MAT - Museo Arte Tempo | |
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Ubicazione | |
Stato | ![]() |
Località | Clusone |
Indirizzo | Clara Maffei 3, Via Clara Maffei, 3 - Clusone e Via Clara Maffei 3, 24023 Clusone |
Coordinate | 45°53′25.67″N 9°56′49.37″E45°53′25.67″N,9°56′49.37″E |
Caratteristiche | |
Tipo | artistica |
Apertura | 2005 |
Direttore | Responsabile Sonia Trussardi |
Visitatori | 2 860(2022) |
Sito web | |
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IlMAT Museo Arte e Tempo ha la sua sede aClusone inprovincia di Bergamo nelPalazzo Marinoni Barca posto sulla piazza Beato Giovanni Marinoni con ingresso in via Clara Maffei ed è stato inaugurato nel2005.
IlPalazzo Marinoni Barca che ospita il museo, venne costruito nelXVI secolo dalla famiglia Marinoni sopra un edificio preesistente, diventando poi della famiglia Barca dopo il matrimonio di Maria Candida Marononi con Giovanni Battista Barca che lo ebbe in eredità.Nel parco situato sul lato a nord, la famiglia Marinoni aveva posto un giardino esotico, di questa coltivazione ora rimangono solo tre grandi sequoie secolari che sono la caratteristica del palazzo stesso.
Con il tempo, molti degli arredi della famiglia Marinoni vennero alienati, tra questi le tele di Antonio Cifrondi, due di notevoli dimensioni raffigurantile storie di Cambise conservate pressoIl Conventino di Bergamo, e il eritratto di Pietro Marinoni ospitato aBrescia in una collezione privata.
Il palazzo venne venduto dalla famiglia nelXX secolo alla Congregazione della Carità, che adibì i suoi locali in parte nel ricovero per anziani e disagiati grazie ai lasciti della famiglia Sant'Andrea e in parte a biblioteca e museo[1]; venne poi acquistato dall'amministrazione comunale. Il palazzo ospita oltre il Mat- Museo Arte Tempo, anche la sede del Coro Idica il centro Comunale di Cultura.
Il museo si divide in tre sezioni distinti, le quali contengono differenti collezioni. Vuole essere una raccolta che racconta il patrimonio artistico e culturale clusonese. Nell'arte con la pinacoteca che raccoglie una ottantina di quadri di autori clusonesi, tra questiAntonio Cifrondi,Lattanzio Querena,Domenico Carpinoni,Giovanni Trussardi Volpi, eAntonio Brighenti, o che hanno lavorato nel territorio bergamasco, un'opera diGiacomo Manzù eseguita negli anni della sua residenza a Clusone e lavori diAttilio Nani; nella storia con antichi meccanismi di orologi da torre, che vogliono omaggiare l'Orologio planetario Fanzago delXVI secolo e una sezione dedicata alle fotografie donate dalla fondazione Cristilli, che raccontano la storia del paese e della sua gente durante i primi anni delNovecento[2].
La collezione posta al primo piano, è composta da venti meccanismi di orologio ascappamento, che vogliono rappresentare la storia degli orologi aventi comeforza motrice i pesi, nati agli inizi delXIII secolo ed in uso principalmente nei monasteri dove era necessario, per gli obblighi alla preghiera, un meccanismo che scandisse il tempo nel modo più esatto possibile, meccanismo che verrà poi usato anche nelle città dove gli impegni chiedeva la misura del tempo, cosa che nel mondo agricolo non serviva[3].
I meccanismi esposti nelle teche fanno parte dellaCollezione Provincia di Bergamo, e coprono un arco di tempo che va dalXVII secolo alXIX, del1777 il meccanismo di Leopoldo Motta, mentre gli altri sono tutti di autore anonimo.
La collezione proviene da un lascito testamentario diGiovanni Sant'Andrea figlio di Antonietta Gallizioli dei primi decenni delNovecento, il sodalizio di queste due famiglie portò nel palazzo una ricchezza di arredi e di opere che vennero poi lasciate alla Fondazione Sant'Andrea e poi al museo.
La collezione comprende opere di artisti veneti e lombardi, di Alessandro Lanfranchi, di Pietro Ricci che aveva lavorato in Clusone per la pala d'altare dellabasilica di Santa Maria Assunta.
