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Museo astronomico e copernicano

Coordinate:41°55′21.39″N 12°27′07.89″E41°55′21.39″N,12°27′07.89″E
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Museo astronomico e copernicano
Villa Mellini sede del museo
Ubicazione
StatoItalia (bandiera) Italia
LocalitàVilla Mellini
IndirizzoViale del Parco Mellini, 6 - 00136, Roma
Coordinate41°55′21.39″N 12°27′07.89″E41°55′21.39″N,12°27′07.89″E
Caratteristiche
TipoStrumenti scientifici, libri antichi, dipinti.
Istituzione1873
FondatoriArtur Wolynski,Pietro Tacchini,Massimo Cimino
Modifica dati su Wikidata ·Manuale

IlMuseo astronomico e copernicano è unmuseo situato aRoma, presso la sede diMonte Mario dell'Osservatorio astronomico di Roma. Istituito nel 1873, raccoglie una collezione di strumenti astronomici e testi antichi di astronomia.

Storia

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Nel1873 lo studioso polaccoArtur Wolynski affidò alministero dell'agricoltura del governoitaliano una collezione di oggetti che riguardavanoCopernico, provenienti da varie collezioni polacche. Erano libri, monete, dipinti, medaglie, cimeli, strumenti scientifici e una raccolta di lettere di astronomi italiani dell'Ottocento. La donazione era subordinata al fatto che questi reperti fossero collocati in un ambiente idoneo a diventare un museo e fossero quindi fruibili sia dagli studiosi, sia dal pubblico. L'idea di dedicare a Copernico un museo a Roma derivava dalla circostanza che l'astronomo vi aveva soggiornato. Fu scelto come sede la Specola alCollegio Romano. Confluirono nella raccolta sia la dotazione della Specola sia quella dell'osservatorio del Campidoglio che rispecchiavano l'opera di astronomi comeAngelo Secchi eLorenzo Respighi. Si aggiunsero altri antichi strumenti, libri, quadri, stampe, fotografie, messi insieme grazie all'impegno dell'astronomoPietro Tacchini, allora direttore dell'osservatorio astronomico di Roma.

Tra i preziosi libri antichi c'era la prima e seconda edizione diDe revolutionibus orbium coelestium di Nicola Copernico, ilDialogo sopra i massimi sistemi del mondo diGalileo Galilei, decreti originali di censura della Congregazione dell'Indice. Tra gli strumenti c'era lospettrofotometro a visione di retta diMertz costruito a Monaco nel 1862, strumenti per l'orientamento, per la navigazione (come bussole in scatole di ottone), per la misura del tempo (come il quadrante notturno per orologioKrable, costruito a Monaco nel 1583), un cannocchialeEustachio Divini del XVII secolo e unastrolabio arabo di Valenza del 1096.

Nel 1938 il museo fu trasferito aVilla Mellini, aMonte Mario, divenuta sede dell'osservatorio astronomico di Roma. Ma i reperti rimasero nelle casse. La rinascita del museo si deve all'astrofisicoMassimo Cimino che lo ha riaperto nel 1973, in occasione del quinto centenario della nascita di Copernico. Tutti gli oggetti furono accuratamente restaurati. La riapertura fu preceduta da una mostra di cimeli copernicani, promossa nella sua sede dall'Accademia dei Lincei, organizzata da Massimo Cimino, dalla sua assistente italianaMaria Antonietta Giannuzzi e dalla Chelkowska, una restauratrice polacca, mandata a Roma per occuparsi dei restauri.[1] In collaborazione con ilComune di Roma si svolsero nel nuovo museo visite guidate per le scolaresche e altre iniziative culturali.

Nel 2000 la villa divenne sede sia del Museo astronomico e copernicano, sia della struttura direttiva del neonatoIstituto nazionale di astrofisica. Nel 2000 il museo fu chiuso per restauri, previsti per circa 2,5 miliardi di lire, a carico del Ministero dei lavori pubblici.

L'osservatorio astronomico diMonte Porzio Catone

Nel 2003 si prospettò l'idea trasferire il Museo aMonte Porzio Catone e contro questo trasferimento ci furono vari appelli a mezzo stampa, tra cui quello del giornalistaGaspare Barbiellini Amidei sulCorriere della Sera. Arrivò la protesta da parte dell'Istituto polacco di cultura di Roma e diItalia Nostra. Piero Benvenuti, commissario straordinario dell'Istituto nazionale di astrofisica, disse che per la riapertura del museo era necessaria la messa a norma degli impianti. Il museo non riapriva e ne venne anche tolta la targa indicativa su via Trionfale.

Si giunse a un compromesso: il nucleo più antico rimase a Villa Mellini, a Monte Mario; le collezioni e la documentazione dalla seconda metà dell'Ottocento in poi, quindi dalla nascita dell'astrofisica, furono trasferite all'osservatorio di Monte Porzio Catone.

Note

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  1. Mario Cimino, Maria Antonietta Giannuzzi, C. Chelkowska,La mostra dei cimeli copernicani del Museo dell'Osservatorio astronomico di Roma, Roma, Accademia nazionale dei Lincei, 1968,SBN SBL0081632.

Bibliografia

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  • M. Calisi,L'Origine delle collezioni scientifiche del Museo Astronomico e Copernicano in Roma, inNuncius, IV, n. 2, Roma, 1989, p. 286,SBN CFI0047444.

Collegamenti esterni

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Controllo di autoritàVIAF(EN) 136457146 ·ISNI(EN) 0000 0001 2164 9341 ·LCCN(EN) no98108832
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