Nella Giamahiria non si elegge nessuno. Non ci sono elezioni, ripeto, non c'è rappresentanza. Ah, che tradizionalisti siete voi occidentali! Capite soltanto la democrazia, la repubblica, le anticaglie! Non siete pronti per la nuova era, l'era delle masse.
Fu la guida ideologica delcolpo di Stato militare che il1º settembre1969 portò alla caduta dellamonarchia accusata di essere corrotta ed eccessivamente filo-occidentale[2] del reIdris I di Libia e del suo successoreHasan. Senza ricoprire stabilmente alcuna carica ufficiale, ma fregiandosi soltanto del titolo onorifico diGuida e Comandante della Rivoluzione dellaGran Giamahiria Araba Libica Popolare Socialista, Gheddafi fu, per i successivi quarantadue anni, la massima autorità della Libia. All'inizio instaurò unadittatura militare; in seguito, dopo un iniziale avvicinamento alsocialismo arabo diGamal Abd el-Nasser, proclamò la "repubblica delle masse", basata su una nuova ideologia, da lui stesso teorizzata nelLibro Verde e nota comeTerza Via Universale, che al tempo stesso rifiutava capitalismo e lotta di classe a favore di unsocialismo di ispirazione nazionale. Ciò nonostante, continuò per tutta la durata del suo regime a mantenere una politica opportunista e a correggere e cambiare la sua posizione ideologica a seconda del mutare degli equilibri internazionali.
Tra il febbraio e l'ottobre del2011 ebbe luogo laprima guerra civile in Libia che vide opposte le forze lealiste di Mu'ammar Gheddafi e quelle dei rivoltosi, riunite nelConsiglio nazionale di transizione. Il paese, dopo aver vissuto una prima fase di insurrezione popolare sull'onda della cosiddettaprimavera araba conobbe in poche settimane lo sbocco della rivolta in conflitto civile. Gheddafi fu alla fine catturato ed ucciso dai ribelli delCNT, segnando con la sua morte, almeno formalmente, la fine della guerra civile.
Nacque il 7 giugno del1942 in una tenda pressoQasr Abu Hadi, un villaggio dellaTripolitania[3] situato a circa 20 km daSirte, all'epoca facente parte dellaprovincia italiana di Misurata, da una modesta famigliaislamica appartenente alla tribù berbera arabizzataQadhadhfa, di cui, però, si hanno ben poche notizie.[4] All'età di sei anni, Gheddafi rimane coinvolto in un incidente durante il quale perde due suoi cugini e resta ferito a unbraccio, a causa dell'esplosione di una mina risalente al periodo bellico.[5] Tra il1956 e il1961 frequenta lascuola coranica di Sirte, dove entra in contatto con le ideepanarabe delPresidente egizianoGamal Abd al-Nasser, alle quali aderisce con entusiasmo. Nel 1961 decide di iscriversi all'Accademia Militare diBengasi, mentre tre anni dopo frequenta il corso di stato maggiore allaScuola di guerra dell'esercito aCivitavecchia, nonché la scuola di artiglieria contraerea aBracciano.[6] Una volta concluso il corso nel1966 e, dopo aver svolto un breve periodo di specializzazione inGran Bretagna, comincia la propria carriera nelle file dell'esercitolibico, ricevendo la nomina al grado dicapitano all'età di 27 anni.
La prima moglie di Gheddafi, Fātiḥa, è un'insegnante, sposata nel 1969. Cronache del tempo raccontano come i due non si fossero mai incontrati prima della data dello sposalizio. Dalla loro unione nasce un solo figlio e, dopo sei mesi di matrimonio, Gheddafi decide di separarsi per sposare la seconda moglie Ṣāfiya Farkash, che, nata aBeida inCirenaica damadrelibica e dapadreungherese (Farkas inungherese vuol dire "lupo" ed è un cognome assai diffuso), aveva studiato per diventareinfermiera[7]; i due si erano conosciuti nel 1971 inBosnia aMostar, città di origine della donna dove la famiglia si era trasferita ai tempi in cui il nonno di lei era direttore scolastico,[8] dove Gheddafi si era recato per farsi curare l'appendicite.[7]
Insoddisfatto del governo guidato dal reIdris I, giudicato da Gheddafi e da altri ufficiali troppo servile nei confronti diStati Uniti eFrancia, il 26 agosto1969 si pone alla guida del colpo di Stato organizzato contro il sovrano, che porta, il 1º settembre dello stesso anno, alla proclamazione dellaRepubblica guidata da unConsiglio del Comando della Rivoluzione composto da 12 militari di tendenze panarabe filo-nasseriane. Una volta al potere, Gheddafi, nel frattempo autonominatosi colonnello, fa approvare dal Consiglio una nuovacostituzione e abolisce le elezioni e tutti i partiti politici. La Libia di quel periodo non si può infatti considerare unademocrazia, non essendovi concesse molte libertà politiche (tra cui, per esempio, il multipartitismo).
Tra le primissime iniziative del regime di Gheddafi, c'è l'adozione di misure sempre più restrittive nei confronti della popolazione italiana che era rimasta a vivere in quella che era stata laex-colonia, limitazioni che culminano con il decreto di confisca del 21 luglio1970 emanato per"restituire al popolo libico le ricchezze dei suoi figli e dei suoi avi usurpate dagli oppressori". Gli italiani vengono pertanto privati di ogni loro bene, compresi i contributi assistenziali versati all'INPS e da questo trasferiti, in base ad un accordo, all'istituto libico corrispondente, e sono sottoposti a progressive restrizioni che culminano con la costrizione a lasciare il Paese entro il 15 ottobre del1970.[9]
Dal1970, ogni 7 ottobre in Libia si celebrava il “Giorno della vendetta”, in ricordo del sequestro di tutti i beni e dell'espulsione di 20 000italiani.