La sala espone alcune quadri olio su tela dei due artisti clusonesi:
- diDomenico Carpinoni, il museo espone la telaDeposizione di Cristo dalla croce (89,5 x 72,2 cm), tela del primo quarto del XVII secolo. L'artista raffigura i personaggi della deposizione racchiusi in un medaglione ovale, come se girassero intorno, dove al centro il Cristo viene calato dalla croce, i colori caldi del compongono tutta la rappresentazione, il cielo e la terra uniti nel dolore, solo il manto azzurro dellamadre tenta di staccarsi dalla scena.
- diAntonio Cifrondi sono presenti più opere. UnSanto Vescovo (117,3 x 91 cm), del primo quarto delXVII secolo, del medesimo periodo unRitratto d’uomo di profilo (57,8 x 44,5 cm), e di particolare interesse laDeppsizione di Cristo dalla croce che è presente in due tele, la prima più piccola che era l'abbozzo che l'artista aveva presentato al committente per l'approvazione, e l'opera compiuta che risulta maggiormente definita, ma anche con modifiche sostanziali nei personaggi posti ai piedi della croce.
Questa sezione è dedicata ad artisti lombardi, tra questi unRitratto del carmelitano Angelo Torriani opera di David Loreti[4] eseguita negli anni dal 1743 al 1746 e considerata tra le sue opere migliori. Le altre sette opere esposte sono di autori ignoti bergamaschoi o lombardi, e raffigurano personaggi in abbigliamento delXVIII secolo di differenti età e condizioni sociali.
La sala espone lavori diLattanzio Querena, artista clusonese, un suo ritratto giovanile, opera eseguita dal 1800 al 1805, e i ritratti che l'artista fece alla moglie Giovanna Baldissini, ai suoceri e alle due cognate nel 1818. Opera invece del generoAntonio Rotta, marito della figlia un suo ritratto del1851.
La sala contiene anche alcuni disegni di matita su carta opere diGiuseppe Macinata delXIX secolo.
I corridoi che collegano le sale al secondo piano espongono, ritratti dai pittori bergamaschi, alcuni benefattori delle famiglie nobili di Clusone, tra questi ilRitratto di Teresa Marinoni,Ritratto di Pietro Antonio Brasi,Ritratto di Don Angelo Guerinoni. Ritratto di Carlo Barzasi, mentre il ritratto diGiovanni Sant'Andrea è opera diGiovanni Trussardi Volpi, mentre quello diCarlo Sant'Andrea è un lavoro diFrancesco Bergametti.
La sala musica espone due lavori copie di opere diEvaristo Baschenis raffiguranti natura morta e strumenti musicali.
Questa sezione contiene i lavori di due artistiGiovanni Trussardi Volpi con una esposizione di bel 15 opere dell'artista, tra questi due suoi autoritratti uno del1916 mentre il secondo del1918 in divisa militare; ritratti di donne, tra questi ilRitratto della Regina Elena di Savoia di notevoli dimensioni, mentre ilRitratto dell’ingegnere Virgilio Castelli (cm. 65,9 x 54,4) del 1908 pare che non fosse stato apprezzato dal committente e quindi non pagato.
Questa sezione espone lavori diAttilio Nani scultore del XX secolo, tra questi il ritratto del padre, uno di un matto. In questa sezione è esposto anche un lavoro diGiacomo Manzù Busto di Ragazzo eseguito nel 1945 in cera e gesso, periodo in cui l'artista aveva trovato rifugio a Clusone durante il secondo conflitto mondiale.
Testimonianza del XX secolo clusonese è l'archivio Cristilli. Cesare Cristilli tornato a Clusone nel 1920 dopo aver partecipato al primo conflitto mondiale, si dedicà alla bottega di fotografia della famiglia, riuscendo per capacità a partecipare a concorsi fotografici ottenendo premi e riconoscimenti. Le foto raccontano la storia di Clusone, sia nei momenti importanti, come le visite pastorali, o le esposizioni eucaristiche, ma anche momenti di vita quotidiana, il mercato, la scuola dell'infanzia, o la mensa delle fabbriche locali, immagini che hanno immortalato e fermato la storia della gente dell'alta valle.
Il museo mette a disposizione percorsi didattici educativi per le scuole, dalle prime classi dell'infanzia fino a alle scuole di secondo grado, fornendo attività sia per le scuole, le famiglie o per adulti. Il museo aveva collaborato conBergamo Scienza negli anni dal 2009 al 2013 con le differenti tematiche.
È possibile visitare il museo nei giorni di venerdì: dalle 15.30 alle 18.30 e sabato e domenica dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.30 alle 18.30.
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