proprie terre più fertili. In alcune zone del paese scoppiò una vera e propria guerriglia (1904-1908) da parte di un popolo di pastori, gli Herero, che, per ordine di Heinrich Goering, primo Reichskommissar e padre di Hermann, fu repressa nel sangue dalle autorità tedesche. Vennero costruiti per i prigionieri deiKonzentrationslager, "campi di concentramento"; dagli originari80000, gli Herero vennero ridotti a15000 nel 1911.
Nel 1966 l'organizzazioneSWAPO (South-West African People's Organization), di ispirazionemarxista, cominciò una guerrigliaindipendentista contro le forze sudafricane, nota comeguerra di indipendenza della Namibia. Il Sudafrica cedette però solo nel 1988, accettando un piano di pace delleNazioni Unite che portò alla piena indipendenza del paese nel 1990.Walvis Bay inizialmente rimase sotto il controllo sudafricano comeenclave, per essere ceduta alla Namibia, insieme con le isole dei Pinguini, nel 1994, mentre ilDito di Caprivi è stato al centro di una disputa con il confinanteBotswana.
Il fondatore della Namibia indipendente èSam Nujoma, da sempre capo della SWAPO; ha governato dal 1990 al 2005, per essere poi sostituito daHifikepunye Pohamba.
La geografia della Namibia è caratterizzata da una serie dialtipiani, il punto più alto dei quali è ilBrandberg (2606 metri). L'altopiano centrale attraversa il paese lungo l'asse nord-sud, ed è circondato a ovest daldeserto del Namib e dalle pianure che giungono fino alla costa, a sud dalfiume Orange, a sud e a est daldeserto del Kalahari.
L'aridità del territorio fa sì che buona parte dei fiumi siano a carattere torrentizio. I fiumi di maggiore entità si trovano solo lungo i confini: da nord a sud, i principali sono ilKunene, l'Okavango, loZambesi e l'Orange.
Il clima della Namibia va dalclima desertico a quellosubtropicale, ed è generalmente caldo e asciutto, con precipitazioni scarse e variabili. La Namibia definisce sé stessa come un paese arido. L'aridità del clima deriva dalla freddacorrente del Benguela che causa la condensazione del vapore acqueo sull'oceano Atlantico, lasciando quindi arrivare sulla costa aria secca.
Nel 2019, alcune parti della Namibia hanno affrontato una delle peggiori siccità degli ultimi sessanta-novanta anni, con piogge molto scarse e con la morte della maggior parte del bestiame. Le autorità hanno dichiarato lo stato di calamità naturale a maggio e hanno chiesto aiuti internazionali: "I mezzi di sussistenza della maggior parte dei namibiani sono a rischio, soprattutto quelli che dipendono dalle attività agricole", ha lamentato il primo ministroSaara Kuugongelwa-Amadhila.[5]
Andamento della popolazione della Namibia dal 1960 al 2010Un gruppo di donne Herero a WindhoekUn gruppo di donneHimba vicino aOpuwo
La Namibia è uno dei tre Stati sovrani del mondo menodensamente popolati, con una media di circa 3,7 abitanti per km²; ha invece un tasso dicrescita demografica relativamente elevato.
L'inglese è la lingua ufficiale del paese ma è madrelingua solo per i bianchi, che sono il 6% della popolazione; iltedesco, l'afrikaans e l'oshiwambo sono invece "lingue regionali riconosciute". L'87,5% della popolazione è nero e appartenente ai ceppi linguisticibantu ekhoisan. Metà degli abitanti della Namibia parla l'oshiwambo comemadrelingua, ma l'afrikaans è comunque la lingua più compresa. Le lingue indigene vengono insegnate nellascuola primaria.[1] Sia l'afrikaans sia l'inglese sono parlati principalmente come seconda lingua e utilizzati soprattutto a livello pubblico e istituzionale. Il tedesco è parlato specialmente nel Sud del paese. La prossimità geografica alla lusofona Angola ha determinato l'immigrazione di numerose persone parlanti portoghese. Nel 2011 i lusofoni in Namibia erano stimati intorno a100000, il 4-5% della popolazione totale.[6]
L'82% della popolazione appartiene a etnie del gruppobantu, suddivisa in almeno undicietnie, tra cui predomina largamente l'etniaOvambo (circa metà della popolazione, concentrata nel Nord del Paese). Altre etnie nere sono quelle del gruppokhoisan (San eNama). La quota di bianchi è intorno all'8%, la più elevata dell'Africa subsahariana dopo quella delSudafrica; si tratta soprattutto di tre gruppi principali:boeri,anglosassoni etedeschi. Esistono anche minoranzeolandesi,francesi eportoghesi. Vi sono infine due gruppi di origine mista, chiamaticoloured ebaster, che contribuiscono alla popolazione totale per un altro 8%. I bianchi e i gruppi di etnia mista parlano quasi tutti l'afrikaans e sono culturalmente simili ai gruppi corrispondenti sudafricani. Una minoranza di bianchi ha invece mantenuto la cultura e la lingua originale dei coloni tedeschi. Diversamente dal Sudafrica, non vi è insediata una popolazione significativa di origine asiatica.