Il ventisettenne Gheddafi incontra nel1969 il cinquantunenneRaʾīs egizianoGamal Abd al-Nasser, suo iniziale modello ideologico, di cui cercherà di ereditare il ruolo di guida del mondo arabo
La politica della prima parte del governo Gheddafi viene definita dai suoi sostenitori una "terza via" rispetto alcomunismo e alcapitalismo, nella quale cerca di coniugare i principi delpanarabismo con quelli dellasocialdemocrazia. Gheddafi decide di esporre le proprie visioni politiche e filosofiche nel suoLibro verde (esplicito ammiccamento alLibretto rosso diMao Tse-tung), che pubblica nel1976. In nome delNazionalismo arabo, decide di nazionalizzare la maggior parte delle proprietà petrolifere straniere, di chiudere le basi militari statunitensi e britanniche, in special modo la base "Wheelus", ridenominata "ʿOqba bin Nāfiʿ" (dal nome del primoconquistatore arabo-musulmano delle regioninordafricane) e di espropriare tutti i beni delle comunità italiana ed ebraica, espellendole dal paese.
In politica estera, il regime libico diventa finanziatore dell'OLP diYasser Arafat nella sua lotta controIsraele, inoltre, si fa spesso propugnatore di un'unione politica tra i tanti Statiislamici dell'Africa, caldeggiando in particolare, nei primianni settanta, un'unione politica con laTunisia; la risposta interlocutoria (ma sostanzialmente negativa) dell'allora presidente tunisinoHabib Bourguiba fa però tramontare questa ipotesi.[10] Sempre nel medesimo periodo, e per molti anni successivi, Gheddafi è uno dei pochissimi leader internazionali che continuano a sostenere i dittatoriIdi Amin Dada eBokassa (quest'ultimo però soltanto nel periodo in cui si dichiarò musulmano), mentre non verrà mai dimostrato un suo coinvolgimento nella misteriosa scomparsa inLibia, nel1978, dell'ImamsciitaMusa al-Sadr (di cui non apprezza i tentativi di pacificazione delLibano) e neppure il suo fattivo sostegno al combattente palestineseAbū Niḍāl e alla sua organizzazione para-militare, organizzatori, tra l'altro, dellaStrage di Fiumicino nel1985. In quest'ultimo caso la Libia smentisce ogni suo coinvolgimento ma non manca di rendere ufficialmente onore ai terroristi autori di tale attentato.
Dal 16 gennaio1970 al 16 luglio1972 Gheddafi è anche primo ministro libicoad interim, prima di lasciare il posto aʿAbd al-Salām Jallūd. Nel1977, grazie ai maggiori introiti derivanti dalpetrolio, il regime decide di effettuare alcune opere a favore della propria nazione, come la costruzione di strade, ospedali, acquedotti e industrie. Proprio sull'onda della popolarità di tale politica, nel1979, Gheddafi rinuncia a ogni carica ufficiale, pur rimanendo di fatto l'unico vero leader del paese, serbandosi solo l'appellativo onorifico di "Guida della Rivoluzione".
Neglianni ottanta avviene un'ulteriore radicalizzazione nelle scelte di politica internazionale. La sua ideologia anti-israeliana e anti-statunitense lo porta a sostenere gruppiterroristi, tra cui l'IRAirlandese e ilSettembre Neropalestinese. Viene anche accusato dall'Intelligence statunitense di essere l'organizzatore degli attentati inSicilia,Scozia eFrancia, anche se per questi atti si è sempre proclamato estraneo.
All'inizio del 1986 laMarina Militare degli Stati Uniti sta effettuando alcune operazioni di addestramento al largo della costa libica (operazione Attain Document), all'interno delGolfo della Sirte in quelle che secondo ildiritto internazionale sonoacque internazionali. Gheddafi intima agli americani di allontanarsi da quelle che unilateralmente considera "acque libiche" e, dopo aver incassato un rifiuto, decide di passare all'azione: i libici lanciano sei missili contro alcuni aerei statunitensi, e la marina statunitense reagisce affondando due navi pattuglia libiche e distruggendo una postazione missilistica. Sempre nel 1986, la notte del 4 aprile,l'esplosione di un ordigno in una discoteca diBerlino Ovest usualmente frequentata da militari statunitensi provoca la morte di 3 persone (tra cui 2 militari americani) e il ferimento (in molti casi molto grave) di altre 229. Le attività diintelligence statunitensi, anche a seguito dell'intercettazione di un telex inviato dalla sede dell'ambasciata libica inGermania Est, attribuiscono l'attentato alle forze terroristiche legate a Gheddafi.[11]
Il suo governo è ormai divenuto il nemico numero uno degliStati Uniti d'America ed è progressivamente emarginato dallaNATO. Questa tensione prelude, il 15 aprile1986, alblitz militare sullaLibia per volere del presidente statunitenseRonald Reagan: un massiccio bombardamento (operazione El Dorado Canyon) raggiunge anche il suocompound diBāb al-ʿAzīziyya, che è raso al suolo. Gheddafi ne esce incolume ma dichiara che la propria figlia adottiva Hanna è rimasta uccisa; tale versione si dimostrerà tuttavia falsa poiché la ragazza comparirà un paio d'anni più tardi - viva - in un video insieme allo stesso Colonnello, il quale si scoprirà essere stato preventivamente avvertito delle intenzioni statunitensi daBettino Craxi, alloraPresidente del Consiglioitaliano.[12] In risposta, il 16 aprile Gheddafi autorizzòil lancio di due missili terra-terraSS-1 Scud contro il territorio italiano diLampedusa; i missili fortunatamente non provocano danni, cadendo in acqua a 2 km dalle coste siciliane.
