«Non intendo presentare alcun appello contro una condanna a morte e non accetterò nessun perdono, anche se lo Scià deciderà di accordarmelo. Il perdono è per i traditori ed io sono invece la vittima di un intervento straniero.»
(dichiarazione durante il suo processo, 9 novembre 1953[4])
Figlio diNagm al-Saltanah, una principessaQājār, e di Mirza Hedayatollah, alto funzionario delle finanze, viene eletto per la città diEsfahan nel primo parlamento iraniano (Majles), ma l'elezione non viene convalidata perché Mossadeq non aveva ancora l'età minima richiesta di 30 anni. Nel 1909, quando loscià Qajar reprime con l'aiuto zarista il movimento costituzionale, Mossadeq si reca inFrancia per studiare all'École libre des sciences politiques. Si reca poi inSvizzera e finisce i suoi studi di diritto nell'Università di Neuchâtel. Laureatosi ingiurisprudenza, torna in Iran per occupare diversi incarichi amministrativi, tra cui quello di governatore dell'Azerbaigian e delFars e di ministro delle finanze[5].
Membro dellamassoneria[6], nel 1925 è eletto al parlamento iraniano, il "Majles". Si oppone allora all'incoronazione a re delprimo ministroRezā Khān, ungenerale della Brigata Cosacca dell'esercito iraniano e uomo forte del Paese fin dal 1921. Malgrado la sua opposizione, Rezā Khān è proclamato scià di una nuova dinastia, quella deiPahlavi. Mossadeq, assieme all'Ayatollah Modarres che si era egualmente opposto all'incoronazione, viene perseguitato ed è costretto a ritirarsi dalla vita politica esiliandosi nelle sue proprietà.
È solo nel 1944, a seguito del clima di apertura democratica imposta dagliAlleati dopo laconferenza di Teheran (novembre 1943) e l'ascesa al trono del nuovo re, figlio del precedente,Mohammad Reza Pahlavi, che torna all'attività politica, sedendo nuovamente nel nuovo Parlamento iraniano fra le file dei nazionalisti[7]. Dopo la contestazione dei risultati elettorali del 1950 divenne il capo delFronte Nazionale (Jabhe e Melli), alleanza politicairaniana eterogenea, composta da nazionalisti, liberali, laburisti e repubblicani e sostenuto dal clero sciita guidato dall'Ayatollah Kashani[8].
Manifestazione in favore di Mossadeq, 1952
Dal 1951 al 1953 fuprimo ministro d'Iran, a seguito degli avvenimenti connessi al mancato rinnovo della concessione sullo sfruttamento delpetrolio allaAnglo-Iranian Oil Company, che loshahReza Pahlavi aveva concesso nel 1933 aibritannici. All'epoca tale concessione era invisa alla maggioranza degli iraniani, che vedevano nell'oro nero il simbolo dell'indipendenza ormai a portata di mano, e che scesero in piazza per protesta contro lo sfruttamento da parte della compagnia britannica. Mossadeq guidava il movimento parlamentare che si opponeva al rinnovo della concessione e presiedeva la commissione parlamentare che raccomandava la nazionalizzazione dell'industria petrolifera: quando, il 7 marzo 1951, fu assassinato il primo ministro che aveva posto il rinnovo della concessione al centro della sua azione di governo, ilgeneraleAli Razmara, il parlamento votò all'unanimità la designazione a primo ministro di Mossadeq, che ricoprì questa carica sino al 1953.
Appena nominato Primo Ministro non perse tempo e mantenne le sue promesse, smantellando l'Anglo-Iranian Oil Company e costituendo laNational Iranian Oil Company. Per tutta risposta la Gran Bretagna congelò i capitali iraniani che si trovavano in gran parte nelle sue banche, rafforzò la presenza militare nelGolfo Persico, attuò un blocco navale che impediva l'esportazione di petrolio e dispose un embargo commerciale.
La questione fu portata all'attenzione delConsiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Mossadeq si recò personalmente aNew York per difendere il suo Paese e riportò una schiacciante vittoria diplomatica sull'Inghilterra. Egli proseguì il suo viaggio negliStati Uniti con una visita aWashington dove incontrò il presidenteTruman[9]. Per la sua vittoria all'ONU egli fu proclamato "Uomo dell'anno 1951" dalla rivistaTime.
Mossadeq al confino ad Ahmadabad nel 1965
Nonostante i successi diplomatici, nell'impossibilità di esportare il suo petrolio l'economia iraniana giunse al collasso e a Mossadeq - che intendeva trasformare il Paese in una monarchia costituzionale - furono concessi dal parlamento poteri straordinari per limitare l'influenza dello scià. Diminuì ilbudget della corte e delle forze armate per finanziare la sanità, vietò al sovrano di mantenere contatti con i capi di governi esteri (prerogativa attribuita al ministero degli esteri), fece approvare una riformaagraria che tendeva a un minimo di ridistribuzione dei raccolti (nelle campagne vigeva ancora una sorta di sistema feudale) ed impose una riforma fiscale efficace in un paese in cui i ricchi ed i potenti non pagavano le tasse.