Il complesso amalgama di etnie e culture della Namibia è evidente già nellatoponomastica, che include tra l'altro nomi tedeschi, afrikaans e ovambo. Le comunità di discendenza tedesca hanno conservato molto delle tradizioni e della cultura della loro terra di origine; in cittadine comeLüderitz eSwakopmund, in cui anche l'architettura coloniale ricorda quella dei borghi dellaGermania di inizio XX secolo, si tengono sagre popolari e feste di antica tradizione, come laFesta del Kaiser. Iboeri sono invece legati a una tradizione propria, sviluppatasi soprattutto nel periodo pionieristico delGrande Trek e della colonizzazione del Sudafrica.
La maggior parte della popolazione è di religionecristiana, soprattutto di confessioneluterana, c'è una piccola minoranza di musulmani, concentrati soprattutto a Windhoek.
Ilparlamento è composto dadue camere: ilNational Council ("Consiglio Nazionale"), formato da 26 membri (due per ciascun consiglio regionale) che durano in carica sei anni; e laNational Assembly ("Assemblea Nazionale"), composta da 78 membri con mandato quinquennale, dei quali 72 eletti con voto popolare e altri 6 (non votanti) nominati dal Presidente. La National Assembly rappresenta il vero organolegislativo, mentre il National Council ha una funzione consultiva. Per l'elezione della National Assembly sono contemplati 107distretti elettorali.
Il principale organo giudiziario è laCorte Suprema, i cui giudici sono nominati dal Presidente su proposta dellaJudicial Service Commission.
LaSWAPO, che rappresentò il movimento principale durante il processo diindipendenza, e che ha completamente abbandonato le sue posizioni originalimarxiste, è il primopartito del paese. Originariamente espressione specifica degli ovambo, dagli anni ottanta ha perso questa connotazione accogliendo tra le sue file esponenti di tutte le etnie del paese, inclusi bianchi dei vari gruppi, specialmente di origine tedesca. Un bianco di origine tedesca che ha ricoperto un ruolo importante nel partito è statoAnton Lubowski, collaboratore del presidente Nujoma ai tempi dell'indipendenza.
Per la prima volta la Namibia ha dedicato un giorno, il 28 maggio, algenocidio perpetrato dai tedeschi suimama e sugliherero tra il 1904 e il 1908 poiché queste popolazioni avevano opposto resistenza all'invasione coloniale. Si trattò del primo sterminio del Novecento dove morirono circa50 000 herero e circa10 000 mama, anche se le stime sono approssimative. La Germania nel 2021 ha riconosciuto di aver compiuto il genocidio in Namibia[8].
L'economia namibiana è fortemente legata (e per alcuni aspetti simile) a quella delSudafrica. La principale attivitàeconomica è l'estrazione di minerali, che contribuisce per circa il 20% alPIL nazionale. La Namibia è il quarto più importante esportatore africano diminerali non combustibili, e il quinto produttore diuranio nel mondo. Una parte importante dell'estrazione mineraria riguarda, come nel vicino Sudafrica, idiamanti; altre produzioni importanti sono quelle dipiombo,ferro,zinco,argento etungsteno.
Nonostante la sua importanza per l'economia nazionale il settore minerario dà lavoro solo al 3% della popolazione. Oltre la metà dei namibiani si dedicano all'agricoltura e all'allevamento di sussistenza; si coltivano principalmentemais emiglio e si allevano soprattutto capre e pecore. La produzione agricola comunque non copre il fabbisogno nazionale, che dipende al 50% dalle importazioni; si esporta invece lalana.
Sebbene ilreddito pro-capite sia in Namibia cinque volte quello dei paesi più poveri dell'Africa, la maggioranza della popolazione vive in povertà a causa della fortedisoccupazione, della grande disuguaglianza nella distribuzione della ricchezza, e della grande quantità di capitali che vengono investiti all'estero.
La caduta dei prezzi delle materie prime e una persistentesiccità hanno causato il calo del prodotto interno lordo (PIL) del paese nel 2017 e nel 2018 e l'aumento della disoccupazione.[9]
Fra le piante più insolite va segnalata laWelwitschia mirabilis,endemica del deserto dell'Angola, considerata una delle piante più antiche e longeve esistenti (alcuni esemplari hanno più di2000 anni); la si trova in abbondanza in alcune zone deldeserto del Namib.