Quando Gheddafi scopre che ilRegno Unito ha fornito le basi agli aerei americani per il blitz, decide di aumentare gli aiuti all'IRA.[13] Il 21 dicembre1988esplode un aereo passeggeri sopra la cittadinascozzese diLockerbie, dove periscono tutte le 259 persone a bordo e 11 cittadini di Lockerbie: prima dell'11 settembre 2001, questo è l'attacco terroristico più grave mai avvenuto. L'ONU attribuisce allaLibia la responsabilità dell'attentato aereo, chiedendo al governo diTripoli l'arresto di due suoi cittadini accusati di esservi direttamente coinvolti. Al netto e insindacabile rifiuto di Gheddafi, leNazioni Unite approvano laRisoluzione 748, che sancisce un pesante embargo economico contro laLibia, la cui economia si trova già in fase calante. Solo nel1999, con la decisione da parte libica di cambiare atteggiamento nei confronti della comunità internazionale, Tripoli accetta di consegnare i sospettati di Lockerbie: 'Abd al-Baset 'Ali Mohamed al-Megrahi viene condannato all'ergastolo nel gennaio2001 da una cortescozzese, mentre al-Amin Khalifa Fhimah viene assolto.[14]Nel febbraio2011, intervistato dal quotidiano svedeseExpressen, l'ex ministro della giustiziaMuṣṭafā ʿAbd al-Jalīl ha ammesso le responsabilità dirette del colonnello Gheddafi nell'ordinare l'attentato del1988 alVolo Pan Am 103.[15][16]
Il 27 giugno 1980 un aereo di lineaDouglas DC-9, codice I-TIGI, appartenente alla compagnia aerea italianaItavia, in volo da Bologna a Palermo si squarciò all'improvviso e scomparve in mare nei pressi dell'isola diUstica; persero la vita 81 persone e non ci furono superstiti. Inizialmente le cause maggiormente accreditate furono uncedimento strutturale o un attentato tramite una bomba a bordo. A distanza di molti anni, in cui si sono susseguiti innumerevoli depistaggi, falsi indizi e morti sospette, è stata accreditata come causa più plausibile dell'abbattimento la collisione in volo o il lancio di un missile contro il DC-9, trovatosi in mezzo a una battaglia aerea tra caccia di diversa nazionalità; questi ultimi sono indicati come velivoli libici da un lato, e francesi o statunitensi dall'altro.
Secondo una teoria, all'origine dell'intervento francese vi sarebbe stata la convinzione da parte diAlexandre de Marenches, capo delloSDECE (l'allora servizio di spionaggio estero francese), che sul velivolo libico in volo nelle vicinanze del DC-9 si trovasse il colonnello Gheddafi, personaggio particolarmente inviso al presidente franceseValéry Giscard d'Estaing: quest'ultimo appoggiava il governo centrale delCiad del presidenteHissène Habré, impegnato all'epocain una dura guerra con la Libia di Gheddafi per il controllo del territorio dellaStriscia di Aozou nel nord del Ciad, ritenuto ricco di giacimenti diuranio. Inoltre, d'Estaing era stato coinvolto nel cosiddetto "scandalo dei diamanti" diBokassa[17][18], originato da una indiscrezione rilasciata ai giornali dietro cui si scoprì la mano di Gheddafi.[19].
In una dichiarazione pubblicata rilasciata nel febbraio2007,Francesco Cossiga,presidente del Consiglio all'epoca della strage, sostenne che ad abbattere il DC-9 sarebbe stato un missile «a risonanza e non a impatto» lanciato da un velivolo dell'Aéronavale decollato dalla portaereiClemenceau. Sempre secondo quanto dichiarato da Cossiga, furono i servizi segreti italiani ad informare lui e l'allora ministro dell'InternoGiuliano Amato dell'accaduto: «i francesi sapevano che sarebbe passato l'aereo di Gheddafi, che si salvò perché ilSismi lo informò quando lui era appena decollato e decise di tornare indietro». Sarebbe stato invece ilSIOS, il servizio segreto dell'Aeronautica italiana comandato all'epoca dal generaleZeno Tascio, a dare in tempo reale ad Alexandre de Marenches il piano di volo dell'aereo di Gheddafi consentendo ai francesi di tendergli un'imboscata.[20]
Gheddafi contribuì fortemente alla sconfitta dell'Apartheid inSudafrica, dando sostegno sia economico che militare all'Anc diNelson Mandela. Dopo la sua scarcerazione, Mandela si apprestò a visitare la Libia (sotto embargo ONU) come ringraziamento nei confronti di Gheddafi considerandolo come un fratello. Inoltre Mandela a causa delle reazioni internazionali (USA) negative nei confronti della visita a Gheddafi dichiarò: “Coloro che ieri erano gli amici dei nostri nemici, ora hanno la sfacciataggine di propormi di non visitare il mio fratello Gheddafi, ci consigliano di mostrarci ingrati e di dimenticare i nostri amici di ieri.” Inoltre sempre lo stesso Mandela dichiarò: "Ho tre amici nel mondo, e sonoYasser Arafat, Mu'ammar Gheddafi eFidel Castro".