Nel 1953 Mossadeq costrinse lo Scià a lasciare il paese e molti temettero che volesse proclamare la repubblica. A causa della crisi economica e delle resistenze alle sue riforme per la modernizzazione del Paese, Mossadeq fu abbandonato da molti suoi alleati, ed in particolare dal clerosciita militante, guidato dall'Ayatollah Kashani. Mentre Mohammad Reza era in esilio aRoma, a fronte della resistenza dei grandi latifondisti, nonché dei religiosi, che gestivano immense proprietà dimanomorta (le cosiddettewaqf), nell'agosto del1953 il governo guidato da Mossadeq fu abbattuto da uncolpo di Stato militare favorito da un'operazione coperta deiservizi segreti statunitensi ebritannici, denominataoperazione Ajax, e sostituito daFazlollah Zahedi, gradito agli inglesi.
Il ruolo degliStati Uniti d'America nella crisi di Abadan è ancora oggi controverso e viene considerato tra le cause della radicalizzazione dellarivoluzione islamica, che raggiunse uno dei suoi punti di sfogo anti-americano nellacrisi degli ostaggi dell'ambasciata americana[10]. Dopo la destituzione, Mossadeq fu processato e imprigionato per 3 anni, per poi passare il resto della sua vita agli arresti domiciliari.[11]
All'età di 19 anni, nel 1901 Mossadeq sposò Zahra Khanum Zia al-Saltaneh, detta poi Zahra Emami (1879 - 1965), figlia dell'imam del venerdì diTeheran Mirza Zayn al-Abidin, appartenente ad una importante famiglia disayyid sciiti, e della principessa Qajar Zia al-Saltaneh, figlia diNaser al-Din Shah.[12]
La coppia ebbe cinque figli, due maschi e tre femmine:
Ahmad Mossadeq;
Gholam Hossein Mossadeq (19?? - 1990);
Mansoreh Mossadeq; Mansoreh in seguito sposerà il futuro primo ministro dell'IranAhmad Matin-Daftari.
^(FA) Jalal Matini (2009), نگاهی به کارنامه سیاسی دکتر محمد مصدق
^Ahmad Bani-Jamali (2008), آشوب: مطالعهای در زندگی و شخصیت دکتر محمد مصدق
^(EN) Houchang E. Chehabi,Iranian Politics and Religious Modernism: The Liberation Movement of Iran Under the Shah and Khomeini, I.B. Tauris, 1990, p. 113,ISBN978-1850431985.
^Secondo alcuni autori (dal biografo di MossadeqKatouzian fino da ultimo alBeltrame, pp. 127-128) benché la traduzione, affermatasi in Occidente del farsi "Jabeh e Melli" sia "Fronte Nazionale", appare più politicamente più calzante tradurre con un altrettanto formalmente corretto "Fronte Popolare"
(EN) Farhad Diba,Dr. Mohammad Mossadegh; A Political Biography, London, Croom Helm, 1986,ISBN0-7099-4517-5.
Stefano Beltrame,Mossadeq. L'Iran, il petrolio, gli Stati Uniti e le radici della Rivoluzione Islamica, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2009,ISBN978-88-498-2533-6.
(EN) Mostafa Elm,Oil, Power, and Principle: Iran's Oil Nationalization and Its Aftermath, Syracuse (New York), Syracuse University Press, 1994,ISBN0-8156-2642-8.
Marcella Emiliani, Marco Ranuzzi de' Bianchi ed Erika Atzori,Nel nome di Omar. Rivoluzione, clero e potere in Iran, Bologna, Odoya, 2008,ISBN978-88-6288-000-8.
(EN) Mark Gasiorowski,U.S. Foreign Policy and the Shah: Building a Client State in Iran, Cornell University Press, Ithaca (New York), 1991,ISBN0-8014-2412-7.
(EN) Mary Ann Heiss,Empire and Nationhood: The United States, Great Britain, and Iranian Oil, 1950-1954, New York, Columbia University Press, 1997,ISBN0-231-10819-2.
(EN)Overthrow: America's Century of Regime Change from Hawaii to Iraq, Times Books, 2006,ISBN0-8050-7861-4.
(EN)Nikki R. Keddie,Modern Iran: Roots and Results of Revolution, New Haven (Connecticut), Yale University Press, 2003,ISBN0-300-09856-1.
(EN) Mark J. Gasiorowski e Malcolm Byrne (a cura di),Mohammad Mosaddeq and the 1953 Coup in Iran. Tradotto in persiano comeMosaddegh va Coup de Etat (Mosaddegh e il colpo di Stato) da Ali Morshedizad, Ghasidehsara Pub. Co.