Fra le oltre 100 specie dialberi della Namibia si possono citare l'Acacia erioloba, laFaidherbia albida, ilmopane, laTerminalia, lamarula, ilfico gigante e ilbaobab africano. Albero nazionale è l'Aloidendron dichotomum, dettokokerboom ("alberofaretra") perché i San svuotano i rami della pianta per farne contenitori per le loro frecce. Con i loro rami spogli, che terminano in foglie strette e appuntite, queste piante danno luogo ad alcuni paesaggi molto insoliti (come quello dellaQuiver Tree Forest, nel Sud del paese). Numerose sono lepiante grasse dette "rocce fiorite". Si trova in Namibia anche una specie di "piede d'elefante" (Pachypodium). La zona dell'Okavango ospitagraminacee da palude,papiro eninfee. Non mancano zone coperte dasavana (in particolare nelParco nazionale d'Etosha). Endemica del Namib è anchel'Acanthosicyos horrida, una pianta dotata di lunghe spine che produce frutti simili a piccolimeloni, importante nutrimento per gli animali del deserto (per esempio glistruzzi) ma commestibile anche per l'uomo. Endemico delle stesse zone è l'arbustoZygophyllum stapffii, detto "pianta dei talleri" perché le foglie hanno l'aspetto di monete d'oro. Molto diffusa è infine l'Euphorbia damarana, pianta arbustiva dalla linfa estremamente tossica, che veniva usata daiboscimani per avvelenare le loro frecce.
La fauna originaria della Namibia ha molto sofferto le battute dicaccia grossa organizzate dagli europei fra la fine del XIX secolo e l'inizio di quello successivo. Gran parte della fauna dell'Africa subsahariana è comunque ancora rappresentata, e nel Namib si registrano numerose specie endemiche.
Fra i serpenti tipici della zona ci sono lavipera cornuta del Namib, due specie dimamba, ilserpente zebra e altri. Uno spettacolo piuttosto comune sulla sabbia rovente del Namib è la velocissima corsa dellelucertoleAprosaura achietae, che si spostano saltando da una zampa all'altra, quasi senza toccare terra.
La fauna della Namibia comprende moltissime specie di invertebrati marini e terrestri. Il deserto del Namib ospita un grandissimo numero diartropodi endemici, adattati alle particolarissime condizioni climatiche; fra questi spiccano alcuni generi ditenebrionidi collettivamente noti comecoleotteri delle nebbie.
La Namibia è stato il primo paese del mondo a citare esplicitamente la protezione dell'ambiente naturale nella propria costituzione.[11] Il piano di conservazione della Namibia è basato sul principio delCommunity Based Natural Resource Management ("gestione comunitaria delle risorse naturali"), che prevede una gestione ampiamente decentralizzata delle risorse ambientali del paese. Gran parte del territorio della Namibia è incluso in aree naturali protette, parchi nazionali, e riserve faunistiche private. I due principali parchi nazionali sono ilNamib-Naukluft (il più grande del continente), che include buona parte del deserto delNamib e dei montiNaukluft, e l'Etosha, nella parte settentrionale del paese.
Fino all'indipendenza, i giocatori nativi della Namibia potevano essere convocati nelle file dellarappresentativa sudafricana. Un esempio tra i più celebri è l'estremoPercy Montgomery, che è stato dei più forti interpreti al mondo del suo ruolo, nato nel 1974 a Walvis Bay e ritiratosi dalle competizioni nel 2009[12].
La laguna a sud di Luderitz è sede del più importante evento di Speed (gare di velocità per kitesurf e windsurf) al mondo. Gli organizzatori della prova hanno scavato un canale artificiale dove sono stati conseguiti i maggiori record di velocità a vela sull'acqua. Walvis Bay è invece la località dove è stato registrato il record di velocità assoluto per un mezzo nautico (65,45 nodi)[13].
Nel 2022 la Namibia ha partecipato per la prima volta alla 59ªBiennale di Venezia con un padiglione nazionale incentrato sulla mostra dell'artistaRenn, dal titoloA Bridge to the Desert / Un ponte per il deserto a cura diMarco Furio Ferrario. Ospitato sull'Isola della Certosa, con i suoi 20 ettari di percorso è stato il padiglione più esteso del 2022 e uno dei più estesi della storia della Biennale.[14][15] La mostra ha presentato sculture e fotografie del progettoThe Lone Stone Men di un artista che si è celato dietro allo pseudonimoRenn.[16][17] Parte del padiglione sono stati anche due percorsi introduttivi: un muro di 140x2 metri tappezzato da foto del deserto del Namib di Roland Blum e l'installazione immersivaSeek to believe / Cercare per credere del duo artistico Amebe.[14][18][19]
In ambito cinematografico, in particolare nel XXI secolo, si è distinta la figura dell'attrice namibianaGirley Jazama[20], che ha ottenuto diversi riconoscimenti internazionali e che ha partecipato al filmDer vermessene Mensch (2023), dove viene narrato il genocidio degliHerero e deiNama, nell'attuale Stato della Namibia. Tra gli attori celebri spicca, in particolare,Nǃxau ǂToma.