A partire dai primianni novanta, Gheddafi decide un ulteriore cambiamento del ruolo del suo regime all'interno dello scacchiere internazionale; condanna l'invasione dell'Iraq ai danni delKuwait nel1990 e successivamente sostiene le trattative di pace traEtiopia edEritrea. Quando ancheNelson Mandela fa appello alla "Comunità Internazionale", a fronte della disponibilità libica di lasciar sottoporre a giudizio gli imputati libici dellastrage di Lockerbie e al conseguente pagamento dei danni provocati alle vittime, l'ONU decide di ritirare l'embargo allaLibia (primavera del1999). Nei primi anniduemila, proprio questi ultimi sviluppi della politica libica, portano Gheddafi a un riavvicinamento agliUSA e alle democrazie europee, con un conseguente allontanamento dall'integralismo islamico.
Secondo alcune fonti, nel 1998 il governo libico scoprì l'esistenza di un complotto per uccidere Gheddafi architettato daal-Muqatila, un gruppo di libici veterani della jihad afgana antisovietica sponsorizzati daOsama bin Laden; in conseguenza di ciò il governo libico chiese con successo il primo mandato d'arresto internazionale nei confronti diBin Laden tramite l'Interpol[21]. Altre fonti tuttavia non fanno alcun riferimento a un complotto per uccidere Gheddafi come motivo del mandato d'arresto, ma piuttosto all'uccisione di due cittadini tedeschi in Libia[22][23].
A seguito degli attacchi terroristici agliU.S.A. dell'11 settembre 2001, Gheddafi condanna pubblicamente gli attentati e il suo principale artefice -Osama bin Laden - sulla cui cattura mette addirittura una taglia. Il leader libico diviene sempre più ostile alfondamentalismo islamico, che ormai considera una potenziale minaccia anche al suo potere. In conseguenza di ciò, abiura il suo passato di fiancheggiatore e inizia a fornire informazioni di intelligence allaCIA e al governo statunitense riguardo adal-Qāʿida e ad altri gruppi terroristici.[11]
Gheddafi fu un forte sostenitore e principale artefice della fondazione dell'Unione africana così come si evince dalladichiarazione firmata aSirte (sua città natale)[25]. Ha speso molte risorse per la concretizzazione di unostato panafricano che permettesse l'emancipazione e l'autodeterminazione africana nei confronti del colonialismo e neocolonialismo dei paesi occidentali; ha svolto numerose attività per l'Africa come ad esempio il primo satellite africano per le telecomunicazioni, eliminando così il giogo delle potenze occidentali[26]; fino alla sua uccisione è stato promotore di una moneta unica panafricana denominata "Dinar", che aveva proposto di coniare direttamente con le riserve auree della Libia, alternativa aldollaro nelle contrattazioni commerciali, a programmare unaBanca Africana e a promuovere unaUnione Economica dei paesi poveri per rendere l'Africa un continente più forte ed emancipato dal sistema monetario vigente[27]. Dal 2 febbraio 2009[28] al 31 gennaio 2010 è stato Presidente dell'Unione africana, partecipando alG8 dell'Aquila come rappresentante della stessa[29].
Nonostante ciò, nello stesso periodo attira su di sé le critiche di molte organizzazioni umanitarie a causa dei maltrattamenti commessi contro i migranti africani respinti dall'Italia verso le coste libiche.
Gheddafi nel 2009 in qualità di presidente dell'Unione Africana
Nel2009 nel suo discorso all'ONU come Presidente dell'Unione Africana ha messo in discussione il ruolo delconsiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, dichiarando che dopo la seconda guerra mondiale nonostante il consiglio di sicurezza ci siano state 65 guerre, che i 5 membri permanenti delconsiglio di sicurezzaONU non rappresentano tutti i paesi e hanno il "potere" di decidere le sorti di una nazione sovrana a seconda dei loro interessi, e chi ha avuto un ruolo nelle guerre dopo laseconda guerra mondiale debba risarcire ed essere processato dalTribunale internazionale; ha poi aggiunto che il diritto diveto è ingiusto perché non garantisce la parità tra ogni singolo Stato sovrano, si è persa fiducia nei confronti del consiglio di sicurezza ONU perché ogni paese e comunità ha istituito il proprio consiglio di sicurezza e che quindi il Consiglio di Sicurezza si è sempre più isolato;ha criticato l'Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica dichiarando che non è giusto che i Paesi più potenti non siano sotto la sua giurisdizione e che viene usata solo contro i paesi più deboli, e che se fosse veramente un'organizzazione internazionale tutti i paesi dovrebbero essere membri dell'IAEA.[pressoché tutti i paesi del mondo fanno parte dell'IEA, che ha giurisdizione anche sui paesi "potenti". In generale tutto il testo andrebbe rivisto.]
Ha rivendicato un seggio permanente per l'Africa; ha preteso un risarcimento di 777 miliardi di dollari dai paesi colonizzatori, citando inoltre l'accordo italo-libico in cui l'Italia si impegna a versare 250 milioni di dollari all'anno di risarcimento per i prossimi vent'anni[30] e ha reclamato la costruzione di un ospedale per i libici mutilati in seguito alle mine collocate in territorio libico durante la Seconda Guerra Mondiale. Inoltre ha sottolineato l'importanza delle mine anti-uomo e messo in discussione laconvenzione di Ottawa. Le mine sono armi difensive, se vengono piazzate lungo il confine di un Paese e qualcuno vuole invaderlo, perché si sta invadendo uno Stato sovrano e sarebbe più logico eliminare le armi di distruzione di massa che armi difensive come le mine. La Convenzione dovrebbe essere riconsiderata, l'arma difensiva non viene piazzata in un altro Paese ed è il nemico che invade.
Ha avuto parole di elogio per il presidenteObama definendo come un evento storico la sua vittoria come presidente degliStati Uniti d'America, perché, in un Paese in cui i neri un tempo non potevano stare assieme ai bianchi in caffè o ristoranti o sedersi vicino a loro in autobus. Le vaccinazioni e le medicine non dovrebbero essere vendute.Nel suo Libro verde, sostiene che i medicinali non dovrebbero essere venduti né soggetti alla commercializzazione. I medicinali devono essere gratuiti e i vaccini dati gratuitamente ai bambini, ma le aziende capitalistiche producono i virus e le vaccinazioni e vogliono realizzare un profitto.[senza fonte]
Ha messo in discussione la sede dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, dichiarando che sia meglio scegliere un luogo che sia più centrale rispetto a tutti i Paesi del mondo, in modo da evitare lunghi viaggi per i componenti dell'Assemblea e evitare che sia preso di mira per attacchi terroristici. Ha criticato il ruolo delle Nazioni Unite avuto durante gli omicidi politici o le condanne a morte di altri capi di Stato presso i tribunali, ha messo a confronto laguerra del Kuwait con l'invasione dell'Iraq dichiarando che nel primo caso l'ONU è intervenuta mentre nel secondo caso l'ONU non ha rispettato la propria carta dei diritti.
IlGrande fiume artificiale (oGMR, acronimo della traduzione ingleseGreat Man-made River, in araboالنهر الصناعي العظيم?,al-Nahr al-Ṣināʿī al-ʿAẓīm) è un acquedotto libico che preleva acqua dolce dal Sahara libico per condurlo ai paesi della costa dello Stato africano. Tale opera è stata voluta da Mu'ammar Gheddafi per portare acqua potabile e distribuirla alle città costiere del proprio Paese. Per fare ciò ha sfruttato l'enorme quantità di acqua fossile, presente a grande profondità nel Sahara libico, trasportandola per centinaia di chilometri verso le città costiere di Tripoli,Bengasi,Sirte,Tobruk, dove risiede il 70% della popolazione. Tale idea nacque negli anni ottanta e il progetto fu redatto dalla società americana Brown and Rooth. La realizzazione dell'opera venne affidata all'impresa sudcoreana Dong Ha.
Nel febbraio del 2011 anche laLibia, sull'onda della cosiddettaPrimavera Araba, vide l'insorgere di moti di insurrezione popolare, che ben presto sfociarono in una guerra civile, nella quale laNATO avrebbe in seguito fatto il suo ingresso fiancheggiando le forze ribelli, che avrebbero infine rovesciato il regime di Gheddafi.[31]
Gli scontri, sin dalle prime sollevazioni, si rivelarono molto cruenti. Le forze del regime misero in atto una dura repressione armata che causò la morte di numerosi civili, sui quali veniva aperto il fuoco, con attacchi sommari e violenti sia nelle case che in luoghi e uffici pubblici. Per tali ragioni il 16 maggio del 2011, sulla base delle numerose prove raccolte, il procuratore delTribunale penale internazionale,Luis Moreno Ocampo, chiese alla corte penale l'incriminazione di Gheddafi percrimini contro l'umanità, insieme alfiglioSayf al-Islam Gheddafi e al capo dei servizi segreti libiciAbd Allah al-Sanussi.[32]
Nel corso del mese di agosto le forze ribelli erano in procinto di conquistareTripoli e Gheddafi veniva localizzato presso la sua città natale,Sirte.[33]
Il 20 ottobre 2011, risultando vana ogni ulteriore resistenza nella difesa di Sirte, nella quale si era asserragliato contestualmente alla caduta diTripoli, Muʾammar Gheddafi tentò di guadagnare il deserto per continuare la lotta, ma il convoglio in cui viaggiava fu individuato daidroni inviati dal Presidente degli Stati UnitiObama[34] e attaccato da parte di aerei militari francesi.
Raggiunto da elementi delCNT, Gheddafi fu ferito alle gambe e catturato vivo. Dopo essere stato ripetutamente picchiato, violentato e brutalizzato, fu ucciso con un colpo di pistola alla testa; i suoi ultimi momenti di vita furono registrati dai presenti all'avvenimento in numerosi video.[35][36] Successivamente il suo cadavere fu trasportato aMisurata, esposto al pubblico e, quindi, sepolto in una località segreta nel deserto libico.[37][38]La sua eredità politica e la guida dellaGiamahiria furono raccolte dall'altro figlioSayf al-Islām Gheddafi, il quale, il 23 ottobre2011, per mezzo della Tv sirianaal-Rāʾī (L'opinione), dichiarò in un breve messaggio audio di voler vendicare la morte del padre e di continuare la resistenza contro ilCNT, le forze della NATO e l'esercito francese sino alla fine: "Io vi dico, andate all'inferno, voi e la NATO dietro di voi. Questo è il nostro Paese, noi ci viviamo, ci moriamo e stiamo continuando a combattere".[senza fonte]Il CNT decise poi di aprire un'inchiesta sulla morte di Muʾammar Gheddafi.
In cerca di vendetta per l'uccisione, i simpatizzanti di Gheddafi rapirono, torturarono per 50 giorni e infine assassinarono uno dei loro ostaggi, il ventiduenne ʿOmrān Shaʿbān, nei pressi diBani Walid nel settembre2012.[39]
Nel marzo 2012 laGuardia di Finanza ha sequestrato beni in Italia della famiglia Gheddafi per oltre un miliardo dieuro. Tra questi l'1,256% diUniCredit (pari ad un valore di 611 milioni di euro), il 2% diFinmeccanica, l'1,5% dellaJuventus, lo 0,58% diEni, pari a 410 milioni, lo 0,33% di alcune società del gruppoFiat, comeFiat SpA eFiat Industrial.
Oltre alle quote azionarie, leFiamme Gialle hanno apposto i sigilli anche a 150ettari di terreno nell'isola diPantelleria, due moto (unaHarley Davidson e unaYamaha) e un appartamento in via Sardegna, aRoma. Diversi anche i conti correnti posti sotto sequestro: il deposito più consistente, 650 000 euro in titoli, è quello presso la filiale di Roma dellaUbae Bank, unajoint venture italo-libica.[40] Oltre a ciò, in numerosi altri Paesi sono stati sequestrati beni di vario tipo e conti bancari, per un totale di duecento miliardi di dollari.
Il figlio maggiore èMuḥammad al-Qadhdhāfī, l'unico nato dalla sua prima moglie Fātiḥa; ricopriva la carica di presidente delComitato Olimpico Nazionale ed era presidente diLibyana, una dei due operatori ditelefonia mobile posseduta dallaGeneral Post and Telecommunication Company. Dopo essere fuggito inAlgeria, al2015 risulta essere rifugiato inOman insieme alla matrigna Safia Farkash e ai fratellastriHānnībāl,ʿĀʾisha e Hanna.
Il secondogenito èSayf al-Islām al-Qadhdhāfī, nato nel1972 dalla seconda moglie e ritenuto colui che sarebbe dovuto diventare ildelfino delcolonnello. Laureato inArchitettura, collaboratore politico del padre dopo esserne stato designato erede alla presidenza nel1995, nel2006, avendo criticato il regime del padre, con la richiesta di attuare riforme in senso democratico, cade momentaneamente in disgrazia e va a vivere all'estero, a Londra, dove consegue unmaster presso laLondon School of Economics (LSE) con una tesi, che poi si scopre essere stata copiata (gettando forti ombre anche sul modo di conseguimento della sua precedente laurea), inerente allanatura anti-democratica della governance globale. Ritorna in Libia insediandosi inizialmente alla presidenza della Fondazione caritatevole di famiglia ma, nonostante nel2008 dichiari di non volere avvicendare il padre nella guida del paese, ritorna a ricoprire via via incarichi sempre più importanti all'interno del regime fino al2011, quando gli viene dato il compito di portavoce del regime e di lavorare alla realizzazione di una nuova costituzione. Dal 19 novembre dello stesso anno risulta detenuto nel carcere diZintan. Il 28 luglio2015 viene condannato alla pena di morte con l'accusa di genocidio. In seguito viene scarcerato[41]. Il 14 Novembre 2021 annuncia di voler competere alle Elezioni presidenziali in Libia del 2021[42].
Il terzogenito è il figlio maschioal-Saʿādī al-Qadhdhāfī, sposato con la figlia di un generale dell'esercito libico e ha come principale interesse ilcalcio (ha giocato con scadenti risultati inSerie A con ilPerugia, esordendo in un incontro contro laJuventus, e ha militato, sempre in Italia, anche nell'Udinese e nellaSampdoria). Fuggito inNiger, il 6 ottobre2014 viene estradato in Libia e è viene detenuto nel carcere diTripoli accusato di aver ucciso nel2006 il calciatoreBashir al-Riani. Viene scarcerato nel settembre 2021.
Il quartogenito èHānnībāl al-Qadhdhāfī, incaricato alla gestione dell'export delpetrolio libico, si rende protagonista di alcuni incidenti inItalia (dove ha aggredito nel2001 tre agenti di polizia),Francia (dove ha aggredito una ragazza aParigi) eSvizzera. In quest'ultimo paese viene anche arrestato per aver aggredito due camerieri alle sue dipendenze aGinevra, causando unacrisi diplomatica fra Libia e Svizzera.[43]Dopo essere fuggito inAlgeria, ad ottobre 2012 si rifugia inOman, insieme alla madre, al fratellastroMuḥammad e alla sorellaʿĀʾisha[44]. In seguito, il 14 dicembre 2015 viene arrestato in Libano con l'accusa di nascondere informazioni sulla scomparsa diMusa al-Sadr, e al 2021 risulta ancora detenuto in Libano.[45][46]
Il quintogenito èal-Muʿtaṣim bi-llāh al-Qadhdhāfī (chiamato Mutassim o Motassim Gheddafi), ritenuto dall'intelligence statunitense confidente del padre[47] e unica seria alternativa a Sayf al-Islām al-Qadhdhāfī per la successione. Alcune voci però lo descrivono coinvolto in un tentativo di colpo di Stato contro il padre e in una successiva sua fuga in Egitto.[48] Dopo qualche anno di esilio gli viene però concesso di rientrare in Libia, dove diventa consigliere per la sicurezza nazionale e comandante di un'unità speciale dell'Esercito. Viene catturato e ucciso aSirte insieme al padre il 20 ottobre2011.
Il sesto figlio èSayf al-ʿArab al-Qadhdhāfī, studia aMonaco di Baviera presso la Technische Universität (dove nel 2008 si narra che la polizia tedesca gli sequestra l'automobile a seguito di gravi infrazioni). Nel2011, viene nominato a capo di alcune milizie dell'esercito libico durante le ribellioni e il 2 ottobre dello stesso anno perde la vita nel corso di un raid dellaNATO.
Il settimo figlio èKhamīs al-Qadhdhāfī, molto fedele al padre, anche lui ufficiale dell'esercito libico. Si narra che a tre anni, nel1986, durante il blitz americano su Tripoli a cui Gheddafi riesce a scampare, viene ferito. Si laurea prima presso l'accademia militare di Tripoli, ottenendo undiploma inarte e scienza militare, in seguito all'Accademia Militare di Mosca e all'Accademia di Stato Maggiore dell'Accademia delle Forze Armate della Federazione Russa. Dall'aprile 2010 si iscrive ad un master in economia presso laIE Business School diMadrid, venendone però successivamente espulso nel marzo 2011 a causa dei "suoi collegamenti agli attacchi contro la popolazione libica". La guerra civile libica infatti, durante la quale viene soprannominato "Muʿammar il giovane" dai propri miliziani e "macellaio" dai rivoltosi di Bengasi, lo vede al comando delle brigate che sparano per reprimere le prime rivolte scoppiate il 17 febbraio inCirenaica. Viene più volte dato per morto, ma al 12 aprile2013, data in cui ha guidato un commando all'atto di un commissariato, risulta essere ancora latitante.
Gheddafi ha adottato anche due bambini, Hanna e Milad. Hanna, data per uccisa durante il bombardamentostatunitense del1986, compare insieme a lui in un filmato, probabilmente del1988, e sarebbe ancora viva, come testimoniato da alcune foto rinvenute nella residenza-bunker di Gheddafi, e da non meglio precisate testimonianze.Hanna risulterebbe essere fuggita anch'essa inAlgeria il 30 agosto 2011, attraversando il confine aGadames con alcuneMercedes Benz blindate, e da lì inOman, insieme alla madre Safia Farkash (la cui ricchezza personale era stimata a 30 miliardi didollari nel marzo 2011[7]) e ai fratellastriMuḥammad al-Qadhdhāfī,Hānnībāl eʿĀʾisha.[49][50] Invece di Milad non si hanno più notizie.
Nel corso della sua carriera politica Gheddafi si è auto attribuito numerosi appellativi allo scopo di magnificare la sua statura come figura simbolo dell'Islam e delle popolazioni musulmane e africane.
Gheddafi soleva apparire in pubblico abbigliato in maniera molto eccentrica, vistosa e sgargiante. Alternava pompose uniformi militari a camicie variopinte, non disdegnando elaborati abiti tradizionalibeduini. La sua tendenza all'istrionismo era molto marcata. Capitava spesso che si cambiasse diverse volte al giorno e ha dichiarato di essere colui che dettava la moda nel suo Paese.La cura maniacale della sua immagine lo ha spinto a ricorrere svariate volte alla chirurgia estetica. La sua effigie era raffigurata su grandi cartelloni in tutte le città dellaLibia, era l'immagine stessa dellaLibia.
Una sua caricatura, sotto forma di pupazzo, compare brevemente nella clip del brano del 1986Land of Confusion della band rock inglese deiGenesis.
Gheddafi formò una guardia personale composta esclusivamente da donne, che lo accompagnava dappertutto nel corso dei suoi numerosi viaggi internazionali. Pubblicamente si è proclamato uno strenuo difensore dei diritti delle donne e ha asserito con convinzione di voler elevare la condizione della donna araba. Il suo corpo diGuardia Amazzone, formate nell'Accademia militare femminile da lui voluta, era la testimonianza vivente della sua volontà e del suo impegno.
La realtà, tuttavia, secondo alcune testimonianze fornite da ex membri della milizia femminile e da ex esponenti di spicco del regime, sarebbe stata molto differente. Tali testimonianze avrebbero portato alla luce il fatto che quel corpo speciale fosse soprattutto unharem ad uso personale del Colonnello, del quale avrebbero fatto parte anche alcune giovani donne rapite e strappate per anni alle proprie famiglie. Le ragazze avrebbero subito soventi pestaggi e stupri, e sarebbero state obbligate a partecipare a sessioni di sesso estremo e di gruppo. Sarebbero state spinte e costrette a fumare, a bere alcolici e a sniffare cocaina, e sarebbero state tenute prigioniere in una sorta di bunker aBab-el-Aziza in attesa di essere chiamate a soddisfare gli appetiti sessuali del loro Leader. Talvolta, Gheddafi avrebbe usato le sue soldatesse, anche minorenni, per sedurre e poi ricattare potenti diplomatici esteri allo scopo di poterli manovrare. Qualunque congiunto delle giovani vittime avesse osato ribellarsi al destino delle proprie familiari sarebbe stato eliminato, anche in modo brutale.[51][52][53]
Sempre secondo tali testimonianze Gheddafi, nelle visite ufficiali alle scuole del suo Paese, avrebbe scelto con cura molte giovani vittime (spesso tra i 13 e i 14 anni, sia femmine che maschi), carezzandone il capo come segnale per gli incaricati che avrebbero dovuto, in un secondo momento, prelevarle. In alcuni casi le giovani vittime sarebbero state restituite alla famiglia dopo lo stupro; in altri sarebbero state rapite e aggregate allaguardia Amazzone, benché senza aver mai ricevuto un addestramento militare.[54]
Infine, sempre secondo queste testimonianze, tra le prede sessuali di Gheddafi vi sarebbero state, oltre alle giovani studentesse, anche modelle, hostess, infermiere, impiegate e donne sposate. In più circostanze, allo scopo di umiliarne i mariti per fini politici, avrebbe consumato rapporti sessuali (sia consenzienti che non consenzienti) con mogli o figlie di alti dignitari e potenti libici, nonché di Capi di Stato africani.[55]
La situazione della Libia dopo la caduta del regime
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Dopo l'uccisione di Gheddafi e la conseguente caduta del suo quarantennale regime, laLibia è sprofondata in una nuova e cruenta fase di guerra civile. L'uscita di scena del Colonnello, che per lunghissimo tempo era stato in grado di fungere da collante tra tutte le confessioni tribali libiche, ha drammaticamente condotto il Paese in una spirale senza fine di scontri tra tribù e fazioni rivali, che stanno dilaniando la Libia soprattutto in ragione del controllo dei numerosi giacimenti petroliferi e delle più importanti vie commerciali. Nondimeno, l'escalation delle forze islamiste, in parte (ma non solo) legate alloStato Islamico dell'autoproclamato "califfo"Abū Bakr al-Baghdādī, che hanno approfittato della guerra civile per appropriarsi di numerosi arsenali militari presenti sul suolo libico e per occupare città e regioni su cui estendere il proprio dominio, ha portato con sé, con il ripristino dellaShari'a, la persecuzione di cristiani e minoranze religiose.[56][57][58][59]
Dal canto loro, le potenze occidentali che hanno rivestito un ruolo fondamentale nel determinare la caduta del regime (Stati Uniti eFrancia in primis) si sono rivelate incapaci tanto di prevedere le potenziali conseguenze disastrose del loro intervento armato, quanto di garantire che le lotte intestine tra opposte fazioni e l'escalation dei gruppijihadisti potessero cessare.[56][57][60][61]
La realtà del Paese, a pochi anni di distanza dalla caduta del regime di Gheddafi, vede la contemporanea e parallela presenza di due governi (uno con sede a Tripoli, riconosciuto dalla comunità internazionale) e l'altro con sede a Benghasi)), di oltre 200 milizie armate e di gruppijihadisti tra cui lo Stato Islamico.[62] Il parlamento si è dovuto inizialmente trasferire, nell'agosto del 2014, per ragioni di sicurezza inCirenaica.
Il governo di Tripoli (GNA, riconosciuto dalla comunità internazionale) è sostenuto da parte dell'esercito regolare e da varie milizie prevelentemente di origine tripolitana e misuratina, oltre a godere dell'appoggio economico e militare di Turchia e Qatar. Il governo parallelo, con sede a Benghasi, è soggetto alla forte influenza del Generale Khalifa Haftar e del suo LNA (formazione militare che avrebbe dovuto costituire il nucleo del nuovo esercito libico, prima della sua rivolta contro il governo internazionalmente riconosciuto del GNA) e gode dell' aperto appoggio economico e militare di Egitto, UAE e Arabia Saudita, oltre che da un appoggio ambiguo di Russia e Francia (che ufficialmente sostengono il GNA) .[63][64][65][66]
La situazione drammatica in cui versa la Libia, tra lacerazioni interne, instabilità, guerre, guerriglie, gruppijihadisti, milizie armate, Stato Islamico, povertà, persecuzioni, porta con sé anche un ulteriore risvolto con cui gli Stati europei, con l'Italia in prima fila, stanno facendo i conti. In assenza di un solido governo centrale che assicuri il controllo del territorio, i flussi migratori che attraversano il paese sono degenerati in un vero e proprio traffico di esseri umani e in un'escalation di approdi clandestini sulle coste europee che si sono rivelati difficili da contenere e regolarizzare.[67] I flussi di migranti sono gestiti da trafficanti con pochi scrupoli, parte di vere e proprie organizzazioni criminali a volte legate allo Stato Islamico o ad altri gruppi islamisti, che considerano il traffico di esseri umani come uno dei business maggiormente remunerativi (ancor più dei rapimenti a scopo estorsivo) per finanziare le loro attività propagandistiche, terroristiche e militari.[68][69][70]
^Blundy, David; Lycett, Andrew (1987).Qaddafi and the Libyan Revolution. Boston and Toronto, Little Brown & Co.ISBN 978-0-316-10042-7.
^A tal riguardo, nel2009, un'anziana signora israeliana di origine libica, tal Rachel Tammam, ha affermato senza poter fornire alcuna prova che Gheddafi avrebbe anche una discendenzaebraica in quanto figlio di sua zia Razale Tammam (un'ebrea diBengasi che, poco dopo la maggiore età, avrebbe sposato un uomo musulmano, scontrandosi contro la volontà del padre, ostile a quella patente violazione della Legge ebraica). Cfr.La Stampa.it: "Gheddafi ha origini ebraiche"Archiviato l'11 ottobre 2009 inInternet Archive. del 7 ottobre 2009. Questa voce relativa alle possibili origini ebraiche del leader libico, che ha circolato ormai da tempo, non è però mai stata dimostrata in modo inequivocabile dagli storici, dando adito al dubbio che si tratti di una pura e semplice fantasia o di ungossip sottilmente anti-ebraico, visto che nel mondoislamico, dopo la nascita dello Stato d'Israele, realizzata per il forte impulso dell'ideologiasionista, l'affermazione che qualcuno abbia origini ebraiche suona per lo più come una sorta di denigrazione di una certa gravità.